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7 apr 2012

GIOVEDI SANTO

5 MARZO 2012

OMELIA

Gesù iniziò l’Ultima Cena con un gesto che, in un primo momento, suscitò meraviglia nel cuore degli Apostoli. Come l’ultimo dei servi, Gesù, il Maestro e il Signore, si inginocchiò e lavò i piedi ai suoi discepoli. Era un gesto simbolico che esprimeva il comportamento pratico tenuto in tutta la sua vita da Gesù, e da Lui varie volte messo in rilievo con queste parole: “ IO NON SONO VENUTO IN QUESTO MONDO PER ESSERE SERVITO, MA PER SERVIRE E DARE LA MIA VITA PER TUTTI“. Servire significa dare qualcosa di sé agli altri. Il massimo servizio che si può fare è il dono di tutto se stesso, il dono della propria vita a vantaggio degli altri. Era quanto Gesù si accingeva a fare: Egli, infatti, stava per affrontare la sua passione e la sua morte per noi; passione e morte che avrebbero fruttificato la sua e la nostra gloriosa RISURREZIONE. Questo mistero di Passione, Morte e RISURREZIONE, Gesù lo volle perpetuare nella Santa Messa che istituì proprio NELL’ULTIMA CENA:

           “ PRENDETE E MANGIATE: QUESTO E’ IL MIO CORPO OFFERTO

              PER VOI “  “ PRENDETE E BEVETE: QUESTO E’ IL MIO SANGUE

              SPARSO PER VOI “   “ FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME “.

Ricevere l’Eucarestia significa amare Gesù; significa dire grazie a Gesù per il suo eroico gesto d’amore compiuto per noi; significa, infine, imparare da Gesù a servire gli altri. Pertanto Gesù giustamente ci ripete adesso quanto ha detto agli Apostoli subito dopo la lavanda dei piedi: “ SE IO, IL MAESTRO E IL SIGNORE, HO AGITO COSI’; ANCHE VOI, MIEI DISCEPOLI, DOVETE AGIRE COMO HO AGITO IO “ VOI COME ME NON SIETE VENUTI IN QUESTO MONDO PER ESSERE SERVITI MA PER SERVIRE E DARE LA VITA PER LA SALVEZZA DI TUTTI”. Nessuno di noi può esimersi dal servire gli altri, dal mettersi a disposizione degli altri, dall’andare incontro ai bisogni degli altri. Dobbiamo notare, però, che non siamo chiamati  a servire gli altri tutti allo stesso modo: ciascuno di noi, infatti, ha ricevuto dei doni particolari da Dio; ed è con questi nostri doni che dobbiamo servire gli altri, e non con i doni che hanno ricevuto gli altri; così come ad esempio la mano non può pretendere di servire il corpo intero come lo serve l’occhio; e viceversa, l’occhio non può pretendere di servire tutto il corpo come lo serve la mano. Se non teniamo presente questo, corriamo il rischio di misurare gli altri con noi stessi; e se essi non fanno il bene che facciamo noi facilmente li critichiamo e li condanniamo. In altre parole corriamo il rischio di diventare farisei. Il fariseo ha lenti di ingrandimento per esagerare la portata del bene che fa; ed ha occhiali oscuri per non vedere il bene che fanno gli altri. Il nostro servizio invece deve essere UMILE : “QUANDO FAI IL BENE – ci ammonisce Gesù – LA TUA DESTRA NON SAPPIA  CIO’ CHE FA LA TUA SINISTRA; QUANDO FAI IL BENE- continua Gesù – NON SUONARE LA TROMBA PER ATTIRARE SU DI TE LA LODE UMANA, MA AGISCI PER DARE GLORIA AL PADRE CELESTE, DATORE DI OGNI BENE”.   Sottolineiamo, infine, la necessità che noi partecipiamo alla Santa Messa e al Banchetto Eucaristico. Sant’Agostino si rivolgeva così a Gesù: “Gesù, quando io mangio il pane e bevo il vino materiali, muto il pane e il vino nella mia carne e nel mio sangue; invece, quando io mangio il tuo corpo e bevo il tuo sangue, non sono io che muto te in me, ma sei Tu che muti me in Te”.

Proprio così: facendo la Comunione Eucaristica Gesù ci rende sempre più simili a Sé; e noi riusciamo  ad imitare sempre più la sua vita fino a raggiungere l’alta vetta raggiunta dall’Apostolo Paolo e ad affermare come lui:

“LA MIA VITA E’ CRISTO. NON SONO PIU’ IO CHE VIVO, MA E’ CRISTO CHE VIVE IN ME”.


Sac. Salvatore Paparo


1 apr 2012

DOMENICA DELLE PALME

                                                               Cintano 1 Aprile 2012

Con la Domenica delle Palme iniziamo la Settimana Santa, la settimana più solenne dell’anno liturgico in cui celebriamo Gesù, il nostro Buon Pastore che ci ha amato fino alla fine, accettando liberamente la sua Passione e la sua Morte in Croce, la pena riservata ai più grandi malfattori.

Nei  preziosi giorni della Settimana Santa dobbiamo meditare particolarmente sulle tre ore di agonia di Gesù nell’orto di Getsemani nella notte del Giovedi Santo, e sulle tre ore di agonia di Gesù sulla Croce dalle ore 12 alle ore 15 del Venerdi Santo.

Nel Getsemani Gesù  fu preso da una grande paura e da una grande tristezza tanto da dire agli Apostoli: “L’ANIMA MIA E’ COSI’ TRISTE DA POTERE MORIRE”. Perché Gesù aveva paura ed era triste? Gesù aveva paura ed era triste perché da lì a poco avrebbe dovuto soffrire la flagellazione, pena tremenda durante la quale moltissimi condannati morivano. Gesù aveva paura ed era triste perché da lì a poco sarebbe stato crocifisso tra cielo e terra.

Gesù nel Getsemani sentì profondamente il peso della sua Passione e della sua Morte in Croce e, quasi schiacciato da detto peso, rivolse a Dio Padre questa supplica: “PADRE, SE E’ POSSIBILE, ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE, PERO’ SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ E NON LA MIA”. Con il suo comportamento Gesù ci insegna che nelle nostre sofferenze possiamo rivolgere a Dio la nostra supplica perché ne siamo liberati. Dio ci esaudirà di certo, ma ad una condizione: che la nostra richiesta sia davvero per il nostro bene e per il bene degli altri. E poiché solo Dio conosce  se la nostra richiesta è per il nostro bene e per il bene degli altri, dobbiamo concludere la nostra preghiera come Gesù : “PADRE, PERO’, SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ E NON LA MIA”.  Riflettiamo: Gesù ha chiesto al Padre  di liberarlo dalla sua passione e dalla sua morte. Ma se il Padre avesse esaudito la preghiera di Gesù, noi saremmo ancora nel nostro peccato e dei perduti. Dio Padre non potè esaudire Gesù perché nei suoi misteriosi disegni di misericordia aveva stabilito che Gesù  avrebbe dovuto salvarci con il supremo gesto d’amore, accettando liberamente la sua morte in Croce. Questo ci deve sospingere ad accettare sempre la volontà di Dio nei nostri riguardi, sicuri che essa mira sempre al nostro migliore bene, anche quando non riusciamo a capire.

Facciamo adesso una breve riflessione sulle tre ore d’agonia di Gesù sulla Croce, dalle ore 12 alle ore 15 del Venerdi Santo. Gesù, nella sua sofferenza di crocifisso, si sentì solo; addirittura si sentì abbandonato anche dal Padre, ed esclamò: “DIO MIO, DIO MIO, PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO?”. 

Momenti tremendi della vita di Gesù! Gesù fu tentato di disperazione! Gesù, però, in tutto simile a noi eccetto che nel peccato, non si disperò e morì pronunziando queste parole di filiale fiducia: : “PADRE, NELLE TUE MANI AFFIDO IL MIO SPIRITO”.

E la fiducia di Gesù non fu delusa. L’ultima parola, infatti, non fu la crocifissione e la morte di Gesù, ma la sua risurrezione.  Dio Padre lo ha risuscitato,  dimostrando così che i vincitori non erano i nemici di Gesù, non erano coloro che lo avevano crocifisso e ucciso, ma Gesù, Gesù che con la sua morte e con la sua risurrezione ha distrutto la  nostra morte e ci ha ridonato la vita.

Sac. Salvatore Paparo

26 mar 2012

IL CHICCO DI GRANO

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA

25 MARZO 2012

OMELIA

“In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.

Con queste parole, oggi Gesù ci introduce nel clima pasquale della Sua Passione, Morte e Risurrezione. Gesù si paragona ad un chicco di grano e vuole dirci: “Come il chicco di grano caduto in terra, deve morire prima di fruttificare una riglogliosa spiga; così io dovrò morire prima di fruttificare la vita da comunicare in sovrabbondanza agli uomini”.

