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26 ago 2017

MAGGIO - GIUGNO

“Dio nessuno l'ha mai visto. Però se ci amiamo gli uni gli altri, EGLI è presente in noi e il suo AMORE è veramente perfetto in noi” I GIOVANNI cap. 4 vers 12

Carissimi amiche ed amici del Cenacolo, in questo numero troverete le seguenti parti: Preghiera di don Salvatore Nel cinquantesimo anno della morte di don Lorenzo Milani un ricordo di Lui e della sua opera Riflessione biblica per i mesi di maggio- giugno Preghiera allo Spirito Santo Benedizione

PREGHIERA A GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO Signore Gesù, fai che il Regno di Dio in questa terra sia veramente imminente: sarà un lunghissimo periodo di pace e di benessere mondiali messianici. L'epoca della santità della famiglia, Creata ad immagine e somiglianza della famiglia Trinitaria e non dogmatica di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo e redenta con la Tua Passione, Morte e RISURREZIONE. Che il Pastore e il Maestro sei solo TU e che noi siamo tutti fratelli e sorelle. Anche il vescovo di Roma è un nostro fratello. Egli come tutti i pastori ha ricevuto una missione speciale: confermare i fratelli e le sorelle nella Fede. Il vescovo di Roma chiamato dai cattolici Papa, deve svolgere il suo ministero con tanta umiltà perchè resta uomo come tutti gli altri uomini e donne, esposto all'errore ed al peccato. Che il Papa attuale deve riprendere la missione divina iniziata da Giovanni XXIII: dialogare con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, cercando di valorizzare ciò che unisce per un'azione comune a tutta l'umanità, rispettando il primato della coscienza individuale. Che le Chiese Cristiane ricche, in primis la Chiesa di Roma, devono vendere tutte le loro ricchezze e distribuirle a chi non ha: i POVERI , diventando povere materialmente ma ricche Spiritualmente. Gesù fa che si realizzi presto la tua profezia così aggiornata: “Padre, che i miei discepoli e le mie discepole, oggi divisi in tante Chiese Cristiane, siano una sola cosa, come Io e Tu siamo una sola cosa. Così il mondo crederà che Tu mi hai mandato”
don Salvatore Paparo

DON LORENZO MILANI
Lorenzo Milani, nacque a Firenze il 27 maggio del 1923 da una colta famiglia borghese, suo padre era Alberto Milani sua madre Alice Weiss di origine israelitica. Nel 1930 da Firenze la famiglia si trasferì a Milano, dove Lorenzo fece i suoi studi, fino alla maturità classica, nell'estate del 1941 Lorenzo si dedico alla pittura avendo delle ottime doti, iscrivendosi alla Accademia di Brera; nel novembre del 1942 a causa della guerra la famiglia Milani torno a Firenze e qui 8 novembre del 1943 entro nel Seminario Maggiore di Firenze per diventare prete. Forse proprio la lettura del Vangelo e della Bibbia lo portarono a questa scelta. Il 13 luglio 1947 ricevette l'ordinazione e mandato nella chiesa di San Donato a Calenzano, cappellano del vecchio preposto don Pugi. A San Donato Lorenzo fondò la prima scuola popolare per operai e contadini; già in quel momento si capì subito quale era il messaggio di don Lorenzo, ovvero essere dalla parte dei poveri, degli emarginati, di chi non aveva ascolto, proprio come Gesù aveva fatto nella sua vita. Alla morte di don Pugi nel novembre del 1954, già con qualche problema con la gerarchia della chiesa, fu nominato priore di San Andrea, a Barbiana nel Mugello, una piccola parrocchia di montagna, quasi a punirlo di essere dalla parte dei poveri degli esclusi. Ma Lorenzo non si fece prendere dalla malinconia e fondato sulla Fede in Dio, nel 1955 fondò una scuola per i ragazzi del popolo che avevano fatto le elementari, e che per la prima volta, videro spiegare da Don Lorenzo i grafici che parlavano da soli, ovvero difficilmente chi era figlio di un contadino o di un operaio poteva arrivare alla maturità e tanto meno alla Università. E interessante come don Lorenzo che da vero antesignano spiegava ai ragazzi come leggere questi dati, che erano dati Nazionali dell'INSTAT e non solo, anche la lettura dei giornali faceva parte dell'insegnamento insieme alle materie del programma ministeriale. Un vero e proprio precursore dei tempi, quando la scuola era rimasta al tempo della riforma del filosofo Gentile 1923. Nel maggio del 1958 finì di scrivere il libro “Esperienze Pastorali”, iniziato otto anni prima a San Donato. A dicembre il libro fu ritirato dal commercio per disposizione del Sant'Uffizio perchè ritenuto inopportuno, a causa delle critiche rivolte al sistema gerarchico della chiesa cattolica. Nel dicembre del 1960 don Lorenzo fu colpito dai primi sintomi del male che dopo sette anni lo portò alla morte a soli 44 anni. Nel febbraio del 1965 scrisse una lettera aperta a un gruppo di cappellani militari, che in un loro comunicato avevano definito l'obiezione di coscienza (sostenuta da don Milani) “estranea al comandamento cristiano dell'AMORE è espressione di viltà” La lettera fu incriminata e don Lorenzo rinviato a giudizio per apologia di reato. Al processo che si svolse a Roma, egli non potè partecipare a causa dell'aggravarsi della malattia.Inviò allora una lettera ai giudici di autodifesa. Il 15 febbraio 1966 il processo di prima istanza si concluse con l'assoluzione di don Lorenzo. Ma su ricorso del pubblico ministero, il 28 ottobre 1968 (Quando don Lorenzo era morto da tempo) la corte di appello, modificando la sentenza di primo grado, condannava lo scritto e don Milani. Nel luglio 1966 i ragazzi della scuola di Barbiana, sotto la guida di don Lorenzo, iniziarono la stesura di “Lettera ad una Professoressa, che fu pubblicata un mese prima della morte di don Milani maggio 1967. Don Lorenzo moriva a Firenze il 26 giugno 1967 e come da sua volontà fu sepolto a Barbiana. Voglio concludere questa breve memoria su don Lorenzo Milani con una parte del testamento , scritto ai suoi ragazzi. Caro Michele, caro Ferruccio, cari Ragazzi, non è vero che non ho debiti verso di voi, L'ho scritto per dar forza al discorso! Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che Lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto.
Un altro abbraccio, vostro Lorenzo.

RIFLESSSIONE BIBBLICA
O Dio o Mammona (denaro e ricchezza) Gesù disse ai suoi discepoli/e: “Nessuno può servire a due padroni; poiché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e trascurerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona” Care amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare, una presa di posizione così netta e allo stesso tempo scandalosa si trova proprio in questi versetti del Cap. 6 del Vangelo di Matteo. Il pensiero del Profeta di Nazareth su questo argomento è semplice e chiaro e di una logica schiacciante, Dio non può regnare fra noi se non preoccupandosi di tutti e facendo giustizia a quelli che non c'è l'hanno nella nostra società, società simile a quella del tempo di Gesù, ma peggiorata da questo capitalismo privo di ogni regola di vita e profondamente ammalato di ipocrisia. Gesù, proprio perchè si rivolge ai propri discepoli/e, in prima battuta, si rivolge anche alle Chiese Cristiane o meglio ai pastori della varie chiese, ma non solo, si rivolge ai cristiani tutti e agli uomini di buona volontà: Dio può essere servito solo da coloro che promuovono la solidarietà, la fraternità,la misericordia e la compassione. Di conseguenza, i ricchi, sono chiamati dal Profeta di Nazareth a condividere i loro beni con i bisognosi. Gesù ci dice: il Padre che ama tutti i suoi figli e figlie, non può essere servito da chi vive dominato dal denaro e dalla ricchezza dimentico dei suoi fratelli sofferenti. Care amiche ed amici, ricordate quante volte Gesù nel corso della sua vita, condannerà duramente coloro che accaparravano e possedevano più di quanto serviva per una vita dignitosa, senza preoccuparsi di quanti accanto a loro soffrivano. In fondo se guardiamo bene il problema che attanaglia il mondo in questo capitalismo ammalato, la ricchezza di poche persone, vista in prospettiva della totalità della popolazione si può mantenere e crescere solo a scapito della povertà di altri. Per questo, chi si affanna per accrescere la propria ricchezza senza preoccuparsi dei poveri sta impedendo la nascita di questa società fraterna voluta da Dio. E come ci dice Gesù “o si serve il Dio che vuole una società più giusta, o si serve il proprio interesse economico. E non serve solo pensare che i ricchi sono sempre gli altri. Lo siamo molti di noi, a vari livelli, poiché ricco (come dice il vocabolario) in definitiva, è colui che continua a mantenere solo per se, più di quanto ha bisogno, mentre altri mancano dell'indispensabile, e difficilmente noi cristiani su questo argomento ci sentiamo interpellati dal messaggio del profeta di Nazareth. Noi, europei e i nord americani e purtroppo anche molti Paesi orientali “Paesi liberi” siamo più che mai schiavi di un capitalismo senza emozione e senza cuore, abbiamo abbattuto il comunismo, che non era vero comunismo con la scusa che la vera libertà era nel capitalismo, senza regole, che per provvedere al benessere relativo di circa 1 miliardo e mezzo di persone, non si fa scrupolo di condannare alla miseria circa cinque miliardi di persone. A chi importa che l'Africa e l'America Latina abbiano oggi un livello di vita più basso di dieci anni fa. Ci stiamo ormai abituando, comodamente seduti in poltrona a vedere gli affamati e disperati che arrivano nei porti italiani per poi discutere sia in Parlamento che al Bar su come mandarli via, dopo che hanno tentato la traversata quasi impossibile, seminando il fondo del mare di cadaveri. Le Chiese Cristiane oggi interpellate come duemila anni fa da Gesù, non possono più annunciare il Vangelo senza smascherare tutta questa disumanità, e senza porre le domande, che quasi ognuno non vuole farsi, l'ho dice anche il papa Francesco tutte le domeniche e queste domande quali sono: Perchè ci sono persone che muoiono di fame, quando Dio ci ha dato questo dono della terra che ha risorse per tutti? Perchè dobbiamo sempre pensare al prodotto interno lordo e al PIL invece che essere umani? Perchè è la competitività a caratterizzare le relazione tra le persone e i popoli, invece che la solidarietà? Perchè dobbiamo continuare ad alimentare il consumismo, che ruba alla terra molto di più di quello che serve e rovina l'ambiente presa come: “filosofia di vita”, se in noi sta provocando una spirale insaziabile di necessità artificiali? Perchè dobbiamo continuare a sviluppare il culto del denaro come unico dio che offre sicurezza, potere e felicità; e non utilizzarlo per cui era stato inventato: un mezzo e nulla più? Il consumismo penetra in noi in forma sottile, come una leggere brezza, si è trasformato nella nuova religione dell'uomo e della donna moderni. La meta assoluta consiste, nel possedere e godere.. Per questo è necessario lavorare e guadagnare denaro. I praticanti e sono davvero molti,compiono fedelmente il loro acquisto settimanale; essi vivono con intensa devozione le grandi feste religiose (Natale, Epifania, Pasqua, vacanze, matrimoni, festa del papà e della mamma ecc.) preoccupandosi se è scesa la neve o non ci sono code in autostrada, se il mare è pulito o no ecc..... Non è facile liberarsi dalla schiavitù del consumismo. come diceva Erich Fromm: “l'uomo può essere uno schiavo senza catene” Immersi nella società del benessere (a danno di altri), ci preoccupiamo di selezionare il ristorante, la qualità del vino e la marca del nostro abbigliamento. concludendo, Gesù aveva il suo modo di intendere e di vedere le cose. Non è importante, pensare a (quello che mangerete) (A quello che berrete) o a (Quello che indosserete). E' non vivete ossessionati da tutto ciò: “Cercate anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” queste sono le parole del Profeta di Nazareth oggi sono più che mai attuali. r. Fulvio Crivello PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO Padre, grazie per averci dato lo SPIRITO SANTO, fai che esso continui ad ammaestrarci, che rischiari le menti degli uomini e delle donne, fai che esso ci conduca alla speranza di condurci a TE. SIGNORE GESU', che non ci permetta di sottrarci dal TUO Sguardo, ammaestraci con la tua Parola. Te lo chiediamo per tutte le donne e uomini di questa terra in modo da promuovere la vera giustizia e la vera pace sulla Terra come auspicato dall'Opera del Cenacolo Familiare. Fai che tutti i Cristiani delle varie confessioni si incontrino per celebrare insieme la Santa Cena e imparino a conoscere meglio la Tua Parola e a servirla meglio. Fai Spirito Santo, che anche in questa umanità, spesso confusa e priva di amore, mossa a volte solo dal desiderio del denaro, la Tua Parola si affermi e dia la Pace e l'Amore.  Amen

