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8 mar 2014

PROVVIDENZA DIVINA

OTTAVA DOMENICA PER ANNUM  A

2 MARZO  2014

OMELIA

La pagina evangelica di oggi è definita “LA PAGINA DELLA DIVINA PROVVIDENZA”.

Gesù ci invita a non temere di rimanere senza  quei beni di cui necessitiamo per il nostro benessere corporale; e in particolare si sofferma sul cibo e sul vestito. Riguardo al cibo ci dice: Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono né raccolgano in granai; eppure il Padre Celeste li nutre: NON VALETE FORSE PIU’ DI LORO?

A riguardo del vestito, Gesù aggiunge:

“Osservate  come crescono i gigli del campo: non faticano, non filano. Eppure io vi dico che neppure Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro, Ora, se Dio veste così l’erba del campo che oggi c’è  e domani si getta nel forno, NON FARA’ MOLTO DI PIU’ PER VOI, GENTE DI POCA FEDE?

Per assicurarci l’occorrente per il benessere del nostro corpo, Gesù esige una condizione indispensabile:

“ CERCATE, ANZITUTTO, IL REGNO DI DIO E LA SUA GIUSTIZIA, E IL PADRE CELESTE VI DARA’ IL RESTO IN AGGIUNTA”.

IL REGNO DI DIO E’ GESU’ STESSO. Pertanto, noi cerchiamo il Regno di Dio se imitiamo Gesù; se cioè, come Gesù, secondo le nostre possibilità, facciamo del bene agli altri; e cerchiamo la giustizia di Dio se, come Gesù, rispettiamo i diritti di tutte le persone.

Passiamo ad un breve commento della prima lettura biblica di oggi.

A causa della loro infedeltà all’Alleanza stipulata con Dio, gli Ebrei andarono incontro a gravi sciagure: i Babilonesi scesero in Palestina, conquistarono la Giudea, assediarono e conquistarono Gesrusalemme, la devastarono, la incendiarono e deportarono i suoi abitanti in Babilonia. In terra d’esilio gli Ebrei soffrirono la dura vita degli schiavi. Dio, però, ne ebbe compassione, e promise loro la liberazione: “NON TEMETE, IO VI FARO’ TORNARE IN PATRIA”. Però, poichè il tempo passava e la promessa sembrava rimanere solo promessa, gli Ebrei si demolarizzarono, persero la fiducia in Dio e, disperati, ripetevano: “IL SIGNORE CI HA ABBANDONATO, IL SIGNORE CI  HA DIMENTICATO”. Ma Dio che è sempre fedele alle sue promesse; Dio che è INSIEME PADRE E MADRE, accentuando il suo aspetto materno, per mezzo del profeta Isaia, confermò la sua promessa agli Ebrei con queste toccanti parole : “SI DIMENTICA FORSE UNA DONNA DEL SUO BAMBINO, COSI’ DA NON COMMUOVERSI PER IL FIGLIO DELE SUE VISCERE? ANCHE SE COSTORO SI DIMENTICASSERO, IO, INVECE, NON VI DIMENTICHERO’ MAI””.

In realtà gli Ebrei furono liberati dalla loro schiavitù, poterono lasciare la terra d’esilio, tornare in Patria, ricostruire la città di Gerusalemme e il loro Tempio.

L’applicazione pratica per noi sorge spontanea: noi come gli Ebrei , possiamo ritrovarci in situazioni di vita molto difficili, essere sospinti ad un atto di disperazione.

Come comportarci? Il nostro modello è Gesù. Anche Gesù esperimentò l’indicibile sofferenza di cui parliano. Inchiodato sulla croce, si sentì solo, abbandonato da tutti, anche dal Padre: “DIO MIO, DIO MIO PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO?”. Gesù, però, in tutto simile a noi eccetto che nel peccato, non fu vittima della disperazione; vinse la tentazione fidandosi dell’immenso amore del Padre. E prima di emettere l’ultimo respiro, esclamò: “  PADRE, NELLE TUE MANI AFFIDO IL MIO SPIRITO”. E il Padre non lo deluse. LO RISUSCITO’ E CON LUI RISUSCITO’ ANCHE NOI. FIDIAMOCI SEMPRE DI  DIO, E NON SAREMO MAI DELUSI.


Sac. Salvatore Paparo

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA A 13 MARZO 2011


OMELIA

l'Apostolo San Paolo scrisse di Gesù: " Egli fu in tutto simile a noi, eccetto che nel peccato".
Gesù, quindi, volle essere in tutto nostro fratello, ANCHE NELLA TENTAZIONE.
Gesù fu tentato ripetutamente dal diavolo perchè disubbidisse al Padre Celeste.
La Prima Domenica di Quaresima oggi si sofferma su tre tentazioni diaboliche subite e vinte da Gesù. Noi, però, fissiamo la nostra attenzione solo sulla prima tentazione:
" SE TU SEI FIGLIO DI DIO, DI' CHE QUESTE PIETRE DIVENTINO PANE".
Per capire questa tentazione, dobbiamo riferirci agli Ebrei nel deserto. Dio li aveva liberati dalla schiavitù egiziana; aveva loro promesso che li avrebbe condotti fino alla Terra Promessa, Terra di Abbondanza. Ma nel deserto gli Ebrei rimasero senza pane ed ebbero fame. Ebbene, malgrado i tantissimi  miracoli che Dio aveva fatto a loro beneficio, essi anzichè riporre la loro fiducia in Dio, si ribellarono contro di Lui, e si lamentarono così con Mosè:
" Perchè non siamo morti in Egitto per mano di Dio, quando eravamo seduti davanti a piatti di carne e mangiavamo pane a sazietà? Dio ci ha condotti  in questo deserto per farci morire di fame". Gli Ebrei, quindi, furono vinti dalla tentazione e peccarono. Dio, però, nella sua bontà misericordiosa, non solo non li castigò, ma andò ugualmente incontro alla loro necessità: per ben quarant'anni li sfamò nel deserto con il grande miracolo della manna. La Sacra Scrittura precisa anche il motivo del comportamento di Dio. Dice: " Dio ti ha dato da mangiare la manna per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio ".
Il deserto non poteva offrire il pane agli Ebrei affamati, ma la Parola Onnipotente di Dio, sì. Dio, però, pur potendo creare IL PANE ORDINARIO, non lo creò. Creò, invece, UN PANE SPECIALE, CREO' LA MANNA perchè gli Ebrei comprendessero che a Lui non macano i mezzi per sfamare le sue creature.

PENSIAMO A GESU'.
Come gli Ebrei anche Gesù si trovò nel deserto; come gli Ebrei anche Gesù ebbe fame e fu tentato. Ma al contrario degli Ebrei, Gesù vinse la tentazione diabolica, rispondendo a satana con le stesse parole scritturistiche citate sopra: "NON DI SOLO PANE VIVE L'UOMO, MA DI OGNI PAROLA CHE ESCE DALLA BOCCA DI DIO".
In altre parole, Gesù rispose così al diavolo: "Tu credi che Io per sfamarmi debba compiere il miracolo di cambiare queste pietre in pane. Ma non è così: il Padre mio può saziare la mia fame anche diversamente, PERCHE' LA SUA PAROLA E' ONNIPOTENTE".
E Gesù non rimase deluso nella sua fiducia: infatti, non appena superò la tentazione diabolica, il Padre Celeste Gli mandò degli angeli, i quali si misero a servirlo, cioè GLI DIEDERO DA MANGIARE.

Da quanto abbiamo detto, dobbiamo trarre questo insegnamento: nelle nostre necessità materiali e spirituali dobbiamo mantenere viva la fiducia in Dio Padre. Egli rimane sempre fedele alle sue promesse, e non ci farà mancare mai il suo aiuto.

Sac. Salvatore Paparo

 

27 feb 2014

"Caro direttore, ... "


L’umile strumento di Gesù sacerdote Salvatore Paparo fa sua, con qualche piccola riserva, l’accorata lettera scritta da un prete aquilano a Papa Bergoglio chiedendo l’abolizione del celibato obbligatorio per i preti.