Gesù è morto ed è risorto; noi siamo morti e  risorti con Gesù. Pertanto dobbiamo vivere da figli di Dio risorti. E poiché la vita di Dio è una vita d’amore, noi dobbiamo imitare l’amore di Dio. Come Dio, quindi, dobbiamo fare del bene a tutti, sia a quelli che ci amano, sia a quelli che ci fanno soffrire e ci causano del male. In questo imitiamo il Padre Celeste che fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi; e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Precisiamo: dobbiamo fare del bene a tutti quelli che siamo in grado di beneficare, perché li amiamo. Chi ama, infatti, non può permettere che la persona amata continui a soffrire se è in grado di togliere la causa della sua sofferenza e di darle quel bene di cui manca per restituirle la gioia. Dobbiamo aggiungere che chi rende felice un sofferente beneficandolo, rende felice anche se stesso. Ce lo assicura Gesù: “E’ più felice colui che dona, che non colui che riceve”.

Estendiamo, adesso, la nostra riflessione sul chicco di grano.

Il chicco di grano macinato, diventa farina; la farina impastata, diventa pane; il pane è vita e comunica vita. Ebbene, Gesù nella celebrazione eucaristica CAMBIA IL PANE CHE DONA LA VITA MATERIALE AL NOSTRO CORPO, IN SE’ CHE’ E’ LA VITA. Gesù Eucaristico per noi è un cibo indispensabile per riuscire a vivere la vita di figli di Dio. Dice, infatti,Gesù:

“LA MIA CARNE E’ UN VERO CIBO; IL MIO SANGUE E’ UNA VERA BEVANDA: CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, VIVE; CHI NON MANGIA LA MIA CARNE E NON BEVE IL MIO SANGUE, MUORE”.

Il cristiano che comprende la necessità della Comunione Eucaristica, partecipa con  fede alla Messa domenicale, accostandosi anche al banchetto preparato da Gesù; il cristiano, invece, che non comprende la necessità della Comunione Eucaristica, diserta la Messa domenicale.

Se oggi le nostre chiese,  la domenica, sono quasi vuote, è perchè la massa dei cristiani ignora il grande valore del  dono eucaristico.

Noi cristiani di oggi, però, abbiamo la missione di avviare l’umanità contemporanea all’Età Aurea della Redenzione, fondata sulla santità della famiglia, durante la quale regnerà sovrana LA PRATICA DELL’AMORE FRATERNO E DELLA GIUSTIZIA, COSTRUTTORI DELLA PACE E DEL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI. MA PERCHE’ CIO’ AVVENGA, E’ IMPORTANTISSIMO CHE LE NOSTRE CHIESE, LA DOMENICA, SI RIEMPIANO NUOVAMENTE DI CRISTIANI PER NUTRIRSI DEL CORPO E DEL SANGUE DI GESU’, FONTE DI VITA.

Sac. Salvatore Paparo

20 mar 2012

ESILIO BABILONESE DEGLI EBREI

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA

18 MARZO 2012

OMELIA

La prima lettura biblica della quarta domenica di quaresima ci descrive le tristi vicende che vissero gli Ebrei del sesto secolo Avanti Cristo.

Innanzi tutto c’è una costatazione di peccato. Infatti leggiamo: “IN QUEI GIORNI TUTTI MOLTIPLICARONO LE LORO INFEDELTA’ “.

Al peccato degli Ebrei risponde L’AMORE PREMUROSO DI DIO. Leggiamo ancora: “IL SIGNORE DIO MANDO’ PREMUROSAMENTE E INCESSANTEMENTE I SUOI MESSAGGERI AD AMMONIRLI”.

Purtroppo, però, gli Ebrei chiusero ermeticamente il loro cuore indurito, disprezzarono le parole di Dio e schernirono i suoi profeti.

Gli Ebrei del sesto secolo Avanti Cristo si ostinarono talmente nel loro peccato,

da fare scrivere all’autore sacro queste impressionanti parole: “IL LORO PECCATO RAGGIUNSE IL CULMINE, SENZA PIU’ RIMEDIO”. Da qui la guerra, l’assedio e la disruzione di Gerusalemme; da qui la deportazione degli Ebrei scampati alla spada; da qui il lungo esilio in Babilonia, dove i deportati dovettero subire l’umiliazione e le pene degli schiavi. Anche in questo caso, però, Dio si mostrò misericordioso verso gli Ebrei. Nel 538 Avanti Cristo, infatti, ordinò a Ciro, re di Persia, conquistatore di Babilonia, di liberare gli Ebrei deportati e di permettere loro il ritorno a Gerusalemme per ricostruire il tempio.

Riflettiamo, adesso,  su alcuni aspetti accentuati da Gesù nel suo discorso rivolto a Nicodemo e riportato da San Giovanni nel brano evangelico di oggi: “COME MOSE’ INNALZO’ IL SERPENTE NEL DESERTO, COSI’ BISOGNA CHE SIA INNALZATO IL FIGLIO DELL’UOMO PERCHE’ CHIUNQUE CREDE IN LUI ABBIA LA VITA ETERNA”. Ossia: come gli Ebrei morsicati dai serpenti velenosi guardando il serpente di bronzo innalzato da Mosè nel deserto, non morivano ma guarivano; così coloro che credono che Gesù Crocifisso è morto per salvarci e si affidano con fiducia a Lui, saranno salvi.

Gesù disse ancora a Nicodemo:

“DIO HA TANTO AMATO IL MONDO DA DARE IL FIGLIO UNIGENITO PERCHE’ CHIUNQUE CREDE IN LUI  NON VADA PERDUTO, MA ABBIA LA VITA ETERNA”. Dio Padre ci ama con un amore immenso misericordioso e decise di salvare noi suoi figlioli peccatori. Perché ciò avvenga, però, dobbiamo credere fermamente che Gesù è il Figlio di Dio, fattosi uomo per salvarci, e compiere la volonta del Padre che l’ha mandato: “IN VERITA’, IN VERITA’ VI DICO CHECHI CREDE IN ME E COMPIE LA VOLONTA’ DEL PADRE MIO, AVRA’ LA VITA ETERNA E IO LO RISUSCITERO’ NELL’ULTIMO GIORNO”.    

Sac. Salvatore Paparo

11 mar 2012

I DIECI COMANDAMENTI DI DIO

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA

11 MARZO 2012

OMELIA

Quando gli Ebrei si trovavano nel deserto del Sinai, diretti verso la Terra Promessa, la Palestina, Dio diede loro i Dieci Comandamenti, mettendo in rilievo che il suo non era un gesto di dominio, ma un gesto di amore verso di loro: i Dieci Comandamenti di Dio, infatti, sono la via che conduce alla salvezza eterna.

Dio per convincere gli Ebrei ad accoglierre i suoi Comandamenti come un suo dono di amore, portò questo argomento:

“Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù”. Ossia: “Perché vi amo vi ho liberato dalla schiavitù egiziana. Sempre perché vi amo, ora vi dono i miei Dieci Comandamanti. E questo perché voglio che arriviate non solo alla Terra Promessa di questo mondo, la Palestina; ma anche, e soprattutto, alla Terra Promessa dell’al di là che è il Paradiso.

Se dal Vecchio Testamento passiamo al Nuovo Testamento, dobbiamo affermare che Gesù non è venuto in questo mondo per abolire i Dieci Comadamneti, ma per perfezionarli. Pertanto, come gli Ebrei accolsero i Dieci Comandamenti come un dono di amore di Dio Padre; così noi Cristiani dobbiamo accogliere il perfezionamento apportato da Gesù ai Dieci Comandamenti, come un dono di amore di Dio Figlio.

Tenendo presente che i Dieci Comandamenti sono un dono amoroso di Dio, riusciamo a comprendere il seguente discorso di Gesù. Gesù ci dice che la nostra vita è paragonabile all’ edificazione di una casa. La costruiamo  bene se ascoltiamo la sua parola e la mettiamo in pratica; la costruiamo male se non ascoltiamo la sua parola, o se ascoltiamo la sua parola ma non la mettiamo in preatica.

Dobbiamo precisare che per riuscire a costruire bene la casa della nostra vita, necessitiamo dell’aiuto di Dio. Infatti, in un salmo leggiamo: “SE NON E’ IL SIGNORE A COSTRUIRE LA CASA, COLORO CHE LA EDIFICANO, VI LAVORANO INVANO”.

Che per riuscire a costruire bene la casa della nostra vita, abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio, ce lo lo conferma Gesù quando afferma: “SENZA DI ME NON POTETE FARE NULLA”.

