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28 ott 2021

MESE DI SETTEMBRE OTTOBRE 2021

 Carissimi, se Dio ci ha tanto amati, anche noi dobbiamo amare gli uni gli altri. Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in Noi e il suo amore diventa perfetto in noi.

I lett. Di Giovanni cap. 4 vers.11-12


Carissimi amiche ed amici del Cenacolo, in questo numero troverete le seguenti cose:


Preghiera di don Salvatore Paparo

Un fatto ed un commento

La riflessione biblica

La preghiera allo Spirito Santo

La benedizione


“BEATI I POVERI IN SPIRITO”

Certamente Tu, Gesù, non sei venuto per convincere i poveri a subire la loro povertà, perché i loro patimenti sofferti nella vita, saranno ricompensati nell'aldilà con una vita beata, Tu sei venuto come grande profeta per i viventi, per l'aldiquà e per la giustizia sociale.

Certamente, Tu, Gesù, non vuoi dire che sono beati coloro che sono distaccati con il cuore e la mente, pur restando saldamente in possesso dei loro beni. Infatti, mentre i loro soldi marciscono depositati in banca “Ed anche alcune chiese che portano il tuo nome, sono anche loro ricche e possiedono banche”; mentre i poveri muoiono di fame.

Cosa vuoi dirci, dunque, Gesù? Tu vuoi dirci che sono beati coloro che scelgono la povertà per aiutare i poveri gli emarginati. TU, inviti noi, tuoi discepoli e discepole a farci volontariamente poveri, comprese le chiese, perché nessuno sia più povero (Come è riferito nel libro degli Atti Degli Apostoli al cap. 4) Ed anche con la parabola del giovane ricco che ci dice: “Va , vendi tutti i tuoi beni; distribuisci il ricavato ai poveri. Poi, vieni e seguimi”

Questo è quello che vuoi dirci Gesù.

don Salvatore Paparo


UN FATTO UN COMMENTO

“Gesù disse ai suoi discepoli:Avete inteso che vi fu detto:”Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico” Ma io vi dico: amate i vostri nemici.

In un mondo pieno di violenza, pieno di guerre conosciute e sconosciute, che uccidono senza pietà donne, bambini, uomini, e non solo, sfruttano bambini in tenera 

età per estrarre dal sottosuolo, i metalli che servono all'industria: noi credenti di oggi, davanti alle parole di Gesù che cosa possiamo fare? Fare finta che non ci siano nei vangeli? Sopprimerle o lasciarle per tempi migliori? Quando il Profeta di Nazaret parla dell'amore per il nemico, non sta pensando ad una tenerezza verso di lui, ad un buonismo da quattro soldi, ma ad una relazione radicalmente umana, ad un interesse per la sua persona, questo, almeno a mio avviso è il pensiero di Gesù.

Per noi, uomini e donne di oggi (per fortuna non tutti) pensiamo che per risolvere i problemi (complici anche i politici e i potenti del mondo) non sembra esserci altra via che il ricorso alla violenza . Non è quindi strano che le parole di quel grande rivoluzionario Gesù, risuonino nella nostra società come un avvertimento ingenuo. Eppure, esiste una convinzione profonda in Gesù: il male non si può vincere basandosi sull'odio e sulla violenza. Ma non dimentichiamoci qualcosa di importante; questa chiamata a rinunciare alla violenza deve rivolgersi soprattutto a coloro che, maneggiano il potere, il denaro o il commercio delle armi. Non sempre, noi cristiani siamo in grado di comprendere quelli che un indù, profeta della non violenza: Ghandhi scopri con gioia e riconoscenza leggendo i vangeli, la profonda convinzione di Gesù, che solo la non violenza può salvare l'umanità. Dopo il suo incontro con le parole di Gesù, egli scriveva questo:”leggendo tutta la storia di questa vita (di Gesù)... mi sembra che il cristianesimo debba ancora realizzarsi,..... fino a quando non avremo sradicato la violenza dalla nostra civiltà. Gesù Cristo non sarà ancora nato.

Noi cristiani, a venti secoli di distanza di quelle parole del Nazareno: “Amate anche i vostri nemici” dobbiamo chiederci perché non abbiamo saputo trarre dai vangeli tutte le conseguenze della “non violenza” di Gesù, è perché non le abbiamo dato quel compito centrale che deve avere nella vita di ognuno/a di noi e soprattutto nelle chiese, delle varie confessioni cristiane non si è capito quel punto centrale, che avrebbe dovuto essere nelle predicazioni di ogni domenica.

r. Fulvio Crivello


RIFLESSIONE BIBLICA

“Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è qui né Giudeo ne Greco; non c'è ne schiavo né libero; non c'è ne maschio né femmina; perchè voi tutti siete uno in Cristo Gesù”

Lett. ai Galati cap 3 vers 27-28

Carissimi amiche ed amici del Cenacolo, in questo periodo in cui la violenza, la sopraffazione, le guerre conosciute e non, mi è sembrato che il testo che abbiamo preso in esame si calzi perfettamente in questo momento, partendo però da uno

da uno scritto di quel grande profeta della non violenza, Gandhi, un non cristiano, almeno così pensiamo:”Ci sono momenti in cui bisogna obbedire a una voce che è quella suprema, cioè la voce della coscienza, anche se tale obbedienza può costare lacrime amare e anche di più, la separazione dagli amici, dalla famiglia, dalla vita a cui appartieni, da tutto ciò che hai avuto caro come la vita stessa. Poiché tale obbedienza è la legge del nostro essere.”Guai a smarrire questa qualità, il cristianesimo non avrebbe avuto successo, perché proprio Gesù ci disse di non corrompere i valori, Gesù ci ha ammonito e ci ammonisce a non svendere i nostri valori cristiani per denaro, per potere, per convenienza ecc. Se si altera la verità, la nostra testimonianza diventa inutile sia dentro nelle chiese, che fuori.

Iniziamo con il racconto della Genesi sulla creazione dell'uomo e della donna essi sono due, nel primo, il più antico il Il Libro ci dice questo:”E Dio creò Adam (l'essere umano o umanità) a sua immagine. A immagine di Dio lo creò. Maschio e Femmina li creò” e più in la prosegue “quando Dio creò Adam (essere umano o umanità in Ebraico) lo fece a somiglianza di Dio. Maschio e Femmina li creò, li benedisse e li chiamo ADAM quando furono creati”Ma non dobbiamo dimenticare che questi racconti sono miti e leggende, ma anche pensare allo Spirito Creatore che, ispirando chi ha scritto il testo lo chiama ADAM l'essere umano senza distinguere il sesso. Poi care amiche ed amici. con la venuta di Gesù di Nazaret le cose cambiano profondamente, basta leggere il testo che oggi abbiamo preso in esame, un testo di profonda rivoluzione pensando alla società di allora, una parità dei sessi, un essere persona e non un oggetto, uno schiaffo allo schiavismo ecc. per questo Gesù morì crocifisso, come nemico della chiesa Ebraica di allora e come nemico dello Stato Romano.

Nessuno oggi, oserebbe fare una critica tanto radicale come quella fatta da Gesù che le costò la vita; è comprensibile che i movimenti sovranisti e i capi ecclesiastici si preoccupino di assicurare l'ortodossia e di mettere ordine all'interno dello Stato e delle chiese, ma è questo che rivitalizzerà lo spirito dei credenti? Non credo, per gli ecclesiastici (non tutti) , può essere più comodo restaurare le forme religiose tradizionali, per offrire a quei pochi che ancora frequentano le chiese; ma è una domanda che faccio a tutti voi: è meglio richiudersi in un castello (la chiesa) e sperare nell'arrivo di tempi migliori oppure sarebbe più saggio far fruttare oggi la forza salvifica del messaggio di Gesù, detto duemila anni fa? Le chiese non perdono la loro forza e il vigore evangelico per gli attacchi ricevuti dall'esterno, ma perché nel loro interno, non siamo stati capaci come ministri di confidare radicalmente nello Spirito. E di rispondere in modo audace e rivoluzionario alle sfide del nostro tempo e rendere finalmente radicale il messaggio di Gesù trasmesso dai Vangeli.

r. Fulvio Crivello


PREGHIERA ALLO SPIRIRO SANTO

Tu sei come disse Gesù, il Consolatore, Tu sei il quale, nei nostri momenti di tristezza di dolore di disperazione ci parli con la tua voce, parli al nostro cuore, fai che le tue Parole rimangano in noi, Ammaestraci per la nostra vita con i tuoi insegnamenti. Rendici migliori e colpisci il nostro egoismo, che spesse volte fa di noi insensibili alle sofferenze degli altri, aprici gli occhi e l'udito per sentire il grido di dolore che giunge da molti. Aiutaci ad avere Fede nelle Parole di Gesù e benedici la nostra vita per renderci migliori.

r. Fulvio Crivello


BENEDIZIONE

LA PACE DI DIO CHE SUPERA OGNI INTELLIGENZA, CUSTODIRA' I NOSTRI CUORI E I NOSTRI PENSIERI IN GESU' CRISTO


28 ago 2021

MESE DI LUGLIO-AGOSTO 2021

“I profeti sono testimoni e cantori dell'amore di Dio per tutti gli esseri umani” Amos cap.3 vers. 2

Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare

Esso comprende le seguenti parti:

Un fatto un commento

1 Preghiera di don Salvatore Paparo

2 Riflessione Biblica

3 Preghiera Allo Spirito Santo

4 Benedizione


UN FATTO UN COMMENTO

Vorrei parlare brevemente dei fatti accaduti in AFGANISTAN, per quanto riguarda l'occidente: un fallimento più completo, si è voluto esportare la democrazia, ma la democrazia non la si esporta, ma si deve costruirla, cambiando anche il modo di pensare della gente comune, e come esportare il cristianesimo, soprattutto con la forza, e la storia ci insegna qualche cosa. E' strano che, soprattutto, chi ha armato i talebani e li ha protetti: vedi Stati Uniti e Pakistan, per impedire che l'Afghanistan diventasse una repubblica popolare, sorretta dall'ex Unione Sovietica, quindi uno stato comunista; oggi caduto il comunismo dovrebbero conoscere i loro errori e cercar di porvi rimedio, e non con una fuga precipitosa lasciando i problemi di 35 anni fa. Per quanto riguarda il problema religioso la situazione è peggiorata, oggi nel mondo islamico si è tornati al medioevo con donne velate, con il burka, e sottoposte a vessazioni incredibili, forse l'islam ha dimenticato, se mai lo avesse avuto: LA LIBERTA' DI COSCIENZA E CHE LA FEDE, COME DICEVA: don SALVATORE PAPARO, NON LA SI PUÒ IMPORRE MA ESPORRE E questo vale anche per la politica non la si può imporre ma esporre, purtroppo gli Stati Uniti si contornano di paesi tipo: L'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e non ultimo la Turchia di cui sono alleati e fornitori di armi, l'Egitto ecc. dove le donne spesso sono maltrattate e umiliate e non ultimo date in spose senza la loro volontà. E' forse questa la democrazia statunitense? Io spero di no, ma i risultati sono sulla bocca di tutti, spero solo che le donne di queste nazioni si mobilitano e spazzino via, sia i Talebani che i religiosi che di danni ne hanno fatti fin troppi, facendo credere che sul Corano ci sono queste cose, non è così, sono solo delle menzogne e soprattutto ad una buona parte dell'islam, manca l'amore per il prossimo.

Fulvio Crivello

PREGHIERA

In questo periodo, in cui i diritti delle donne in molti Paesi islamici, sono messi in discussione, io ti chiedo Signore di mettere in pratica quello che è scritto nel libro del profeta Isaia: “Verrà il tempo in cui radunerò gli uomini (donne) di tutti i popoli e di tutte le nazioni nonostante i loro pensieri e le loro azioni. Così mostrerò loro la mia gloria” Illuminaci nella nostra cecità e ammaestraci nella tua parola affinchè la Libertà di Coscienza e il Buon Senso possa fare trionfare la tua Parola e che lo Spirito Santo ( Ruah in ebraico genere femminile) ci porti la VERITA'.

Don Salvatore Paparo

(composta nel 2003)


RIFLESSIONE BIBBLICA

Gli si avvicino uno scriba e pose a Gesù una domanda: “Qual'è il primo di tutti i comandamenti?” Gli rispose Gesù:”il primo è: Ascolta Israele, il Signore nostro Dio è l'unico Signore, e tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima,con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento maggiore di questi.

Marco cap. 12 ver.28-31

Molte volte, a Gesù nei suoi viaggi tra le città e villaggi che visitava, venivano poste domande, sia dalla gente comune, sia dai sacerdoti, scribi e farisei, a volte per metterlo in difficoltà, a volte per scoprire di più in lui, maestro venuto da Nazaret che insegnava a vivere con giustizia e con buon senso, con una parola che sempre lo distingueva “AMORE”. Ma questa volta lo scriba gli sottopone una domanda che preoccupava e che preoccupa molti, anche oggi: quale è il primo dei comandamenti?, in un mondo di allora schiacciato dalle dottrine e dalla chiesa, e di oggi schiacciato sempre dalle dottrine e dai dogmi, di chi vuole imporre le proprie idee a discapito degli altri. Il profeta di Nazaret risponde con delle parole che lui conosceva e che anche lo scriba conosceva e che gli Ebrei di allora e di oggi pronunciano ogni mattina recitando la preghiera dello “ Shemà” : (Ascolta, Israele: Il Signore è il nostro Dio, unico e il Signore. Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Parole che aiutavano Gesù nel corso della intera giornata, amando Dio con tutta la sua mente e con il suo cuore; ma aggiunge a queste parole qualche cosa che nessuno gli ha chiesto, nemmeno lo scriba: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”, sono due cose fondamentali e decisive. Questo care amiche ed amici è la sintesi della nostra vita. Da questi due comandamenti dipende tutto: la nostra fede, la nostra coscienza, la morale, la politica e il senso della nostra vita.

L'amore non si trova sullo stesso piano degli altri doveri e diritti, non è una norma di convivenza che si trova tra gli altri, è una cosa a se stante. Amare è l'unica forma sana di vivere con gli altri esseri umani, ma non si ferma qui l'amore, esso pervade tutti noi e al di la delle nostre incoerenze, dei nostri attacchi alla natura, delle nostre stupide guerre, dei nostri sacri (mai capito il perchè) confini, da un senso alla nostra vita, si deve amare Dio ma anche tutti gli esseri viventi, compreso le piante, i fiumi i mari. Se nelle Fedi e nella politica o nella vita sociale o anche nel comportamento individuale c'è qualcosa che non si deduce dall'amore o va contro di esso, non c'è più possibilità di costruire una vita più umana . Senza AMORE non c'è più progresso, ma solo barbarie. Per il profeta di Nazaret, Dio e il prossimo sono inseparabili, non si può dire di amare Dio o anche la politica se non si ama la sorella ed il fratello è pura ipocrisia. Parlando di religione e non di fede, è sempre grande il rischio di distorcere la vita in base a una religione egoista tinta solo di dottrine e di dogmi. Per questo oggi è necessario più che mai ricordare questo messaggio di Gesù, Non esiste un ambito sacro e uno profano in cui possiamo rimanere soli con Dio ignorando gli altri. Non è possibile adorare Dio e vivere dimenticando tutto ciò che ci circonda e dimenticandosi di chi soffre ed i poveri. L'amore di Dio, care amiche ed amici del Cenacolo che esclude il prossimo si riduce ad una menzogna, è questo vale per tutte le fedi, compreso l'islam.

Se non amiamo il prossimo, che vediamo tutti i giorni, come possiamo amare Dio che è l'Essenza Spirituale ed il Creatore di tutto.

r. Fulvio Crivello

PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO

Tu sei il Consolatore, come ci ha detto Gesù, Ammaestraci, fai sparire da noi ogni forma di intolleranza sia di pelle che di ceto, e fallo per tutti gli esseri viventi cristiani e non. Suscita in noi l'AMORE per il tuo CREATO in modo che possiamo essere custodi della splendida natura che tu ci hai dato e non padroni di essa, fai sparire l'orgoglio in noi che ha portato solo lutti in questo mondo e illuminaci con la tua LUCE come hai illuminato Gesù Cristo. Amen

BENEDIZIONE

Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinchè abbondiate nella speranza per la potenza dello SPIRITO SANTO.

5 lug 2021

MAGGIO- GIUGNO 2021

 

“Dio nessuno l'ha mai visto. Però se ci amiamo gli uni gli altri, EGLI è presente in noi e il suo AMORE è veramente perfetto in noi” I GIOVANNI cap. 4 vers 12

Carissimi amiche ed amici del Cenacolo, in questo numero troverete , troverete le seguenti parti:

Preghiera di don Salvatore


Riflessione biblica per i mesi di maggio- giugno

Preghiera allo Spirito Santo

Benedizione


PREGHIERA A GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO

Signore Gesù, fai che il Regno di Dio in questa terra sia veramente imminente: sarà un lunghissimo periodo di pace e di benessere mondiale. L'epoca della santità della famiglia, Creata ad immagine e somiglianza della famiglia Trinitaria e non dogmatica di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo Che il Pastore e il Maestro sei solo TU e noi siamo tutti fratelli e sorelle. Che tutte le confessioni cristiane portino a valorizzare ciò che unisce per una azione comune a tutta l'umanità, primo fra tutti il rispetto della coscienza individuale, Che le medesime, in primis la chiesa di Roma, diventino povere materialmente ma ricche spiritualmente.

IN MODO CHE SIGNORE GESU'

SI realizzi presto la tua profezia così aggiornata: “Padre, che i miei discepoli e le mie discepole, oggi divisi in tante Chiese Cristiane, siano una sola cosa, come Io e Tu siamo una sola cosa. Così il mondo crederà che Tu mi hai mandato”

don Salvatore Paparo


RIFLESSSIONE BIBLICA

“Infatti, come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano più, senza aver irrigato la terra, fecondandola e fatta germogliare, in modo da fornire il seme al seminatore ed il pane da mangiare, così sarà la parola che esce dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver realizzato quanto volevo e compiuto ciò per cui l'ho inviata.

