Translate

3 apr 2014

ANNO A QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA

                             “ GESU’ LUCE DEGLI UOMINI “

Domenica scorsa, il brano evangelico ci presentò Gesù COME ACQUA VIVA: solo Lui può dissetare la nostra sete di felicità. Gesù, infatti, disse alla Samaritana: “ CHI BEVE L’ACQUA CHE IO GLI DARO’, NON AVRA’ PIU’ SETE IN ETERNO “.  E alla richiesta della donna: “ Signore, dammi di quest’acqua che mi disseta PER SEMPRE “, Gesù rispose: “L’ACQUA VIVA CHE DISSETA PER SEMPRE, SONO IO CHE TI PARLO “.

Continuando nella linea dei simboli, oggi la Sacra Scrittura ci presenta GESU’ COME LUCE DELLA NOSTRA VITA.

Nel prologo del vangelo di San Giovanni leggiamo: “ GESU’ E’ LA LUCE DEGLI UOMINI. LA LUCE RISPLENDE FRA LE TENEBRE, MA LE TENEBRE NON L’HANNO RICEVUTA. A QUANTI PERO’ L’ACCOLSERO DIEDE IL POTERE DI DIVENTARE FIGLI DI DIO”.

Tenendo presenti le parole di San Giovanni, analizziamo la pagina evangelica che abbiamo proclamato un momento fa e che ci ha ricordato LA GUARIGIONE MIRACOLOSA DEL CIECO NATO. Gesù operò la guarigione per il bene dell’ammalato e anche perché i presenti lo accogliessero come il Messia Redentore degli uomini. Purtroppo, però, SOLO UNO SEPPE LEGGERE GIUSTANMENTE DENTRO IL FATTO: IL MIRACOLATO. Egli, vedendosi guarito, in contrasto con l’opinione dei Farisei, dedusse che Gesù era UN PROFETA, UN UOMO GIUSTO  e ciò perché Dio esaudisce i giusti e non i peccatori. E per testimoniare la santità di Gesù,  il miracolato si lasciò percuotere e cacciare malamente dal sinedrio. Qualche ora dopo, Gesù si trovò dinanzi al cieco nato guarito, lo lodò per la sua generosa testimonianza, e per premiarlo gli rivelò la sua identità: “ CREDI TU NEL FIGLIO DELL’UOMO? “ Ossia: “ CREDI TU NEL MESSIA, IN COLUI CHE DEVE VENIRE PER SALVARE IL MONDO? “. Il miracolato gli rispose: “ E CHI E’, SIGNORE, PERCHE’ IO CREDA IN LUI? “. Gli disse Gesù: “ TU LO STAI VEDENDO: SONO PROPRIO IO CHE PARLO CON TE “. Il cieco nato guarito fece il suo convinto atto di fede: “ SI’, SIGNORE, IO CREDO”. In quel momento colui che aveva ricevuto miracolasamente LA LUCE DEL CORPO, RICEVETTE ANCHE LA LUCE DELL’ANIMA GESU’, E DIVENNE FIGLIO DI DIO.

Al contrario del miracolato, tutti gli altri protagonisti della narrazione, RIFIUTARONO GESU’ COME LUCE DELLA LORO VITA.

Innanzi tutto rifiutarono la Luce –Gesù i farisei: essi credevano che Gesù era peccatore perché aveva operato il miracolo in giorno di sabato. Secondo loro Gesù non aveva rispettato il riposo festivo perché con la saliva aveva fatto del fango e lo aveva spalmato sugli occhi del cieco. Ma si sbagliavano. Gesù altre volte si era difeso ma inutilmente di questa accusa calunniosa. Lo aveva fatto per esempio quando, un giorno di sabato, imponendole le mani, aveva guarito una povera donna che soffriva da diciotto anni. Gesù in quell’occasione si difese con queste parole infuocate: “ Ipocriti, ognuno di voi non scioglie dalla greppia il bue o l’asino per condurlo a bere in giorno di sabato? E questa figlia di Abramo, malata da diciotto anni, non doveva essere sciolta dal suo male in giorno di sabato? Se il figlio di uno di voi o anche un vostro bue cade in un pozzo, chi non lo tira subito fuori, anche in giorno di sabato? DUNQUE, E’ LECITO FARE DEL BENE IN GIORNO DI SABATO”.

Oltre ai farisei, rifutarono Gesù come luce della loro vita, anche i genitori del cieco nato guarito. Essi sapevano bene che era stato Gesù a dare la vista al loro figliolo. Ammettere tale miracolo, però, per loro sarebbe stato lo stesso che proclamare Gesù MESSIA. Ma se avessero proclamato Gesù Messia, sarebbero stati allontanati dal Sinedrio  A FORZA DI BASTONATE. Essi non ebbero il coraggio di testimoniare la verità e quindi alla domanda dei Farisei se era stato Gesù a guarire il loro figliolo, risposero: “NON LO SAPPIAMO”. Per paura della sofferenza, dunque,  rifiutarono Gesù. Questo peccato si ripete spesso. Si può ripetere anche in noi se per paura della critica degli altri, non abbiamo il coraggio di testimoniare apertamente e generosamente Gesù, la nostra fede, le nostre convinzioni religiose. Gesù a propisito usa parole molto dure: “SE QUALCUNO MI RINNEGA DINANZI AGLI UOMINI; ANCH’IO LO RINNEGHERO’ DAVANTI AL PADRE MIO”. Se, invece, noi professiamo Gesù apertamente e generosamente con le parole e con i fatti, valgono per noi le altre parole di Gesù:”SE QUALCUNO MI RICONOSCERA’ DAVANTI AGLI UOMINI, ANCH’IO LO RICONOSCERO’ DAVANTI AL PADRE MIO” E ciò significa che un giorno saremo cittadini felici del Paradiso.

 Sac. Salvatore Paparo

31 mar 2014

PREGHIERE

A MARIA SANTISSIMA


O MARIA, MADRE DELLA GRAZIA E DELLE GRAZIE, ESAUDISCI LA MIA UMILE, FIDUCIOSA, FILIALE SUPPLICA: FA’ CHE LA SECONDA PENTECOSTE D’AMORE, INIZIATA NELLA SOLENNITA’ DELLA SANTISSIMA TRINITA’, ANNO 2005, ANNO CHE COINCISE CON LA MIA VITTORIOSA LOTTA CONTRO LA MIA MALATTIA MORTALE, DA VOI PREDETTA E STABILITA COME INIZIO DEL NATURALE SVILUPPO DELLA VOSTRA OPERA CENACOLO FAMILIARE, PORTI LA PACE E IL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI, L’ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO, E REDENTA CON LA PASSIONE, MORTE E RISURREZIONE DEL TUO GESU’, SPOSO DELLA CHIESA. AFFRETTA L’ERA DELL’AMORE E DELLA PACE IN CUI GLI UOMINI NON SI COMBATTERANNO PIU’, NON SI PREPARERANNO PIU’ ALLA GUERRA, TRASFORMERANNO LE ARMI IN STRUIMENTI DI BENESSERE E UTILILIZZERANNO LE IMMENSE RICCHEZZE DEL CREATO PER DEBELLA RE LA FAME, LA POVERTA’, LE MALATTIE E LE DISUGUAGLIANZE SOCIALI. AMEN”.

ALLLOSPIRITO SANTO



“ O SPIRITO SANTO, O SPIRITO D’AMORE, ESAUDISCI LA MIA UMILE, FIDUCIOSA, FILIALE SUPPLICA: TU, IL PADRE CELESTE, IL FIGLIO UNIGENITO DEL PADRE CELESTE GESU’. MI AVETE AMATO CON UN AMORE ETERNO DI SINGOLARE PRIVILEGIO DI PREDILEZIONE, CONOSCIUTO FIN DAL SENO MATERNO, FATTO NASCERE NELLA SOLENNITA’ DI MARIA SANTISSIMA, MAMMA ASSUNTA IN CIELO IN ANIMA E CORPO GLORIFICATI; PROFETIZZATO SUBITO DOPO LA MIA NASCITA LA MIA MIRABILE MISSIONE, PROMULGATA SOLENNEMENTE DAL MIO AMATO E SANTO PAPA’ GIUSEPPE: “LO CHIAMEREMO SALVATORE: CHE SALVI LA FAMIGLIA E IL MONDO”; FATTO CRISTIANO, SACERDOTE PER SEMPRE AL MODO DI MELCHISEDEK; PADRE, APOSTOLO E PROFETA DELL’OPERA CENACOLO FAMILIARE. TU MI HAI SEGUITO SEMPRE IN MODO MIRABILE PERCHE’ IO REALIZZASSI LA VOSTRA OPERA CENACOLO FAMILARE. OPERA IM ME QUELLE TRASFORMAZIONI E QUELLE AGGIUNTE CHE REPUTI OPPORTUNE O NECESSARIE PERCHE’ IO COMPIA CON FEDELTA’ LA MIA MISSIONE. TRASFORMA ME, I MIEI FIGLI E LE MIE FIGLIE DI OGGI E DI DOMANI IN FERVENTI APOSTOLI DELLA SECONDA PENTECOSTE D’AMORE, COME HAI TRASFORMATO IN FERVENTI APOSTOLI DELLA PRIMA PENTECOSTE D’AMORE I PRESCELTI DI GESU’. AFFIDO LA MIA SUPPLICA ALLA SACRA FAMIGLIA DI NAZARET DEI CUORI SACRATISSIMI DI GESU’, DI MARIA E DI GIUSEPPE, AI MIEI SANTI PATRONI, PARTICOLARMENTE A SAN GIOVANNI BATTISTA, A SAN ROCCO, AL SANTO CURATO D’ARS, A PAPA GIOVANNI, A SAN MASSIMILIANO KOLBE, A SANTA RITA, A SANTA BRIGIDA, AI SANTI E AGLI ANGELI DEL CIELO, AL MIO ANGELO CUSTODE”.


