«Viene poi il momento in cui ciascuno sta solo, alla presenza del Signore.
5 mar 2021
Testo dell'omelia dell'arcivescovo di Milano Mario Delpini, per il funerale dell'ambasciatore Luca Attanasio.
MESE DI GENNAIO - FEBBRAIO 2021
“Diletti, amiamoci gli uni gli altri, perchè l'amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio”
I lett. Di Giovanni cap 4 ver. 7
Un caro saluto a tutte le amiche e agli amici dell' Opera Cenacolo Familiare, ed un buon inizio anno, anche se questa epidemia con le varie varianti è ancora presente, siamo anche nel periodo della settimana di preghiera della unità delle chiese cristiane, in questo primo bimestre troverete:
Preghiera di don Salvatore Paparo
La riflessione Biblica
la preghiera allo Spirito Santo
La Benedizione
PREGHIERA
Carissimo Gesù, fortunatamente oggi ci sono cristiani aperti al dialogo; essi difendono e parlo per tutte le chiese, con coraggio e determinazione quanto credono sia vero e giusto. Ma lo difendono rispettando le persone che la pensano diversamente da loro, e confrontandosi con umiltà e carità con essi, con il buon senso, sono disposti anche a riconoscere eventuali errori, difesi prima in buona fede. Essi giustamente sono convinti che la verità va proposta e non imposta.
La verità, infatti, si fa strada da sola, la dove c'è il Buon Senso e sopratutto l' Amore, poiché dove c'è l'amore per il prossimo e per Dio, c'è lo Spirito Santo che è verità che comunica verità.
don Salvatore Paparo
RIFLESSIONE BIBLICA
GUARIRE DALLA NOSTRA SOLITUDINE E' SORDITA'
Gli portarono un sordomuto e lo pregavano di imporgli la mano.Gesù lo prese in disparte, lontano dalla folla,gli pose le dita sulle orecchie, con le dita gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un profondo sospiro e gli disse: “(Effetà) ovvero (Apriti)” . E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
Marco cap.7 vers 32-35
Sovente, i profeti dell''antico Israele usavano la parola, sordità, come metafora per parlare della testardaggine e mancanza di buon senso del popolo di Israele “ha orecchi ma non ode” ciò che Dio gli sta dicendo.
Proprio per questo nei vangeli ci sono molti racconti di persone sordomute, che noi chiamiamo miracoli, ma che, per chi conobbe Gesù non erano miracoli, ma proposte di conversione al suo messaggio. Marco nel suo breve racconto ci offre delle sfumature molto suggestive, sia delle azioni delle sue mani e soprattutto del suo pensiero perchè si operi questa conversione sia del sentire che del parlare nelle prime comunità cristiane.
La scena del racconto è nota, a Gesù viene presentato un sordomuto, ovvero non sente e non può esprimersi. La sua vita è di profonda solitudine, non dialoga ne sente i familiari, i suoi amici se ne ha; e non può intendere neanche Gesù, ne parlargli e intendere il suo messaggio. Vive nella propria solitudine.
Gesù lo prende in disparte lontano dalla folla e dal turbinio della vita e si concentra per poterlo guarire. Pone le sue dita sulle orecchie e tocca con le dita la sua lingua, non è facile il sordomuto non collabora, ma il profeta di Nazaret fa un ultimo sforzo, fa un profondo sospiro e alza gli occhi al cielo in cerca della forza di Dio e Dello Spirito che tutto può fare se uno ha fede, poi grida: (EFFETA') APRITI. Ed ecco che il sordomuto esce dal suo isolamento, care amiche ed amici del Cenacolo, cosa vuol dire a noi credenti di oggi il brano che insieme abbiamo commentato; vuol dire che lui per la prima volta scopre cosa significa vivere ascoltando gli altri e conversando con il prossimo. Come già detto prima, non è un caso che i vangeli ci portano molti racconti di sordomuti, perchè questo è un invito a lasciare operare il messaggio di Gesù allora come oggi, affinchè gli orecchi, gli occhi siano ben aperti alla sua parola.
Vivere nella chiesa o meglio nel movimento cristiano con buon senso e aperti al dialogo può essere una questione di atteggiamento mentale o di posizione pratica, frutto quasi sempre della propria spicologia o della formazione ricevuta. Ma quando si tratta di aprirsi o di chiudersi al messaggio di Gesù di Nazaret, la questione è di importanza decisiva. Se viviamo non ascoltando il profeta di Nazaret, se non comprendiamo il suo progetto (è questo vale anche per le chiese che si richiamano a lui) se non cogliamo il suo messaggio di amore verso di noi, ma sopratutto verso gli esclusi, e ci chiuderemo nei nostri problemi egoistici e non ascolteremo quello della gente che ci circonda. Allora non sapremo annunciare la Buona Novella di Gesù. Deformeremo il suo messaggio, anche in quella settimana per l'Unità dei Cristiani. Per molti ascoltatori sarà difficile il nostro “vangelo”. Non abbiamo bisogno, care amiche ed amici del Cenacolo, come accadde quasi duemila anni fa al sordomuto, di aprirci al profeta di Nazaret per farci guarire dalla nostra sordità?
r. Fulvio Crivello
PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO
Fai Spirito Santo, che i cristiani trovino l'unità, ammaestra sopratutto chi divulga la tua volontà, tu ci conosci e sai tutto di noi non ti possiamo mentire. Tu sai quello che le religioni hanno fatto: guerre, massacri, inutili sofferenze, perdonaci per questo e aiutaci ad essere umili ad ascoltare e ad aiutare, affinchè la nostra vita non scivoli via senza aver lasciato traccia, te lo chiediamo in nome di Gesù che ci ha invitati allora ed oggi ad Amare.
r. Fulvio Crivello
BENEDIZIONE
La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo, sia con tutti noi ora e per sempre.
