“Dio nessuno l'ha mai visto. Però se ci amiamo gli uni gli altri, EGLI è presente in noi e il suo AMORE è veramente perfetto in noi” I GIOVANNI cap. 4 vers 12
Carissimi amiche ed amici del Cenacolo, in questo numero troverete le seguenti parti: Preghiera di don Salvatore Nel cinquantesimo anno della morte di don Lorenzo Milani un ricordo di Lui e della sua opera Riflessione biblica per i mesi di maggio- giugno Preghiera allo Spirito Santo Benedizione
PREGHIERA A GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO Signore Gesù, fai che il Regno di Dio in questa terra sia veramente imminente: sarà un lunghissimo periodo di pace e di benessere mondiali messianici. L'epoca della santità della famiglia, Creata ad immagine e somiglianza della famiglia Trinitaria e non dogmatica di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo e redenta con la Tua Passione, Morte e RISURREZIONE. Che il Pastore e il Maestro sei solo TU e che noi siamo tutti fratelli e sorelle. Anche il vescovo di Roma è un nostro fratello. Egli come tutti i pastori ha ricevuto una missione speciale: confermare i fratelli e le sorelle nella Fede. Il vescovo di Roma chiamato dai cattolici Papa, deve svolgere il suo ministero con tanta umiltà perchè resta uomo come tutti gli altri uomini e donne, esposto all'errore ed al peccato. Che il Papa attuale deve riprendere la missione divina iniziata da Giovanni XXIII: dialogare con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, cercando di valorizzare ciò che unisce per un'azione comune a tutta l'umanità, rispettando il primato della coscienza individuale. Che le Chiese Cristiane ricche, in primis la Chiesa di Roma, devono vendere tutte le loro ricchezze e distribuirle a chi non ha: i POVERI , diventando povere materialmente ma ricche Spiritualmente. Gesù fa che si realizzi presto la tua profezia così aggiornata: “Padre, che i miei discepoli e le mie discepole, oggi divisi in tante Chiese Cristiane, siano una sola cosa, come Io e Tu siamo una sola cosa. Così il mondo crederà che Tu mi hai mandato”
don Salvatore Paparo
DON LORENZO MILANI
Lorenzo Milani, nacque a Firenze il 27 maggio del 1923 da una colta famiglia borghese, suo padre era Alberto Milani sua madre Alice Weiss di origine israelitica. Nel 1930 da Firenze la famiglia si trasferì a Milano, dove Lorenzo fece i suoi studi, fino alla maturità classica, nell'estate del 1941 Lorenzo si dedico alla pittura avendo delle ottime doti, iscrivendosi alla Accademia di Brera; nel novembre del 1942 a causa della guerra la famiglia Milani torno a Firenze e qui 8 novembre del 1943 entro nel Seminario Maggiore di Firenze per diventare prete. Forse proprio la lettura del Vangelo e della Bibbia lo portarono a questa scelta. Il 13 luglio 1947 ricevette l'ordinazione e mandato nella chiesa di San Donato a Calenzano, cappellano del vecchio preposto don Pugi. A San Donato Lorenzo fondò la prima scuola popolare per operai e contadini; già in quel momento si capì subito quale era il messaggio di don Lorenzo, ovvero essere dalla parte dei poveri, degli emarginati, di chi non aveva ascolto, proprio come Gesù aveva fatto nella sua vita. Alla morte di don Pugi nel novembre del 1954, già con qualche problema con la gerarchia della chiesa, fu nominato priore di San Andrea, a Barbiana nel Mugello, una piccola parrocchia di montagna, quasi a punirlo di essere dalla parte dei poveri degli esclusi. Ma Lorenzo non si fece prendere dalla malinconia e fondato sulla Fede in Dio, nel 1955 fondò una scuola per i ragazzi del popolo che avevano fatto le elementari, e che per la prima volta, videro spiegare da Don Lorenzo i grafici che parlavano da soli, ovvero difficilmente chi era figlio di un contadino o di un operaio poteva arrivare alla maturità e tanto meno alla Università. E interessante come don Lorenzo che da vero antesignano spiegava ai ragazzi come leggere questi dati, che erano dati Nazionali dell'INSTAT e non solo, anche la lettura dei giornali faceva parte dell'insegnamento insieme alle materie del programma ministeriale. Un vero e proprio precursore dei tempi, quando la scuola era rimasta al tempo della riforma del filosofo Gentile 1923. Nel maggio del 1958 finì di scrivere il libro “Esperienze Pastorali”, iniziato otto anni prima a San Donato. A dicembre il libro fu ritirato dal commercio per disposizione del Sant'Uffizio perchè ritenuto inopportuno, a causa delle critiche rivolte al sistema gerarchico della chiesa cattolica. Nel dicembre del 1960 don Lorenzo fu colpito dai primi sintomi del male che dopo sette anni lo portò alla morte a soli 44 anni. Nel febbraio del 1965 scrisse una lettera aperta a un gruppo di cappellani militari, che in un loro comunicato avevano definito l'obiezione di coscienza (sostenuta da don Milani) “estranea al comandamento cristiano dell'AMORE è espressione di viltà” La lettera fu incriminata e don Lorenzo rinviato a giudizio per apologia di reato. Al processo che si svolse a Roma, egli non potè partecipare a causa dell'aggravarsi della malattia.Inviò allora una lettera ai giudici di autodifesa. Il 15 febbraio 1966 il processo di prima istanza si concluse con l'assoluzione di don Lorenzo. Ma su ricorso del pubblico ministero, il 28 ottobre 1968 (Quando don Lorenzo era morto da tempo) la corte di appello, modificando la sentenza di primo grado, condannava lo scritto e don Milani. Nel luglio 1966 i ragazzi della scuola di Barbiana, sotto la guida di don Lorenzo, iniziarono la stesura di “Lettera ad una Professoressa, che fu pubblicata un mese prima della morte di don Milani maggio 1967. Don Lorenzo moriva a Firenze il 26 giugno 1967 e come da sua volontà fu sepolto a Barbiana. Voglio concludere questa breve memoria su don Lorenzo Milani con una parte del testamento , scritto ai suoi ragazzi. Caro Michele, caro Ferruccio, cari Ragazzi, non è vero che non ho debiti verso di voi, L'ho scritto per dar forza al discorso! Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto.
Un altro abbraccio, vostro Lorenzo.
RIFLESSSIONE BIBBLICA
O Dio o Mammona (denaro e ricchezza) Gesù disse ai suoi discepoli/e: “Nessuno può servire a due padroni; poiché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e trascurerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona” Care amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare, una presa di posizione così netta e allo stesso tempo scandalosa si trova proprio in questi versetti del Cap. 6 del Vangelo di Matteo. Il pensiero del Profeta di Nazareth su questo argomento è semplice e chiaro e di una logica schiacciante, Dio non può regnare fra noi se non preoccupandosi di tutti e facendo giustizia a quelli che non c'è l'hanno nella nostra società, società simile a quella del tempo di Gesù, ma peggiorata da questo capitalismo privo di ogni regola di vita e profondamente ammalato di ipocrisia. Gesù, proprio perchè si rivolge ai propri discepoli/e, in prima battuta, si rivolge anche alle Chiese Cristiane o meglio ai pastori della varie chiese, ma non solo, si rivolge ai cristiani tutti e agli uomini di buona volontà: Dio può essere servito solo da coloro che promuovono la solidarietà, la fraternità,la misericordia e la compassione. Di conseguenza, i ricchi, sono chiamati dal Profeta di Nazareth a condividere i loro beni con i bisognosi. Gesù ci dice: il Padre che ama tutti i suoi figli e figlie, non può essere servito da chi vive dominato dal denaro e dalla ricchezza dimentico dei suoi fratelli sofferenti. Care amiche ed amici, ricordate quante volte Gesù nel corso della sua vita, condannerà duramente coloro che accaparravano e possedevano più di quanto serviva per una vita dignitosa, senza preoccuparsi di quanti accanto a loro soffrivano. In fondo se guardiamo bene il problema che attanaglia il mondo in questo capitalismo ammalato, la ricchezza di poche persone, vista in prospettiva della totalità della popolazione si può mantenere e crescere solo a scapito della povertà di altri. Per questo, chi si affanna per accrescere la propria ricchezza senza preoccuparsi dei poveri sta impedendo la nascita di questa società fraterna voluta da Dio. E come ci dice Gesù “o si serve il Dio che vuole una società più giusta, o si serve il proprio interesse economico. E non serve solo pensare che i ricchi sono sempre gli altri. Lo siamo molti di noi, a vari livelli, poiché ricco (come dice il vocabolario) in definitiva, è colui che continua a mantenere solo per se, più di quanto ha bisogno, mentre altri mancano dell'indispensabile, e difficilmente noi cristiani su questo argomento ci sentiamo interpellati dal messaggio del profeta di Nazareth. Noi, europei e i nord americani e purtroppo anche molti Paesi orientali “Paesi liberi” siamo più che mai schiavi di un capitalismo senza emozione e senza cuore, abbiamo abbattuto il comunismo, che non era vero comunismo con la scusa che la vera libertà era nel capitalismo, senza regole, che per provvedere al benessere relativo di circa 1 miliardo e mezzo di persone, non si fa scrupolo di condannare alla miseria circa cinque miliardi di persone. A chi importa che l'Africa e l'America Latina abbiano oggi un livello di vita più basso di dieci anni fa. Ci stiamo ormai abituando, comodamente seduti in poltrona a vedere gli affamati e disperati che arrivano nei porti italiani per poi discutere sia in Parlamento che al Bar su come mandarli via, dopo che hanno tentato la traversata quasi impossibile, seminando il fondo del mare di cadaveri. Le Chiese Cristiane oggi interpellate come duemila anni fa da Gesù, non possono più annunciare il Vangelo senza smascherare tutta questa disumanità, e senza porre le domande, che quasi ognuno non vuole farsi, l'ho dice anche il papa Francesco tutte le domeniche e queste domande quali sono: Perchè ci sono persone che muoiono di fame, quando Dio ci ha dato questo dono della terra che ha risorse per tutti? Perchè dobbiamo sempre pensare al prodotto interno lordo e al PIL invece che essere umani? Perchè è la competitività a caratterizzare le relazione tra le persone e i popoli, invece che la solidarietà? Perchè dobbiamo continuare ad alimentare il consumismo, che ruba alla terra molto di più di quello che serve e rovina l'ambiente presa come: “filosofia di vita”, se in noi sta provocando una spirale insaziabile di necessità artificiali? Perchè dobbiamo continuare a sviluppare il culto del denaro come unico dio che offre sicurezza, potere e felicità; e non utilizzarlo per cui era stato inventato: un mezzo e nulla più? Il consumismo penetra in noi in forma sottile, come una leggere brezza, si è