Caro direttore, chieda al Papa a nome mio e di tanti altri preti, quando la Chiesa si sveglierà nell’approvare il celibato facoltativo dei sacerdoti! il Cardinale Martini aveva ragione a dire che la Chiesa è indietro di 200 anni. Apprezzo il celibato, ma la Bibbia, soprattutto le lettere pastorali di Paolo, ci fa capire che il celibato non va imposto. San Paolo attacca chi vieta il matrimonio definendolo falso profeta…. San Paolo scrive che i preti, vescovi e diaconi dovevano essere uomini di una sola moglie. Quindi sposati una sola volta. Rimasti vedovi, penso potevano risposarsi. Così mi insegnò pure un mio prof della facoltà teologica. La chiesa cattolica di rito bizantino e maronita permette ai seminaristi di sposarsi, ma devono decidere prima del diaconato. Abbiamo infatti preti bizantini e maroniti sposati! Caro Papa Francesco, ti voglio bene e mi commuovi perché parli col cuore libero…allora ti chiedo: perché la chiesa cattolica romana di rito latino non rivede la norma sul celibato obbligatorio? La trovo una norma stupida, anti biblica! Il celibato deve essere facoltativo.

Alcuni miei amici preti bravissimi sono stati costretti a lasciare il sacerdozio perché si sono innamorati seriamente di una donna. Ora hanno famiglia, figli e sanno cosa è il sacrificio e la gioia di guidare la famiglia piccola chiesa domestica. Sono preti che potrebbero benissimo essere reinseriti nella Chiesa vista la crisi grave di vocazioni. Preti omosessuali, che rispetto e stimo, possono invece continuare a fare i preti. Convivono pure col compagno e nessuno dice nulla. Se invece ti vedono con una donna, subito la gente bigotta e fissata inizia a pensare male quando invece non c’è nulla di male se c’è amore vero!! Siamo indietro di 200 anni…

Caro cardinal Martini dal Cielo, aiuta Papa Francesco insieme allo Spirito Santo a portare la Chiesa verso nuovi orizzonti. Basta liberarsi dai pensieri farisaici e ipocriti. Il bello è che Papa Giovanni Paolo II parlò bene del matrimonio dei preti quando approvò il codice di diritto canonico per le chiese orientali. Bellissimo il libro di Donald Cozzens “Verso un volto nuovo del sacerdozio” (Queriniana). Cozzens, prete psicologo americano, scrisse questo libro dopo gli scandali dei preti pedofili. Il vescovo don Tonino Bello, morto in concetto di santità, nel libricino intervista “Chiesa di parte”, scrisse che il celibato è un dazio e ciò non va bene. Profetizzò che in futuro uomini sposati sarebbero diventati preti! Don Tonino Bello vescovo ha la stessa tempra del Papa. Peccato che pure don Tonino è salito al Cielo, ma Dio sa come fare. Don Andrea Gallo, nel suo libro “Come un cane in Chiesa” ci aiuta a riflettere su temi che danno fastidio a certi uomini di Chiesa ultra moralisti e retrogradi.


Non voglio fare polemica, ma questa mia lettera vuole essere una critica rispettosa e costruttiva verso la Santa Sede. L’Abbe Pierre, nel suo libro “Mio Dio perché”, ci aiuta come don Gallo ad aprire gli occhi pure sulla castità repressa e bloccante. Ben venga la castità, ma ben vengano pure i rapporti sessuali fatti con amore vero e vita! Ci vuole equilibrio e ci vuole una morale più aperta se no la scienza teologica viene meno! Ben vengano i valori e i principi! Ma sono stufo di difendere una teologia morale obsoleta e fossilizzata.Credo nell’amore infinito di Dio. Dio ci ama e questo è il tempo della Misericordia Infinita di Dio. Poi sarà la Fine!

Cara Chiesa, ritorna alle origini e apri gli occhi!! Caro Papa Francesco, grazie per aver scelto mons. Parolin come nuovo segretario di Stato: ha già detto che il celibato non è un dogma! E bravo pure il cardinale Hummes, ex prefetto della Congregazione per il clero che fu messo a tacere perché pure lui disse che il celibato dei preti non È un dogma.

Caro Papa Francesco grazie per aver parlato delle lobby gay del Vaticano. Sei un Papa eccezionale e senza peli sulla lingua. Non sono arrabbiato con i gay, li rispetto e li accolgo come fratelli. Sono arrabbiato con gli ipocriti e li affido alla potenza rinnovatrice di amore dello Spirito Santo.

Caro Papa se mi vuoi contattare chiama il direttore del giornale, ma non punirmi. Anzi ti chiedo scusa se mi sono sfogato così apertamente. Prega per me caro Papa e se mi chiami non dirò di questa nostra mail perché ho paura di certi monsignori, vescovi e cardinali che sono indietro di 200 anni. Ma di te caro Papa non ho paura e ti voglio tanto bene. Prega per me perché sono un po’ in crisi, ma ho tanta voglia di amare, di evangelizzare, di celebrare con amore e gioia L’Eucarestia fonte e culmine della vita cristiana. Sono in crisi perché non esiste più una Fede matura. Poca gente frequenta i sacramenti con sincerità. Gli altri lo fanno solo per tradizione ma i loro cuori sono lontani da Dio. Ogni giorno nella mia parrocchia e altrove devo lottare contro i farisei ipocriti o contro un certo fanatismo deviante. I cristiani veri sono pochi. Pazienza, meglio pochi ma buoni.

 

20 feb 2014

VENTOTTESIMA LETTERA

AL SIGNORE GESU’ RISORTO
UNICO SALVATORE DEL MONDO

 21 FEBBRAIO 2014

 
Amatisimo mio Gesù,

sessant’anni fa, 21 febbraio 1954,  TU, tramite il vescovo Angelo Ficarra, a Patti, provincia di Messina, mi hai ordinato sacerdote:

L’ANIMA MIA MAGNIFICA IL SIGNORE,
E IL MIO SPIRITO ESULTA IN DIO MIO SALVATORE.
GRANDI COSE HA FATTO IN ME L’ONNIPOTENTE.
SANTO E’ IL SUO NOME.

Sono stati sessant’anni di luce e di gioia interiori, dominati dall’azione dello Spirito Santo, del Tuo Spirito, Gesù. Ho vissuto con Te e in Te la Tua Passione e la Tua Morte. Ora vivo la Tua Risurrezione nella gioia e godo immensamente per la prossima ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE, LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO, FRUTTO DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III CHE, FINALMENTE, REALIZZERA’ IN TUTTO IL LORO SPLENDORE QUESTE TUE DUE

PROFEZIE:

“PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”.

“HO ALTRE PECORE CHE NON SONO IN QUESTO GREGGE. ANCHE ESSE DEVO GUIDARE. ASCOLTERANNO LA MIA VOCE E DIVENTERANNO UN SOLO GREGGE E UN SOLO PASTORE”.

 
Il tuo umile strumento

Sac. Salvatore Paparo

 

 

 

16 feb 2014

“AVETE INTESO CHE FU DETTO… MA IO VI DICO…”

VI DOMENICA PER ANNUM  A
16 FEBBRAIO 2014
OMELIA
San Matteo inizia il brano evangelico di oggi con questa solenne affermazione di

Gesù: “NON CREDIATE CHE IO SIA VENUTO AD ABOLIRE LA LEGGE O I PROFETI; NON SONO VENUTO AD ABOLIRE, MA A DARE PIENO COMPIMENTO”

Gesù vuole dirci che quanto Dio Padre ha rivelato e prescritto nel Vecchio Testamento, LUI LO CONFERMA E LO PERFEZIONA. Per confermare la volontà di Dio espressa per mezzo di Mosè e i Profeti, Gesù usa questa espressione: “AVETE INTESO CHE FU DETTO AGLI ANTICHI” Invece per indicare la perfezione che vi aggiunge Lui, Gesù usa l’espressione: “MA IO VI DICO”.

Il brano evangelico di oggi ci riferisce alcuni perfezionamenti aggiunti da Gesù.

“AVETE INTESO CHE FU DETTO AGLI ANTICHI: “NON UCCIDERAI; CHI AVRA’ UCCISO, DOVRA’ ESSERE SOTTOPOSTO A GIUDIZIO”.