2 gen 2021
NATALE 2020
OPERA CENACOLO FAMILIARE
NATALE 2020
“CHI NON AMA. NON HA CONOSCIUTO DIO, POICHE' DIO E' AMORE”
I lett. Di Giovanni cap. 4 v. 8
Care amiche ed amici del Cenacolo Familiare, i miei più sinceri auguri per un Natale un po' diverso dal solito, con meno affari e settimane bianche o crociere nei mari tropicali ma, è questa è una mia speranza, un natale più spirituale. Un ritorno ad una festa più familiare e al vero significato del Natale. Un sincero augurio di passare questa festa in modo sereno e amorevole.
RIFLESSIONE BIBLICA
“E' avvenne che, mentre erano li, si compì per lei il tempo del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fascio e lo pose a giacere in una mangiatoia, perchè non c'era posto per loro nell'albergo” Luca cap. 2 vers 6-7
Piano, piano, a poco a poco ci stiamo riuscendo, malgrado i tempi che stiamo vivendo e malgrado il virus che ci perseguita, siamo arrivati al punto di celebrare una festa tanto cara, come il Natale senza conoscere esattamente il significato del medesimo. Si annuncia il Natale senza conoscere Gesù, ci scambiamo gli auguri ma nella maggioranza non sa il perchè. Non dobbiamo stupirci, come i pastori di cui precedentemente il brano ci narra: “sono presi dal timore” non hanno paura delle tenebre, ma della luce di Dio, che risplende con la venuta di Gesù. Noi care amiche ed amici preferiamo vivere nelle tenebre, ci fa paura la luce di Dio. Chi vive questi giorni, anche tristi, non mette più luce e verità nella sua vita, non celebra la venuta di Gesù di Nazaret.
L'unica ragione per celebrarlo è questa “Oggi è nato per voi il Salvatore” Gesù non è nato per Maria e Giuseppe , non appartiene a loro, Gesù è nato per tutti. Questa nostra società, atta ai consumi allo spreco non è la definitiva verità. Gesù è la speranza che l'ingiustizia, che oggi avvolge tutto, non vincerà per sempre, senza questa speranza non c'è Natale. Si ci godremo, almeno quella, la famiglia e l'amicizia, ci regaleremo dei momenti di felicità, di partite a carte o a scacchi, tutto questo, e sono il primo a pensarlo è una cosa ottima; ma non è ancora il Natale. L'evangelista Luca in questa breve frase del secondo capitolo citata oggi: “perché non c'era posto per loro nell'albergo” ecco fin dal primo momento la venuta di Gesù poneva dei problemi, sia alla classe politica, alla chiesa di allora, ai potenti e ai ricchi, già duemila anni fa egli veniva ignorato e meno si parlava di lui e meglio era; la società, voluta dall'uomo in fondo è poco cambiata. Oggi la nostra società ci parla di questa festa ignorando il significato della stessa; Natale è molto di più di tutto questo ambiante superficiale e manipolato in vari modi che respiriamo in questi giorni nelle nostre strade. Il Natale è molto di più del “SIATE BUONI” dei regali, dei viaggi ecc. ella è più profonda e gioiosa della nostra società dei consumi. Noi credenti dobbiamo recuperare di nuovo il cuore di questa festa e scoprire, al di la della superficialità e stordimento il messaggio di Gesù di Nazaret. Non comprenderemo il Natale se non facciamo silenzio nel nostro cuore, aprirci a quel messaggio di un Dio vicino e amico che ci AMA. Dio non è L'Essere terribile e onnipotente che molte volte la chiesa ci ha fatto credere, chiuso nella sua serietà e inaccessibile. Dio con il Natale è questo bambino,che Mirjam fascia e pone nella mangiatoia consegnandolo alla intera umanità, questo bambino che cerca il nostro sorriso e che ride con noi, ci dice molto di più del suo essere Dio al di la di tutte le nostre ricerche teologiche e cavillosità e speculazioni sul suo essere. Se sappiamo fermarci in silenzio davanti a questo nascituro e accogliere fino in fondo il suo messaggio, comprenderemmo perché il cuore e la mente di un credente deve essere attraversato da una gioia diversa: semplicemente perché Dio è con noi egli è L'EMMANUELE. Sereno Natale a tutti a voi.
r. Fulvio Crivello
BENEDIZIONE
Il Dio della speranza ci riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinchè abbondiamo nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo. Lett. Ai Romani cap. 15 ver.13
11 dic 2020
NOVEMBRE-DICEMBRE 2020
“ Se camminiamo nella luce (AMORE), come lui nella è nella luce,noi siamo in comunione gli uni con gli altri”
Prima lettera di Giovanni cap 1 vers 7
Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare, e gli auguri di passare un sereno Natale, malgrado i tempi che corrono. Tempi però, che forse ci portano a riflettere sul vero significato spirituale della venuta di Gesù.
