26 giu 2011

FESTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA, PATRONO DI CINTANO 26 GIUGNO 2011

OMELIA

Duemila anni fa nel deserto del Giordano apparve un giovane pieno di vitalità, di entusiamo e di fascino. Il suo nome era Giovanni Battista ed immediatamente riuscì ad attrarre a sè le grandi folle d'Israele. Gesù non ha ammirato nessuno quanto Giovanni Battista; di nessuno ha parlato in termini somiglianti: per Gesù non si tratta soltanto di un profeta; egli è più che un profeta; è persino il più grande tra i nati di donna.

Giovanni Battista è il messaggero mandato da Dio a preparare i cuori degli Israeliti per accogliere docilmente il Messia Gesù, UNICO SALVATORE DI TUTTI GLI UOMINI.

Giovanni Battista aveva le idee molto chiare: gli Israeliti, popolo eletto, hanno infranto L'ALLEANZA CON DIO, DISOBBEDENDO ALLA LEGGE DI MOSE'; la storia del popolo eletto è arrivata al fallimento totale. La crisi attuale non è una tra le tante crisi; è il punto finale cui si è giunti attraverso una lunga catena di peccati.
Israele per essere salvato deve convertirsi; ha bisogno di una purificazione totale: i convertiti s'immergono nelle onde del Giordano e mentre essi ad alta voce confessano i loro peccati, Giovanni li battezza e Dio concede loro il perdono.
Giovanni Battista era convinto che i suoi battezzati erano pronti ad accogliere il Messia Gesù e che con Lui avrebbero ritrovato LA LIBERTA', LA PACE E IL BENESSERE.

E qui dobbiamo fare un rilievo molto importante: Giovanni Battista era convinto che il Messia Gesù avrebbe INCOMINCIATO LA SUA MISSIONE CON UN SEVERISSIMO GIUDIZIO: avrebbe salvato sì i peccatori battezzati da lui e perdonati da Dio, MA AVREBBE ANCHE ELIMINATO TUTTI I PECCATORI IMPENITENTI COME UN CONTADINO CHE TAGLIA GLI ALBERI CHE NON FANNO FRUTTI BUONI E LI GETTA NEL FUOCO.

Su questo punto. però, Gesù non poteva concordare con Giovanni Battista: Gesù non eliminò affatto i peccatori impenitenti; gradiva la compagnia dei peccatori; volentieri e spesso mangiava e beveva con loro. E noi sappiamo che i pasti non si consumano con i nemici ma con gli amici.

Gesù convertiva i peccatori usando verso di loro un'immensa misericordia. Basta ricordare Zaccheo, il capo dei pubblicani, il capo dei ladri. Gesù si autoinvitò al pranzo; Zaccheo lo accolse in casa sua con immensa gioia e durante il pranzo ascoltò con vivo interesse le Parole di Vita che uscivano dalla bocca di Gesù. Zaccheo si convertì: le parole di commiato che rivolse a Gesù sono eloquenti: "Maestro, dò la metà dei miei beni ai poveri, e se ho derubato qualcuno gli restituirò quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "OGGI IN QUESTA CASA E' ENTRATA LA SALVEZZA".

Gesù è venuto in questo mondo per fare di tutti gli uomini e di tutte le donne una comunità di fratelli e di sorelle che, amandosi reciprocamente, GODANO LA PACE E IL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI.

GESU' NON VUOLE DEI DISCEPOLI CHE COMANDANO E CHE IMPONGONO AGLI ALTRI LA LORO VOLONTA'; GESU' VUOLE, INVECE, DEI DISCEPOLI CHE SI METTANO GLI UNI AL SERVIZIO DEGLI ALTRI: "IMPARATE DA ME: IO NON SONO VENUTO NEL MONDO PER ESSERE SERVITO, MA PER SERVIRE ED OFFRIRE LA MIA VITA PER LA SALVEZZA DI TUTTI".

GESU' NON VUOLE DEI DISCEPOLI CHE AMMASSANO RICCHEZZE A SCAPITO DEI POVERI; GESU' VUOLE, INVECE, DEI DISCEPOLI CHE SCELGANO VOLONTARIAMENTE LA POVERTA' PERCHE' I POVERI NON SIANO PIU' POVERI E GODANO I BENI DELLA TERRA CHE IL PADRE CELESTE HA CREATO IN ABBONDANZA A VANTAGGIO DI TUTTI I SUOI FIGLIOLI  E DI TUTTE LE SUE FIGLIOLE: "IMPARATE DA ME: IO CHE ERO RICCO MI SONO FATTO POVERO PER ARRICCHIRVI CON LA MIA POVERTA' ".

NEI PRIMI DUE MILLENNI DELLA REDENZIONE L'UMANITA' HA PARTECIPATO, SOPRATTUTTO, ALLE SOFFERENZE, ALLA PASSIONE E ALLA MORTE DI GESU'.
A PARTIRE DAL TERZO MILLENNIO DELLA REDENZIONE APPENA AVVIATO, L'UMANITA' GODRA', IN MODO MERAVIGLIOSO, I BENEFICI FRUTTI DELLE SOFFERENZE, DELLA PASSIONE, DELLA MORTE,  E  S O P RA T T U T T O  D E L L A 
R I S U R R E Z I O N E   D I   G E S U'.

PERCHE' SI VERIFICHI CIO', PERO', E' NECESSARIO CHE LA CHIESA DI GESU' ATTUI NEL SUO SENO UNA PROFONDISSIMA PURIFICAZIONE.

ALLO SCOPO E' INDISPENSABILE LA CELEBRAZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.

P E R G H I A M O  M O L T O  P E R C H E'  T A L E   C E L E B R A Z I O N E  NON CI  
F A C C I A   A T T E N D E R E   T R O P P O!

Sac. Salvatore Paparo

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