Isaia cap.55 ver. 10-11

Gesù disse ai suoi discepoli/e

“Nessuno può servire due padroni, perchè o odierà l'uno e aiuterà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e4 disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e il denaro”

Matteo cap 5 ver.38-39

Tra questi due brani, che oggi commenteremo insieme con l'aiuto dello Spirito Santo, care amiche ed amici del Cenacolo, sono passati quasi 800 anni, ma la parola di Dio ha sempre il medesimo significato: Dio ci da la vita, ci da la pioggia, ci da la neve che fa germogliare la terra e ci da una meravigliosa natura, ci da la sua parola sempre gratuitamente, senza bisogno di spendere un soldo. Il secondo è Gesù che parla, e parla con le parole di Dio e cosa ci dice “non potete servire Dio e il denaro” dovete scegliere chi servire. Il pensiero del profeta di Nazaret, che si riallaccia alle parole dei profeti dell'Antico Testamento è di una chiarezza cristallina e disarmante: Dio non può vivere fra noi se non preoccupandosi di tutti . Dio può essere ascoltato solo da coloro che promuovono fraternità e giustizia, proprio per questo, nel corso della sua vita terrena Gesù condannerà duramente coloro che accaparravano e possedevano più del necessario; e se ci pensiamo bene, care amiche ed amici del Cenacolo, la ricchezza di alcuni si può mantenere e crescere solo a scapito della povertà degli altri. Manca qualcosa nella nostra vita cristiana, quando siamo capaci di vivere godendo in maniere spensierata delle nostre cose e purtroppo, e mi metto io in prima persona, senza sentirci interpellati dal messaggio del profeta di Nazaret e dalle necessità dei poveri di chi ha perso il lavoro e non riesce più ad andare avanti. Noi nella grande Europa, culla del cristianesimo, siamo più che mai schiavi di un capitalismo senza coscienza e senza cuore, che per provvedere ad un falso benessere con il nord America, il Giappone la Cina e pochi altri stati, ce ne infischiamo di condannare alla miseria quasi cinque miliardi di persone. I dati ci dicono, a poco a poco “la torta del benessere ha sempre meno bocche” e ditemi; a che importa in questa Europa schiava del denaro che quasi tre continenti hanno oggi un livello più basso di dieci anni fa. Ci stiamo abituando seduti comodi sui nostri divani e poltrone, come vengono espulsi gli africani, asiatici ecc.; pare proprio che nessuno voglia reagire a questo stato di cose; voluto da noi Europei che nel corso degli ultimi 500 anni abbiamo impoverito e massacrato intere popolazioni, privandoli della loro cultura e dicendo a loro come dovevano comportarsi, abbiamo inventato lo schiavismo, poggiandolo addirittura sulla Sacra Scrittura e continuiamo ad essere colonialisti anche senza colonie. Tutte le chiese cristiane , oggi non si può annunciare il messaggio di Gesù senza smascherare tutta questa disumanità. Perché cari Amiche ed amici del Cenacolo, dobbiamo continuare a sviluppare il culto del denaro come unico dio che offre sicurezza, potere e felicità? Non è una domanda per altri. Ognuno di noi deve ascoltare nella propria coscienza come un eco di quelle parole sia del profeta Isaia che quelle di Gesù “Non potete servire Dio e il denaro, ovvero la ricchezza” è questo domanda vale anche per le chiese cristiane.

Lo sguardo dei fanciulli, della gente semplice, degli umili vanno all'essenziale, sanno cosa vuole dire soffrire, vivere senza nessuna sicurezza futura, sanno cosa vuol dire lavorare per dodici, quattordici ore al giorno per pochi euro, essi sono i primi a capire cosa vuol dire la parola di Dio; permettetemi di dire che essi sono la cosa migliore nelle varie confessioni cristiane. Noi tutti dobbiamo imparare da loro, ecclesiastici, teologi, vescovi, arcivescovi, le classi dominanti ed esperti di religioni. A loro Dio svela qualcosa che ha noi sfugge. Noi portatori e annunciatori della Parola di Dio corriamo il rischio di razionalizzare, teorizzare e complicare con le nostre ricerche la cosa essenziale che è la fede, la libertà di coscienza, l'amore. Buona estate a tutti

r. Fulvio Crivello

PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO

Padre, grazie per averci dato lo SPIRITO SANTO, fai che esso continui ad ammaestrarci, che rischiari le menti degli uomini e delle donne, fai che esso ci conduca alla speranza di condurci alla vera fede, che non ci permetta di sottrarci dal Tuo Sguardo, ammaestraci con la tua Parola.

Te lo chiediamo per tutte le donne e uomini di questa terra in modo da promuovere la vera giustizia e la vera pace sulla Terra come auspicato dall'Opera del Cenacolo Familiare.

r. Fulvio Crivello

BENEDIZIONE

CHE LA GRAZIA DEL NOSTRO SIGNORE GESU', SIA CON TUTTI NOI E CHE LE SUE PAROLE DONINO LA PACE ORA E PER SEMPRE AMEN

1 apr 2021

MARZO – APRILE 2021

 “E NOI ABBIAMO CREDUTO ALL'AMORE” 1 GV. CAP 4 VERS 16

 Carissimi amiche ed amici del Cenacolo Familiare, una serena Pasqua a tutti voi, troverete in questo numero le seguenti parti: 

Preghiera di don Salvatore Paparo 

Riflessione Biblica inerente alla settimana santa e alla Pasqua 

Preghiera allo Spirito Santo 

Benedizione 

 UNA PREGHIERA A GESU' 

Ormai i tempi sono maturi; ma è necessaria una radicale conversione per vivere il tuo messaggio di amore e di misericordia: ciascuno di noi deve amare dando alla sorella o al fratello in dono, il bene che ha ricevuto da Te, dal Padre Celeste e dallo Spirito Santo; ciascuno di noi deve amare ricambiando al fratello o alla sorella il bene da Lui ricevuto. L'esercizio del vero amore porta con se enormi conseguenze: nessuno si deve credere in diritto di giudicare e di condannare il fratello o la sorella poiché nel tuo messaggio TU hai detto “NON GIUDICARE”; annunziando il tuo messaggio di salvezza e amore, nessuno deve assumersi, neanche chi, tu hai chiamato a servirti, di giudicare e di condannare la sorella o il fratello in fede; annunziando il tuo messaggio di salvezza, nessuno deve assumersi L'AUTORITA' DI MAESTRO, POICHE' IL MAESTRO SEI SOLO TU, O GESU', e noi tutti siamo fratelli e sorelle. Nelle Chiese e soprattutto in quella romana e ortodossa, ed anche altre che portano il tuo nome; coloro che da TE hanno ricevuto l'ufficio di guida delle comunità ecclesiali, e di annunziare autorevolmente e non con Autorità, il tuo messaggio di salvezza, devono rispettare IL PRIMATO DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE perchè la verità e il bene non vanno imposti ma proposti. 

don Salvatore Paparo 

 

RIFLESSIONE BIBLICA 

Giunta l'ora sesta, si fece buio su tutta la terra fino allora nona.All'ora nona, Gesù esclamò a gran voce.”Eloi, Eloi lamà sabactani” che tradotto “Dio mio, Dio Mio, perchè mi hai abbandonato?”........Ma Gesù , emesso un forte grido , spirò Ev. di Marco cap. 15 vers 33-34-37 Secondo la fonte più antica cristiana,dopo le lettere di Paolo, al momento della morte, Gesù pronunciò queste parole ed il grido che concluse la sua vita su questa terra. Sono parole e momenti che ci pongono delle emozioni anche forti. Gesù aveva lasciato la sua famiglia per intraprendere la vita profetica che Dio gli aveva indicato, aveva forse lasciato un posto ed un lavoro sicuro, non aveva denaro e soprattutto non era ne sacerdote ne scriba ne fariseo, non aveva certo studiato la Legge pur conoscendola, non aveva autorità religiosa, era un uomo senza armi, non era nessuno per le autorità che contavano allora, eppure egli faceva paura, sia alla chiesa di allora che all'impero romano, era insomma un pericoloso portatore di Amore e un rivoluzionario. Come detto sopra, non era nessuno, portava però nella sua mente e nel suo cuore il fuoco dell'amore e della giustizia. Nella sua vita da profeta, si avvicinò agli ultimi e si fece uno di loro. Curò le loro ferite, anche morali, toccò e si avvicino ad essi, quelli che la società di allora ma anche di oggi, non tocca e non vuole vedere, si sedette a cena con prostitute e ladri e colloquio con loro restituendo la dignità a tutti. IL suo messaggio era sempre lo stesso: “questi esclusi dalla vostra società sono i prediletti da Dio, non il vostro potere, ne le vostre ricerche teologiche”. Ciò segnò per sempre la sua vita e la sua morte, ed anche l'ultimo grido di sofferenza prima di spirare, non era solo un grido finale, ma in quel lamento stavano e stanno gridando tutti i crocifissi della storia, di allora ma anche di oggi. Questo grido è un lamento di indignazione e di protesta, ma anche un grido di speranza, il movimento cristiano dei primi secoli non diventato ancora chiesa cristiana, aveva ben presente il supplizio di questo profeta, figlio di Dio, della atroce sofferenza per una esecuzione riservata solo agli schiavi e agli ultimi, uomo umiliato, torturato e giustiziato, ma uomo aperto a tutti, nessuno escluso, pericoloso perché lottava senza armi non uccideva i legionari romani, come gli Zeloti , ma li amava e parlava con loro. Nell'amore del profeta di Nazaret, forse impotente, si trova Dio stesso, identificandolo con tutti i sofferenti per le varie ingiustizie e che grida come Gesù, contro le ingiustizie, gli abusi, le prese in giro dei più deboli e le torture di tutti i periodi della storia. A questo Dio, che nel giorno di Pasqua, fece risorgere sia il messaggio di Gesù, che Gesù stesso, si può credere o meno, ma non lo si può ignorare. Questo Dio che spesso i teologi lo hanno presentato come Onnipotente e Supremo, impegnato ad esigere sacrifici e tormenti per aumentare ancora la sua gloria e prestigio. Care amiche ed amici La Pasqua c'è lo presenta come un Dio che soffre con quelli che soffrono, che grida contro le ingiustizie del mondo e protesta insieme alle vittime di soprusi ed ingiustizie. Questo Dio a cui noi crediamo e che ha avuto in Gesù la più alta testimonianza è un Dio che cerca con noi e per noi la verità sulla vita e non basta essere frequentatori di chiese o di santuari, ma è necessario in noi, di essere compassionevoli e misericordiosi e guardare la nostra vita, partendo da quelli che soffrono, che sono umiliati ed identificarci un po di più con loro. Buona Serena Pasqua a tutti voi 

 r. Fulvio Crivello 


 PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO 

Tu sei il consolatore, a chi altro potremo rivolgerci? tu sai chi siamo, cristiani convinti, cristiani timidi, cristiani tiepidi, non cristiani, o atei. Tu sai tutto di noi, non ti possiamo mentire, sai delle nostre speranze, delle nostre inquietudini, stai con noi anche in questa Pasqua come in tutti i giorni della nostra vita, ammaestraci nella tua parola, aiutaci a superare le difficoltà, fai vivere in noi la Fede e la Speranza in nome di Gesù Cristo di cui oggi celebriamo la resurrezione. 