MA IO VI DICO: CHI SI ADIRA con il proprio fratello, chi dice al proprio fratello “STUPIDO” deve essere sottoposto a giudizio; chi dice “PAZZO” al proprio fratello sarà destinato al fuoco dell’inferno. Pertanto, se ti trovi in chiesa per partecipare alla Messa, e lì ti ricordi che hai offeso un tuo fratello, lascia la chiesa, va’ a chiedere perdono al tuo fratello, e poi, pacificato, torna in chiesa”.

“AVETE INTESO CHE FU DETTO AGLI ANTICHI: “NON COMMETTERAI ADULTERIO”.

Commette adulterio chi tradisce con atti sessuali la propria moglie o il proprio marito. GESU’, PERO’, ESIGE MOLTO DI PIU’: COMMETTE ADULTERIO ANCHE CHI SI LIMITA A DESIDERARE L’ATTO SESSUALE  CON UN UOMO CHE NON E’ IL PROPRIO MARITO, O CON UNA DONNA CHE NON E’ LA PROPRIA MOGLIE.

“AVETE INTESO CHE FU DETTO AGLI ANTICHI: CHI RIPUDIA LA PROPRIA MOGLIE, LE DIA L’ATTO DEL RIPUDIO”.

Gesù rifiuta la liceità del divorzio; afferma che peccano sia l’uomo che abbandona la propria moglie, sia la donna che abbandona il proprio marito. E aggiunge: Mosè vi ha permesso il divorzio “PER LA DUREZZA DEL VOSTRO CUORE”. Ma all’inizio della creazione non fu così: DIO CREO’ L’UOMO E LA DONNA E LI UNI’ IN MODO INDISSOLUBILE. IL MARITO E LA MOGLIE CON IL LORO RECIPROCO AMORE DIVENTANO UN SOLO ESSERE. PERTANTO L’UOMO E LA DONNA NON DIVIDANO CIO’ CHE DIO HA UNITO”.

Se diamo uno sguardo  al mondo di oggi, costatiamo il disastro di moltissime famiglie. Il divorzio è il culmine di tale disastro: con il divorzio, infatti, si firma la fine dell’amore reciproco dei coniugi; e si firma, anche, un’enorme pena ingiusta contro il figli innocenti. Il disastro delle famiglie, inoltre, causa il disastro sia della Società civile sia della Società religiosa. Noi, purtroppo, siamo testimoni addolorati di questo duplice disastro.

MALGRADO TUTTO, PERO’, DOBBIAMO ESSERE OTTIMISTI, IL CRISTIANO NON PUO’ PERDERE MAI LA SPERANZA. GLI UOMINI E LE DONNE DI OGGI ABBIAMO UNA NOBILE MISSIONE DA COMPIERE:

RICOSTRUIRE, CON L’AIUTO DI DIO, LA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO.

COSI’, FINALMENTE, SI REALIZZERA’ L’ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE VOLUTA DA DIO; ETA’ AUREA DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; ETA’ AUREA CHE, GRADUALMENTE, PREPARERA’  “I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA”.


Sac. Salvatore Paparo

15 feb 2014

SETTIMA LETTERA A GESU’ UNICO SALVATORE DEL MONDO

Gesù, ci avviamo velocemente ALL’ ETA’  AUREA  DELLA  REDENZIONE, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; E REDENTA CON  LA TUA PASSIONE MORTE E RISURREZIONE.

La famiglia oggi è allo sfascio: sono tante le separazioni e i divorzi. Però io penso che in grandissima parte si tratti di DIVORZI APPARENTI in quanto in realtà tanti matrimoni che si credono validi, non sussitono perché sono stati celebrati senza le caratteristiche essenziali PER LA LORO VALIDITA’. DETTE CARATTERISTICHE ESSENZIALI SONO TRE:

1. AMORE RECIPROCO  T O T A L E : “IO SPOSA MIA, IO SPOSO MIO, MI DONO TUTTO/A A TE PER RENDERTI FELICE”.2. AMORE RECIPROCO  E S C L U S I V O : “IO SPOSA MIA, IO SPOSO MIO, MI DONO   S O L O  A TE “

3.  AMORE RECIPROCO  D E F I N I T I V O :  “IO SPOSA MIA, IO SPOSO MIO, MI DONO A TE  P E R    S E M P R E.

Sotto questa luce la Gerarchia Cattolica dovrebbe considerare con comprensione I DIVORZIATI RISPOSATI, NON GIUDICARLI, POICHE’  COLUI CHE GIUDICA SEI SOLO TU, E AMMETERLI ALLA MENSA EUCARISTICA.

La Gerarchia Cattolica deve invece impegnarsi fortemente PER FORMARE I GIOVANI ALL’AMORE IN GENERE E ALL’AMORE CONIUGALE IN PARTICOLARE. COSI’ AVREMO PRESTO LE FAMIGLIE SANTE DELLA PROSSIMA ETA’  AUREA DELLA REDENZIONE CHE, NELLA LORO VITA DI OGNI GIORNO, IMITERANNO L’AMORE  CON CUI SI AMANO LE TRE PERSONE DIVINE DELLA FAMIGLIA DIVINA, E SARANNO FELICI.

 
Sac. Salvatore Paparo

Cintano 18 settembre 2008

10 feb 2014

GESU’ E NOI CON GESU’ SIAMO LA LUCE DEL MONDO


QUINTA DOMENICA PER ANNUM  A


9 febbraio 2014


 


OMELIA

La Parola di Dio oggi parla con insistenza sul simbolo della "LUCE".
Il profeta Isaia ci dice: "Dividi il tuo pane con l'affamato; introduci nella tua casa i miseri senza tetto; vesti uno che vedi nudo. COSI' LA TUA LUCE BRILLERA' FRA LE TENEBRE".
Isaia, dunque, ci dice che noi dobbiamo essere LUCE CHE VINCE LE TENEBRE; e lo siamo SE AIUTIAMO IL PROSSIMO BISOGNOSO.
Come notate c' è una contrapposizione TRA LA LUCE E LE TENEBRE. LA LUCE sono le buone opere che faciamo per soccorrere il prossimo; LE TENEBRE sono le opere malvagie con cui danneggiamo il prossimo. E' un bel paragone che è entrato nel comune linguaggio. Gli stessi giornali quando parlano di fattacci che danneggiano il prossimo li esprimono tutti sotto il significativo titolo  di "CRONACA NERA": NERA COME LE TENEBRE. Quando, invece, parlano di fatti degni di elogio perchè beneficano il prossimo, li qualificano tutti come "CRONACA BIANCA": BIANCA COME LA LUCE.
Nel brano evangelico Gesù riprende ed approfondisce il simbolo della luce. Ci dice: "VOI SIETE LA LUCE DEL MONDO". Poco prima, però, ci aveva deto: "IO SONO LA LUCE DEL MONDO".  Come conciliare le due frasi apparentemente contraddittorie? E' Gesù, o siamo noi "LA LUCE DEL MONDO?". Evidentemente LA LUCE DEL MONDO E' GESU'; ma lo siamo anche noi perchè partecipiamo della sua luce come la luna partecipa della luce del sole: quando la luna riceve i raggi del sole è ILLUMINATA; la luna, a sua volta, durante la notte, illumina la terra con la luce ricevuta dal sole; quando, invece, la luna non riceve i raggi del sole  E' NERA e, durante la notte, LASCIA LA TERRA NELLE TENEBRE. Applichiamo il tutto a Gesù e a noi. Gesù è la Luce del mondo: infatti è Lui che benefica tutti. Se noi acccettiamo IL REGNO DI DIO, Gesù ci comunica le sua stessa LUCE  e noi come Gesù benefichiamo il prossimo. Se, invece, rifiutiamo IL REGNO DI DIO, rifiutiamo Gesù, LA LUCE, RESTIAMO TENEBRE, E CON LE NOSTRE AZIONI DANNEGGIAMO IL PROSSIMO.
A conclusione, accogliamo l'esortazione finale di Gesù:
"RISPLENDA LA VOSTRA LUCE DAVANTI AGLI UOMINI PERCHE' VEDANO LE VOSTRE OPERE BUONE E RENDANO GLORIA AL PADRE VOSTRO CHE E' NEI CIELI".
 

9 febbraio 2014

Sac. Salvatore Paparo.

