A CINTANO
il venerdi 5 agosto 2011 e
la domenica 7 agosto 2011
SARA' FESTEGGIATO IL SANTUARIO DI PIOVA.
Invito il vescovo di Ivrea Arrigo Miglio, don Alessandro Giovannone e don Angelo Bianchi
a non presenziare alla festa. La loro presenza non è gradita alla Madonna che ha riservato il Santuario di Piova ALL'OPERA CENACOLO FAMILIARE.
In seguito il Santuario di Piova sarà denominato " SANTUARIO DELLA MAMMA MARIA AUSILIATRICE".
Sac. Salvatore Paparo
25 lug 2011
I M P O R T A N T E C O M U N I C A Z I O N E
17 lug 2011
IL TRIONFO DI GESU'
XVI DOMENICA PER ANNUM A
17 LUGLIO 2011
OMELIA
Nel brano evangelico Gesù ci ha svelato che LUI, IL FIGLIO DELL'UOMO, duemila anni fa, ha seminato nel campo di questo mondo, IL BUON GRANO DEL REGNO DI DIO CHE E' REGNO D'AMORE, DI PACE, DI UNIONE, DI GIUSTIZIA, DI BENESSERE E DI FELICITA'.
Gesù, però, ci ha svelato anche che esiste un suo potente nemico, il diavolo, che duemila anni fa, sempre nel campo di questo mondo, ha seminato LA ZIZZANIA CHE E' L'OPPOSTO DEL BUON GRANO DEL REGNO DI DIO: ODIO, GUERRA, DIVISIONI, INGIUSTIZIA, MISERIA E SOFFERENZE.
Gesù e i figli del Regno di Dio, nei due millenni trascorsi, hanno fatto fruttificare copiosamente il buon grano del Regno di Dio. Solo Dio conosce il gran bene che essi hanno fatto SOPRATTUTTO AI POVERI, AGLI ULTIMI E AGLI EMARGINATI.
Nello stesso tempo, però, il diavolo e i suoi figli si sono scatenati causando ovunque ODIO, GUERRE, DIVISIONI, DISASTRI, INGIUSITIZIE, MISERIA E SOFFERENZE. BASTA PENSSARE ALLE DUE TREMENDE GUERRE MONDIALI E ALLE AZIONI CRIMINALI DELLO SPIETATO FIGLIO DEL DIAVOLO BIN LADEN.
Dobbiamo aggiungere, però, che il diavolo e i suoi figli sono consapevoli che ormai sono dei vinti. Dànno soltanto gli ultimi colpi di coda PROPRI DEGLI SCONFITTI DISPERATI.
Siamo entrati nell'EPOCA in cui il Regno di Dio si realizzerà in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra che, GRADUALMENTE, PREPARANO I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA.
Nell'Apparizione del 13 luglio 1917, la Madonna, a Fatima, dopo aver preannunziato le gravi sciagure a cui sarebbe andato incontro l'umanità del ventesimo secolo, a causa dei suoi peccati, concluse il suo messaggio con questa confortante promessa:
"ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA'
E IL MONDO AVRA' UN PERIODO DI PACE".
Godremo, finalmente, LA PACE MONDIALE MESSIANICA ANNUNZIATA DAGLI ANGELI NELLA NOTTE DEL SANTO NATALE:
"E PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA".
Sac. Salvatore Paparo
17 LUGLIO 2011
OMELIA
Nel brano evangelico Gesù ci ha svelato che LUI, IL FIGLIO DELL'UOMO, duemila anni fa, ha seminato nel campo di questo mondo, IL BUON GRANO DEL REGNO DI DIO CHE E' REGNO D'AMORE, DI PACE, DI UNIONE, DI GIUSTIZIA, DI BENESSERE E DI FELICITA'.
Gesù, però, ci ha svelato anche che esiste un suo potente nemico, il diavolo, che duemila anni fa, sempre nel campo di questo mondo, ha seminato LA ZIZZANIA CHE E' L'OPPOSTO DEL BUON GRANO DEL REGNO DI DIO: ODIO, GUERRA, DIVISIONI, INGIUSTIZIA, MISERIA E SOFFERENZE.
Gesù e i figli del Regno di Dio, nei due millenni trascorsi, hanno fatto fruttificare copiosamente il buon grano del Regno di Dio. Solo Dio conosce il gran bene che essi hanno fatto SOPRATTUTTO AI POVERI, AGLI ULTIMI E AGLI EMARGINATI.
Nello stesso tempo, però, il diavolo e i suoi figli si sono scatenati causando ovunque ODIO, GUERRE, DIVISIONI, DISASTRI, INGIUSITIZIE, MISERIA E SOFFERENZE. BASTA PENSSARE ALLE DUE TREMENDE GUERRE MONDIALI E ALLE AZIONI CRIMINALI DELLO SPIETATO FIGLIO DEL DIAVOLO BIN LADEN.
Dobbiamo aggiungere, però, che il diavolo e i suoi figli sono consapevoli che ormai sono dei vinti. Dànno soltanto gli ultimi colpi di coda PROPRI DEGLI SCONFITTI DISPERATI.
Siamo entrati nell'EPOCA in cui il Regno di Dio si realizzerà in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra che, GRADUALMENTE, PREPARANO I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA.
Nell'Apparizione del 13 luglio 1917, la Madonna, a Fatima, dopo aver preannunziato le gravi sciagure a cui sarebbe andato incontro l'umanità del ventesimo secolo, a causa dei suoi peccati, concluse il suo messaggio con questa confortante promessa:
"ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA'
E IL MONDO AVRA' UN PERIODO DI PACE".
Godremo, finalmente, LA PACE MONDIALE MESSIANICA ANNUNZIATA DAGLI ANGELI NELLA NOTTE DEL SANTO NATALE:
"E PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA".
Sac. Salvatore Paparo
10 lug 2011
E' NECESSARIA L'INDIZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III
XV DOMENICA PER ANNUM A
10 luglio 2011
OMELIA
Gesù è l'Appassionato del Regno di Dio;
Gesù è il Profeta del Regno di Dio;
GESU' E' IL REGNO DI DIO.
IL REGNO DI DIO
E' GESU' CONOSCIUTO NEL SUO VERO VOLTO;
E' GESU' IMITATO NEL SUO SERVIZIO FINO ALLA LIBERA EFFUSIONE DEL SUO SANGUE PREZIOSISSIMO PER L'EDIFICAZIONE DEL SUO CORPO CHE E' LA CHIESA.
Quando Gesù parlava ai contadini della Galilea usava un linguaggio molto semplice per far loro capire sempre meglio IL REGNO DI DIO, e perchè vi aderissero. Usava soprattutto la parabola servendosi della loro esperienza quotidiana nel campi. Ad esempio per fare loro capire LA PREZIOSITA' DEL REGNO DI DIO, si esprimeva così:
"IL REGNO DI DIO E' COME UN TESORO NASCOSTO IN UN CAMPO; CHI LO TROVA TORNA A NASCONDERLO E, PER LA GIOIA, VA, VENDE TUTTO QUELLO CHE HA E COMPRA IL CAMPO".
Gesù è un tesoro nascosto. Chi ha la fortuna di trovarlo, pur di averlo, è disposto a qualsiasi rinunzia perchè GESU' E' LA SUA RICCHEZZA E LA SUA FELICITA' .
Nella parabola della seminagione Gesù oggi ci dice, con una descrizione affascinante, che il Regno di Dio viene accolto da alcuni e rifiutato da altri.
Come il grano seminato lungo la strada, sul terreno sassoso e sui rovi non potè fruttificare; così non possono che rifiutare il Regno di Dio, coloro che ascoltano la Parola con superficialità, con incostanza; e coloro che si lasciano sedurre dalla ricchezza.
Invece come il grano seminato sul terreno buono fruttificò il cento, il sessanta e il trenta per uno;
così colui che ha un cuore buono comprende, accoglie e fa fruttificare, in modo abbondante, la Parola del Regno di Dio.
Il campo degli uomini e delle donne del terzo millennio della Rendezione è pronto ad accogliere il seme del Regno di Dio E A RICONOSCERE GESU' COME UNICO SUO SALVATORE.
La Chiesa di Gesù, nostra contemporanea, però, HA UN URGENTE OBBLIGO DI CONVERTIRSI, DI PURIFICARSI per non ostacolare l'azione dello Spirito Santo che, nascostamente e gradualmente, sta realizzando il grande evento.
ALLO SCOPO E' NECESSARIA LA CONVOCAZIONE DELLA MASSIMA ASSEMBLEA ECCLESIALE, CHE E' IL CONCILIO ECUMENICO. E' IN ESSA, INFATTI, CHE LO SPIRITO SANTO AGISCE IN MODO DEL TUTTO PARTICOLARE, PER CONDURRE LA CHIESA DI GESU' A TUTTA LA VERITA'.
TUTTI NOI CRISTIANI DOBBIAMO DARE IL NOSTRO POSITIVO CONTRIBUTO AFFINCHE' IL PROSSIMO CONCILIO ECUMENICO VATICANO III PONGA LE FONDAMENTA ADATTE PERCHE' FINALMENTE SI REALIZZI LA PROFEZIA DI GESU', FATTA NELLA PREGHIERA RIVOLTA AL PADRE, DURANTE L'ULTIMA CENA:
"PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA COME NOI SIAMO UNA SOLA COSA.
COSI' IL MONDO CREDERA' CHE TU MI HAI MADATO".
Sac. Salvatore Paparo
10 luglio 2011
OMELIA
Gesù è l'Appassionato del Regno di Dio;
Gesù è il Profeta del Regno di Dio;
GESU' E' IL REGNO DI DIO.
IL REGNO DI DIO
E' GESU' CONOSCIUTO NEL SUO VERO VOLTO;
E' GESU' IMITATO NEL SUO SERVIZIO FINO ALLA LIBERA EFFUSIONE DEL SUO SANGUE PREZIOSISSIMO PER L'EDIFICAZIONE DEL SUO CORPO CHE E' LA CHIESA.
Quando Gesù parlava ai contadini della Galilea usava un linguaggio molto semplice per far loro capire sempre meglio IL REGNO DI DIO, e perchè vi aderissero. Usava soprattutto la parabola servendosi della loro esperienza quotidiana nel campi. Ad esempio per fare loro capire LA PREZIOSITA' DEL REGNO DI DIO, si esprimeva così:
"IL REGNO DI DIO E' COME UN TESORO NASCOSTO IN UN CAMPO; CHI LO TROVA TORNA A NASCONDERLO E, PER LA GIOIA, VA, VENDE TUTTO QUELLO CHE HA E COMPRA IL CAMPO".
Gesù è un tesoro nascosto. Chi ha la fortuna di trovarlo, pur di averlo, è disposto a qualsiasi rinunzia perchè GESU' E' LA SUA RICCHEZZA E LA SUA FELICITA' .
Nella parabola della seminagione Gesù oggi ci dice, con una descrizione affascinante, che il Regno di Dio viene accolto da alcuni e rifiutato da altri.
Come il grano seminato lungo la strada, sul terreno sassoso e sui rovi non potè fruttificare; così non possono che rifiutare il Regno di Dio, coloro che ascoltano la Parola con superficialità, con incostanza; e coloro che si lasciano sedurre dalla ricchezza.
Invece come il grano seminato sul terreno buono fruttificò il cento, il sessanta e il trenta per uno;
così colui che ha un cuore buono comprende, accoglie e fa fruttificare, in modo abbondante, la Parola del Regno di Dio.
Il campo degli uomini e delle donne del terzo millennio della Rendezione è pronto ad accogliere il seme del Regno di Dio E A RICONOSCERE GESU' COME UNICO SUO SALVATORE.
La Chiesa di Gesù, nostra contemporanea, però, HA UN URGENTE OBBLIGO DI CONVERTIRSI, DI PURIFICARSI per non ostacolare l'azione dello Spirito Santo che, nascostamente e gradualmente, sta realizzando il grande evento.
ALLO SCOPO E' NECESSARIA LA CONVOCAZIONE DELLA MASSIMA ASSEMBLEA ECCLESIALE, CHE E' IL CONCILIO ECUMENICO. E' IN ESSA, INFATTI, CHE LO SPIRITO SANTO AGISCE IN MODO DEL TUTTO PARTICOLARE, PER CONDURRE LA CHIESA DI GESU' A TUTTA LA VERITA'.
TUTTI NOI CRISTIANI DOBBIAMO DARE IL NOSTRO POSITIVO CONTRIBUTO AFFINCHE' IL PROSSIMO CONCILIO ECUMENICO VATICANO III PONGA LE FONDAMENTA ADATTE PERCHE' FINALMENTE SI REALIZZI LA PROFEZIA DI GESU', FATTA NELLA PREGHIERA RIVOLTA AL PADRE, DURANTE L'ULTIMA CENA:
"PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA COME NOI SIAMO UNA SOLA COSA.
COSI' IL MONDO CREDERA' CHE TU MI HAI MADATO".
Sac. Salvatore Paparo
3 lug 2011
XIV DOMENICA PER ANNUM 3 LUGLIO 2011 A
OMELIA
Dal giorno in cui peccò, l'uomo divenne una persona di guerra e di morte.
Inventò le armi per colpire ed uccidire il proprio simile. Il primo assassino, Caino, si armò di un rudimentale bastone per dissanguare ed uccidere il fratello Abele.
Quando poi gli uomini si imoltiplicarono, non solo gli individui, ma anche i gruppi e le nazioni incominciarono a combattersi e ad uccidersi perfezionando sempre più le loro armi: si uccisero con pugnali, con spade e con freccce.
Dopo l'invenzione della polvere da sparo comparvero le pistole, i fucili, le mitragliatrici, i cannoni, i carri armati e i bombardieri.
Le armi moderne, infine, hanno una potenza tale da poter distruggere il mondo intero.
NOI UOMINI SIAMO VERAMENTE FOLLI!
PER SALVARCI ABBIAMO UNA SOLA VIA DA SEGUIRE: IMITARE GESU' IL MESSIA!
Il profeta Zaccaria che visse tra il quarto e il terzo secolo a.C., nella prima lettura biblica di oggi, ci presenta GESU' COME RE PACIFICO, COME RE CHE PORTERA' AGLI UOMINI LA PACE NON UCCIDENDO CON LE ARMI, MA DISTRUGGENDO LE ARMI,
GESU, ci dice ancora il profeta, CAVALCA UN ASINO CHE' E' SIMBOLO DI MITEZZA, E NON UN CAVALLO CHE' E' SIMBOLO DI GUERRA.
GESU', ci dice, infine, il profeta Zaccaria, SPEZZERA' L'ARCO DELLA GUERRA E REGENRA' NELLA PACE DA UN CONFINE ALL'ALTRO DELLA TERRA.
Se dopo duemila anni di cristianesimo non si è ancora realizzata LA PACE MONDIALE MESSIANICA è perchè noi uomini non abbiamo ancora accettato DI SEGUIRE LA VIA DELLA MITEZZA E CONTINUIAMO A BATTERE LA STRADA DELLA VIOLENZA.
Dobbiamo, finalmente, dare ascolto a Gesù: "IMPARATE DA ME CHE SONO MITE DI CUORE". Noi discepoli di Gesù, RE DELLA PACE, dobbiamo essere miti come Gesù
IL MITE, INNANZI TUTTO, NON CONDANNA IL PECCATORE, MA LO SCUSA.
Ricordiamo l'atteggiamento assunto da Gesù dinanzi alla donna adultera.
Tutti la condannavano, tutti volevano lapidarla! Solo Gesù prese le sue difese:
"CHI DI VOI E' SENZA PECCATO, SCAGLI LA PRIMA PIETRA CONTRO DI LEI! ".
Come sappiamo nessuno osò scagliare la pietra contro l'adultera, e tutti si allantonarono pieni di confusione, perchè tutti erano peccatori.
Allora Gesù, CON TANTA DELICATEZZA E GENTILEZZA, si rivolse alla peccatrice:
"DONNA, NESSUNO TI HA CONDANNATO? ".
"NESSUNO, SIGNORE! ".
"NEANCH'IO TI CONDANNO. VA' IN PACE, E NON PECCARE PIU! ".
IN SECONDO LUOGO IL MITE NON SI VENDICA, MA PERDONA.
Gesù, pur potendolo, non fece mai del male ai suoi nemici, a coloro che lo calunniarono, che lo ritennero pazzo, indemoniato, bestemmiatore; a coloro che chiesero ed ottennero la sua morte di croce. Dall'alto della croce, mentre veniva immolato come mite agnello, invece, li perdonò:
"PADRE, PERDONA LORO PERCHE' NON SANNO QUELLO CHE FANNO".
INFINE, IL MITE PAZIENTA E SPERA SEMPRE CHE IL PECCATORE SI CONVERTA E CHE ABBIA LA VITA ETERNA.
Sul Golgata, ai lati della Croce di Gesù, ci sono altre due croci; e su di esse due malfattori inchiodati. Gesù aveva pazientato tanto con loro, non li aveva colpiti di morte mentre compivano i loro misfatti; e ciò perchè sperava nella loro comversione. Ora ce li ha accanto a Se' mentre soffrono la sua stessa pena. Anche ad essi, come ai suoi crocifissori, offre il suo perdono. Purtroppo, solo uno lo accettò riconoscente:
"GESU', RICORDATI DI ME QUANDO SARAI NEL TUO REGNO".
"IN VERITA' TI DICO, OGGI SARAI CON ME IN PARADISO".
La mitezza di Gesù ci deve sospingere all'imitazione:
COME GESU' NON DOBBIAMO CONDANNARE IL PECCATORE, MA SCUSARLO;
COME GESU' NON DOBBIAMO VENDICARCI, MA PERDONARE E FARE DEL BENE A COLORO CHE CI FANNO DEL MALE;
COME GESU' DOBBIAMO SAPER PAZIENTARE E SPERARE SEMPRE NELLA CONVERSIONE DEL PECCATORE.
SE SAREMO MITI COME GESU', AFFRETTIAMO L'AVVENTO DELLA PACE MONDIALE MESSIANICA CANTATA DAL CORO ANGELICO SULLA GROTTA DI BETLEM:
"PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA".
Sac. Salvatore Paparo
Dal giorno in cui peccò, l'uomo divenne una persona di guerra e di morte.
Inventò le armi per colpire ed uccidire il proprio simile. Il primo assassino, Caino, si armò di un rudimentale bastone per dissanguare ed uccidere il fratello Abele.
Quando poi gli uomini si imoltiplicarono, non solo gli individui, ma anche i gruppi e le nazioni incominciarono a combattersi e ad uccidersi perfezionando sempre più le loro armi: si uccisero con pugnali, con spade e con freccce.
Dopo l'invenzione della polvere da sparo comparvero le pistole, i fucili, le mitragliatrici, i cannoni, i carri armati e i bombardieri.
Le armi moderne, infine, hanno una potenza tale da poter distruggere il mondo intero.
NOI UOMINI SIAMO VERAMENTE FOLLI!