Infine, Gesù ci dice che se noi costruiamo bene la casa della nostra vita, costruiamo una casa solida, una casa che dura in eterno; ossia raggiungeremo la gioia della vita eterna; se, invece, costruiamo la casa della nostra vita senza Dio o contro di Dio, disobbedendo ai suoi Comandamenti, la costruiamo sulla sabbia. Essa crollerà e la nostra rovina sarà grande.

Il tempo quaresimale, tempo di conversione, ci spinga ad amare e ad osservare i Dieci Comandamenti di Dio. Così con il salmista, al quale ci siamo uniti nel salmo responsoriale, possiamo ripetere:

“LA LEGGE DEL SIGNORE E’ PERFETTA, RINFRANXA L’ANIMA.

  I PRECETTI DEL SIGNORE SONO RETTI, FANNO GIOIRE IL CUORE”.
 
   Sac. Salvatore Paparo

4 mar 2012

A B R A M O

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA

4 MARZO 2012

OMELIA

La Parola di Dio oggi ci parla di Abramo, il padre della Fede, l’uomo che sperò contro ogni speranza.

Abbiamo la Fede se ci fidiamo pienamente di Dio e compiamo la sua volontà.

Abbiamo la Speranza se siamo sicuri che Dio manterrà le sue promesse e se continuiamo ad esssere sicuri della fedeltà di Dio anche nei momenti più difficili della nostra vita.

Abramo fu un uomo di grande Fede e di grande Speranza.

Viveva tranquillamente nella sua patria, in Mesopotamia, l’attuale Iraq, quando Dio gli ordinò: “Lascia la tua patria, i tuoi parenti, e va’ in un luogo che io ti indicherò”.

Abramo ubbidisce subito: lascia la sua patria, i suoi parenti e parte senza sapere dove andare, fidandosi pienamente di Dio. Giunto in Palestina, Dio gli ordina di fermarsi lì e, in una notte stellata, gli fa questa solenne promessa: “Questa terra io la darò ai tuoi discendenti: essi saranno numerosi come le stelle del cielo”.

Ma c’è una grossa difficoltà: Abramo è vecchio e Sara sua moglie è sterile: come Abramo potrà avere una numerosa discendenza, se non potrà avere figli? Ma Dio al quale nulla è impossibile, rassiucura Abramo: “Abramo, malgrado la tua vecchiaia e la sterilità di Sara tua moglie, avrai un figlio e da lui avrai una numerosa discendenza”. In realtà Sara concepì e, dopo nove mesi, diede alla luce un figlio: Isacco.

Tutto sembrava procedere a gonfie vele, Isacco era già un giovinetto e si preparava a sposarsi  per avere la numerosa discendenza promessa da Dio. Invece, Dio mise alla prova Abramo chiedendogli di immolargli il figlio. Sembrava un cosa assurda: Abramo come avrebbe potuto avere una numerosa discendenza da Isacco, se Isacco, IL FIGLIO DELLA PROMESSA, doveva morire? La Fede e la Speranza di Abramo, però, non vennero meno. Abramo, secondo la bellissima espressione di San Paolo, “SPERO’ CONTRO OGNI SPERANZA”. Abramo, cioè, era sicuro che Dio, che MIRACOLOSAMENTE aveva dato la vita ad Isacco, poteva MIRACOLOSAMENTE ridargliela anche dopo la sua morte, RISUSCITANDOLO.

Dio, in realtà, non voleva la morte di Isacco; e mentre Abramo si accingeva ad immolare Isacco, intervenne: “Abramo, non stendere la tua mano contro il ragazzo e non fargli niente. Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito”.

Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio; andò a prenderlo e lo offrì in olocausto invece del figlio.

Dio rinnovò solennemente la sua promessa ad Abramo:

“Giuro per me stesso, poiché hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, Io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare”. E così avvenne.

La deduzione pratica per noi non può essere che questa: dobbiamo fidarci sempre di Dio, anche quando ci troviamo in grandissime difficoltà. Allora dobbiamo dirci con sicurezza: “DIO CERTAMENTE NON MI ABBANDONA E SI SERVIRA’ DI QUESTE MIE SOFFERENZE, PERCHE’ IO REALIZZI, NEL MIGLIORE DEI MODI, LO SCOPO PER CUI DIO PADRE MI HA CREATO, GESU’ MI HA REDENTO, LO SPIRITO SANTO MI SANTIFICA”.

E’ NECESSARIA E IMPROCRASTINABILE LA CELEBRAZIONE

DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III
 

Sac. Salvatore Paparo

11 feb 2012

IL MONDO TI RICONOSCERA' GESU’ COME SUO UNICO SALVATORE

Carissimi  Lettori e Amici dell’Opera Cenacolo Familiare,

oggi, 11 febbraio 2012, anniversario della Prima Apparizione a Lourdes, di Maria Santissima, L’IMMACOLATA CONCEZIONE, ASSUNTA IN CIELO IN ANIMA E CORPO GLORIFICATI, sento il dovere di comunicarvi quanto ho pubblicato nell’ultimo numero del Bollettino “VALLE SACRA”  che comprende otto parrocchie, fra cui la Comunità parrocchiale di Cintano, alla quale la Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, il
7 aprile 1963, mi ha inviato come Pastore e come umile strumento, tra tantissimi altri umili strumenti, per avviare l’Età Aurea della Redenzione, periodo lunghissimo DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI CHE, GRADUALMENTE, PREPARA I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA.

HO VISITATO BRONTE, IL MIO PAESE D’ORIGINE:

22-27 SETTEMBRE 2011

Erano 31 anni che non andavo a Bronte, mio paese d’origine. Ora Gesù e la Madonna mi hanno inviato a Bronte per annunziare ai miei concittadini l’Opera Cenacolo Familiare. La circostanza è solenne: ho sposato il mio pronipote Carlo, il nipote prediletto di Vincenzino, mio fratello maggiore. E’ stata anche un’occasione per un incontro familiare: eravamo presenti tutti i membri della famiglia Paparo Giuseppe-Travaglianti Maria Angela, nostri genitori. Compresi i membri acquisiti eravamo in 24. E’ meraviglioso: tutti i membri adulti della famiglia Paparo Giuseppe-Travaglianti Maria Angela, hanno letto il blog dell’Opera Cenacolo Familiare: tutti sono entusiasti dell’Opera e la appoggiano con vivo calore.

Desidero ricordare, in modo particolare, un incontro: i membri presenti della nostra famiglia eravamo: Petter, Olandese, sposo della mia nipote Graziella, figlia di mio fratello Nello; Giuseppe, anche lui figlio di mio fratello Nello; ed io.

E’ intervenuto Petter dicendo che l’Opera Cenacolo Familiare deve essere duvulgata al massimo in tutto il mondo; e poiché la lingua maggiormente parlata è l’inglese, deve essere tradotta in inglese. Giuseppe è d’accordo ed afferma: “SI’; E QUESTO COMPITO E’ RISEVATO A PIERO”. Piero è mio nipote, figlio della mia sorella Concettina, e gestisce un’agenzia di traduzione: le Case Editrici ordinano la traduzione di libri scritti in varie lingue, e lui li traduce nella lingua richiesta: in inglese, in italiano,  in tedesco, in spagnolo, in finlandese, in francese.

Io, felice, ho concluso così: “SI’, SONO PIENAMENTE D’ACCORDO: TRADURRE IN INGLESE IL BLOG DELL’OPERA CENACOLO FAMILIARE, E’ COMPITO RISERVATO A PIERO”.

Padre Vincenzo, il giovane parroco della parrocchia “Madonna del Riparo”, di Bronte, dove ho celebrato il matrimonio del mio pronipote Carlo, è entusiasta dell’Opera Cenacolo Familiare e, domenica 25 settembre, a conclusione della messa parrocchiale, da me celebrata alle ore 10, ha parlato con fervore di me e dell’Opera Cenacolo Familiare; ai presenti, circa 200 persone, ha rivolto l’invito a conoscere e ad approfondire la conoscenza dell’Opera Cenacolo Familiare visitando il suo blog; lui è disponibile ad aiuitarli in ciò. I presenti hanno dato il loro assenso con un caloroso a prolungato battimani.