Esso comprende le seguenti parti
1 Preghiera di don Salvatore Paparo
2 Un fatto un commento
3 Riflessione biblica
4 Preghiera allo Spirito Santo
5 Benedizione
PREGHIERA
Caro Gesù, ci stiamo avvicinando al Natale, festa ormai diventata una ragione di Bussiness, peccato che le Chiese Cristiane non invitano ad una maggiore sobrietà, a celebrare sia le domeniche di avvento, che il Natale, come una festa familiare, dove la tua presenza sia centrale GESU', non perchè sei nato il 25 dicembre, ma per quello che hai insegnato “L'AMORE”. Come sarebbe bello se questa parola risonasse spesso, e non fosse soprattutto a Natale, dove le parole d'ordine sono:“Settimana bianca, rincorsa agli ultimi regali feste e cenoni ed ad altre amenità” Io spero che la tua parola possa far risuonare nei nostri cuori “Amatevi, come IO ho amato voi”
Don Salvatore Paparo
UN FATTO UN COMMENTO
Ho scelto la preghiera di don Salvatore, perché, malgrado gli anni trascorsi dalla stesura della medesima (2002), mi sembra quanto mai attuale. Don Salvatore pur sapendo che Gesù non era nato il 25 dicembre e che questa data è una consuetudine, ( lo si capisce se uno legge attentamente la preghiera) egli mette in evidenza la mancanza di molti cristiani, di capire il vero significato del Natale. Nel momento che stiamo vivendo, con la speranza di un nuovo vaccino contro il Covid, noi, non capiamo ancora che la nostra società, spinta dal denaro, come unico soggetto importante della nostra vita e non l'amore per noi e per il prossimo, é portata al fallimento. Continuiamo a sfruttare il nostro pianeta, senza porci il problema delle future generazioni. Si, i politici cominciano a capire o fanno finta di capire che bisogna incamminarsi su una società GREEN (VERDE), ma a me, pare che esse siano solo parole e pochi fatti. Le feste Natalizie che dovrebbero portare PACE e SERENITA' (almeno nel nostro paese e non solo) si parla di settimane bianche andate a monte, di acquisti che non possono più incidere sul benessere di commercianti ed industrie, di celebrazioni di Natale non più come vuole la tradizione (mancata messa di mezzanotte ecc.) cavalcata soprattutto nei partiti di chiara impostazione populista e nazionalista e di qualche giornalista schierato con loro. Ci si dimentica il significato del Natale e si dimentica degli oltre sessantamila morti da quando è scoppiata la pandemia. Il Natale vuol dire: portare Amore per il prossimo e per noi, ed a ragione Paolo Mieli quando dice che questo sarà un Natale più bello degli altri, un Natale speso anche per consolare ed alleviare il dolore di chi ha perso dei cari. Oltre che il vaccino del COVID abbiamo bisogno anche di un altro vaccino: quello che ci danno i poveri, gli ultimi nella nostra società egoista, priva di Pace e Serenità e solidarietà.
r. Fulvio Crivello
RIFLESSIONE BIBLICA
Elia, impaurito, si alzò e se ne andò per salvarsi. Giunse a Bersabea che si trova in Giuda, e vi lasciò il suo servo. Si inoltrò nel deserto camminando una intera giornata è andò a sedersi sotto una ginestra. Qui si augurò di morire “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri”. Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Allora ecco un angelo del Signore lo toccò e disse”Alzati e mangia!” Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi tornò a coricarsi per dormire. Venne di nuovo l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse “Su mangia, perché è troppo lungo per te il cammino: Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb.
1 RE cap.19 vers. 1-8
METTERSI IN CAMMINO
Care sorelle e fratelli del Cenacolo Familiare, forse, qualcuno penserà leggendo questo testo e la riflessione su di esso, che io sia un po fuoristrada, tutte le Chiese Cristiane nel lezionario hanno altri brani che di solito si predicano nelle domeniche di avvento. Io dopo essermi raccolto in preghiera e riflettuto sul testo, ho scelto questo brano che ci fa riflettere, dato il momento che stiamo vivendo, ed anche alle numerose vittime che questa pandemia ha creato. Mi pare però doveroso dare qualche accenno sul profeta Elia. Il nome Elia in ebraico significa “Jahveh è il mio Dio” Il profeta è menzionato in I RE ai capitoli 17-19-21 e in II RE al capitolo 2. E' considerato uno dei più grandi profeti del periodo antico. Pare fosse originario di Tishbe nel territorio di Galaad, svolse la sua missione durante il regno di Achab alla metà del IX secolo A. C. Egli lotta contro l'idolatria di quel tempo e manifesta, fin dal principio della sua missione, la sua fedeltà a Jahveh, ma, come possiamo leggere nel brano biblico, qualche volta anche lui ha dei tentennamenti, non stima se stesso, si abbatte per le difficoltà che trova sulla sua strada, non ha sempre la completa fiducia in Dio. Allo Spirito di Dio (L'angelo) il compito di risvegliarlo per fargli riprendere il cammino. Questo antico brano, ci pone di fronte a qualche interrogativo, sopratutto in questo periodo, ma per superarlo c'è una sola risposta: mettersi in cammino. E' un racconto, sicuramente tramandato prima oralmente e poi messo per iscritto, in cui si ritrovano anche un impostazione liturgica, ma quello che voleva dire allora, vale anche per oggi ed è quanto mai attuale.