r. Fulvio Crivello

BENEDIZIONE CHE LA GRAZIA DEL NOSTRO SIGNORE GESU', SIA CON TUTTI VOI E CHE LE SUE PAROLE DONINO LA PACE ORE E PER SEMPRE AMEN

9 mag 2017

MARZO APRILE 2017

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, poiché l'amore è da Dio e chi ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, poiché Dio è Amore” I lett. Di Giovanni cap. 4 vers. 7-8

Carissimi amiche ed amici del Cenacolo, in questo numero troverete anche quello relativo alla Pasqua, che non mi è stato possibile mandare a causa di problemi sulla mia e.mail, troverete quindi le seguenti parti:

Preghiera di don Salvatore
Riflessione biblica per la Pasqua
Riflessione biblica per i mesi di marzo aprile
Preghiera di don Salvatore allo Spirito Santo

PREGHIERA PER UNA NUOVA CHIESA

Padre Nostro e Padre di Gesù Cristo, tuo Figlio per opera dello Spirito Santo. Oggi da a noi la luce della risurrezione. La sfolgorante luce della riconciliazione, ed il peggior male è, che noi donne e uomini spesso non la vediamo, anche se siamo in pieno giorno. Liberaci da questo non vedere, in questo giorno in cui celebriamo la Pasqua bene o male insieme a tutta l'umanità, di nuovo turbata da attentati, guerre e morti. Benedici tutte le Chiese Cristiane dalla più grande alla più piccola, che ancora vivono separate, non dalla tua Parola, ma dalle dottrine, che l'una e l'altra si sono date, in modo, che finalmente unite, possano portare il tuo Amore a tutto il mondo Cristiano e non Cristiano. Noi ci rimettiamo nelle Tue mani, con tutto ciò che ci manca e di cui l'intera umanità ha bisogno. Noi Gesù speriamo in Te e Nello Spirito Santo, che quando abbiamo invocato con sincerità ha sempre risposto. Rendici migliori e ammaestraci anche in questo giorno che ricorda la tua resurrezione e la vittoria sulla morte.
don Salvatore Paparo

RIFLESSIONE BIBLICA

Dal libro del profeta Michea Cap. 4 vers. 1Bis 2-3

Verranno delle nazioni in gran numero e diranno: venite saliamo al monte di Dio e alla casa dell'Iddio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie, e noi cammineremo nei suoi sentieri! Poichè da Sion uscirà la legge (amore), e da Gerusalemme la Parola di Dio. Egli sarà giudice (con amore) fra molti popoli, e siederà come arbitro fra Nazioni potenti e lontane. Delle loro spade fabbricheranno vomeri, dalle loro lance, roncole; una Nazione non leverà più la spada contro l'altra, e non impareranno più la guerra”

NON IMPARERANNO Più LA GUERRA”
Care sorelle e cari fratelli, oggi in un mondo in cui pare essere tornata di moda: “far la guerra” ecco un testo di speranza di amore e di gioia. Analizzando il testo di questa Pasqua 2017 cosa ci dice oggi nella situazione che stiamo vivendo?
Dobbiamo proprio rassegnarci a dire che la guerra è un male inelibinabile dall'orizzonte della nostra storia ? Dobbiamo subirla come realtà contro cui ogni sforzo è vano? Le tenebre di guerra c'erano anche al tempo di Michea, basta leggere il capitolo 3 per redersene conto; eppure il profeta scrive questi versetti pieni di speranza, egli diceva allora ma anche oggi che si possono aprire dei tempi nuovi, non solo proiettati in un futuro lontano e come spesso diciamo noi alla fine dei tempi.
Pasqua ci annunzia la realtà di questi tempi nuovi di amore e noi non siamo autorizzati a depotenziarli, o a ridurli a semplice utopia, o peggio a semplice celebrazione liturgica.
Oggi, purtroppo siamo ripiombati in un mondo in cui il linguaggio della politica dei potenti, sono messaggi di minaccia, della paura, degli attentati, di far vedere i muscoli più che il cervello, un mondo in cui ancora ci sono le grandi potenze a dettare legge.
Michea dice: la pace si, ma attraverso un cammino diverso, un cammino di cui egli indica due tappe.
1 Mettere al centro dei pensieri, delle scelte di vita Dio, il suo Amore, la sua Parola.

2 Fare delle scelte di fondo in linea con l'annuncio Evangelico. Fra queste scelte mi pare giusto collocare quelle auspicate dei vari movimenti per la Pace, la riconversione bellica, il dialogo per risolvere le vertenze internazionali (vedi Siria e Corea del Nord) ed ultimo, ma forse quello più importante: l'educazione alla pace per le nuove generazioni che saranno il futuro del mondo a partire dalla scuola.
Così, come Israele prende l'impegno di camminare nel nome di Dio e non in quello di qualche ideologia, che tanto dolore e morte avevano portato agli Ebrei al tempo di Michea, così noi, nella misura in cui abbiamo capito e ricevuto il messaggio di Pasqua, possiamo verificare nel concreto che le parole del profeta non sono un sogno o una utopia, ma una realtà possibile. Una serena Pasqua a tutti voi.

r. Fulvio Crivello

Riflessione Biblica

Dal libro della Apocalisse Cap. 3 vers. 15- 16- 17 let. Alla chiesa di Laodicea
Mi è nota la tua condotta: che cioè non sei né freddo né caldo; oh se fossi tu freddo o caldo! Così, poiché tu sei tiepido, cioè ne caldo ne freddo...... Tu dici: Sono ricco; sono diventato ricco, non ho bisogno di nulla; e non ti accorgi che proprio tu sei il più infelice, miserabile, povero,cieco e nudo”


Care sorelle e fratelli in Gesù, le parole scritte alla chiesa di Laodicea nel libro dell'apocalisse, sono quanto mai attuali ai nostri tempi; ovvero i cristiani di oggi in maggioranza, non sono ne freddi ne caldi,sono spesso tiepidi nella nostra società occidentale, tutta presa da problemi economici, in cui l'individuo e diventato una cosa di secondo piano, ci si preoccupa di più di leggi e regolamenti che dei diritti della persona. Il papa, ha giustamente detto che ci si occupa di più di leggi e regolamenti che dei diritti umani, ed è proprio quello che in termini diversi ci dice il testo che oggi commentiamo. Spostiamoci un po' dalla nostra società ed andiamo alle Chiese Cristiane sopratutto dei paesi più ricchi, forse stiamo vivendo uno dei momenti più adatti per ascoltare queste parole del Signore; la crisi che noi stiamo vivendo soprattutto, come ho detto sopra nei paesi più ricchi, ha radici sociologiche e culturali molto concrete, ma questo ci obbliga a rivedere le fondamenta e a osservare su quali basi stiamo costruendo la nostra vita cristiana. Probabilmente non abbiamo radicato il nostro cristianesimo sul fondamento delle parole di Gesù, ma su costumi, mode e tradizioni non sempre molto in accordo con lo spirito del profeta di Nazareth.
Abbiamo, forse voluto appoggiare la nostra religione sulle sicurezze delle nostre formule e sul rigore della disciplina, ma probabilmente non ci siamo sforzati troppo nel ricercare la verità nelle parole di Gesù; insomma siamo stati troppo tiepidi nel seguire le vie di Gesù.
A volte, come ecclesiastici, abbiamo vissuto troppo attenti a codici, norme e disposizioni e non altrettanto a ricercare la nostra responsabilità e i rischi della libertà cristiana.
Come Cristiani siamo abituati a ricevere i sacramenti come l'espediente facile e sicuro per ottenere la grazia e la salvezza, una volta compiuti gli “obblighi religiosi” non ci preoccupiamo tanto che il sacramento sia realmente espressione della nostra conversione sincera.
In mezzo a tante incertezze, discussioni, divergenze, oggi come sempre, dobbiamo fare uno sforzo per tornare alle parole di Amore di Gesù, alla verità del Vangelo. E' giunto per tutti noi, il momento di interrogarci con realismo e onestà su quali basi stiamo costruendo la vita delle comunità cristiane. Non basta più continuare a invocare Gesù con le Parole “Signore,Signore.....” è invece necessario non più essere tiepidi di fronte alle sue parole di Amore e di Vita ma di metterle in pratica in modo da non essere più: miserabili, poveri, ciechi , sordi e nudi di fronte a Lui.