PER SALVARCI ABBIAMO UNA SOLA VIA DA SEGUIRE: IMITARE GESU' IL MESSIA!
Il profeta Zaccaria che visse tra il quarto e il terzo secolo a.C., nella prima lettura biblica di oggi, ci presenta GESU' COME RE PACIFICO, COME RE CHE PORTERA' AGLI UOMINI LA PACE NON UCCIDENDO CON LE ARMI, MA DISTRUGGENDO LE ARMI,
GESU, ci dice ancora il profeta, CAVALCA UN ASINO CHE' E' SIMBOLO DI MITEZZA, E NON UN CAVALLO CHE' E' SIMBOLO DI GUERRA.
GESU', ci dice, infine, il profeta Zaccaria, SPEZZERA' L'ARCO DELLA GUERRA E REGENRA' NELLA PACE DA UN CONFINE ALL'ALTRO DELLA TERRA.
Se dopo duemila anni di cristianesimo non si è ancora realizzata LA PACE MONDIALE MESSIANICA è perchè noi uomini non abbiamo ancora accettato DI SEGUIRE LA VIA DELLA MITEZZA E CONTINUIAMO A BATTERE LA STRADA DELLA VIOLENZA.
Dobbiamo, finalmente, dare ascolto a Gesù: "IMPARATE DA ME CHE SONO MITE DI CUORE". Noi discepoli di Gesù, RE DELLA PACE, dobbiamo essere miti come Gesù
IL MITE, INNANZI TUTTO, NON CONDANNA IL PECCATORE, MA LO SCUSA.
Ricordiamo l'atteggiamento assunto da Gesù dinanzi alla donna adultera.
Tutti la condannavano, tutti volevano lapidarla! Solo Gesù prese le sue difese:
"CHI DI VOI E' SENZA PECCATO, SCAGLI LA PRIMA PIETRA CONTRO DI LEI! ".
Come sappiamo nessuno osò scagliare la pietra contro l'adultera, e tutti si allantonarono pieni di confusione, perchè tutti erano peccatori.
Allora Gesù, CON TANTA DELICATEZZA E GENTILEZZA, si rivolse alla peccatrice:
"DONNA, NESSUNO TI HA CONDANNATO? ".
"NESSUNO, SIGNORE! ".
"NEANCH'IO TI CONDANNO. VA' IN PACE, E NON PECCARE PIU! ".
IN SECONDO LUOGO IL MITE NON SI VENDICA, MA PERDONA.
Gesù, pur potendolo, non fece mai del male ai suoi nemici, a coloro che lo calunniarono, che lo ritennero pazzo, indemoniato, bestemmiatore; a coloro che chiesero ed ottennero la sua morte di croce. Dall'alto della croce, mentre veniva immolato come mite agnello, invece, li perdonò:
"PADRE, PERDONA LORO PERCHE' NON SANNO QUELLO CHE FANNO".
INFINE, IL MITE PAZIENTA E SPERA SEMPRE CHE IL PECCATORE SI CONVERTA E CHE ABBIA LA VITA ETERNA.
Sul Golgata, ai lati della Croce di Gesù, ci sono altre due croci; e su di esse due malfattori inchiodati. Gesù aveva pazientato tanto con loro, non li aveva colpiti di morte mentre compivano i loro misfatti; e ciò perchè sperava nella loro comversione. Ora ce li ha accanto a Se' mentre soffrono la sua stessa pena. Anche ad essi, come ai suoi crocifissori, offre il suo perdono. Purtroppo, solo uno lo accettò riconoscente:
"GESU', RICORDATI DI ME QUANDO SARAI NEL TUO REGNO".
"IN VERITA' TI DICO, OGGI SARAI CON ME IN PARADISO".
La mitezza di Gesù ci deve sospingere all'imitazione:
COME GESU' NON DOBBIAMO CONDANNARE IL PECCATORE, MA SCUSARLO;
COME GESU' NON DOBBIAMO VENDICARCI, MA PERDONARE E FARE DEL BENE A COLORO CHE CI FANNO DEL MALE;
COME GESU' DOBBIAMO SAPER PAZIENTARE E SPERARE SEMPRE NELLA CONVERSIONE DEL PECCATORE.
SE SAREMO MITI COME GESU', AFFRETTIAMO L'AVVENTO DELLA PACE MONDIALE MESSIANICA CANTATA DAL CORO ANGELICO SULLA GROTTA DI BETLEM:
"PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA".
Sac. Salvatore Paparo
1 lug 2011
FESTA DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO
GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO, oggi 29 giugno 2011, a Roma il Papa Benedetto XVI festeggia il sessantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale; e ad Ivrea dove Mons. Luigi Bettazzi, grande apostolo del Concilio Ecumenico Vaticano II, festeggia il sessantacinquesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, avvengono dei fatti che, secondo me, se tutti saranno docili alla voce interiore dello Spirito Santo, malgrado le apparenze contrarie, dovrebbero accelerare L'INDISPENSABILE CELEBRAZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Con fiducia!
Uno dei tantissimi umili strumenti del tuo AMORE MISERICORDIOSO
Sac. Salvatore Paparo
Con fiducia!
Uno dei tantissimi umili strumenti del tuo AMORE MISERICORDIOSO
Sac. Salvatore Paparo
26 giu 2011
FESTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA, PATRONO DI CINTANO 26 GIUGNO 2011
OMELIA
Duemila anni fa nel deserto del Giordano apparve un giovane pieno di vitalità, di entusiamo e di fascino. Il suo nome era Giovanni Battista ed immediatamente riuscì ad attrarre a sè le grandi folle d'Israele. Gesù non ha ammirato nessuno quanto Giovanni Battista; di nessuno ha parlato in termini somiglianti: per Gesù non si tratta soltanto di un profeta; egli è più che un profeta; è persino il più grande tra i nati di donna.
Giovanni Battista è il messaggero mandato da Dio a preparare i cuori degli Israeliti per accogliere docilmente il Messia Gesù, UNICO SALVATORE DI TUTTI GLI UOMINI.
Giovanni Battista aveva le idee molto chiare: gli Israeliti, popolo eletto, hanno infranto L'ALLEANZA CON DIO, DISOBBEDENDO ALLA LEGGE DI MOSE'; la storia del popolo eletto è arrivata al fallimento totale. La crisi attuale non è una tra le tante crisi; è il punto finale cui si è giunti attraverso una lunga catena di peccati.
Israele per essere salvato deve convertirsi; ha bisogno di una purificazione totale: i convertiti s'immergono nelle onde del Giordano e mentre essi ad alta voce confessano i loro peccati, Giovanni li battezza e Dio concede loro il perdono.
Giovanni Battista era convinto che i suoi battezzati erano pronti ad accogliere il Messia Gesù e che con Lui avrebbero ritrovato LA LIBERTA', LA PACE E IL BENESSERE.
E qui dobbiamo fare un rilievo molto importante: Giovanni Battista era convinto che il Messia Gesù avrebbe INCOMINCIATO LA SUA MISSIONE CON UN SEVERISSIMO GIUDIZIO: avrebbe salvato sì i peccatori battezzati da lui e perdonati da Dio, MA AVREBBE ANCHE ELIMINATO TUTTI I PECCATORI IMPENITENTI COME UN CONTADINO CHE TAGLIA GLI ALBERI CHE NON FANNO FRUTTI BUONI E LI GETTA NEL FUOCO.
Su questo punto. però, Gesù non poteva concordare con Giovanni Battista: Gesù non eliminò affatto i peccatori impenitenti; gradiva la compagnia dei peccatori; volentieri e spesso mangiava e beveva con loro. E noi sappiamo che i pasti non si consumano con i nemici ma con gli amici.
Gesù convertiva i peccatori usando verso di loro un'immensa misericordia. Basta ricordare Zaccheo, il capo dei pubblicani, il capo dei ladri. Gesù si autoinvitò al pranzo; Zaccheo lo accolse in casa sua con immensa gioia e durante il pranzo ascoltò con vivo interesse le Parole di Vita che uscivano dalla bocca di Gesù. Zaccheo si convertì: le parole di commiato che rivolse a Gesù sono eloquenti: "Maestro, dò la metà dei miei beni ai poveri, e se ho derubato qualcuno gli restituirò quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "OGGI IN QUESTA CASA E' ENTRATA LA SALVEZZA".
Gesù è venuto in questo mondo per fare di tutti gli uomini e di tutte le donne una comunità di fratelli e di sorelle che, amandosi reciprocamente, GODANO LA PACE E IL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI.
GESU' NON VUOLE DEI DISCEPOLI CHE COMANDANO E CHE IMPONGONO AGLI ALTRI LA LORO VOLONTA'; GESU' VUOLE, INVECE, DEI DISCEPOLI CHE SI METTANO GLI UNI AL SERVIZIO DEGLI ALTRI: "IMPARATE DA ME: IO NON SONO VENUTO NEL MONDO PER ESSERE SERVITO, MA PER SERVIRE ED OFFRIRE LA MIA VITA PER LA SALVEZZA DI TUTTI".
GESU' NON VUOLE DEI DISCEPOLI CHE AMMASSANO RICCHEZZE A SCAPITO DEI POVERI; GESU' VUOLE, INVECE, DEI DISCEPOLI CHE SCELGANO VOLONTARIAMENTE LA POVERTA' PERCHE' I POVERI NON SIANO PIU' POVERI E GODANO I BENI DELLA TERRA CHE IL PADRE CELESTE HA CREATO IN ABBONDANZA A VANTAGGIO DI TUTTI I SUOI FIGLIOLI E DI TUTTE LE SUE FIGLIOLE: "IMPARATE DA ME: IO CHE ERO RICCO MI SONO FATTO POVERO PER ARRICCHIRVI CON LA MIA POVERTA' ".
NEI PRIMI DUE MILLENNI DELLA REDENZIONE L'UMANITA' HA PARTECIPATO, SOPRATTUTTO, ALLE SOFFERENZE, ALLA PASSIONE E ALLA MORTE DI GESU'.
A PARTIRE DAL TERZO MILLENNIO DELLA REDENZIONE APPENA AVVIATO, L'UMANITA' GODRA', IN MODO MERAVIGLIOSO, I BENEFICI FRUTTI DELLE SOFFERENZE, DELLA PASSIONE, DELLA MORTE, E S O P RA T T U T T O D E L L A
R I S U R R E Z I O N E D I G E S U'.
PERCHE' SI VERIFICHI CIO', PERO', E' NECESSARIO CHE LA CHIESA DI GESU' ATTUI NEL SUO SENO UNA PROFONDISSIMA PURIFICAZIONE.
ALLO SCOPO E' INDISPENSABILE LA CELEBRAZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
P E R G H I A M O M O L T O P E R C H E' T A L E C E L E B R A Z I O N E NON CI
F A C C I A A T T E N D E R E T R O P P O!
Sac. Salvatore Paparo
Duemila anni fa nel deserto del Giordano apparve un giovane pieno di vitalità, di entusiamo e di fascino. Il suo nome era Giovanni Battista ed immediatamente riuscì ad attrarre a sè le grandi folle d'Israele. Gesù non ha ammirato nessuno quanto Giovanni Battista; di nessuno ha parlato in termini somiglianti: per Gesù non si tratta soltanto di un profeta; egli è più che un profeta; è persino il più grande tra i nati di donna.
Giovanni Battista è il messaggero mandato da Dio a preparare i cuori degli Israeliti per accogliere docilmente il Messia Gesù, UNICO SALVATORE DI TUTTI GLI UOMINI.
Giovanni Battista aveva le idee molto chiare: gli Israeliti, popolo eletto, hanno infranto L'ALLEANZA CON DIO, DISOBBEDENDO ALLA LEGGE DI MOSE'; la storia del popolo eletto è arrivata al fallimento totale. La crisi attuale non è una tra le tante crisi; è il punto finale cui si è giunti attraverso una lunga catena di peccati.
Israele per essere salvato deve convertirsi; ha bisogno di una purificazione totale: i convertiti s'immergono nelle onde del Giordano e mentre essi ad alta voce confessano i loro peccati, Giovanni li battezza e Dio concede loro il perdono.
Giovanni Battista era convinto che i suoi battezzati erano pronti ad accogliere il Messia Gesù e che con Lui avrebbero ritrovato LA LIBERTA', LA PACE E IL BENESSERE.
E qui dobbiamo fare un rilievo molto importante: Giovanni Battista era convinto che il Messia Gesù avrebbe INCOMINCIATO LA SUA MISSIONE CON UN SEVERISSIMO GIUDIZIO: avrebbe salvato sì i peccatori battezzati da lui e perdonati da Dio, MA AVREBBE ANCHE ELIMINATO TUTTI I PECCATORI IMPENITENTI COME UN CONTADINO CHE TAGLIA GLI ALBERI CHE NON FANNO FRUTTI BUONI E LI GETTA NEL FUOCO.
Su questo punto. però, Gesù non poteva concordare con Giovanni Battista: Gesù non eliminò affatto i peccatori impenitenti; gradiva la compagnia dei peccatori; volentieri e spesso mangiava e beveva con loro. E noi sappiamo che i pasti non si consumano con i nemici ma con gli amici.
Gesù convertiva i peccatori usando verso di loro un'immensa misericordia. Basta ricordare Zaccheo, il capo dei pubblicani, il capo dei ladri. Gesù si autoinvitò al pranzo; Zaccheo lo accolse in casa sua con immensa gioia e durante il pranzo ascoltò con vivo interesse le Parole di Vita che uscivano dalla bocca di Gesù. Zaccheo si convertì: le parole di commiato che rivolse a Gesù sono eloquenti: "Maestro, dò la metà dei miei beni ai poveri, e se ho derubato qualcuno gli restituirò quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "OGGI IN QUESTA CASA E' ENTRATA LA SALVEZZA".
Gesù è venuto in questo mondo per fare di tutti gli uomini e di tutte le donne una comunità di fratelli e di sorelle che, amandosi reciprocamente, GODANO LA PACE E IL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI.
GESU' NON VUOLE DEI DISCEPOLI CHE COMANDANO E CHE IMPONGONO AGLI ALTRI LA LORO VOLONTA'; GESU' VUOLE, INVECE, DEI DISCEPOLI CHE SI METTANO GLI UNI AL SERVIZIO DEGLI ALTRI: "IMPARATE DA ME: IO NON SONO VENUTO NEL MONDO PER ESSERE SERVITO, MA PER SERVIRE ED OFFRIRE LA MIA VITA PER LA SALVEZZA DI TUTTI".
GESU' NON VUOLE DEI DISCEPOLI CHE AMMASSANO RICCHEZZE A SCAPITO DEI POVERI; GESU' VUOLE, INVECE, DEI DISCEPOLI CHE SCELGANO VOLONTARIAMENTE LA POVERTA' PERCHE' I POVERI NON SIANO PIU' POVERI E GODANO I BENI DELLA TERRA CHE IL PADRE CELESTE HA CREATO IN ABBONDANZA A VANTAGGIO DI TUTTI I SUOI FIGLIOLI E DI TUTTE LE SUE FIGLIOLE: "IMPARATE DA ME: IO CHE ERO RICCO MI SONO FATTO POVERO PER ARRICCHIRVI CON LA MIA POVERTA' ".
NEI PRIMI DUE MILLENNI DELLA REDENZIONE L'UMANITA' HA PARTECIPATO, SOPRATTUTTO, ALLE SOFFERENZE, ALLA PASSIONE E ALLA MORTE DI GESU'.
A PARTIRE DAL TERZO MILLENNIO DELLA REDENZIONE APPENA AVVIATO, L'UMANITA' GODRA', IN MODO MERAVIGLIOSO, I BENEFICI FRUTTI DELLE SOFFERENZE, DELLA PASSIONE, DELLA MORTE, E S O P RA T T U T T O D E L L A
R I S U R R E Z I O N E D I G E S U'.
PERCHE' SI VERIFICHI CIO', PERO', E' NECESSARIO CHE LA CHIESA DI GESU' ATTUI NEL SUO SENO UNA PROFONDISSIMA PURIFICAZIONE.
ALLO SCOPO E' INDISPENSABILE LA CELEBRAZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
P E R G H I A M O M O L T O P E R C H E' T A L E C E L E B R A Z I O N E NON CI
F A C C I A A T T E N D E R E T R O P P O!
Sac. Salvatore Paparo
19 giu 2011
FESTA DELLA SANTISSIMA TRINITA' 19 GIUGNO 2011
OMELIA
oggi è la festa della SANTISSIMA TRINITA', ed è doveroso per noi richiamarci alla mente l'ineffabile realtà DELLA VITA INTIMA DI DIO.
DIO E' AMORE ED IN QUANTO AMORE NON E' UN SOLITARIO, MA UNA FAMIGLIA TRINITARIA FELICISSIMA, COMPOSTA DAL PADRE, DAL FIGLIO E DALLO SPIRITO SANTO.
Ler quattro caratteristiche DELL'AMORE: DONO, RICAMBIO DEL DONO, UNIONE, FELICITA', in Dio si realizzano in sommo grado:
D O N O : IL PADRE DONA TUTTA LA SUA VITA AL FIGLIO E LO GENERA.
R I C A M B I O D E L D O N O : IL FIGLIO SI RIDONA AL PADRE, COSICCHE' GESU' CHE E' IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO PADRE, FATTOSI UOMO, POTE' AFFERMARE:
"PADRE, TUTTO CIO' CHE E' TUO E' MIO, E TUTTO CIO' CHE E' MIO E' TUO".
U N I O N E : "LO SPIRITO SANTO AMORE UNISCE IN SE' IL PADRE (dono) AL FIGLIO (ricambio del dono) E IL FIGLIO AL PADRE, per cui abbiamo UN SOLO DIO IN TRE PERSONE.
F E L I C I T A ' : noi siamo felici quando possediamo UN BENE; siamo più felici quando possediamo PIU' BENI. Per esempio siamo felici se abbiamo gli occhi sani; ma siamo più felici se oltre ad evere gli occhi sani, abbiamo anche un udito sano. In pratica, noi siamo felici in proporzione dei beni che possediamo. Ebbene, POICHE' LE TRE PERSONE DIVINE POSSEGGONO E SI SCAMBIANO TUTTI I BENI IN SOMMO GRADO, SONO FELICISSIME, SONO LA FELICITA'.
la Famiglia Trinitaria di Dio non aveva bisogno di nessuno per essere felice, MA POICHE' E' AMORE E L'AMORE SI COMUNICA, per comunicare la sua felicità ad altri, CREO' L'UOMO A SUA IMMAGINE E SOMOGLIANZA, E LO CREO' FAMIGLIA.
Vediamo come la famiglia umana è immagine della Famiglia Trinitaria di Dio:
LA PRIMA PERSONA DELLA FAMIGLIA DIVINA E' INSIEME SPOSO E PADRE, SPOSA E MADRE. Nella famiglia umana dona le sue qualità di SPOSO E DI PADRE ALL'UOMO; DONA LE SUE QUALITA' DI SPOSA E DI MADRE ALLA DONNA.