 r. Fulvio Crivello


 BENEDIZIONE DEL SIGNORE

 L'Iddio di ogni grazia, il quale ci ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo, ci perfezioni Egli Stesso, ci renda saldi, ci fortifichi. A LUI sia la potenza nei secoli dei secoli. Amen

5 mar 2021

Testo dell'omelia dell'arcivescovo di Milano Mario Delpini, per il funerale dell'ambasciatore Luca Attanasio.

 «Viene poi il momento in cui ciascuno sta solo, alla presenza del Signore.

Finiscono i clamori, tacciono le parole, la gente radunata si disperde e ciascuno sta, solo, alla presenza del Signore.
Sono dimenticate le imprese, risultano insignificanti gli onori, i titoli, i riconoscimenti e ciascuno sta, solo, alla presenza del Signore.
Perde interesse la cronaca, le parole buone e le parole amare, la retorica e le celebrazioni e ciascuno sta, solo, alla presenza del Signore.
La pagina del Vangelo descrive quello che mi potrà dire il Signore, quello che io potrò dire al Signore, quando, come tutti, starò, starò solo alla presenza del Signore.
Il Signore dirà: “Da dove vieni, Luca, fratello?”.
E Luca risponderà: “Vengo da una terra in cui la vita non conta niente; vengo da una terra dove si muore e non importa a nessuno, dove si uccide e non importa a nessuno, dove si fa il bene e non importa a nessuno. Vengo da una terra in cui la vita di un uomo non conta niente e si può far soffrire senza motivo e senza chiedere scusa!”.
Il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Io scrivo sul libro della vita il tuo nome come il nome di un fratello che amo, di un fratello che mi è caro, che desidero incontrare per condividere la vita e la gioia di Dio! non dire così fratello. Io ti benedico per ogni bicchiere d’acqua, per ogni pane condiviso, per ospitalità che hai offerto. Vieni benedetto del Padre mio e ricevi in eredità il regno preparato per te fin dalla creazione del mondo”.
Il Signore dirà: “Perché ti volgi indietro, Luca, fratello mio?”.
E Luca risponderà: “Mi volgo indietro perché considero quello che resta da fare, considero l’incompiuto che attende il compimento, le promesse che avrei dovuto onorare, la missione che avrei dovuto compiere. Ecco: troppo breve la vita. Ecco, troppe attese sospese! Perciò mi volgo indietro!”.
E il Signore dirà: “Non volgerti indietro, Luca, fratello mio. Troppo breve è stata la tua vita, come troppo breve è stata la mia vita. Eppure dall’alto della croce si può gridare: “È compiuto!”, come nel momento estremo si può offrire il dono più prezioso, senza che il tempo lo consumi. Perciò non volgerti indietro, Luca, fratello mio; entra nella vita di Dio: tu sarai giovane per sempre!”
E il Signore dirà ancora: “Perché sei ferito, Luca, fratello mio?”
E Luca risponderà: “Sono ferito perché così gli uomini trattano coloro che li amano e coloro che li servono: mi rendono male per bene e odio in cambio di amore (Sal 108,5). Sono ferito perché ci sono paesi dove la speranza è proibita, dove l’impresa di aggiustare il mondo è dichiarata fallita, dove la gente che conta continua a combinare i suoi affari e la gente che non conta continua a ferire e ad essere ferita. Ecco perché sono ferito, perché ecco come sono i malvagi: sempre al sicuro, ammassano ricchezze (Sal 73,12) e contro il giusto tramano insidie (cfr Sal 37,12) e non c’è chi faccia giustizia!”.
E il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Guarda le mie ferite, le ho ricevute dai miei fratelli; e guarda il mio cuore: dal mio fianco esce sangue e acqua; se il chicco di grano, caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore porta molto frutto (Gv 12,24). Ho seminato nella storia un seme di amore che produce frutti di amore, e chi rimane nell’amore rimane in me e io in lui.
La gente che conta e ammassa ricchezze è destinata a morire e per loro sarà pronunciato il giudizio: via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli (Mt 25,41).
Ma i miti erediteranno la terra, i giusti sono benedetti e benedetta la loro discendenza”.
E il Signore dirà ancora: “Perché piangi, Luca, fratello mio?”
E Luca risponderà: “Piango perché piangono le persone che amo; piango perché restano giovani vite che hanno bisogno di abbracci e di baci, di coccole e di parole vere e forti e non sarò là per asciugare le loro lacrime e condividere le loro gioie; piango perché dopo il clamore scenderà il silenzio, dopo la notorietà arriverà l’oblio: chi si prenderà cura delle giovani vite che io non vedrò camminare nella vita”.
E il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Io manderò lo Spirito Consolatore, Spirito di sapienza e di fortezza, Spirito di verità e di amore e si stringeranno in vincoli d’affetto invincibile coloro che ti sono cari e nessuno sarà abbandonato e io stesso tergerò ogni lacrima dai loro occhi, e i vincoli di sangue, i vincoli di affetto, i vincoli di amicizia saranno più intensi e più veri, più liberi e più lieti. La tua partenza non diventerà una assenza, la tua presenza nella gioia del Padre non sarà una distanza. Non piangere più, Luca, fratello mio!”».

MESE DI GENNAIO - FEBBRAIO 2021

 

“Diletti, amiamoci gli uni gli altri, perchè l'amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio”

I lett. Di Giovanni cap 4 ver. 7

Un caro saluto a tutte le amiche e agli amici dell' Opera Cenacolo Familiare, ed un buon inizio anno, anche se questa epidemia con le varie varianti è ancora presente, siamo anche nel periodo della settimana di preghiera della unità delle chiese cristiane, in questo primo bimestre troverete:

Preghiera di don Salvatore Paparo

La riflessione Biblica

la preghiera allo Spirito Santo

La Benedizione


PREGHIERA

Carissimo Gesù, fortunatamente oggi ci sono cristiani aperti al dialogo; essi difendono e parlo per tutte le chiese, con coraggio e determinazione quanto credono sia vero e giusto. Ma lo difendono rispettando le persone che la pensano diversamente da loro, e confrontandosi con umiltà e carità con essi, con il buon senso, sono disposti anche a riconoscere eventuali errori, difesi prima in buona fede. Essi giustamente sono convinti che la verità va proposta e non imposta.

La verità, infatti, si fa strada da sola, la dove c'è il Buon Senso e sopratutto l' Amore, poiché dove c'è l'amore per il prossimo e per Dio, c'è lo Spirito Santo che è verità che comunica verità.

don Salvatore Paparo

RIFLESSIONE BIBLICA

GUARIRE DALLA NOSTRA SOLITUDINE E' SORDITA'

Gli portarono un sordomuto e lo pregavano di imporgli la mano.Gesù lo prese in disparte, lontano dalla folla,gli pose le dita sulle orecchie, con le dita gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un profondo sospiro e gli disse: “(Effetà) ovvero (Apriti)” . E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

Marco cap.7 vers 32-35

Sovente, i profeti dell''antico Israele usavano la parola, sordità, come metafora per parlare della testardaggine e mancanza di buon senso del popolo di Israele “ha orecchi ma non ode” ciò che Dio gli sta dicendo.

Proprio per questo nei vangeli ci sono molti racconti di persone sordomute, che noi chiamiamo miracoli, ma che, per chi conobbe Gesù non erano miracoli, ma proposte di conversione al suo messaggio. Marco nel suo breve racconto ci offre delle sfumature molto suggestive, sia delle azioni delle sue mani e soprattutto del suo pensiero perchè si operi questa conversione sia del sentire che del parlare nelle prime comunità cristiane.

La scena del racconto è nota, a Gesù viene presentato un sordomuto, ovvero non sente e non può esprimersi. La sua vita è di profonda solitudine, non dialoga ne sente i familiari, i suoi amici se ne ha; e non può intendere neanche Gesù, ne parlargli e intendere il suo messaggio. Vive nella propria solitudine.