A GESU’




DOMINE, DA MIHI INTELLIGENDI ACUMEN,
RETINENDI CAPACITATEM,
ADDISCENDI MODUM ET FACILITATEM,
INTERPRENTANDI SUBTILITATEM,
LOQUENDI ET SCRIBENDI GRATIAM COPIOSAM,
INGRESSUM INSTRUAS,
PROGRESSUM DIRIGAS,
EGRESSUM COMPLEAS. AMEN ”.

Cintano 24 agosto
Festa di San Bartolomeo.

VENERDI 28 MARZO 2014 ORE 5,30
MI ALZO DAL LETTO
VADO COME SEMPRE NELLO STUDIO
PRESSO IL COMPUTER
TROVO QUESTO FOGLIO , DONO DEL CIELO



AI MIEI AMICI


oggi desidero farvi una confidenza: voi che conoscete GRAN PARTE DELLA MIA VITA, siete in grado di comprendermi pienamente: come sapete, il Signore e la Madonna hanno permesso che nel corso della mia esistenza fossi colpito da tante malattie: essi però mi hanno sempre guarito miracolosamente: basta pensare alla guarigione miracolosa del cancro alla vescica e alla prostata; al diabete: l’ultimo rilievo di glicemia è di 92 e il medico mi ha detto “MA LEI E’ GUARITO DEL DIABETE”; al mio fegato e ai miei reni che erano a pezzi e adesso sto benissimo. PERO’ il Signore e la Madonna mi hanno lasciato un male fisico che mi fa soffrire moltissimo: SONO MOLTO DEBOLE DI STOMACO: non ho dolori ma una specie di debolezza che si ripercuote in tutto il corpo; mi dà un senso di tremito generale come se dovessi morire. Ma quando mi sembra di essere alla fine torno improvvisamente normale e sto bene.

Io non so se il Signore e la Madonna mi lasceranno per tutta la vita questo male perché io tocchi per sempre la mia piccolezza, la mia nullità e non mi insuperbisca per le cose grandi che hanno operato e che opereranno in me IN VISTA DELL’ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO, E REDENTA CON LA PASSIONE, MORTE E RISURREZIONE DI GESU’, SPOSO DELLA CHIESA.

Qualche volta mi passa il pensiero che Gesù e la Madonna mi guariranno anche di questo male perché andiamo incontro oltre che ALLA PACE anche AL BENESSERE MONDIALE MESSIANICO. Però il Papa Giovanni XXIII mi istruisce dicendomi di vivere alla giornata. Del resto è l’insegnamento di Gesù:

“NON PREOCUPATEVI DEL DOMANI: BASTA AD OGNI GIORNO LA SUA PENA”.


Sac. Salvatore Paparo.

Cintano 8 settembre 2008

Festa della Natività di Maria

Sempre Vergine.

24 mar 2014

JESUS AGUA VIVA

TERCER DOMINGO DE CUARESMA A
23 de marzo 2014

Dios creó el mundo material y el mundo espiritual de una manera similar, por lo tanto, hechas las aclaraciones necesarias, podemos atribuir a uno lo que sabemos del otro. Y ya estamos en condiciones de comprender más fácilmente lo que experimentamos en nuestro cuerpo, Dios se sirve de las necesidades de nuestro cuerpo para que nos enseñe acerca de las necesidades de nuestra alma.
HOY es el ejemplo del AGUA Y DE LA SED .
El AGUA es EL VEHÍCULO de LA VIDA . ¿Quién vive siente la necesidad de beber agua. Por lo tanto, necesitan beber agua los hombres, animales y plantas. Si ellos no tienen agua sufren de sed, y poco a poco mueren lentamente. Es precisamente para superar el dolor de la sed y la consiguiente muerte que kos Judios que se encuentren en el desierto seco comenzaron a murmurar contra Moisés y le dijeron : " ¿Por qué nos has hecho salir de Egipto para morir de sed en el desierto ? " . Dios, sin embargo , como siempre, tuvo compasión de su pueblo, y milagrosamente hizo fluir de un montón de rocas el agua para que los israelitas pudieran beber y seguir viviendo .
Hay que destacar que no sólo nuestro cuerpo sino también nuestra alma necesita y tiene sed de agua , pero el agua no es material, sino un agua especial, necesita  beber de un agua que DE LA FELICIDAD". Esta agua Especial es  JESÚS. Por eso Jesús nos dice cómo a la Sanaritana: "todo el que bebe Esta AGUA VOLVERÀ A TENER SED, PERO SI TOMA EL AGUA  QUE LE VOY  A DAR', no tendrá "jamás SED para SIEMPRE." La mujer hizo esta solicitud a Jesús: "Señor, dame de esa POR QUÉ ' NO TENGA MÁS" SED". Jesús le respondió: "Yo soy esa agua el que habla contigo". En este sentido entendemos el salmista que canta : "Mi alma tiene sed del Dios vivo . " Pero acerquémonos más a la historia del Evangelio para comprender mejor que sólo Jesús es el agua especial que puede saciar nuestra sed de felicidad para siempre: Jesús está cansado y se sienta en el borde del pozo. Al pozo llega una mujer samaritana pecadora: esta mujer tantas veces había dicho  no a la voz interior de Dios de converirse. Ahora élla está en frente a su Dios en forma humana, pero ella no lo sabe. La pedagogía utilizada por Jesús para convertir a la mujer se está moviendo. Jesús toma la apariencia de un mendigo , PERO NO PARA RECIBIR SINO PARA DONAR. Él dice a la mujer : "Mujer, Dame de beber " La mujer se rehusa, Jesús continúa: " Si supieras quien dice: Dame de beber, tú mismo les habrías pedido a Él EL AGUA VIVA". La mujer no entiende, piensa en un " agua material. Y todavía piensa que un agua material cuando Jesús afirma que todo el que bebe de su agua se saciarà para siempre: "Señor, dame de esa POR QUÉ  NO TENGA MÁS  SED" . Jesús no impazienta no reprendió a la mujer por sus argumentos, y para iluminar y convertirLA penetra el secreto de su vida: " VA " a LLAMAR A TU MARIDO "- " NO TENGO MARIDO " " DEBE DE HABER CONTESTADO CON SINCERIDAD": HAS TENIDO EN REALIDAD cinco maridos y el que ahora tienes no es ' TU MARIDO " .
La mujer finalmente concluye: JESÚS es el agua viva que sacia para siempre la sed de felicidad de los HOMBRES", reniega de sus pecados pasados ​​y Jesús la inunda de alegría. El pecador convertido y perdonado, lleno de felicidad se convierte en un apóstol: va a la ciudad y predicar a todos: "Yo he encontrado al Mesías ! Me dijo todo lo que he hecho". Tras el testimonio de la mujer, muchos samaritanos se acercaron a Jesús , también, se convencieron de que sólo Jesús es el agua especial que apaga la sed de eterna felicidad de la humanidad, también se convertieron y felizmente exclamaron : " JESÚS ES REALMENTE EL SALVADOR DEL MUNDO."
Al final hacemos un breve examen de conciencia: SI TENEMOS TODAVÍA SED DE LA FELICIDAD' , vamos a convertir JESÚS EN CUMPLIMIENTO amoroso de SUS MANDAMIENTOS Y ESTAREMOS FELICES . SIN EMBARGO, SI JESÚS YA 'apagó nuestra sed de felicidad ', vamos a ser apóstoles como la samaritana: a los que están tristes Porque buscan la felicidad en lo que no puede darla, es decir, en el pecado, le hacemos la invitación que Jesús como hace dos mil años hizo:
           "Quien tiene sed venga a mí y tomar . "
            "Quien bebe agua que yo le daré ' no va a tener MÁS SED PARA SIEMPRE " .