LA SECONDA PERSONA DELLA FAMIGLIA DIVINA, E' INSIEME FIGLIO E FIGLIA. Pertanto, nella famiglia umana la sua immagine NON E' SOLO IL FIGLIO, MA IL FIGLIO E LA FIGLIA INSIEME.
LA TERZA PERSONA DELLA FAMIGLIA DIVINA, LO SPIRITO SANTO, E' L'AMORE CHE IN SE' UNISCE LE TRE PERSONE DIVINE E LE RENDE FELICI. Nella famiglia umana l'immagine DELLO SPIRITO SANTO E' L'AMORE CHE UNISCE I SUOI VARI MEMBRI CHE LA COMPONGONO. Da ciò comprendiamo che una famiglia umana in cui GLI SPOSI SI VOGLIONO BENE, I GENITORI VOGLIONO BENE AI FIGLI E ALLE FIGLIE; I FIGLI E LE FIGLIE VOGLONO BENE AI GENITORI, I FRATELI E LE SORELLE SI VOGLIONO BENE TRA DI LORO, E' UNA FAMIGLIA UNITA E FELICE; mentre una famiglia i cui membri che la compongono, NON SI VOGLIONO BENE, E' UNA FAMIGLIA DIVISA E INFELICE.
Concludo con alcune affermazioni, affermazioni che necessitano di approfondimento, approfondimento che faremo quando e come lo vorrà la Famiglia Trinitaria di Dio.
1. LE TRE PERSONE DIVINE NON SONO TRE DEI, MA UN SOLO DIO.
2. CIO' CHE IL PADRE PENSA, DECIDE ED OPERA, SIMULTANEAMENTE LO PENSANO, LO DECIDONO E LO OPERANO IL FIGLIO E LO SPIRITO SANTO.
3. CIO' CHE IL FIGLIO PENSA, DECIDE ED OPERA, SIMULTANEAMENTE LO PENSANO, LO DECIDONO E LO OPERANO IL PADRE E LO SPIRITO SANTO.
4. CIO' CHE LO SPIRITO SANTO PENSA, DECIDE ED OPERA, SIMULTANEAMENTE LO PENSANO, LO DECIDONO E LO OPERANO IL PADRE E IL FIGLIO.
5. DIO E' AMORE E L'AMORE PUO' DARE S O L O VITA E FELICITA'.
6. IL PECCATO E' IL TRADIMENTO DELL'AMORE E L'OPPOSTO DELL'AMORE. QUINDI, MENTRE L'AMORE PUO' DARE S O L O VITA E FELICITA'; IL PECCATO PUO' S O L O TOGLIERE LA VITA E LA FELICITA', E DARE S O L O MORTE E INFELICITA'.
7. DOBBIAMO CREDERE ALL'AMORE CHE DIO HA PER NOI. PERCIO', IN OGNI CIRCOSTANZA DELLA NOSTRA VITA, GIOIOSA O DOLOROSA, DOBBIAMO FIDARCI DI DIO CHE AGISCE SEMPRE PER IL NOSTRO MIGLIORE BENE.
Sac. Salvatore Paparo
oggi è la festa della SANTISSIMA TRINITA', ed è doveroso per noi richiamarci alla mente l'ineffabile realtà DELLA VITA INTIMA DI DIO.
DIO E' AMORE ED IN QUANTO AMORE NON E' UN SOLITARIO, MA UNA FAMIGLIA TRINITARIA FELICISSIMA, COMPOSTA DAL PADRE, DAL FIGLIO E DALLO SPIRITO SANTO.
Ler quattro caratteristiche DELL'AMORE: DONO, RICAMBIO DEL DONO, UNIONE, FELICITA', in Dio si realizzano in sommo grado:
D O N O : IL PADRE DONA TUTTA LA SUA VITA AL FIGLIO E LO GENERA.
R I C A M B I O D E L D O N O : IL FIGLIO SI RIDONA AL PADRE, COSICCHE' GESU' CHE E' IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO PADRE, FATTOSI UOMO, POTE' AFFERMARE:
"PADRE, TUTTO CIO' CHE E' TUO E' MIO, E TUTTO CIO' CHE E' MIO E' TUO".
U N I O N E : "LO SPIRITO SANTO AMORE UNISCE IN SE' IL PADRE (dono) AL FIGLIO (ricambio del dono) E IL FIGLIO AL PADRE, per cui abbiamo UN SOLO DIO IN TRE PERSONE.
F E L I C I T A ' : noi siamo felici quando possediamo UN BENE; siamo più felici quando possediamo PIU' BENI. Per esempio siamo felici se abbiamo gli occhi sani; ma siamo più felici se oltre ad evere gli occhi sani, abbiamo anche un udito sano. In pratica, noi siamo felici in proporzione dei beni che possediamo. Ebbene, POICHE' LE TRE PERSONE DIVINE POSSEGGONO E SI SCAMBIANO TUTTI I BENI IN SOMMO GRADO, SONO FELICISSIME, SONO LA FELICITA'.
la Famiglia Trinitaria di Dio non aveva bisogno di nessuno per essere felice, MA POICHE' E' AMORE E L'AMORE SI COMUNICA, per comunicare la sua felicità ad altri, CREO' L'UOMO A SUA IMMAGINE E SOMOGLIANZA, E LO CREO' FAMIGLIA.
Vediamo come la famiglia umana è immagine della Famiglia Trinitaria di Dio:
LA PRIMA PERSONA DELLA FAMIGLIA DIVINA E' INSIEME SPOSO E PADRE, SPOSA E MADRE. Nella famiglia umana dona le sue qualità di SPOSO E DI PADRE ALL'UOMO; DONA LE SUE QUALITA' DI SPOSA E DI MADRE ALLA DONNA.
LA SECONDA PERSONA DELLA FAMIGLIA DIVINA, E' INSIEME FIGLIO E FIGLIA. Pertanto, nella famiglia umana la sua immagine NON E' SOLO IL FIGLIO, MA IL FIGLIO E LA FIGLIA INSIEME.
LA TERZA PERSONA DELLA FAMIGLIA DIVINA, LO SPIRITO SANTO, E' L'AMORE CHE IN SE' UNISCE LE TRE PERSONE DIVINE E LE RENDE FELICI. Nella famiglia umana l'immagine DELLO SPIRITO SANTO E' L'AMORE CHE UNISCE I SUOI VARI MEMBRI CHE LA COMPONGONO. Da ciò comprendiamo che una famiglia umana in cui GLI SPOSI SI VOGLIONO BENE, I GENITORI VOGLIONO BENE AI FIGLI E ALLE FIGLIE; I FIGLI E LE FIGLIE VOGLONO BENE AI GENITORI, I FRATELI E LE SORELLE SI VOGLIONO BENE TRA DI LORO, E' UNA FAMIGLIA UNITA E FELICE; mentre una famiglia i cui membri che la compongono, NON SI VOGLIONO BENE, E' UNA FAMIGLIA DIVISA E INFELICE.
Concludo con alcune affermazioni, affermazioni che necessitano di approfondimento, approfondimento che faremo quando e come lo vorrà la Famiglia Trinitaria di Dio.
1. LE TRE PERSONE DIVINE NON SONO TRE DEI, MA UN SOLO DIO.
2. CIO' CHE IL PADRE PENSA, DECIDE ED OPERA, SIMULTANEAMENTE LO PENSANO, LO DECIDONO E LO OPERANO IL FIGLIO E LO SPIRITO SANTO.
3. CIO' CHE IL FIGLIO PENSA, DECIDE ED OPERA, SIMULTANEAMENTE LO PENSANO, LO DECIDONO E LO OPERANO IL PADRE E LO SPIRITO SANTO.
4. CIO' CHE LO SPIRITO SANTO PENSA, DECIDE ED OPERA, SIMULTANEAMENTE LO PENSANO, LO DECIDONO E LO OPERANO IL PADRE E IL FIGLIO.
5. DIO E' AMORE E L'AMORE PUO' DARE S O L O VITA E FELICITA'.
6. IL PECCATO E' IL TRADIMENTO DELL'AMORE E L'OPPOSTO DELL'AMORE. QUINDI, MENTRE L'AMORE PUO' DARE S O L O VITA E FELICITA'; IL PECCATO PUO' S O L O TOGLIERE LA VITA E LA FELICITA', E DARE S O L O MORTE E INFELICITA'.
7. DOBBIAMO CREDERE ALL'AMORE CHE DIO HA PER NOI. PERCIO', IN OGNI CIRCOSTANZA DELLA NOSTRA VITA, GIOIOSA O DOLOROSA, DOBBIAMO FIDARCI DI DIO CHE AGISCE SEMPRE PER IL NOSTRO MIGLIORE BENE.
Sac. Salvatore Paparo
12 giu 2011
PENTECOSTE 12 GIUGNO 2011
OMELIA
Dopo l'Ascensione di Gesù al Cielo, gli Apostoli si ritirarono nel Cenacolo e lì rimasero in preghiera insieme a Maria Santissima, in attesa dellla discesa dello Spirito Santo, promesso da Gesù.
Pregarono intensamente per dieci giorni: al decimo giorno il Cenacolo tremò come scosso da un vento impetuoso, e lo Spirito Santo prese possesso degli Apostoli sotto forma di lingue di fuoco.
Lo Spirito Santo trasformò radicalmente gli Apostoli e li rese adatti a compiere la loro missione DI FAR CONOSCERE ED AMARE GESU', UNICO SALVATORE DI TUTTI GLI UOMINI.
Prima della discesa dello Spirito Santo, gli Apostoli ERANO IGNORANTI, PIENI DI DIFETTI E DOMINATI DALLA PAURA.
Innanzi tutto erano ignoranti: non riuscivano a capire le Verità da Dio rivelate nella Bibbia e confermate da Gesù: basta pensare al fatto che non riuscivano a capire che IL MESSIA DOVEVA SOFFRIRE MOLTO ED ESSERE UCCISO: per loro il Messia doveva essere solo un dominatore del mondo e un trionfatore politico. Per cui lasciavano cadere nel vuoto la profezia di Gesù, varie volte ripetuta: "IO DOVRO' SOFFRIRE MOLTO, ESSERE UCCISO E RISORGERE IL TERZO GIORNO".
Prima della discesa dello Spirito Santo, gli Apostoli oltre che ignoranti, erano anche pieni di difetti: erano SUPERBI: TUTTI VOLEVANO OCCUPARE I PRIMI POSTI. Erano VENDICATIVI: una volta addirittura invocarono che dal cielo scendesse il fuoco perchè bruciasse una città samaritana che si era rifiutata di ospitare Gesù. Gesù, però. li rimproverò severamente: "NON SAPETE DI CHE SPIRITO SIETE".
Infine, prima della discesa dello Spirito Santo, gli Apostoli erano dominati dalla paura: per paura abbandonarono Gesù subito dopo la sua cattura nell'orto del Gestsemani; per paura di essere uccisi dai Giudei, subito dopo la morte di Gesù si chiusero nel Cenacolo e ne serrarono le porte; per paura Pietro, nella notte del Giovedi Santo, rinnegò Gesù per ben tre volte.
Ebbene, , la Domenica della Pentecoste, lo Spirito Santo trasformò radicalmente gli Apostoli: essi finalmente compresero le Verità rivelateci da Gesù, vinsero i loro difetti e superarono la loro paura; per cui non temettero di parlare apertamente di Gesù, pur sapendo che si esponevano a gravi rischi. E, infatti, i capi politici dei Giudei li arrestarono e li fecero flegellare: gli Apostoli, però, non si lamentarono per il tattamento loro riservato, E SI DICHIARARONO LIETI PER ESSERE STATI GIUDICATI DEGNI DI SOFFRIRE QUALCOSA PER IL NOME DI GESU'.
Tutti gli Apostoli morirono Martiri: tutti accettarono volentieri la morte per testimoniare che Gesù è il Figlio Unigenito di Dio fattosi UOMO, UCCISO E RISORTO perchè noi uomini morissimo al nostro peccato, rinascessimo alla vita della Grazia e, consguentemente, andassimo in Paradiso: prima con la sola anima, dopo la morte, e alla fine del tempo anche con il nostro corpo RISUSCITATO DALL'ONNIPOTENZA DI DIO, E GLORIFICATO.
E qui non possiamo non rilevare che come gli Apostoli nel giorno della Pentecoste, anche noi nel giorno della nostra Cresima, abbiamo ricevuto lo Spirito Santo: in quel giorno lo Spirito Santo ha preso possesso di noi per trasformarci radicalmente e renderci veri discepoli di Gesù. Però, perchè ciò avvenga è necessario che noi ubbidiamo alla voce interiore dello Spirito Santo che continuamente ci suggerisce il bene da fare e il male da evitare. Se siamo docili alla voce interiore dello Spirito Santo, anche noi come gli Apostoli comprendiamo le Verità rivelateci da Gesù, vinciamo i nostri difetti, superiamo le nostre paure; TESTIMONIAMO GESU' CON LE PAROLE E CON LA VITA. E SE PER QUESTA NOSTRA TESTIMONIANZA DOBBIAMO AFFRONTARE DELLE SOFFERENZE, COME GLI APOSTOLI NON CE NE LAMENTIAMO, MA CI DICHIARIAMO LIETI PER ESSERE STATI GIUDICATI DEGNI DI SOFFRIRE QUALCOSA PER IL NOME DI GESU'.
PREGHIAMO PERCHE' IL PAPA BENEDETTO XVI SIA DOCILE ALLA VOCE INTERIORE DELLO SPIRITO SANTO CHE LO SOSPINGE A INDIRE IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III, PERCHE' LA SECONDA PENTECOSTE D'AMORE RISPLENDA E REALIZZI L'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE, ETA' DELLA PACE E DEL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI, ETA' FONDATA DULLA SANTITA' DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO.
Sac. Salvatore Paparo
Dopo l'Ascensione di Gesù al Cielo, gli Apostoli si ritirarono nel Cenacolo e lì rimasero in preghiera insieme a Maria Santissima, in attesa dellla discesa dello Spirito Santo, promesso da Gesù.
Pregarono intensamente per dieci giorni: al decimo giorno il Cenacolo tremò come scosso da un vento impetuoso, e lo Spirito Santo prese possesso degli Apostoli sotto forma di lingue di fuoco.
Lo Spirito Santo trasformò radicalmente gli Apostoli e li rese adatti a compiere la loro missione DI FAR CONOSCERE ED AMARE GESU', UNICO SALVATORE DI TUTTI GLI UOMINI.
Prima della discesa dello Spirito Santo, gli Apostoli ERANO IGNORANTI, PIENI DI DIFETTI E DOMINATI DALLA PAURA.
Innanzi tutto erano ignoranti: non riuscivano a capire le Verità da Dio rivelate nella Bibbia e confermate da Gesù: basta pensare al fatto che non riuscivano a capire che IL MESSIA DOVEVA SOFFRIRE MOLTO ED ESSERE UCCISO: per loro il Messia doveva essere solo un dominatore del mondo e un trionfatore politico. Per cui lasciavano cadere nel vuoto la profezia di Gesù, varie volte ripetuta: "IO DOVRO' SOFFRIRE MOLTO, ESSERE UCCISO E RISORGERE IL TERZO GIORNO".
Prima della discesa dello Spirito Santo, gli Apostoli oltre che ignoranti, erano anche pieni di difetti: erano SUPERBI: TUTTI VOLEVANO OCCUPARE I PRIMI POSTI. Erano VENDICATIVI: una volta addirittura invocarono che dal cielo scendesse il fuoco perchè bruciasse una città samaritana che si era rifiutata di ospitare Gesù. Gesù, però. li rimproverò severamente: "NON SAPETE DI CHE SPIRITO SIETE".
Infine, prima della discesa dello Spirito Santo, gli Apostoli erano dominati dalla paura: per paura abbandonarono Gesù subito dopo la sua cattura nell'orto del Gestsemani; per paura di essere uccisi dai Giudei, subito dopo la morte di Gesù si chiusero nel Cenacolo e ne serrarono le porte; per paura Pietro, nella notte del Giovedi Santo, rinnegò Gesù per ben tre volte.
Ebbene, , la Domenica della Pentecoste, lo Spirito Santo trasformò radicalmente gli Apostoli: essi finalmente compresero le Verità rivelateci da Gesù, vinsero i loro difetti e superarono la loro paura; per cui non temettero di parlare apertamente di Gesù, pur sapendo che si esponevano a gravi rischi. E, infatti, i capi politici dei Giudei li arrestarono e li fecero flegellare: gli Apostoli, però, non si lamentarono per il tattamento loro riservato, E SI DICHIARARONO LIETI PER ESSERE STATI GIUDICATI DEGNI DI SOFFRIRE QUALCOSA PER IL NOME DI GESU'.
Tutti gli Apostoli morirono Martiri: tutti accettarono volentieri la morte per testimoniare che Gesù è il Figlio Unigenito di Dio fattosi UOMO, UCCISO E RISORTO perchè noi uomini morissimo al nostro peccato, rinascessimo alla vita della Grazia e, consguentemente, andassimo in Paradiso: prima con la sola anima, dopo la morte, e alla fine del tempo anche con il nostro corpo RISUSCITATO DALL'ONNIPOTENZA DI DIO, E GLORIFICATO.
E qui non possiamo non rilevare che come gli Apostoli nel giorno della Pentecoste, anche noi nel giorno della nostra Cresima, abbiamo ricevuto lo Spirito Santo: in quel giorno lo Spirito Santo ha preso possesso di noi per trasformarci radicalmente e renderci veri discepoli di Gesù. Però, perchè ciò avvenga è necessario che noi ubbidiamo alla voce interiore dello Spirito Santo che continuamente ci suggerisce il bene da fare e il male da evitare. Se siamo docili alla voce interiore dello Spirito Santo, anche noi come gli Apostoli comprendiamo le Verità rivelateci da Gesù, vinciamo i nostri difetti, superiamo le nostre paure; TESTIMONIAMO GESU' CON LE PAROLE E CON LA VITA. E SE PER QUESTA NOSTRA TESTIMONIANZA DOBBIAMO AFFRONTARE DELLE SOFFERENZE, COME GLI APOSTOLI NON CE NE LAMENTIAMO, MA CI DICHIARIAMO LIETI PER ESSERE STATI GIUDICATI DEGNI DI SOFFRIRE QUALCOSA PER IL NOME DI GESU'.
PREGHIAMO PERCHE' IL PAPA BENEDETTO XVI SIA DOCILE ALLA VOCE INTERIORE DELLO SPIRITO SANTO CHE LO SOSPINGE A INDIRE IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III, PERCHE' LA SECONDA PENTECOSTE D'AMORE RISPLENDA E REALIZZI L'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE, ETA' DELLA PACE E DEL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI, ETA' FONDATA DULLA SANTITA' DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO.