Elia spaventato fugge come ognuno di noi di fronte al pericolo (Il Covid), si inoltra nel deserto (non solo il deserto reale con dune di sabbia e pietraie, ma anche nel deserto della coscienza, il deserto della mancanza della parola di Dio); il profeta si addormenta sotto una ginestra (una delle pochi arbusti presenti nel deserto). Noi donne e uomini di oggi, ci addormentiamo sotto il frastuono della vita quotidiana, pensando con tristezza in questo periodo alle vacanze di Natale a cose futili ed inutili. Anche noi care amiche ed amici ed anche il sottoscritto ci corichiamo sotto il nostro benessere sotto il nostro egoismo, poi come ad Elia, Dio manda un angelo, il suo Spirito, il Dio dentro di noi, che giornalmente ci invita a mangiare, ad alzarci, a nutrirci della sua parola e metterci in cammino anche in queste domeniche che ricordano l'avvento. Un Dio amico, madre e padre, che ci parla anche in questi momenti difficili, un Dio che vuole essere preso sul serio, che pone l'orecchio ai nostri lamenti alle nostre disperazioni, un Dio amico, umano, non un Dio altissimo, irraggiungibile, come spesso ci hanno fatto credere le Chiese Cristiane. E proprio in queste domeniche d'avvento che ci ricordano la nascita di Gesù, viene l'invito di Dio di far uscire Gesù nelle strade, nel mondo, di poter insomma riscoprire non negli alberi di natale o nei presepi il profeta di Nazaret, ma nella vita quotidiana, riscoprire questo Gesù attivo nella vita di tutti i giorni e non relegarlo soltanto nelle chiese e cattedrali, magari splendidi monumenti, ma opera solo dell'uomo e della sua voglia di potenza. Ritornando al nostro brano che oggi tutti insieme commentiamo, Elia destatosi mangio e bevve, ma poi si riaddormentò “allora l'angelo tornò la seconda volta” quante volte il Signore ci ha svegliato dal nostro sonno e ci ha posto davanti la focaccia e la brocca d'acqua e quante volte mi sono addormentato e ci siamo addormentati dicendo “basta, non ho più voglia di combattere, lasciami in pace” Ma egli tutte le volte, gratuitamente, con il suo amore, ha apparecchiato davanti a noi la mensa della sua parola, ricca, ricchissima, in modo che, come nutrì il profeta Elia nel deserto, egli nutre anche noi della sua parola e delle sue azioni. Egli ci consente in questa breve o lunga vita di camminare per quaranta giorni e per quaranta notti, ovvero per tutta la nostra esistenza. Come ha chiamato prima e svegliato Elia dal sonno, la comunità ebraica di allora e le chiese cristiane di oggi, in queste domeniche di avvento siamo chiamate/i a rispondere al suo invito: METTIAMOCI IN CAMMINO.
r. Fulvio Crivello
PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO
Stiamo avvicinandosi al Natale, molti dicono che sarà un Natale diverso, un Natale un po' dismesso, ma non è così, noi sappiamo che tu Spirito Consolatore, l'ho farai diventare un Natale più vivo più vero. Ammaestraci ad ascoltare la tua PAROLA, in modo che noi possiamo celebrare il Natale con Amore Pace e Serenità come ci ha insegnato Gesù. Amen
r. Fulvio Crivello
BENEDIZIONE
Il Dio della speranza ci riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinchè abbondiamo nella speranza,per la potenza dello Spirito Santo
Lett. Ai Romani c. 15 v.13
9 nov 2020
SETTEMBRE-OTTOBRE 2020
MESE DI SETTEMBRE-OTTOBRE 2020
“I profeti sono testimoni e cantori dell'amore di Dio per tutti gli esseri umani” Amos cap.3 vers. 2
Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare
Esso comprende le seguenti parti:
1 Preghiera di don Salvatore Paparo
2 Riflessione Biblica
3 Un piccolo ricordo di una persona che prematuramente ci ha lasciato
4 Benedizione
PREGHIERA
Signor Gesù, oggi per opera dello Spirito Santo, ci sono anche cristiani aperti al dialogo; essi difendono con coraggio (in tutte le varie confessioni cristiane) e fortezza quanto credono sia vero e giusto, ma lo difendono rispettando le persone che la pensano differentemente da loro e, confrontandosi con umiltà e carità con essi, sono disposti anche a riconoscere eventuali errori, difesi fino allora in buona fede. Essi giustamente sono convinti che la verità va proposta e non imposta.
La verità, infatti, si fa strada da sola, là dove c'è l'amore, poiché dove c'è l'amore, c'è lo Spirito Santo che è verità che comunica verità.