Sac. Salvatore Paparo

GESU’ ACQUA VIVA


TERZA DOMENICA DI QUARESIMA  A

23 MARZO 2014

 

OMELIA

 

Dio ha creato il mondo materiale e il mondo spirituale in modo simile, tanto che, fatte le dovute precisazioni, possiamo attribuire all’uno quanto conosciamo dell’altro. E poiché noi riusciamo a capire più facilmente quello che sperimentiamo nel nostro corpo, Dio si serve delle esigenze del nostro corpo per ammaestrarci sulle esigenze della nostra anima.

OGGI  E’ LA VOLTA DELL’ACQUA E DELLA SETE.

L’ACQUA E’ VEICOLO DI VITA. Chi vive sente la necessità di bere acqua. Hanno perciò bisogno di bere acqua gli uomini, gli animali e le piante. Se essi non dispongono di acqua soffrono la sete, deperiscono e lentamente lentamente muoiono. E appunto per vincere la sofferenza della sete e la conseguente morte che gli Ebrei trovatisi nel deserto asciutto, tormentati dall’arsura, incominciarono a mormorare contro Mosè, dicendogli: “ PERCHE’ CI HAI FATTO USCIRE DALL’EGITTO PER FARCI MORIRE DI SETE NEL DESERTO? “. Dio, però, come sempre, ebbe compassione del suo popolo e miracolosamente fece scaturire da una roccia acqua abbondante tanto che gli Ebrei poterono dissetarsi e continuare a vivere.

Dobbiamo precisare che non solo il nostro corpo, ma anche la nostra anima necessita e ha sete di acqua; però non necessita di  acqua materiale, ma di un’acqua speciale, di un’acqua che disseti per sempre la sua sete DI FELICITA’. Quest’acqua speciale E’ GESU’. Per cui Gesù come alla Sanaritana ci dice: “CHIUNQUE BEVE L’ACQUA MATERIALE TORNA AD AVERE SETE; MA CHI BEVE DELL’ACQUA CHE IO GLI DARO’, NON AVRA’ PIU’ SETE IN ETERNO”.  La donna fece questa richiesta a Gesù: “ SIGNORE, DAMMI DI QUEST’ACQUA PERCHE’ IO NON ABBIA PIU’ SETE”. Gesù le rispose: “ SONO IO, IO CHE PARLO CON TE “. Sotto questa luce comprendiamo il salmista che canta: “ L’ANIMA MIA HA SETE DEL DIO VIVENTE”. Ma accostiamoci più da vicino al racconto evangelico per comprendere maggiormente che solo Gesù è l’acqua speciale che può dissetare per sempre la nostra sete di felicità : Gesù è stanco e si siede sull’orlo del pozzo. Al pozzo arriva una donna samaritana peccatrice: questa donna tante volte aveva risposto di no alla voce interiore di Dio che la sollecitava a converirsi. Ora si trova dinanzi al suo Dio sotto forma umana; ma lei non lo sa. La pedagogia usata da Gesù per convertire la donna è commovente. Gesù assume le vesti del mendicante, PERO’ NON PER RICEVERE MA PER DONARE.  Dice alla donna: “ DONNA, DAMMI DA BERE!” La donna si rifuta di dissetare Gesù, E Gesù prosegue: “ SE TU CONOSCESSI COLUI CHE DI DICE: DAMMI DA BERE, TU STESSA GLIENE AVRESTI CHIESTO ED EGLI TI AVREBBE DATO DELL’ACQUA VIVA”. La donna non capisce, pensa ad un’ acqua materiale. E pensa ancora ad un’acqua materiale quando Gesù le precisa  che che chi beve della sua acqua SI DISSETA PER SEMPRE: “ SIGNORE, DAMMI DI QUEST’ACQUA PERCHE’ IO NON ABBIA PIU’ SETE E NON DEBBA PIU’ VENIRE A QUESTO POZZO PER ATTINGERE ACQUA”. Gesù non si impazienta, non rimprovera la donna per i suoi ragionamenti terra terra, e per illuminarla e convertirla, penetra nel segreto della sua vita : “ VA’ A CHIAMARE TUO MARITO” ; “ NON HO MARITO” “ HAI RISPOSTO CON SINCERITA’: HAI AVUTO INFATTI CINQUE MARITI E L’UOMO CHE HAI ADESSO NON E’ TUO MARITO”.

La donna finalmente comprende: GESU’ E’ L’ACQUA VIVA CHE DISSETA PER SEMPRE LA SETE DI FELICITA’ DEGLI UOMINI,  rinnega il suo passato di peccato e Gesù la inonda di gioia. La peccatrice convertita e  perdonata, ricolma di felicità diventa apostola: va in città e predica a tutti: “HO TROVATO IL MESSIA! MI HA DETTO TUTTO QUELLO CHE HO FATTO”.  In seguito alla testimonianza della donna convertita e dissetata, molti samaritani andarono da Gesù. Anch’essi si convinsero che solo Gesù è l’acqua speciale che disseta per sempre la sete di felicità degli uomini, anch’essi  si convertirono e felici esclamarono: “ GESU E’ VERAMENTE IL SALVATORE DEL M ONDO “.

A conclusione facciamo un breve esame di coscienza: SE ANCORA SIAMO ASSETATI DI FELICITA’ , CONVERTIAMOCI A GESU’ AMANDOLO CON L’OSSERVANZA DEI SUOI COMANDAMENTI E SAREMO FELICI. SE INVECE GESU’ HA GIA’ DISSETATO LA NOSTRA SETE DI FELICITA’, RENDIAMOCI APOSTOLI COME LA SAMARITANA: a coloro che sono tristi perhè cercano la felicità là dove non possono travarla, ossia nel peccato, rivolgiamo l’invito che Gesù oggi come duemila anni fa va ripetendo:

           “ CHI HA SETE VENGA A ME E BEVA “.

            “ CHI BEVE L’ACQUA CHE IO GLI DARO’ NON AVRA’

                PIU’ SETE IN ETERNO “.

 

Sac. Salvatore Paparo

16 mar 2014

TRASFIGURAZIONE DI GESU’


SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA  A


16 marzo2014


 

OMELIA

Per capire un pochino la Trasfigurazione di Gesù, raccontata dal brano evengelico di oggi, seconda domenica di quaresima, dobbiamo richiamarci alla mente la professione di fede di Pietro, fatta a Cesarea di Filippi.
Gesù domandò ai suoi discepoli " La gente chi dice che sia il Figlio dell'Uomo? ".
Risposero: "Alcuni dicono che sia Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti ". Disse loro: " Ma voi chi dite che io sia? " Rispose Simon Pietro: " Tu sei il Cristo " (il Messia). E Gesù gli disse: " Beato sei tu, Simone figlio di Giona, perchè nè carne ne sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli ".
L'evangelista San Matteo continua così:
"Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani,  dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso, e risorgere il terzo giorno.  Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: " Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai". Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: " Va' dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo perchè non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini ".
Riflettiamo.
Pietro, illuminato da Dio Padre, riconobbe in Gesù il MESSIA ATTESO; ma la sua mente, in parte, rimase nell'errore: come i suoi contemporanei, infatti, continuò a credere che il Messia sarebbe stato un grande condottiero, avrebbe liberato gli Ebrei dalla dominazione romana, avrebbe conquistato il mondo intero, e lo avrebbe governato insieme alle dodici tribù di Israele. Questo errore di Simon Pietro sul Messia, appare chiaro dalle parole che lo stesso Pietro pronunziò quando Gesù manifestò agli apostoli che egli avrebbe compiuto la sua missione messianica passando attraverso la sua sofferenza e la sua morte in croce. Pietro gli disse: " Signore, questo non ti accadrà mai ".
A questo punto s'inserisce l'episodio della Trasfigurazione di Gesù, descritta dal brano evangelico di oggi. Gesù prese con sè Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse sul monte Tabor. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero Mosè ed Elia, e con Gesù si misero a parlare proprio della sua passione e della sua morte imminenti. Prendendo la parola Pietro disse a Gesù: " Signore, è bello per noi stare qui. Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: " Questi è il mio figlio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo".
Dio Padre, quindi, diede ragione a Gesù: il Messia Gesù doveva soffrire molto, essere ucciso e risorgere il terzo giorno. Ma gli apostoli, purtroppo, non ubbidirono a Dio Padre e perseverarono nella falsa convinzione di un Gesù Messia condottiero.
A proposito gli evangelisti ci riferiscono un episodio molto istruttivo. Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: " Maestro, vogliamo che tu faccia per noi ciò che ti chiediamo". Gesù disse loro: " Che cosa volete che io faccia per voi? ". Gli risposero: "Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra". 
Con queste parole Giacomo e Giovanni confemarono la loro falsa convinzione che Gesù Messia avrebbe conquistato e governato il mondo intero insieme alle dodici tribù di Israele, e gli chiesero di concedere loro le due più alte cariche del suo futuro governo mondiale. Gli altri dieci apostoli, avendo sentito, si indignarono con  Giacomo e Giovanni, perchè anche loro erano superbi e miravano ad ottenere le più alte cariche nel futuro regno mondiale di Gesù. Allora Gesù disse loro: " Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi non è così: ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi, sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'Uomo, infatti, non è venuto per essere servito ma per servire e dare la propria vita in riscatto per tutti".
Purtroppo gli apostoli non capirono la lezione di Gesù e perseverarono nell'errore nei riguardi di Gesù Messia. La conseguenza fu disastrosa. Infatti, quando Gesù fu catturato nell'orto del Getsemani, gli apostoli percepirono immediatamente che i suoi nemici lo avrebbero ucciso; e temendo di essere uccisi anche loro, dominati dal terrore, abbandonarono Gesù e fuggirono.
Solo per la misericordia di Dio, Gli Apostoli nel giorno della Pentecoste furono convertiti dallo Spisito Santo e finalmente si convinsero che il Messia Gesù non è venuto per conquistare e dominare il mondo intero con le armi, ma per salvarci dal peccato e dalle conseguenze del peccato offrendoci il massimo grado dell'amore, ossia morendo per noi sulla croce. Gli apostoli finalmente compresero anche il significato di queste parole che valgono anche per noi: " Se qualcuno vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua".