Sac. Salvatore Paparo
5 giu 2011
ASCENSIONE DEL SIGNORE 5 GIUGNO 2011
OMELIA
La festa dell'Ascensione c'invita ad una attenta riflessione sul Paradiso, meta della nostra vita.
Parlare del Paradiso è difficilissimo. Neanche San Paolo che, ancora vivente, ebbe il singolare privilegio di essere trasportato in Paradiso, ci seppe dire alcunchè di preciso. Si limirò ad esclamare con stupore: "UDII E VIDI COSE COSI' SUBLIMI DA NON POTERSI RACCONTARE. OCCHIO UMANO NON VIDE, ORECCHIO UMANO NON UDI', NE' INTELLIGENZA UMANA POTRA' MAI IMMAGINARE LE GRANDI COSE CHE DIO HA PREPARATO PER COLORO CHE LO AMANO".
Una cosa, però, è certa: IN PARADISO GODREMO UNA FELICITA' PERFETTA ED ETERNA.
Questa felicità ci proverrà PRINCIPALMENTE DAL POSSESSO COSCIENTE DI DIO: il nostro occhio è felice quando ammira uno splendido panorama; il nostro orecchio è felice quando ascolta una dolce melodia. EBBENE, IL NOSTRO CUORE, IN PARADISO, SARA' FELICISSIMO PERCHE' COSCIENTEMENTE POSSEDERA' DIO SOMMO BENE.
Oltre che per il cosciente possesso di Dio Sommo Bene, in Paradiso saremo felici anche per altri motivi. Ne citiamo qualcuno:
IN PARADISO DIO ASCIUGHERA' OGNI NOSTRA LACRIMA;
IN PARADISO DIO CI LIBERERA' PER SEMPRE DA OGNI NOSTRO MALE E DA OGNI NOSTRO DOLORE. Pertanto, IL VECCHIO che si sente appassire come un fiore, che vede la sua pelle aggrinzita e la sua faccia ricoperta di rughe, GIOISCA perchè in Paradiso GODREMO UNA PERENNE GIOVINEZZA; L'AMMALATO che da tanto tempo è inchiodato su un letto di dolore, GIOISCA perchè in Paradiso godremo una salute perfetta ed eterna; NOI TUTTI CHE SOFFRIAMO IL CALDO E IL FREDDO, GIOIAMO perchè in Paradiso VIVREMO UN'ETERNA PRIMAVERA.
UN'ALTRA GIOIA CHE AVREMO IN PARADISO, CI PROVERRA' DALLA RICOSTRUZIONE DELLA NOSTRA FAMIGLIA NATURALE.
Quando la morte bussa alla porta della nostra casa e ci porta via papà o mamma, fratello o sorella, sposo o sposa, figlio o figlia; per noi non ci sarebbe alcuna possibilità di conforto, se dovessimo affermare: "Ormai non c'è più nulla da fare: il mio caro si ridurrà ad un pugno di cenere, e io non lo vedrò mai più". Invece, NO, la gioia deve ancora dominare il nostro cuore, il sorriso deve ancora spuntare sulle nostre labbra perchè in Paradiso ci ricongiungeremo con tutti in nostri cari defunti, VIVREMO E GODREMO INSIEME CON LORO, SICURI CHE NESSUNO MAI PIU' POTRA' SEPARARCI DA ESSI.
Evidentemente ciò avverrà se in questa terra viviamo DA VERI DISCEPOLI DI GESU', E SE MORIREMO DA GIUSTI. Dei miei primi anni di sacerdozio conservo un vivo ricordo di un fatto che di tanto in tanto racconto quando predico sul Paradiso: nella chiesa di San Giovanni Evangelista nella quale esercitavo il mio ministero sacerdotale, fui attirato dalla devozione eccezionale di un vecchietto: ogni giorno, in ginocchio, recitava il Santo Rosario; ogni giorno partecipava alla Santa Messa e si accostava al Banchetto Eucaristico. Un giorno mi fece questa confidenza: "Padre, non creda ch'io sia stato sempre così. No, fino a due anni fa ero un miscerdente. Io, però, ebbi la fortuna di sposare una santa donna: due anni fa cadde gravemente ammalata: io ero disperato, non potevo rassegnarmi al pensiero della sua morte. Anche le sue calde e amorose parole di conforto servirono a nulla. Solo l'ultima frase della mia santa sposa capovolse radicalmente la mia vita. Mi disse: "GIOVANNI, TI ASPETTO IN PARADISO".
Per rivedere IN PARADISO LA MIA SANTA SPOSA, io mi convertii, ed ora vivo da buon cristiano.
Ecco, per rivedere, in Paradiso, i nostri cari defunti ed essere eternamente felici con loro, DOBBIAMO VIVERE DA BUONI CRISTIANI.
Comcludiamo riportando le confortanti parole di Gesù:
"IO VADO IN PARADISO PER PREPARARE UN POSTO A CIASCUNO DI VOI. QUANDO VI AVRO' PREPARATO UN POSTO, TORNERO' DA VOI, E VI PRENDERO' CON ME PERCHE' ANCHE VOI SIATE DOVE SONO IO".
Sac. Salvatore Paparo
La festa dell'Ascensione c'invita ad una attenta riflessione sul Paradiso, meta della nostra vita.
Parlare del Paradiso è difficilissimo. Neanche San Paolo che, ancora vivente, ebbe il singolare privilegio di essere trasportato in Paradiso, ci seppe dire alcunchè di preciso. Si limirò ad esclamare con stupore: "UDII E VIDI COSE COSI' SUBLIMI DA NON POTERSI RACCONTARE. OCCHIO UMANO NON VIDE, ORECCHIO UMANO NON UDI', NE' INTELLIGENZA UMANA POTRA' MAI IMMAGINARE LE GRANDI COSE CHE DIO HA PREPARATO PER COLORO CHE LO AMANO".
Una cosa, però, è certa: IN PARADISO GODREMO UNA FELICITA' PERFETTA ED ETERNA.
Questa felicità ci proverrà PRINCIPALMENTE DAL POSSESSO COSCIENTE DI DIO: il nostro occhio è felice quando ammira uno splendido panorama; il nostro orecchio è felice quando ascolta una dolce melodia. EBBENE, IL NOSTRO CUORE, IN PARADISO, SARA' FELICISSIMO PERCHE' COSCIENTEMENTE POSSEDERA' DIO SOMMO BENE.
Oltre che per il cosciente possesso di Dio Sommo Bene, in Paradiso saremo felici anche per altri motivi. Ne citiamo qualcuno:
IN PARADISO DIO ASCIUGHERA' OGNI NOSTRA LACRIMA;
IN PARADISO DIO CI LIBERERA' PER SEMPRE DA OGNI NOSTRO MALE E DA OGNI NOSTRO DOLORE. Pertanto, IL VECCHIO che si sente appassire come un fiore, che vede la sua pelle aggrinzita e la sua faccia ricoperta di rughe, GIOISCA perchè in Paradiso GODREMO UNA PERENNE GIOVINEZZA; L'AMMALATO che da tanto tempo è inchiodato su un letto di dolore, GIOISCA perchè in Paradiso godremo una salute perfetta ed eterna; NOI TUTTI CHE SOFFRIAMO IL CALDO E IL FREDDO, GIOIAMO perchè in Paradiso VIVREMO UN'ETERNA PRIMAVERA.
UN'ALTRA GIOIA CHE AVREMO IN PARADISO, CI PROVERRA' DALLA RICOSTRUZIONE DELLA NOSTRA FAMIGLIA NATURALE.
Quando la morte bussa alla porta della nostra casa e ci porta via papà o mamma, fratello o sorella, sposo o sposa, figlio o figlia; per noi non ci sarebbe alcuna possibilità di conforto, se dovessimo affermare: "Ormai non c'è più nulla da fare: il mio caro si ridurrà ad un pugno di cenere, e io non lo vedrò mai più". Invece, NO, la gioia deve ancora dominare il nostro cuore, il sorriso deve ancora spuntare sulle nostre labbra perchè in Paradiso ci ricongiungeremo con tutti in nostri cari defunti, VIVREMO E GODREMO INSIEME CON LORO, SICURI CHE NESSUNO MAI PIU' POTRA' SEPARARCI DA ESSI.
Evidentemente ciò avverrà se in questa terra viviamo DA VERI DISCEPOLI DI GESU', E SE MORIREMO DA GIUSTI. Dei miei primi anni di sacerdozio conservo un vivo ricordo di un fatto che di tanto in tanto racconto quando predico sul Paradiso: nella chiesa di San Giovanni Evangelista nella quale esercitavo il mio ministero sacerdotale, fui attirato dalla devozione eccezionale di un vecchietto: ogni giorno, in ginocchio, recitava il Santo Rosario; ogni giorno partecipava alla Santa Messa e si accostava al Banchetto Eucaristico. Un giorno mi fece questa confidenza: "Padre, non creda ch'io sia stato sempre così. No, fino a due anni fa ero un miscerdente. Io, però, ebbi la fortuna di sposare una santa donna: due anni fa cadde gravemente ammalata: io ero disperato, non potevo rassegnarmi al pensiero della sua morte. Anche le sue calde e amorose parole di conforto servirono a nulla. Solo l'ultima frase della mia santa sposa capovolse radicalmente la mia vita. Mi disse: "GIOVANNI, TI ASPETTO IN PARADISO".
Per rivedere IN PARADISO LA MIA SANTA SPOSA, io mi convertii, ed ora vivo da buon cristiano.
Ecco, per rivedere, in Paradiso, i nostri cari defunti ed essere eternamente felici con loro, DOBBIAMO VIVERE DA BUONI CRISTIANI.
Comcludiamo riportando le confortanti parole di Gesù:
"IO VADO IN PARADISO PER PREPARARE UN POSTO A CIASCUNO DI VOI. QUANDO VI AVRO' PREPARATO UN POSTO, TORNERO' DA VOI, E VI PRENDERO' CON ME PERCHE' ANCHE VOI SIATE DOVE SONO IO".
Sac. Salvatore Paparo
29 mag 2011
SESTA DOMENICA DI PASQUA A 29 MAGGIO 2011
OMELIA
La prima lettura biblica di oggi, presa dagli Atti degli Apostoli, ci parla della conversione a Gesù di molti Samaritani, per la predicazione e i prodigi operati dal diacono Filippo. Gli Apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. I Samaritani avevano ricevuto solo il Battesimo nel nome di Gesù, ma non lo Spirito Santo. Allora Pietro e Giovanni pregarono per loro, imposero le mani sulle loro teste ed essi ricevettero lo Spirito Santo; ossia ricevettero il sacramento della Cresima.
Alla luce di questi fatti richiamiamoci alla mente il nostro Battesimo e la nostra Cresima.
Quando eravamo piccoli, il sacerdote versò dell'acqua sul nostro capo e pronunziò le parole:
"IO TI BATTEZZO NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO".
In quel momento avvenne in noi qualcosa di straordinario: Dio ci comunicò la sua stessa vita per cui divenimmo suoi veri figli. Da ciò deriva una importantissima conseguenza: noi figli di Dio dobbiamo vivere la vita di Dio nostro Padre. E LA VITA DI DIO E' AMORE. Il modello dell'amore è Gesù: Egli amò Dio Padre ed amò anche noi. Amò Dio Padre compiendo sempre la sua volontà. Lungo le strade della Palestina, mentre CON PASSIONE PREDICAVA IL REGNO DI DIO, spesso esclamava: "IL MIO CIBO QUOTIDIANO E' COMPIERE LA VOLONTA' DEL PADRE CHE MI HA MANDATO". Gesù amò anche noi, e ci diede il massimo grado del suo amore. Ciascuno di noi deve affermare quanto affermò San Paolo: "GESU' MI HA AMATO ED HA SACRIFICATO LA SUA VITA PER ME PECCATORE".
Noi dobbiamo imitare Gesù nel duplice amore: dobbiamo amare Dio osservando i suoi comandamenti; dobbiamo amare gli altri mettendo in pratica questa norma scritturistica:
"FA' AGLI ALTRI QUELLO CHE VUOI CHE GLI ALTRI FACCIANO A TE; NON FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE NON VUOI CHE GLI ALTRI FACCIANO A TE".
Oltre che figli di Dio, noi con il Battesimo siamo divenuti MEMBRA DEL CORPO MISTICO DI GESU', E SIAMO STATI INSERITI IN UNA COMUNITA' CRISTIANA.
Il cristiano, quindi, non può isolarsi, e deve essere presente quando la sua Comunità Cristiana si raduna per pregare insieme, per ascoltare insieme la Parola di Dio, e soprattutto per partecipare insieme alla Santa Messa. La Domenica noi cristiani dobbiamo sentire il bisogno di fare festa insieme ai nostri fratelli, convocati nella sua casa da Dio nostro Padre, per rivolgerci la sua Parola di Amore e di Misericordia, e soprattutto per donarci il Suo Unigenito Figlio GESU' EUCARISTICO che gradualmente ci trasforma in SE', fino a poter affermare con San Paolo:
"LA MIA VITA E' CRISTO; NON SONO PIU' IO CHE VIVO, MA E' CRISTO CHE VIVE IN ME".
Oltre che il Battesimo, noi abbiamo ricevuto anche la Cresima. La Cresima fu il giorno della NOSTRA PENTECOSTE. Infatti, come gli Apostoli nel giorno della Pentecoste ricevettero lo Spirito Santo e divennero capaci DI TESTIMONIARE GESU' NEL MONDO INTERO; così noi nel giorno della nostra Cresima abbiamo ricevuto lo Spirito Santo per essere TESTIMONI DI GESU' NELL'AMBIENTE IN CUI VIVIAMO. Tutti, di ciascuno di noi dovrebbero poter dire:
"PARLA COME PARLEREBBE GESU'; AGISCE COME AGIREBBE GESU'". E' lo stesso Gesù che ce lo chiede: "VI HO DATO L'ESEMPIO PERCHE' FACCIATE COME HO FATTO IO".
Sac. Salvatore Paparo
La prima lettura biblica di oggi, presa dagli Atti degli Apostoli, ci parla della conversione a Gesù di molti Samaritani, per la predicazione e i prodigi operati dal diacono Filippo. Gli Apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. I Samaritani avevano ricevuto solo il Battesimo nel nome di Gesù, ma non lo Spirito Santo. Allora Pietro e Giovanni pregarono per loro, imposero le mani sulle loro teste ed essi ricevettero lo Spirito Santo; ossia ricevettero il sacramento della Cresima.
Alla luce di questi fatti richiamiamoci alla mente il nostro Battesimo e la nostra Cresima.
Quando eravamo piccoli, il sacerdote versò dell'acqua sul nostro capo e pronunziò le parole:
"IO TI BATTEZZO NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO".
In quel momento avvenne in noi qualcosa di straordinario: Dio ci comunicò la sua stessa vita per cui divenimmo suoi veri figli. Da ciò deriva una importantissima conseguenza: noi figli di Dio dobbiamo vivere la vita di Dio nostro Padre. E LA VITA DI DIO E' AMORE. Il modello dell'amore è Gesù: Egli amò Dio Padre ed amò anche noi. Amò Dio Padre compiendo sempre la sua volontà. Lungo le strade della Palestina, mentre CON PASSIONE PREDICAVA IL REGNO DI DIO, spesso esclamava: "IL MIO CIBO QUOTIDIANO E' COMPIERE LA VOLONTA' DEL PADRE CHE MI HA MANDATO". Gesù amò anche noi, e ci diede il massimo grado del suo amore. Ciascuno di noi deve affermare quanto affermò San Paolo: "GESU' MI HA AMATO ED HA SACRIFICATO LA SUA VITA PER ME PECCATORE".
Noi dobbiamo imitare Gesù nel duplice amore: dobbiamo amare Dio osservando i suoi comandamenti; dobbiamo amare gli altri mettendo in pratica questa norma scritturistica:
"FA' AGLI ALTRI QUELLO CHE VUOI CHE GLI ALTRI FACCIANO A TE; NON FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE NON VUOI CHE GLI ALTRI FACCIANO A TE".
Oltre che figli di Dio, noi con il Battesimo siamo divenuti MEMBRA DEL CORPO MISTICO DI GESU', E SIAMO STATI INSERITI IN UNA COMUNITA' CRISTIANA.
Il cristiano, quindi, non può isolarsi, e deve essere presente quando la sua Comunità Cristiana si raduna per pregare insieme, per ascoltare insieme la Parola di Dio, e soprattutto per partecipare insieme alla Santa Messa. La Domenica noi cristiani dobbiamo sentire il bisogno di fare festa insieme ai nostri fratelli, convocati nella sua casa da Dio nostro Padre, per rivolgerci la sua Parola di Amore e di Misericordia, e soprattutto per donarci il Suo Unigenito Figlio GESU' EUCARISTICO che gradualmente ci trasforma in SE', fino a poter affermare con San Paolo:
"LA MIA VITA E' CRISTO; NON SONO PIU' IO CHE VIVO, MA E' CRISTO CHE VIVE IN ME".
Oltre che il Battesimo, noi abbiamo ricevuto anche la Cresima. La Cresima fu il giorno della NOSTRA PENTECOSTE. Infatti, come gli Apostoli nel giorno della Pentecoste ricevettero lo Spirito Santo e divennero capaci DI TESTIMONIARE GESU' NEL MONDO INTERO; così noi nel giorno della nostra Cresima abbiamo ricevuto lo Spirito Santo per essere TESTIMONI DI GESU' NELL'AMBIENTE IN CUI VIVIAMO. Tutti, di ciascuno di noi dovrebbero poter dire:
"PARLA COME PARLEREBBE GESU'; AGISCE COME AGIREBBE GESU'". E' lo stesso Gesù che ce lo chiede: "VI HO DATO L'ESEMPIO PERCHE' FACCIATE COME HO FATTO IO".
Sac. Salvatore Paparo
22 mag 2011
QUINTA DOMENICA DI PASQUA A 22 MAGGIO 2011
OMELIA
Il Giovedi Santo, durante l'Ultima Cena, Gesù annunziò il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e la sua imminente partenza. Gli Apostoli rimasero turbati, e Gesù li incoraggiò ad avere fede in Dio e in Lui; in Lui che stava per andare nella casa del Padre a preparare un posto a ciascuno di loro. Gesù non li abbandona, anzi tornerà a prenderli con SE' PERCHE' DOV'E' LUI, SIANO ANCHE LORO.
Dando uno sguardo al nostro mondo contemporaneo, vediamo tante realtà negative che ci lasciano turbati come gli Apostoli durante l'Ultima Cena:
TERREMOTI che seppelliscono sotto le macerie delle case, tanti corpi umani;
GUERRE che seminano ovunque morte e distruzione;
SPOSI che disruggono il loro matrimonio con la separazione e con il divorzio;
FIGLI E FIGLIE segnati negativamente per sempre a causa del fallimento di vita dei loro genitori;
UOMINI che uccidono le loro mogli, i loro figli e poi si suicidono;
DONNE che uccidono i loro figli con l'aborto o subito dopo averli partoriti;
MILIONI E MILIONI DI BAMBINI E DI ADULTI che ogni anno muoiono di fame;
RICCHI che diventano sempre più ricchi sfruttando i poveri.