trasformato nella nuova religione dell'uomo e della donna moderni. La meta assoluta consiste, nel possedere e godere.. Per questo è necessario lavorare e guadagnare denaro. I praticanti e sono davvero molti,compiono fedelmente il loro acquisto settimanale; essi vivono con intensa devozione le grandi feste religiose (Natale, Epifania, Pasqua, vacanze, matrimoni, festa del papà e della mamma ecc.) preoccupandosi se è scesa la neve o non ci sono code in autostrada, se il mare è pulito o no ecc..... Non è facile liberarsi dalla schiavitù del consumismo. come diceva Erich Fromm: “l'uomo può essere uno schiavo senza catene” Immersi nella società del benessere (a danno di altri), ci preoccupiamo di selezionare il ristorante, la qualità del vino e la marca del nostro abbigliamento. concludendo, Gesù aveva il suo modo di intendere e di vedere le cose. Non è importante, pensare a (quello che mangerete) (A quello che berrete) o a (Quello che indosserete). E' non vivete ossessionati da tutto ciò: “Cercate anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” queste sono le parole del Profeta di Nazareth oggi sono più che mai attuali. r. Fulvio Crivello PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO Padre, grazie per averci dato lo SPIRITO SANTO, fai che esso continui ad ammaestrarci, che rischiari le menti degli uomini e delle donne, fai che esso ci conduca alla speranza di condurci a TE. SIGNORE GESU', che non ci permetta di sottrarci dal TUO Sguardo, ammaestraci con la tua Parola. Te lo chiediamo per tutte le donne e uomini di questa terra in modo da promuovere la vera giustizia e la vera pace sulla Terra come auspicato dall'Opera del Cenacolo Familiare. Fai che tutti i Cristiani delle varie confessioni si incontrino per celebrare insieme la Santa Cena e imparino a conoscere meglio la Tua Parola e a servirla meglio. Fai Spirito Santo, che anche in questa umanità, spesso confusa e priva di amore, mossa a volte solo dal desiderio del denaro, la Tua Parola si affermi e dia la Pace e l'Amore. Amen
r. Fulvio Crivello
BENEDIZIONE CHE LA GRAZIA DEL NOSTRO SIGNORE GESU', SIA CON TUTTI VOI E CHE LE SUE PAROLE DONINO LA PACE ORE E PER SEMPRE AMEN
26 ago 2017
9 mag 2017
MARZO APRILE 2017
“Carissimi,
amiamoci gli uni gli altri, poiché l'amore è da Dio e chi ama è
generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio,
poiché Dio è Amore”
I lett. Di Giovanni cap. 4 vers. 7-8
Carissimi
amiche ed amici del Cenacolo, in questo numero troverete anche quello
relativo alla Pasqua, che non mi è stato possibile mandare a causa
di problemi sulla mia e.mail, troverete quindi le seguenti parti:
Preghiera
di don Salvatore
Riflessione
biblica per la Pasqua
Riflessione
biblica per i mesi di marzo aprile
Preghiera
di don Salvatore allo Spirito Santo
PREGHIERA
PER UNA NUOVA CHIESA
Padre
Nostro e Padre di Gesù Cristo, tuo Figlio per opera dello Spirito
Santo. Oggi da a noi la luce della risurrezione. La sfolgorante luce
della riconciliazione, ed il peggior male è, che noi donne e uomini
spesso non la vediamo, anche se siamo in pieno giorno. Liberaci da
questo non vedere, in questo giorno in cui celebriamo la Pasqua bene
o male insieme a tutta l'umanità, di nuovo turbata da attentati,
guerre e morti. Benedici tutte le Chiese Cristiane dalla più grande
alla più piccola, che ancora vivono separate, non dalla tua Parola,
ma dalle dottrine, che l'una e l'altra si sono date, in modo, che
finalmente unite, possano portare il tuo Amore a tutto il mondo
Cristiano e non Cristiano. Noi ci rimettiamo nelle Tue mani, con
tutto ciò che ci manca e di cui l'intera umanità ha bisogno. Noi
Gesù speriamo in Te e Nello Spirito Santo, che quando abbiamo
invocato con sincerità ha sempre risposto. Rendici migliori e
ammaestraci anche in questo giorno che ricorda la tua resurrezione e
la vittoria sulla morte.
don Salvatore Paparo
RIFLESSIONE BIBLICA
Dal
libro del profeta Michea Cap. 4 vers. 1Bis 2-3
“Verranno delle
nazioni in gran numero e diranno: venite saliamo al monte di Dio e
alla casa dell'Iddio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie, e
noi cammineremo nei suoi sentieri! Poichè da Sion uscirà la legge
(amore), e da Gerusalemme la Parola di Dio. Egli sarà giudice (con
amore) fra molti popoli, e siederà come arbitro fra Nazioni potenti
e lontane. Delle loro spade fabbricheranno vomeri, dalle loro lance,
roncole; una Nazione non leverà più la spada contro l'altra, e non
impareranno più la guerra”
“NON IMPARERANNO Più
LA GUERRA”
Care
sorelle e cari fratelli, oggi in un mondo in cui pare essere tornata
di moda: “far la guerra” ecco un testo di speranza di amore e di
gioia. Analizzando il testo di questa Pasqua 2017 cosa ci dice oggi
nella situazione che stiamo vivendo?
Dobbiamo
proprio rassegnarci a dire che la guerra è un male inelibinabile
dall'orizzonte della nostra storia ? Dobbiamo subirla come realtà
contro cui ogni sforzo è vano? Le tenebre di guerra c'erano anche al
tempo di Michea, basta leggere il capitolo 3 per redersene conto;
eppure il profeta scrive questi versetti pieni di speranza, egli
diceva allora ma anche oggi che si possono aprire dei tempi nuovi,
non solo proiettati in un futuro lontano e come spesso diciamo noi
alla fine dei tempi.
Pasqua
ci annunzia la realtà di questi tempi nuovi di amore e noi non siamo
autorizzati a depotenziarli, o a ridurli a semplice utopia, o peggio
a semplice celebrazione liturgica.
Oggi,
purtroppo siamo ripiombati in un mondo in cui il linguaggio della
politica dei potenti, sono messaggi di minaccia, della paura, degli
attentati, di far vedere i muscoli più che il cervello, un mondo in
cui ancora ci sono le grandi potenze a dettare legge.
Michea
dice: la pace si, ma attraverso un cammino diverso, un cammino di cui
egli indica due tappe.
1
Mettere al centro dei pensieri, delle scelte di vita Dio, il suo
Amore, la sua Parola.
2 Fare
delle scelte di fondo in linea con l'annuncio Evangelico. Fra queste
scelte mi pare giusto collocare quelle auspicate dei vari movimenti
per la Pace, la riconversione bellica, il dialogo per risolvere le
vertenze internazionali (vedi Siria e Corea del Nord) ed ultimo, ma
forse quello più importante: l'educazione alla pace per le nuove
generazioni che saranno il futuro del mondo a partire dalla scuola.
Così,
come Israele prende l'impegno di camminare nel nome di Dio e non in
quello di qualche ideologia, che tanto dolore e morte avevano portato
agli Ebrei al tempo di Michea, così noi, nella misura in cui abbiamo
capito e ricevuto il messaggio di Pasqua, possiamo verificare nel
concreto che le parole del profeta non sono un sogno o una utopia, ma
una realtà possibile. Una serena Pasqua a tutti voi.
r.
Fulvio Crivello
Riflessione
Biblica
Dal
libro della Apocalisse Cap. 3 vers. 15- 16- 17 let. Alla chiesa di
Laodicea
“Mi è nota la tua
condotta: che cioè non sei né freddo né caldo; oh se fossi tu
freddo o caldo! Così, poiché tu sei tiepido, cioè ne caldo ne
freddo...... Tu dici: Sono ricco; sono diventato ricco, non ho
bisogno di nulla; e non ti accorgi che proprio tu sei il più
infelice, miserabile, povero,cieco e nudo”
Care
sorelle e fratelli in Gesù, le parole scritte alla chiesa di
Laodicea nel libro dell'apocalisse, sono quanto mai attuali ai nostri
tempi; ovvero i cristiani di oggi in maggioranza, non sono ne freddi
ne caldi,sono spesso tiepidi nella nostra società occidentale,
tutta presa da problemi economici, in cui l'individuo e diventato una
cosa di secondo piano, ci si preoccupa di più di leggi e regolamenti
che dei diritti della persona. Il papa, ha giustamente detto che ci
si occupa di più di leggi e regolamenti che dei diritti umani, ed è
proprio quello che in termini diversi ci dice il testo che oggi
commentiamo. Spostiamoci un po' dalla nostra società ed andiamo alle
Chiese Cristiane sopratutto dei paesi più ricchi, forse stiamo
vivendo uno dei momenti più adatti per ascoltare queste parole del
Signore; la crisi che noi stiamo vivendo soprattutto, come ho detto
sopra nei paesi più ricchi, ha radici sociologiche e culturali molto
concrete, ma questo ci obbliga a rivedere le fondamenta e a osservare
su quali basi stiamo costruendo la nostra vita cristiana.
Probabilmente non abbiamo radicato il nostro cristianesimo sul
fondamento delle parole di Gesù, ma su costumi, mode e tradizioni
non sempre molto in accordo con lo spirito del profeta di Nazareth.
Abbiamo,
forse voluto appoggiare la nostra religione sulle sicurezze delle
nostre formule e sul rigore della disciplina, ma probabilmente non ci
siamo sforzati troppo nel ricercare la verità nelle parole di Gesù;
insomma siamo stati troppo tiepidi nel seguire le vie di Gesù.
A
volte, come ecclesiastici, abbiamo vissuto troppo attenti a codici,
norme e disposizioni e non altrettanto a ricercare la nostra
responsabilità e i rischi della libertà cristiana.
Come
Cristiani siamo abituati a ricevere i sacramenti come l'espediente
facile e sicuro per ottenere la grazia e la salvezza, una volta
compiuti gli “obblighi religiosi”
non ci
preoccupiamo tanto che il sacramento sia realmente espressione della
nostra conversione sincera.
In
mezzo a tante incertezze, discussioni, divergenze, oggi come sempre,
dobbiamo fare uno sforzo per tornare alle parole di Amore di Gesù,
alla verità del Vangelo. E' giunto per tutti noi, il momento di
interrogarci con realismo e onestà su quali basi stiamo costruendo
la vita delle comunità cristiane. Non basta più continuare a
invocare Gesù con le Parole “Signore,Signore.....” è invece
necessario non più essere tiepidi di fronte alle sue parole di Amore
e di Vita ma di metterle in pratica in modo da non essere più:
miserabili, poveri, ciechi , sordi e nudi di fronte a Lui.
r.
Fulvio Crivello
SIGNORE IDDIO PADRE E
MADRE NOSTRO,
grazie di averci dato Tuo Figlio, GESU' DI NAZARET E grazie per
averci dato lo SPIRITO SANTO, fai che esso continui ad ammaestrarci,
che rischiari le nebbie che ancora avvolgono il mondo, fai che esso
ci conduca alla speranza di condurci a TE. SIGNORE, fai che esso
conduca alla speranza in TE e che non ci permetta di sottrarci dal
TUO Sguardo. Rivela a noi la tua magnificenza e ammaestraci con la
tua Parola.
Te lo
chiedo per tutte le donne e uomini di questa terra è soprattutto che
i governanti di tutto il mondo si sottomettano alla TUA Parola in
modo che possano promuovere la vera giustizia e la vera pace sulla
Terra come auspicato dall'Opera del Cenacolo Familiare.
Fai
Spirito Santo:che tutti i poveri, gli afflitti,i malati, gli oppressi
i non credenti imparino a conoscere quali sono le Tue Vie di Amore.