Don Salvatore Paparo
RIFLESSIONE BIBBLICA
In quel tempo, Gesù nel tempio diceva alla folla nel suo insegnamento: “Guardatevi dagli scribi (Ecclesiastici) che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa. Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava le monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò solo due monetine. Allora chiamati a se i suoi discepoli, disse loro: “In verità io vi dico, questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua povertà, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere
Ev di Marco cap.12 vers. 38-44
Come sempre la parola di Gesù ci mette in ascolto, ma spesso la sentiamo distrattamente, quando andiamo alle funzioni delle varie Chiese Cristiane la sentiamo, ma come detto sopra non la mettiamo in pratica, non la ascoltiamo; perché sentire ed ascoltare, come verbi, hanno due significati diversi. Nei versetti del dodicesimo capitolo preso in esame, due cose ci appaiono a prima vista, il contrasto tra le due scene è assolutamente diverso; e pur vero che i Vangeli, compreso quello di Marco, sono in buona parte degli scritti giunti a noi, con una redazione dei medesimi soprattutto liturgici, ma è altresì vero, che spesso ci sono le parole di Gesù come in questo caso che danno un profondo significato. Nel brano che oggi commentiamo, ci sono due episodi completamente diversi. Nel primo, il profeta di Nazaret mette la gente di allora, ma anche di oggi in guardia contro gli ecclesiastici (gli scribi come ci racconta il brano) Egli diceva allora, ma anche oggi, ci dice che la loro religione è falsa, la usano per cercare di mettersi in mostra e sfruttare i più deboli, bisogna però anche dire che questa non è la totalità, e lo si deve dire ad alta voce, nelle Chiese Cristiane ci sono moltissime persone, gruppi, organismi, missionari, ecclesiastici, laici, che non solo si preoccupano dei poveri, ma che spinti dallo spirito di Gesù, dedicano tutta la loro vita o parte di essa, rischiando addirittura la medesima. Nel secondo, il profeta di Nazaret osserva il gesto della povera vedova e chiama a testimonianza i suoi discepoli/e. Da questa donna umile e povera possono imparare qualcosa che gli scribi e i mestieranti della religione non potranno mai insegnare a loro: una generosità senza limiti e una fiducia in Dio.
Nella nostra società, che ha all'interno delle enormi sofferenze, i poveri sono in aumento, anche nei paesi cosi detti sviluppati ci sono decine di migliaia di poveri, senza pensare ad altri Parsi che con nostro linguaggio chiamiamo “Paesi in via di sviluppu” invece come sarebbe giusto chiamarli Paesi Poveri dove si muore ancora di fame. Il mondo che ci siamo creati che sta distruggendo la natura (Riscaldamento globale) non sappiamo patire con chi soffre. Ognuno si preoccupa soltanto dei fatti suoi. Gli altri restano esclusi dal nostro orizzonte soprattutto se sono poveri. Quando un individuo donna o uomo che sia si è adagiato nel suo comodo benessere, è difficile sentire la sofferenza di altri. Anzi proprio in questa società colpita dal VIRUS non solo nel corpo ma anche nell'anima si sentono aempre meno i problemi degli altri. Tuttavia, siccome ci sentiamo ancora cristiani nutriamo ancora l'illusione di avere, oltre la mente, anche un cuore “diamo il superfluo”. Solo i poveri e gli umili sono capaci di fare quello che la maggioranza di noi sta dimenticando: dare qualcosa di più del nostro superfluo. A questo punto, voglio fare una domanda a me stesso, ma anche a tutti voi: “Ma quale è il nostro atteggiamento generalizzato nelle comunità cristiane dei paesi ricchi?”
La cosa più evidente è la vita ingiustamente emarginata e poco dignitosa dei poveri. Nella società, voluta da noi e soprattutto nella globalizzazione, chi non HA non merità il rispetto che meritano le persone “arrivate” , non rappresentano nulla di importante per quasi nessuno. Incontrarli ci provoca disagio e fastidio. I poveri smascherano i nostri grandi discorsi di democrazia di progresso e mettono a nudo la nostra meschinità. Non ci lasciano vivere con la coscienza a posto. L'episodio tratto dal vangelo di Marco, in cui Gesù loda la vedova povera è rivolto anche a noi che viviamo soddisfatti nel nostro benessere, che diamo il superfluo. Quante volte sono i poveri quelli che meglio ci insegnano a vivere in modo dignitoso e con un cuore grande e generoso.
Uno dei maggiori contributi della lettura dei vangeli, ma anche di tutto il Vecchio Testamento e del Nuovo sia essa donna che uomo è quello di aiutarlo a vivere con un senso più umano in una società il cui VIRUS è “LA NEVROSI DEL POSSESSO”
Oggi più di allora, anche se era presente già ai tempi di Gesù, è basato non su quello che uno E' ma su quello che uno HA. L'importante è “avere” denaro, potere, prestigio,autorità ecc. Chi possiede tutto ciò è un “vincente” chi non possiede tutto ciò, è un fallito ed è completamente fuori gioco. Fin dai primi anni di vita l'essere umano, viene educato nella maggioranza dei casi, più ad AVERE che ad ESSERE, prenderà soprattutto che un giorno, compiuti gli studi dovrà AVERE, una posizione, un buon stipendio, del potere. Così, quasi senza accorgersi, prepariamo le nuove generazioni alla competizione e alla rivalità.