Durante la mia visita a Bronte, mio paese d’origine, sono avvenuti tanti altri fatti che mi hanno confermato nella convinzione CHE IL COLLEGIO EPISCOPALE CATTOLICO E IL PAPA INDICANO IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III, Concilio necessario e improcrastinabile perché si realizzino al più presto le seguenti profezie:

“PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA”

“PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”

“HO ALTRE PECORE CHE NON SONO DI QUESTO GREGGE. ANCHE DI LORO DEVO DIVENTARE PASTORE. ASCOLTERANNO LA MIA VOCE E DIVENTERANNO UN UNICO GREGGE CON UN UNICO PASTORE”

SARA’ L’ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE, FONDATA SULLA PACE E SUL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; REDENTA CON LA PASSIONE, MORTE E RISURREZIONE DI GESU’, CON LA SINGOLARE COOPERAZIONE DI MARIA SANTISSIMA, MADRE DEL CORPO MISTICO DI CRISTO, CHE E’ LA CHIESA”.

Sac. Salvatore Paparo

Cintano 28 settembre 2011


ALCUNE CARATTERISTICHE DEI PAPI
DELLA PROSSIMA ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE

Confermeranno i loro fratelli e le loro sorelle nella fede in Gesù Messia, il Figlio Unigenito del Dio Vivente, l’Unico Salvatore del mondo, non combattendo e condannando le tenebre, ma irradiando LA LUCE CHE E’ GESU’. DOVE GIUNGE GESU’, LA LUCE DEL MONDO, LE TENEBRE SCOMPARIRANNO.

Rispetteranno il primato della coscienza individuale. Rispetteranno l’autonomia della scienza. Rispetteranno l’autonomia dello Stato Secolare.

Saranno modelli nell’esercizio della Carità Fraterna in tutti gli aspetti che sige Gesù.

Accetteranno il dialogo con tutte le donne e con tutti gli uomni di buona volontà

Sac. Salvatore Paparo

Cintano 6 novembre 2011
 

COME VIVRANNO LE COMUNITA’ CRISTIANE

DELLA PROSSIMA ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE

L’Età Aurea della Redenzione sarà fondata sulla santità della famiglia, creata ad immagine e somiglianza della Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo¸e redenta con la Passione, Morte, Risurrezione di Gesù, con la singolare cooperazione di Maria Santissima, MADRE DELLA CHIESA.

Le Comunità Cristiane saranno costituite da nuclei familiari, senza escludere,

però, le persone che vivono da sole.

Le Comunità Cristiane saranno PICCOLE COMUNITA’ in modo che i suoi vari membri possano avere relazioni DI AMICIZIA FRATERNA.

I Presbiteri responsabili delle Comunità Cristiane, COME GLI APOSTOLI, “SI DEDICHERANNO PIENAMENTE ALLA PREGHIERA E AL MINISTERO DELLA PAROLA”.

In conseguenza, l’amministarzione dei beni materiali delle Comuinità Cristiane

sarà affidata ALLE LAICHE E AI LAICI.


Sac. Salvatore Paparo

30 gen 2012

IL DIAVOLO ESISTE

Quarta Domenica durante l’anno   B

29 gennaio 2012

OMELIA

Il brano evangelico che abbiamo appena proclamato, è molto importante.

Gesù, di sabato, entrò nella sinagoga di Cafarnao e si mise ad insegnare. I presenti erano stupiti del suo insegnamento: egli, infatti, insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli Scribi.

Nella sinagoga c’era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: “Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?

Io so chi tu sei, il Santo di Dio”. Gesù gli ordinò severamente: “Taci! Esci da lui”. E lo spirito impuro, staziandolo e gridando forte, uscì da lui”.

Oggi sono tanti coloro che negano l’esistenza del diavolo; ma il diavolo esiste ed esiste anche la sua azione malefica contro di noi.

San Giovanni Evangelista, nel suo vangelo, ha una impressionante pagina in cui descrive un serrato scontro verbale tra Gesù, il Figlio di Dio Padre, e i farisei, figli del diavolo.

I farisei si credevano uomini liberi. Gesù, invece, disse loro che erano degli schiavi: “In verità, in verità, vi dico: chiunque fa il peccato, è schiavo del peccato.
E voi siete schiavi del peccato perché fate ciò che avete imparato dal padre vostro".

Le parole di Gesù toccarono sul vivo i farisei: essi si offesero perché, pur essendo peccatori, si credevano giusti e quindi figli di Dio. Gesù, però, non esitò un istante a togliere la loro maschera e, con voce severa, proseguì così: “Se Dio fosse vostro Padre, amereste anche me, perché io da Dio sono uscito e venuto. Ma voi avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio, e non si mantenne nella verità perchè in lui non c’è verità. Quando dice la menzogna dice proprio ciò che è suo perché egli è menzognero e padre della menzogna. Ma voi perché io vi dico la verità, non mi credete. Chi è da Dio ascolta le parole di Dio; ecco perché voi non le ascoltate, perché non siete da Dio”.

Parole molto chiare: i figli di Dio ascoltano e mettono in pratica le parole di Gesù, perché le parole di Gesù sono le parole di Dio Padre. Ma i farisei non ascoltavano le parole di Gesù perché non erano figli di Dio, ma figli del diavolo.

I farisei, pertanto, non solo non si convertirono alle parole di Gesù, ma, ricolmi di odio, chiamarono indemoniato lo stesso Gesù; e il loro odio giunse al punto da volere uccidere Gesù. Leggiamo, infatti: “I farisei presero delle pietre per scagliarle contro di lui, ma Gesù si nascose e uscì dal tempio”.

Da questa pagina evangelica dobbiamo dedurre che il diavolo esiste e che esiste anche la sua azione malefica contro di noi.

Però, oggi, noi dobbiamo affrontare la vita con ottimismo. Infatti, malgrado tante apparenze contrarie, con il terzo millennio, noi abbiamo inziato anche l’Età Aurea della Redenzione: dopo due millenni in cui noi, abbiamo partecipato, SOPRATTUTTO, alla Passione e alla Morte di Gesù, ora incominciamo a godere, SOPRATTUTTO, I BENEFICI EFFETTI DELLA RISURREZIONE DI GESU’: PRATICANDO, CON PERFEZIOE SEMPRE CRESCENTE, IL NOSTRO AMORE FRATERNO, TRASCORREREMO UN LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI, DURANTE IL QUALE, GUIDATI DALL’AZIONE DI DIO PADRE, PREPAREREMO GRADUALMENTE I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA.

Durante il suddetto lunghissimo periodo di tempo, il diavolo sarà reso impotente ed inoffensivo. L’impotenza del diavolo, nel suddetto periodo, San Giovanni la descrive così nel Libro dell’Apocalisse:

“QUINDI VIDI SCEDERE DAL CIELO UN ANGELO CON IN MANO LA CHIAVE DELL’ABISSO E UNA GROSSA CATENA. AFFERRO’ IL DIAVOLO E LO INCATENO’ PER MILLE ANNI. QUINDI, GETTATOLO NELL’ABISSO, CHIUSE E VI POSE IL SIGILLO, AFFINCHE’ NON POTESSE PIU’ SEDURRE LE GENTI FINO AL COMPIMENTO DEI MILLE ANNI, QUANDO DOVRA’ ESSERE SCIOLTO, MA PER BREVE TEMPO”.


Sac. Salvatore Paparo

23 gen 2012

PREGHIAMO PER L’UNITA’ DELLA CHIESA DI GESU’

PREDICA

Gesù è venuto in questo mondo per dirci che Dio è nostro Padre e che noi siamo figli di Dio e fratelli tra di noi. Se amiamo Dio come nostro Padre e ci amiamo gli uni gli altri come fratelli, AVREMO LA PACE MONDIALE MESSIANICA CON TUTTI I SUOI BENEFICI EFFETTI:

“PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA”.

Gesù, però, con tristezzza, previde che i suoi discepoli si sarebbero divisi, e che  con la loro divisione avrebbero ostacolato l’avvento della pace. Per questo motivo, durante l’Ultima Cena, pregò così il Padre Celeste:

“PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”.

Qual è la situazione attuale? Noi cristiani siamo divisi. Per accentuare la triste realtà, vi cito alcune denominazioni di Chiese Cristiane: la Chiesa Cattolica, la Chiesa Ortodossa, la Chiesa Protestante e la Chiesa Anglicana.

I primi cristiani che si sono resi conto dello scandalo della nostra divisione che ostacola la conversione del mondo a Gesù, SUO UNICO SALVATORE, sono stati i missionari Protestanti che nel secolo scorso favorirono la creazione del Movimento Ecumenico che si prefigge la riunificazione della varie Chiese Cristiane. Essi, consapevoli della nostra impotenza e che possiamo raggiungere l’unità solo con un dono gratuito di Dio, invitarono tutte le Chiese Cristiane a dedicare, ogni anno, una settimana di preghiera per ottenere da Dio Padre il prezioso dono dell’unità. Le Chiese Cristiane accettarono la proposta e tutte ogni anno dedicano la settimana che va dal 18 al 25 gennaio alla preghiera per
ottenere da Dio Padre il dono dell’unità dell’UNICA CHIESA DI GESU’. Oggi, domenica 22 gennaio 2012, nel cuore della settimana di preghiera, noi ci uniamo
a tutti i fratelli e a tutte le sorelle che chiedono a Dio Padre IL DONO DELL’UNITA’ DELL’UNICA CHIESA DI GESU’.