Sac. Salvatore Paparo.

 

10 mar 2014

VENTINOVESIMA LETTERA A GESU’ RISORTO UNICO SALVATORE DEL MONDO.


CINTANO 8 MARZO 2014

 

Amatissimo mio Gesù,

questa notte, in visione, mi sono ritrovato nella stanzetta dello Studentato dei Padri Maristi sito a Cavagnolo provincia di Torino.

Era il maggio del 1946; io giacevo moribondo nel mio lettuccio, e sentii che i due medici presenti dissero al mio superore: “NON PASSERA’ LA NOTTE”. Il Cielo, invece, mi guarì miracolosamente mentre una voce interiore mi diceva: “ L’UMANITA’ VA INCONTRO ALL’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO. ALLORA IL MONDO RICONOSCERA’ GESU’ COME UNICO SUO SALVATORE E VIVRA’, IN MODO STRAORDINARIO, UN’ERA DI PACE E DI BENESSERE. TU SARAI L’UMILE NOSTRO STRUMENTO “.

 

Gesù, due orette fa, mentre riposavo nel mio letto, in visione mi sono ritrovato nel mio letto dove 68 anni fa il Cielo mi guarì miracolosamente e mi affidò la missione DELL’OPERA CENACOLO FAMILIARE. Accanto al letto ho sentito un piccolo rumore, poi un fortissimo boato simile allo scoppio di una grossa bomba. Una strana presenza ha invaso tutto il mio corpo; ho avuto paura; mi è sembrato di dover morire, ma non sono morto. Ho percepito solo un grande vuoto dal petto fino a tutta la pancia.

 

Mi sono tornate alla mente le tantissime volte in cui satana ha inutilmente tentato di uccidermi. Desidero ricordarne una, in modo particolare: l’8 dicembre del 1945, festa dell’Immacolata Concezione, io lasciai la Sicilia per entrare nello Studentato dei Padri Maristi, sito a Cavagnolo provincia di Torino. Era notte, ho attraversato lo stretto di Messina con il mare in  tempesta e con la nave sempre sul punto di affondare. Stranamente non ho percepito il pericolo di vita che correvo; ero sereno, anzi il fatto mi divertiva. Solo in seguito una luce interiore mi ha svelato che si è trattato di un tentativo diabolico di eliminarmi per impedirmi di entrare nella Società di Maria. Durante la tempesta ero sereno e mi divertivo perché riposavo, tranquillamente e incoscientemente, con la testa poggiata sulle ginocchia di Maria Santissima AUSILIATRICE, ASSUNTA IN CIELO IN ANIMA E CORPO GLORIFICATI.

 

Amatissimo mio Gesù, per opera dello Spirito Santo, abbiamo già iniziato LA CELEBRAZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III che si concluderà con la realizzazione di queste tue due profezie:

“ PADRE, CHE SIANO SUNA SOLA COSA COME IO TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”.

“HO ALTRE PECORE CHE NON SONO IN QUESTO GREGGE. ANCHE ESSE DEVO GUIDARE. ASCOLTERANNO LA MIA VOCE E DIVENTERANNO UN SOLO GREGGE E UN SOLO PASTORE”.

SARA’ L’ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE, LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DIO SPIRITO SANTO. L’ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE PREPARERA’, GRADUALMENTE, “I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA”.

 

Il tuo umile strumento

Sac. Salvatore Paparo

 

 

 

8 mar 2014

PROVVIDENZA DIVINA

OTTAVA DOMENICA PER ANNUM  A

2 MARZO  2014

OMELIA

La pagina evangelica di oggi è definita “LA PAGINA DELLA DIVINA PROVVIDENZA”.

Gesù ci invita a non temere di rimanere senza  quei beni di cui necessitiamo per il nostro benessere corporale; e in particolare si sofferma sul cibo e sul vestito. Riguardo al cibo ci dice: Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono né raccolgano in granai; eppure il Padre Celeste li nutre: NON VALETE FORSE PIU’ DI LORO?

A riguardo del vestito, Gesù aggiunge:

“Osservate  come crescono i gigli del campo: non faticano, non filano. Eppure io vi dico che neppure Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro, Ora, se Dio veste così l’erba del campo che oggi c’è  e domani si getta nel forno, NON FARA’ MOLTO DI PIU’ PER VOI, GENTE DI POCA FEDE?

Per assicurarci l’occorrente per il benessere del nostro corpo, Gesù esige una condizione indispensabile:

“ CERCATE, ANZITUTTO, IL REGNO DI DIO E LA SUA GIUSTIZIA, E IL PADRE CELESTE VI DARA’ IL RESTO IN AGGIUNTA”.

IL REGNO DI DIO E’ GESU’ STESSO. Pertanto, noi cerchiamo il Regno di Dio se imitiamo Gesù; se cioè, come Gesù, secondo le nostre possibilità, facciamo del bene agli altri; e cerchiamo la giustizia di Dio se, come Gesù, rispettiamo i diritti di tutte le persone.

Passiamo ad un breve commento della prima lettura biblica di oggi.

A causa della loro infedeltà all’Alleanza stipulata con Dio, gli Ebrei andarono incontro a gravi sciagure: i Babilonesi scesero in Palestina, conquistarono la Giudea, assediarono e conquistarono Gesrusalemme, la devastarono, la incendiarono e deportarono i suoi abitanti in Babilonia. In terra d’esilio gli Ebrei soffrirono la dura vita degli schiavi. Dio, però, ne ebbe compassione, e promise loro la liberazione: “NON TEMETE, IO VI FARO’ TORNARE IN PATRIA”. Però, poichè il tempo passava e la promessa sembrava rimanere solo promessa, gli Ebrei si demolarizzarono, persero la fiducia in Dio e, disperati, ripetevano: “IL SIGNORE CI HA ABBANDONATO, IL SIGNORE CI  HA DIMENTICATO”. Ma Dio che è sempre fedele alle sue promesse; Dio che è INSIEME PADRE E MADRE, accentuando il suo aspetto materno, per mezzo del profeta Isaia, confermò la sua promessa agli Ebrei con queste toccanti parole : “SI DIMENTICA FORSE UNA DONNA DEL SUO BAMBINO, COSI’ DA NON COMMUOVERSI PER IL FIGLIO DELE SUE VISCERE? ANCHE SE COSTORO SI DIMENTICASSERO, IO, INVECE, NON VI DIMENTICHERO’ MAI””.

In realtà gli Ebrei furono liberati dalla loro schiavitù, poterono lasciare la terra d’esilio, tornare in Patria, ricostruire la città di Gerusalemme e il loro Tempio.

L’applicazione pratica per noi sorge spontanea: noi come gli Ebrei , possiamo ritrovarci in situazioni di vita molto difficili, essere sospinti ad un atto di disperazione.