Fai che tutti i Cristiani delle varie confessioni si incontrino per
celebrare insieme la Santa Cena e imparino a conoscere meglio la Tua
Parola e a servirla meglio. Fai Spirito Santo, che anche in questa
umanità spesso confusa e priva di amore la Tua Parola si affermi e
dia la Pace e l'Amore. Laudato Sii MIO SIGNORE PER TUTTE LE COSE CHE
HAI DATO E PER QUELLO CHE CI DARAI. Amen
don
Salvatore Paparo
BENEDIZIONE
La
grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello
Spirito Santo, sia con tutti noi ora e per sempre
8 apr 2017
Gennaio - febbraio 2017
OPERA CENACOLO FAMILIARE
MESE DI GENNAIO-FEBBRAIO 2017
L'Apostolo Paolo, nella lettera ai Romani, al cap. 13 vers.14 ci dice questo:”L'amore, infatti, non procura del male al prossimo; quindi la pienezza della legge è L'AMORE”
Care amiche ed amici del Cenacolo, troverete in questo numero :
La preghiera di Don Salvatore che prosegue la riflessione del mese di novembre-dicembre
Un breve commento sul cammino della riconciliazione delle Chiese Cristiane
Una riflessione biblica
Una preghiera ispirata allo Spirito Santo
La Benedizione
IO CREDO Signore, che andiamo incontro alla seconda Pentecoste D'AMORE, all'età Aurea del Cristianesimo VOLUTA dal PROFETA DI NAZARET, fondata sulla santità della FAMIGLIA IO CREDO che nella prossima Pentecoste di AMORE, Gesù sarà riconosciuto da tutti gli uomini come Salvatore e come colui che ha portato nel mondo un nuovo modo di intendere la Vita e L'Amore già annunciata da molti profeti di varie FEDI IO CREDO che, perchè la Seconda Pentecoste di Amore si realizzi in tutto il suo splendore E NECESSARIO CHE SI RICOSTRUISCA L'UNICA CHIESA, VOLUTA DA GESU'; per cui è indispensabile che tutte le Chiese Cristiane, in primis, quella cattolica, si riconoscano peccatrici e responsabili della loro attuale divisione e si pongano in umile atteggiamento di conversione. IO CREDO, perchè si giunga a ricostituire L'Unita della Chiesa, il Vescovo di Roma (Papa)debba indire “Un Concilio Ecumenico” al quale tutte le Chiesa Cristiane partecipino a pieno titolo; durante il suo svolgimento abbiano piena libertà di parola, e nelle votazioni godano del voto deliberativo. IO CREDO che la chiesa di Gesù è costituita da tutti i battezzati e non, che tutti sono sotto l'azione dello Spirito Santo, e che ciascuno di essi (donne e uomini) hanno ricevuto dallo Spirito Santo dei doni particolari (carismi) a beneficio di tutta la Chiesa. IO CREDO che tutti i Pastori delle varie chiese, compreso il Vescovo di Roma (per i cattolici, Papa)sono stati posti da Gesù come garanti della sua Parola e guida delle Comunità Cristiane . Essi però, come ci attesta la storia, commettono anche degli errori, restano con i limiti di tutti gli uomini, e talvolta insegnano e impongono cose non volute da Dio. Da ciò la necessità, che tutti rispettino il PRIMATO DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE. COLUI CHE GIUDICA “CON AMORE” ci dice l'apostolo Paolo E' SOLO IL SIGNORE. (I Cor. 4,4 ) don Salvatore Paparo Nel Cenacolo di settembre-ottobre, la preghiera di don Salvatore, invitava tutti e soprattutto le Chiese Cristiane a fare uno sforzo per dare la possibilità allo Spirito Santo di agire per l'unità delle Chiese; ed abbiamo assistito al 31 di ottobre alla visita del vescovo di Roma in Svezia per ricordare e celebrare i 500 anni della riforma voluta da Martin Lutero. E' Stato un grande passo. Ma il Vescovo di Roma ha fatto un ulteriore passo di cammino ecumenico, il mese di febbraio. Egli ha visitato la Chiesa Anglicana di “Tutti i Santi” a Roma, portando un saluto ed invitando a proseguire il cammino; annunciando anche un viaggio nel Sud Sudan, con l'Arcivescovo di Canterbury, Primate della Chiesa Anglicana. Preghiamo quindi lo Spirito Santo che aiuti gli sforzi di tutte le Chiese e che aiuti anche Francesco a portare a termine questo percorso, che ormai non si può più fermare, come diceva anche don Salvatore, CON SPIRITO PROFETICO ; lo Spirito Santo Dia e Riceva l'Amore per questo compito.
Amen r. Fulvio Crivello
RIFLESSIONE BIBLICA
I Farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque da Lui i propri discepoli, con gli Erodiani, a dirgli:” Rabbi, sappiamo che sei veritiero e insegni la Via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perchè non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”. Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: “Ipocriti, perchè volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo”. Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro:”Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?”. Gli risposero: “di Cesare” Allora disse a loro:”Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” Ev Matteo cap. 22 ver. 15-21 Siamo care amiche ed amici del Cenacolo Familiare nel periodo di Quaresima, un periodo dell'anno liturgico che dovrebbe portare a riflettere sul significato della nostra vita ed anche del comportamento che in essa adoperiamo; ed è proprio per questo che dopo un attenta riflessione che spero, ispirata dallo Spirito Santo ho deciso di scegliere questo brano, penso conosciuto quasi da tutti. La domanda che pongono a Gesù è ben congegnata e studiata; se egli risponde di no, lo potranno accusare di ribellione contro Roma. Se accetta di pagare il tributo, tradisce tutto quello che egli ha detto fino a quel momento e tradisce le persone che hanno creduto in Lui: i poveri, i vagabondi, le prostitute, gli emarginati ecc. che egli, da buon rivoluzionario ha sempre difeso. Cosa deve fare il Profeta di Nazaret? Egli chiede che gli mostrino la moneta del tributo, poi li interroga sull'immagine che appare su quel denaro di argento. Rappresenta l'imperatore Tiberio e l'iscrizione diceva e dice: “Tiberius Caesar, Divi Augusti Filius Augustus” e sul rovescio si poteva leggere “Pontifex Maximus” La risposta di Gesù è davvero illuminante. I suoi avversari vivono schiavi del sistema, poiché, utilizzando quella moneta coniata con simboli politici e religiosi, stanno riconoscendo il potere di Roma. Non è certo il caso di Gesù, che vive da povero, ma libero la lacci e lacciuoli, dedito come abbiamo visto sopra ai più poveri e agli esclusi dalla società che conta. Società care sorelle e fratelli che ancora oggi ci portiamo appresso. Gesù, non sta pensando a Dio e all'imperatore di Roma in modo che i due poteri possano imporlo ai proprii sudditi. Da uomo Giusto, Ebreo fedele, sa che a Dio appartengono la terra, l'universo e tutte le cose che sono in esse compresi i suoi abitanti (salmo 24) Cosa può appartenere a Tiberio se non solo il denaro spesso estorto iniquamente. Se qualcuno è invischiato nel sistema dei poteri politici o si presta a servire Cesare (Tiberio) ne compia gli obblighi; ma se egli entra nella sfera di servire Dio, deve sapere che i poveri gli esclusi appartengono a Dio “come spesso il papa Francesco ha ripetuto” anzi sono i figli prediletti. Questo è ciò che ci ha insegnato Gesù di Nazareth. Oggi noi donne e uomini seguaci di questo grande Profeta, dobbiamo far si che nessuno, vicino o lontano, sia sacrificato a nessun potere economico, politico, religioso o ecclesiastico. Gli umiliati dai potenti sono di Dio e di Lui solo. Ed è per questo che Gesù sceglie la vita e non la religione, proprio pensando ai poveri, agli esclusi, alle prostitute; ed è questa preoccupazione per loro, che Egli vuole che essi vivano una vita dignitosa, non è la meta finale, ma oggi è la cosa più urgente anche per noi. A volte noi cristiani ,compresi i ministri di culto delle varie Chiese, esponiamo la nostra fede con un groviglio di parole, di dottrine e di dogmi spesso oscuri, a volte scriteriati, che pochi si rendono conto del regno di Dio di cui parla Gesù. Dio vuole una cosa sola: una vita più dignitosa per tutti, una vita che raggiunge la sua pienezza nella vita eterna. Per questo non si deve mai dare a nessun Cesare di allora e di adesso, a nessun potere religioso, quello che è di Dio, ovvero la nostra dignità, essa e solo di Dio e di nessun altro r, Fulvio Crivello Signore Nostro, Padre e Madre di tutti noi, ci stiamo avvicinando alla Pasqua, con i molti problemi che attanagliano ancora la nostra società: Povertà, esclusione, paure, con poche sicurezze e molte incertezze. Fa che i popoli di tutto il mondo e sopratutto ai governanti e ai potenti, finalmente possano dar retta alle Tue parole che Tu con i profeti e poi con Gesù ai rivolto a loro, così che essi possano promuovere la giustizia e la pace messianica come voluta da Tuo Figlio su questa terra, ancora martoriata da guerre e attentati. Che tutti i poveri, gli esclusi, gli afflitti, gli oppressi, gli sfruttati conoscano quello che Tu con lo Spirito Santo hai detto per migliaia di anni in loro favore, in modo che essi sappiano chi devono servire con amore, ovvero solo Tu o Dio. Fa che i cristiani di tutte le Chiese e confessioni abbiano sempre più conoscenza della Tua Parola e imparino a servirla fedelmente. Fa che fin da ora, la tua verità appaia e si affermi anche in questo mondo, che a volte non vuol sentire e ascoltare la Tua Parola e che essa possa illuminare tutte le donne e gli uomini di questa umanità. Laudato Sii! per tutto quello che ci hai dato, per Gesù, tuo Figlio come anche noi siamo tuoi Figli. Noi speriamo in Te nel Tuo Amore e nella Tua Misericordia.