Par l’occasione ho scritto la mia trentunesima LETTERA A GESU’ UNICO SALVATORE DEL MONDO. Ve la leggo:

“Gesù, noi cristiani, SPECIALMENTE NEL SENO DELLA CHIESA CATTOLICA, siamo terribilmente divisi, scandalo per il mondo assetato di verità, di pace e di giustizia.

Tutti ci sentiamo tuoi veri discepoli, anche quando accusiamo e condanniamo gli altri come traditori della tua Chiesa. E’ necesssario, invece, sentirci tutti responsabili e colpevoli di questa assurda divisione che ti fa soffrire e che ti sospinge a ripetere l’invocazione: “PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”.

La via  perché le Chiese Cristiane tornino all’unità, OGGI E’ UNA SOLA: LA CELEBRAZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.

ESSO DEVE ESSERE UN CONCILIO SINGOLARE: CONVOCATO E GUIDATO DAL PAPA, debbono parteciparvi tutti i principali rappresentanti del mondo, come Membri Effettivi, con piena libertà di parola e con pieno diritto di voto per l’approvazione delle decisioni conciliari.

Perché il Concilio si svolga fruttuosamente, dobbiamo essere convinti che tutti gli uomini e tutte le donne SIAMO SOTTO L’AZIONE DEL TUO SPIRITO, perché tutti siamo stati redenti dal tuo preziosissimo Sangue sparso per noi; e perché tutti siamo chiamati a far parte del Tuo Unico Corpo Mistico. Quindi dobbiamo metterci all’ascolto dei fratelli e delle sorelle di tutto il mondo, con stima reciproca, sicuri che ciascuno di noi porta dei doni dello Spirito Santo dati ad utilità di tutti.

GESU’,CHE DURANTE QUESTO OTTAVARIO DI PREGHIERA PER LA RIUNIFICAZIONE DELLE CHIESE CRISTIANE, IL PADRE CELESTE ESAUDISCA LA TUA INVOCAZIONE: “PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA”.

Sac. Salvatore Paparo

19 gen 2012

TRENTUNESIMA LETTERA A GESU’ UNICO SALVATORE DEL MONDO

Gesù, noi cristiani, SPECIALMENTE NEL SENO DELLA CHIESA CATTOLICA, siamo terribilmente divisi, scandalo per il mondo assetato di verità, di pace, di giustizia.

Tutti ci sentiamo tuoi veri discepoli, anche quando accusiamo e condanniamo gli altri come traditori della tua Chiesa. E’ necessario, invece, sentirci tutti responsabili e colpevoli di questa assurda divisione che ti fa soffrire e che ti sospinge a ripetere l’invocazione: “PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA, COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”.

La via perché le Chiese Cristiane tornino all’unità, OGGI E’ UNA SOLA: LA CELEBRAZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III”.

Esso deve essere UN CONCILIO SINGOLARE: convocato e guidato dal Papa, debbono parteciparvi tutti i pricinpali rappresentanti del mondo, come membri effettivi, con piena libertà di parola e con pieno diritto di voto per l’approvazione delle decisioni conciliari.

Perché il Concilio si svolga fruttuosamente dobbiamo essere convinti che tutti gli uomini e tutte le donne siamo sotto l’azione del TUO SPIRITO, perché tutti siamo stati redenti dal tuo preziosissimo sangue sparso per noi; e tutti siamo chiamati a far parte del Tuo Unico Corpo Mistico. Quindi dobbiamo metterci all’ascolto dei fratelli e delle sorelle di tutto il mondo, con stima reciproca, sicuri che ciascuno di noi porta dei doni dello Spirito Santo dati ad utilità di tutti.

CHE DURANTE QUESTO OTTAVARIO DI PREGHIERA PER LA RIUNIFICAZIONE DELLE CHIESE CRISTIANE, IL PADRE CELESTE ESAUDISCA LA TUA INVOCAZIONE: “PADRE, CHE TUTTI SIANO UNA SOLA COSA”.

Sac. Salvatore Paparo

19 gennaio 2012

15 gen 2012

CHI E’ IL PAPA?

Carissimi lettori del blog  “OPERA CENACOLO FAMILIARE” ,
                                               www.operacefa.blogspot.com

propongo alla vostra attenta riflessione l’omelia che ho rivolto alla mia comunità cristiana di Cintano, il 22 agosto 2008, festa di MARIA REGINA DELLA PACE, ventunesima domenica durante l’anno   Anno A

CHI E’ IL PAPA?

Il brano evangelico di oggi ci parla della Professione di fede di Pietro: “TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE”, E DELL’ELEZIONE di Pietro
a Primo Papa: “TU SEI PIETRO E SU QUESTA PIETRA EDIFICHERO’ LA MIA CHIESA”.

Per comprendere chi è il Papa, dobbiamo ricordare il dialogo tra Gesù e Pietro, avvenuto dopo la Risurrezione, sulla spiaggia del Lago di Tiberiade:
“Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?”. Gli risponde: “Sì, Signore, tu sai che ti amo”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli ripetè una seconda volta: “Simone di Giovanni, mi ami tu?”. Gli rispose: “Sì, Signore. Tu sai che ti amo”. Gli disse: “Pasci le mie pecore”. Gli domandò una terza volta: “Simone di Giovanni, mi ami?”. Si rattristò Pietro perché gli aveva detto per la terza volta: “Mi ami tu?”, e gli rispose: “Signore, tu sai tutto, tu conosci che ti amo”. E Gesù confermò Pietro nella sua missione: “Pasci le mie pecore”.

Il Papa è dunque colui che insieme a Gesù edifica la Chiesa amando come Gesù.

L’amore è servizio. Servizio significa fare del bene agli altri: “IO NON SONO VENUTO NEL MONDO PER ESSERE SERVITO MA PER SERVIRE E OFFRO LA MIA VITA IN RISCATTO DI TUTTI”.

L’amore ha un’altra qualità: “CHI AMA NON GIUDICA GLI ALTRI E NON LI CONDANNA”. Anche in questo Gesù è il nostro modello:

“IO NON SONO VENUTO NEL MONDO PER CONDANNARLO, MA PER SALVARLO”.

A questo punto possiamo precisare: il Papa  ha ricevuto da Gesù la MISSIONE DI CONFERMARE LA CHIESA NELLA FEDE. Ciò risulta chiaramente dalle parole rivolte da Gesù a Pietro : “SIMONE, IO HO PREGATO PER TE PERCHE’ LA TUA FEDE NON VENGA MENO. E TU, UNA VOLTA CONVERTITO, CONFERMA I TUOI FRATELLI”.

Il Papa, soprattutto, deve esercitare l’amore fraterno con la stessa perfezione con cui lo esercitò Gesù, di modo che i cristiani siano spinti ad imitarlo per vincere le loro divisioni, ricomporre la loro unità e convincere tutti gli uomini che solo Gesù è il Salvatore del mondo. Si realizzerà allora la profezia di Gesù espressa in forma di preghiera al Padre Celeste durante l’Ultima Cena: “PADRE, CHE I MIEI DISCEPOLI SIANO UNA SOLA COSA, COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”.

Dal 1958 al 1963 abbiamo avuto un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Abbiamo avuto il grande dono di Dio nella persona del PAPA GIOVANNI XXIII. Papa Giovanni incarnò in sé l’amore misericordioso  del Padre Celeste per cui fu amato da tutto il mondo: dai cristiani e dai non crisitani, dai credenti e dai non credenti. Lo stimò perfino Nikita Krusciov, il Premier dell’Unione Sovietica. E per questa stima il Papa riusscì a salvare l’umanità dalla guerra nucleare che avrebbe causato ovunque distruzione e morte. Vi ricordo brevemente il fatto: nella seconda metà di ottobre del 1962, i Sovietici cercarono di installare 42 missili nucleari nell’isola di Cuba, per colpire a sorpresa gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti, però, vennero a conoscenza del pericolo; e il loro Presidente John Kennedy intervenne con otto partaerei e sessanta squadriglie di aerei per intercettare venticinque navi mercantili sovietiche, cariche  di missili nucleari e dirette verso Cuba. La guerra nucleare era imminente. Allora intervenne il Papa Giovanni XXIII: inviò un messaggio a Kennedy e a Krusciov in cui chiedeva loro di evitare la catastrofe del mondo.