Come comportarci? Il nostro modello è Gesù. Anche Gesù esperimentò l’indicibile sofferenza di cui parliano. Inchiodato sulla croce, si sentì solo, abbandonato da tutti, anche dal Padre: “DIO MIO, DIO MIO PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO?”. Gesù, però, in tutto simile a noi eccetto che nel peccato, non fu vittima della disperazione; vinse la tentazione fidandosi dell’immenso amore del Padre. E prima di emettere l’ultimo respiro, esclamò: “  PADRE, NELLE TUE MANI AFFIDO IL MIO SPIRITO”. E il Padre non lo deluse. LO RISUSCITO’ E CON LUI RISUSCITO’ ANCHE NOI. FIDIAMOCI SEMPRE DI  DIO, E NON SAREMO MAI DELUSI.


Sac. Salvatore Paparo

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA A 13 MARZO 2011


OMELIA

l'Apostolo San Paolo scrisse di Gesù: " Egli fu in tutto simile a noi, eccetto che nel peccato".
Gesù, quindi, volle essere in tutto nostro fratello, ANCHE NELLA TENTAZIONE.
Gesù fu tentato ripetutamente dal diavolo perchè disubbidisse al Padre Celeste.
La Prima Domenica di Quaresima oggi si sofferma su tre tentazioni diaboliche subite e vinte da Gesù. Noi, però, fissiamo la nostra attenzione solo sulla prima tentazione:
" SE TU SEI FIGLIO DI DIO, DI' CHE QUESTE PIETRE DIVENTINO PANE".
Per capire questa tentazione, dobbiamo riferirci agli Ebrei nel deserto. Dio li aveva liberati dalla schiavitù egiziana; aveva loro promesso che li avrebbe condotti fino alla Terra Promessa, Terra di Abbondanza. Ma nel deserto gli Ebrei rimasero senza pane ed ebbero fame. Ebbene, malgrado i tantissimi  miracoli che Dio aveva fatto a loro beneficio, essi anzichè riporre la loro fiducia in Dio, si ribellarono contro di Lui, e si lamentarono così con Mosè:
" Perchè non siamo morti in Egitto per mano di Dio, quando eravamo seduti davanti a piatti di carne e mangiavamo pane a sazietà? Dio ci ha condotti  in questo deserto per farci morire di fame". Gli Ebrei, quindi, furono vinti dalla tentazione e peccarono. Dio, però, nella sua bontà misericordiosa, non solo non li castigò, ma andò ugualmente incontro alla loro necessità: per ben quarant'anni li sfamò nel deserto con il grande miracolo della manna. La Sacra Scrittura precisa anche il motivo del comportamento di Dio. Dice: " Dio ti ha dato da mangiare la manna per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio ".
Il deserto non poteva offrire il pane agli Ebrei affamati, ma la Parola Onnipotente di Dio, sì. Dio, però, pur potendo creare IL PANE ORDINARIO, non lo creò. Creò, invece, UN PANE SPECIALE, CREO' LA MANNA perchè gli Ebrei comprendessero che a Lui non macano i mezzi per sfamare le sue creature.

PENSIAMO A GESU'.
Come gli Ebrei anche Gesù si trovò nel deserto; come gli Ebrei anche Gesù ebbe fame e fu tentato. Ma al contrario degli Ebrei, Gesù vinse la tentazione diabolica, rispondendo a satana con le stesse parole scritturistiche citate sopra: "NON DI SOLO PANE VIVE L'UOMO, MA DI OGNI PAROLA CHE ESCE DALLA BOCCA DI DIO".
In altre parole, Gesù rispose così al diavolo: "Tu credi che Io per sfamarmi debba compiere il miracolo di cambiare queste pietre in pane. Ma non è così: il Padre mio può saziare la mia fame anche diversamente, PERCHE' LA SUA PAROLA E' ONNIPOTENTE".
E Gesù non rimase deluso nella sua fiducia: infatti, non appena superò la tentazione diabolica, il Padre Celeste Gli mandò degli angeli, i quali si misero a servirlo, cioè GLI DIEDERO DA MANGIARE.

Da quanto abbiamo detto, dobbiamo trarre questo insegnamento: nelle nostre necessità materiali e spirituali dobbiamo mantenere viva la fiducia in Dio Padre. Egli rimane sempre fedele alle sue promesse, e non ci farà mancare mai il suo aiuto.

Sac. Salvatore Paparo

 

27 feb 2014

"Caro direttore, ... "


L’umile strumento di Gesù sacerdote Salvatore Paparo fa sua, con qualche piccola riserva, l’accorata lettera scritta da un prete aquilano a Papa Bergoglio chiedendo l’abolizione del celibato obbligatorio per i preti.

Caro direttore, chieda al Papa a nome mio e di tanti altri preti, quando la Chiesa si sveglierà nell’approvare il celibato facoltativo dei sacerdoti! il Cardinale Martini aveva ragione a dire che la Chiesa è indietro di 200 anni. Apprezzo il celibato, ma la Bibbia, soprattutto le lettere pastorali di Paolo, ci fa capire che il celibato non va imposto. San Paolo attacca chi vieta il matrimonio definendolo falso profeta…. San Paolo scrive che i preti, vescovi e diaconi dovevano essere uomini di una sola moglie. Quindi sposati una sola volta. Rimasti vedovi, penso potevano risposarsi. Così mi insegnò pure un mio prof della facoltà teologica. La chiesa cattolica di rito bizantino e maronita permette ai seminaristi di sposarsi, ma devono decidere prima del diaconato. Abbiamo infatti preti bizantini e maroniti sposati! Caro Papa Francesco, ti voglio bene e mi commuovi perché parli col cuore libero…allora ti chiedo: perché la chiesa cattolica romana di rito latino non rivede la norma sul celibato obbligatorio? La trovo una norma stupida, anti biblica! Il celibato deve essere facoltativo.

Alcuni miei amici preti bravissimi sono stati costretti a lasciare il sacerdozio perché si sono innamorati seriamente di una donna. Ora hanno famiglia, figli e sanno cosa è il sacrificio e la gioia di guidare la famiglia piccola chiesa domestica. Sono preti che potrebbero benissimo essere reinseriti nella Chiesa vista la crisi grave di vocazioni. Preti omosessuali, che rispetto e stimo, possono invece continuare a fare i preti. Convivono pure col compagno e nessuno dice nulla. Se invece ti vedono con una donna, subito la gente bigotta e fissata inizia a pensare male quando invece non c’è nulla di male se c’è amore vero!! Siamo indietro di 200 anni…

Caro cardinal Martini dal Cielo, aiuta Papa Francesco insieme allo Spirito Santo a portare la Chiesa verso nuovi orizzonti. Basta liberarsi dai pensieri farisaici e ipocriti. Il bello è che Papa Giovanni Paolo II parlò bene del matrimonio dei preti quando approvò il codice di diritto canonico per le chiese orientali. Bellissimo il libro di Donald Cozzens “Verso un volto nuovo del sacerdozio” (Queriniana). Cozzens, prete psicologo americano, scrisse questo libro dopo gli scandali dei preti pedofili. Il vescovo don Tonino Bello, morto in concetto di santità, nel libricino intervista “Chiesa di parte”, scrisse che il celibato è un dazio e ciò non va bene. Profetizzò che in futuro uomini sposati sarebbero diventati preti! Don Tonino Bello vescovo ha la stessa tempra del Papa. Peccato che pure don Tonino è salito al Cielo, ma Dio sa come fare. Don Andrea Gallo, nel suo libro “Come un cane in Chiesa” ci aiuta a riflettere su temi che danno fastidio a certi uomini di Chiesa ultra moralisti e retrogradi.


Non voglio fare polemica, ma questa mia lettera vuole essere una critica rispettosa e costruttiva verso la Santa Sede. L’Abbe Pierre, nel suo libro “Mio Dio perché”, ci aiuta come don Gallo ad aprire gli occhi pure sulla castità repressa e bloccante. Ben venga la castità, ma ben vengano pure i rapporti sessuali fatti con amore vero e vita! Ci vuole equilibrio e ci vuole una morale più aperta se no la scienza teologica viene meno! Ben vengano i valori e i principi! Ma sono stufo di difendere una teologia morale obsoleta e fossilizzata.Credo nell’amore infinito di Dio. Dio ci ama e questo è il tempo della Misericordia Infinita di Dio. Poi sarà la Fine!

Cara Chiesa, ritorna alle origini e apri gli occhi!! Caro Papa Francesco, grazie per aver scelto mons. Parolin come nuovo segretario di Stato: ha già detto che il celibato non è un dogma! E bravo pure il cardinale Hummes, ex prefetto della Congregazione per il clero che fu messo a tacere perché pure lui disse che il celibato dei preti non È un dogma.