 

9 feb 2014

Caro don Salvatore

"Una mia stimata amica commenta così la mia predica sulla 31a GIORNATA PER LA VITA:

Caro don Salvatore,

da donna posso dirti in via puramente teorica che io non so se avrei mai portata a termine una gravidanza frutto di una violenza carnale, sia da parte di un estraneo che ancora di più da parte di un marito che mi maltrattasse. E' solo un piccolo esempio di quanto non si possano tessere teorie sulla pelle delle donne, che è tragico siano lasciate sole in frangenti così dolorosi. Circa la sofferenza del bimbo nascituro, beh, anche qui non so: le risposte possono e direi debbono essere diverse, purché siano risposte di coppia. Certo che non approvo quelle beatificazioni fatte dalla chiesa di donne che hanno partorito sapendo che sarebbero morte a breve e lasciando dei figli piccoli che avevano diritto a una madre che già conoscevano e della quale avrebbero sentito la mancanza.

Io non ho mai incontrato nessuna donna che abbia abortito, e ne ho conosciuta qualcuna, che abbia usato l'aborto come un contraccettivo o che abbia dimenticata la tremenda esperienza che aveva fatto. Un denominatore in comune ce l'avevano tutte, però: che i rispettivi mariti le avevano "mandate" ad abortire. Non con l'imposizione, semplicemente non stando loro vicini dopo la scelta fatta da tutti e due, perché  consideravano l'aborto "un affare da donne". Facile lavarsi le mani della sofferenza e arrivare al punto che almeno per una coppia so che lui ha tranquillamente continuato a fare la comunione e lei se ne è stata fuori per anni, fino a quando non ha potuto incontrare un confessore che capisse quello che aveva passato!  Io in casa ho visto morire due mie nipotine di fibrosi cistica, e posso tranquillamente affermare che per me  è elementare prudenza, oggi, per chi sa di essere portatore sano di malattie genetiche come la fibrosi cistica appunto, ricorrere alla procreazione medicalmente assistita e ricorrere alla diagnosi preimpianto in modo da fare dei figli sani. Non equiparo infatti l'embrione al feto, perché il settanta per cento degli embrioni concepiti normalmente non attecchiscono e vengono espulsi col mestruo. E oggi si è in grado di effettuare la selezione embrionale per alcune malattie genetiche persino prima che si possa sapere che sesso avranno i concepiti, persino prima di sapere se quelle cellule embrionali si costituiranno in futuro in un solo feto o magari in due gemelli. Invece l'ostinazione pervicace con la quale si indaga dentro il grembo delle donne per me è davvero oscena: noi non siamo stolide incubatrici, siamo persone con un cuore e una dignità che sono convinta, a parte casi limite, non "uccidono" per gusto o per leggerezza”.

 

 

31a GIORNATA PER LA VITA


PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

2 FEBBRAIO 2014 

PREDICA

Oggi celebriamo la TRENTUNESIMA “GIORNATA PER LA VITA”. Vogliamo cioè riflettere sulla necessità di difendere la vita umana in tutte le sue fasi
(embrione, feto, neonato, bambino, giovane, adulto, anziano).

Dedichiamo la nostra riflessione odierna alla difesa della vita umana nella sua fase iniziale. Chi anziché difendere, sopprime un essere umano quando si trova ancora nel seno materno, commette un peccato di aborto. L’aborto è un gravissimo peccato; io lo considero il più grave torto che si possa fare ad un essere umano. La mia convinzione proviene da un triplice motivo:

Primo: perché si uccide l’essere più impotente: che cosa può fare un esserino appena sorto alla vita, contro un adulto che l’assale per ucciderlo?

Secondo: perché si uccide l’essere più innocente: che male ha fatto il neo concepito da meritare la pena di morte?

Terzo: perché si uccide il proprio figlio: è la mamma che lo elimina: come il più grande atto d’amore è donare la vita, così il più alto tradimento dell’amore è togliere la vita.

Se dal peccato passiamo al peccatore, dobbiamo assumere un atteggiamento di misericordia: non possiamo giudicare e condannare la mamma che compie l’aborto, perché non siamo in grado di giudicarla rettamente in quanto noi vediamo solo le apparenze del suo operato e le apparenze ingannano. Chi può giudicare, secondo verità, sulla innocenza o sulla colpevolezza di qualsiasi persona è solo Dio, perché solo Dio scruta i cuori.

A questo punto, desidero precisare il mio pensiero sull’argomento che stiamo trattando, leggendovi la seconda lettera che ho scritto al Signore Gesù Unico Salvatore del mondo, l’8 marzo del 2008:

“Oggi, Gesù, gli studi scientifici sono soprattutto concentrati sulla bioetica, sulla difesa della vita umana, prezioso dono Tuo, del Padre Celeste e dello Spirito Santo. Si pone particolarmente  un delicatissimo problema: bisogna difendere ad ogni costo la vita del neo concepito? Oppure, in alcuni casi pietosi, è meglio che il neo concepito lasci questo mondo? Penso che dobbiamo affrontare lo spinoso e delicatissimo problema riflettendo attentamente sulle esigenze dell’amore. Noi dobbiamo amare imitando il tuo amore, l’amore del Padre Celeste e l’amore dello Spirito Santo. Ebbene, io mi domando: IL VERO AMORE ESIGE, IN ALCUNI CASI, CHE SI SACRIFICHI LA VITA DEL NEO CONCEPITO PERCHE’ EGLI EVITI UNA VITA TERRENA DI ENORMI SOFFERENZE FISICHE E PSICHICHE, E SIA TRAPIANTATO NELLA GIOIA ETERNA DEL PARADISO, RISERVATA AI FIGLI DI DIO?

Gesù, mi rendo conto di toccare un argomento delicatisssimo che non si può affrontare a cuor leggero. Io credo, però, che la tua Chiesa, gli Scienzati e tutti gli uomini di buona volontà, debbano essere sollecitati a non assumere posizioni radicali e a favorire un accurato esame di quanto la Rivelazione Divina e la Scienza avanzata moderna ci offrono per risolvere secondo verità e giustizia il problema in questione. E’ necessario mantenere aperto il dialogo : se tutto è esaminato con rettitudine e per il migliore bene del neo concepito, si agisce con amore. E poiché dove c’è amore, opera lo Spirito Santo, lo Spirito Santo guiderà

gli sforzi della Tua Chiesa, degli Scienziati e di tutti gli uomini di buona volontà perché essi trovino la giusta soluzione. 

Gesù, fa’ che si superi ogni integralismo; fa’ che ci stimiamo gli uni gli altri e che tutti restiamo aperti ad un dialogo fraterno costruttivo.

GESU’, VENGA PRESTO IL TUO REGNO MESSIANICO DI AMORE, DI MISERICORDIA, DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI.


Sac. Salvatore Paparo

8 marzo 2008

  

25 gen 2014

Io sacerdote Salvatore Paparo


umile strumento DEL CIELO,

trascrivo un bellissimo articolo firmato Bill e Melinda Gates, BOCCATA D’OSSIGENO PER COLORO CHE CREDONO ALL’AVVENTO DELLA PROSSIMA ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE , LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENSSERE MONDIALI MESSIANICI, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO, REALIZZATA CON LA CELEBRAZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.

 

“TERZO MONDO

MA LA POVERTA’ NON SARA’ UNA CONDANNA.

Da quasi ogni punto di vista il mondo va meglio di come sia mai andato nella sua storia. La gente vive più a lungo e in salute. La povertà più estrema è stata dimezzata negli ultimi 25 anni. La mortalità infantile sta diminuendo molto velocemente. Sempre più nazioni, un tempo destinatari di aiuti, oggi sono autosufficienti. Uno si immaginerebbe che questi strabilianti progressi dovrebbero essere festeggiati e celebrati¸che tutti si diano da fare per raffinare questa “ricetta” che sta funzionando così bene, in modo da poterla diffondere sempre più. Ma non è così. Anzi: è sorprendente notare che solo una minoranza pensa che le cose nel mondo vadano meglio, e che al contrario sono tantissimi quelli che sono convinti che il mondo stia peggiorando.