r. Fulvio Crivello

SIGNORE IDDIO PADRE E MADRE NOSTRO, grazie di averci dato Tuo Figlio, GESU' DI NAZARET E grazie per averci dato lo SPIRITO SANTO, fai che esso continui ad ammaestrarci, che rischiari le nebbie che ancora avvolgono il mondo, fai che esso ci conduca alla speranza di condurci a TE. SIGNORE, fai che esso conduca alla speranza in TE e che non ci permetta di sottrarci dal TUO Sguardo. Rivela a noi la tua magnificenza e ammaestraci con la tua Parola.
Te lo chiedo per tutte le donne e uomini di questa terra è soprattutto che i governanti di tutto il mondo si sottomettano alla TUA Parola in modo che possano promuovere la vera giustizia e la vera pace sulla Terra come auspicato dall'Opera del Cenacolo Familiare.
Fai Spirito Santo:che tutti i poveri, gli afflitti,i malati, gli oppressi i non credenti imparino a conoscere quali sono le Tue Vie di Amore. Fai che tutti i Cristiani delle varie confessioni si incontrino per celebrare insieme la Santa Cena e imparino a conoscere meglio la Tua Parola e a servirla meglio. Fai Spirito Santo, che anche in questa umanità spesso confusa e priva di amore la Tua Parola si affermi e dia la Pace e l'Amore. Laudato Sii MIO SIGNORE PER TUTTE LE COSE CHE HAI DATO E PER QUELLO CHE CI DARAI. Amen

don Salvatore Paparo

BENEDIZIONE

La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo, sia con tutti noi ora e per sempre


8 apr 2017

Gennaio - febbraio 2017

OPERA CENACOLO FAMILIARE MESE DI GENNAIO-FEBBRAIO 2017
L'Apostolo Paolo, nella lettera ai Romani, al cap. 13 vers.14 ci dice questo:”L'amore, infatti, non procura del male al prossimo; quindi la pienezza della legge è L'AMORE”

 Care amiche ed amici del Cenacolo, troverete in questo numero :
La preghiera di Don Salvatore che prosegue la riflessione del mese di novembre-dicembre
Un breve commento sul cammino della riconciliazione delle Chiese Cristiane
Una riflessione biblica
Una preghiera ispirata allo Spirito Santo
La Benedizione

 IO CREDO Signore, che andiamo incontro alla seconda Pentecoste D'AMORE, all'età Aurea del Cristianesimo VOLUTA dal PROFETA DI NAZARET, fondata sulla santità della FAMIGLIA IO CREDO che nella prossima Pentecoste di AMORE, Gesù sarà riconosciuto da tutti gli uomini come Salvatore e come colui che ha portato nel mondo un nuovo modo di intendere la Vita e L'Amore già annunciata da molti profeti di varie FEDI IO CREDO che, perchè la Seconda Pentecoste di Amore si realizzi in tutto il suo splendore E NECESSARIO CHE SI RICOSTRUISCA L'UNICA CHIESA, VOLUTA DA GESU'; per cui è indispensabile che tutte le Chiese Cristiane, in primis, quella cattolica, si riconoscano peccatrici e responsabili della loro attuale divisione e si pongano in umile atteggiamento di conversione. IO CREDO, perchè si giunga a ricostituire L'Unita della Chiesa, il Vescovo di Roma (Papa)debba indire “Un Concilio Ecumenico” al quale tutte le Chiesa Cristiane partecipino a pieno titolo; durante il suo svolgimento abbiano piena libertà di parola, e nelle votazioni godano del voto deliberativo. IO CREDO che la chiesa di Gesù è costituita da tutti i battezzati e non, che tutti sono sotto l'azione dello Spirito Santo, e che ciascuno di essi (donne e uomini) hanno ricevuto dallo Spirito Santo dei doni particolari (carismi) a beneficio di tutta la Chiesa. IO CREDO che tutti i Pastori delle varie chiese, compreso il Vescovo di Roma (per i cattolici, Papa)sono stati posti da Gesù come garanti della sua Parola e guida delle Comunità Cristiane . Essi però, come ci attesta la storia, commettono anche degli errori, restano con i limiti di tutti gli uomini, e talvolta insegnano e impongono cose non volute da Dio. Da ciò la necessità, che tutti rispettino il PRIMATO DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE. COLUI CHE GIUDICA “CON AMORE” ci dice l'apostolo Paolo E' SOLO IL SIGNORE. (I Cor. 4,4 ) don Salvatore Paparo Nel Cenacolo di settembre-ottobre, la preghiera di don Salvatore, invitava tutti e soprattutto le Chiese Cristiane a fare uno sforzo per dare la possibilità allo Spirito Santo di agire per l'unità delle Chiese; ed abbiamo assistito al 31 di ottobre alla visita del vescovo di Roma in Svezia per ricordare e celebrare i 500 anni della riforma voluta da Martin Lutero. E' Stato un grande passo. Ma il Vescovo di Roma ha fatto un ulteriore passo di cammino ecumenico, il mese di febbraio. Egli ha visitato la Chiesa Anglicana di “Tutti i Santi” a Roma, portando un saluto ed invitando a proseguire il cammino; annunciando anche un viaggio nel Sud Sudan, con l'Arcivescovo di Canterbury, Primate della Chiesa Anglicana. Preghiamo quindi lo Spirito Santo che aiuti gli sforzi di tutte le Chiese e che aiuti anche Francesco a portare a termine questo percorso, che ormai non si può più fermare, come diceva anche don Salvatore, CON SPIRITO PROFETICO ; lo Spirito Santo Dia e Riceva l'Amore per questo compito.
Amen r. Fulvio Crivello

 RIFLESSIONE BIBLICA
 I Farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque da Lui i propri discepoli, con gli Erodiani, a dirgli:” Rabbi, sappiamo che sei veritiero e insegni la Via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perchè non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?”. Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: “Ipocriti, perchè volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo”. Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro:”Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?”. Gli risposero: “di Cesare” Allora disse a loro:”Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” Ev Matteo cap. 22 ver. 15-21 Siamo care amiche ed amici del Cenacolo Familiare nel periodo di Quaresima, un periodo dell'anno liturgico che dovrebbe portare a riflettere sul significato della nostra vita ed anche del comportamento che in essa adoperiamo; ed è proprio per questo che dopo un attenta riflessione che spero, ispirata dallo Spirito Santo ho deciso di scegliere questo brano, penso conosciuto quasi da tutti. La domanda che pongono a Gesù è ben congegnata e studiata; se egli risponde di no, lo potranno accusare di ribellione contro Roma. Se accetta di pagare il tributo, tradisce tutto quello che egli ha detto fino a quel momento e tradisce le persone che hanno creduto in Lui: i poveri, i vagabondi, le prostitute, gli emarginati ecc. che egli, da buon rivoluzionario ha sempre difeso. Cosa deve fare il Profeta di Nazaret? Egli chiede che gli mostrino la moneta del tributo, poi li interroga sull'immagine che appare su quel denaro di argento. Rappresenta l'imperatore Tiberio e l'iscrizione diceva e dice: “Tiberius Caesar, Divi Augusti Filius Augustus” e sul rovescio si poteva leggere “Pontifex Maximus” La risposta di Gesù è davvero illuminante. I suoi avversari vivono schiavi del sistema, poiché, utilizzando quella moneta coniata con simboli politici e religiosi, stanno riconoscendo il potere di Roma. Non è certo il caso di Gesù, che vive da povero, ma libero la lacci e lacciuoli, dedito come abbiamo visto sopra ai più poveri e agli esclusi dalla società che conta. Società care sorelle e fratelli che ancora oggi ci portiamo appresso. Gesù, non sta pensando a Dio e all'imperatore di Roma in modo che i due poteri possano imporlo ai proprii sudditi. Da uomo Giusto, Ebreo fedele, sa che a Dio appartengono la terra, l'universo e tutte le cose che sono in esse compresi i suoi abitanti (salmo 24) Cosa può appartenere a Tiberio se non solo il denaro spesso estorto iniquamente. Se qualcuno è invischiato nel sistema dei poteri politici o si presta a servire Cesare (Tiberio) ne compia gli obblighi; ma se egli entra nella sfera di servire Dio, deve sapere che i poveri gli esclusi appartengono a Dio “come spesso il papa Francesco ha ripetuto” anzi sono i figli prediletti. Questo è ciò che ci ha insegnato Gesù di Nazareth. Oggi noi donne e uomini seguaci di questo grande Profeta, dobbiamo far si che nessuno, vicino o lontano, sia sacrificato a nessun potere economico, politico, religioso o ecclesiastico. Gli umiliati dai potenti sono di Dio e di Lui solo. Ed è per questo che Gesù sceglie la vita e non la religione, proprio pensando ai poveri, agli esclusi, alle prostitute; ed è questa preoccupazione per loro, che Egli vuole che essi vivano una vita dignitosa, non è la meta finale, ma oggi è la cosa più urgente anche per noi. A volte noi cristiani ,compresi i ministri di culto delle varie Chiese, esponiamo la nostra fede con un groviglio di parole, di dottrine e di dogmi spesso oscuri, a volte scriteriati, che pochi si rendono conto del regno di Dio di cui parla Gesù. Dio vuole una cosa sola: una vita più dignitosa per tutti, una vita che raggiunge la sua pienezza nella vita eterna. Per questo non si deve mai dare a nessun Cesare di allora e di adesso, a nessun potere religioso, quello che è di Dio, ovvero la nostra dignità, essa e solo di Dio e di nessun altro r, Fulvio Crivello Signore Nostro, Padre e Madre di tutti noi, ci stiamo avvicinando alla Pasqua, con i molti problemi che attanagliano ancora la nostra società: Povertà, esclusione, paure, con poche sicurezze e molte incertezze. Fa che i popoli di tutto il mondo e sopratutto ai governanti e ai potenti, finalmente possano dar retta alle Tue parole che Tu con i profeti e poi con Gesù ai rivolto a loro, così che essi possano promuovere la giustizia e la pace messianica come voluta da Tuo Figlio su questa terra, ancora martoriata da guerre e attentati. Che tutti i poveri, gli esclusi, gli afflitti, gli oppressi, gli sfruttati conoscano quello che Tu con lo Spirito Santo hai detto per migliaia di anni in loro favore, in modo che essi sappiano chi devono servire con amore, ovvero solo Tu o Dio. Fa che i cristiani di tutte le Chiese e confessioni abbiano sempre più conoscenza della Tua Parola e imparino a servirla fedelmente. Fa che fin da ora, la tua verità appaia e si affermi anche in questo mondo, che a volte non vuol sentire e ascoltare la Tua Parola e che essa possa illuminare tutte le donne e gli uomini di questa umanità. Laudato Sii! per tutto quello che ci hai dato, per Gesù, tuo Figlio come anche noi siamo tuoi Figli. Noi speriamo in Te nel Tuo Amore e nella Tua Misericordia.
Amen r. Fulvio Crivello