Krusciov accettò, e le navi sovietiche tornarono alla loro base: LA PACE ERA SALVA. Ma perché Krusciov accettò l’invito del Papa? Il motivo ce lo indicò lo stesso Krusciov: “RISPETTO A QUELLO CHE PAPA GIOVANNI HA FATTO PER LA PACE, IL SUO INTERVENTO E’ STATO UN INTERVENTO UMANISTICO, CHE SARA’ RICORDATO NELLA STORIA. IL PAPA E IO POSSIAMO ESSERE DIVERGENTI SU MOLTE QUESTIONI, MA SIAMO UNITI NEL DESIDERIO DELLA PACE”.

Possa il Signore donarci un altro PAPA GIOVANNI che porti a compimento la missione del PAPA GIOVANNI XXIII. Allora si realizzerà anche la profezia fatta dalla Madonna a Fatima nel 1917:

“LA RUSSIA SI CONVERTIRA’… ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’ E IL MONDO AVRA’ UN PERIODO DI PACE”.

SARA’ IL TRIONFO DEL REGNO DI DIO SU QUESTA TERRA, IL LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI IN CUI GLI UOMINI VIVRANNO SECONDO IL MESSAGGIO EVANGELICO DELL’AMORE, E SI COMPORTERANNO DA VERI FIGLI DI DIO E DA VERI FRATELLI TRA DI LORO.

Sac. Salvatore Paparo

14 gen 2012

INSEGNAMENTO DI GESU'

“A CHI VUOLE TOGLIERTI  LA TUNICA,
  TU  LASCIA ANCHE IL MANTELLO “. ( Vangelo di Matteo 5, 40 ) .

  Sac. Salvatore Paparo

  Cintano 13 gennaio 2012

13 gen 2012

BATTESIMO Di GESU’

8 GENNAIO 2012 

OMELIA

Finito il breve periodo natalizio durante il quale abbiamo rivissuto il mistero

della nascita e dell’infanzia di Gesù, la liturgia passa immediatamente alla vita pubblica del Signore. Inizia con l’incontro di Gesù con il suo precursore Giovanni Battista: Gesù è il sole nascente, Giovanni, invece, è l’astro al suo tramonto. D’ora in poi Gesù sale, Giovanni declina. Lo afferma lo stesso Giovanni : “BISOGNA CHE GESU’ CRESCA E CHE IO DIMINUISCA”.

Gesù iniziò la sua vita pubblica facendosi battezzare dal suo precursore Giovanni.

Il battesimo di Gesù, però, non equivale al nostro battesimo: il nostro battesimo, infatti, è purificazione e liberazione dal peccato; è infusione della vita. In Gesù non ci fu alcuna purificazione e liberazione dal peccato perché in Lui non c’era alcun peccato personale dal quale doveva essere purificato e liberato; non poteva esserci infusione della vita PERCHE’ LUI E’ LAVITA.

Ma che senso ha, dunque, il battesimo di Gesù?

Gesù, battezzandosi, fece un supremo gesto d’amore verso di noi: prese su di sé i nostri peccati per distruggerli e per salvarci. San Paolo arriva a dire che Gesù non solo ha preso su di sé i nostri peccati, ma che addirittura per noi si è fatto peccato. Leggiamo, infatti, al capitolo quinto della Seconda Lettera ai Corinzi: “COLUI CHE NON CONOBBE PECCATO, DIO LO HA FATTO PECCATO PER NOI, AFFINCHE’ NOI DIVENTASSIMO IN LUI GIUSTIZIA DI DIO”.

Questo supremo gesto d’amore per noi, costò molto a Gesù: ha sofferto, infatti, durante tutta la vita. Ma il peso dei nostri peccati lo sentì in modo del tutto particolare, nell’orto del Gestsemani. In quelle tremende ore di agonia, Gesù rimase quasi schiacciato dai nostri peccati. Da qui il suo sudore di sangue; da qui la preghiera: “PADRE, SE E’ POSSIBILE, ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE”. Ma ciò non era possibile. Infatti, Gesù con il battesimo aveva iniziato la sua Passione per noi, e la sua Passione doveva concludersi sulla croce. Gesù stesso parlò della sua morte in croce, in termini di battesimo: “SONO VENUTO A PORTARE IL FUOCO DELL’AMORE SULLA TERRA, E CHE COSA DESIDERO SE NON CHE SI ACCENDA? PRIMA, PERO’, DOVRO’ ESSERE BATTEZZATO CON UN BATTESIMO, E COME SONO IN ANGUSTIA FINCHE’ NON SIA COMPIUTO”.

Quando sulla croce, immediatamente prima di morire, pronunziò le parole: “TUTTO E’ COMPIUTO”,  Gesù voleva dire: “IL MIO BATTESIMO E’ GIUNTO AL SUO COMPIMENTO”.

Ma ritorniamo al nostro battesimo. Noi con il battesimo siamo stati salvati da Gesù. Nello stesso tempo, il Padre Celeste ci ha affidato la missione di aiutare Gesù a salvare i nostri fratelli peccatori. Ciò, fra l’altro, comporta che ci uniamo alle sofferenze di Gesù. Solo se non ci lamentiamo delle nostre sofferenze, solo se le accettiamo con lo stesso amore e con la stessa pazienza di Gesù, noi insieme a Gesù salviamo i nostri fratelli peccatori, e possiamo attribuirci le parole che il Padre Celeste disse a Gesù, appena battezzato: “TU SEI IL FIGLIO MIO, L’AMATO: IN TE HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO”.

Sac. Salvatore Paparo

4 gen 2012

1 GENNAIO 2012

TRENTESIMA LETTERA A GESU’ UNICO SALVATORE DEL MONDO.

Gesù, inizio il nuovo anno con la viva speranza che chi può e chi deve, indica, FINALMENTE, il Concilio  Ecumenico Vaticano III.

Un punto iniziale indispensabile per preparare fruttuosanente il Nuovo Concilio Ecumenico è la retta disposizione del cuore di tutti, aperto alla carità fraterna così come l’esigi TU: tutti dobbiamo impegnarci A NON GIUDICARE E A NON CANDANNARE NESSUNO; tutti dobbiamo stimarci vicendovelmente, prendendoci così come siamo: RICOLMI DI DONI CHE LO SPIRITO SANTO HA ELARGITO A CIASCUNO DI NOI PER L’UTILITA’ DI TUTTI; PIENI DI DIFETTI  E  DI   L I M I T I. Riconoscere con somma certezza che siamo nulla  e peccatori, ci aiuta anche a convincerci che il bene che abbiamo non è frutto del nostro merito, ma DONO GRATUITO DI DIO; PER CUI SIAMO IRRESISTIBILMENTE SOSPINTI AD UNIRCI  CON GIOIA E GRATITUDINE AL  “ M A G N I F I C A T “ di Maria Santissima, NOSTRA COMUNE MAMMA:

“L’ANIMA MIA MAGNIFICA IL SIGNORE

E IL MIO SPIRITO ESULTA IN DIO MIO SALVATORE

PERCHE’ HA GUARDATO L’UMILTA’ DELLA SUA SERVA (del suo servo).

GRANDI COSE HA FATTO IN ME L’ONNIPOTENTE. SANTO E’ IL SUO NOME”.

Sac. Salvatore Paparo


25 dic 2011

Santo Natale 2011

NOTTE SANTA DELLA NASCITA DI GESU’,

UNICO SALVATORE DEL MONDO.  ANNO 2011.

Amatissimo fratello Papa Benedetto XVI,

nella notte in cui Gesù, duemila anni fa, a Betlem, è apparso come luce per illuminare noi tenebre; come vita per risuscitare noi uomini; come pace universale per distruggere le guerre fratricide; come amore per sostituire l’odio tra gli uomini; come fratello in Gesù la invito a riflettere seriamente sul suo pontificato: finora, esso è stato un incentivo o un ostacolo per l’avvento della prossima Età Aurea della Redenzione, fondata sulla santità della famiglia, creata ad immagine e somiglianza DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; REDENTA CON LA PASSIONE, MORTE, RISURREZIONE DI GESU’, CON LA SINGOLARE COOPERAZIONE DI MARIA SANTISSIMA, MADRE DEL CORPO MISTICO DI GESU’ ?

La prego, non esiti più: indica la celebrazione del Concilio Ecumenico Vaticano III: è l’unico attuale strumento dello Spirito Santo perché FINALMENTE SI REALIZZI LA PROFEZIA DI GESU’:

“PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA, COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”.

Le auguro tanta pace natalizia.

Sac. Salvatore Paparo.