Amen r. Fulvio Crivello
BENEDIZIONE CHE IL SIGNORE, FACCIA RISPLENDERE IL SUO VOLTO SOPRA DI NOI E CI DIA LA PACE, RICORDIAMOCI DI CHI NON HA, DI CHI SOFFRE, CHE L'AMORE DI DIO SIA SEMPRE CON NOI ORA E PER SEMPRE. AMEN
L'Apostolo Paolo, nella lettera ai Romani, al cap. 13 vers.14 ci dice questo:”L'amore, infatti, non procura del male al prossimo; quindi la pienezza della legge è L'AMORE”
Care amiche ed amici del Cenacolo, troverete in questo numero :
La preghiera di Don Salvatore che prosegue la riflessione del mese di novembre-dicembre
Un breve commento sul cammino della riconciliazione delle Chiese Cristiane
Una riflessione biblica
Una preghiera ispirata allo Spirito Santo
La Benedizione
IO CREDO Signore, che andiamo incontro alla seconda Pentecoste D'AMORE, all'età Aurea del Cristianesimo VOLUTA dal PROFETA DI NAZARET, fondata sulla santità della FAMIGLIA IO CREDO che nella prossima Pentecoste di AMORE, Gesù sarà riconosciuto da tutti gli uomini come Salvatore e come colui che ha portato nel mondo un nuovo modo di intendere la Vita e L'Amore già annunciata da molti profeti di varie FEDI IO CREDO che, perchè la Seconda Pentecoste di Amore si realizzi in tutto il suo splendore E NECESSARIO CHE SI RICOSTRUISCA L'UNICA CHIESA, VOLUTA DA GESU'; per cui è indispensabile che tutte le Chiese Cristiane, in primis, quella cattolica, si riconoscano peccatrici e responsabili della loro attuale divisione e si pongano in umile atteggiamento di conversione. IO CREDO, perchè si giunga a ricostituire L'Unita della Chiesa, il Vescovo di Roma (Papa)debba indire “Un Concilio Ecumenico” al quale tutte le Chiesa Cristiane partecipino a pieno titolo; durante il suo svolgimento abbiano piena libertà di parola, e nelle votazioni godano del voto deliberativo. IO CREDO che la chiesa di Gesù è costituita da tutti i battezzati e non, che tutti sono sotto l'azione dello Spirito Santo, e che ciascuno di essi (donne e uomini) hanno ricevuto dallo Spirito Santo dei doni particolari (carismi) a beneficio di tutta la Chiesa. IO CREDO che tutti i Pastori delle varie chiese, compreso il Vescovo di Roma (per i cattolici, Papa)sono stati posti da Gesù come garanti della sua Parola e guida delle Comunità Cristiane . Essi però, come ci attesta la storia, commettono anche degli errori, restano con i limiti di tutti gli uomini, e talvolta insegnano e impongono cose non volute da Dio. Da ciò la necessità, che tutti rispettino il PRIMATO DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE. COLUI CHE GIUDICA “CON AMORE” ci dice l'apostolo Paolo E' SOLO IL SIGNORE. (I Cor. 4,4 ) don Salvatore Paparo Nel Cenacolo di settembre-ottobre, la preghiera di don Salvatore, invitava tutti e soprattutto le Chiese Cristiane a fare uno sforzo per dare la possibilità allo Spirito Santo di agire per l'unità delle Chiese; ed abbiamo assistito al 31 di ottobre alla visita del vescovo di Roma in Svezia per ricordare e celebrare i 500 anni della riforma voluta da Martin Lutero. E' Stato un grande passo. Ma il Vescovo di Roma ha fatto un ulteriore passo di cammino ecumenico, il mese di febbraio. Egli ha visitato la Chiesa Anglicana di “Tutti i Santi” a Roma, portando un saluto ed invitando a proseguire il cammino; annunciando anche un viaggio nel Sud Sudan, con l'Arcivescovo di Canterbury, Primate della Chiesa Anglicana. Preghiamo quindi lo Spirito Santo che aiuti gli sforzi di tutte le Chiese e che aiuti anche Francesco a portare a termine questo percorso, che ormai non si può più fermare, come diceva anche don Salvatore, CON SPIRITO PROFETICO ; lo Spirito Santo Dia e Riceva l'Amore per questo compito.
Amen r. Fulvio Crivello
RIFLESSIONE BIBLICA
I Farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque da Lui i propri discepoli, con gli Erodiani, a dirgli:” Rabbi, sappiamo che sei veritiero e insegni la Via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perchè non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”. Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: “Ipocriti, perchè volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo”. Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro:”Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?”. Gli risposero: “di Cesare” Allora disse a loro:”Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” Ev Matteo cap. 22 ver. 15-21 Siamo care amiche ed amici del Cenacolo Familiare nel periodo di Quaresima, un periodo dell'anno liturgico che dovrebbe portare a riflettere sul significato della nostra vita ed anche del comportamento che in essa adoperiamo; ed è proprio per questo che dopo un attenta riflessione che spero, ispirata dallo Spirito Santo ho deciso di scegliere questo brano, penso conosciuto quasi da tutti. La domanda che pongono a Gesù è ben congegnata e studiata; se egli risponde di no, lo potranno accusare di ribellione contro Roma. Se accetta di pagare il tributo, tradisce tutto quello che egli ha detto fino a quel momento e tradisce le persone che hanno creduto in Lui: i poveri, i vagabondi, le prostitute, gli emarginati ecc. che egli, da buon rivoluzionario ha sempre difeso. Cosa deve fare il Profeta di Nazaret? Egli chiede che gli mostrino la moneta del tributo, poi li interroga sull'immagine che appare su quel denaro di argento. Rappresenta l'imperatore Tiberio e l'iscrizione diceva e dice: “Tiberius Caesar, Divi Augusti Filius Augustus” e sul rovescio si poteva leggere “Pontifex Maximus” La risposta di Gesù è davvero illuminante. I suoi avversari vivono schiavi del sistema, poiché, utilizzando quella moneta coniata con simboli politici e religiosi, stanno riconoscendo il potere di Roma. Non è certo il caso di Gesù, che vive da povero, ma libero la lacci e lacciuoli, dedito come abbiamo visto sopra ai più poveri e agli esclusi dalla società che conta. Società care sorelle e fratelli che ancora oggi ci portiamo appresso. Gesù, non sta pensando a Dio e all'imperatore di Roma in modo che i due poteri possano imporlo ai proprii sudditi. Da uomo Giusto, Ebreo fedele, sa che a Dio appartengono la terra, l'universo e tutte le cose che sono in esse compresi i suoi abitanti (salmo 24) Cosa può appartenere a Tiberio se non solo il denaro spesso estorto iniquamente. Se qualcuno è invischiato nel sistema dei poteri politici o si presta a servire Cesare (Tiberio) ne compia gli obblighi; ma se egli entra nella sfera di servire Dio, deve sapere che i poveri gli esclusi appartengono a Dio “come spesso il papa Francesco ha ripetuto” anzi sono i figli prediletti. Questo è ciò che ci ha insegnato Gesù di Nazareth. Oggi noi donne e uomini seguaci di questo grande Profeta, dobbiamo far si che nessuno, vicino o lontano, sia sacrificato a nessun potere economico, politico, religioso o ecclesiastico. Gli umiliati dai potenti sono di Dio e di Lui solo. Ed è per questo che Gesù sceglie la vita e non la religione, proprio pensando ai poveri, agli esclusi, alle prostitute; ed è questa preoccupazione per loro, che Egli vuole che essi vivano una vita dignitosa, non è la meta finale, ma oggi è la cosa più urgente anche per noi. A volte noi cristiani ,compresi i ministri di culto delle varie Chiese, esponiamo la nostra fede con un groviglio di parole, di dottrine e di dogmi spesso oscuri, a volte scriteriati, che pochi si rendono conto del regno di Dio di cui parla Gesù. Dio vuole una cosa sola: una vita più dignitosa per tutti, una vita che raggiunge la sua pienezza nella vita eterna. Per questo non si deve mai dare a nessun Cesare di allora e di adesso, a nessun potere religioso, quello che è di Dio, ovvero la nostra dignità, essa e solo di Dio e di nessun altro r, Fulvio Crivello Signore Nostro, Padre e Madre di tutti noi, ci stiamo avvicinando alla Pasqua, con i molti problemi che attanagliano ancora la nostra società: Povertà, esclusione, paure, con poche sicurezze e molte incertezze. Fa che i popoli di tutto il mondo e sopratutto ai governanti e ai potenti, finalmente possano dar retta alle Tue parole che Tu con i profeti e poi con Gesù ai rivolto a loro, così che essi possano promuovere la giustizia e la pace messianica come voluta da Tuo Figlio su questa terra, ancora martoriata da guerre e attentati. Che tutti i poveri, gli esclusi, gli afflitti, gli oppressi, gli sfruttati conoscano quello che Tu con lo Spirito Santo hai detto per migliaia di anni in loro favore, in modo che essi sappiano chi devono servire con amore, ovvero solo Tu o Dio. Fa che i cristiani di tutte le Chiese e confessioni abbiano sempre più conoscenza della Tua Parola e imparino a servirla fedelmente. Fa che fin da ora, la tua verità appaia e si affermi anche in questo mondo, che a volte non vuol sentire e ascoltare la Tua Parola e che essa possa illuminare tutte le donne e gli uomini di questa umanità. Laudato Sii! per tutto quello che ci hai dato, per Gesù, tuo Figlio come anche noi siamo tuoi Figli. Noi speriamo in Te nel Tuo Amore e nella Tua Misericordia.
Amen r. Fulvio Crivello
BENEDIZIONE CHE IL SIGNORE, FACCIA RISPLENDERE IL SUO VOLTO SOPRA DI NOI E CI DIA LA PACE, RICORDIAMOCI DI CHI NON HA, DI CHI SOFFRE, CHE L'AMORE DI DIO SIA SEMPRE CON NOI ORA E PER SEMPRE. AMEN
29 dic 2016
NATALE 2016
OPERA CENACOLO FAMILIARE
NATALE 2016
"Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, poiché l'amore e da Dio e chi ama è generato da Dio e conosce Dio" I lett. Di Giovanni cap. 4, 7
Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici del Cenacolo ed un augurio di celebrare un sereno Natale in famiglia
Esso comprende due parti
1 Preghiera di don Salvatore Paparo
2Riflessione Biblica sul tempo di Natale
Signore, nostro Dio, Tu ti sei abbassato fino a noi, hai voluto diventare uomo con Tuo Figlio, Nostro Salvatore. E' questo Signore l'hai fatto come gesto di compassione e misericordia verso noi tutti. Tu Signore nella notte di Natale hai fatto brillare la tua LUCE che nulla a da condividere con le nostre misere luci. Mostraci in questo giorno, per mezzo dello Spirito Santo la Via che conduce a Te; affinchè vediamo con i nostri occhi la luce del mondo che TU hai mandato con Gesù Tuo Figlio, come anche noi siamo Figli tuoi e fai di noi in questo giorno e non solo, i tuoi testimoni per tutta la nostra vita. Amen
RIFLESSIONE BIBLICA
"Questo popolo s'avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra , mentre il suo cuore è lontano da Me......" Isaia cap. 29,v.13
Un po' strano il testo per la riflessione di Natale, ma la mia coscienza e spero anche ispirata dallo Spirito Santo, dopo gli ultimi fatti avvenuti: (La strage di Berlino, e l'omicidio in diretta televisiva dell'ambasciatore ad Ankara) mi hanno suggerito questo antico testo del profeta Isaia per portarci ad incontrare Gesù sulla nostra via in questo Natale 2016. La secolarizzazione che oggi stiamo vivendo, comprende spesso una serie di comportamenti religiosi a volte spinti all'eccesso; non è semplicemente come spesso avviene in feste, come quella di Natale di Ignorare Gesù ( Si parla di panettoni, di essere buoni, di schede telefoniche, di babbi natale ecc. ma di Gesù, a cui la festa è dedicata quasi non si parla più) e di avere comportamenti quasi anti-religiosi. Isaia, nel testo preso in esame, riconosce che il popolo adora il Signore, ma solo con le labbra, ovvero mantiene come spesso accade oggi la formalità della religione; mentre il cuore è altrove. Non vi sembra, care amiche ed amici del Cenacolo, che il rapporto vivente con Gesù e quindi con Dio sia sostituito con il formalismo della religione? Nel nostro Paese ma un po' in tutta Europa, questo formalismo religioso non è solo della stragrande maggioranza della popolazione, ma anche sui governanti, quando imbevono le leggi dello stato di principi religiosi. In questo formalismo religioso (combattuto da Gesù) la vita scorre in maniera autonoma, Il rapporto tra la propria esistenza e le meraviglie, compresa la nascita di Gesù operate da Dio è completamente perduta. La dipendenza della propria vita da Dio e da Gesù, il senso dell'essere creature svanisce. Isaia, questo antico profeta, smaschera l'autoinganno di coloro che pensano di poter operare (anche i terroristi) qualcosa, lontano dallo sguardo di Dio. Di fondare la propria sicurezza su se stessi, relegando Dio e Gesù a solo comparse della loro vita.