Viviamo in una società, come anche in quella in cui ha vissuto il profeta di Nazaret che impoverisce le persone, non di denaro ma che ci ha rubato “l'essere umano”.
Le persone più oggi che allora si abituano a valutarsi per quello che possiedono; e in tal modo corriamo il rischio di diventare incapaci di amare, di dare tenerezza, di servire in modo generoso e solidale. Proprio per questo, in questo periodo , assume particolare importanza l'invito di Gesù a valorizzare la persona. In ultima analisi, la grandezza della vita non si misura dal potere o dalle conoscenze che uno HA, ne tanto meno dai beni che uno possiede o del denaro, ma di servire e aiutare gli altri meno fortunati di noi a vivere in un mondo più umano e vicino agli insegnamenti del profeta di Nazaret. Quante persone povere ed umili, come la vedova che ci narrà il brano, con la loro semplice solidarietà e aiuto a chi ha bisogno, apportano all'umanizzazione della nostra malata società, più di tanti protagonisti della vita sociale, ecclesiastici di mestiere, politici, pronti a difendere i loro privilegi e i loro interessi, del loro protagonismo e della loro posizione del loro potere.
r. Fulvio Crivello
UN RICORDO DI GUADALUPE CALDERON
“Cala il suo sole quando è ancora giorno”
Geremia cap.15 vers.9
E' venuta a mancare due mesi fa a CITTA' DEL MESSICO, una carissima amica dell'Opera del Cenacolo Familiare. GUADALUPE CALDERON aveva soltanto 39 anni ed aveva partorito solo da quaranta giorni, aveva anche un figlio di cinque anni. Io spero che la fede aiuti suo marito Arturo, anche lui membro del Cenacolo a superare questa grande prova. Scrivendo questo ricordo ho le lacrime agli occhi, perchè la ritengo profondamente ingiusta, una giovane madre che se ne va, che dire se non pregare sia Maria che Gesù e lo Spirito Santo, affinchè possano lenire il dolore di Arturo e di tutta la famiglia. Il Cenacolo vi è vicino anche in questo momento di dolore.
Opera Cenacolo Familiare
BENEDIZIONE
Il Dio della speranza ci riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, sia accanto a chi soffre e lo sostenga nella Fede, in modo che il sole torni a risplendere in loro e in tutti noi.
AMEN
3 set 2020
AGOSTO-LUGLIO 2020
“I profeti sono testimoni e cantori dell'amore di Dio per tutti gli esseri umani” Amos cap.3 vers. 2
Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare
Esso comprende le seguenti parti
1 Preghiera di don Salvatore Paparo
2 Riflessione Biblica
3 Preghiera Allo Spirito Santo
4 Benedizione
PREGHIERA
Signor Gesù, oggi per opera dello Spirito Santo, ci sono anche cristiani aperti al dialogo; essi difendono con coraggio (in tutte le varie confessioni cristiane) e fortezza quanto credono sia vero e giusto, ma lo difendono rispettando le persone che la pensano differentemente da loro e, confrontandosi con umiltà e carità con essi, sono disposti anche a riconoscere eventuali errori, difesi fino allora in buona fede. Essi giustamente sono convinti che la verità va proposta e non imposta.
La verità, infatti, si fa strada da sola, là dove c'è l'amore, poiché dove c'è l'amore, c'è lo Spirito Santo che è verità che comunica verità.
Don Salvatore Paparo
RIFLESSIONE BIBBLICA
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli/e lo seguirono. Era il sabato, si mise ad insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo, rimanevano stupiti e dicevano: “Da dove gli vengano queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelle dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?” Ed era per loro motivo di scandalo.
Ev di Marco cap.6 vers. 1-4
Quante cose fanno venire in mente le parole che noi troviamo nel sesto capitolo del Vangelo secondo Marco; e quanti interrogativi ci pongono. Se lo analizziamo con il dogma della trinità, voluto dal Concilio di Nicea nel 325, nel quale per la prima volta si parla della verginità corporale di Maria, e non solo, anche della presenza dei fratelli e delle sorelle di Gesù (dal testo grecom fratelli e sorelle di sangue e non cugini) e nelle dottrine delle varie chiese cristiane, in primis la chiesa romana. in secundis dalla chiesa ortodossa ecc. non c'è che rimanere perplessi. Ma qui ci viene incontro Marco, Gesù, il suo messaggio rivoluzionario non può essere compreso dall'esterno, come pensavano donne e uomini di allora e come pensiamo noi donne e uomini di oggi amiche ed amici del Cenacolo. Per capire Gesù si deve entrare in contatto con lui, provare con lui la gioia di vivere, la volontà di creare una società più giusta e solidale, il profeta di Nazaret, è venuto per i vivi, non per i morti, ha cercato di cambiare, non solo la chiesa, ma anche la società, insegnando l'uguaglianza, ecco perchè è chiamato maestro. Ma a questo punto mi sorge una domanda: come stiamo accogliendo e questo in prima persona me lo chiedo, Gesù in noi, che crediamo di essere tra i suoi amici? Non viviamo forse troppo indifferenti alla novità rivoluzionaria del suo messaggio? Non è la nostra mancanza di fede nel suo messaggio che dovrebbe darci la forza di trasformare la nostra vita? Non corriamo forse il rischio di spegnere dentro di noi e di disprezzare la sua profezia, proprio come i cittadini di Nazaret?