LETTERA APERTA AL VESCOVO MONS. LUIGI BETTAZZI:

Amato e stimato vescovo Mons. Luigi,

se lei diventa un entusiasta apostolo dell’indispensabile e urgente Concilio Ecumenico Vaticano III, l’immenso esercito di sorelle e di fratelli difensori del Concilio Ecumenico Vaticano II, attualmente demoralizzati, imbavagliati e costretti al silenzio dalla Gerarchia Cattolica cosiddetta tradizionalista, prenderanno coraggio, si organizzeranno, parleranno, e otterranno l’indizione

del Concilio Ecumenico Vaticano III che accelererà, finalmente, l’avvento DELLA PACE MONDIALE MESSIANICA per la quale lei ha dedicato tante energie della sua vita.

Le auguro tanta pace natalizia.

Sac. Salvatore Paparo



NOTTE SANTA DELLA NASCITA DI GESU’,

UNICO SALVATORE DEL MONDO. ANNO 2011

OMELIA

Dal giorno in cui peccò, l’uomo divenne l’uomo di guerra e di morte.

Inventò le armi per colpire ed uccidere il proprio simile. Il primo assassino, Caino, si armò di un rudimentale bastone per dissanguare ed uccidere il fratello Abele.

Quando poi gli uomini si moltiplicarono, non solo gli individui, ma anche i gruppi e le nazioni si armarono per combattersi e uccidersi a vicenda. Con l’andar del tempo, gli uomini perfezionarono sempre più le loro armi fratricide, rendendole sempre pù micidiali. Per combattersi e ucciudersi vicendevolmente si servirono dei pugnali, delle spade, delle lance e delle frecce. Dopo l’invenzione della polvere da sparo comparvero le pistole, i fucili, le mitragliatrici, i cannoni, i carri armati e gli aerei bombardieri. Le armi moderne, infine, hanno una potenza tale da poter distruggere il mondo intero.

Noi cristiani, però, abbiamo una grande certezza: gli uomini non commetteranno la pazzia di autodistruggersi perché duemila anni fa lo stesso Dio, Gesù, è venuto in mezzo a noi per ridarci la pace che avevamo perduto con il peccato: “PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA”.

Da allora sono passati venti secoli, e noi siamo consapevoli che LA PACE   MONDIALE MESSIANICA DEVE ANCORA VENIRE. Però, non dobbiamo scoraggiarci: infatti, malgrado le tante realtà negative che il mondo attuale ci offre, lo Spirito Santo ha preparato un esercito di donne e di uomini di buona volontà che stanno gradualmente e quasi nascostamente costruendo l’imminente Età Aurea della Rednzione che realizzerà finalmente la Pace Mondiale portataci da Gesù; Pace Mondiale Messianica che sarà fondata sulla santità della famiglia, creata ad immagine e somiglianza della famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo; redenta con la Passione, Morte, Risurrezione di Gesù, e con la mirabile, ineffabile, singolare cooperazione di Maria Santissima, Madre del Corpo Mistico di Gesù.

Gesù nel suo famoso discorso della Montagna che è la Carta Costituzionale di noi Cristiani, fra l’altro ci ha detto: “BEATI GLI OPERATORI DI PACE PERCHE’ SARANNO CHIAMATI FIGLI DI DIO” Tutti noi dobbiamo essere operatori della prossima Età Aurea della Redenzione, in cui brillerà il sole della pace Mondiale Messianica. Come?

INNANZI TUTTO, sono operatori di pace coloro che vivono in pace con se stessi; cioè coloro che sono retti di cuore e seguono docilmente la voce interiore, che è la voce di Dio, la quale momento per momento ci suggerisce il bene da fare e il male da evitare.

IN SECONDO LUOGO, sono operatori di pace coloro che vivono in pace con i membri della propria famiglia. E vivono in pace con essi solo se li amano. Ama colui che dona se stesso e i suoi beni alla persona amata. Per esempio la sposa e la madre che si impegna perché lo sposo e i figli siano sempre ben vestiti e possano gustare i cibi da lei cucinati con affetto, ama lo sposo e i figli, li rende felici ed è operatrice di pace. Non dobbiamo dimenticare, però, che l’amore non è solo dono, ma anche ricambio di dono alla persona che ci ama e che ci benefica. Restando sull’esempio portato, dobbiamo dire che lo sposo e i figli debbono ricambiare l’amore della sposa e della madre, mostrando la loro gratitudine con parole di lode e, soprattutto, facendo per essa quanto la rende felice. Così anche lo sposo e i figli amano e sono operatori di pace.

Infine, sono operatori di pace coloro che amano i membri della loro comunità civile e della loro comunità religiosa.

Se tutti noi viviamo in pace con noi stessi, con i nostri familiari e con i membri della nostra comunità civile e religiosa, anticipiamo la venuta della Pace Mondiale Messianica che attendiamo da duemila anni:

“PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA”.



Sac. Salvatore Paparo

18 dic 2011

17 dicembre 2011

Inizio la novena del Santo Natale con molta tristezza: la Gerarchia Cattolica

sembra cieca: non si accorge che il mondo è in pericolo della sua distruzione se non  accetta GESU’ COME SUO UNICO SALVATORE. Ma ciò avverrà solo se la Chiesa Cattolica si convertirà: attualmente non offre al mondo il vero Volto di Gesù, ed il mondo scandalizzato cerca la soluzione dei suoi urgenti problemi fuori di Lui, ma inutilmente.

MAMMA MARIA SANTISSIMA, illumina il Papa Benedetto XVI a indire

LA CONVOCAZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III: E’ L’UNICA VIA PERCHE’ LO SPIRITO SANTO POSSA AGIRE IN MODO CHE I CRISTIANI SCANDALOSAMENTE DIVISI, NELL’AMORE RITROVINO L’UNITA’ E IL MONDO FINALMENTE RICONOSCA IN GESU’ L’UNICO SUO SALVATORE.



Sac. Salvatore Paparo

12 dic 2011

San Giovanni Battista

Terza Domenica d’Avvento anno B
11 dicembre 2011

Omelia

L’Avvento è un periodo d’attesa, un periodo di preparazione alla venuta di Gesù in questo mondo, e la Sacra Scrittura oggi si sofferma su Giovanni Battista, il Precursore. Lo vediamo in una vivace discussione con dei sacerdoti e dei leviti inviati a lui dai Giudei di Gerusalemme. Nella circostanza Giovanni diede una splendida testimonianza a Gesù. INNANZI TUTTO, contro la convinzione di molti, negò di essere il Messia atteso; anzi, affermò che lui non era neanche degno di sciogliere i legacci dei sandali del Messia, compito che allora solevano fare i servi nei confronti dei loro padroni. IN SECONDO LUOGO, Giovanni manifestò la sua vera identità: egli aveva ricevuto da Dio la missione di preparare i cuori di tutti ad accogliere il Messia. Allo scopo predicava la necessità della conversione, conversione che, fra l’altro, dovevano esprimere con la confessione pubblica dei loro peccati e con il battesimo nelle acque del fiume Giordano. INFINE, Giovanni Battista ai suoi interlocutori fece la grande rivelazione: IL MESSIA ERA IN MEZZO A LORO, MA ESSI NON ERANO IN GRADO DI RICONOSCERLO PERCHE’ NEI SUOI RIGUARDI AVEVANO UN ANIMO OSTILE.
Dinanzi a questa umile e coraggiosa testimonianza, dobbiamo richiamarci alla mente che noi abbiamo la stessa missione di Giovanni Battista: DOBBIAMO COME LUI TESTIMONIARE GESU’. Per testimoniare Gesù dobbiamo porre un solido fondamento: dobbiamo, cioè, credere fermamente che Gesù è davvero il Figlio Unigenito di Dio fattosi uomo per salvarci;; e anche dobbiamo mettere Gesù al centro della nostra vita; per cui quando si tratta di dover scegliere tra la nostra volontà e la volontà di Gesù, dobbiamo scegliere sempre la volontà di Gesù.
Posto questo fondamento, i modi per testimoniare Gesù sono molteplici: essi ci vengono offerti dalle circostanze di vita in cui quotidianamente veniamo a trovarci.
Oggi cerchiamo di accentuare quanto ci suggerisce San Paolo nella seconda lettura che è un brano tratto dalla Lettera che l’Apostolo scrisse ai cristiani di Tessalonica.
FRATELLI, SIATE SEMPRE LIETI; PREGATE CONTINUAMENTE; IN OGNI COSA RENDETE GRAZIE: QUESTA E’, INFATTI, LA VOLONTA’ DI DIO IN CRISTO GESU’ VERSO DI VOI”. San Paolo, pertanto, ci suggerisce una triplice testimonianza: noi cristiani, innanzi tutto, dobbiamo testimoniare Gesù CON LA GIOIA. Con ciò non s’intende lo schiamazzo, la risata sguaiata; no; s’intende invece la serenità interiore che si manifesta anche con un sorriso dolce e spontaneo. La serenità interiore è il frutto della nostra pace con Dio e con i fratelli. Un cristiano triste è un tristo cristiano e non può testimoniare Gesù perché è in guerra con Dio e con i fratelli.
Il secondo modo per testimoniare Gesù è la preghiera: “FRATELLI, PREGATE CONTINUAMENTE”. Certo, l’Apostolo non ci vuole dire che noi dobbiamo pregare CONTINUAMENTE CON FORMULE SCRITTE E IMPARATE A MEMORIA. Ciò è non è possibile! La preghiera è l’unione del nostro cuore con Dio.
L’unione di cuore, però, è possibile solo quando c’è l’amore: più si ama una persona e più si è uniti a lei, più si pensa a lei, più si parla con lei. Se noi amiamo veramente Dio, SIAMO INTIMAMENTE UNITI A DIO, PENSIAMO CONTINUAMENTE A DIO, PARLIAMO CONTINUAMENTE CON DIO. E DIO CHE CI AMA IMMENSAMENTE, PARLA CONTINUAMENTE CON NOI.
Infine, l’Apostolo ci dice che dobbiamo testimoniare Gesù RENDENDO IN OGNI COSA GRAZIE A DIO: non solo dobbiamo essere convinti che ogni bene che abbiamo E’ UN DONO GRATUITO DI DIO, MA DOBBIAMO ANCHE ESSERE GRATI A DIO, UTILIZZANDO I SUOI DONI PER LO SCOPO PER CUI CE LI HA DONATI: PER IL NOSTRO VANTAGGIO E PER IL VANTAGGIO DEI NOSTRI FRATELLI. E’ quanto ci ricorda lo stesso San Paolo: “LO SPIRITO SANTO HA DISTRIBUITO A CIASCUNO DI NOI I SUOI DONI PER L’UTILITA’ DI TUTTI”.
Sac. Salvatore Paparo