Se dunque è necessario fuggire dal clericalismo, è altresì vero, recuperare il senso della nostra vita, proprio in questo giorno che ricorda la nascita del Salvatore Gesù Cristo. Un Sereno Natale a tutti voi.........
r. Fulvio Crivello
CHE IL SIGNORE FACCIA RISLENDERE IL SUO VOLTO VERSO DI NOI E CI DIA LA SUA PACE, RICORDIAMOCI DEI POVERI ,DEGLI AFFLITTI, DI CHI E' NEL LUTTO CHE L'AMORE DI DIO E DI GESU' SIA CON TUTTI NOI ORA E SEMPRE
AMEN
16 dic 2016
MESE DI NOVEMBRE-DICEMBRE 2016
CENACOLO
FAMILIARE
MESE DI
NOVEMBRE-DICEMBRE 2016
Gesù,
disse:”Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi”
Care amiche ed amici del
Cenacolo, troverete in questo numero :
La preghiera di Don
Salvatore
Un breve commento sul
cammino della riconciliazione delle Chiese Cristiane
Una riflessione biblica
Una mia
preghiera
La Benedizione
Signore, nostro
Iddio, tu ci consenti anche in questo anno di andare incontro alla Luce che
Risplende nelle tenebre: il Natale, Natale che mette davanti ai nostri occhi
ciò che c'è di più grande, l'AMORE di Gesù verso tutti noi, la sua nascita.
Tu ci dai questa
grande regalo, ma noi Signore cosa abbiamo da offrirti da donarti? La nostra
umanità ha tanti pensieri confusi e malvagi, tanta freddezza, tanta frivolezza,
tanto astio, tante guerre sparse nel mondo. Tante cose in contraddizione con il
messaggio di Natale.
Che puoi fartene di questi doni, da una
umanità che ti ha voluto mettere in un angolo e che spesso ti usa come una
comparsa, ma non come primo ATTORE? Ma con il tuo Amore è proprio quello che tu
aspetti da tutti noi e di cui tu ci vuoi liberare, per darci in cambio il
Salvatore e, per mezzo suo una nuova terra in cui regnerà la pace MESSIANICA,
dei cuori rinnovati e un nuovo scopo nella vita. Sii Tu Signore in queste
domeniche di avvento di saper ascoltare la tua Parola, nello stupore e nella
riconoscenza per i tuoi progetti verso di noi, per il tuo Amore per la Tua
Misericordia, per la Tua Compassione, per tutto quello che hai già compiuto in
nostro favore. Amen
don Salvatore Paparo
Nello scorso
Cenacolo, la preghiera di don Salvatore, invitava tutti e soprattutto le Chiese
Cristiane a fare uno sforzo per dare la possibilità allo Spirito Santo di agire
per l'unità delle Chiese; ed abbiamo assistito al 31 di ottobre alla visita del
vescovo di Roma in Svezia per ricordare e celebrare i 500 anni della riforma voluta
da Martin Lutero. E' Stato un grande passo di Francesco, il quale ha
riconosciuto, dopo cinquecento anni la bontà della riforma luterana,ovvero
riportare al centro della Chiesa la Parola di Dio, che a causa di papi, poco
attrezzati, sia per la misericordia che per la comprensione, spezzarono la Chiesa in due grandi parti che
ancora oggi, malgrado un cammino ecumenico iniziatosi con il Concilio Vaticano
II , sono divise, anche se si sono molto avvicinate. L'iniziativa di papa
Francesco deve quindi essere un passo per abbreviare l'unita delle Chiese pur
nella diversità. E' un grande passo, come anche la visita alla Chiesa Valdese
di Torino dello scorso anno in cui Francesco chiese perdono per le varie
persecuzioni. Preghiamo quindi lo Spirito Santo che egli aiuti gli sforzi di
tutte le Chiese e che aiuti anche Francesco a portare a termine questo percorso
che ormai non si può più fermare, come diceva anche don Salvatore CON SPIRITO PROFETICO che, lo Spirito Santo dia
e riceva l'Amore per questo compito. Amen
r. Fulvio Crivello
RIFLESSIONE BIBLICA
“Il deserto e la
terra arida si rallegrino, la steppa fiorisca ed esulti! Si copriranno con
fiori di campo, canteranno e grideranno di gioia; diventeranno belli come il
Libano.... Tutti vedranno la gloria del Signore, la sua grandezza e la sua
potenza. Ridate forza alle braccia stanche e alle ginocchia che vacillano. Dite
agli scoraggiati: siate forti, non abbiate timore! Il Vostro Dio viene a
liberarvi....
Allora i ciechi
riacquisteranno la vista e i sordi udranno di nuovo... Nel deserto scaturirà
una sorgente, e scorreranno fiumi nella steppa...cresceranno l'erba, le canne e
i giunchi. La ci sarà una strada e si chiamerà la “VIA SANTA”. Nessun impuro e
nessun empio la potrà percorrere... la percorreranno tutti quelli che il
Signora ha liberato.... Gioia e felicità rimarranno con loro, tristezza e
pianto scompariranno”
Isaia cap. 35 vers 1-10
Siamo care amiche ed
amici del Cenacolo Familiare nelle domeniche di avvento, avvento che
preannuncia la nascita di Gesù , e come la venuta di Gesù cambiò la Storia,
anche in questo brano, che grazie allo Spirito Santo, oggi possiamo commentare
e riflettere, ci pone di fronte ad un cambiamento importante per tutti noi.
Ci sono due momenti,
almeno a mio avviso, che sono basilari in questo parole: il primo e la
trasformazione che Dio opera nella storia dell'uomo e della donna, nonché della
natura: il secondo è la strada che si deve percorrere, vediamoli brevemente:
E' abbastanza chiaro,
che in un mondo in cui tutto parla, meno che di Dio o meglio qualche volta si
parla di Dio nelle feste a Lui dedicate,
ma che guardando bene, sono ormai diventate, in una società come la nostra, più
un affare commerciale che non per la riflessione; magari per porci
i grandi problemi che attanagliano il mondo: svariate guerre, fame,
ingiustizia sociale ecc... Dio agisce, da vita, in un mondo in cui quasi tutto
è deserto, fa rinascere la natura in bellezza, quella natura che noi uomini e
donne giornalmente cerchiamo di trasformare in deserto. Ma Dio non si limita
solo a questo, Egli soccorre anche noi, ci da ristoro di acqua viva; i deboli
diventeranno forti (Nello spirito) e gli scoraggiati, come allora erano gli
Israeliti, riprenderanno coraggio. Dio ci libera dalle nostre paure, dai nostri
affanni, di non potercela più fare.
E qui arriviamo al
secondo punto: la strada che si deve percorrere...
Tutto questo e
soprattutto avvicinandosi al Natale, dobbiamo saper ascoltare il Signore, per
percorrere la sua via che egli ci ha indicato “Io sono la via la verità e la
vita” Non certo per chi vorrà percorrere le nostre vie piene di insidie e
di dolore; non solo, anche le certezze della nostra società che invece di
portare AMORE porta la morte. Il deserto (la nostra coscienza) non è più
deserto se diamo retta a Lui; non siamo più aridi come sabbia delle dune, se seguiamo i suoi insegnamenti. L'Amore e la
Fede sono care amiche ed amici, una
conquista quotidiana e questa conquista specialmente pensando al Natale, un
Natale non con le luci che risplendono nelle strade, ma con una Luce ben più intensa che risplende in
noi, e questa è la Luce di Gesù che può cambiare, come già 2000 anni fa ha
cambiato il mondo, saprà trasformare questo deserto in Amore, Vita, Gioia.
Amen
Preghiera
per il Natale
Signore nostro Dio,
quando siamo allo stremo, quando non comprendiamo più nulla, non lasciarci
soli; facci sentire la tua presenza e il Tuo Amore. E verso tutti noi, tuoi
figli, hai mandato tuo figlio Gesù e lo hai mandato verso donne e uomini di
ieri e di oggi. Signore ammaestraci e tienici svegli per riconoscerlo e
confessarlo. Pensiamo, in questo momento a tutta l'oscurità che attanaglia il
nostro mondo, agli errori e ai malintesi con cui ci tormentiamo. Pensiamo in
questi giorni di festa, anche se ci disturba un po', ai malati, ai poveri, agli
esclusi, agli oppressi, a chi come sempre nella storia cerca di salvare la vita
sua e dei proprii familiari dalle guerre e dall'oppressione. Pensiamo a loro,
pregandoti di far brillare su di loro e su di noi la luce del Natale, di
renderla ancora più brillante di quanto sia avvenuto fino ad oggi affinchè vi
trovino noi e loro il soccorso di cui
hanno bisogno. Te lo domandiamo nel nome del Salvatore che ci ha insegnato ad
Amare anche i nostri nemici Amen
r. Fulvio Crivello
BENEDIZIONE
CHE IL SIGNORE NOSTRO
DIO, CI BENEDICA E CI GUARDI, FACCIA RISLENDERE IL SUO VOLTO SU TUTTI NOI E CI
DIA LA SUA PACE.
7 set 2016
Maggio< Giugno
CENACOLO
FAMILIARE
MAGGIO GIUGNO 2016
“E noi abbiamo
conosciuto ed abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è
amore e chi rimane nell'amore rimane in DIO e Dio rimane in lui”
pr. Lettera di Gv. Cap.4 vers. 16
Carissimi
amici del CENACOLO FAMILIARE mi scuso per il ritardo di c.a. 30
giorni, in questo numero troverete Care Sorelle e Fratelli, un mio
piccolo commento sulle ultime dolorose cose avvenute nel nostro Paese
(Intolleranza Razziale e Religiosa) poi una preghiera del nostro
Caro Don Salvatore, un commento mio sull'Islam, per conoscerlo
meglio ed
avere una piccola infarinatura sul medesimo, una breve riflessione
biblica ed una benedizione finale.
INTOLLERANZA RAZZIALE E
RELIGIOSA
“Gesù rispose: un
uomo scendeva da Gerusalemme verso Gerico, quando incappo nei
briganti. Questi gli portarono via tutto, lo percossero e poi se ne
andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso passo di la un sacerdote,
vide l'uomo ferito e passo oltre, dall'altra parte della strada.
Anche un levita passò per quel luogo; anch'egli lo vide e
scansandolo prosegui. Invece un samaritano che era in viaggio gli
passò accanto, lo vide e ne ebbe compassione . Gli si accostò,
verso olio e vino sulle sue ferite e gliele fasciò. Poi lo carico
sul suo asino, lo porto in una locanda e fece tutto il possibile per
aiutarlo. Il giorno dopo, tirò fuori due monete, le diede
all'albergatore e gli disse: abbi cura di lui e ciò che spenderai
in più lo pagherò al mio ritorno. Quale di questi tre (disse Gesù)
ti sembra sia stato il prossimo di colui che aveva incontrato i
briganti? Il dottore della legge rispose:”quello che ebbe
compassione di lui” Gesù allora gli disse:”Va' e anche tu fai lo
stesso”
Vang. Secondo Luca
cap. 10 vers 30 -37
Quanta
differenza tra queste parole di amore di Gesù e l'odio per un
colore di pelle diversa o per una religione diversa dalla nostra.