Caro Papa Francesco grazie per aver parlato delle lobby gay del Vaticano. Sei un Papa eccezionale e senza peli sulla lingua. Non sono arrabbiato con i gay, li rispetto e li accolgo come fratelli. Sono arrabbiato con gli ipocriti e li affido alla potenza rinnovatrice di amore dello Spirito Santo.

Caro Papa se mi vuoi contattare chiama il direttore del giornale, ma non punirmi. Anzi ti chiedo scusa se mi sono sfogato così apertamente. Prega per me caro Papa e se mi chiami non dirò di questa nostra mail perché ho paura di certi monsignori, vescovi e cardinali che sono indietro di 200 anni. Ma di te caro Papa non ho paura e ti voglio tanto bene. Prega per me perché sono un po’ in crisi, ma ho tanta voglia di amare, di evangelizzare, di celebrare con amore e gioia L’Eucarestia fonte e culmine della vita cristiana. Sono in crisi perché non esiste più una Fede matura. Poca gente frequenta i sacramenti con sincerità. Gli altri lo fanno solo per tradizione ma i loro cuori sono lontani da Dio. Ogni giorno nella mia parrocchia e altrove devo lottare contro i farisei ipocriti o contro un certo fanatismo deviante. I cristiani veri sono pochi. Pazienza, meglio pochi ma buoni.

 

20 feb 2014

VENTOTTESIMA LETTERA

AL SIGNORE GESU’ RISORTO
UNICO SALVATORE DEL MONDO

 21 FEBBRAIO 2014

 
Amatisimo mio Gesù,

sessant’anni fa, 21 febbraio 1954,  TU, tramite il vescovo Angelo Ficarra, a Patti, provincia di Messina, mi hai ordinato sacerdote:

L’ANIMA MIA MAGNIFICA IL SIGNORE,
E IL MIO SPIRITO ESULTA IN DIO MIO SALVATORE.
GRANDI COSE HA FATTO IN ME L’ONNIPOTENTE.
SANTO E’ IL SUO NOME.

Sono stati sessant’anni di luce e di gioia interiori, dominati dall’azione dello Spirito Santo, del Tuo Spirito, Gesù. Ho vissuto con Te e in Te la Tua Passione e la Tua Morte. Ora vivo la Tua Risurrezione nella gioia e godo immensamente per la prossima ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE, LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO, FRUTTO DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III CHE, FINALMENTE, REALIZZERA’ IN TUTTO IL LORO SPLENDORE QUESTE TUE DUE

PROFEZIE:

“PADRE, CHE SIANO UNA SOLA COSA COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”.

“HO ALTRE PECORE CHE NON SONO IN QUESTO GREGGE. ANCHE ESSE DEVO GUIDARE. ASCOLTERANNO LA MIA VOCE E DIVENTERANNO UN SOLO GREGGE E UN SOLO PASTORE”.

 
Il tuo umile strumento

Sac. Salvatore Paparo

 

 

 

16 feb 2014

“AVETE INTESO CHE FU DETTO… MA IO VI DICO…”

VI DOMENICA PER ANNUM  A
16 FEBBRAIO 2014
OMELIA
San Matteo inizia il brano evangelico di oggi con questa solenne affermazione di

Gesù: “NON CREDIATE CHE IO SIA VENUTO AD ABOLIRE LA LEGGE O I PROFETI; NON SONO VENUTO AD ABOLIRE, MA A DARE PIENO COMPIMENTO”

Gesù vuole dirci che quanto Dio Padre ha rivelato e prescritto nel Vecchio Testamento, LUI LO CONFERMA E LO PERFEZIONA. Per confermare la volontà di Dio espressa per mezzo di Mosè e i Profeti, Gesù usa questa espressione: “AVETE INTESO CHE FU DETTO AGLI ANTICHI” Invece per indicare la perfezione che vi aggiunge Lui, Gesù usa l’espressione: “MA IO VI DICO”.

Il brano evangelico di oggi ci riferisce alcuni perfezionamenti aggiunti da Gesù.

“AVETE INTESO CHE FU DETTO AGLI ANTICHI: “NON UCCIDERAI; CHI AVRA’ UCCISO, DOVRA’ ESSERE SOTTOPOSTO A GIUDIZIO”.

MA IO VI DICO: CHI SI ADIRA con il proprio fratello, chi dice al proprio fratello “STUPIDO” deve essere sottoposto a giudizio; chi dice “PAZZO” al proprio fratello sarà destinato al fuoco dell’inferno. Pertanto, se ti trovi in chiesa per partecipare alla Messa, e lì ti ricordi che hai offeso un tuo fratello, lascia la chiesa, va’ a chiedere perdono al tuo fratello, e poi, pacificato, torna in chiesa”.

“AVETE INTESO CHE FU DETTO AGLI ANTICHI: “NON COMMETTERAI ADULTERIO”.

Commette adulterio chi tradisce con atti sessuali la propria moglie o il proprio marito. GESU’, PERO’, ESIGE MOLTO DI PIU’: COMMETTE ADULTERIO ANCHE CHI SI LIMITA A DESIDERARE L’ATTO SESSUALE  CON UN UOMO CHE NON E’ IL PROPRIO MARITO, O CON UNA DONNA CHE NON E’ LA PROPRIA MOGLIE.

“AVETE INTESO CHE FU DETTO AGLI ANTICHI: CHI RIPUDIA LA PROPRIA MOGLIE, LE DIA L’ATTO DEL RIPUDIO”.

Gesù rifiuta la liceità del divorzio; afferma che peccano sia l’uomo che abbandona la propria moglie, sia la donna che abbandona il proprio marito. E aggiunge: Mosè vi ha permesso il divorzio “PER LA DUREZZA DEL VOSTRO CUORE”. Ma all’inizio della creazione non fu così: DIO CREO’ L’UOMO E LA DONNA E LI UNI’ IN MODO INDISSOLUBILE. IL MARITO E LA MOGLIE CON IL LORO RECIPROCO AMORE DIVENTANO UN SOLO ESSERE. PERTANTO L’UOMO E LA DONNA NON DIVIDANO CIO’ CHE DIO HA UNITO”.

Se diamo uno sguardo  al mondo di oggi, costatiamo il disastro di moltissime famiglie. Il divorzio è il culmine di tale disastro: con il divorzio, infatti, si firma la fine dell’amore reciproco dei coniugi; e si firma, anche, un’enorme pena ingiusta contro il figli innocenti. Il disastro delle famiglie, inoltre, causa il disastro sia della Società civile sia della Società religiosa. Noi, purtroppo, siamo testimoni addolorati di questo duplice disastro.

MALGRADO TUTTO, PERO’, DOBBIAMO ESSERE OTTIMISTI, IL CRISTIANO NON PUO’ PERDERE MAI LA SPERANZA. GLI UOMINI E LE DONNE DI OGGI ABBIAMO UNA NOBILE MISSIONE DA COMPIERE:

RICOSTRUIRE, CON L’AIUTO DI DIO, LA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO.

COSI’, FINALMENTE, SI REALIZZERA’ L’ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE VOLUTA DA DIO; ETA’ AUREA DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; ETA’ AUREA CHE, GRADUALMENTE, PREPARERA’  “I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA”.


Sac. Salvatore Paparo

15 feb 2014

SETTIMA LETTERA A GESU’ UNICO SALVATORE DEL MONDO

Gesù, ci avviamo velocemente ALL’ ETA’  AUREA  DELLA  REDENZIONE, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; E REDENTA CON  LA TUA PASSIONE MORTE E RISURREZIONE.

La famiglia oggi è allo sfascio: sono tante le separazioni e i divorzi. Però io penso che in grandissima parte si tratti di DIVORZI APPARENTI in quanto in realtà tanti matrimoni che si credono validi, non sussitono perché sono stati celebrati senza le caratteristiche essenziali PER LA LORO VALIDITA’. DETTE CARATTERISTICHE ESSENZIALI SONO TRE:

1. AMORE RECIPROCO  T O T A L E : “IO SPOSA MIA, IO SPOSO MIO, MI DONO TUTTO/A A TE PER RENDERTI FELICE”.2. AMORE RECIPROCO  E S C L U S I V O : “IO SPOSA MIA, IO SPOSO MIO, MI DONO   S O L O  A TE “

3.  AMORE RECIPROCO  D E F I N I T I V O :  “IO SPOSA MIA, IO SPOSO MIO, MI DONO A TE  P E R    S E M P R E.

Sotto questa luce la Gerarchia Cattolica dovrebbe considerare con comprensione I DIVORZIATI RISPOSATI, NON GIUDICARLI, POICHE’  COLUI CHE GIUDICA SEI SOLO TU, E AMMETERLI ALLA MENSA EUCARISTICA.