 BENEDIZIONE CHE IL SIGNORE, FACCIA RISPLENDERE IL SUO VOLTO SOPRA DI NOI E CI DIA LA PACE, RICORDIAMOCI DI CHI NON HA, DI CHI SOFFRE, CHE L'AMORE DI DIO SIA SEMPRE CON NOI ORA E PER SEMPRE. AMEN

29 dic 2016

NATALE 2016

OPERA CENACOLO FAMILIARE

NATALE 2016

"Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, poiché l'amore e da Dio e chi ama è generato da Dio e conosce Dio" I lett. Di Giovanni cap. 4, 7



Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici del Cenacolo ed un augurio di celebrare un sereno Natale in famiglia

Esso comprende due parti

1 Preghiera di don Salvatore Paparo

2Riflessione Biblica sul tempo di Natale

Signore, nostro Dio, Tu ti sei abbassato fino a noi, hai voluto diventare uomo con Tuo Figlio, Nostro Salvatore. E' questo Signore l'hai fatto come gesto di compassione e misericordia verso noi tutti. Tu Signore nella notte di Natale hai fatto brillare la tua LUCE che nulla a da condividere con le nostre misere luci. Mostraci in questo giorno, per mezzo dello Spirito Santo la Via che conduce a Te; affinchè vediamo con i nostri occhi la luce del mondo che TU hai mandato con Gesù Tuo Figlio, come anche noi siamo Figli tuoi e fai di noi in questo giorno e non solo, i tuoi testimoni per tutta la nostra vita. Amen

RIFLESSIONE BIBLICA
"Questo popolo s'avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra , mentre il suo cuore è lontano da Me......" Isaia cap. 29,v.13



Un po' strano il testo per la riflessione di Natale, ma la mia coscienza e spero anche ispirata dallo Spirito Santo, dopo gli ultimi fatti avvenuti: (La strage di Berlino, e l'omicidio in diretta televisiva dell'ambasciatore ad Ankara) mi hanno suggerito questo antico testo del profeta Isaia per portarci ad incontrare Gesù sulla nostra via in questo Natale 2016. La secolarizzazione che oggi stiamo vivendo, comprende spesso una serie di comportamenti religiosi a volte spinti all'eccesso; non è semplicemente come spesso avviene in feste, come quella di Natale di Ignorare Gesù ( Si parla di panettoni, di essere buoni, di schede telefoniche, di babbi natale ecc. ma di Gesù, a cui la festa è dedicata quasi non si parla più) e di avere comportamenti quasi anti-religiosi. Isaia, nel testo preso in esame, riconosce che il popolo adora il Signore, ma solo con le labbra, ovvero mantiene come spesso accade oggi la formalità della religione; mentre il cuore è altrove. Non vi sembra, care amiche ed amici del Cenacolo, che il rapporto vivente con Gesù e quindi con Dio sia sostituito con il formalismo della religione? Nel nostro Paese ma un po' in tutta Europa, questo formalismo religioso non è solo della stragrande maggioranza della popolazione, ma anche sui governanti, quando imbevono le leggi dello stato di principi religiosi. In questo formalismo religioso (combattuto da Gesù) la vita scorre in maniera autonoma, Il rapporto tra la propria esistenza e le meraviglie, compresa la nascita di Gesù operate da Dio è completamente perduta. La dipendenza della propria vita da Dio e da Gesù, il senso dell'essere creature svanisce. Isaia, questo antico profeta, smaschera l'autoinganno di coloro che pensano di poter operare (anche i terroristi) qualcosa, lontano dallo sguardo di Dio. Di fondare la propria sicurezza su se stessi, relegando Dio e Gesù a solo comparse della loro vita.

Se dunque è necessario fuggire dal clericalismo, è altresì vero, recuperare il senso della nostra vita, proprio in questo giorno che ricorda la nascita del Salvatore Gesù Cristo. Un Sereno Natale a tutti voi.........

r. Fulvio Crivello
CHE IL SIGNORE FACCIA RISLENDERE IL SUO VOLTO VERSO DI NOI E CI DIA LA SUA PACE, RICORDIAMOCI DEI POVERI ,DEGLI AFFLITTI, DI CHI E' NEL LUTTO CHE L'AMORE DI DIO E DI GESU' SIA CON TUTTI NOI ORA E SEMPRE

AMEN

16 dic 2016

MESE DI NOVEMBRE-DICEMBRE 2016

                                      CENACOLO FAMILIARE
                           MESE DI NOVEMBRE-DICEMBRE  2016
Gesù, disse:”Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi”                                                                                 
Care amiche ed amici del Cenacolo, troverete in questo numero :

La preghiera di Don Salvatore
Un breve commento sul cammino della riconciliazione delle Chiese Cristiane
Una  riflessione biblica
Una mia preghiera                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                
La Benedizione


                                                                                   
Signore, nostro Iddio, tu ci consenti anche in questo anno di andare incontro alla Luce che Risplende nelle tenebre: il Natale, Natale che mette davanti ai nostri occhi ciò che c'è di più grande, l'AMORE di Gesù verso tutti noi, la sua nascita.
Tu ci dai questa grande regalo, ma noi Signore cosa abbiamo da offrirti da donarti? La nostra umanità ha tanti pensieri confusi e malvagi, tanta freddezza, tanta frivolezza, tanto astio, tante guerre sparse nel mondo. Tante cose in contraddizione con il messaggio di Natale.
 Che puoi fartene di questi doni, da una umanità che ti ha voluto mettere in un angolo e che spesso ti usa come una comparsa, ma non come primo ATTORE? Ma con il tuo Amore è proprio quello che tu aspetti da tutti noi e di cui tu ci vuoi liberare, per darci in cambio il Salvatore e, per mezzo suo una nuova terra in cui regnerà la pace MESSIANICA, dei cuori rinnovati e un nuovo scopo nella vita. Sii Tu Signore in queste domeniche di avvento di saper ascoltare la tua Parola, nello stupore e nella riconoscenza per i tuoi progetti verso di noi, per il tuo Amore per la Tua Misericordia, per la Tua Compassione, per tutto quello che hai già compiuto in nostro favore. Amen
                                                                                don Salvatore Paparo

Nello scorso Cenacolo, la preghiera di don Salvatore, invitava tutti e soprattutto le Chiese Cristiane a fare uno sforzo per dare la possibilità allo Spirito Santo di agire per l'unità delle Chiese; ed abbiamo assistito al 31 di ottobre alla visita del vescovo di Roma in Svezia per ricordare e celebrare i 500 anni della riforma voluta da Martin Lutero. E' Stato un grande passo di Francesco, il quale ha riconosciuto, dopo cinquecento anni la bontà della riforma luterana,ovvero riportare al centro della Chiesa la Parola di Dio, che a causa di papi, poco attrezzati, sia per la misericordia che per la comprensione,  spezzarono la Chiesa in due grandi parti che ancora oggi, malgrado un cammino ecumenico iniziatosi con il Concilio Vaticano II , sono divise, anche se si sono molto avvicinate. L'iniziativa di papa Francesco deve quindi essere un passo per abbreviare l'unita delle Chiese pur nella diversità. E' un grande passo, come anche la visita alla Chiesa Valdese di Torino dello scorso anno in cui Francesco chiese perdono per le varie persecuzioni. Preghiamo quindi lo Spirito Santo che egli aiuti gli sforzi di tutte le Chiese e che aiuti anche Francesco a portare a termine questo percorso che ormai non si può più fermare, come diceva anche don Salvatore  CON SPIRITO PROFETICO che, lo Spirito Santo dia e riceva l'Amore per questo compito. Amen
                                                                                            r. Fulvio Crivello