Gesù lo prende in disparte lontano dalla folla e dal turbinio della vita e si concentra per poterlo guarire. Pone le sue dita sulle orecchie e tocca con le dita la sua lingua, non è facile il sordomuto non collabora, ma il profeta di Nazaret fa un ultimo sforzo, fa un profondo sospiro e alza gli occhi al cielo in cerca della forza di Dio e Dello Spirito che tutto può fare se uno ha fede, poi grida: (EFFETA') APRITI. Ed ecco che il sordomuto esce dal suo isolamento, care amiche ed amici del Cenacolo, cosa vuol dire a noi credenti di oggi il brano che insieme abbiamo commentato; vuol dire che lui per la prima volta scopre cosa significa vivere ascoltando gli altri e conversando con il prossimo. Come già detto prima, non è un caso che i vangeli ci portano molti racconti di sordomuti, perchè questo è un invito a lasciare operare il messaggio di Gesù allora come oggi, affinchè gli orecchi, gli occhi siano ben aperti alla sua parola.

Vivere nella chiesa o meglio nel movimento cristiano con buon senso e aperti al dialogo può essere una questione di atteggiamento mentale o di posizione pratica, frutto quasi sempre della propria spicologia o della formazione ricevuta. Ma quando si tratta di aprirsi o di chiudersi al messaggio di Gesù di Nazaret, la questione è di importanza decisiva. Se viviamo non ascoltando il profeta di Nazaret, se non comprendiamo il suo progetto (è questo vale anche per le chiese che si richiamano a lui) se non cogliamo il suo messaggio di amore verso di noi, ma sopratutto verso gli esclusi, e ci chiuderemo nei nostri problemi egoistici e non ascolteremo quello della gente che ci circonda. Allora non sapremo annunciare la Buona Novella di Gesù. Deformeremo il suo messaggio, anche in quella settimana per l'Unità dei Cristiani. Per molti ascoltatori sarà difficile il nostro “vangelo”. Non abbiamo bisogno, care amiche ed amici del Cenacolo, come accadde quasi duemila anni fa al sordomuto, di aprirci al profeta di Nazaret per farci guarire dalla nostra sordità?

r. Fulvio Crivello

PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO

Fai Spirito Santo, che i cristiani trovino l'unità, ammaestra sopratutto chi divulga la tua volontà, tu ci conosci e sai tutto di noi non ti possiamo mentire. Tu sai quello che le religioni hanno fatto: guerre, massacri, inutili sofferenze, perdonaci per questo e aiutaci ad essere umili ad ascoltare e ad aiutare, affinchè la nostra vita non scivoli via senza aver lasciato traccia, te lo chiediamo in nome di Gesù che ci ha invitati allora ed oggi ad Amare.

r. Fulvio Crivello

BENEDIZIONE

La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo, sia con tutti noi ora e per sempre.

2 gen 2021

NATALE 2020

 OPERA CENACOLO FAMILIARE

NATALE 2020

“CHI NON AMA. NON HA CONOSCIUTO DIO, POICHE' DIO E' AMORE”

I lett. Di Giovanni cap. 4 v. 8

Care amiche ed amici del Cenacolo Familiare, i miei più sinceri auguri per un Natale un po' diverso dal solito, con meno affari e settimane bianche o crociere nei mari tropicali ma, è questa è una mia speranza, un natale più spirituale. Un ritorno ad una festa più familiare e al vero significato del Natale. Un sincero augurio di passare questa festa in modo sereno e amorevole.

RIFLESSIONE BIBLICA

“E' avvenne che, mentre erano li, si compì per lei il tempo del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fascio e lo pose a giacere in una mangiatoia, perchè non c'era posto per loro nell'albergo” Luca cap. 2 vers 6-7

Piano, piano, a poco a poco ci stiamo riuscendo, malgrado i tempi che stiamo vivendo e malgrado il virus che ci perseguita, siamo arrivati al punto di celebrare una festa tanto cara, come il Natale senza conoscere esattamente il significato del medesimo. Si annuncia il Natale senza conoscere Gesù, ci scambiamo gli auguri ma nella maggioranza non sa il perchè. Non dobbiamo stupirci, come i pastori di cui precedentemente il brano ci narra: “sono presi dal timore” non hanno paura delle tenebre, ma della luce di Dio, che risplende con la venuta di Gesù. Noi care amiche ed amici preferiamo vivere nelle tenebre, ci fa paura la luce di Dio. Chi vive questi giorni, anche tristi, non mette più luce e verità nella sua vita, non celebra la venuta di Gesù di Nazaret.

L'unica ragione per celebrarlo è questa “Oggi è nato per voi il Salvatore” Gesù non è nato per Maria e Giuseppe , non appartiene a loro, Gesù è nato per tutti. Questa nostra società, atta ai consumi allo spreco non è la definitiva verità. Gesù è la speranza che l'ingiustizia, che oggi avvolge tutto, non vincerà per sempre, senza questa speranza non c'è Natale. Si ci godremo, almeno quella, la famiglia e l'amicizia, ci regaleremo dei momenti di felicità, di partite a carte o a scacchi, tutto questo, e sono il primo a pensarlo è una cosa ottima; ma non è ancora il Natale. L'evangelista Luca in questa breve frase del secondo capitolo citata oggi: “perché non c'era posto per loro nell'albergo” ecco fin dal primo momento la venuta di Gesù poneva dei problemi, sia alla classe politica, alla chiesa di allora, ai potenti e ai ricchi, già duemila anni fa egli veniva ignorato e meno si parlava di lui e meglio era; la società, voluta dall'uomo in fondo è poco cambiata. Oggi la nostra società ci parla di questa festa ignorando il significato della stessa; Natale è molto di più di tutto questo ambiante superficiale e manipolato in vari modi che respiriamo in questi giorni nelle nostre strade. Il Natale è molto di più del “SIATE BUONI” dei regali, dei viaggi ecc. ella è più profonda e gioiosa della nostra società dei consumi. Noi credenti dobbiamo recuperare di nuovo il cuore di questa festa e scoprire, al di la della superficialità e stordimento il messaggio di Gesù di Nazaret. Non comprenderemo il Natale se non facciamo silenzio nel nostro cuore, aprirci a quel messaggio di un Dio vicino e amico che ci AMA. Dio non è L'Essere terribile e onnipotente che molte volte la chiesa ci ha fatto credere, chiuso nella sua serietà e inaccessibile. Dio con il Natale è questo bambino,che Mirjam fascia e pone nella mangiatoia consegnandolo alla intera umanità, questo bambino che cerca il nostro sorriso e che ride con noi, ci dice molto di più del suo essere Dio al di la di tutte le nostre ricerche teologiche e cavillosità e speculazioni sul suo essere. Se sappiamo fermarci in silenzio davanti a questo nascituro e accogliere fino in fondo il suo messaggio, comprenderemmo perché il cuore e la mente di un credente deve essere attraversato da una gioia diversa: semplicemente perché Dio è con noi egli è L'EMMANUELE. Sereno Natale a tutti a voi.

r. Fulvio Crivello

BENEDIZIONE

Il Dio della speranza ci riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinchè abbondiamo nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo. Lett. Ai Romani cap. 15 ver.13

11 dic 2020

NOVEMBRE-DICEMBRE 2020

 

“ Se camminiamo nella luce (AMORE), come lui nella è nella luce,noi siamo in comunione gli uni con gli altri”

Prima lettera di Giovanni cap 1 vers 7


Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare, e gli auguri di passare un sereno Natale, malgrado i tempi che corrono. Tempi però, che forse ci portano a riflettere sul vero significato spirituale della venuta di Gesù.

Esso comprende le seguenti parti

1 Preghiera di don Salvatore Paparo

2 Un fatto un commento

3 Riflessione biblica

4 Preghiera allo Spirito Santo

5 Benedizione


PREGHIERA

Caro Gesù, ci stiamo avvicinando al Natale, festa ormai diventata una ragione di Bussiness, peccato che le Chiese Cristiane non invitano ad una maggiore sobrietà, a celebrare sia le domeniche di avvento, che il Natale, come una festa familiare, dove la tua presenza sia centrale GESU', non perchè sei nato il 25 dicembre, ma per quello che hai insegnato “L'AMORE”. Come sarebbe bello se questa parola risonasse spesso, e non fosse soprattutto a Natale, dove le parole d'ordine sono:“Settimana bianca, rincorsa agli ultimi regali feste e cenoni ed ad altre amenità” Io spero che la tua parola possa far risuonare nei nostri cuori “Amatevi, come IO ho amato voi”

Don Salvatore Paparo

UN FATTO UN COMMENTO

Ho scelto la preghiera di don Salvatore, perché, malgrado gli anni trascorsi dalla stesura della medesima (2002), mi sembra quanto mai attuale. Don Salvatore pur sapendo che Gesù non era nato il 25 dicembre e che questa data è una consuetudine, ( lo si capisce se uno legge attentamente la preghiera) egli mette in evidenza la mancanza di molti cristiani, di capire il vero significato del Natale. Nel momento che stiamo vivendo, con la speranza di un nuovo vaccino contro il Covid, noi, non capiamo ancora che la nostra società, spinta dal denaro, come unico soggetto importante della nostra vita e non l'amore per noi e per il prossimo, é portata al fallimento. Continuiamo a sfruttare il nostro pianeta, senza porci il problema delle future generazioni. Si, i politici cominciano a capire o fanno finta di capire che bisogna incamminarsi su una società GREEN (VERDE), ma a me, pare che esse siano solo parole e pochi fatti. Le feste Natalizie che dovrebbero portare PACE e SERENITA' (almeno nel nostro paese e non solo) si parla di settimane bianche andate a monte, di acquisti che non possono più incidere sul benessere di commercianti ed industrie, di celebrazioni di Natale non più come vuole la tradizione (mancata messa di mezzanotte ecc.) cavalcata soprattutto nei partiti di chiara impostazione populista e nazionalista e di qualche giornalista schierato con loro. Ci si dimentica il significato del Natale e si dimentica degli oltre sessantamila morti da quando è scoppiata la pandemia. Il Natale vuol dire: portare Amore per il prossimo e per noi, ed a ragione Paolo Mieli quando dice che questo sarà un Natale più bello degli altri, un Natale speso anche per consolare ed alleviare il dolore di chi ha perso dei cari. Oltre che il vaccino del COVID abbiamo bisogno anche di un altro vaccino: quello che ci danno i poveri, gli ultimi nella nostra società egoista, priva di Pace e Serenità e solidarietà.

r. Fulvio Crivello

RIFLESSIONE BIBLICA

Elia, impaurito, si alzò e se ne andò per salvarsi. Giunse a Bersabea che si trova in Giuda, e vi lasciò il suo servo. Si inoltrò nel deserto camminando una intera giornata è andò a sedersi sotto una ginestra. Qui si augurò di morire “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri”. Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Allora ecco un angelo del Signore lo toccò e disse”Alzati e mangia!” Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi tornò a coricarsi per dormire. Venne di nuovo l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse “Su mangia, perché è troppo lungo per te il cammino: Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb.