La Gerarchia Cattolica deve invece impegnarsi fortemente PER FORMARE I GIOVANI ALL’AMORE IN GENERE E ALL’AMORE CONIUGALE IN PARTICOLARE. COSI’ AVREMO PRESTO LE FAMIGLIE SANTE DELLA PROSSIMA ETA’  AUREA DELLA REDENZIONE CHE, NELLA LORO VITA DI OGNI GIORNO, IMITERANNO L’AMORE  CON CUI SI AMANO LE TRE PERSONE DIVINE DELLA FAMIGLIA DIVINA, E SARANNO FELICI.

 
Sac. Salvatore Paparo

Cintano 18 settembre 2008

10 feb 2014

GESU’ E NOI CON GESU’ SIAMO LA LUCE DEL MONDO


QUINTA DOMENICA PER ANNUM  A


9 febbraio 2014


 


OMELIA

La Parola di Dio oggi parla con insistenza sul simbolo della "LUCE".
Il profeta Isaia ci dice: "Dividi il tuo pane con l'affamato; introduci nella tua casa i miseri senza tetto; vesti uno che vedi nudo. COSI' LA TUA LUCE BRILLERA' FRA LE TENEBRE".
Isaia, dunque, ci dice che noi dobbiamo essere LUCE CHE VINCE LE TENEBRE; e lo siamo SE AIUTIAMO IL PROSSIMO BISOGNOSO.
Come notate c' è una contrapposizione TRA LA LUCE E LE TENEBRE. LA LUCE sono le buone opere che faciamo per soccorrere il prossimo; LE TENEBRE sono le opere malvagie con cui danneggiamo il prossimo. E' un bel paragone che è entrato nel comune linguaggio. Gli stessi giornali quando parlano di fattacci che danneggiano il prossimo li esprimono tutti sotto il significativo titolo  di "CRONACA NERA": NERA COME LE TENEBRE. Quando, invece, parlano di fatti degni di elogio perchè beneficano il prossimo, li qualificano tutti come "CRONACA BIANCA": BIANCA COME LA LUCE.
Nel brano evangelico Gesù riprende ed approfondisce il simbolo della luce. Ci dice: "VOI SIETE LA LUCE DEL MONDO". Poco prima, però, ci aveva deto: "IO SONO LA LUCE DEL MONDO".  Come conciliare le due frasi apparentemente contraddittorie? E' Gesù, o siamo noi "LA LUCE DEL MONDO?". Evidentemente LA LUCE DEL MONDO E' GESU'; ma lo siamo anche noi perchè partecipiamo della sua luce come la luna partecipa della luce del sole: quando la luna riceve i raggi del sole è ILLUMINATA; la luna, a sua volta, durante la notte, illumina la terra con la luce ricevuta dal sole; quando, invece, la luna non riceve i raggi del sole  E' NERA e, durante la notte, LASCIA LA TERRA NELLE TENEBRE. Applichiamo il tutto a Gesù e a noi. Gesù è la Luce del mondo: infatti è Lui che benefica tutti. Se noi acccettiamo IL REGNO DI DIO, Gesù ci comunica le sua stessa LUCE  e noi come Gesù benefichiamo il prossimo. Se, invece, rifiutiamo IL REGNO DI DIO, rifiutiamo Gesù, LA LUCE, RESTIAMO TENEBRE, E CON LE NOSTRE AZIONI DANNEGGIAMO IL PROSSIMO.
A conclusione, accogliamo l'esortazione finale di Gesù:
"RISPLENDA LA VOSTRA LUCE DAVANTI AGLI UOMINI PERCHE' VEDANO LE VOSTRE OPERE BUONE E RENDANO GLORIA AL PADRE VOSTRO CHE E' NEI CIELI".
 

9 febbraio 2014

Sac. Salvatore Paparo.

 

9 feb 2014

Caro don Salvatore

"Una mia stimata amica commenta così la mia predica sulla 31a GIORNATA PER LA VITA:

Caro don Salvatore,

da donna posso dirti in via puramente teorica che io non so se avrei mai portata a termine una gravidanza frutto di una violenza carnale, sia da parte di un estraneo che ancora di più da parte di un marito che mi maltrattasse. E' solo un piccolo esempio di quanto non si possano tessere teorie sulla pelle delle donne, che è tragico siano lasciate sole in frangenti così dolorosi. Circa la sofferenza del bimbo nascituro, beh, anche qui non so: le risposte possono e direi debbono essere diverse, purché siano risposte di coppia. Certo che non approvo quelle beatificazioni fatte dalla chiesa di donne che hanno partorito sapendo che sarebbero morte a breve e lasciando dei figli piccoli che avevano diritto a una madre che già conoscevano e della quale avrebbero sentito la mancanza.

Io non ho mai incontrato nessuna donna che abbia abortito, e ne ho conosciuta qualcuna, che abbia usato l'aborto come un contraccettivo o che abbia dimenticata la tremenda esperienza che aveva fatto. Un denominatore in comune ce l'avevano tutte, però: che i rispettivi mariti le avevano "mandate" ad abortire. Non con l'imposizione, semplicemente non stando loro vicini dopo la scelta fatta da tutti e due, perché  consideravano l'aborto "un affare da donne". Facile lavarsi le mani della sofferenza e arrivare al punto che almeno per una coppia so che lui ha tranquillamente continuato a fare la comunione e lei se ne è stata fuori per anni, fino a quando non ha potuto incontrare un confessore che capisse quello che aveva passato!  Io in casa ho visto morire due mie nipotine di fibrosi cistica, e posso tranquillamente affermare che per me  è elementare prudenza, oggi, per chi sa di essere portatore sano di malattie genetiche come la fibrosi cistica appunto, ricorrere alla procreazione medicalmente assistita e ricorrere alla diagnosi preimpianto in modo da fare dei figli sani. Non equiparo infatti l'embrione al feto, perché il settanta per cento degli embrioni concepiti normalmente non attecchiscono e vengono espulsi col mestruo. E oggi si è in grado di effettuare la selezione embrionale per alcune malattie genetiche persino prima che si possa sapere che sesso avranno i concepiti, persino prima di sapere se quelle cellule embrionali si costituiranno in futuro in un solo feto o magari in due gemelli. Invece l'ostinazione pervicace con la quale si indaga dentro il grembo delle donne per me è davvero oscena: noi non siamo stolide incubatrici, siamo persone con un cuore e una dignità che sono convinta, a parte casi limite, non "uccidono" per gusto o per leggerezza”.

 

 

31a GIORNATA PER LA VITA


PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

2 FEBBRAIO 2014 

PREDICA

Oggi celebriamo la TRENTUNESIMA “GIORNATA PER LA VITA”. Vogliamo cioè riflettere sulla necessità di difendere la vita umana in tutte le sue fasi
(embrione, feto, neonato, bambino, giovane, adulto, anziano).

Dedichiamo la nostra riflessione odierna alla difesa della vita umana nella sua fase iniziale. Chi anziché difendere, sopprime un essere umano quando si trova ancora nel seno materno, commette un peccato di aborto. L’aborto è un gravissimo peccato; io lo considero il più grave torto che si possa fare ad un essere umano. La mia convinzione proviene da un triplice motivo:

Primo: perché si uccide l’essere più impotente: che cosa può fare un esserino appena sorto alla vita, contro un adulto che l’assale per ucciderlo?

Secondo: perché si uccide l’essere più innocente: che male ha fatto il neo concepito da meritare la pena di morte?

Terzo: perché si uccide il proprio figlio: è la mamma che lo elimina: come il più grande atto d’amore è donare la vita, così il più alto tradimento dell’amore è togliere la vita.

Se dal peccato passiamo al peccatore, dobbiamo assumere un atteggiamento di misericordia: non possiamo giudicare e condannare la mamma che compie l’aborto, perché non siamo in grado di giudicarla rettamente in quanto noi vediamo solo le apparenze del suo operato e le apparenze ingannano. Chi può giudicare, secondo verità, sulla innocenza o sulla colpevolezza di qualsiasi persona è solo Dio, perché solo Dio scruta i cuori.