                                                           RIFLESSIONE BIBLICA

“Il deserto e la terra arida si rallegrino, la steppa fiorisca ed esulti! Si copriranno con fiori di campo, canteranno e grideranno di gioia; diventeranno belli come il Libano.... Tutti vedranno la gloria del Signore, la sua grandezza e la sua potenza. Ridate forza alle braccia stanche e alle ginocchia che vacillano. Dite agli scoraggiati: siate forti, non abbiate timore! Il Vostro Dio viene a liberarvi....
Allora i ciechi riacquisteranno la vista e i sordi udranno di nuovo... Nel deserto scaturirà una sorgente, e scorreranno fiumi nella steppa...cresceranno l'erba, le canne e i giunchi. La ci sarà una strada e si chiamerà la “VIA SANTA”. Nessun impuro e nessun empio la potrà percorrere... la percorreranno tutti quelli che il Signora ha liberato.... Gioia e felicità rimarranno con loro, tristezza e pianto scompariranno”           
                                                                           Isaia cap. 35 vers 1-10


Siamo care amiche ed amici del Cenacolo Familiare nelle domeniche di avvento, avvento che preannuncia la nascita di Gesù , e come la venuta di Gesù cambiò la Storia, anche in questo brano, che grazie allo Spirito Santo, oggi possiamo commentare e riflettere, ci pone di fronte ad un cambiamento importante per tutti noi.
Ci sono due momenti, almeno a mio avviso, che sono basilari in questo parole: il primo e la trasformazione che Dio opera nella storia dell'uomo e della donna, nonché della natura: il secondo è la strada che si deve percorrere, vediamoli brevemente:

E' abbastanza chiaro, che in un mondo in cui tutto parla, meno che di Dio o meglio qualche volta si parla di Dio  nelle feste a Lui dedicate, ma che guardando bene, sono ormai diventate, in una società come la nostra, più un affare commerciale che non per la riflessione; magari per  porci  i grandi problemi che attanagliano il mondo: svariate guerre, fame, ingiustizia sociale ecc... Dio agisce, da vita, in un mondo in cui quasi tutto è deserto, fa rinascere la natura in bellezza, quella natura che noi uomini e donne giornalmente cerchiamo di trasformare in deserto. Ma Dio non si limita solo a questo, Egli soccorre anche noi, ci da ristoro di acqua viva; i deboli diventeranno forti (Nello spirito) e gli scoraggiati, come allora erano gli Israeliti, riprenderanno coraggio. Dio ci libera dalle nostre paure, dai nostri affanni, di non potercela più fare.
E qui arriviamo al secondo punto: la strada che si deve percorrere...
Tutto questo e soprattutto avvicinandosi al Natale, dobbiamo saper ascoltare il Signore, per percorrere la sua via che egli ci ha indicato “Io sono la via la verità e la vita” Non certo per chi vorrà percorrere le nostre vie piene di insidie e di dolore; non solo, anche le certezze della nostra società che invece di portare AMORE porta la morte. Il deserto (la nostra coscienza) non è più deserto se diamo retta a Lui; non siamo più aridi come sabbia delle dune,  se seguiamo i suoi insegnamenti. L'Amore e la Fede  sono care amiche ed amici, una conquista quotidiana e questa conquista specialmente pensando al Natale, un Natale non con le luci che risplendono nelle strade, ma  con una Luce ben più intensa che risplende in noi, e questa è la Luce di Gesù che può cambiare, come già 2000 anni fa ha cambiato il mondo, saprà trasformare questo deserto in Amore, Vita, Gioia.
                                                                                                        Amen

                                            Preghiera per il Natale

Signore nostro Dio, quando siamo allo stremo, quando non comprendiamo più nulla, non lasciarci soli; facci sentire la tua presenza e il Tuo Amore. E verso tutti noi, tuoi figli, hai mandato tuo figlio Gesù e lo hai mandato verso donne e uomini di ieri e di oggi. Signore ammaestraci e tienici svegli per riconoscerlo e confessarlo. Pensiamo, in questo momento a tutta l'oscurità che attanaglia il nostro mondo, agli errori e ai malintesi con cui ci tormentiamo. Pensiamo in questi giorni di festa, anche se ci disturba un po', ai malati, ai poveri, agli esclusi, agli oppressi, a chi come sempre nella storia cerca di salvare la vita sua e dei proprii familiari dalle guerre e dall'oppressione. Pensiamo a loro, pregandoti di far brillare su di loro e su di noi la luce del Natale, di renderla ancora più brillante di quanto sia avvenuto fino ad oggi affinchè vi trovino  noi e loro il soccorso di cui hanno bisogno. Te lo domandiamo nel nome del Salvatore che ci ha insegnato ad Amare anche i nostri nemici Amen

                                                                                 r. Fulvio Crivello

                                               BENEDIZIONE


CHE IL SIGNORE NOSTRO DIO, CI BENEDICA E CI GUARDI, FACCIA RISLENDERE IL SUO VOLTO SU TUTTI NOI E CI DIA LA SUA PACE.

7 set 2016

Maggio< Giugno


CENACOLO FAMILIARE

MAGGIO GIUGNO 2016

E noi abbiamo conosciuto ed abbiamo creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore e chi rimane nell'amore rimane in DIO e Dio rimane in lui” pr. Lettera di Gv. Cap.4 vers. 16

Carissimi amici del CENACOLO FAMILIARE mi scuso per il ritardo di c.a. 30 giorni, in questo numero troverete Care Sorelle e Fratelli, un mio piccolo commento sulle ultime dolorose cose avvenute nel nostro Paese (Intolleranza Razziale e Religiosa) poi una preghiera del nostro Caro Don Salvatore, un commento mio sull'Islam, per conoscerlo meglio ed avere una piccola infarinatura sul medesimo, una breve riflessione biblica ed una benedizione finale.



INTOLLERANZA RAZZIALE E RELIGIOSA

Gesù rispose: un uomo scendeva da Gerusalemme verso Gerico, quando incappo nei briganti. Questi gli portarono via tutto, lo percossero e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso passo di la un sacerdote, vide l'uomo ferito e passo oltre, dall'altra parte della strada. Anche un levita passò per quel luogo; anch'egli lo vide e scansandolo prosegui. Invece un samaritano che era in viaggio gli passò accanto, lo vide e ne ebbe compassione . Gli si accostò, verso olio e vino sulle sue ferite e gliele fasciò. Poi lo carico sul suo asino, lo porto in una locanda e fece tutto il possibile per aiutarlo. Il giorno dopo, tirò fuori due monete, le diede all'albergatore e gli disse: abbi cura di lui e ciò che spenderai in più lo pagherò al mio ritorno. Quale di questi tre (disse Gesù) ti sembra sia stato il prossimo di colui che aveva incontrato i briganti? Il dottore della legge rispose:”quello che ebbe compassione di lui” Gesù allora gli disse:”Va' e anche tu fai lo stesso”

Vang. Secondo Luca cap. 10 vers 30 -37


Quanta differenza tra queste parole di amore di Gesù e l'odio per un colore di pelle diversa o per una religione diversa dalla nostra.

Emmanuel stava camminando con la propria moglie a Fermo nelle Marche, forse discorrendo delle loro vicissitudini passate e dei pericolo corsi durante il viaggio che li aveva portati in Italia, in un barcone che rischiava, in ogni momento di affondare per il troppo carico umano. Avevano trovato ospitalità nella Chiesa Cattolica ed erano felici. Purtroppo in questa passeggiata avevano incontrato un ultrà della squadra di calcio del Pescara, già conosciuto, insieme ad altri individui, dalle forze dell'ordine. Il quale, al passaggio di Emmanuel e di sua moglie, aveva pensato bene di insultare lei chiamandola “Scimmia africana” Emmanuel aveva chiesto a lui il perchè di tale insulto, ricevendone come risposta un pugno, che ne ha procurato la morte.

DACCA : Un drappello di giovani, di famiglie benestanti, alcuni figli della classe dirigente del BANGLADESH, indottrinati da Imam senza scrupoli e da un “califfato” l'Isis, sovvenzionato da Stati come: l'Arabia Saudita ed Emirati Arabi, con cui anche il nostro Paese ha interessi economici ha ucciso circa 25 persone di cui nove erano italiani , motivo : perchè non sapevano recitare alcune sure del Corano.

Ecco, cosa dicono a noi, che spesso tramite i nostri governanti “ci diciamo di essere la culla del Cristianesimo “ questi due terribili fatti. Ci dicono questo: che se noi diamo retta alle parole di Dio, possiamo sconfiggere questa barbarie, dando proprio valore a quelle parole che il Nazareno ci ha detto quasi duemila anni fa : “Va e anche tu fai lo stesso”


PREGHIERA RIVOLTA ALLO SPIRITO SANTO

Malgrado a tutto quello che succede nel mondo, con guerre con esodi con massacri a causa del potere e della stoltezza degli individui, Lo Spirito Santo sta portando a termine la sua azione bimillenaria per la realizzazione del REGNO DI DIO come è detto nel PADRE NOSTRO in questa terra: Egli ha operato con sapienza e pazienza sia nelle Chiese Cristiane, sia nelle Fedi non cristiane, sia in tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Presto sarà raggiunta la pace MONDIALE MESSIANICA, profetizzata dagli Angeli sulla grotta di Betlem ; presto gli uomini e le donne di buona volontà s'impegneranno seriamente affinchè siano debellati la FAME, LA POVERTA', LE MALATTIE, LE DISUGLAGLIANZE SOCIALI. Avremo una Chiesa che venderà tutte le sue ricchezze e distribuirà il ricavato AI POVERI; AVREMO UNA CHIESA POVERA E DEI POVERI, UNA CHIESA CHE SI FARA' POVERA PER ARRICCHIRE I POVERI; UNA CHIESA CHE PRATICHERA' L'AMORE FRATERNO SECONDO L'INSEGNAMENTO DI GESU'. Quindi tutti i battezzati, evidentemente anche i Pastori della Chiesa, vivranno non per se stessi ma per gli altri ; non giudicheranno, non condanneranno né castigheranno gli altri, e lasceranno ogni giudizio a DIO, L'UNICO CHE PUO' GIUDICARE GIUSTAMENTE, PERCHE' L'UNICO CHE SCRUTA I CUORI. I Pastori delle chiese cristiane pur nell'impegno di essere fedeli nella trasmissione del messaggio evangelico, RISPETERANNO IL PRIMATO DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE; pertanto, lasceranno alle singole persone la responsabilità delle proprie scelte senza interferire nelle loro decisioni di vita. Amen

Don Salvatore Paparo


La preghiera di don Salvatore va inquadrata in un tempo non nostro, ma nel tempo di Dio. Anche se in questo periodo con tutti gli atti di terrorismo perpetrato non solo sui cristiani ,ma anche su uomini di altre fedi; la pace Messianica come ci diceva don Paparo ci sembra lontana e difficile da raggiungere, ma la fede che tutti noi abbiamo in Dio ci darà questa meravigliosa cosa, ma come ho detto sopra, con i tempi dello Spirito Santo che non sono i nostri. Abbiate quindi care sorelle e fratelli nel Signore la certezza che questo avverrà, come diceva Don Salvatore.