Queste e tantissime altre realtà negative ci lasciano turbati come gli Apostoli nel Cenacolo.
Ma non dobbiamo scoraggiarci; dobbiamo, invece, accogliere l'invito di Gesù ad aver fiducia in Dio Padre e in Lui. Illuminati dalla Parola di Dio, contenuta nella Sacra Scrittura, dobbiamo guardare con ottimismo IL TERZO MILLENNIO CHE ABBIAMO APPENA INIZIATO E CHE CI HA INTRODOTTO NELL'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE.
Leggiamo nel salmo 45: " (IL SIGNORE) FARA' CESSARE LE GUERRE SINO AI CONFINI DELLA TERRA". Il Salmo 46 afferma: "GUARDATE CHE COSA HA COMPIUTO IL SIGNORE, QUALI PRODIGI HA FATTO SULLA TERRA: IN TUTTO IL MONDO PONE FINE ALLE GUERRE". Finalmente si realizzzerà LA PACE MONDIALE MESSIANICA PROFETIZZATA DAL CORO ANGELICO SULLA GROTTA DI BETLEM:
"PACE IN TERRA AGLI UOMNI CHE DIO AMA".
Nel Terzo Millennio della Redenzione, I VARI MEMBRI CHE COMPONGONO LA FAMIGLIA SARANNO UNITI E FELICI: GLI SPOSI si ameranno tra di loro; I GENITORI ameranno i loro figli e le loro figlie; I FIGLI E LE FIGLIE ameranno i loro gemitori; i fratelli e le sorelle si ameranno tra di loro.
Nel Terzo Millennio della Redenzione si realizzerà anche la seguente profezia di Gesù:
"PADRE, (CHE I MIEI DISCEPOLI) SIANO UNA SOLA COSA, COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI' IL MONDO CREDERA' CHE TU MI HAI MANDATO".
La preghiera di Gesù, evidentemente, è stata esaudita dal Padre Celeste, e nel Terzo Millennio della Redenzione, IL MONDO INTERO, VEDENDO L'UNITA' DEI CRISTIANI, FRUTTO DEL LORO RECIPROCO AMORE FRATERNO, SI CONVINCERA' CHE GESU' E' L'UNICO SUO SALVATORE, E SI CONVERTIRA' A LUI.
Perchè ciò avvenga, però, E' NECESSARIO CHE LA CHIESA DI GESU' ATTUI NEL SUO SENO UNA PROFONDA PURIFICAZIONE. ALLO SCOPO E' INDISPENSABILE LA CONVOCAZIONE DI UN NUOVO CONCILIO ECUMENICO.
RIVOLGIAMO, PERTANTO, UNA SUPPLICA FIDUCIOSA E FILIALE A DIO PADRE, E A MARIA SANTISSIMA, MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU', PERCHE' VOGLIANO CONVINCERE IL PAPA BENEDETTO XVI A INDIRE IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Sac. Salvatore Paparo.
Il Giovedi Santo, durante l'Ultima Cena, Gesù annunziò il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e la sua imminente partenza. Gli Apostoli rimasero turbati, e Gesù li incoraggiò ad avere fede in Dio e in Lui; in Lui che stava per andare nella casa del Padre a preparare un posto a ciascuno di loro. Gesù non li abbandona, anzi tornerà a prenderli con SE' PERCHE' DOV'E' LUI, SIANO ANCHE LORO.
Dando uno sguardo al nostro mondo contemporaneo, vediamo tante realtà negative che ci lasciano turbati come gli Apostoli durante l'Ultima Cena:
TERREMOTI che seppelliscono sotto le macerie delle case, tanti corpi umani;
GUERRE che seminano ovunque morte e distruzione;
SPOSI che disruggono il loro matrimonio con la separazione e con il divorzio;
FIGLI E FIGLIE segnati negativamente per sempre a causa del fallimento di vita dei loro genitori;
UOMINI che uccidono le loro mogli, i loro figli e poi si suicidono;
DONNE che uccidono i loro figli con l'aborto o subito dopo averli partoriti;
MILIONI E MILIONI DI BAMBINI E DI ADULTI che ogni anno muoiono di fame;
RICCHI che diventano sempre più ricchi sfruttando i poveri.
Queste e tantissime altre realtà negative ci lasciano turbati come gli Apostoli nel Cenacolo.
Ma non dobbiamo scoraggiarci; dobbiamo, invece, accogliere l'invito di Gesù ad aver fiducia in Dio Padre e in Lui. Illuminati dalla Parola di Dio, contenuta nella Sacra Scrittura, dobbiamo guardare con ottimismo IL TERZO MILLENNIO CHE ABBIAMO APPENA INIZIATO E CHE CI HA INTRODOTTO NELL'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE.
Leggiamo nel salmo 45: " (IL SIGNORE) FARA' CESSARE LE GUERRE SINO AI CONFINI DELLA TERRA". Il Salmo 46 afferma: "GUARDATE CHE COSA HA COMPIUTO IL SIGNORE, QUALI PRODIGI HA FATTO SULLA TERRA: IN TUTTO IL MONDO PONE FINE ALLE GUERRE". Finalmente si realizzzerà LA PACE MONDIALE MESSIANICA PROFETIZZATA DAL CORO ANGELICO SULLA GROTTA DI BETLEM:
"PACE IN TERRA AGLI UOMNI CHE DIO AMA".
Nel Terzo Millennio della Redenzione, I VARI MEMBRI CHE COMPONGONO LA FAMIGLIA SARANNO UNITI E FELICI: GLI SPOSI si ameranno tra di loro; I GENITORI ameranno i loro figli e le loro figlie; I FIGLI E LE FIGLIE ameranno i loro gemitori; i fratelli e le sorelle si ameranno tra di loro.
Nel Terzo Millennio della Redenzione si realizzerà anche la seguente profezia di Gesù:
"PADRE, (CHE I MIEI DISCEPOLI) SIANO UNA SOLA COSA, COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI' IL MONDO CREDERA' CHE TU MI HAI MANDATO".
La preghiera di Gesù, evidentemente, è stata esaudita dal Padre Celeste, e nel Terzo Millennio della Redenzione, IL MONDO INTERO, VEDENDO L'UNITA' DEI CRISTIANI, FRUTTO DEL LORO RECIPROCO AMORE FRATERNO, SI CONVINCERA' CHE GESU' E' L'UNICO SUO SALVATORE, E SI CONVERTIRA' A LUI.
Perchè ciò avvenga, però, E' NECESSARIO CHE LA CHIESA DI GESU' ATTUI NEL SUO SENO UNA PROFONDA PURIFICAZIONE. ALLO SCOPO E' INDISPENSABILE LA CONVOCAZIONE DI UN NUOVO CONCILIO ECUMENICO.
RIVOLGIAMO, PERTANTO, UNA SUPPLICA FIDUCIOSA E FILIALE A DIO PADRE, E A MARIA SANTISSIMA, MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU', PERCHE' VOGLIANO CONVINCERE IL PAPA BENEDETTO XVI A INDIRE IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Sac. Salvatore Paparo.
15 mag 2011
QUARTA DOMENICA DI PASQUA A 15 MAGGIO 2011
OMELIA
La Quarta Domenica di Pasqua è denominata "DOMENICA DEL BUON PASTORE".
Il brano evangelico di oggi Gesù lo imposta su quanto avveniva nel mondo pastorizio della Palestina di duemila anni fa.
Ogni sera i pastori raccoglievano i loro greggi in un grande ovile comune, sorvegliato, durante la notte da custodi, per impedire che i ladri o le belve feroci approfittassero delle tenebre per compiere furti o stragi.
La mattina, molto presto, i pastori si presentavano alla porta dell'ovile che veniva aperta. Ogni pastore faceva sentire distintamente la sua voce: i greggi allora uscivano e si portavano là dove la voce del pastore li chiamava. Le pecore ubbidivano solo al proprio pastore, e non solo non seguivano la voce di un estraneo, ma anche fuggivano da lui.
Gesù si definisce BUON PASTORE e afferma: "Tutti coloro che sono venuti prima di me sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltato. Il ladro viene solo per rubare, uccidere e distruggere. IO SONO VENUTO PERCHE' ABBIANO LA VITA E L'ABBIANO IN ABBONDANZA".
Gesù, il nostro Buon Pastore, è datore di vita. Noi, sue pecore, ossia suoi discepoli, dobbiamo seguire la sua voce e non la voce di coloro che ci sospingono a dare la morte. Ad esempio, non dobbiamo seguire la voce di coloro che considerano lecito l'aborto. L'aborto è il più grave peccato che si possa commettere contro il prossimo:
In primo luogo PERCHE' SI UCCIDE L'ESSERE PIU' IMPOTENTE: un esserino appena sbocciato alla vita, non è in grado di opporre alcuna resistenza alla violenza di un adulto.
In secondo luogo PERCHE' SI UCCIDE L'ESSSERE PIU' INNOCENTE: che male ha fatto il neo-concepito da meritare la pena di morte?
Infine, PERCHE' CHI UCCIDE IL NEO-COMCEPITO E' LA MAMMA: come il più grande atto di amore è DARE LA VITA; così il più alto tradimento dell'amore è TOGLIERE LA VITA.
Ascoltiamo ancora Gesù: " IO SONO IL BUON PASTORE, CONOSCO LE MIE PECORE E LE MIE PECORE CONOSCONO ME". Nel linguaggio biblico conoscere significa amare. Perciò Gesù ci dice che ci ama; e ci assicura che se noi siamo veramente suoi discepoli, riusciamo a ricambiargli l'amore, in modo pratico, vivendo come Lui è vissuto.
Facciamo un ultimo rilievo: dobbiamo essere molto grati verso Gesù, perchè Lui ha spinto il suo amore verso di noi fino al massimo grado: "IO SONO IL BUON PASTORE ED OFFRO LA MIA VITA PER LE MIE PECORE". Gesù si è fatto crocifiggere per la nostra salvezza, non perchè è stato obbligato da altri, ma perchè l'ha voluto Lui liberamente: "IO OFFRO LA MIA VITA PER POI RIPRENDERLA DI NUOVO. NESSUNO ME LA TOGLIE, MA LA OFFRO DA ME STESSO, PERCHE' HO IL POTERE DI OFFRIRLA E IL POTERE DI RIPRENDERLA DI NUOVO".
Ricambiare l'amore a Gesù per noi cristiani del terzo millennio assume un valore di particolare importanza perchè durante questo periodo di tempo si realizzerà finalmente la seguente profezia di Gesù: "HO ALTRE PECORE CHE NON SONO IN QUESTO GREGGE. ANCHE QUELLE IO DEVO GUIDARE. ASCOLTERANNO LA MIA VOCE E DIVENTERANNO UN SOLO GREGGE E UN SOLO PASTORE". Diventeranno un solo gregge composto da tutti gli uomini e da tutte le donne di questa terra; CI SARA' UN SOLO PASTORE: GESU' ".
GESU' BUON PASTORE, FA' CHE IL PAPA BENEDETTO XVI
NON ABBIA PAURA DI INDIRE IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Sac. Salvatore Paparo
La Quarta Domenica di Pasqua è denominata "DOMENICA DEL BUON PASTORE".
Il brano evangelico di oggi Gesù lo imposta su quanto avveniva nel mondo pastorizio della Palestina di duemila anni fa.
Ogni sera i pastori raccoglievano i loro greggi in un grande ovile comune, sorvegliato, durante la notte da custodi, per impedire che i ladri o le belve feroci approfittassero delle tenebre per compiere furti o stragi.
La mattina, molto presto, i pastori si presentavano alla porta dell'ovile che veniva aperta. Ogni pastore faceva sentire distintamente la sua voce: i greggi allora uscivano e si portavano là dove la voce del pastore li chiamava. Le pecore ubbidivano solo al proprio pastore, e non solo non seguivano la voce di un estraneo, ma anche fuggivano da lui.
Gesù si definisce BUON PASTORE e afferma: "Tutti coloro che sono venuti prima di me sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltato. Il ladro viene solo per rubare, uccidere e distruggere. IO SONO VENUTO PERCHE' ABBIANO LA VITA E L'ABBIANO IN ABBONDANZA".
Gesù, il nostro Buon Pastore, è datore di vita. Noi, sue pecore, ossia suoi discepoli, dobbiamo seguire la sua voce e non la voce di coloro che ci sospingono a dare la morte. Ad esempio, non dobbiamo seguire la voce di coloro che considerano lecito l'aborto. L'aborto è il più grave peccato che si possa commettere contro il prossimo:
In primo luogo PERCHE' SI UCCIDE L'ESSERE PIU' IMPOTENTE: un esserino appena sbocciato alla vita, non è in grado di opporre alcuna resistenza alla violenza di un adulto.
In secondo luogo PERCHE' SI UCCIDE L'ESSSERE PIU' INNOCENTE: che male ha fatto il neo-concepito da meritare la pena di morte?
Infine, PERCHE' CHI UCCIDE IL NEO-COMCEPITO E' LA MAMMA: come il più grande atto di amore è DARE LA VITA; così il più alto tradimento dell'amore è TOGLIERE LA VITA.
Ascoltiamo ancora Gesù: " IO SONO IL BUON PASTORE, CONOSCO LE MIE PECORE E LE MIE PECORE CONOSCONO ME". Nel linguaggio biblico conoscere significa amare. Perciò Gesù ci dice che ci ama; e ci assicura che se noi siamo veramente suoi discepoli, riusciamo a ricambiargli l'amore, in modo pratico, vivendo come Lui è vissuto.
Facciamo un ultimo rilievo: dobbiamo essere molto grati verso Gesù, perchè Lui ha spinto il suo amore verso di noi fino al massimo grado: "IO SONO IL BUON PASTORE ED OFFRO LA MIA VITA PER LE MIE PECORE". Gesù si è fatto crocifiggere per la nostra salvezza, non perchè è stato obbligato da altri, ma perchè l'ha voluto Lui liberamente: "IO OFFRO LA MIA VITA PER POI RIPRENDERLA DI NUOVO. NESSUNO ME LA TOGLIE, MA LA OFFRO DA ME STESSO, PERCHE' HO IL POTERE DI OFFRIRLA E IL POTERE DI RIPRENDERLA DI NUOVO".
Ricambiare l'amore a Gesù per noi cristiani del terzo millennio assume un valore di particolare importanza perchè durante questo periodo di tempo si realizzerà finalmente la seguente profezia di Gesù: "HO ALTRE PECORE CHE NON SONO IN QUESTO GREGGE. ANCHE QUELLE IO DEVO GUIDARE. ASCOLTERANNO LA MIA VOCE E DIVENTERANNO UN SOLO GREGGE E UN SOLO PASTORE". Diventeranno un solo gregge composto da tutti gli uomini e da tutte le donne di questa terra; CI SARA' UN SOLO PASTORE: GESU' ".
GESU' BUON PASTORE, FA' CHE IL PAPA BENEDETTO XVI
NON ABBIA PAURA DI INDIRE IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Sac. Salvatore Paparo
10 mag 2011
TERZA DOMENICA DI PASQUA A
OMELIA
Siamo alla terza domenica di Pasqua e la Liturgia della Parola insiste ancora sul Mistero Pasquale, ossia sulla Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.
Nella Prima Lettura San Pietro dice ai Giudei:
" (GESU') FU CONSEGNATO A VOI; VOI L'AVETE INCHIODATO SULLA CROCE PER MANO DI EMPI E L'AVETE UCCISO; MA DIO LO HA RISUSCITATO".
Nella Seconda Lettura è ancora San Pietro che parla:
"VOI FOSTE LIBERATI DALLA VOSTRA VUOTA CONDOTTA... CON IL SANGUE PREZIOSO DI CRISTO... ; DIO LO HA RISUSCITATO DAI MORTI E GLI HA DATO GLORIA".
Ma oggi è soprattutto la pagina evangelica, con il racconto del mirabile episodio dei due discepoli di Emmaus, CHE EVIDENZIA IL MISTERO PASQUALE.
I due discepoli di Emmaus sono dei delusi immersi in una tristezza angosciosa: essi avevano sperato tanto in Gesù Messia; ma si erano cullati in un falso messianismo: dal Messia Gesù si attendevano solo benefici materiali ed egoistici: la liberazione di Israele dal dominio romano e la conquista del mondo intero; per cui fu immensa la loro delusione quando videro Gesù sconfitto dai suoi nemici e umiliato con la morte in croce.
Persa, pertanto, ogni fiducia in Gesù, i due discepoli di Emmaus, sconsolati, abbandonarono la città di Gerusalemme per ritornare al loro villaggio di origine. Non credevano possibile la risurrezione di Gesù; e per questa loro incredulità i loro occhi erano offuscati e non riconobbero Gesù Risorto nel pellegrino unitosi ad essi lungo la strada che da Gerusalemme portava ad Emmaus. Però, si dimostrarono umili: infatti, accettarono senza lamentarsi il duro e meritato rimprovero del pellegrino: "VOI SIETE CORTI DI INTELLIGENZA E TARDI DI CUORE".
Di buon grado accettarono anche di farsi istruire dal pellegrino sul contenuto della Sacra Scrittura che aveva predetto fin nei suoi minimi particolari, che il Messia doveva soffrire molto, essere flagellato, ucciso in croce e risorgere il terzo giorno. Per questa loro buona disponibiltà interiore, il loro cuore ardeva di gioia mentre il pellegrino spiegava loro la Sacra Scrittura. Giunti ad Emmaus verso sera, durante la cena avvenne l'imprevedibile: il pellegrino prese del pane, fece la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai due discepoli dicendo loro: "PRENDETE E MANGIATE: QUESTO E' IL MIO CORPO". Finalmente i loro occhi si aprirono, e nel pellegrino RICONOBBERO GESU' RISORTO. Gesù, però, scomparve subito. I due discepoli, benchè notte, ricolmi di gioia, tornarono immediatamente a Gesrusalemme per riferire agli Apostoli l'eccezionale evento.
Gli Apostoli e le Prime Comunità Cristiane raccontavano spesso questo mirabile episodio, e lo raccontavano perchè esso contiene questo importante messaggio: la nostra fede, in situazioni particolarmnente difficili della nostra vita, può vacillare; possiamo, perfino, essere tentati di voltare le spalle a Gesù. Per superare felicemente la nostra tentazione dobbiamo, come i due discepoli di Emmaus, lasciarci illuminare dalla Parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura e partecipare al banchetto eucaristico. Ciò avviene particolarmente nella Santa Messa. E' nella Santa Messa, infatti, che il sacerdote, nel nome di Gesù, legge e spiega la Sacra Scrittura; è nella Santa Messa che il sacerdote rende presente GESU' RISORTO sotto le apparenze del pane e del vino, e lo dona ai fedeli presenti.