Sono purtroppo i cristiani, più di nome che di fatto, per cui Gesù non è in alcun modo l'ispiratore della loro vita. Gesù, purtroppo anche dovuto a secoli di errori della chiesa, si è trasformato in un personaggio che conosciamo fin da piccoli, senza però che egli ci ispiri nella vita un modo nuovo di vivere, insomma per una buona parte dei cristiani egli è perfettamente sconosciuto, Eppure il messaggio del profeta di Nazaret può essere il nostro maestro di vita, Può insegnarci a vivere, non per manipolare gli altri, o calpestando il prossimo per i nostri interessi di lavoro o di denaro. Il suo messaggio ci fa scoprire che è meglio dare che accumulare; e seguendo i suoi passi, la sua vita, possiamo vivere in modo più solidale, in cui l'eguaglianza e l'amore sono al primo posto. Questo vuol dire, di non sentire parlare di Gesù, ma di ascoltare Gesù, perchè a parte la resurrezione del corpo, c'è la risurrezione del suo Spirito che parla alla nostra coscienza ed ha sempre parlato; così possiamo imparare a vivere in modo diverso rispettando l'essere umano e la natura, essere meno egoisti ed amare di più le persone, la natura, come amava il profeta di Nazaret durante la sua vita ed anche dopo , fino ai giorni nostri con il suo messaggio.
r. Fulvio Crivello
9 lug 2020
MAGGIO - GIUGNO 2020
“Se uno possiede le ricchezze del mondo e vedendo il proprio fratello sorella nel bisogno, gli chiude il cuore, come l'amore di Dio può essere in lui? Figli/e, non amiamo con le parole e con la lingua, ma con le opere e nella verità ” Prima epistola di Giovanni cap. 3 vers. 17-18
Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare Esso comprende le seguenti parti:
1 Riflessione di don Salvatore Paparo su un argomento trattato da lui, intitolato :“IL VOLTO DI DIO”
2 Riflessione Biblica
3 Benedizione
IL VOLTO DI DIO
Di per sé non ci dovrebbe essere essere bisogno: se siamo credenti o praticanti, dovremmo avere le idee chiare sul volto di Dio che è “AMORE”. Vedremmo invece, che quando si parla di Dio, si dicono cose (proprio degli addetti al lavoro) che forse non corrispondono a quello che troviamo nella Bibbia.
Se facciamo un raffronto, il Dio in cui credevano i nostri nonni, quello che crediamo noi e quello che credono i nostri figli, vediamo già che c'è una enorme differenza.
Il Dio che veniva presentato è abbastanza diverso dal Dio che è presentato oggi.
Allora c'è da chiedersi: ma come mai, è cambiato il volto di Dio? No, Dio non cambia. Man mano che l'umanità cresce e nella sua crescita riconosce sempre di più il valore della dignità dell'uomo e della donna, scopre sempre di più il Volto si Dio.
Non è Dio che cambia, è l'umanità che cresce, e nella crescita riconosce sempre di più il valore della dignità della donna e dell'uomo, scopre sempre di più il volto di Dio. E man mano che la chiesa (tutte le confessioni cristiane) è sempre più fedele al messaggio evangelico, ecco che la verità di sempre su Dio viene formulata in maniera nuova, più aderente alla scrittura. Non è Dio che cambia, è l'umanità che cresce, con l'umanità cresce anche il Movimento Cristiano (Chiesa) man mano che si radica nella
fedeltà delle cose che Gesù ci ha detto si scoprono quei volti di Dio che non sono una novità, c'erano sempre stati, ma erano come oscurati da tante cose.
E' stato presentato un volto di Dio talmente estraneo a quella che è la vita dell'uomo e della donna. Ci sono stati vari tentativi di riforma della Chiesa, che hanno portato il volto di Dio diverso da quello precedente, ma purtroppo a causa di Chiese troppo conservatrici il vero volto di Dio è ancora da scoprire. Di contro con la controriforma è stato presentato un volto di Dio talmente estraneo a quella che è la vita della donna e dell'uomo, a quello che è il benessere d'essere umano, che persone, che
normalmente ragionano con la propria testa, non potevano che rifiutarlo...... gli altri accettavano tutto.
Parleremo più volte della religione è adopererò il termine RELIGIONE sempre in maniera negativa. Quello che Gesù ha detto, non è classificabile sotto la voce religione; primo il suo era un MOVIMENTO secondo era la FEDE quella chE contava e quella che conta, ma vedremo meglio i dettagli di questi due termini.
Comunque l'effetto della religione, è quello di rincretinire le persone, di fare credere delle cose che quelle persone che ragionano con l'intelletto e che vogliono capire, non possono che rifiutare. La religione riesce ad ottenebrare le coscienze. Fa credere l'assurdo........allora questa contraddizione di un volto di Dio che viene presentato contrario al minimo di ragione umana, ha fatto si che sorgesse l'ateismo. Ce n'è per tutti, specialmente per i professionisti della religione NOI per la presentazione
sbagliata e fraudolenta del volto di Dio.
don Salvatore Paparo
RIFLESSIONE BIBBLICA
Mentre andava verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi. Questi si fermarono ad una certa distanza e ad alta voce dissero a Gesù: “Gesù maestro, abbi pietà di noi!”