Care amiche ed amici del Cenacolo Familiare, ho deciso dopo aver attentamente riflettuto, soprattutto dopo gli ultimi tragici eventi (Strage di Nizza, omicidio in chiesa di padre Jaques a Rouen, attentati con decine di morti in Siria e Iraq ecc.) di far conoscere un po' quello che è stato l'Islam e quello che è oggi, per cui vi invito a leggere questo scritto e a telefonarmi per magari dissentire e per darmi suggerimenti: il mio n. di cell. È 3662803554: buona lettura a tutti.

QUATTRO PASSI NELL'ISLAM

L'Islam è diffuso in vaste regioni dell'Asia e dell'Africa e dopo il Cristianesimo è la seconda religione del mondo circa 1 miliardo e cinquecentomila sono oggi gli islamici. In Europa, a causa delle ondate migratorie ed in passato, della politica coloniale di molti Stati, è la più diffusa dopo il cristianesimo. La parola islam in Arabo significa sottomissione od abbandono, termine che traccia un elemento essenziale nell'islamismo: l'uomo e la donna devono rimettersi completamente nelle mani di Allah (DIO). Solo così si può essere musulmani (e non con le stragi, che dei folli criminali fanno credere a degli sprovveduti), una parola araba con la stessa radice di islam.

L'Islam non riguarda solamente la fede e la sfera religiosa, ma domina (come è stato per il cristianesimo fino alla rivoluzione francese) tutti i settori della vita privata e sociale. Ce da dire anche, che la fede nell'Islam ha minore importanza che nel Cristianesimo; è più l'interpretazione della legge che ha quasi sempre occupato un ruolo preponderante. Nella maggior parte dei Paesi islamici sono i giuristi a determinare la leadership religiosa quindi questi Paesi sono retti da una teocrazia religiosa. Al contrario rispetto al cristianesimo non vi è nessuna struttura clericale organizzata. Tre sono gli aspetti da prendere in considerazione per avere una breve infarinatura dell'Islam

  • La dottrina della fede (monoteismo e rivelazione)
  • I doveri religiosi (i cinque pilastri)
  • I rapporti tra gli individui (politica e etica)

DUE PAROLE SU MAOMETTO

L'origine dell'Islam, la più giovane delle religioni mondiali, si deve far risalire a Maometto, che nacque nella città della Mecca, attorno al 570 d.C. In Arabia. Egli apparteneva a una delle famiglie più in vista di questa città mercantile, importante nodo nel traffico delle carovane nella penisola arabica. Purtroppo rimase ben presto orfano di entrambi i genitori. Fu preso sotto tutela da uno zio, Abu Talib, figura che influenzò in modo significativo la vita del nipote. Grazie alle conoscenze dello zio, Maometto venne assunto come capocarovana dalla ricca vedova di un commerciante, Kadigia, di qualche anno più anziana di lui, che Maometto in seguito sposò. Maometto espose a Kadigia le sue rivelazioni ed ella divenne la sua prima discepola e contribui attivamente allo sviluppo del percorso religioso del marito. Kadigia non fu mai velata ed alla sua morte, Maometto non volle più sposarsi con nessuna donna.

                               LA PENISOLA ARABA ALL'EPOCA DI MAOMETTO

Quando nelle comunità arabe si attenuo il nomadismo a favore di una maggiore sedentarietà, ci troviamo circa nel V secolo, la tradizione pagana si indebolì, mentre crescevano l'influenza delle due grandi religioni: Ebraismo e Cristianesimo. Maometto con le rivelazioni dell'Arcangelo Gabriele, abbracciò con il monoteismo la concezione della fine del mondo e di un giudizio universale.

Con la caduta di Gerusalemme nel 70 d.C. E la distruzione di Israele ad opera dei romani molti ebrei si erano stabiliti in Arabia e si erano assuefatti alla lingua ed ai costumi pur conservando la propria fede; anche il Cristianesimo si era diffuso in tutto il vicino Oriente e aveva dato origine a stati di fede cristiana come l'Etiopia. Anche molti che vivevano ancora di nomadismo si convertivano al cristianesimo ed anche nelle città come La Mecca le classi più povere aderivano alle parole pronunciate da Gesù. Ciò che forse influenzò Maometto furono comunque gli eremiti cristiani, che vivevano in totale solitudine nella vastità del deserto Arabo. Il Corano ha parole di lode per questi cristiani,che attribuivano più importanza alla preghiera che al commercio e che aiutavano i viaggiatori nel deserto con amore e umiltà; è questo substrato di fede è importante per la comprensione del successivo sviluppo dell'Islam.

Maometto ogni anno si ritirava in una grotta fuori dalla città per meditare e pregare, questa era una consuetudine appresa dagli eremiti cristiani, ma mentre questi avevano dei testi per la propria meditazione, Maometto non disponeva di testi scritti, ma all'età di quarant'anni mentre meditava ebbe una visione: gli apparve l'Arcangelo Gabriele con un rotolo di pergamena e lo invito a leggere. Maometto rispose che non sapeva leggere, e Gabriele disse: “Leggi nel nome del tuo Signore! Leggi! Il Tuo Signore è il Misericordioso

La parola leggi in arabo ha la stessa radice di Corano che significa lettura o declamazione. Il Corano è la raccolta delle rivelazioni ricevute dal Profeta durante il corso degli anni. Quindi anche i musulmani come i cristiani e gli ebrei hanno un testo sacro di ispirazione divina e non un dettato di ispirazione divina, quindi anche nelle 114 sure (capitoli) ci sono parole di Dio e parole di uomini, bisogna saperle distinguere. Il Corano non fu scritto da Maometto, ma solo dopo la sua morte, un po' come i Vangeli. Le sure (capitoli) non sono stati disposti in ordine cronologico ma in ordine di lunghezza dai più lunghi ai più corti. Fa eccezione a questo la prima sura che recita questo:

In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso

La lode (appartiene) ad Allah, il Signore dei Mondi,

il Clemente, il Misericordioso,Re del Giorno del Giudizio

Te noi Adoriamo e a Te chiediamo aiuto.

Guidaci nella retta via,la via di coloro che hai colmato di grazia, e non di coloro che( sono incorsi )nella (Tua) ira ne gli sviati


MAOMETTO LEADER POLITICO E RELIGIOSO

Dopo la prima rivelazione, Maometto cominciò a predicare nella sua città La Mecca, tuttavia il suo definirsi l'inviato di Dio fu male digerito dalle classi dominanti, essi pensavano che egli volesse impadronirsi del potere. Dopo la morte di sua moglie e dello zio che lo proteggevano e lo assecondavano, la situazione divenne a La Mecca insostenibile, mentre a Medina numerosi suoi discepoli avevano già costruito una base solida e lo invitarono a trasferirsi da loro. Nel 622 il profeta abbandonò La Mecca in segretezza e dopo circa una settimana giunse a Medina dove fu accolto con gioia e gratitudine. Non si tratto di una fuga: fu considerato come il gesto compiuto da Abramo, quando su esortazione del Signore, lascio la sua dimora di UR, in Mesopotamia per recarsi nella nuova terra che Dio aveva scelto per lui.

A Medina il profeta divenne presto un leader religioso ma anche politico. La sua battaglia comunque era la diffusione della nuova religione; il termine arabo e “Jihad”che designa questa lotta, è lo stesso che più tardi ,dopo molti anni dalla morte del profeta, venne usato per designare la guerra santa. La guerra in nome di Allah era diventata più importante di qualsiasi altro principio morale e religioso. Nel corso degli anni successivi sia con le guerre ma soprattutto con azioni diplomatiche egli conquisto La Mecca, e prima della sua morte nel 632, egli aveva unificato il Paese in un solo Stato sulla base di dettami religiosi che erano divenuti più importanti degli antichi legami pagani e di Tribù.


L'ISLAM DOPO LA MORTE DI MAOMETTO

Dopo la morte del Profeta i musulmani furono governati da Califfi, i primi tre furono scelti nella cerchia dei primi discepoli, il quarto Califfo fu Alì, figlio dello zio Abu Talib e quindi cugino di Maometto, nello stesso tempo era anche il genero, in quanto si era sposato con sua figlia Fatima.