Secondo noi, questo avviene anche perché tante persone sono preda di una serie di  miti: ovvero, idee errate che contrastano con i fatti e la realtà. I miti più dannosi? Che i poveri siano condannati a rimanere poveri; che tutti gli sforzi compiuti per aiutarli siano condannati al fallimento, che salvare delle vite contribuisca soltanto a peggiorare ulteriormente la situazione.

Il mito secondo cui i Paesi poveri sono condannati a restare poveri è diffusissimo, la maggior parte delle volte lo sentiamo quando si parla di Africa. Basta fare una rapida ricerca sul Web: sono decine i titoli di giornali o di libri del genere: “Come mai i paesi ricchi sono diventati ricchi e perché i poveri resteranno poveri”. “Perché un povero resterà tale”, e così via.

Per fortuna questi libri non sono dei bestseller: anche perchè la loro premessa di fondo è falsa. Al contrario, la verità è quasi dappertutto -Africa compresa – indicatori come quelli del reddito o altri indici del benessere delle persone segna un miglioramento.

In primo luogo, nessuno si può permettere di affermare che oggi l’Africa stia peggio di come stava cinquant’anni fa. Al contrario il reddito pro capite dell’Africa sub sahariana è cresciuto in questo arco di tempo; e in alcuni Paesi del Continente è cresciuto notevolmente. Il reddito pro capite dell’Africa sub sahariana diminuì fortemente negli Anni 80, segnato dalla crisi del debito, ma successivamente  e fino al 1998 registrò un forte aumento, passando da poco più di 1300 dollari all’anno a quasi 2.200 dollari. Oggi sono molti i Paesi africani che si segnalano perché godono di economie a sviluppo forte e sostenuto; altri seguiranno il loro esempio. Sette dei dieci Paesi del mondo che hanno visto la crescita più forte, negli ultimi cinque anni, sono di Paesi africani.

Secondo, l’Africa ha compiuto grandi passi avanti dal punto di vista della salute e dell’istruzione. Dal 1960 ad oggi la speranza di vita per una donna dell’Africa Nera è passata da 41 a 57 anni, nonostante l’epidemia del virus Hiv. Se non esistesse questa terribile malattia, sarebbe salita a 61 ann. La percentuale di bambini che frequentano la scuola è passata dal 40% circa del 1970 a più del 75% di oggi. Sempre meno persone soffrono la fame; sempre più persone invece fruiscono di una buona alimentazione. Se è vero che avere abbastanza da mangiare, poter andare a scuola, vivere più a lungo sono indicatori di una buona vita, ebbene allora senza ombra di dubbio in Africa la vita sta migliorando. E questi miglioramenti, fra l’altro, non si esauriscono qui: sono il fondamento per ulteriori progressi futuri.

Non c’è dubbio che le “medie” nascondano le grandi differenze che pure ci sono fra Paese e Paese. In Etiopia il reddito medio è di sole 800 dollari l’anno pro capite. In Botswana si arriva quasi a 12.000 annui. E questi grandi squilibri si osservano anche all’interno dei singoli Stati: la vita di una grande area metropolitana come quella di Nairobi ha ben poco a che vedere con quella di un villaggio rurale del Kenia. Dunque, bisogna considerare con grande scetticismo chi riduce un intero continente ad una massa indiffernziata di povertà e malattie.

In conclusione: i Paesi poveri non sono condannati a restare poveri. Alcune delle cosiddette nazioni in via di sviluppo sono oggi da considerare già sviluppate. Molte altre stanno seguendo la stessa strada. I paesi che ancora devono trovare la via verso lo sviluppo non stanno cercando di compiere un’impresa inaudita e senza precedenti. Hanno ottimi esempi da cui imparare.

Di questa verità siamo tanto sicuri e convinti da sentirci di arrischiare una previsione. Entro il 2035 non ci saranno praticamente Paesi poveri nel mondo (stando alla nostra attuale definizione di povertà; in altre parole, nel 2035 quasi nessun Paese sarà povero come i 35 Paesi definiti “poveri” dalla World Bank). Quasi tutti i Paesi del mondo potranno essere annoverati tra quelli che oggi chiamiamo “Paesi a reddito medio basso”, o andranno oltre questo livello di ricchezza. Le Nazioni impareranno dai loro vicini più produttivi; si avvantaggeranno di innovazioni come nuovi vaccini, sementi migliorati, e dagli effetti della rivoluzione digitale. La forza lavoro di quei paesi, potenziata da una migliore istruzione ed educazione, attirerà nuovi investimenti.

Sarebbe un risultato davvero notevole. Quando eravamo ragazzi, la maggior parte delle Nazioni del mondo erano povere. Nei prossimi due decenni, la presenza di Paesi drammaticamente poveri diventerà un’eccezione, e non sarà più la regola. Miliardi di persone saranno salvate dall’estrema povertà. L’idea che tutto questo possa accadere nel corso della nostra vita è semplicemente meraviglioso “. 

BILL E MELINDA GATES

Oggi 25 gennaio 2014, FESTA DELLA CONVERSIONE DI SAN PAOLO,

si conclude l’ottavario di preghiera PER IL RITORNO ALL’UNITA’ DELLA CHIESA DI GESU’.

Preghiamo spesso perché si realizzi PRESTO LA PREGHIERA PROFETICA DI GESU’:

“PADRE ( CHE I MIEI DISCEPOLI) SIANO UNA SOLA COSA COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”.

 

Sac. Salvatore Paparo

24 gen 2014

E’ NECESSARIO CHE LA CHIESA DI GESU’

TORNI AD ESSERE UNITA


TERZA DOMENICA DURANTE L'ANNO A



OMELIA

dedichiamo la nostra riflessione domenicale al commento  della Seconda Lettura che è un brano della Prima Lettera che San Paolo Apostolo scrisse ai cristiani di Corinto.
Corinto, capitale della provincia romana di Acaia, era una città importantissima per il commercio. Per questo motivo veniva frequentata da gente di ogni paese, di ogni razza e di ogni grado sociale. Corinto era nota anche per la sua forte corruzione morale.
San Paolo giunse a Corinto nell'anno 46 durante il suo secondo viaggio missionario e, con il suo solito slancio, vi predicò Gesù Crocifisso, Morto e Risorto. La predicazione di San Paolo fu coronata da un grande successo cosìcchè, quando dopo circa tre anni di residenza, l'apostolo lasciò Corinto, la comunità cristiana di Corinto era numerosa e fiorente.
Nel terzo viaggio missionario, avvenuto dal 54 al 58, San Paolo fissò la sua residenza ad Efeso, ma, da padre premuroso, si teneva sempre informato delle Chiese da lui fondate, per aiutarle a superare eventuali loro difficoltà e per mantenerle nel primitivo fervore. Fu così che venne a conoscere le divisioni che, durante la sua assenza, erano sorte nella comunità cristiana di Corinto. Vi si erano formati quattro partiti: un gruppo aveva scelto per capo Apollo, un colto alessandrino che affascinava per la sua brillante predicazione; un secondo gruppo aveva fatto cadere le sue preferenze su Pietro; un terzo gruppo si era radunato attorno al nome di Paolo; ed infine un altro gruppo diceva semplicemente: "Noi siamo di Cristo".
San Paolo da Efeso si affrettò a scrivere una lettera ai Corinzi e li rimproverò severamente dicendo loro: "CRISTO E' UNO SOLO E NON PUO' ESSERE DIVISO COME L'AVETE DIVISO VOI. DOVETE VIVERE IN PERFETTA UNIONE DI PENSIERI E DI INTENTI".
Dalla seconda lettera che San Paolo scrisse ai Corinzi sappiamo che le divisioni furono superate.
Ma, purtroppo, la storia bimillenaria della Chiesa ha conosciuto altre divisioni molto più gravi e molto più estese. Anche oggi le Chiese Cristiane siamo ancora divise. E' sufficiente ricordare le loro principali denominazioni. Esistono: la Chiesa Cattolica, la Chiesa Ortodossa, la Chiesa Protestante, la Chiesa Anglicana.
La divisione dei cristiani è scandalo per i non credenti ed impedisce la loro conversione a Gesù, Unico Salvatore del  Mondo. Grazie all'azione dello Spirito Santo, però, abbiamo finalmente capito che non è possibile dirci cristiani e continuare ad odiarci. Dobbiamo convertirci, dobbiamo ricostruire la nostra unità. Allo scopo è sorto IL MOVIMENTO ECUMENICO.
Il Papa Giovanni XXIII che esercitò il suo ministero petrino dal 1958 al 1963, diede una svolta positiva decisiva al Movimento Ecumenico, principalmente con la celebrazione del Concilio Eccumenico Vaticano II e lanciando a tutti i cristiani, con la predicazione e con il suo stile di vita, questo proclama: "CERCHIAMO CIO' CHE CI UNISCE E NON CIO' CHE CI DIVIDE. SE PARLIAMO DI CIO’ CHE CI UNISCE, SUPEREREMO ANCHE CIO’ CHE CI DIVIDE”.
E' vero, ancora non siamo riusciti a ricostruire l'Unica Chiesa di Gesù; ancora ci sono molti ostacoli da superare. Ma nello stesso tempo dobbiamo riconoscere che si sono fatti grandi passi in avanti verso il raggiungimento della meta da tutti sospirata. Seguendo la luce interiore dello Spirito Santo possiamo accelerare la riunificazione delle Chiese Cristiane VIVENDO UNITI TRA DI NOI E RIVOLGENDO SPESSO A DIO PADRE, LA PREGHIERA CHE GLI RIVOLSE GESU' DURANTE L'ULTIMA CENA:
"PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA, COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA.
  COSI' IL MONDO CREDERA' CHE TU MI HAI MANDATO".