Appena li vide Gesù disse: “Andate dai sacerdoti e presentativi a loro”. E mantre quelli andavano, furono guariti. Uno di loro, appena vide di essere guarito , tornò indietro glorificando Dio a gran voce e si getto ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un samaritano. Gesù allora disse: “ non sono stati guariti tutti e dieci? Dove sono gli altri nove?” Non è ritornato nessun altro a ringraziare Dio all'infuori di questo straniero?” E gli disse : “Alzati e va: la tua fede ti ha salvato”.
Evangelo di Luca cap.17 v 11-19.
Come in ogni brano dei vangeli, ci sono delle parti che sono state composte da uomini o donne che avevano conosciuto Gesù, oppure delle persone che hanno messo per inscritto delle vicende che avevano appreso da persone che avevano conosciuto il profeta di Nazaret, ed anche il brano che oggi con l'aiuto dello Spirito Santo commentiamo non sfugge a questo, ma i versetti presi in esame hanno anche, assieme ad altri una polemica, sia con il popolo eletto (Israele) sia con la dottrina delle chiesa
Ebraica di allora.
Dieci malati di lebbra vengono incontro a Gesù, ma Gesù a differenza della legge mosaica che proibiva di entrare in contatto con persone sane si avvicina a loro, e li ascolta. Essi chiedono compassione a lui che non trovano nella società che li esclude, chiedono solo al maestro “abbi pietà di noi” Come sempre Gesù non tentenna non ha esitazioni, Dio vuole dare a loro la felicità di una vita insieme agli altri, di restituirli alle loro famiglie di far tornare a loro il sorriso sulle labbra. Andate a presentarvi ai sacerdoti, che sono gli unici a potervi rimettere nella società; e mentre andavano furono guariti. Il racconto potrebbe finire qui, ma Luca è interessato a evidenziare la reazione di uno di loro, un samaritano, uno straniero ed un pagano come venivano considerati dagli israeliti i samaritani. Questo uomo, vedendosi guarito, comprende di aver ricevuto un dono ben più grande della guarigione della lebbra; la sua esistenza è cambiata. Non va dai sacerdoti, torna indietro verso Gesù (un laico), la dove si trova il suo Salvatore. Nel ritorno verso Gesù egli non cammina più coperto da stracci e lenzuola come si usava allora con i lebbrosi. Torna con il sorriso sulle labbra, esultante, loda Dio con tutto il suo cuore, poi si inginocchia ai piedi di Gesù e lo ringrazia: costui è il Profeta attraverso il quale gli è giunta la compassione di Dio.
Gesù stesso è stupito e chiede “E gli altri nove dove sono?” Sono forse ancora impegnati nei vari riti di purificazione che allora la chiesa Ebraica pretendeva? E pur appartenendo al Popolo Eletto non hanno ancora scoperta da dove arriva la compassione, la misericordia e la salvezza. Gesù poi dice un ultima cosa a questo straniero a questo pagano “ La tua fede ti ha salvato” Tutti i lebbrosi sono stati
guariti dal punto di vista fisico, ma non sono guariti dal punto spirituale e dal punto sociale. E' questo care amiche ed amici può succedere anche a noi, proprio in questo periodo denso di avvenimenti in cui spicca il covid19. Che cosa è il movimento cristiano vissuto non un atteggiamento triste e negativo, incapace di ricevere quella luce che viene dal volto di Dio, incapace di ringraziare per la forza, per la natura, per la speranza, per la fede che abbiamo ricevute dal profeta di Nazaret vivente?, non dobbiamo forse noi per primi di ravvivare nel cristianesimo la riconoscenza e la lode a Dio. Non dobbiamo tornare a Gesù per ringraziare di tutte le cose dette? E' forse questo che può suscitare nei credenti in Dio ed in Gesù una gioia sconosciuto dalla maggioranza dei cristiani?
La prima cosa da fare è cogliere la grandezza di Dio, e i suoi doni: la vita, la salute.
La natura ecc. intuire che si può vivere davanti a lui solo ringraziando per i doni che ci ha dato. La gratitudine verso Dio genera nell'individuo un modo nuovo di guardare a se stesso, di relazionarsi con le cose e di convivere in pace con gli altri. Le cose che lo circondano, acquistano una profondità e un valore fino a quel momento ignorato; tutto quello che è intorno a noi stanno, non sono solo come oggetti che servono a soddisfare bisogni, essi sono segni di grazia e della bontà dello Spirito Creatore. Anche le persone che incontriamo nel nostro cammino sono dono e grazia.
Dei dieci lebbrosi guariti da Gesù , uno solo torna indietro “rendendo grazie a Dio” e solo lui ascolta le parole del Nazareno “la tua fede ti ha salvato”. La riconoscenza gioiosa e la lode di Dio sono sempre fonte di Luce e di salvezza.
r. Fulvio Crivello
BENEDIZIONE
Nel principio era la parola, la parola era con Dio, e la parola era Dio. Essa era nel principio con Dio.
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei, e senza di lei neppure una delle cose è stata fatta In lei era la vita, e la vita era luce per tutto l'essere umano.
Giovanni 1