Dobbiamo rilevare, però, che per ottenere i benefici effetti della Santa Messa, non è sufficiente parteciparvi. E' necessario anche ascoltare la Parola di Dio con il vivo desiderio di comprenderla e di metterla in pratica; è necessario anche ricevere Gesù Eucaristico con le dovute disposizioni.
Nella Comunione Eucaristica Gesù viene a contatto fisico con noi per trasformarci in SE' come il fuoco trasforma in fuoco il ferro con il quale viene a contatto. Ma questa trasformazione Gesù la può effettuare solo se trova in noi un cuore pieno di fede, come lo trovò in quella donna che perdeva sangue da dodici anni e che aveva speso tutti i suoi soldi girando da un medico all'altro, senza ricavarne alcun giovamento. Finalmente trovò l'unica via di uscita: "BASTA CHE IO TOCCHI IL LEMBO DEL MANTELLO DI GESU', E GUARIRO". Toccò il lembo del mantello di Gesù, e guarì.
Se riceviamo Gesù Eucaristico con la stessa fede di questa donna, Gesù ci trasforma semre più in SE', noi diventiamo sempre più COME GESU', AMORE MISERICORDIOSO, AMORE COMPASSIONEVOLE, SOPRATTUTTO VERSO I POVERI, GLI EMARGINATI, I PECCATORI.
Sac. Salvatore Paparo
Siamo alla terza domenica di Pasqua e la Liturgia della Parola insiste ancora sul Mistero Pasquale, ossia sulla Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.
Nella Prima Lettura San Pietro dice ai Giudei:
" (GESU') FU CONSEGNATO A VOI; VOI L'AVETE INCHIODATO SULLA CROCE PER MANO DI EMPI E L'AVETE UCCISO; MA DIO LO HA RISUSCITATO".
Nella Seconda Lettura è ancora San Pietro che parla:
"VOI FOSTE LIBERATI DALLA VOSTRA VUOTA CONDOTTA... CON IL SANGUE PREZIOSO DI CRISTO... ; DIO LO HA RISUSCITATO DAI MORTI E GLI HA DATO GLORIA".
Ma oggi è soprattutto la pagina evangelica, con il racconto del mirabile episodio dei due discepoli di Emmaus, CHE EVIDENZIA IL MISTERO PASQUALE.
I due discepoli di Emmaus sono dei delusi immersi in una tristezza angosciosa: essi avevano sperato tanto in Gesù Messia; ma si erano cullati in un falso messianismo: dal Messia Gesù si attendevano solo benefici materiali ed egoistici: la liberazione di Israele dal dominio romano e la conquista del mondo intero; per cui fu immensa la loro delusione quando videro Gesù sconfitto dai suoi nemici e umiliato con la morte in croce.
Persa, pertanto, ogni fiducia in Gesù, i due discepoli di Emmaus, sconsolati, abbandonarono la città di Gerusalemme per ritornare al loro villaggio di origine. Non credevano possibile la risurrezione di Gesù; e per questa loro incredulità i loro occhi erano offuscati e non riconobbero Gesù Risorto nel pellegrino unitosi ad essi lungo la strada che da Gerusalemme portava ad Emmaus. Però, si dimostrarono umili: infatti, accettarono senza lamentarsi il duro e meritato rimprovero del pellegrino: "VOI SIETE CORTI DI INTELLIGENZA E TARDI DI CUORE".
Di buon grado accettarono anche di farsi istruire dal pellegrino sul contenuto della Sacra Scrittura che aveva predetto fin nei suoi minimi particolari, che il Messia doveva soffrire molto, essere flagellato, ucciso in croce e risorgere il terzo giorno. Per questa loro buona disponibiltà interiore, il loro cuore ardeva di gioia mentre il pellegrino spiegava loro la Sacra Scrittura. Giunti ad Emmaus verso sera, durante la cena avvenne l'imprevedibile: il pellegrino prese del pane, fece la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai due discepoli dicendo loro: "PRENDETE E MANGIATE: QUESTO E' IL MIO CORPO". Finalmente i loro occhi si aprirono, e nel pellegrino RICONOBBERO GESU' RISORTO. Gesù, però, scomparve subito. I due discepoli, benchè notte, ricolmi di gioia, tornarono immediatamente a Gesrusalemme per riferire agli Apostoli l'eccezionale evento.
Gli Apostoli e le Prime Comunità Cristiane raccontavano spesso questo mirabile episodio, e lo raccontavano perchè esso contiene questo importante messaggio: la nostra fede, in situazioni particolarmnente difficili della nostra vita, può vacillare; possiamo, perfino, essere tentati di voltare le spalle a Gesù. Per superare felicemente la nostra tentazione dobbiamo, come i due discepoli di Emmaus, lasciarci illuminare dalla Parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura e partecipare al banchetto eucaristico. Ciò avviene particolarmente nella Santa Messa. E' nella Santa Messa, infatti, che il sacerdote, nel nome di Gesù, legge e spiega la Sacra Scrittura; è nella Santa Messa che il sacerdote rende presente GESU' RISORTO sotto le apparenze del pane e del vino, e lo dona ai fedeli presenti.
Dobbiamo rilevare, però, che per ottenere i benefici effetti della Santa Messa, non è sufficiente parteciparvi. E' necessario anche ascoltare la Parola di Dio con il vivo desiderio di comprenderla e di metterla in pratica; è necessario anche ricevere Gesù Eucaristico con le dovute disposizioni.
Nella Comunione Eucaristica Gesù viene a contatto fisico con noi per trasformarci in SE' come il fuoco trasforma in fuoco il ferro con il quale viene a contatto. Ma questa trasformazione Gesù la può effettuare solo se trova in noi un cuore pieno di fede, come lo trovò in quella donna che perdeva sangue da dodici anni e che aveva speso tutti i suoi soldi girando da un medico all'altro, senza ricavarne alcun giovamento. Finalmente trovò l'unica via di uscita: "BASTA CHE IO TOCCHI IL LEMBO DEL MANTELLO DI GESU', E GUARIRO". Toccò il lembo del mantello di Gesù, e guarì.
Se riceviamo Gesù Eucaristico con la stessa fede di questa donna, Gesù ci trasforma semre più in SE', noi diventiamo sempre più COME GESU', AMORE MISERICORDIOSO, AMORE COMPASSIONEVOLE, SOPRATTUTTO VERSO I POVERI, GLI EMARGINATI, I PECCATORI.
Sac. Salvatore Paparo
7 mag 2011
SECONDA DOMENICA DI PASQUA
OMELIA
Il Corpo Risorto e Glorificato di Gesù non è più sottoposto ai limiti del nostro corpo ancora passibile e mortale. Così, ad esempio, può spostarsi da un luogo all'altro con la stessa velocità del pensiero; può attraversare gli ostacoli materiali. E' per questa capacità del suo Corpo Risorto che Gesù potè entrare nel Cenacolo attraverso i muri, lasciando chiuse le porte. E fece ciò per convincere gli Apostoli che Lui era veramente risorto. Innanzi tutto, Gesù comunicò loro la sua Pace: "PACE A VOI ". Insieme alla sua pace, Gesù comunicò agli Apostoli anche tanta serenità interiore e gioia. Ciònonostante gli Apostoli rimasero dubbiosi: non si trovavano forse dinanzi ad un fantasma piuttosto che dinanzi a Gesù Risorto? Gesù, scrutando i loro pensieri, li rassicurò:
"MA PERCHE' DUBITATE? SONO PROPRIO IO. UN FANTASMA NON HA CARNE ED OSSA COME LE HO IO: TOCCATEMI!". E per togliere ogni loro minimo dubbio, Gesù continuò: "AVETE QUALCOSA DA MANGIARE?". Gli Apostoli gli porsero del pesce arrostito, e Gesù lo mangiò davanti a loro.
Dopo aver convinto gli Apostoli che era veramente risorto, Gesù istituì il sacramento della Penitenza: "PACE A VOI! COME IL PADRE HA MANDATO ME, COSI' ANCH'IO MANDO VOI. RICEVETE LO SPIRITO SANTO: A CHI PERDONERETE I PECCATI, SARANNO PERDONATI; E A CHI NON PERDONERETE I PECCATI, RESTERANNO NON PERDONATI".
Il Padre Celeste mandò in questo mondo il Suo Figlio Unigenito Gesù per ridare la pace e la gioia agli uomini, perdonando i loro peccati. Durante la sua vita terrena, Gesù perdonò i peccati di persona; ma ora che lascia questo mondo e torna al Padre, affida questo sublime compito a degli uomini: i sacerdoti e i vescovi perdonano i peccati nel nome di Gesù, e ridanno ai peccatori la pace e la gioia.
A questo punto rileviamo che Tommaso, uno dei Dodici, non era presente quando Gesù Risorto apparve per la prima volta agli Apostoli, rinchiusi nel Cenacolo per paura dei Giudei. Misteriosamente Tommaso non accettò la testimonianza degli altri Apostoli. Si disse incredulo: avrebbe creduto solo se Gesù gli fosse apparso di persona; solo se avesse visto e toccato le sue mani e i suoi piedi, forati dai chiodi; il suo costato squarciato dalla lancia del soldato romano. Gesù, nella sua bontà, lo accontentò: dopo otto giorni apparve nuovamente agli Apostoli riuniti nel Cenacolo, presente Tommaso. Tommaso vide e toccò le mani e i piedi di Gesù, forati dai chiodi; vide e toccò il costato di Gesù, squarciato dalla lancia del soldato romano. Finalmente credette che Gesù era veramente risorto ed esclamò: "MIO SIGNORE E MIO DIO! ".
Le parole conclusive di Gesù hanno un profondo significato:
"TOMMASO, TU HAI CREDUTO PERCHE' MI HAI VISTO! BEATI COLORO CHE , PUR NON AVENDOMI VISTO, CREDERANNO".
Dal momento della Pentecoste, dal momento, cioè, in cui lo Spirito Santo prese pieno possesso degli Apostoli, questi incominciarono a testimoniare Gesù RISORTO. Le persone rette, pur non avendolo visto, credettero in Gesù RISORTO e furono beate. Allora incominciò la lunga e ininterrotta catena che di generazione in generazione tramandò, lungo i secoli, la lieta notizia che Gesù è veramente RISORTO e che un giorno RISORGEREMO anche noi come Gesù.
I nostri antenati sono stati beati perchè hanno creduto che Gesù è risorto, pur non avendolo visto. Anche noi siamo beati perchè, come i nostri antenati, crediamo che Gesù è risorto, pur non avendolo visto.
Concludiamo ricordando la promessa di Gesù: "CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, AVRA' LA VITA ETERNA, E IO LO RISUSCITERO' NELL'ULTIMO GIORNO".
Sac. Salvatore Paparo
Il Corpo Risorto e Glorificato di Gesù non è più sottoposto ai limiti del nostro corpo ancora passibile e mortale. Così, ad esempio, può spostarsi da un luogo all'altro con la stessa velocità del pensiero; può attraversare gli ostacoli materiali. E' per questa capacità del suo Corpo Risorto che Gesù potè entrare nel Cenacolo attraverso i muri, lasciando chiuse le porte. E fece ciò per convincere gli Apostoli che Lui era veramente risorto. Innanzi tutto, Gesù comunicò loro la sua Pace: "PACE A VOI ". Insieme alla sua pace, Gesù comunicò agli Apostoli anche tanta serenità interiore e gioia. Ciònonostante gli Apostoli rimasero dubbiosi: non si trovavano forse dinanzi ad un fantasma piuttosto che dinanzi a Gesù Risorto? Gesù, scrutando i loro pensieri, li rassicurò:
"MA PERCHE' DUBITATE? SONO PROPRIO IO. UN FANTASMA NON HA CARNE ED OSSA COME LE HO IO: TOCCATEMI!". E per togliere ogni loro minimo dubbio, Gesù continuò: "AVETE QUALCOSA DA MANGIARE?". Gli Apostoli gli porsero del pesce arrostito, e Gesù lo mangiò davanti a loro.
Dopo aver convinto gli Apostoli che era veramente risorto, Gesù istituì il sacramento della Penitenza: "PACE A VOI! COME IL PADRE HA MANDATO ME, COSI' ANCH'IO MANDO VOI. RICEVETE LO SPIRITO SANTO: A CHI PERDONERETE I PECCATI, SARANNO PERDONATI; E A CHI NON PERDONERETE I PECCATI, RESTERANNO NON PERDONATI".
Il Padre Celeste mandò in questo mondo il Suo Figlio Unigenito Gesù per ridare la pace e la gioia agli uomini, perdonando i loro peccati. Durante la sua vita terrena, Gesù perdonò i peccati di persona; ma ora che lascia questo mondo e torna al Padre, affida questo sublime compito a degli uomini: i sacerdoti e i vescovi perdonano i peccati nel nome di Gesù, e ridanno ai peccatori la pace e la gioia.
A questo punto rileviamo che Tommaso, uno dei Dodici, non era presente quando Gesù Risorto apparve per la prima volta agli Apostoli, rinchiusi nel Cenacolo per paura dei Giudei. Misteriosamente Tommaso non accettò la testimonianza degli altri Apostoli. Si disse incredulo: avrebbe creduto solo se Gesù gli fosse apparso di persona; solo se avesse visto e toccato le sue mani e i suoi piedi, forati dai chiodi; il suo costato squarciato dalla lancia del soldato romano. Gesù, nella sua bontà, lo accontentò: dopo otto giorni apparve nuovamente agli Apostoli riuniti nel Cenacolo, presente Tommaso. Tommaso vide e toccò le mani e i piedi di Gesù, forati dai chiodi; vide e toccò il costato di Gesù, squarciato dalla lancia del soldato romano. Finalmente credette che Gesù era veramente risorto ed esclamò: "MIO SIGNORE E MIO DIO! ".
Le parole conclusive di Gesù hanno un profondo significato:
"TOMMASO, TU HAI CREDUTO PERCHE' MI HAI VISTO! BEATI COLORO CHE , PUR NON AVENDOMI VISTO, CREDERANNO".
Dal momento della Pentecoste, dal momento, cioè, in cui lo Spirito Santo prese pieno possesso degli Apostoli, questi incominciarono a testimoniare Gesù RISORTO. Le persone rette, pur non avendolo visto, credettero in Gesù RISORTO e furono beate. Allora incominciò la lunga e ininterrotta catena che di generazione in generazione tramandò, lungo i secoli, la lieta notizia che Gesù è veramente RISORTO e che un giorno RISORGEREMO anche noi come Gesù.
I nostri antenati sono stati beati perchè hanno creduto che Gesù è risorto, pur non avendolo visto. Anche noi siamo beati perchè, come i nostri antenati, crediamo che Gesù è risorto, pur non avendolo visto.
Concludiamo ricordando la promessa di Gesù: "CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, AVRA' LA VITA ETERNA, E IO LO RISUSCITERO' NELL'ULTIMO GIORNO".
Sac. Salvatore Paparo
3 mag 2011
PREGHIERA AL NEO-BEATO PAPA GIOVANNI PAOLO II
Beato Papa Giovanni Paolo II, tu sei stato un umile e prezioso strumento di redenzione della Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo; nell'esercizio del tuo Ministero Petrino hai generosamente imitato Gesù, appassionato del Regno di Dio, Profeta itinerante; hai girato il mondo ed ovunque hai fatto sentire la presenza paterna di Dio Padre, la tenerezza del medico dei peccatori Gesù, l'azione santificatrice dello Spirito Santo.
Tu hai introdotto la Chiesa nel Terzo Millennio della Redenzione in cui noi uomini incominciamo a godere il lunghissimo periodo di PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; in cui il Regno di Dio si realizzerà in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra CHE PREPARANO I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA.
NELL'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE GIA' AGLI ALBORI, GESU' SARA' RICONOSCIUTO DA TUTTI I POPOLI COME UNICO SALVATORE DEL MONDO.
Beato Papa Giovanni Paolo II, Tu sai, però, che la Chiesa ha bisogno di una grande purificazione perchè presenti IL VERO VOLTO DI GESU' che irresistibilmente attira a SE' tutti i retti di cuore. Allo scopo è indispensabile che si indica e si celebri IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Ti supplico, pertanto, di ottenere dalla Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, la grazia CHE IL PAPA BENEDETTO XVI INDICA IL NUOVO INDISPENSABILE CONCILIO ECUMENICO.
OTTENGA LA MEDESIMA GRAZIA MARIA SANTISSIMA, LA MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU'.
Sac. Salvatore Paparo
Cintano 3 maggio 2011
Tu hai introdotto la Chiesa nel Terzo Millennio della Redenzione in cui noi uomini incominciamo a godere il lunghissimo periodo di PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; in cui il Regno di Dio si realizzerà in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra CHE PREPARANO I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA.
NELL'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE GIA' AGLI ALBORI, GESU' SARA' RICONOSCIUTO DA TUTTI I POPOLI COME UNICO SALVATORE DEL MONDO.
Beato Papa Giovanni Paolo II, Tu sai, però, che la Chiesa ha bisogno di una grande purificazione perchè presenti IL VERO VOLTO DI GESU' che irresistibilmente attira a SE' tutti i retti di cuore. Allo scopo è indispensabile che si indica e si celebri IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Ti supplico, pertanto, di ottenere dalla Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, la grazia CHE IL PAPA BENEDETTO XVI INDICA IL NUOVO INDISPENSABILE CONCILIO ECUMENICO.
OTTENGA LA MEDESIMA GRAZIA MARIA SANTISSIMA, LA MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU'.
Sac. Salvatore Paparo
Cintano 3 maggio 2011
SECONDA DOMENICA DI PASQUA A
OMELIA
Il Corpo Risorto e Glorificato di Gesù non è più sottoposto ai limiti del nostro corpo ancora passibile e mortale: così, ad esempio, può spostarsi da un luogo all'altro con la stessa velocità del pensiero; può attraversare gli ostacoli materiali. E' per questa capacità del suo Corpo Risorto che Gesù potè entrare nel cenacolo attraverso i muri, lasciando chiuse le porte. E fece ciò per convincere gli Apostoli che Lui era veramente risorto. Innanzi tutto, Gesù comunicò loro la sua pace: "PACE A VOI". Insieme alla pace Gesù comunicò agli Apostoli tanta serenità interiore e gioia. Ciònonostante gli Apostoli rimasero dubbiosi: non si trovavano forse dinanzi ad un fantasma
piuttosto che dinanzi a Gesù Risorto? Gesù, scrutando i loro pensieri, li rassicurò: "MA PERCHE' DUBITATE? SONO PROPRIO IO. UN FANTASMA NON HA CARNE E OSSA COME LE HO IO: TOCCATEMI". E per togliere loro ogni residuo dubbio, Gesù domandò: "AVETE QUALCOSA DA MANGIARE?". Gli Apostoli gli porsero del pesce arrostito e Gesù lo mangiò davanti a loro.