Emmanuel
stava camminando con la propria moglie a Fermo nelle Marche, forse
discorrendo delle loro vicissitudini passate e dei pericolo corsi
durante il viaggio che li aveva portati in Italia, in un barcone
che
rischiava, in ogni momento di affondare per il troppo carico umano.
Avevano trovato ospitalità nella Chiesa Cattolica ed erano felici.
Purtroppo in questa passeggiata avevano incontrato un ultrà della
squadra di calcio del Pescara, già conosciuto, insieme ad altri
individui, dalle forze dell'ordine. Il quale, al passaggio di
Emmanuel e di sua moglie, aveva pensato bene di insultare lei
chiamandola “Scimmia africana”
Emmanuel
aveva chiesto a lui il perchè di tale insulto, ricevendone come
risposta un pugno, che ne ha procurato la morte.
DACCA
: Un drappello di giovani, di famiglie benestanti, alcuni figli della
classe dirigente del BANGLADESH, indottrinati da Imam senza scrupoli
e da un “califfato” l'Isis, sovvenzionato da Stati come: l'Arabia
Saudita ed Emirati Arabi, con cui anche il nostro Paese ha interessi
economici ha ucciso circa 25 persone di cui nove erano italiani
, motivo :
perchè non sapevano recitare alcune sure del Corano.
Ecco,
cosa dicono a noi, che spesso tramite i nostri governanti
“ci diciamo di essere la culla del Cristianesimo “
questi due terribili fatti. Ci dicono questo: che se noi diamo retta
alle parole di Dio, possiamo sconfiggere questa barbarie, dando
proprio valore a quelle parole che il Nazareno ci ha detto quasi
duemila anni fa : “Va e anche tu fai lo stesso”
Malgrado
a tutto quello che succede nel mondo, con guerre con esodi con
massacri a causa del potere e della stoltezza degli individui, Lo
Spirito Santo sta portando a termine la sua azione bimillenaria per
la realizzazione del REGNO DI DIO come è detto nel PADRE NOSTRO in
questa terra: Egli ha operato con sapienza e pazienza sia nelle
Chiese Cristiane, sia nelle Fedi non cristiane, sia in tutti gli
uomini e le donne di buona volontà. Presto sarà raggiunta la pace
MONDIALE MESSIANICA, profetizzata dagli Angeli sulla grotta di Betlem
; presto gli
uomini e le donne di buona volontà s'impegneranno seriamente
affinchè siano debellati la FAME, LA POVERTA', LE MALATTIE, LE
DISUGLAGLIANZE SOCIALI. Avremo una Chiesa che venderà tutte le sue
ricchezze e distribuirà il ricavato AI POVERI; AVREMO UNA CHIESA
POVERA E DEI POVERI, UNA CHIESA CHE SI FARA' POVERA PER ARRICCHIRE I
POVERI; UNA CHIESA CHE PRATICHERA' L'AMORE FRATERNO SECONDO
L'INSEGNAMENTO DI GESU'. Quindi tutti i battezzati, evidentemente
anche i Pastori della Chiesa, vivranno non per se stessi ma per gli
altri ; non giudicheranno, non condanneranno né castigheranno gli
altri, e lasceranno ogni giudizio a DIO, L'UNICO CHE PUO' GIUDICARE
GIUSTAMENTE, PERCHE' L'UNICO CHE SCRUTA I CUORI. I Pastori delle
chiese cristiane pur nell'impegno di essere fedeli nella trasmissione
del messaggio evangelico, RISPETERANNO IL PRIMATO DELLA COSCIENZA
INDIVIDUALE; pertanto, lasceranno alle singole persone la
responsabilità delle proprie scelte senza interferire nelle loro
decisioni di vita. Amen
Don
Salvatore Paparo
La
preghiera di don Salvatore va inquadrata in un tempo non nostro, ma
nel tempo di Dio. Anche se in questo periodo con tutti gli atti di
terrorismo perpetrato non solo sui cristiani ,ma anche su uomini di
altre fedi; la pace Messianica come ci diceva don Paparo ci sembra
lontana e difficile da raggiungere, ma la fede che tutti noi abbiamo
in Dio ci darà questa meravigliosa cosa,
ma come ho
detto sopra, con i tempi dello Spirito Santo che non sono i nostri.
Abbiate quindi care sorelle e fratelli nel Signore la certezza che
questo avverrà, come diceva Don Salvatore.
Care amiche ed amici del Cenacolo
Familiare, ho deciso dopo aver attentamente riflettuto, soprattutto
dopo gli ultimi tragici eventi (Strage di Nizza, omicidio in chiesa
di padre Jaques a Rouen, attentati con decine di morti in Siria e
Iraq ecc.) di far conoscere un po' quello che è stato l'Islam e
quello che è oggi, per cui vi invito a leggere questo scritto e a
telefonarmi per magari dissentire e per darmi suggerimenti: il mio n.
di cell. È 3662803554: buona lettura a tutti.
QUATTRO PASSI NELL'ISLAM
L'Islam
è diffuso in vaste regioni dell'Asia e dell'Africa e dopo il
Cristianesimo è la seconda religione del mondo circa 1 miliardo e
cinquecentomila sono oggi gli islamici. In Europa, a causa delle
ondate migratorie ed in passato, della politica coloniale di molti
Stati, è la più diffusa dopo il cristianesimo. La parola islam
in Arabo significa sottomissione od abbandono, termine che traccia
un elemento essenziale nell'islamismo: l'uomo e la donna devono
rimettersi completamente nelle mani di Allah (DIO). Solo così si può
essere musulmani (e non con le stragi, che dei folli criminali fanno
credere a degli sprovveduti), una parola araba con la stessa radice
di islam.
L'Islam
non riguarda solamente la fede e la sfera religiosa, ma domina (come
è stato per il cristianesimo fino alla rivoluzione francese) tutti i
settori della vita privata e sociale. Ce da dire anche, che la fede
nell'Islam ha minore importanza che nel Cristianesimo; è più
l'interpretazione della legge che ha quasi sempre occupato un ruolo
preponderante. Nella maggior parte dei Paesi islamici sono i
giuristi a determinare la leadership religiosa quindi questi Paesi
sono retti da una teocrazia religiosa. Al contrario rispetto al
cristianesimo non vi è nessuna struttura clericale organizzata. Tre
sono gli aspetti da prendere in considerazione per avere una breve
infarinatura dell'Islam
- La dottrina della fede (monoteismo e rivelazione)
- I doveri religiosi (i cinque pilastri)
- I rapporti tra gli individui (politica e etica)
DUE PAROLE SU
MAOMETTO
L'origine
dell'Islam, la più giovane delle religioni mondiali, si deve far
risalire a Maometto, che nacque nella città della Mecca, attorno al
570 d.C. In Arabia. Egli apparteneva a una delle famiglie più in
vista di questa città mercantile, importante nodo nel traffico delle
carovane nella penisola arabica. Purtroppo rimase ben presto orfano
di entrambi i genitori. Fu preso sotto tutela da uno zio, Abu Talib,
figura che influenzò in modo significativo la vita del nipote.
Grazie alle conoscenze dello zio, Maometto venne assunto come
capocarovana dalla ricca vedova di un commerciante, Kadigia, di
qualche anno più anziana di lui, che Maometto in seguito sposò.
Maometto espose a Kadigia le sue rivelazioni ed ella divenne la sua
prima discepola e contribui attivamente allo sviluppo del percorso
religioso del marito. Kadigia non fu mai velata ed alla sua morte,
Maometto non volle più sposarsi con nessuna donna.
LA
PENISOLA ARABA ALL'EPOCA DI MAOMETTO
Quando
nelle comunità arabe si attenuo il nomadismo a favore di una
maggiore sedentarietà, ci troviamo circa nel V secolo, la tradizione
pagana si indebolì, mentre crescevano l'influenza delle due grandi
religioni: Ebraismo e Cristianesimo. Maometto con le rivelazioni
dell'Arcangelo Gabriele, abbracciò con il monoteismo la concezione
della fine del mondo e di un giudizio universale.
Con la
caduta di Gerusalemme nel 70 d.C. E la distruzione di Israele ad
opera dei romani molti ebrei si erano stabiliti in Arabia e si erano
assuefatti alla lingua ed ai costumi pur conservando la propria fede;
anche il Cristianesimo si era diffuso in tutto il vicino Oriente e
aveva dato origine a stati di fede cristiana come l'Etiopia. Anche
molti che vivevano ancora di nomadismo si convertivano al
cristianesimo ed anche nelle città come La Mecca le classi più
povere aderivano alle parole pronunciate da Gesù. Ciò che forse
influenzò Maometto furono comunque gli eremiti cristiani, che
vivevano in totale solitudine nella vastità del deserto Arabo. Il
Corano ha parole di lode per questi cristiani,che attribuivano più
importanza alla preghiera che al commercio e che aiutavano i
viaggiatori nel deserto con amore e umiltà; è questo substrato di
fede è importante per la comprensione del successivo sviluppo
dell'Islam.
Maometto
ogni anno si ritirava in una grotta fuori dalla città per meditare e
pregare, questa era una consuetudine appresa dagli eremiti cristiani,
ma mentre questi avevano dei testi per la propria meditazione,
Maometto non disponeva di testi scritti, ma all'età di quarant'anni
mentre meditava ebbe una visione: gli apparve l'Arcangelo Gabriele
con un rotolo di pergamena e lo invito a leggere. Maometto rispose
che non sapeva leggere, e Gabriele disse: “Leggi
nel nome del tuo Signore! Leggi! Il Tuo Signore è il Misericordioso
La
parola leggi in arabo ha la stessa radice di Corano che significa
lettura o declamazione. Il Corano è la raccolta delle rivelazioni
ricevute dal Profeta durante il corso degli anni. Quindi anche i
musulmani come i cristiani e gli ebrei hanno un testo sacro di
ispirazione divina e non un dettato di ispirazione divina, quindi
anche nelle 114 sure (capitoli) ci sono parole di Dio e parole di
uomini, bisogna saperle distinguere. Il Corano non fu scritto da
Maometto, ma solo dopo la sua morte, un po' come i Vangeli. Le sure
(capitoli) non sono stati disposti in ordine cronologico ma in ordine
di lunghezza dai più lunghi ai più corti. Fa eccezione a questo la
prima sura che recita questo:
In nome di Allah, il
Clemente, il Misericordioso
La lode (appartiene) ad
Allah, il Signore dei Mondi,
il Clemente, il
Misericordioso,Re del Giorno del Giudizio
Te noi Adoriamo e a Te
chiediamo aiuto.
Guidaci nella retta
via,la via di coloro che hai colmato di grazia, e non di coloro che(
sono incorsi )nella (Tua) ira ne gli sviati
MAOMETTO LEADER POLITICO E RELIGIOSO
Dopo
la prima rivelazione, Maometto cominciò a predicare nella sua città
La Mecca, tuttavia il suo definirsi l'inviato di Dio fu male digerito
dalle classi dominanti, essi pensavano che egli volesse impadronirsi
del potere. Dopo la morte di sua moglie e dello zio che lo
proteggevano e lo assecondavano, la situazione divenne a La Mecca
insostenibile, mentre a Medina numerosi suoi discepoli avevano già
costruito una base solida e lo invitarono a trasferirsi da loro. Nel
622 il profeta abbandonò La Mecca in segretezza e dopo circa una
settimana giunse a Medina dove fu accolto con gioia e gratitudine.