   Sac. Salvatore Paparo

 
 Cintano 25 gennaio 2014

  Festa della conversione di San Paolo

 

20 gen 2014

VENTISETTESIMA LETTERA

AL SIGNORE GESU’ RISORTO

UNICO SALVATORE DEL MONDO

Cintano 19 gennaio 2014

Amatissimo mio Signore Gesù Risorto,

oggi desidero sfogarmi con te:
da quando l’8 dicembre del 2007, festa dell’Immacolata Concezione,
il vescovo d’Ivrea… ha ingiustamente firmato il decreto che mi destituiva da parroco di Cintano, pur restando io, per tua benevola disposizione, pastore della piccola comunità cristiana cintanese, la diocesi di Ivrea mi ha ignorato completamente: è come se io non esistessi.

Con l’arrivo del nuovo vescovo d’Ivrea… avevo sperato in un cambiamento di rotta, ma sono profondamente deluso: al nuovo vescovo ho inviato vari miei scritti, ma non mi ha mai risposto. Ultimamente il nuovo vescovo ha fatto la visita pastorale alle parrocchie della Valle Sacra alla quale appartiene anche la parrocchia di Cintano, ma mi ha ignorato.

Gesù, gran parte della Gerarchia Cattolica ha bisogno di convertirsi imitando il Papa Francesco da Te inviato per attuare le indispensabili e improcrastinabili

Riforme nella tua Chiesa, tramite la celebrazione DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.

GESU’, E’ NECESSARIO CHE I TUOI DISCEPOLI FORMINO UNA COMUNITA’ DI FRATELLI. Solo così il mondo, affascinato dal loro reciproco amore, si convertirà a Te  E DIVENTERA’ UN SOLO GREGGE, GUIDATO DA TE UNICO BUON PASTORE.

ALLORA SI REALIZZERA’ L’ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE, LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FELICISSIMA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO.

Gesù, grazie per le innumerevoli tue carezze che mi hai regalato durante tutta
la mia vita, a partire da quando ero ancora nel seno materno.

Gesù, sono il tuo umile strumento

Sac. Salvatore Paparo

18 gen 2014

VENTISEIESIMA LETTERA


AL SIGNORE GESU’ RISORTO


UNICO SALVATORE DEL MONDO

Cintano 15 gennaio 2014

 

Amatissimo mio Signore Gesù Risorto,

in questi giorni ho riflettuto molto su questo mio problema esistenziale: chi sono io? Sono un povero uomo che ha perso la testa o un piccolo uomo creato dal Padre Celeste per annunziare l’Età Aurea della Redenzione, lunghissimo periodo di Pace e di Benessere Messianici che gradualmente preparerà “I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA?”. Sento il peso di quanto affermo; ma debbo affermare che corrisponde al vero quanto qualcuno, non so chi sia, ha scritto nel blog dell’Opera Cenacolo Familiare insieme alla pubblicazione della mia foto della mia ordinazione sacerdotale avvenuta a Patti (Messina) il 21 febbraio 1954:

“Sacerdote Salvatore Paparo,

L’Opera Cenacolo Familiare nasce “in embrione” nel maggio del 1946 in un seminario del Piemonte in seguito all’esperienza spirituale vissuta da don Salvatore Paparo, sacerdote cattolico nato a Cesarò (Messina) il 14 agosto 1929. Entrato nel Piccolo Seminario di Bronte (Catania), all’età di dieci anni, Salvatore matura la sua vocazione sacerdotale. Dopo la scuola media si trasferisce al Seminario Maggiore di Catania; dove rimane per due anni. Desiderando dedicarsi alla missione , l’8 dicembre del 1945 entra nello studentato dei Padri Maristi a Cavagnolo (Torino). Nel maggio del 1946 si ammala gravemente e i medici disperano di salvarlo. Don Salvatore, invece, guarisce improvvisamente e mentre si sente “immerso in Dio, luce-calore estasiante, riceve questo messaggio: “L’umanità va incontro all’Età Aurea del Cristianesimo. Allora il mondo riconoscerà Gesù come unico suo Salvatore e vivrà in modo straordinario  un’Era di Pace e di Benessere. Tu sarai l’umile nostro strumento”.

Sì, mio Gesù, sono un tuo piccolo strumento. Invito coloro che mi credono un matto a seguire quanto il 15 novembre 2013 ho scritto nel blog dell’Opera Cenacolo Familiare sotto la voce “CONCILIO ECUMENICO VATICANO III”.

Per i fratelli e le sorelle di buona volontà trascrivo nel blog dell’Opera Cenacolo Familiare i seguenti miei scritti:

1.     VENTICINQUESIMA LETTERA AL SIGNORE GESU’ RISORTO UNICO SALVATORE DEL MONDO.

2.     EPIFANIA ANNO 2014.  OMELIA

3.     PRIMO GENNAIO 2014. FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA DI NAZARET. OMELIA.

4.     5 GENNAIO 2014 “E IL VERBO SI FECE CARNE”. OMELIA.

5.     GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2014.

6.     ALLA FINE DEI TEMPI CI SARA’ LA RISURREZIONE DEI CORPI.

OMELIA.

7.     PAPA FRANCESCO.

Sac. Salvatore Paparo

11 gen 2014

VENTICINQUESIMA LETTERA AL SIGNORE GESU’ RISORTO

UNICO SALVATORE DEL MONDO.

Amatissimo mio Gesù, è l’anno del mio Battesimo: sessant’anni fa,

il 21 febbraio 1954, a Patti (Messina) sono stato ordinato sacerdote dal Vescovo

Ficarra: la mia immensa gioia è stata turbata da un forte dolore di stomaco e da

una fastidiosissima nausea: ero, infatti, in gestazione di un’ulcera duodenale sanguinante. Sono stato operato, d’urgenza, nel 1964, a distanza di dieci anni,

con una particolare assistenza del Cielo.

Amatissimo mio Signore Gesù, sono il tuo piccolo Gesù. Grazie! 


BATTESIMO DI GESU’


12 gennaio 2014

OMELIA

Finito il breve periodo natalizio durante il quale abbiamo rivissuto il mistero

della nascita e dell’infanzia di Gesù, la liturgia passa immediatamente alla vita pubblica del Signore. Inizia con l’incontro di Gesù con il suo precursore Giovanni Battista: Gesù è il sole nascente, Giovanni, invece, è l’astro al suo tramonto. D’ora in poi Gesù sale, Giovanni declina. Lo afferma lo stesso Giovanni : “BISOGNA CHE GESU’ CRESCA E CHE IO DIMINUISCA”.

Gesù iniziò la sua vita pubblica facendosi battezzare dal suo precursore Giovanni.

Il battesimo di Gesù, però, non equivale al nostro battesimo: il nostro battesimo, infatti, è purificazione e liberazione dal peccato; è infusione della vita. Ebbene, in Gesù non ci fu alcuna purificazione e liberazione dal peccato perché in Lui non c’era alcun peccato personale dal quale doveva essere purificato e liberato; in Gesù non poteva esserci alcuna infusione di vita PERCHE’ LUI E’ LAVITA.