Dopo avere convinto gli Apostoli che era veramente risorto, Gesù istituì il sacramento della penitenza: "PACE A VOI! COME IL PADRE HA MANDATO ME, COSI' ANCH'IO MANDO VOI. RICEVETE LO SPIRITO SANTO: A CHI PERDONERETE I PECCATI, SARANNO PERDONATI; E A CHI NON PERDONERETE I PECCATI, RESTERANNO NON PERDONATI".
Il Padre Celeste mandò in questo mondo il suo Unigenito Figlio Gesù per ridare la pace e la gioia agli uomini, perdonando i loro peccati. Durante la sua vita terrena, Gesù perdonò i peccati di persona; ma ora che lascia e torna al Padre, affida questo sublime compito a degli uomini: i vescovi e i sacerdoti perdonano i peccati nel nome di Gesù, e ridanno ai peccatori la pace e la gioia.
A questo punto rileviamo che Tommaso non era presente quando Gesù Risorto apparve per la prima volta agli Apostoli rinchiusi nel cenacolo per paura dei Giudei. Misteriosamente Tommaso non accettò la testimonianza degli altri Apostoli: si disse incredulo: avrebbbe creduto solo se Gesù gli fosse apparso di persona; solo se avesse visto e toccato le sue mani e i suoi piedi forati dai chiodi; solo se avesse visto e toccato il suo costato squarciato dalla lancia del soldato romano. Gesù nella sua bontà lo accontentò, e dopo otto giorni comparve nuovamente agli Apostoli riuniti nel cenacolo, presente Tommaso. Tommaso vide e toccò la mani e i piedi di Gesù forati dai chiodi; vide e toccò il costato di Gesù, squarciato dalla lancia del soldato romano, e finalmente credette che Gesù era veramente risorto, ed esclamò: "MIO SIGNORE E MIO DIO! ".
Le parole conclusive di Gesù hanno un profondo significato: "TOMMASO, TU HAI CREDUTO PERCHE' MI HAI VEDUTO! BEATI COLORO CHE PUR NON AVENDO VISTO, CREDERANNO".
Dal momento della Pentecoste, dal monento cioè in cui lo Spirito Santo prese pieno possesso degli Apostoli, questi incominciarono a testimoniare GESU' RISORTO: le persone rette, pur non avendo visto Gesù Risorto, credettero e furono beate. Allora incominciò la lunga e ininterrotta catena che di generazione in generazione tramandò la lieta notizia che Gesù è veramente risorto e che un giorno risorgeremo anche noi come Gesù. I nostri antenati sono stati beati perchè hanno creduto che Gesù è risorto, pur non avendolo visto; anche noi siamo beati perchè, come i nostri antenati, crediamo che Gesù è risorto, pur non avendolo visto.
Concludiamo ricordando la promessa di Gesù: "CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, AVRA' LA VITA ETERNA, ED IO LO RISUSCITERO' NELL'ULTIMO GIORNO".
Sac. Salvatore Paparo
Il Corpo Risorto e Glorificato di Gesù non è più sottoposto ai limiti del nostro corpo ancora passibile e mortale: così, ad esempio, può spostarsi da un luogo all'altro con la stessa velocità del pensiero; può attraversare gli ostacoli materiali. E' per questa capacità del suo Corpo Risorto che Gesù potè entrare nel cenacolo attraverso i muri, lasciando chiuse le porte. E fece ciò per convincere gli Apostoli che Lui era veramente risorto. Innanzi tutto, Gesù comunicò loro la sua pace: "PACE A VOI". Insieme alla pace Gesù comunicò agli Apostoli tanta serenità interiore e gioia. Ciònonostante gli Apostoli rimasero dubbiosi: non si trovavano forse dinanzi ad un fantasma
piuttosto che dinanzi a Gesù Risorto? Gesù, scrutando i loro pensieri, li rassicurò: "MA PERCHE' DUBITATE? SONO PROPRIO IO. UN FANTASMA NON HA CARNE E OSSA COME LE HO IO: TOCCATEMI". E per togliere loro ogni residuo dubbio, Gesù domandò: "AVETE QUALCOSA DA MANGIARE?". Gli Apostoli gli porsero del pesce arrostito e Gesù lo mangiò davanti a loro.
Dopo avere convinto gli Apostoli che era veramente risorto, Gesù istituì il sacramento della penitenza: "PACE A VOI! COME IL PADRE HA MANDATO ME, COSI' ANCH'IO MANDO VOI. RICEVETE LO SPIRITO SANTO: A CHI PERDONERETE I PECCATI, SARANNO PERDONATI; E A CHI NON PERDONERETE I PECCATI, RESTERANNO NON PERDONATI".
Il Padre Celeste mandò in questo mondo il suo Unigenito Figlio Gesù per ridare la pace e la gioia agli uomini, perdonando i loro peccati. Durante la sua vita terrena, Gesù perdonò i peccati di persona; ma ora che lascia e torna al Padre, affida questo sublime compito a degli uomini: i vescovi e i sacerdoti perdonano i peccati nel nome di Gesù, e ridanno ai peccatori la pace e la gioia.
A questo punto rileviamo che Tommaso non era presente quando Gesù Risorto apparve per la prima volta agli Apostoli rinchiusi nel cenacolo per paura dei Giudei. Misteriosamente Tommaso non accettò la testimonianza degli altri Apostoli: si disse incredulo: avrebbbe creduto solo se Gesù gli fosse apparso di persona; solo se avesse visto e toccato le sue mani e i suoi piedi forati dai chiodi; solo se avesse visto e toccato il suo costato squarciato dalla lancia del soldato romano. Gesù nella sua bontà lo accontentò, e dopo otto giorni comparve nuovamente agli Apostoli riuniti nel cenacolo, presente Tommaso. Tommaso vide e toccò la mani e i piedi di Gesù forati dai chiodi; vide e toccò il costato di Gesù, squarciato dalla lancia del soldato romano, e finalmente credette che Gesù era veramente risorto, ed esclamò: "MIO SIGNORE E MIO DIO! ".
Le parole conclusive di Gesù hanno un profondo significato: "TOMMASO, TU HAI CREDUTO PERCHE' MI HAI VEDUTO! BEATI COLORO CHE PUR NON AVENDO VISTO, CREDERANNO".
Dal momento della Pentecoste, dal monento cioè in cui lo Spirito Santo prese pieno possesso degli Apostoli, questi incominciarono a testimoniare GESU' RISORTO: le persone rette, pur non avendo visto Gesù Risorto, credettero e furono beate. Allora incominciò la lunga e ininterrotta catena che di generazione in generazione tramandò la lieta notizia che Gesù è veramente risorto e che un giorno risorgeremo anche noi come Gesù. I nostri antenati sono stati beati perchè hanno creduto che Gesù è risorto, pur non avendolo visto; anche noi siamo beati perchè, come i nostri antenati, crediamo che Gesù è risorto, pur non avendolo visto.
Concludiamo ricordando la promessa di Gesù: "CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, AVRA' LA VITA ETERNA, ED IO LO RISUSCITERO' NELL'ULTIMO GIORNO".
Sac. Salvatore Paparo
24 apr 2011
PASQUA DI RISURREZIONE 24 APRILE 2011
OMELIA
Chi è Gesù? Gesù è il Figlio Unigenito di Dio Padre che si è umiliato fino ad assumere tutte le debolezze dell'uomo, escluso il peccato.
Gesù è venuto in questo mondo per realizzare il Regno di Dio Padre: Dio Padre è un Dio misericordioso, un Dio compassionevole che soffre perchè i suoi figlioli hanno peccato, e per il loro peccato sono sofferenti. Dio Padre ama tutti i suoi figlioli, i suoi figlioli buoni e i suoi figlioli cattivi, e per tutti loro fa sorgere il suo sole e fa piovere.
Gesù è venuto a dirci che Dio Padre non giudica, non condanna, non castiga nessuno e che i suoi prediletti sono i poveri, gli esclusi da coloro che si credono giusti. Dio Padre ama i peccatori e tutti coloro che dai benpensanti vengono considerati degni di biasimo.
Gesù predicando il Regno di Dio si è scagliato contro i sommi sacerdoti del suo tempo perchè essi erano uomini che spadroneggiavano sulle persone, uomini che amavano il potere e che per conservare il loro potere non temevano di ammassare ricchezze sfruttando i poveri. I sommi sacerdoti di duemila anni fa hanno capito bene che Gesù li combatteva e anzichè accogliere il suo invito alla conversione, lo hanno eliminato appendendolo a una croce. Ma Dio Padre lo ha risuscitato e lo ha glorificato: il vincitore, pertanto, è Gesù, non sono i suoi nemici, non sono i suoi crocifissori.
Con la risurrezione di Gesù è iniziata l'epoca della redenzione umana: nei primi due millenni noi uomini abbiamo partecipato soprattutto alla passione e alla morte di Gesù.Ora che siamo entrati nel terzo millennio della redenzione, però, dinanzi a noi si apre il lunghissimo periodo di tempo in cui godremo i benefici frutti della passione, della morte e della risurrezione di Gesù: godremo la pace e il benessere mondiali messianici; il Regno di Dio inaugurato da Gesù duemila anni fa si realizzerà in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra che gradualmente preparano i Cieli Nuovi e la Terra Nuova profetizzati dai servi di Dio; si realizzerà l'Età Aurea della Redenzione, fondata sulla santità della famiglia, creata ad immagine e somiglianza della famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo; e redenta con la passione, la morte , la risurrezione di Gesù, con la singolare cooperazione di Maria Santissima, mamma del Corpo Mistico di Gesù.
Oggi è Pasqua: Gesù è veramente risorto. Noi dobbiamo risorgere con Lui rinnegando il nostro peccato e vivendo la vita di Dio nostro Padre che è una vita di amore. Il nostro amore dobbiamo dimostrarlo praticamente beneficando, nei limiti del nostro possibile, tutti senza escludere nessuno, neanche i nostri nemici. Non dobbiamo, inoltre, giudicare nè condannare nessuno: tutti siamo figli di Dio Amore Misericordioso che comprende le nostre debolezze e ci offre il suo perdono, non perchè noi lo meritiamo, ma perchè Lui è compassionevole e noi ne siamo bisognosi.
Gesù Risorto ci conceda il privilegio di essere con Lui costruttori della pace e del benessere mondiali messianici, amandoci gli uni gli altri come lui ci ha amato.
Sac. Salvatore Paparo
Chi è Gesù? Gesù è il Figlio Unigenito di Dio Padre che si è umiliato fino ad assumere tutte le debolezze dell'uomo, escluso il peccato.
Gesù è venuto in questo mondo per realizzare il Regno di Dio Padre: Dio Padre è un Dio misericordioso, un Dio compassionevole che soffre perchè i suoi figlioli hanno peccato, e per il loro peccato sono sofferenti. Dio Padre ama tutti i suoi figlioli, i suoi figlioli buoni e i suoi figlioli cattivi, e per tutti loro fa sorgere il suo sole e fa piovere.
Gesù è venuto a dirci che Dio Padre non giudica, non condanna, non castiga nessuno e che i suoi prediletti sono i poveri, gli esclusi da coloro che si credono giusti. Dio Padre ama i peccatori e tutti coloro che dai benpensanti vengono considerati degni di biasimo.
Gesù predicando il Regno di Dio si è scagliato contro i sommi sacerdoti del suo tempo perchè essi erano uomini che spadroneggiavano sulle persone, uomini che amavano il potere e che per conservare il loro potere non temevano di ammassare ricchezze sfruttando i poveri. I sommi sacerdoti di duemila anni fa hanno capito bene che Gesù li combatteva e anzichè accogliere il suo invito alla conversione, lo hanno eliminato appendendolo a una croce. Ma Dio Padre lo ha risuscitato e lo ha glorificato: il vincitore, pertanto, è Gesù, non sono i suoi nemici, non sono i suoi crocifissori.
Con la risurrezione di Gesù è iniziata l'epoca della redenzione umana: nei primi due millenni noi uomini abbiamo partecipato soprattutto alla passione e alla morte di Gesù.Ora che siamo entrati nel terzo millennio della redenzione, però, dinanzi a noi si apre il lunghissimo periodo di tempo in cui godremo i benefici frutti della passione, della morte e della risurrezione di Gesù: godremo la pace e il benessere mondiali messianici; il Regno di Dio inaugurato da Gesù duemila anni fa si realizzerà in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra che gradualmente preparano i Cieli Nuovi e la Terra Nuova profetizzati dai servi di Dio; si realizzerà l'Età Aurea della Redenzione, fondata sulla santità della famiglia, creata ad immagine e somiglianza della famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo; e redenta con la passione, la morte , la risurrezione di Gesù, con la singolare cooperazione di Maria Santissima, mamma del Corpo Mistico di Gesù.
Oggi è Pasqua: Gesù è veramente risorto. Noi dobbiamo risorgere con Lui rinnegando il nostro peccato e vivendo la vita di Dio nostro Padre che è una vita di amore. Il nostro amore dobbiamo dimostrarlo praticamente beneficando, nei limiti del nostro possibile, tutti senza escludere nessuno, neanche i nostri nemici. Non dobbiamo, inoltre, giudicare nè condannare nessuno: tutti siamo figli di Dio Amore Misericordioso che comprende le nostre debolezze e ci offre il suo perdono, non perchè noi lo meritiamo, ma perchè Lui è compassionevole e noi ne siamo bisognosi.
Gesù Risorto ci conceda il privilegio di essere con Lui costruttori della pace e del benessere mondiali messianici, amandoci gli uni gli altri come lui ci ha amato.
Sac. Salvatore Paparo
21 apr 2011
GIOVEDI SANTO 2011
OMELIA
Gesù iniziò l'Ultima Cena con un gesto che, in un primo momento, suscitò sconcerto nel cuore degli Apostoli. Come l'ultimo dei servi, Lui, il Maestro e il Signore, si inginocchiò e lavò i piedi ai suoi discepoli. Era un gesto simbolico che esprimeva il comportamento pratico tenuto in tutta la sua vita da Gesù, e da Lui varie volte messo in rilievo con queste parole: "IO NON SONO VENUTO IN QUESTO MONDO PER ESSERE SERVITO, MA PER SERVIRE E DARE LA MIA VITA PER TUTTI". Servire significa dare qualcosa di sè agli altri. Il massimo servizio che si può fare è offrire la propria vita a vantaggio degli altri. E' quanto Gesù si accingeva a fare: Egli stava per affrontare la sua Passione e la sua Morte per noi; Passione e Morte che avrebbero fruttificato la sua e la nostra GLORIOSA RISURREZIONE. Questo mistero di passione, di morte e di RISURREZIONE, Gesù lo volle perpetuare istituendo la Santa Messa durante l'Ultima Cena:
"PRENDETE E MANGIATE: QUESTO E' IL MIO CORPO OFFERTO PER VOI". "PRENDETE E BEVETE: QUESTO E' IL MIO SANGUE SPARSO PER VOI". "FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME".
Ricevere l'Eucarestia significa amare Gesù; dire grazie a Gesù per il suo eroico gesto compiuto per noi: significa, infine, imparare da Gesù a servire gli altri. Il Giovedi Santo ci deve fare riflettere seriamente perchè, purtroppo, anzichè vivere per gli altri, spesso viviamo solo per noi, o tutt'al più, anche per la nostra famiglia. Pertanto, Gesù giustamente ci ripete: "SE IO IL MAESTRO E IL SIGNORE HO AGITO COSI'; ANCHE VOI MIEI DISCEPOLI DOVETE AGIRE COME HO AGITO IO" VOI COME ME NON SIETE VENUTI IN QUESTO MONDO PER ESSERE SERVITI, MA PER SERVIRE E DARE LA VOSTRA VITA PER GLI ALTRI".
Nessuno di noi può esimersi dal servire gli altri, dal mettersi a disposizione degli altri, dall'andare incontro ai bisogni degli altri. Dobbiamo notare, però, che non siamo chiamati a servire gli altri tutti allo stesso modo: ciascuno di noi, infatti, ha i suoi doni ricevuti da Dio, ed è con questi nostri doni ricevuti da Dio, che dobbiamo servire gli altri,; non con i doni che gli altri hanno ricevuto da Dio; così come, ad esempio, la mano non può pretendere di servire l'intero corpo come lo serve l'occhio: e. viceversa, l'occhio non può pretendere di servire l'intero corpo come lo serve la mano. Se non teniamo presente questo, corriamo il rischio di misurare gli altri con noi stessi, e se essi non fanno il bene che facciamo noi, facilmente li critichiamo e li disprezziamo. In altre parole, facilmente cadiamo nel fariseismo. Il fariseo agisce con superbia: ha lenti di ingrandimento per esagerare la portata del bene che fa; ed ha occhiali oscuri per non vedere il bene che fanno gli altri. Il nostro servizio, invece, deve essere UMILE: "QUANDO FAI IL BENE, ci ammonisce Gesù, LA TUA DESTRA NON SAPPIA QUELLO CHE FA LA TUA SINISTRA; QUANDO FAI IL BENE, NON SUONARE LA TROMBA PER ATTIRARE SU DI TE LA LODE UMANA, MA AGISCI PER LA GLORIA DEL PADRE CELESTE, DATORE DI OGNI BENE".
A questo punto sottolineamo la necessità che abbiamo di partecipare alla Santa Messa e al Banchetto Eucaristico. Sant'Agostino si rivolgeva così a Gesù: "QUANDO IO MANGIO IL PANE E BEVO IL VINO MATERIALI, MUTO IL PANE E IL VINO NELLA MIA CARNE E NEL MIO SANGUE; INVECE, QUANDO IO MANGIO LA TUA CARNE E BEVO IL TUO SANGUE, NON SONO IO CHE MUTO TE IN ME, MA SEI TU CHE MUTI ME IN TE".
Proprio così: facendo la Comunione Eucaristica, Gesù ci trasforma, ci rende sempre più simili a SE'. E poichè Gesù è amore che si dona agli altri per togliere le loro sofferenze e per comunicare loro la sua felicità; anche noi, facendo la Comunione Eucaristica, diventiamo sempre più amore e sempre più ci doniamo agli altri per togliere le loro sofferenze e comunicare loro la felicità.
Gesù iniziò l'Ultima Cena con un gesto che, in un primo momento, suscitò sconcerto nel cuore degli Apostoli. Come l'ultimo dei servi, Lui, il Maestro e il Signore, si inginocchiò e lavò i piedi ai suoi discepoli. Era un gesto simbolico che esprimeva il comportamento pratico tenuto in tutta la sua vita da Gesù, e da Lui varie volte messo in rilievo con queste parole: "IO NON SONO VENUTO IN QUESTO MONDO PER ESSERE SERVITO, MA PER SERVIRE E DARE LA MIA VITA PER TUTTI". Servire significa dare qualcosa di sè agli altri. Il massimo servizio che si può fare è offrire la propria vita a vantaggio degli altri. E' quanto Gesù si accingeva a fare: Egli stava per affrontare la sua Passione e la sua Morte per noi; Passione e Morte che avrebbero fruttificato la sua e la nostra GLORIOSA RISURREZIONE. Questo mistero di passione, di morte e di RISURREZIONE, Gesù lo volle perpetuare istituendo la Santa Messa durante l'Ultima Cena:
"PRENDETE E MANGIATE: QUESTO E' IL MIO CORPO OFFERTO PER VOI". "PRENDETE E BEVETE: QUESTO E' IL MIO SANGUE SPARSO PER VOI". "FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME".