Con Alì ebbe inizio la divisione del mondo islamico, Alì inviso a molti fu assassinato dai suoi oppositori. I suoi seguaci avevano sostenuto, fin dalla morte del Profeta, che Alì, il parente più prossimo di Maometto, ne era il naturale successore. Il partito che si richiamava ad Alì, fu il responsabile di una grande divisione che permane tutt'ora: gli Shiiti, che per quanto riguarda l'Iran è religione di Stato. Gli Shiiti sostenevano che il Califfo fosse un diretto discendente da Maometto, mentre i Sunniti che rappresentavano e rappresentano la corrente principale dell'Islam il Califfo era chi deteneva il potere al di la della sua parentela con il Profeta. Dopo la morte di Alì la sede del Califfato resto per un certo numero di anni a Damasco, poi fu trasferita a Bagdad per cinque secoli, Infine, quando il capo dell'Islam fu il sultano Turco la sede fu Istambul. Dopo la deposizione dell'ultimo Sultano ad opera di Kemal Ataturk nel 1924, nessun califfo non è più stato a capo del mondo islamista. Bisogna qui ricordare, proprio per gli ultimi fatti di cronaca: “mancato colpo di stato in Turchia, che ha portato nuova acqua al presidente Erdoan, il quale vuol far ritornare la Turchia con la legge della Shari'a” Che proprio Kemal Ataturk volle far diventare, con una grande intuizione politica, la Turchia un paese a se stante nel mondo islamico, con un codice di diritto laico che giudica gli imputati secondo il diritto comune e secondo i diritti dell'uomo, indipendentemente dalla loro religione.


LA RIVELAZIONE DI ALLAH A MAOMETTO

Dio “Allah” ha comunicato la sua parola agli uomini e alle donne attraverso il suo profeta Maometto. Maometto è stato l'ultimo di una lunga serie di profeti che Dio ha inviato sulla terra i principali sono: Adamo, Abramo, Mosè,Davide,Gesù e lo stesso Maometto. Agli inizi della sua predicazione, Maometto si considerava appartenente alle tradizioni cristiana-giudaica, ma in seguito egli si separò da queste, per le critiche, che le stesse facevano a Lui. In una rivelazione, L'Arcangelo Gabriele dette un fondamento storico alla nuova religione, disse a Maometto di partire da Abramo e da suo figlio Ismaele avuto dalla schiava Hagar che secondo l'Antico Testamento fondò un grande popolo: gli Arabi, il profeta insegnò, che Abramo e Ismaele avevano ricostruito il santuario di La Mecca: la Ka'Ba, eretto in origine da Adamo, ma che fu distrutto dal diluvio universale al tempo di Noè. In un primo tempo, per la preghiera Maometto introdusse la pratica di rivolgersi a Gerusalemme, dopo la rottura con i giudei e i cristiani, di rivolgersi verso La Mecca, la stessa cosa per il giorno festivo, non più il shabbat il sabato ma il venerdì, i famosi cinque pilastri del buon musulmano sono: professione di fede,la preghiera, il digiuno, l'elemosina, il pellegrinaggio a La Mecca almeno una volta nella vita.

LE DONNE NELL'ISLAM

Due passi del Corano, riguardanti la posizione delle donne nella società esprimono due concetti diametralmente opposti: nella sura 2 al vers.228 il Corano ci dice.”Le donne devono avere nei confronti degli uomini gli stessi diritti che gli uomini nei confronti delle donne” la sura 4 vers 34 ci dice.”Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre” una contraddizione molto molto chiara, nel Corano; neppure l'uso del velo deriva dal Corano, ma si è diffusa in varie aree riprendendo delle tradizioni pre islamiche. La battaglia contro il velo ha rappresentato soprattutto, dopo i progressi partiti da Kemal Ataturk una questione primaria per il processo di modernizzazione di molti Paesi Arabi; purtroppo proprio in questo terzo millennio con la presa di potere dei fondamentalisti, si è tornati indietro e i veli si sono ricominciati a vedere,anche in Turchia.

IL PENSIERO UMANO NELL'ISLAM

La conquista araba a partire dalla fine del settimo secolo ha interessato sia l'Asia, sia l'Africa e sia L'Europa; in Europa fu molto importante la conquista della Spagna e soprattutto dell'Andalusia. Dal 700 al 1492 gli Arabi dominarono la parte meridionale della penisola iberica con un Califfato a Cordova. Qui si formò assieme a Granada un centro culturale con eruditi provenienti da tutto il mondo musulmano, caratterizzato da una completa tolleranza religiosa in cui musulmani, ebrei, cristiani collaboravano insieme. La cultura sviluppatasi in Andalusia, esercitò grande influenza in Europa ,non solo nel campo della filosofia, ma anche nel campo dell'architettura, dell'ingegneria e della letteratura, della matematica. Furono gli Arabi a far riscoprire la filosofia greca e Aristotele che ebbe un ruolo di fondamentale importanza nella formazione del pensiero della chiesa cristiana medioevale. Il più eminente filosofo arabo a Cordova, fu Ibn Rashid o Averroè 1126-1198, che difese l'autonomia della filosofia e della scienza in un periodo come il nostro, in cui potenti forze interne all'Islam premevano per soffocare la libertà di pensiero. Averroè era un musulmano credente, riconosceva l'autorità del Profeta e non metteva in dubbio la verità del Corano. Ma sosteneva che le affermazioni del libro Sacro potevano essere interpretati in modi diversi. Il Corano diceva Averroè è stato scritto per tutti gli individui, colti ed ignoranti, e perciò spesso è costretto a ricorrere all'uso di immagini: per questo Dio è raffigurato come essere umano e il paradiso come luogo di piacere e divertimento.Ma, sosteneva Averroè, gli uomini illuminati devono saper cogliere il significato spirituale di quelle immagini e simboli.

Lo scopo di Averroè era quello di favorire l'armonia tra il pensiero religioso e il pensiero filosofico e scientifico. Nei secoli successivi i filosofi musulmani, si concentrarono sullo studio del testo e delle tradizioni, cosa che purtroppo oggi è un po' tramontata. Vediamo anche in breve la mistica dell'Islam; anche se l'ascetismo non ha mai rappresentato un ideale per l'Islam, i fedeli sono sempre stati esortati a una condotta semplice e responsabile. Di qui prese e si sviluppo una corrente che considerava e considera fondamentali la meditazione e il ritiro spirituale: tale movimento è stato definito SUFISMO in riferimento al mantello di lana indossato dagli adepti (lana in arabo si dice suf)

Oltre che alla meditazione e alla spiritualità il sufismo cambiò anche la concezione del divino. I sufi sostenevano e sostengono che Allah sia un Dio di Amore e non un Dio giudice supremo ed inavvicinabile a cui gli uomini e donne devono sottomettersi. I primi Sufi entrarono subito in contrasto con la dottrina dominante. In alcuni casi furono addirittura accusati di blasfemia, e un maestro sufi, Hallaj, fu condannato a morte, come molti altri. Egli sentiva che Allah aveva preso dimora in lui, in un rapporto di totale armonia e amore. Per Hallaj, Gesù aveva la stessa importanza di Maometto; molte delle parole che sono state attribuite ai Sufi ricordano le parole di Gesù “Io sono la verità e la vita” “Se tu vedi me, vedi Lui” e al momento della crocefissione “Perdonali Signore, e abbi pietà di loro” Non vi è dubbio che Gesù abbia rappresentato e rappresenti un importante ideale ascetico per il Sufismo.

Il Sufismo non è un movimento organizzato; tuttavia essendo un movimento che mette in prima persona la Fede e La mistica e contrarissimo agli attentati e alle guerre di religione ,che ritiene criminali e prive di ogni umanità. I Sufi sono presenti sia tra musulmani Sciiti che tra i Sunniti

r. Fulvio Crivello

RIFLESSIONE BIBLICA

E Dio disse a Caino:dov'è Abele tuo fratello? Ed egli rispose: non lo so; sono io forse il guardiano di mio fratello? E il Signore disse: che hai tu fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra...”            

Genesi cap. 4 vers 9-10

Dove è Abele tuo fratello? “ Questa è la domanda di Dio rivolta a Caino e il Signore sa già come è andata la vicenda tra Abele e Caino, eppure egli fa questa domanda, e Caino risponde con arroganza e senza pietà per chi ha ucciso: suo fratello Abele.

Stessa domanda la fa a noi tutti i giorni: “Dov'è il tuo prossimo?” E la fatta anche a chi ha ucciso in modo spietato e senza pietà in questi giorni padre Jaques, le donne i bambini, gli uomini che erano a Nizza a festeggiare; a chi ha ucciso a Bagdad a chi ha ucciso a Damasco a Racca ad Aleppo ecc...... in questo interminabile odio, scambiato da alcuni per guerra di Religione. No care sorelle e cari fratelli non c'è proprio nessuna guerra di religione; è la nostra risposta alla domanda di Dio che non c'è; oppure e arrogante e sprezzante come quella di Caino. La nostra società cosidetta civile in che conto tiene la vita? Ma nonostante la nostra sordità alle domande di Dio, Egli non si stanca e ci invita a ritrovare la dignità di uomini e donne, non nelle nostre pretese di autosufficienza. Ma nell'accettare la sua paternità e maternità e le sue decisioni che altro non sono, se non la sua proposta di vita e di amore, e questo care amiche ed amici vale, non solo per la nostra fede, ma per tutte le fedi del mondo, compresa quella islamista.

r. Fulvio Crivello


BENEDIZIONE


Iddio nostro Padre che ci ha amati e ci ha dato per sua grazia una consolazione eterna ed una buona speranza, consoli i nostri cuori e li confermi in ogni opera buona e in ogni buona parola”