Ma che senso ha, dunque, il Battesimo di Gesù?

Gesù, battezzandosi, fece un supremo gesto d’amore verso di noi: prese su di sé i nostri peccati per distruggerli e per salvarci. San Paolo arriva a dire che Gesù non solo ha preso su di sé i nostri peccati, ma che addirittura per noi si è fatto peccato. Leggiamo, infatti, al capitolo quinto della Seconda Lettera ai Corinzi: “COLUI CHE NON CONOBBE PECCATO, DIO LO HA FATTO PECCATO PER NOI, AFFINCHE’ NOI DIVENTASSIMO IN LUI GIUSTIZIA DI DIO”.

Questo supremo gesto d’amore per noi, costò molto a Gesù: per noi, infatti, ha sofferto durante tutta la vita. Ma il peso dei nostri peccati lo sentì in modo del tutto particolare, nell’orto del Getsemani. In quelle tremende tre ore di agonia, Gesù rimase quasi schiacciato dai nostri peccati. Da qui il suo sudore di sangue; da qui la sua preghiera: “PADRE, SE E’ POSSIBILE, ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE”. Ma ciò non era possibile. Infatti, Gesù con il Battesimo aveva iniziato la sua Passione per noi, e la sua Passione doveva concludersi sulla croce. Gesù stesso parlò della sua morte in croce, in termini di battesimo: “SONO VENUTO A PORTARE IL FUOCO DELL’AMORE SULLA TERRA, E CHE COSA DESIDERO SE NON CHE SI ACCENDA? PRIMA, PERO’, DOVRO’ ESSERE BATTEZZATO CON UN BATTESIMO, E COME SONO IN ANGUSTIA FINCHE’ NON SIA COMPIUTO”.

Quando sulla croce, immediatamente prima di morire, pronunziò le parole: “TUTTO E’ COMPIUTO”,  Gesù voleva dire: “IL MIO BATTESIMO E’ GIUNTO AL SUO COMPIMENTO”. 

Ma ritorniamo al nostro battesimo. Noi con il battesimo siamo stati salvati da Gesù. Nello stesso tempo, il Padre Celeste ci ha affidato la missione di aiutare Gesù a salvare i nostri fratelli peccatori. Ciò, fra l’altro, comporta che ci uniamo alle sofferenze di Gesù. Solo se non ci lamentiamo delle nostre sofferenze, solo se le accettiamo con lo stesso amore e con la stessa pazienza di Gesù, noi insieme a Gesù salviamo i nostri fratelli peccatori, e possiamo attribuirci le parole che il Padre Celeste disse a Gesù, appena battezzato: “TU SEI IL FIGLIO MIO, L’AMATO: IN TE HO POSTO IL MIO COMPIACIMENTO”.


Sac. Salvatore Paparo

6 gen 2014

EPIFANIA ANNO 2014


OMELIA

Epifania significa manifestazione del Signore, e più precisamente manifestazione del Signore che salva gli uomini. La festa di oggi  conclude il periodo natalizio, e lo conclude accentuando la volontà di Gesù di salvare non solo il popolo ebreo, ma anche il popolo pagano. Questa sua volontà salvifica universale, Gesù la manifestò nella Notte Santa della Sua Nascita a Betlem chiamando alla sua culla i rappresentanti dei due popoli: per mezzo di un angelo chiamò alla sua culla il popolo ebreo rappresentato dai pastori; per mezzo di una stella miracolosa chiamò alla sua culla il popolo pagano rappresentato dai Magi. Prima, però, di parlare dei Magi, facciamo una riflessione sulla nostra chiamata alla salvezza. Gesù ci ha chiamati alla sua culla non per mezzo di un angelo, non per mezzo di una stella miracolosa, ma facendoci nascere nel seno di una famiglia cristiana che ci ha educato nella Fede. Gesù, poi, attraverso gli avvenimenti della nostra vita, lieti e tristi; attraverso le sue luci interiori ci ha sempre manifestato la sua volontà affinchè la seguissimo e così realizzassimo la missione particolare che ciascuno di noi ha ricevuto da Dio.
La festa dell'Epifania c'invita ad esaminarci sulla nostra fedeltà alla volontà di Dio per intraprendere un nuovo cammino di santità. In ciò i Magi ci sono di grande esempio.
Innanzi tutto ci insegnano la PRONTEZZA  nel rispondere " SI " alla volontà di Dio: i Magi, vista la stella miracolosa preannunziata dai profeti, capirono subito che il Messia Promesso era nato e che li invitava alla sua culla per salvarli. Essi non esitarono un solo istante; immediatamente organizzarono una carovana di cammelli e si misero in viaggio verso la Palestina.
In secondo luogo i Magi ci insegnano la GENEROSITA': si pensa che i Magi fossero degli scienziati persiani. Pertanto, dovettero affrontare i disagi del deserto per circa tre mesi.
Infine, i Magi ci sono MODELLI DI FIDUCIA NEL SIGNORE E MODELLI DI PERSEVERANZA: essi erano sicuri che il Signore li guidava mentre la stella miracolosa brillava sulle loro teste e li precedeva nel cammino. MA LA LORO SICUREZZA NON VENNE MENO AL MOMENTO DELLA PROVA: al loro ingresso in Gerusalemme la stella guida scomparve; essi domandavano a tutti: "DOVE E' NATO IL RE DEI GIUDEI?". E sentendosi rispondere sempre: "NON NE SAPPIAMO NULLA", non si scoraggiarono, ma intensificarono la loro ricerca. LA LORO FIDUCIA NEL SIGNORE E LA LORO PERSEVERANZA li portò fino al palazzo del re Erode, dove finalmente RICEVETTERO LA RISPOSTA CHE ATTENDEVANO. Gliela diedero i Sommi Sacerdoti e gli Scribi conoscitori della Sacra Scrittura: IL PROFETA MICHEA AVEVA PREDETTO CHE IL MESSIA SAREBBE NATO A BETLEM DELLA GIUDEA.

Nei momenti difficili della nostra vita dobbiamo imitare i Magi. In ciò ci può essere di aiuto anche l'esempio del padre gesuita Ives Congar: Congar era un teologo di avanguardia: insegnava dottrine cattoliche ma, purtroppo, fu ritenuto un eretico e lo castigarono: per castigo gli tolsero l'insegnamento teologico; per castigo lo costrinsero a vivere in un oscuro monastero. Finalmente, però, per lui giunse il momento della fine della prova: IL GRANDE PAPA GIOVANNI XXIII, PAPA MANDATO DA DIO, LO INVITO' AL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II COME ESPERTO DI TEOLOGIA, E GRAN PARTE DELLA SUA DOTTRINA PRIMA RITENUTA ERETICA, FU INSERITA  NEI DOCUMENTI CONCILIARI.

Ad alcuni amici che desideravano conoscere come aveva trascorso il tempo della sua prova, Padre Congar rispose: "NEL MOMENTO DELLE TENEBRE NON HO RIGETTATO NULLA DI QUANTO AVEVO VISTO NEL MOMENTO DELLA LUCE".

NEI MOMENTI DIFFICILI DELLA NOSTRA VITA IMITIAMO, PERTANTO, I MAGI; IMITIAMO PADRE CONGAR. NON RESTEREMO DELUSI COME NON RIMASERO DELUSI I MAGI, COME NON RIMASE DELUSO PADRE CONGAR.