1 RE cap.19 vers. 1-8


METTERSI IN CAMMINO

Care sorelle e fratelli del Cenacolo Familiare, forse, qualcuno penserà leggendo questo testo e la riflessione su di esso, che io sia un po fuoristrada, tutte le Chiese Cristiane nel lezionario hanno altri brani che di solito si predicano nelle domeniche di avvento. Io dopo essermi raccolto in preghiera e riflettuto sul testo, ho scelto questo brano che ci fa riflettere, dato il momento che stiamo vivendo, ed anche alle numerose vittime che questa pandemia ha creato. Mi pare però doveroso dare qualche accenno sul profeta Elia. Il nome Elia in ebraico significa “Jahveh è il mio Dio” Il profeta è menzionato in I RE ai capitoli 17-19-21 e in II RE al capitolo 2. E' considerato uno dei più grandi profeti del periodo antico. Pare fosse originario di Tishbe nel territorio di Galaad, svolse la sua missione durante il regno di Achab alla metà del IX secolo A. C. Egli lotta contro l'idolatria di quel tempo e manifesta, fin dal principio della sua missione, la sua fedeltà a Jahveh, ma, come possiamo leggere nel brano biblico, qualche volta anche lui ha dei tentennamenti, non stima se stesso, si abbatte per le difficoltà che trova sulla sua strada, non ha sempre la completa fiducia in Dio. Allo Spirito di Dio (L'angelo) il compito di risvegliarlo per fargli riprendere il cammino. Questo antico brano, ci pone di fronte a qualche interrogativo, sopratutto in questo periodo, ma per superarlo c'è una sola risposta: mettersi in cammino. E' un racconto, sicuramente tramandato prima oralmente e poi messo per iscritto, in cui si ritrovano anche un impostazione liturgica, ma quello che voleva dire allora, vale anche per oggi ed è quanto mai attuale.

Elia spaventato fugge come ognuno di noi di fronte al pericolo (Il Covid), si inoltra nel deserto (non solo il deserto reale con dune di sabbia e pietraie, ma anche nel deserto della coscienza, il deserto della mancanza della parola di Dio); il profeta si addormenta sotto una ginestra (una delle pochi arbusti presenti nel deserto). Noi donne e uomini di oggi, ci addormentiamo sotto il frastuono della vita quotidiana, pensando con tristezza in questo periodo alle vacanze di Natale a cose futili ed inutili. Anche noi care amiche ed amici ed anche il sottoscritto ci corichiamo sotto il nostro benessere sotto il nostro egoismo, poi come ad Elia, Dio manda un angelo, il suo Spirito, il Dio dentro di noi, che giornalmente ci invita a mangiare, ad alzarci, a nutrirci della sua parola e metterci in cammino anche in queste domeniche che ricordano l'avvento. Un Dio amico, madre e padre, che ci parla anche in questi momenti difficili, un Dio che vuole essere preso sul serio, che pone l'orecchio ai nostri lamenti alle nostre disperazioni, un Dio amico, umano, non un Dio altissimo, irraggiungibile, come spesso ci hanno fatto credere le Chiese Cristiane. E proprio in queste domeniche d'avvento che ci ricordano la nascita di Gesù, viene l'invito di Dio di far uscire Gesù nelle strade, nel mondo, di poter insomma riscoprire non negli alberi di natale o nei presepi il profeta di Nazaret, ma nella vita quotidiana, riscoprire questo Gesù attivo nella vita di tutti i giorni e non relegarlo soltanto nelle chiese e cattedrali, magari splendidi monumenti, ma opera solo dell'uomo e della sua voglia di potenza. Ritornando al nostro brano che oggi tutti insieme commentiamo, Elia destatosi mangio e bevve, ma poi si riaddormentò “allora l'angelo tornò la seconda volta” quante volte il Signore ci ha svegliato dal nostro sonno e ci ha posto davanti la focaccia e la brocca d'acqua e quante volte mi sono addormentato e ci siamo addormentati dicendo “basta, non ho più voglia di combattere, lasciami in pace” Ma egli tutte le volte, gratuitamente, con il suo amore, ha apparecchiato davanti a noi la mensa della sua parola, ricca, ricchissima, in modo che, come nutrì il profeta Elia nel deserto, egli nutre anche noi della sua parola e delle sue azioni. Egli ci consente in questa breve o lunga vita di camminare per quaranta giorni e per quaranta notti, ovvero per tutta la nostra esistenza. Come ha chiamato prima e svegliato Elia dal sonno, la comunità ebraica di allora e le chiese cristiane di oggi, in queste domeniche di avvento siamo chiamate/i a rispondere al suo invito: METTIAMOCI IN CAMMINO.

r. Fulvio Crivello


PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO

Stiamo avvicinandosi al Natale, molti dicono che sarà un Natale diverso, un Natale un po' dismesso, ma non è così, noi sappiamo che tu Spirito Consolatore, l'ho farai diventare un Natale più vivo più vero. Ammaestraci ad ascoltare la tua PAROLA, in modo che noi possiamo celebrare il Natale con Amore Pace e Serenità come ci ha insegnato Gesù. Amen

r. Fulvio Crivello


BENEDIZIONE

Il Dio della speranza ci riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinchè abbondiamo nella speranza,per la potenza dello Spirito Santo


Lett. Ai Romani c. 15 v.13





9 nov 2020

SETTEMBRE-OTTOBRE 2020

 MESE DI SETTEMBRE-OTTOBRE 2020

“I profeti sono testimoni e cantori dell'amore di Dio per tutti gli esseri umani” Amos cap.3 vers. 2

Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare

Esso comprende le seguenti parti:

1 Preghiera di don Salvatore Paparo

2 Riflessione Biblica

3 Un piccolo ricordo di una persona che prematuramente ci ha lasciato

4 Benedizione


PREGHIERA

Signor Gesù, oggi per opera dello Spirito Santo, ci sono anche cristiani aperti al dialogo; essi difendono con coraggio (in tutte le varie confessioni cristiane) e fortezza quanto credono sia vero e giusto, ma lo difendono rispettando le persone che la pensano differentemente da loro e, confrontandosi con umiltà e carità con essi, sono disposti anche a riconoscere eventuali errori, difesi fino allora in buona fede. Essi giustamente sono convinti che la verità va proposta e non imposta.

La verità, infatti, si fa strada da sola, là dove c'è l'amore, poiché dove c'è l'amore, c'è lo Spirito Santo che è verità che comunica verità.

Don Salvatore Paparo

RIFLESSIONE BIBBLICA

In quel tempo, Gesù nel tempio diceva alla folla nel suo insegnamento: “Guardatevi dagli scribi (Ecclesiastici) che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa. Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava le monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò solo due monetine. Allora chiamati a se i suoi discepoli, disse loro: “In verità io vi dico, questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua povertà, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere

Ev di Marco cap.12 vers. 38-44

Come sempre la parola di Gesù ci mette in ascolto, ma spesso la sentiamo distrattamente, quando andiamo alle funzioni delle varie Chiese Cristiane la sentiamo, ma come detto sopra non la mettiamo in pratica, non la ascoltiamo; perché sentire ed ascoltare, come verbi, hanno due significati diversi. Nei versetti del dodicesimo capitolo preso in esame, due cose ci appaiono a prima vista, il contrasto tra le due scene è assolutamente diverso; e pur vero che i Vangeli, compreso quello di Marco, sono in buona parte degli scritti giunti a noi, con una redazione dei medesimi soprattutto liturgici, ma è altresì vero, che spesso ci sono le parole di Gesù come in questo caso che danno un profondo significato. Nel brano che oggi commentiamo, ci sono due episodi completamente diversi. Nel primo, il profeta di Nazaret mette la gente di allora, ma anche di oggi in guardia contro gli ecclesiastici (gli scribi come ci racconta il brano) Egli diceva allora, ma anche oggi, ci dice che la loro religione è falsa, la usano per cercare di mettersi in mostra e sfruttare i più deboli, bisogna però anche dire che questa non è la totalità, e lo si deve dire ad alta voce, nelle Chiese Cristiane ci sono moltissime persone, gruppi, organismi, missionari, ecclesiastici, laici, che non solo si preoccupano dei poveri, ma che spinti dallo spirito di Gesù, dedicano tutta la loro vita o parte di essa, rischiando addirittura la medesima. Nel secondo, il profeta di Nazaret osserva il gesto della povera vedova e chiama a testimonianza i suoi discepoli/e. Da questa donna umile e povera possono imparare qualcosa che gli scribi e i mestieranti della religione non potranno mai insegnare a loro: una generosità senza limiti e una fiducia in Dio.