Non si tratto di una fuga: fu considerato come il gesto compiuto da
Abramo, quando su esortazione del Signore, lascio la sua dimora di
UR, in Mesopotamia per recarsi nella nuova terra che Dio aveva scelto
per lui.
A
Medina il profeta divenne presto un leader religioso ma anche
politico. La sua battaglia comunque era la diffusione della nuova
religione; il termine arabo e “Jihad”che
designa questa lotta, è lo stesso che più tardi ,dopo molti anni
dalla morte del profeta, venne usato per designare la guerra santa.
La guerra in nome di Allah era diventata più importante di qualsiasi
altro principio morale e religioso. Nel corso degli anni successivi
sia con le guerre ma soprattutto con azioni diplomatiche egli
conquisto La Mecca, e prima della sua morte nel 632, egli aveva
unificato il Paese in un solo Stato sulla base di dettami religiosi
che erano divenuti più importanti degli antichi legami pagani e di
Tribù.
L'ISLAM DOPO LA MORTE DI MAOMETTO
Dopo
la morte del Profeta i musulmani furono governati da Califfi,
i primi tre furono scelti nella cerchia dei primi discepoli, il
quarto Califfo
fu Alì, figlio dello zio Abu Talib e quindi cugino di Maometto,
nello stesso tempo era anche il genero, in quanto si era sposato con
sua figlia Fatima.
Con
Alì ebbe inizio la divisione del mondo islamico, Alì inviso a molti
fu assassinato dai suoi oppositori. I suoi seguaci avevano sostenuto,
fin dalla morte del Profeta, che Alì, il parente più prossimo di
Maometto, ne era il naturale successore. Il partito che si richiamava
ad Alì, fu il responsabile di una grande divisione che permane
tutt'ora: gli Shiiti, che per quanto riguarda l'Iran è religione di
Stato. Gli Shiiti sostenevano che il Califfo fosse un diretto
discendente da Maometto, mentre i Sunniti che rappresentavano e
rappresentano la corrente principale dell'Islam il Califfo era chi
deteneva il potere al di la della sua parentela con il Profeta. Dopo
la morte di Alì la sede del Califfato resto per un certo numero di
anni a Damasco, poi fu trasferita a Bagdad per cinque secoli, Infine,
quando il capo dell'Islam fu il sultano Turco la sede fu Istambul.
Dopo la deposizione dell'ultimo Sultano ad opera di Kemal Ataturk nel
1924, nessun califfo non è più stato a capo del mondo islamista.
Bisogna qui ricordare, proprio per gli ultimi fatti di cronaca:
“mancato colpo di stato in Turchia, che ha portato nuova acqua al
presidente Erdoan, il quale vuol far ritornare la Turchia con la
legge della Shari'a” Che proprio Kemal Ataturk volle far diventare,
con una grande intuizione politica, la Turchia un paese a se stante
nel mondo islamico, con un codice di diritto laico che giudica gli
imputati secondo il diritto comune e secondo i diritti dell'uomo,
indipendentemente dalla loro religione.
LA
RIVELAZIONE DI ALLAH A MAOMETTO
Dio
“Allah” ha comunicato la sua parola agli uomini e alle donne
attraverso il suo profeta Maometto. Maometto è stato l'ultimo di una
lunga serie di profeti che Dio ha inviato sulla terra i principali
sono: Adamo, Abramo, Mosè,Davide,Gesù e lo stesso Maometto. Agli
inizi della sua predicazione, Maometto si considerava appartenente
alle tradizioni cristiana-giudaica, ma in seguito egli si separò da
queste, per le critiche, che le stesse facevano a Lui. In una
rivelazione, L'Arcangelo Gabriele dette un fondamento storico alla
nuova religione, disse a Maometto di partire da Abramo e da suo
figlio Ismaele avuto dalla schiava Hagar che secondo l'Antico
Testamento fondò un grande popolo: gli Arabi, il profeta insegnò,
che Abramo e Ismaele avevano ricostruito il santuario di La Mecca: la
Ka'Ba, eretto in origine da Adamo, ma che fu distrutto dal diluvio
universale al tempo di Noè. In un primo tempo, per la preghiera
Maometto introdusse la pratica di rivolgersi a Gerusalemme, dopo la
rottura con i giudei e i cristiani, di rivolgersi verso La Mecca, la
stessa cosa per il giorno festivo, non più il shabbat il sabato ma
il venerdì, i famosi cinque pilastri del buon musulmano sono:
professione di fede,la preghiera, il digiuno, l'elemosina, il
pellegrinaggio a La Mecca almeno una volta nella vita.
LE DONNE NELL'ISLAM
Due
passi del Corano, riguardanti la posizione delle donne nella società
esprimono due concetti diametralmente opposti: nella sura 2 al
vers.228 il Corano ci dice.”Le donne
devono avere nei confronti degli uomini gli stessi diritti che gli
uomini nei confronti delle donne” la
sura 4 vers 34 ci dice.”Gli uomini
sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede
agli uni rispetto alle altre” una
contraddizione molto molto chiara, nel Corano; neppure l'uso del velo
deriva dal Corano, ma si è diffusa in varie aree riprendendo delle
tradizioni pre islamiche. La battaglia contro il velo ha
rappresentato soprattutto, dopo i progressi partiti da Kemal Ataturk
una questione primaria per il processo di modernizzazione di molti
Paesi Arabi; purtroppo proprio in questo terzo millennio con la presa
di potere dei fondamentalisti, si è tornati indietro e i veli si
sono ricominciati a vedere,anche in Turchia.
IL PENSIERO UMANO NELL'ISLAM
La conquista araba a partire dalla fine del settimo secolo ha interessato sia l'Asia, sia l'Africa e sia L'Europa; in Europa fu molto importante la conquista della Spagna e soprattutto dell'Andalusia. Dal 700 al 1492 gli Arabi dominarono la parte meridionale della penisola iberica con un Califfato a Cordova. Qui si formò assieme a Granada un centro culturale con eruditi provenienti da tutto il mondo musulmano, caratterizzato da una completa tolleranza religiosa in cui musulmani, ebrei, cristiani collaboravano insieme. La cultura sviluppatasi in Andalusia, esercitò grande influenza in Europa ,non solo nel campo della filosofia, ma anche nel campo dell'architettura, dell'ingegneria e della letteratura, della matematica. Furono gli Arabi a far riscoprire la filosofia greca e Aristotele che ebbe un ruolo di fondamentale importanza nella formazione del pensiero della chiesa cristiana medioevale. Il più eminente filosofo arabo a Cordova, fu Ibn Rashid o Averroè 1126-1198, che difese l'autonomia della filosofia e della scienza in un periodo come il nostro, in cui potenti forze interne all'Islam premevano per soffocare la libertà di pensiero. Averroè era un musulmano credente, riconosceva l'autorità del Profeta e non metteva in dubbio la verità del Corano. Ma sosteneva che le affermazioni del libro Sacro potevano essere interpretati in modi diversi. Il Corano diceva Averroè è stato scritto per tutti gli individui, colti ed ignoranti, e perciò spesso è costretto a ricorrere all'uso di immagini: per questo Dio è raffigurato come essere umano e il paradiso come luogo di piacere e divertimento.Ma, sosteneva Averroè, gli uomini illuminati devono saper cogliere il significato spirituale di quelle immagini e simboli.
Lo
scopo di Averroè era quello di favorire l'armonia tra il pensiero
religioso e il pensiero filosofico e scientifico. Nei secoli
successivi i filosofi musulmani, si concentrarono sullo studio del
testo e delle tradizioni, cosa che purtroppo oggi è un po'
tramontata. Vediamo anche in breve la mistica dell'Islam; anche se
l'ascetismo non ha mai rappresentato un ideale per l'Islam, i fedeli
sono sempre stati esortati a una condotta semplice e responsabile. Di
qui prese e si sviluppo una corrente che considerava e considera
fondamentali la meditazione e il ritiro spirituale: tale movimento è
stato definito SUFISMO in riferimento
al mantello di lana indossato dagli adepti (lana in arabo si dice
suf)
Oltre
che alla meditazione e alla spiritualità il sufismo cambiò anche la
concezione del divino. I sufi sostenevano e sostengono che Allah sia
un Dio di Amore e non un Dio giudice supremo ed inavvicinabile a cui
gli uomini e donne devono sottomettersi. I primi Sufi entrarono
subito in contrasto con la dottrina dominante. In alcuni casi furono
addirittura accusati di blasfemia, e un maestro sufi, Hallaj, fu
condannato a morte, come molti altri. Egli sentiva che Allah aveva
preso dimora in lui, in un rapporto di totale armonia e amore. Per
Hallaj, Gesù aveva la stessa importanza di Maometto; molte delle
parole che sono state attribuite ai Sufi ricordano le parole di Gesù
“Io sono la verità e la vita” “Se tu vedi me, vedi Lui” e al
momento della crocefissione “Perdonali Signore, e abbi pietà di
loro” Non vi è dubbio che Gesù abbia rappresentato e rappresenti
un importante ideale ascetico per il Sufismo.
Il
Sufismo non è un movimento organizzato; tuttavia essendo un
movimento che mette in prima persona la Fede e La mistica e
contrarissimo agli attentati e alle guerre di religione ,che ritiene
criminali e prive di ogni umanità. I Sufi sono presenti sia tra
musulmani Sciiti che tra i Sunniti
r.
Fulvio Crivello
RIFLESSIONE BIBLICA
“E Dio disse a
Caino:dov'è Abele tuo fratello? Ed egli rispose: non lo so; sono io
forse il guardiano di mio fratello? E il Signore disse: che hai tu
fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra...”
Genesi cap. 4
vers 9-10
“Dove
è Abele tuo fratello? “ Questa è la domanda di Dio rivolta a
Caino e il Signore sa già come è andata la vicenda tra Abele e
Caino, eppure egli fa questa domanda, e Caino risponde con arroganza
e senza pietà per chi ha ucciso: suo fratello Abele.
Stessa
domanda la fa a noi tutti i giorni: “Dov'è il tuo prossimo?” E
la fatta anche a chi ha ucciso in modo spietato e senza pietà in
questi giorni padre Jaques, le donne i bambini, gli uomini che erano
a Nizza a festeggiare; a chi ha ucciso a Bagdad a chi ha ucciso a
Damasco a Racca ad Aleppo ecc...... in questo interminabile odio,
scambiato da alcuni per guerra di Religione. No care sorelle e cari
fratelli non c'è proprio nessuna guerra di religione; è la nostra
risposta alla domanda di Dio che non c'è; oppure e arrogante e
sprezzante come quella di Caino. La nostra società cosidetta civile
in che conto tiene la vita? Ma nonostante la nostra sordità alle
domande di Dio, Egli non si stanca e ci invita a ritrovare la dignità
di uomini e donne, non nelle nostre pretese di autosufficienza. Ma
nell'accettare la sua paternità e maternità e le sue decisioni che
altro non sono, se non la sua proposta di vita e di amore, e questo
care amiche ed amici vale, non solo per la nostra fede, ma per tutte
le fedi del mondo, compresa quella islamista.
r.