Sac. Salvatore Paparo

 

5 gen 2014

E IL VERBO SI FECE CARNE



  SECONDA DOMENICA DOPO NATALE

OMELIA

Il brano evangelico di oggi c’invita a meditare SUL PROLOGO ossia sulla introduzione del Vangelo di San Giovanni.
Incomincia con QUESTA solenne affermazione:
“IN PRINCIPIO ERA IL VERBO,
  IL VERBO ERA PRESSO DIO,
  IL VERBO ERA DIO”.
“IN PRINCIPIO ERA IL VERBO”. Cioè quando  Dio Padre INCOMINCIO’ a creare l’universo IL VERBO ESISTEVA GIA’. VERBO SIGNIFICA PAROLA  e San Giovanni vuole dirci che all’inizio della creazione IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO PADRE ESISTEVA GIA’.
San Giovanni ci dice ancora “IN PRINCIPIO IL VERBO ERA PRESSO DIO”.
Quando qualcuno è ACCANTO A ME significa che egli è distinto da me, SIGNIFICA CHE SIAMO DUE PERSONE DISTINTE: io non sono lui e lui non è me. Quindi San Giovanni vuole dirci che Dio Padre e il suo Figlio Unigenito sono DUE DISTINTE PERSONE: IL PADRE NON E’ IL FIGLIO E IL FIGLIO NON E’ IL PADRE.
San Giovanni, infine, ci dice. “IL VERBO ERA DIO”. Cioè il Figlio Unigenito di Dio Padre e il Padre non sono due dei MA UN UNICO DIO.
Proseguiamo: TUTTO E’ STATO FATTO PER MEZZO DEL VERBO E SENZA DI LUI NULLA E’ STATO FATTO DI CIO’ CHE ESISTE”. Dio Padre ha creato tutto per mezzo del suo Figlio Unigenito (Suo Verbo, Sua Parola). Citiamo la Genesi, il Primo Libro della Sacra Scrittura che parla della creazione:
“DIO DISSE: Sia la luce”. E la luce fu.
“DIO DISSE: la terra produca germogli, erbe che producano seme e alberi da
frutto”. E così avvenne,
“DIO DISSE: le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo”. E così avvenne.
“DIO DISSE: la terra produca esseri viventi secondo la loro specie” E così avvenne.
“DIO DISSE: “FACCIAMO L’UOMO A NOSTRA IMMAGINE E SOMIGLIANZA”. E Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza: maschio e femmina li creò”.  Sotto la luce e la guida dello Spirito Santo noi oggi comprendiamo che cosa significa “DIO CREO’ L’UOMO A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA”: DIO L’AMORE E’ UNA FAMIGLIA TRINITARIA FELICISSIMA COMPOSTA DA DIO PADRE, DA DIO FIGLIO, DA DIO SPIRITO SANTO. DIO CREO ‘ L’UOMO A SUA IMMEGINE E SOMIGLIANZA E LO CREO’ FAMIGLIA: L’UOMO E LA DONNA SPOSATI SONO L’IMMAGINE DI DIO PADRE; IL FIGLIO E LA FIGLIA DELLA COPPIA UMANA SONO L’IMMAGINE DI DIO FIGLIO; L’AMORE CHE UNISCE  E CHE RENDE FELICI I VARI MEMBRI DELLA FAMIGLIA UMANA SONO L’IMMAGINE  DI DIO SPIRITO SANTO AMORE CHE UNISCE IN SE’ E RENDE FELICISSIME LE TRE PERSONE DELL’UNICO DIO.

FACCIAMO L’ULTIMA CITAZIONE DEL PROLOGO DEL VANGELO DI SAN GIOVANNI:
“E IL VERBO SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI”. IL VERBO, LA PAROLA, IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO, PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO, DIVENNE L’UOMO GESU’, ASSUMENDO LA CARNE E IL SANGUE DELLA VERGINE MARIA, MADRE DI GESU’ INDIVIDUO E MADRE DI GESU’ CORPO MISTICO.

GESU’ SI FECE UOMO PER RIACCENDERE SULLA TERRA IL FUOCO DELL’AMORE SPENTO DAL PECCATO; IN MODO PARTICOLARE SI FECE UOMO PER RIACCENDERE IL FUOCO DELL’AMORE FAMILIARE.

SIAMO AVVIATI ALL’ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE, LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI CHE, GRADUALMENTE, PREPARERA’  “I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA”. L’ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE SARA’ FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA CHE TESTIMONIERA’ CON LA VITA DI ESSERE L’IMMAGINE  DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO.


Sac. Salvatore Paparo

3 gen 2014

GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

                    GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

Oggi celebriamo la Giornata Mondiale della Pace. Essa cade sempre il Primo
Gennaio di ogni anno. E’ stata istituita da Papa Paolo VI e per la prima volta si tenne il Primo Gennaio 1968. Da quell’anno il Papa invia ai Capi  delle nazioni e a tutti gli uomini di buona volontà un messaggio che invita alla riflessione sul tema della pace. Papa Francesco per il 2014 ha intitolato il suo messaggio : “FRATERNITA’ , FONDAMENTO E VIA DELLA PACE”
Vi leggo alcune parti del messaggio che reputo tra i più importanti:

“Nei dinamismi della storia vediamo seminata la vocazione a formare una comunità composta da fratelli che si accolgono reciprocamente, prendendosi cura gli uni degli altri.Tale vocazione è però ancor oggi spesso contrastata e smentita dai fatti, in un mondo caratterizzato da quella “globalizzazione” dell’indifferena che ci fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro, chiudendoci in noi stessi”. “Il racconto di Caino e Abele insegna che l’umanità porta iscritta in sé una vocazione alla fraternità, ma anche la possibilità drammatica del suo tradimento. Lo testimonia l’egoismo quotidiano, che è alla base di tante guerre e tante ingiustizie: molti uomini e donne muoiono infatti per mano di fratelli e di sorelle che non sanno riconoscersi tali, cioè come esseri  fatti per la reciprocità, per la comunione e per il dono”. “Se da un lato si riscontra una riduzione della povertà assoluta, dall’altro lato non possiamo non riconoscere una grave crescita della povertà relativa, cioè di diseguaglianze tra persone e gruppi che convivono in una determinata regione o in un determinato contesto storico-culturale. In tal senso, servono anche politiche efficaci che promuovano il principio della fraternità”. “Nell’anno trascorso molti nostri fratelli e sorelle hanno continuato a vivere l’esperienza dilaniante della guerra che costituisce una grave e profonda ferita inferta alla fraternità. Per questo motivo desidero rivolgere un forte appello a quanti con le armi seminano violenza e morte: riscoprite in colui che oggi considerate solo un nemico da abbattere il vostro fratello e fermate la vostra mano! Rinunciate alla via delle armi e andate incontro all’altro con il dialogo, il perdono e la riconciliazione per ricostruire la giustizia, la fiducia e la speranza intorno a voi”. “Tuttavia, finchè ci sarà una così grande quantità di armamenti in circolazione come quella attuale, si potranno sempre trovare pretesti per avviare le ostilità. Pe questo faccio mio l’appello dei miei Predecessori in favore della non proliferazione delle armi e del disarmo da parte di tutti, a cominciare dal disarmo nucleare e chimico”. “La persistente vergogna della fame nel mondo mi incita a condividere con voi la domanda: in che modo usiamo le risorse della terra? Le società moderne devono riflettere sulla gerarchia delle priorità a cui si destina la produzione. Difatti, è un dovere cogente che si utilizzino le risorse della terra in modo che tutti siano liberi dalla fame: le iniziative e le soluzioni possibili sono tante e non si limitano all’aumento della produzione. E’ risaputo che quella attuale è sufficiente, eppure  ci sono milioni di persone che soffrono e muoiono di fame, e ciò costituisce un vero scandalo. E’ necessario allora trovare i modi affinchè tutti possano beneficiare dei frutti della terra. Non soltanto per evitare che si allarghi il divario tra chi più ha e chi deve accontentarsi delle briciole, ma anche e soprattutto per un‘esigenza di giustizia e di equità e di rispetto verso ogni essere umano”. “La fraternità ha bisogno di essere scoperta, amata, sperimentata, annunciata e testimoniata. Ma è solo l’amore donato da Dio che ci consente di accogliere e di vivere pienamente la fraternità. Il necessario realismo della politica e dell’economia non può ridursi ad un tecnicismo privo di idealità, che ignora la dimensione trascendente dell’uomo. Quando manca questa apertura a Dio, ogni attività umana diventa più povera e le persone vengono ridotte a oggetti da sfruttare. Solo se accettano di muoversi nell’ampio spazio assicurato da questa apertura a Colui che ama ogni uomo e ogni donna, la politica e l’economia riusciranno a strutturarsi sulla base di un autentico spirito di carità fraterna, e potranno essere strumento efficace di sviluppo umano integrale  e di pace”.

Sac. Salvatore Paparo

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