II epi. Ai Tessalonicesi cap. 2 vers 16-17

3 mag 2016

MARZO – APRILE 2016

“E NOI ABBIAMO CREDUTO ALL'AMORE” 1 GV. CAP 4 VERS 16
UNA PREGHIERA A GESU'
Ormai i tempi sono maturi; ma è necessaria una radicale conversione per vivere il tuo messaggio di amore e di misericordia: ciascuno di noi deve amare dando alla sorella o al fratello in dono il bene che ha ricevuto da Te, dal Padre Celeste e dallo Spirito Santo; ciascuno di noi deve amare ricambiando al fratello o alla sorella il bene da Lui ricevuto. L'esercizio del vero amore porta con se enormi conseguenze: nessuno si deve credere in diritto di giudicare e di condannare il fratello o la sorella POICHE' COLUI CHE GIUDICA SEI SOLO TU, O GESU'; annunziando il tuo messaggio di salvezza, nessuno deve assumersi, neanche chi, tu hai chiamato a servirti, di giudicare e di condannare la sorella o il fratello in fede; annunziando il tuo messaggio di salvezza nessuno deve assumersi L'AUTORITA' DI MAESTRO, POICHE' IL MAESTRO SEI SOLO TU, O GESU', e noi tutti siamo fratelli e sorelle. Nelle Chiese e soprattutto in quella romana e ortodossa, coloro che da TE hanno ricevuto l'ufficio di guida delle comunità ecclesiali, e di annunziare autorevolmente il tuo messaggio di salvezza, devono rispettare IL PRIMATO DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE perchè la verità e il bene non vanno imposti ma proposti.
L'esercizio dell'amore fraterno, ci suggerisce anche un retto atteggiamento ecumenico, ovvero partendo dal : “SOLUS CHRISTUS” tutte le Chiese Cristiane si pongano in un atteggiamento di Conversione e di Riforma. Nessuna Chiesa Cristiana deve pretendere che le altre Chiese Cristiane si adeguino alle sue convinzioni dottrinali ed etiche.Invece, pur difendendo caritatevolmente le proprie certezze, rispetti simultaneamente le certezze delle altre Chiese. Rimanendo in un dialogo fraterno e amorevole, si arriverà certamente ad una UNICA CHIESA CRISTIANA, secondo il tuo cuore e i tuoi insegnamenti GESU', poiché secondo la TUA PROMESSA: LO SPIRITO SANTO CHE PUO' AGIRE SOLO DOVE TROVA L'AMORE, CONDURRA' LA TUA CHIESA A TUTTA LA VERITA'

don Salvatore Paparo

UN RITORNO DELLA CHIESA ECUMENICA AI PRIMI TRE SECOLI DI STORIA DEI CRISTIANI PER RITROVARE SOLO GLI INSEGNAMENTI DEL PROFETA DI NAZARET, LA PAROLA FATTA CARNE E DI DIO

Prima dell'editto di Milano del 313 d.C. E durante i primi tre secoli di storia, al cristianesimo che piano piano andava sempre più espandendosi, il paganesimo muoveva una accusa di ateismo e di una mancanza di etica. Bisogna ricordare che la società pagana di allora era impregnata di religiosità, i suoi dei da Giove a Giunone, da Venere a Marte da Apollo a Mercurio da Esculapio a Diana ecc. altro non erano che coperture sacralizzanti di tutti i settori della vita, dalla sessualità alla cultura, dall'agricoltura alla caccia, dalla medicina alla musica ecc.
Nei confronti di questa società che aveva sacralizzato se stessa in tutta la proiezione sacrale dei vari dei e dei riti, nonché delle processioni ai vari templi, i cristiani, discepoli di quel profeta di Nazareth chiamato Gesù che non rappresentava la proiezione sacrale di nessun elemento della società, apparivano alla stessa, come empi, sprezzatori degli dei, che non avevano templi, che non avevano simulacri ne statue apparivano degli atei che deridevano le cose considerate sacre, un filosofo romano diceva: (Deos despuunt, nullas aras habent, templa nulla, nulla nota simulacra, rident sacra)
Negli anni successivi all'editto di Milano la Chiesa, voluta da Costantino (che ancora oggi ci attanaglia)ha provveduto a ricoprire con un manto sacrale, tutti gli aspetti e le manifestazioni della vita, con il rischio di permettere la sopravvivenza dei vecchi fermenti del paganesimo sotto il rivestimento e la garanzia del cristianesimo; in questo grande processo di assimilazione, l'annuncio di Cristo, il messaggio dell'Evangelo sembra aver perduto la sua funzione discriminante, allora e fino alla rivoluzione francese, non era più pensabile una distinzione tra società civile e la società ecclesiastica; la chiesa ha insediato se stessa come l'autorità suprema ( sia nel mondo cattolico che protestante) che sola poteva legittimare i valori della società civile, riproponendo in veste cristianizzata la sintesi antica: “tra la città e il mondo degli dei”.
Dire quindi “Solus Christus e Sola Scriptura” vuol dire affermare che Dio può essere conosciuto soltanto attraverso la mediazione di Gesù, ascoltando le parole della Bibbia e i sacramenti che Gesù stesso ha costituito, ovvero LA SANTA CENA E IL BATTESIMO. Ma questa centralità di CRISTO che porterà alla unità delle chiese cristiane come possiamo viverlo; bisogna tornare a Martin Lutero, come ci è tornato il papa Francesco ultimamente, Lutero ci dice questo: “L'Evangelo esige la fede in Cristo,..... il quale ci da vita e beatitudine, non in virtù delle nostre opere, bensì in virtù dell'opera sua.... così possiamo rendere nostro il suo morire e la sua vittoria, come se fossero azioni nostre”
Questo significa che Solus Christus e Sola Scriptura si esplicità in Sola Gratia e Sola Fide.

r. Fulvio Crivello

RIFLESSIONE BIBLICA
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA AL CAP. 11 VERS. 1-11

Quando Israele era fanciullo, Io l'amai, e fin dall'Egitto, chiamai il mio figliuolo. Egli è stato chiamato, ma si è allontanato da chi lo chiamava; hanno sacrificato ai Baali, hanno offerto incensoa immagini scolpite! IO ho insegnato i primi passi ad Efraim, sorregendolo per le braccia;; con legami di amore li tiravo a me; per loro ero come chi leva il giogo dal collo; mi piegavo su di lui per dargli il cibo, ma essi non si sono resi conto che ero IO ad aver cura di loro.
Israele non ritornerà nel Paese d'Egitto, Assur sarà il suo re, perchè hanno ricusato di tornare a ME!La spada sarà brandita contro le sue città e ci sarà lutto, sterminerà i suoi figli a motivo dei loro progetti!
Il mio popolo è malato di infedeltà! Invocano Baal ma costui non li salverà!....Come farei a lasciarti o Efraim? A darti in mano ad altri o Israele? Come posso trattarti come Adma, considerarti come Zeboim?
Il mio cuore si commuove tutto dentro di me, tutte le mie compassioni s'accendono. IO non sfogherò l'artente mia ira, non distruggerò più Efraim di nuovo, perchè IO sono DIO e non un uomo, sono il SANTO in mezzo a te che non ama distruggere!
Essi seguiranno il Signore; egli ruggirà come un leone; si, egli ruggirà e accoreranno i figliin fretta dall'occidente. Accoreranno con un uccello dall'Egitto e come una colomba dal paese di Assiria; e li farò abitare nelle loro case”
Due parole sulla figura del profeta Osea:
Osea esercitò il ministerio profetico nel Regno del Nord dal 750 al 725 a.C. Dopo la morte del re Geroboamo II, cominciò nel Regno di Israele un periodo di gravi disordini politici e continue congiure di palazzo. La vita privata del profeta diventa un'azione simbolico-profetica di Dio nei confronti di Israele. Come Osea respinge la moglie a causa della sua infedeltà per poi riprenderla, così Dio respinge Israele infedele per poi richiamarlo a se. Per Osea, Dio è colui che AMA. Guardando al passato, il profeta vede nel Signore un padre e una madre per Israele e guardando all'avvenire vede in LUI un marito che si prende cura della moglie e dei figli/e. Il giudizio divino, al contrario di quello degli uomini, è concepito soprattutto in funzione dell'Amore: è una misura disciplinare, che può essere anche severa, ma ha sempre in vista il ristabilimento delle relazioni di AMORE e di COMPASSIONE

In questo antico testo su cui oggi tutti noi riflettiamo, troviamo espressa nella maniera più grande l'AMORE di DIO. E questo amore lo si scopre subito leggendo il primo versetto”quando Israele era fanciullo IO l'amai” vediamo insieme i tre principali punti:
L'amore di DIO nella nostra vita: La fedeltà di Dio al suo patto di AMORE stabilito con l'uomo e la donna non viene mai meno, e proprio oggi con tutti i problemi e le difficoltà della vita ci pone di fronte questo immenso amore c'è lo ricorda ancora una volta, dicendoci che Dio con la venuta di Gesù non è rimasto a guardare la nostra storia da lontano, ma ha deciso di partecipare ad essa con la sua parola di vita e di speranza. Le poche cose buone che facciamo, vengono solo da LUI. Se sappiamo camminare è grazie a LUI, se abbiamo di che sfamarci, e grazie a LUI, se siamo stanchi, afflitti, circondati da mille problemi e solo grazie a LUI che si prende cura di noi; il suo AMORE si rinnova ogni giorno.
La nostra sordità: Ma di fronte a questo intervento d'amore instancabile, noi cosa facciamo? Noi siamo sordi e distratti da mille cose futili o peggio ancora disubbidienti ai suoi comandamenti. Pensiamo di saper camminare da soli, pensiamo che Dio sia solo più un optional, abbiamo la certezza che noi soli possiamo darci sufficienti garanzie di vita. Risultato di questa nostra indipendenza è chiaramente su quello che succede nel mondo intero.
Un invito pressante: Ma nonostante tutto, Dio non si stanca, egli rimane fedele al suo patto di Amore verso di noi, ma pretende anche da noi una risposta di fedeltà, così come lo pretendeva all'epoca di Osea da Israele. Per questo ripete a noi l'invito pressante alla conversione, a ritrovare noi stessi nel suo AMORE e non fuori di esso; Egli ci invita a scoprire la nostra dignità di donne e di uomini, non certo nelle nostre certezze, ma nell'accettare il suo insegnamento che non è altro che la sua proposta di vita e di Amore.

r. Fulvio Crivello

BENEDIZIONE DEL SIGNORE

L'Iddio di ogni grazia, il quale ci ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo, ci perfezioni Egli Stesso, ci renda saldi, ci fortifichi. A LUI sia la potenza nei secoli dei secoli. Amen