Ricevere l'Eucarestia significa amare Gesù; dire grazie a Gesù per il suo eroico gesto compiuto per noi: significa, infine, imparare da Gesù a servire gli altri. Il Giovedi Santo ci deve fare riflettere seriamente perchè, purtroppo, anzichè vivere per gli altri, spesso viviamo solo per noi, o tutt'al più, anche per la nostra famiglia. Pertanto, Gesù giustamente ci ripete: "SE IO IL MAESTRO E IL SIGNORE HO AGITO COSI'; ANCHE VOI MIEI DISCEPOLI DOVETE AGIRE COME HO AGITO IO" VOI COME ME NON SIETE VENUTI IN QUESTO MONDO PER ESSERE SERVITI, MA PER SERVIRE E DARE LA VOSTRA VITA PER GLI ALTRI".
Nessuno di noi può esimersi dal servire gli altri, dal mettersi a disposizione degli altri, dall'andare incontro ai bisogni degli altri. Dobbiamo notare, però, che non siamo chiamati a servire gli altri tutti allo stesso modo: ciascuno di noi, infatti, ha i suoi doni ricevuti da Dio, ed è con questi nostri doni ricevuti da Dio, che dobbiamo servire gli altri,; non con i doni che gli altri hanno ricevuto da Dio; così come, ad esempio, la mano non può pretendere di servire l'intero corpo come lo serve l'occhio: e. viceversa, l'occhio non può pretendere di servire l'intero corpo come lo serve la mano. Se non teniamo presente questo, corriamo il rischio di misurare gli altri con noi stessi, e se essi non fanno il bene che facciamo noi, facilmente li critichiamo e li disprezziamo. In altre parole, facilmente cadiamo nel fariseismo. Il fariseo agisce con superbia: ha lenti di ingrandimento per esagerare la portata del bene che fa; ed ha occhiali oscuri per non vedere il bene che fanno gli altri. Il nostro servizio, invece, deve essere UMILE: "QUANDO FAI IL BENE, ci ammonisce Gesù, LA TUA DESTRA NON SAPPIA QUELLO CHE FA LA TUA SINISTRA; QUANDO FAI IL BENE, NON SUONARE LA TROMBA PER ATTIRARE SU DI TE LA LODE UMANA, MA AGISCI PER LA GLORIA DEL PADRE CELESTE, DATORE DI OGNI BENE".
A questo punto sottolineamo la necessità che abbiamo di partecipare alla Santa Messa e al Banchetto Eucaristico. Sant'Agostino si rivolgeva così a Gesù: "QUANDO IO MANGIO IL PANE E BEVO IL VINO MATERIALI, MUTO IL PANE E IL VINO NELLA MIA CARNE E NEL MIO SANGUE; INVECE, QUANDO IO MANGIO LA TUA CARNE E BEVO IL TUO SANGUE, NON SONO IO CHE MUTO TE IN ME, MA SEI TU CHE MUTI ME IN TE".
Proprio così: facendo la Comunione Eucaristica, Gesù ci trasforma, ci rende sempre più simili a SE'. E poichè Gesù è amore che si dona agli altri per togliere le loro sofferenze e per comunicare loro la sua felicità; anche noi, facendo la Comunione Eucaristica, diventiamo sempre più amore e sempre più ci doniamo agli altri per togliere le loro sofferenze e comunicare loro la felicità.
19 apr 2011
CARISSIMO DON PIETRO ZIVNY
Grazie per la tua bella e-mail e l'invio delle foto che ho potuto ammirare con gioia e che mi suggeriscono alcuni pensieri che ti esprimo fraternamente e semplicemente:
1. Il nostro incontro è avvenuto il 2 aprile 2011, sesto anniversario della morte del prossimo beato
Papa Giovanni Paolo II (t'invito a rileggere quanto ho pubblicato nel blog Opera Cenacolo Familiare a commento del nostro incontro del 2 aprile. E' datato 3 aprile 2011).
2. Le foto del nostro incontro me le hai spedite ieri, DOMENICA DELLE PALME. E' UNA DATA BENE AUGURANTE PER L'OPERA CENACOLO FAMILIARE: infatti, 48 anni fa, DOMENICA DELLE PALME DEL 1963, io sono giunto a Cintano come parroco della Comunità Cristiana Cintanese. Era il 7 aprile , GIORNO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GESU':
GLI UOMINI E LE DONNE NEGLI ULTIMI DUE MILLENNI CI SIAMO UNITI ALLA PASSIONE E MORTE REDENTRICI DI GESU'. A PARTIRE DAL TERZO MILLENNIO GLI UOMINI E LE DONNE GODREMO, IN MODO STRAORDINARIO, I FRUTTI DELLA PASSIONE, DELLA MORTE, DELLA RISURREZIONE DI GESU' E DEL CORPO MISTICO DI GESU': GODREMO LA PACE E IL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; IL REGNO DI DIO SI REALIZZERA' IN TUTTE LE SUE MIGLIORI ESPRESSIONI POSSIBILI IN QUESTA TERRA, CHE GRADUALMENTE PREPARERANNO I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA; SI REALIZZERA' L'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE, FONDATA SULLA SANTITA' DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; E REDENTA CON LA PASSIONE, MORTE, RISURREZIONE DI GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO, CON LA SINGOLARE COOPERAZIONE DI MARIA SANTISSIMA, MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU'.
3. T'invito a visitare il blog rai vaticano
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Comparirà: Corrispondenze migliori per rai vaticano blog
Il papa Benedetto XVI non può tardare a indire il Concilio Ecumenico Vaticano III. Passa al testo.
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A sinistra troverai:
GESU' UNICO SALVATORE DEL MONDO
hanno proposto a quando il nostro prossimo incontro...
Clicca su GESU' UNICO SALVATORE DEL MONDO
Comparirà EL FILOSOFO. Premi sulla freccetta di destra verso il basso e comparirà questo testo:
SABATO 2 DE ABRIL DE 2011
GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO,
due aprile 2011, che meravigliosa giornata!
Un gruppo di circa diciotto persone, provenienti da Milano,
sono venuti a trovarmi.
Sono in tutto consenzienti con quanto propone sulle urgenti proposte che l'Opera Cenacolo Familiare propone alla Chiesa Cattolica.
Nel loro genuino entusiasmo mi hanno proposto a quando il nostro prossimo incontro fraterno.
Non lo so, Gesù, so, però, Gesù, che il papa Benedetto XVI non può tardare a indire il Concilio Ecumenico Vaticano III.
Esaudiscimi, mio Signore!
Sac. Salvatore Paparo
PUBLICADO POR SAC. SALVATORE PAPARO
EN 21:16
O COMENTARIOS
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Carissimo don Pietro,
la lettera non l'ho scritta io, ma corrisponde pienamente al mio pensiero.
LA CONSIDERO UN PREZIOSO DONO DEL CIELO.
Un abbraccio fraterno
Sac. Salvatore Paparo
CINTANO 19 APRILE 2011: SESTO ANNIVERSARIO DELL'ELEZIONE A PAPA
DI BENEDETTO XVI.
1. Il nostro incontro è avvenuto il 2 aprile 2011, sesto anniversario della morte del prossimo beato
Papa Giovanni Paolo II (t'invito a rileggere quanto ho pubblicato nel blog Opera Cenacolo Familiare a commento del nostro incontro del 2 aprile. E' datato 3 aprile 2011).
2. Le foto del nostro incontro me le hai spedite ieri, DOMENICA DELLE PALME. E' UNA DATA BENE AUGURANTE PER L'OPERA CENACOLO FAMILIARE: infatti, 48 anni fa, DOMENICA DELLE PALME DEL 1963, io sono giunto a Cintano come parroco della Comunità Cristiana Cintanese. Era il 7 aprile , GIORNO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GESU':
GLI UOMINI E LE DONNE NEGLI ULTIMI DUE MILLENNI CI SIAMO UNITI ALLA PASSIONE E MORTE REDENTRICI DI GESU'. A PARTIRE DAL TERZO MILLENNIO GLI UOMINI E LE DONNE GODREMO, IN MODO STRAORDINARIO, I FRUTTI DELLA PASSIONE, DELLA MORTE, DELLA RISURREZIONE DI GESU' E DEL CORPO MISTICO DI GESU': GODREMO LA PACE E IL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; IL REGNO DI DIO SI REALIZZERA' IN TUTTE LE SUE MIGLIORI ESPRESSIONI POSSIBILI IN QUESTA TERRA, CHE GRADUALMENTE PREPARERANNO I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA; SI REALIZZERA' L'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE, FONDATA SULLA SANTITA' DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; E REDENTA CON LA PASSIONE, MORTE, RISURREZIONE DI GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO, CON LA SINGOLARE COOPERAZIONE DI MARIA SANTISSIMA, MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU'.
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Il papa Benedetto XVI non può tardare a indire il Concilio Ecumenico Vaticano III. Passa al testo.
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GESU' UNICO SALVATORE DEL MONDO
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SABATO 2 DE ABRIL DE 2011
GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO,
due aprile 2011, che meravigliosa giornata!
Un gruppo di circa diciotto persone, provenienti da Milano,
sono venuti a trovarmi.
Sono in tutto consenzienti con quanto propone sulle urgenti proposte che l'Opera Cenacolo Familiare propone alla Chiesa Cattolica.
Nel loro genuino entusiasmo mi hanno proposto a quando il nostro prossimo incontro fraterno.
Non lo so, Gesù, so, però, Gesù, che il papa Benedetto XVI non può tardare a indire il Concilio Ecumenico Vaticano III.
Esaudiscimi, mio Signore!
Sac. Salvatore Paparo
PUBLICADO POR SAC. SALVATORE PAPARO
EN 21:16
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Carissimo don Pietro,
la lettera non l'ho scritta io, ma corrisponde pienamente al mio pensiero.
LA CONSIDERO UN PREZIOSO DONO DEL CIELO.
Un abbraccio fraterno
Sac. Salvatore Paparo
CINTANO 19 APRILE 2011: SESTO ANNIVERSARIO DELL'ELEZIONE A PAPA
DI BENEDETTO XVI.
17 apr 2011
DOMENICA DELLE PALME CINTANO 17 APRILE 2011
OMELIA
Con la Domenica delle Palme iniziamo la Settimana Samta, la settimana più solenne dell'anno liturgico in cui celebriamo Gesù nostro Buon Pastore che ci ha amato fino alla fine, accettando per noi una Passione Atroce e la Morte in Croce, la pena riservata ai più grandi malfattori.
Nei preziosi giorni della Settimana Santa dobbiamo meditare particolarmente sulle tre ore di agonia di Gesù nell'orto di Getsemani, e sulle tre ore di agonia di Gesù sulla Croce.
Nel Getsemani Gesù fu preso da una grande paura e da una grande tristezza tanto da dire agli Apostoli: "L'ANIMA MIA E' COSI' TRISTE DA POTERE MORIRE".
Ma perchè Gesù aveva paura ed era triste? Gesù aveva paura ed era triste perchè da lì a poco avrebbe dovuto soffrire la flagellazione, pena tremenda durante la quale tantissimi condannati morivano; Gesù aveva paura ed era triste perchè di lì a poco sarebbe stato crocifisso.
Pensiamo innanzi tutto alle tre ore di agonia di Gesù nel Gestsemani. Gesù nel Getsemani sentì profondamente il peso della sua Passione e della sua Morte imminenti e, dominato da una immensa angoscia, rivolse a Dio Padre questa supplica: "PADRE, SE E' POSSIBILE, ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE, PERO' SIA FATTA LA TUA VOLONTA' E NON LA MIA". Con il suo comportamento Gesù ci insegna che nelle nostre sofferenze possiamo sì chiedere a Dio che ci liberi da esse. Dio ci esaudirà di certo, ma ad una condizione: che la nostra richiesta sia davvero per il nostro bene e per il bene degli altri. E poichè solo Dio conosce se la nostra richiesta è per il nostro bene e per il bene degli altri, dobbiamo concludere la nostra preghiera sempre come Gesù: "PADRE, PERO', SIA FATTA LA TUA VOLONTA', E NON LA MIA". Riflettiamo: Gesù ha chiesto al Padre di liberarlo dalla sua Passione e dalla sua Morte. Dio Padre, però, non potè esaudirlo perchè Gesù soltanto con la sua Passione e con la sua Morte in Croce poteva salvarci dal peccato e dalle conseguenze del peccato; Dio Padre non potè esaudirlo perchè Gesù soltanto con la sua Passione e con la sua Morte in Croce poteva donarci la pienezza della sua vita e della sua gioia. E Gesù ubbidì al Padre.
L'esempio di Gesù ci deve sospingere a fidarci sempre del Padre Celeste, perchè il Padre Celeste agisce sempre per il nostro migliore bene anche quando non riusciamo a capire il motivo della sua volontà.
Passiamo alle tre ore di agonia di Gesù SULLA CROCE. Gesù nella sua sofferenza di crocifisso si sentì solo, si sentì persino abbandonato dal Padre: "DIO MIO, DIO MIO, PERCHE' MI HAI ABBANDONATO? ". Quelli furono momenti terribili per Gesù! Gesù patì la tentazione della disperazione! Gesù, però, in tutto simile a noi eccetto che nel peccato, non si disperò e morì pronunziando parole di filiale fiducia: "PADRE, NELLE TUE MANI AFFIDO IL MIO SPIRITO, AFFIDO LA MIA VITA". E Gesù non fu deluso nella sua fiducia filiale. L'ultima parola, infatti,
non fu la crocifissione e la morte di Gesù, MA LA SUA RISURREZIONE. Dio Padre lo ha risuscitato, dimostrando così che i vincitori non sono stati i suoi nemici, non sono stati coloro che Lo hanno crocifisso e ucciso, MA GESU', GESU' CHE CON LA SUA MORTE E CON LA SUA RISURREZIONE HA DISTRUTTO LA NOSTRA MORTE E CI HA RIDONATO LA VITA.
Quanto abbiamo detto in questa breve riflessione all'inizio della Settimana Santa, faccia sorgere in noi sentimenti di profonda gratitudine VERSO GESU', UNICO NOSTRO SALVATORE, E VERSO IL NOSTRO PADRE CELESTE CHE PER SALVARE NOI SUOI FIGLI ADOTTIVI HA CCETTATO CHE IL SUO UNIGENITO FIGLIO GESU' SOFFRISSE LA PASSIONE E LA MORTE.
Sac. Salvatore Paparo
Con la Domenica delle Palme iniziamo la Settimana Samta, la settimana più solenne dell'anno liturgico in cui celebriamo Gesù nostro Buon Pastore che ci ha amato fino alla fine, accettando per noi una Passione Atroce e la Morte in Croce, la pena riservata ai più grandi malfattori.
Nei preziosi giorni della Settimana Santa dobbiamo meditare particolarmente sulle tre ore di agonia di Gesù nell'orto di Getsemani, e sulle tre ore di agonia di Gesù sulla Croce.
Nel Getsemani Gesù fu preso da una grande paura e da una grande tristezza tanto da dire agli Apostoli: "L'ANIMA MIA E' COSI' TRISTE DA POTERE MORIRE".
Ma perchè Gesù aveva paura ed era triste? Gesù aveva paura ed era triste perchè da lì a poco avrebbe dovuto soffrire la flagellazione, pena tremenda durante la quale tantissimi condannati morivano; Gesù aveva paura ed era triste perchè di lì a poco sarebbe stato crocifisso.
Pensiamo innanzi tutto alle tre ore di agonia di Gesù nel Gestsemani. Gesù nel Getsemani sentì profondamente il peso della sua Passione e della sua Morte imminenti e, dominato da una immensa angoscia, rivolse a Dio Padre questa supplica: "PADRE, SE E' POSSIBILE, ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE, PERO' SIA FATTA LA TUA VOLONTA' E NON LA MIA". Con il suo comportamento Gesù ci insegna che nelle nostre sofferenze possiamo sì chiedere a Dio che ci liberi da esse. Dio ci esaudirà di certo, ma ad una condizione: che la nostra richiesta sia davvero per il nostro bene e per il bene degli altri. E poichè solo Dio conosce se la nostra richiesta è per il nostro bene e per il bene degli altri, dobbiamo concludere la nostra preghiera sempre come Gesù: "PADRE, PERO', SIA FATTA LA TUA VOLONTA', E NON LA MIA". Riflettiamo: Gesù ha chiesto al Padre di liberarlo dalla sua Passione e dalla sua Morte. Dio Padre, però, non potè esaudirlo perchè Gesù soltanto con la sua Passione e con la sua Morte in Croce poteva salvarci dal peccato e dalle conseguenze del peccato; Dio Padre non potè esaudirlo perchè Gesù soltanto con la sua Passione e con la sua Morte in Croce poteva donarci la pienezza della sua vita e della sua gioia. E Gesù ubbidì al Padre.
L'esempio di Gesù ci deve sospingere a fidarci sempre del Padre Celeste, perchè il Padre Celeste agisce sempre per il nostro migliore bene anche quando non riusciamo a capire il motivo della sua volontà.
Passiamo alle tre ore di agonia di Gesù SULLA CROCE. Gesù nella sua sofferenza di crocifisso si sentì solo, si sentì persino abbandonato dal Padre: "DIO MIO, DIO MIO, PERCHE' MI HAI ABBANDONATO? ". Quelli furono momenti terribili per Gesù! Gesù patì la tentazione della disperazione! Gesù, però, in tutto simile a noi eccetto che nel peccato, non si disperò e morì pronunziando parole di filiale fiducia: "PADRE, NELLE TUE MANI AFFIDO IL MIO SPIRITO, AFFIDO LA MIA VITA". E Gesù non fu deluso nella sua fiducia filiale. L'ultima parola, infatti,
non fu la crocifissione e la morte di Gesù, MA LA SUA RISURREZIONE. Dio Padre lo ha risuscitato, dimostrando così che i vincitori non sono stati i suoi nemici, non sono stati coloro che Lo hanno crocifisso e ucciso, MA GESU', GESU' CHE CON LA SUA MORTE E CON LA SUA RISURREZIONE HA DISTRUTTO LA NOSTRA MORTE E CI HA RIDONATO LA VITA.
Quanto abbiamo detto in questa breve riflessione all'inizio della Settimana Santa, faccia sorgere in noi sentimenti di profonda gratitudine VERSO GESU', UNICO NOSTRO SALVATORE, E VERSO IL NOSTRO PADRE CELESTE CHE PER SALVARE NOI SUOI FIGLI ADOTTIVI HA CCETTATO CHE IL SUO UNIGENITO FIGLIO GESU' SOFFRISSE LA PASSIONE E LA MORTE.
Sac. Salvatore Paparo
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