Fulvio Crivello
BENEDIZIONE
“Iddio nostro Padre
che ci ha amati e ci ha dato per sua grazia una consolazione eterna
ed una buona speranza, consoli i nostri cuori e li confermi in ogni
opera buona e in ogni buona parola”
II epi. Ai Tessalonicesi cap. 2 vers
16-17
3 mag 2016
MARZO – APRILE 2016
“E NOI ABBIAMO CREDUTO ALL'AMORE” 1 GV. CAP 4 VERS 16
UNA
PREGHIERA A GESU'
Ormai
i tempi sono maturi; ma è necessaria una radicale conversione per
vivere il tuo messaggio di amore e di misericordia: ciascuno di noi
deve amare dando alla sorella o al fratello in dono il bene che ha
ricevuto da Te, dal Padre Celeste e dallo Spirito Santo; ciascuno di
noi deve amare ricambiando al fratello o alla sorella il bene da Lui
ricevuto. L'esercizio del vero amore porta con se enormi conseguenze:
nessuno si deve credere in diritto di giudicare e di condannare il
fratello o la sorella POICHE' COLUI CHE GIUDICA SEI SOLO TU, O GESU';
annunziando il tuo messaggio di salvezza, nessuno deve assumersi,
neanche chi, tu hai chiamato a servirti, di giudicare e di
condannare la sorella o il fratello in fede; annunziando il tuo
messaggio di salvezza nessuno deve assumersi L'AUTORITA'
DI MAESTRO, POICHE' IL MAESTRO SEI SOLO TU, O GESU', e
noi tutti siamo fratelli e sorelle. Nelle Chiese e soprattutto in
quella romana e ortodossa, coloro che da TE hanno ricevuto l'ufficio
di guida delle comunità ecclesiali, e di annunziare autorevolmente
il tuo messaggio di salvezza, devono rispettare IL PRIMATO DELLA
COSCIENZA INDIVIDUALE perchè la verità e il bene non vanno imposti
ma proposti.
L'esercizio
dell'amore fraterno, ci suggerisce anche un retto atteggiamento
ecumenico, ovvero partendo dal : “SOLUS
CHRISTUS” tutte
le Chiese Cristiane si pongano in un atteggiamento di Conversione e
di Riforma. Nessuna Chiesa Cristiana deve pretendere che le altre
Chiese Cristiane si adeguino alle sue convinzioni dottrinali ed
etiche.Invece, pur difendendo caritatevolmente le proprie certezze,
rispetti simultaneamente le certezze delle altre Chiese. Rimanendo in
un dialogo fraterno e amorevole, si arriverà certamente ad una UNICA
CHIESA CRISTIANA, secondo il tuo cuore e i tuoi insegnamenti GESU',
poiché secondo la TUA PROMESSA: LO SPIRITO SANTO CHE PUO' AGIRE SOLO
DOVE TROVA L'AMORE, CONDURRA' LA TUA CHIESA A TUTTA LA VERITA'
don
Salvatore Paparo
UN
RITORNO DELLA CHIESA ECUMENICA AI PRIMI TRE SECOLI DI STORIA DEI
CRISTIANI PER RITROVARE SOLO GLI INSEGNAMENTI DEL PROFETA DI NAZARET,
LA PAROLA FATTA CARNE E DI DIO
Prima dell'editto di Milano
del 313 d.C. E durante i primi tre secoli di storia, al cristianesimo
che piano piano andava sempre più espandendosi, il paganesimo
muoveva una accusa di ateismo e di una mancanza di etica. Bisogna
ricordare che la società pagana di allora era impregnata di
religiosità, i suoi dei da Giove a Giunone, da Venere a Marte da
Apollo a Mercurio da Esculapio a Diana ecc. altro non erano che
coperture sacralizzanti di tutti i settori della vita, dalla
sessualità alla cultura, dall'agricoltura alla caccia, dalla
medicina alla musica ecc.
Nei confronti di questa
società che aveva sacralizzato se stessa in tutta la proiezione
sacrale dei vari dei e dei riti, nonché delle processioni ai vari
templi, i cristiani, discepoli di quel profeta di Nazareth chiamato
Gesù che non rappresentava la proiezione sacrale di nessun elemento
della società, apparivano alla stessa, come empi, sprezzatori degli
dei, che non avevano templi, che non avevano simulacri ne statue
apparivano degli atei che deridevano le cose considerate sacre, un
filosofo romano diceva: (Deos despuunt, nullas aras habent, templa
nulla, nulla nota simulacra, rident sacra)
Negli anni successivi
all'editto di Milano la Chiesa, voluta da Costantino (che ancora oggi
ci attanaglia)ha provveduto a ricoprire con un manto sacrale, tutti
gli aspetti e le manifestazioni della vita, con il rischio di
permettere la sopravvivenza dei vecchi fermenti del paganesimo sotto
il rivestimento e la garanzia del cristianesimo; in questo grande
processo di assimilazione, l'annuncio di Cristo, il messaggio
dell'Evangelo sembra aver perduto la sua funzione discriminante,
allora e fino alla rivoluzione francese, non era più pensabile una
distinzione tra società civile e la società ecclesiastica; la
chiesa ha insediato se stessa come l'autorità suprema ( sia nel
mondo cattolico che protestante) che sola poteva legittimare i valori
della società civile, riproponendo in veste cristianizzata la
sintesi antica: “tra la città e il mondo degli dei”.
Dire quindi “Solus Christus
e Sola Scriptura” vuol dire affermare che Dio può essere
conosciuto soltanto attraverso la mediazione di Gesù, ascoltando le
parole della Bibbia e i sacramenti che Gesù stesso ha costituito,
ovvero LA SANTA CENA E IL BATTESIMO. Ma questa centralità di CRISTO
che porterà alla unità delle chiese cristiane come possiamo
viverlo; bisogna tornare a Martin Lutero, come ci è tornato il papa
Francesco ultimamente, Lutero ci dice questo: “L'Evangelo esige la
fede in Cristo,..... il quale ci da vita e beatitudine, non in virtù
delle nostre opere, bensì in virtù dell'opera sua.... così
possiamo rendere nostro il suo morire e la sua vittoria, come se
fossero azioni nostre”
Questo significa che Solus
Christus e Sola Scriptura si esplicità in Sola Gratia e Sola Fide.
r.
Fulvio Crivello
RIFLESSIONE
BIBLICA
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA AL
CAP. 11 VERS. 1-11
“Quando
Israele era fanciullo, Io l'amai, e fin dall'Egitto, chiamai il mio
figliuolo. Egli è stato chiamato, ma si è allontanato da chi lo
chiamava; hanno sacrificato ai Baali, hanno offerto incensoa immagini
scolpite! IO ho insegnato i primi passi ad Efraim, sorregendolo per
le braccia;; con legami di amore li tiravo a me; per loro ero come
chi leva il giogo dal collo; mi piegavo su di lui per dargli il cibo,
ma essi non si sono resi conto che ero IO ad aver cura di loro.
Israele
non ritornerà nel Paese d'Egitto, Assur sarà il suo re, perchè
hanno ricusato di tornare a ME!La spada sarà brandita contro le sue
città e ci sarà lutto, sterminerà i suoi figli a motivo dei loro
progetti!
Il
mio popolo è malato di infedeltà! Invocano Baal ma costui non li
salverà!....Come farei a lasciarti o Efraim? A darti in mano ad
altri o Israele? Come posso trattarti come Adma, considerarti come
Zeboim?
Il
mio cuore si commuove tutto dentro di me, tutte le mie compassioni
s'accendono. IO non sfogherò l'artente mia ira, non distruggerò più
Efraim di nuovo, perchè IO sono DIO e non un uomo, sono il SANTO in
mezzo a te che non ama distruggere!
Essi
seguiranno il Signore; egli ruggirà come un leone; si, egli ruggirà
e accoreranno i figliin fretta dall'occidente. Accoreranno con un
uccello dall'Egitto e come una colomba dal paese di Assiria; e li
farò abitare nelle loro case”
Due parole sulla figura del
profeta Osea:
Osea esercitò il ministerio
profetico nel Regno del Nord dal 750 al 725 a.C. Dopo la morte del re
Geroboamo II, cominciò nel Regno di Israele un periodo di gravi
disordini politici e continue congiure di palazzo. La vita privata
del profeta diventa un'azione simbolico-profetica di Dio nei
confronti di Israele. Come Osea respinge la moglie a causa della sua
infedeltà per poi riprenderla, così Dio respinge Israele infedele
per poi richiamarlo a se. Per Osea, Dio è colui che AMA. Guardando
al passato, il profeta vede nel Signore un padre e una madre per
Israele e guardando all'avvenire vede in LUI un marito che si prende
cura della moglie e dei figli/e. Il giudizio divino, al contrario di
quello degli uomini, è concepito soprattutto in funzione dell'Amore:
è una misura disciplinare, che può essere anche severa, ma ha
sempre in vista il ristabilimento delle relazioni di AMORE e di
COMPASSIONE
In questo antico testo su cui
oggi tutti noi riflettiamo, troviamo espressa nella maniera più
grande l'AMORE di DIO. E questo amore lo si scopre subito leggendo il
primo versetto”quando Israele era fanciullo IO l'amai” vediamo
insieme i tre principali punti:
L'amore
di DIO nella nostra vita:
La fedeltà di Dio al suo patto di AMORE stabilito con l'uomo e la
donna non viene mai meno, e proprio oggi con tutti i problemi e le
difficoltà della vita ci pone di fronte questo immenso amore c'è lo
ricorda ancora una volta, dicendoci che Dio con la venuta di Gesù
non è rimasto a guardare la nostra storia da lontano, ma ha deciso
di partecipare ad essa con la sua parola di vita e di speranza. Le
poche cose buone che facciamo, vengono solo da LUI. Se sappiamo
camminare è grazie a LUI, se abbiamo di che sfamarci, e grazie a
LUI, se siamo stanchi, afflitti, circondati da mille problemi e solo
grazie a LUI che si prende cura di noi; il suo AMORE si rinnova ogni
giorno.
La
nostra sordità:
Ma di fronte a questo intervento d'amore instancabile, noi cosa
facciamo? Noi siamo sordi e distratti da mille cose futili o peggio
ancora disubbidienti ai suoi comandamenti. Pensiamo di saper
camminare da soli, pensiamo che Dio sia solo più un optional,
abbiamo la certezza che noi soli possiamo darci sufficienti garanzie
di vita. Risultato di questa nostra indipendenza è chiaramente su
quello che succede nel mondo intero.
Un
invito pressante:
Ma nonostante tutto, Dio non si stanca, egli rimane fedele al suo
patto di Amore verso di noi, ma pretende anche da noi una risposta di
fedeltà, così come lo pretendeva all'epoca di Osea da Israele. Per
questo ripete a noi l'invito pressante alla conversione, a ritrovare
noi stessi nel suo AMORE e non fuori di esso; Egli ci invita a
scoprire la nostra dignità di donne e di uomini, non certo nelle
nostre certezze, ma nell'accettare il suo insegnamento che non è
altro che la sua proposta di vita e di Amore.
r.
Fulvio Crivello
BENEDIZIONE
DEL SIGNORE
L'Iddio di ogni grazia, il
quale ci ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo, ci perfezioni
Egli Stesso, ci renda saldi, ci fortifichi. A LUI sia la potenza nei
secoli dei secoli. Amen
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