Nella nostra società, che ha all'interno delle enormi sofferenze, i poveri sono in aumento, anche nei paesi cosi detti sviluppati ci sono decine di migliaia di poveri, senza pensare ad altri Parsi che con nostro linguaggio chiamiamo “Paesi in via di sviluppu” invece come sarebbe giusto chiamarli Paesi Poveri dove si muore ancora di fame. Il mondo che ci siamo creati che sta distruggendo la natura (Riscaldamento globale) non sappiamo patire con chi soffre. Ognuno si preoccupa soltanto dei fatti suoi. Gli altri restano esclusi dal nostro orizzonte soprattutto se sono poveri. Quando un individuo donna o uomo che sia si è adagiato nel suo comodo benessere, è difficile sentire la sofferenza di altri. Anzi proprio in questa società colpita dal VIRUS non solo nel corpo ma anche nell'anima si sentono aempre meno i problemi degli altri. Tuttavia, siccome ci sentiamo ancora cristiani nutriamo ancora l'illusione di avere, oltre la mente, anche un cuore “diamo il superfluo”. Solo i poveri e gli umili sono capaci di fare quello che la maggioranza di noi sta dimenticando: dare qualcosa di più del nostro superfluo. A questo punto, voglio fare una domanda a me stesso, ma anche a tutti voi: “Ma quale è il nostro atteggiamento generalizzato nelle comunità cristiane dei paesi ricchi?”

La cosa più evidente è la vita ingiustamente emarginata e poco dignitosa dei poveri. Nella società, voluta da noi e soprattutto nella globalizzazione, chi non HA non merità il rispetto che meritano le persone “arrivate” , non rappresentano nulla di importante per quasi nessuno. Incontrarli ci provoca disagio e fastidio. I poveri smascherano i nostri grandi discorsi di democrazia di progresso e mettono a nudo la nostra meschinità. Non ci lasciano vivere con la coscienza a posto. L'episodio tratto dal vangelo di Marco, in cui Gesù loda la vedova povera è rivolto anche a noi che viviamo soddisfatti nel nostro benessere, che diamo il superfluo. Quante volte sono i poveri quelli che meglio ci insegnano a vivere in modo dignitoso e con un cuore grande e generoso.

Uno dei maggiori contributi della lettura dei vangeli, ma anche di tutto il Vecchio Testamento e del Nuovo sia essa donna che uomo è quello di aiutarlo a vivere con un senso più umano in una società il cui VIRUS è “LA NEVROSI DEL POSSESSO”

Oggi più di allora, anche se era presente già ai tempi di Gesù, è basato non su quello che uno E' ma su quello che uno HA. L'importante è “avere” denaro, potere, prestigio,autorità ecc. Chi possiede tutto ciò è un “vincente” chi non possiede tutto ciò, è un fallito ed è completamente fuori gioco. Fin dai primi anni di vita l'essere umano, viene educato nella maggioranza dei casi, più ad AVERE che ad ESSERE, prenderà soprattutto che un giorno, compiuti gli studi dovrà AVERE, una posizione, un buon stipendio, del potere. Così, quasi senza accorgersi, prepariamo le nuove generazioni alla competizione e alla rivalità.

Viviamo in una società, come anche in quella in cui ha vissuto il profeta di Nazaret che impoverisce le persone, non di denaro ma che ci ha rubato “l'essere umano”.

Le persone più oggi che allora si abituano a valutarsi per quello che possiedono; e in tal modo corriamo il rischio di diventare incapaci di amare, di dare tenerezza, di servire in modo generoso e solidale. Proprio per questo, in questo periodo , assume particolare importanza l'invito di Gesù a valorizzare la persona. In ultima analisi, la grandezza della vita non si misura dal potere o dalle conoscenze che uno HA, ne tanto meno dai beni che uno possiede o del denaro, ma di servire e aiutare gli altri meno fortunati di noi a vivere in un mondo più umano e vicino agli insegnamenti del profeta di Nazaret. Quante persone povere ed umili, come la vedova che ci narrà il brano, con la loro semplice solidarietà e aiuto a chi ha bisogno, apportano all'umanizzazione della nostra malata società, più di tanti protagonisti della vita sociale, ecclesiastici di mestiere, politici, pronti a difendere i loro privilegi e i loro interessi, del loro protagonismo e della loro posizione del loro potere.

r. Fulvio Crivello

UN RICORDO DI GUADALUPE CALDERON

“Cala il suo sole quando è ancora giorno”

Geremia cap.15 vers.9

E' venuta a mancare due mesi fa a CITTA' DEL MESSICO, una carissima amica dell'Opera del Cenacolo Familiare. GUADALUPE CALDERON aveva soltanto 39 anni ed aveva partorito solo da quaranta giorni, aveva anche un figlio di cinque anni. Io spero che la fede aiuti suo marito Arturo, anche lui membro del Cenacolo a superare questa grande prova. Scrivendo questo ricordo ho le lacrime agli occhi, perchè la ritengo profondamente ingiusta, una giovane madre che se ne va, che dire se non pregare sia Maria che Gesù e lo Spirito Santo, affinchè possano lenire il dolore di Arturo e di tutta la famiglia. Il Cenacolo vi è vicino anche in questo momento di dolore.

Opera Cenacolo Familiare













































BENEDIZIONE

Il Dio della speranza ci riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, sia accanto a chi soffre e lo sostenga nella Fede, in modo che il sole torni a risplendere in loro e in tutti noi.



AMEN



3 set 2020

AGOSTO-LUGLIO 2020

 

“I profeti sono testimoni e cantori dell'amore di Dio per tutti gli esseri umani” Amos cap.3 vers. 2

Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare

Esso comprende le seguenti parti

1 Preghiera di don Salvatore Paparo

2 Riflessione Biblica

3 Preghiera Allo Spirito Santo

4 Benedizione


PREGHIERA

Signor Gesù, oggi per opera dello Spirito Santo, ci sono anche cristiani aperti al dialogo; essi difendono con coraggio (in tutte le varie confessioni cristiane) e fortezza quanto credono sia vero e giusto, ma lo difendono rispettando le persone che la pensano differentemente da loro e, confrontandosi con umiltà e carità con essi, sono disposti anche a riconoscere eventuali errori, difesi fino allora in buona fede. Essi giustamente sono convinti che la verità va proposta e non imposta.

La verità, infatti, si fa strada da sola, là dove c'è l'amore, poiché dove c'è l'amore, c'è lo Spirito Santo che è verità che comunica verità.

Don Salvatore Paparo


RIFLESSIONE BIBBLICA

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli/e lo seguirono. Era il sabato, si mise ad insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo, rimanevano stupiti e dicevano: “Da dove gli vengano queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelle dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?” Ed era per loro motivo di scandalo.

Ev di Marco cap.6 vers. 1-4

Quante cose fanno venire in mente le parole che noi troviamo nel sesto capitolo del Vangelo secondo Marco; e quanti interrogativi ci pongono. Se lo analizziamo con il dogma della trinità, voluto dal Concilio di Nicea nel 325, nel quale per la prima volta si parla della verginità corporale di Maria, e non solo, anche della presenza dei fratelli e delle sorelle di Gesù (dal testo grecom fratelli e sorelle di sangue e non cugini) e nelle dottrine delle varie chiese cristiane, in primis la chiesa romana. in secundis dalla chiesa ortodossa ecc. non c'è che rimanere perplessi. Ma qui ci viene incontro Marco, Gesù, il suo messaggio rivoluzionario non può essere compreso dall'esterno, come pensavano donne e uomini di allora e come pensiamo noi donne e uomini di oggi amiche ed amici del Cenacolo. Per capire Gesù si deve entrare in contatto con lui, provare con lui la gioia di vivere, la volontà di creare una società più giusta e solidale, il profeta di Nazaret, è venuto per i vivi, non per i morti, ha cercato di cambiare, non solo la chiesa, ma anche la società, insegnando l'uguaglianza, ecco perchè è chiamato maestro. Ma a questo punto mi sorge una domanda: come stiamo accogliendo e questo in prima persona me lo chiedo, Gesù in noi, che crediamo di essere tra i suoi amici? Non viviamo forse troppo indifferenti alla novità rivoluzionaria del suo messaggio? Non è la nostra mancanza di fede nel suo messaggio che dovrebbe darci la forza di trasformare la nostra vita? Non corriamo forse il rischio di spegnere dentro di noi e di disprezzare la sua profezia, proprio come i cittadini di Nazaret?