8 dic 2011

FESTA IMMACOLATA CONCEZIONE

FESTA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA SANTISSIMA

8 DICEMBRE 2011  

Mamma Maria, IMMACOLATA CONCEZIONE, ASSUNTA IN CIELO IN ANIMA E CORPO GLORIFICATI, SONO MOLTO TRISTE: il Papa Benedetto XVI , MALGRADO I MIEI REITERATI INVITI, DA TE E DA GESU’ SUGGERITIMI, non sembra intenzionato a convocare il Concilio Ecumenico Vaticano III, CONCILIO INDISPENSABILE PERCHE’ IL MONDO INTERO FINALMENTE RICONOSCA CHE GESU’ E’ L’UNICO  SUO SALVATORE.

MAMMA MARIA, IMMACOLATA CONCEZIONE, ASSUNTA IN CIELO IN ANIMA E CORPO GLORIFICATI, P E N S A C I   TU!

 Salvatore, il tuo figliolino.

Dalla mia amatissima nipote Lia ricevo questa  e-mail:

Caro zio,
ho letto con molta attenzione ciò che mi hai inviato, sicuramente condivido il tuo pensiero, come non apprezzare l’intervista a Mons. Bettazzi, o come non riconoscere nelle linee guida della “teologia della liberazione, la Parola di Gesù, (il Gesù che incontro nelle pagine del libro che mi hai inviato!).

Nel mio piccolo ho sempre cercato di agire contro le ingiustizie e di aiutare i più deboli. Ricordo che ai miei docenti dicevo sempre “quando abbiamo un portatore di handicap in classe, tutti i nostri sforzi devono servire a fare emergere ciò che può essere in grado di fare e non il contrario”. Per esempio così facendo ci siamo accorti che Fabio riusciva a catalogare, tutti i nostri sforzi si sono concentrati su questa abilità; poi ho preso contatto col sindaco del suo paese e lei lo ha assunto nella biblioteca comunale (naturalmente dopo vari incontri!). Pensa come è cambiata la vita di Fabio. E’ naturale che a fronte di questa vittoria ci sono state anche tante sconfitte; comunque quello che volevo dire è che se ognuno di noi agisse per il bene degli altri, ognuno secondo le proprie competenze e nell’ambito del proprio lavoro e della propria quotidianità, forse dei risultati si potrebbero raggiungere; ma chiaramente ci vogliono delle persone illuminate per metterci in cammino verso un mondo senza ingiustizie ed oppressioni. E’ giusto che la Chiesa dia delle indicazioni precise. Credo che sia questo il senso del tuo richiedere con fermezza il Concilio Ecumenico.

Caro zio, in questo momento storico, vedendo tutto ciò che ci circonda sono veramente addolorata, mi piacerebbe avere la tua certezza che “ la Pace Mondiale Messianica” arriverà e ammiro tutto ciò che fai. Grazie per questi momenti di riflessione. Un caro abbraccio. Lia”.

Alla mia amata e stimata nipote ho risposto così:
Carissima Lia, non puoi immaginare l’immensa gioia che mi hai infuso nel comunicarmi certamente uno dei migliori gesti della tua vita a favore del piccolo Fabio. Tu hai capito che cosa significa LAVORARE PER IL REGNO DI DIO: IMITARE GESU’ CHE E’ VENUTO IN QUESTO MONDO NON PER ESSERE SERVITO, MA PER SERVIRE E OFFRIRE LA VITA PER LA SALVEZZA DI TUTTI; IMITARE GESU’ CHE SI DEDICO’ APPASSIONATAMENTE SOPRATTUTTO A FAVORE DEI POVERI, DEGLI INDIFESI, DEGLI ULTIMI, DEGLI EMARGINATI, DEI PIU’ SOFFERENTI. Grazie

2 dic 2011

Anno Liturgico

INIZIO DELL’ANNO LITURGICO 2012 

Domenica scorsa con la festa di Gesù Cristo Re dell’Universo, abbiamo concluso l’anno liturgico 2011. Oggi con la prima domenica d’Avvento, iniziamo l’anno liturgico 2012.

Sono tre le principali feste dell’anno liturgico: IL NATALE, LA PASQUA E LA PENTECOSTE.

IL NATALE è la festa della gioia perchè con la nascita di Gesù a Betlem, finalmente si è realizzata la grande promessa del Padre Celeste: il Padre Celeste, dopo il peccato dei nostri progenitori, Adamo ed Eva, che ci ha causato l’infelicità e la morte, non ci ha abbandonato alla nostra triste sorte, ma immediatamente ci ha promesso che avrebbe inviato nel mondo il suo Unigenito Figlio Gesù per salvarci ridonandoci la vita e la felicità.

La festa del Natale è preparata da quattro settimane dette dell’AVVENTO. L’Avvento e un periodo liturgico di attesa durante il quale ricordiamo le meraviglie operate da Dio Padre in preparazione della venuta di Gesù, l’Unico Salvatore del mondo.

La seconda festa principale dell’anno liturgico è LA PASQUA. Gesù Figlio Unigenito del Padre Celeste, si è fatto uomo per salvatci, e ci ha salvato dandoci il supremo gesto dell’amore: per noi ha liberamente sacrificato la sua vita sulla croce e per noi è risuscitato il terzo giorno. Con la sua morte Gesù ha distrutto la nostra morte e con la sua risurrezione, Gesù ci ha ridonato la vita. La Pasqua è preparata da sei settimane denominate di Quaresima. Durante questo periodo di preparazione, noi siamo chiamati a riflettere sulle sofferenze subite da Gesù per nostro amore, e anche a unire le nostre sofferenze alle sofferenze di Gesù perché la sua salvezza ci raggiunga personalmente. Nello stesso tempo, non dobbiamo dimenticare che noi se, con l’aiuto di Dio, riusciamo a vivere santamente, le nostre sofferenze di giusti unite alle sofferenze di Gesù Giusto, ci rendono collaboratori di Gesù per salvare i nostri fratelli peccatori.

La terza festa principale dell’anno liturgico è LA PENTECOSTE.

Dopo cinquanta giorni dalla risurrezione di Gesù, lo Spirito Santo discese e prese possesso degli Apostoli riuniti in preghiera com Maria, Madre di Gesù, Persona individuale, e Madre del Corpo Mistico di Gesù, del quale facciamo parte anche noi.

Compito dello Spirito Santo è la nostra santificazione; cioè guidarci e aiutarci perché viviamo solo di amore; perché cioè amiamo il Padre celeste compiendo sempre la sua volontà e amiamo le nostre sorelle e i nostri fratelli facendo loro sempre del bene e mai del male. Per riuscire a vivere un vita d’amore è necessario che noi siamo docili alla voce interiore dello Spirito Santo che momento per momento ci suggerisce il bene da fare e il male da evitare.

Sac. Salvatopre Paparo