A questo punto, desidero precisare il mio pensiero sull’argomento che stiamo trattando, leggendovi la seconda lettera che ho scritto al Signore Gesù Unico Salvatore del mondo, l’8 marzo del 2008:

“Oggi, Gesù, gli studi scientifici sono soprattutto concentrati sulla bioetica, sulla difesa della vita umana, prezioso dono Tuo, del Padre Celeste e dello Spirito Santo. Si pone particolarmente  un delicatissimo problema: bisogna difendere ad ogni costo la vita del neo concepito? Oppure, in alcuni casi pietosi, è meglio che il neo concepito lasci questo mondo? Penso che dobbiamo affrontare lo spinoso e delicatissimo problema riflettendo attentamente sulle esigenze dell’amore. Noi dobbiamo amare imitando il tuo amore, l’amore del Padre Celeste e l’amore dello Spirito Santo. Ebbene, io mi domando: IL VERO AMORE ESIGE, IN ALCUNI CASI, CHE SI SACRIFICHI LA VITA DEL NEO CONCEPITO PERCHE’ EGLI EVITI UNA VITA TERRENA DI ENORMI SOFFERENZE FISICHE E PSICHICHE, E SIA TRAPIANTATO NELLA GIOIA ETERNA DEL PARADISO, RISERVATA AI FIGLI DI DIO?

Gesù, mi rendo conto di toccare un argomento delicatisssimo che non si può affrontare a cuor leggero. Io credo, però, che la tua Chiesa, gli Scienzati e tutti gli uomini di buona volontà, debbano essere sollecitati a non assumere posizioni radicali e a favorire un accurato esame di quanto la Rivelazione Divina e la Scienza avanzata moderna ci offrono per risolvere secondo verità e giustizia il problema in questione. E’ necessario mantenere aperto il dialogo : se tutto è esaminato con rettitudine e per il migliore bene del neo concepito, si agisce con amore. E poiché dove c’è amore, opera lo Spirito Santo, lo Spirito Santo guiderà

gli sforzi della Tua Chiesa, degli Scienziati e di tutti gli uomini di buona volontà perché essi trovino la giusta soluzione. 

Gesù, fa’ che si superi ogni integralismo; fa’ che ci stimiamo gli uni gli altri e che tutti restiamo aperti ad un dialogo fraterno costruttivo.

GESU’, VENGA PRESTO IL TUO REGNO MESSIANICO DI AMORE, DI MISERICORDIA, DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI.


Sac. Salvatore Paparo

8 marzo 2008

  

25 gen 2014

Io sacerdote Salvatore Paparo


umile strumento DEL CIELO,

trascrivo un bellissimo articolo firmato Bill e Melinda Gates, BOCCATA D’OSSIGENO PER COLORO CHE CREDONO ALL’AVVENTO DELLA PROSSIMA ETA’ AUREA DELLA REDENZIONE , LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENSSERE MONDIALI MESSIANICI, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO, REALIZZATA CON LA CELEBRAZIONE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.

 

“TERZO MONDO

MA LA POVERTA’ NON SARA’ UNA CONDANNA.

Da quasi ogni punto di vista il mondo va meglio di come sia mai andato nella sua storia. La gente vive più a lungo e in salute. La povertà più estrema è stata dimezzata negli ultimi 25 anni. La mortalità infantile sta diminuendo molto velocemente. Sempre più nazioni, un tempo destinatari di aiuti, oggi sono autosufficienti. Uno si immaginerebbe che questi strabilianti progressi dovrebbero essere festeggiati e celebrati¸che tutti si diano da fare per raffinare questa “ricetta” che sta funzionando così bene, in modo da poterla diffondere sempre più. Ma non è così. Anzi: è sorprendente notare che solo una minoranza pensa che le cose nel mondo vadano meglio, e che al contrario sono tantissimi quelli che sono convinti che il mondo stia peggiorando.

Secondo noi, questo avviene anche perché tante persone sono preda di una serie di  miti: ovvero, idee errate che contrastano con i fatti e la realtà. I miti più dannosi? Che i poveri siano condannati a rimanere poveri; che tutti gli sforzi compiuti per aiutarli siano condannati al fallimento, che salvare delle vite contribuisca soltanto a peggiorare ulteriormente la situazione.

Il mito secondo cui i Paesi poveri sono condannati a restare poveri è diffusissimo, la maggior parte delle volte lo sentiamo quando si parla di Africa. Basta fare una rapida ricerca sul Web: sono decine i titoli di giornali o di libri del genere: “Come mai i paesi ricchi sono diventati ricchi e perché i poveri resteranno poveri”. “Perché un povero resterà tale”, e così via.

Per fortuna questi libri non sono dei bestseller: anche perchè la loro premessa di fondo è falsa. Al contrario, la verità è quasi dappertutto -Africa compresa – indicatori come quelli del reddito o altri indici del benessere delle persone segna un miglioramento.

In primo luogo, nessuno si può permettere di affermare che oggi l’Africa stia peggio di come stava cinquant’anni fa. Al contrario il reddito pro capite dell’Africa sub sahariana è cresciuto in questo arco di tempo; e in alcuni Paesi del Continente è cresciuto notevolmente. Il reddito pro capite dell’Africa sub sahariana diminuì fortemente negli Anni 80, segnato dalla crisi del debito, ma successivamente  e fino al 1998 registrò un forte aumento, passando da poco più di 1300 dollari all’anno a quasi 2.200 dollari. Oggi sono molti i Paesi africani che si segnalano perché godono di economie a sviluppo forte e sostenuto; altri seguiranno il loro esempio. Sette dei dieci Paesi del mondo che hanno visto la crescita più forte, negli ultimi cinque anni, sono di Paesi africani.

Secondo, l’Africa ha compiuto grandi passi avanti dal punto di vista della salute e dell’istruzione. Dal 1960 ad oggi la speranza di vita per una donna dell’Africa Nera è passata da 41 a 57 anni, nonostante l’epidemia del virus Hiv. Se non esistesse questa terribile malattia, sarebbe salita a 61 ann. La percentuale di bambini che frequentano la scuola è passata dal 40% circa del 1970 a più del 75% di oggi. Sempre meno persone soffrono la fame; sempre più persone invece fruiscono di una buona alimentazione. Se è vero che avere abbastanza da mangiare, poter andare a scuola, vivere più a lungo sono indicatori di una buona vita, ebbene allora senza ombra di dubbio in Africa la vita sta migliorando. E questi miglioramenti, fra l’altro, non si esauriscono qui: sono il fondamento per ulteriori progressi futuri.

Non c’è dubbio che le “medie” nascondano le grandi differenze che pure ci sono fra Paese e Paese. In Etiopia il reddito medio è di sole 800 dollari l’anno pro capite. In Botswana si arriva quasi a 12.000 annui. E questi grandi squilibri si osservano anche all’interno dei singoli Stati: la vita di una grande area metropolitana come quella di Nairobi ha ben poco a che vedere con quella di un villaggio rurale del Kenia. Dunque, bisogna considerare con grande scetticismo chi riduce un intero continente ad una massa indiffernziata di povertà e malattie.

In conclusione: i Paesi poveri non sono condannati a restare poveri. Alcune delle cosiddette nazioni in via di sviluppo sono oggi da considerare già sviluppate. Molte altre stanno seguendo la stessa strada. I paesi che ancora devono trovare la via verso lo sviluppo non stanno cercando di compiere un’impresa inaudita e senza precedenti. Hanno ottimi esempi da cui imparare.

Di questa verità siamo tanto sicuri e convinti da sentirci di arrischiare una previsione. Entro il 2035 non ci saranno praticamente Paesi poveri nel mondo (stando alla nostra attuale definizione di povertà; in altre parole, nel 2035 quasi nessun Paese sarà povero come i 35 Paesi definiti “poveri” dalla World Bank). Quasi tutti i Paesi del mondo potranno essere annoverati tra quelli che oggi chiamiamo “Paesi a reddito medio basso”, o andranno oltre questo livello di ricchezza. Le Nazioni impareranno dai loro vicini più produttivi; si avvantaggeranno di innovazioni come nuovi vaccini, sementi migliorati, e dagli effetti della rivoluzione digitale. La forza lavoro di quei paesi, potenziata da una migliore istruzione ed educazione, attirerà nuovi investimenti.

Sarebbe un risultato davvero notevole. Quando eravamo ragazzi, la maggior parte delle Nazioni del mondo erano povere. Nei prossimi due decenni, la presenza di Paesi drammaticamente poveri diventerà un’eccezione, e non sarà più la regola. Miliardi di persone saranno salvate dall’estrema povertà. L’idea che tutto questo possa accadere nel corso della nostra vita è semplicemente meraviglioso “. 

BILL E MELINDA GATES

Oggi 25 gennaio 2014, FESTA DELLA CONVERSIONE DI SAN PAOLO,

si conclude l’ottavario di preghiera PER IL RITORNO ALL’UNITA’ DELLA CHIESA DI GESU’.

Preghiamo spesso perché si realizzi PRESTO LA PREGHIERA PROFETICA DI GESU’:

“PADRE ( CHE I MIEI DISCEPOLI) SIANO UNA SOLA COSA COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”.

 

Sac. Salvatore Paparo