Sono purtroppo i cristiani, più di nome che di fatto, per cui Gesù non è in alcun modo l'ispiratore della loro vita. Gesù, purtroppo anche dovuto a secoli di errori della chiesa, si è trasformato in un personaggio che conosciamo fin da piccoli, senza però che egli ci ispiri nella vita un modo nuovo di vivere, insomma per una buona parte dei cristiani egli è perfettamente sconosciuto, Eppure il messaggio del profeta di Nazaret può essere il nostro maestro di vita, Può insegnarci a vivere, non per manipolare gli altri, o calpestando il prossimo per i nostri interessi di lavoro o di denaro. Il suo messaggio ci fa scoprire che è meglio dare che accumulare; e seguendo i suoi passi, la sua vita, possiamo vivere in modo più solidale, in cui l'eguaglianza e l'amore sono al primo posto. Questo vuol dire, di non sentire parlare di Gesù, ma di ascoltare Gesù, perchè a parte la resurrezione del corpo, c'è la risurrezione del suo Spirito che parla alla nostra coscienza ed ha sempre parlato; così possiamo imparare a vivere in modo diverso rispettando l'essere umano e la natura, essere meno egoisti ed amare di più le persone, la natura, come amava il profeta di Nazaret durante la sua vita ed anche dopo , fino ai giorni nostri con il suo messaggio.

r. Fulvio Crivello



9 lug 2020

MAGGIO - GIUGNO 2020



“Se uno possiede le ricchezze del mondo e vedendo il proprio fratello sorella nel bisogno, gli chiude il cuore, come l'amore di Dio può essere in lui? Figli/e, non amiamo con le parole e con la lingua, ma con le opere e nella verità ” Prima epistola di Giovanni cap. 3 vers. 17-18

Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare Esso comprende le seguenti parti:
1 Riflessione di don Salvatore Paparo su un argomento trattato da lui, intitolato :“IL VOLTO DI DIO”
2 Riflessione Biblica
3 Benedizione

IL VOLTO DI DIO

Di per sé non ci dovrebbe essere essere bisogno: se siamo credenti o praticanti, dovremmo avere le idee chiare sul volto di Dio che è “AMORE”. Vedremmo invece, che quando si parla di Dio, si dicono cose (proprio degli addetti al lavoro) che forse non corrispondono a quello che troviamo nella Bibbia.
Se facciamo un raffronto, il Dio in cui credevano i nostri nonni, quello che crediamo noi e quello che credono i nostri figli, vediamo già che c'è una enorme differenza.
Il Dio che veniva presentato è abbastanza diverso dal Dio che è presentato oggi.
Allora c'è da chiedersi: ma come mai, è cambiato il volto di Dio? No, Dio non cambia. Man mano che l'umanità cresce e nella sua crescita riconosce sempre di più il valore della dignità dell'uomo e della donna, scopre sempre di più il Volto si Dio.
Non è Dio che cambia, è l'umanità che cresce, e nella crescita riconosce sempre di più il valore della dignità della donna e dell'uomo, scopre sempre di più il volto di Dio. E man mano che la chiesa (tutte le confessioni cristiane) è sempre più fedele al messaggio evangelico, ecco che la verità di sempre su Dio viene formulata in maniera nuova, più aderente alla scrittura. Non è Dio che cambia, è l'umanità che cresce, con l'umanità cresce anche il Movimento Cristiano (Chiesa) man mano che si radica nella
fedeltà delle cose che Gesù ci ha detto si scoprono quei volti di Dio che non sono una novità, c'erano sempre stati, ma erano come oscurati da tante cose.
E' stato presentato un volto di Dio talmente estraneo a quella che è la vita dell'uomo e della donna. Ci sono stati vari tentativi di riforma della Chiesa, che hanno portato il volto di Dio diverso da quello precedente, ma purtroppo a causa di Chiese troppo conservatrici il vero volto di Dio è ancora da scoprire. Di contro con la controriforma è stato presentato un volto di Dio talmente estraneo a quella che è la vita della donna e dell'uomo, a quello che è il benessere d'essere umano, che persone, che
normalmente ragionano con la propria testa, non potevano che rifiutarlo...... gli altri accettavano tutto.
Parleremo più volte della religione è adopererò il termine RELIGIONE sempre in maniera negativa. Quello che Gesù ha detto, non è classificabile sotto la voce religione; primo il suo era un MOVIMENTO secondo era la FEDE quella chE contava e quella che conta, ma vedremo meglio i dettagli di questi due termini.
Comunque l'effetto della religione, è quello di rincretinire le persone, di fare credere delle cose che quelle persone che ragionano con l'intelletto e che vogliono capire, non possono che rifiutare. La religione riesce ad ottenebrare le coscienze. Fa credere l'assurdo........allora questa contraddizione di un volto di Dio che viene presentato contrario al minimo di ragione umana, ha fatto si che sorgesse l'ateismo. Ce n'è per tutti, specialmente per i professionisti della religione NOI per la presentazione
sbagliata e fraudolenta del volto di Dio.

don Salvatore Paparo

RIFLESSIONE BIBBLICA

Mentre andava verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi. Questi si fermarono ad una certa distanza e ad alta voce dissero a Gesù: “Gesù maestro, abbi pietà di noi!”
Appena li vide Gesù disse: “Andate dai sacerdoti e presentativi a loro”. E mantre quelli andavano, furono guariti. Uno di loro, appena vide di essere guarito , tornò indietro glorificando Dio a gran voce e si getto ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un samaritano. Gesù allora disse: “ non sono stati guariti tutti e dieci? Dove sono gli altri nove?” Non è ritornato nessun altro a ringraziare Dio all'infuori di questo straniero?” E gli disse : “Alzati e va: la tua fede ti ha salvato”.
Evangelo di Luca cap.17 v 11-19.
Come in ogni brano dei vangeli, ci sono delle parti che sono state composte da uomini o donne che avevano conosciuto Gesù, oppure delle persone che hanno messo per inscritto delle vicende che avevano appreso da persone che avevano conosciuto il profeta di Nazaret, ed anche il brano che oggi con l'aiuto dello Spirito Santo commentiamo non sfugge a questo, ma i versetti presi in esame hanno anche, assieme ad altri una polemica, sia con il popolo eletto (Israele) sia con la dottrina delle chiesa
Ebraica di allora.
Dieci malati di lebbra vengono incontro a Gesù, ma Gesù a differenza della legge mosaica che proibiva di entrare in contatto con persone sane si avvicina a loro, e li ascolta. Essi chiedono compassione a lui che non trovano nella società che li esclude, chiedono solo al maestro “abbi pietà di noi” Come sempre Gesù non tentenna non ha esitazioni, Dio vuole dare a loro la felicità di una vita insieme agli altri, di restituirli alle loro famiglie di far tornare a loro il sorriso sulle labbra. Andate a presentarvi ai sacerdoti, che sono gli unici a potervi rimettere nella società; e mentre andavano furono guariti. Il racconto potrebbe finire qui, ma Luca è interessato a evidenziare la reazione di uno di loro, un samaritano, uno straniero ed un pagano come venivano considerati dagli israeliti i samaritani. Questo uomo, vedendosi guarito, comprende di aver ricevuto un dono ben più grande della guarigione della lebbra; la sua esistenza è cambiata. Non va dai sacerdoti, torna indietro verso Gesù (un laico), la dove si trova il suo Salvatore. Nel ritorno verso Gesù egli non cammina più coperto da stracci e lenzuola come si usava allora con i lebbrosi. Torna con il sorriso sulle labbra, esultante, loda Dio con tutto il suo cuore, poi si inginocchia ai piedi di Gesù e lo ringrazia: costui è il Profeta attraverso il quale gli è giunta la compassione di Dio.
Gesù stesso è stupito e chiede “E gli altri nove dove sono?” Sono forse ancora impegnati nei vari riti di purificazione che allora la chiesa Ebraica pretendeva? E pur appartenendo al Popolo Eletto non hanno ancora scoperta da dove arriva la compassione, la misericordia e la salvezza. Gesù poi dice un ultima cosa a questo straniero a questo pagano “ La tua fede ti ha salvato” Tutti i lebbrosi sono stati
guariti dal punto di vista fisico, ma non sono guariti dal punto spirituale e dal punto sociale. E' questo care amiche ed amici può succedere anche a noi, proprio in questo periodo denso di avvenimenti in cui spicca il covid19. Che cosa è il movimento cristiano vissuto non un atteggiamento triste e negativo, incapace di ricevere quella luce che viene dal volto di Dio, incapace di ringraziare per la forza, per la natura, per la speranza, per la fede che abbiamo ricevute dal profeta di Nazaret vivente?, non dobbiamo forse noi per primi di ravvivare nel cristianesimo la riconoscenza e la lode a Dio. Non dobbiamo tornare a Gesù per ringraziare di tutte le cose dette? E' forse questo che può suscitare nei credenti in Dio ed in Gesù una gioia sconosciuto dalla maggioranza dei cristiani?
La prima cosa da fare è cogliere la grandezza di Dio, e i suoi doni: la vita, la salute.
La natura ecc. intuire che si può vivere davanti a lui solo ringraziando per i doni che ci ha dato. La gratitudine verso Dio genera nell'individuo un modo nuovo di guardare a se stesso, di relazionarsi con le cose e di convivere in pace con gli altri. Le cose che lo circondano, acquistano una profondità e un valore fino a quel momento ignorato; tutto quello che è intorno a noi stanno, non sono solo come oggetti che servono a soddisfare bisogni, essi sono segni di grazia e della bontà dello Spirito Creatore. Anche le persone che incontriamo nel nostro cammino sono dono e grazia.
Dei dieci lebbrosi guariti da Gesù , uno solo torna indietro “rendendo grazie a Dio” e solo lui ascolta le parole del Nazareno “la tua fede ti ha salvato”. La riconoscenza gioiosa e la lode di Dio sono sempre fonte di Luce e di salvezza.

r. Fulvio Crivello

BENEDIZIONE

Nel principio era la parola, la parola era con Dio, e la parola era Dio. Essa era nel principio con Dio.
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei, e senza di lei neppure una delle cose è stata fatta In lei era la vita, e la vita era luce per tutto l'essere umano.
Giovanni 1