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3 mag 2016

MARZO – APRILE 2016

“E NOI ABBIAMO CREDUTO ALL'AMORE” 1 GV. CAP 4 VERS 16
UNA PREGHIERA A GESU'
Ormai i tempi sono maturi; ma è necessaria una radicale conversione per vivere il tuo messaggio di amore e di misericordia: ciascuno di noi deve amare dando alla sorella o al fratello in dono il bene che ha ricevuto da Te, dal Padre Celeste e dallo Spirito Santo; ciascuno di noi deve amare ricambiando al fratello o alla sorella il bene da Lui ricevuto. L'esercizio del vero amore porta con se enormi conseguenze: nessuno si deve credere in diritto di giudicare e di condannare il fratello o la sorella POICHE' COLUI CHE GIUDICA SEI SOLO TU, O GESU'; annunziando il tuo messaggio di salvezza, nessuno deve assumersi, neanche chi, tu hai chiamato a servirti, di giudicare e di condannare la sorella o il fratello in fede; annunziando il tuo messaggio di salvezza nessuno deve assumersi L'AUTORITA' DI MAESTRO, POICHE' IL MAESTRO SEI SOLO TU, O GESU', e noi tutti siamo fratelli e sorelle. Nelle Chiese e soprattutto in quella romana e ortodossa, coloro che da TE hanno ricevuto l'ufficio di guida delle comunità ecclesiali, e di annunziare autorevolmente il tuo messaggio di salvezza, devono rispettare IL PRIMATO DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE perchè la verità e il bene non vanno imposti ma proposti.
L'esercizio dell'amore fraterno, ci suggerisce anche un retto atteggiamento ecumenico, ovvero partendo dal : “SOLUS CHRISTUS” tutte le Chiese Cristiane si pongano in un atteggiamento di Conversione e di Riforma. Nessuna Chiesa Cristiana deve pretendere che le altre Chiese Cristiane si adeguino alle sue convinzioni dottrinali ed etiche.Invece, pur difendendo caritatevolmente le proprie certezze, rispetti simultaneamente le certezze delle altre Chiese. Rimanendo in un dialogo fraterno e amorevole, si arriverà certamente ad una UNICA CHIESA CRISTIANA, secondo il tuo cuore e i tuoi insegnamenti GESU', poiché secondo la TUA PROMESSA: LO SPIRITO SANTO CHE PUO' AGIRE SOLO DOVE TROVA L'AMORE, CONDURRA' LA TUA CHIESA A TUTTA LA VERITA'

don Salvatore Paparo

UN RITORNO DELLA CHIESA ECUMENICA AI PRIMI TRE SECOLI DI STORIA DEI CRISTIANI PER RITROVARE SOLO GLI INSEGNAMENTI DEL PROFETA DI NAZARET, LA PAROLA FATTA CARNE E DI DIO

Prima dell'editto di Milano del 313 d.C. E durante i primi tre secoli di storia, al cristianesimo che piano piano andava sempre più espandendosi, il paganesimo muoveva una accusa di ateismo e di una mancanza di etica. Bisogna ricordare che la società pagana di allora era impregnata di religiosità, i suoi dei da Giove a Giunone, da Venere a Marte da Apollo a Mercurio da Esculapio a Diana ecc. altro non erano che coperture sacralizzanti di tutti i settori della vita, dalla sessualità alla cultura, dall'agricoltura alla caccia, dalla medicina alla musica ecc.
Nei confronti di questa società che aveva sacralizzato se stessa in tutta la proiezione sacrale dei vari dei e dei riti, nonché delle processioni ai vari templi, i cristiani, discepoli di quel profeta di Nazareth chiamato Gesù che non rappresentava la proiezione sacrale di nessun elemento della società, apparivano alla stessa, come empi, sprezzatori degli dei, che non avevano templi, che non avevano simulacri ne statue apparivano degli atei che deridevano le cose considerate sacre, un filosofo romano diceva: (Deos despuunt, nullas aras habent, templa nulla, nulla nota simulacra, rident sacra)
Negli anni successivi all'editto di Milano la Chiesa, voluta da Costantino (che ancora oggi ci attanaglia)ha provveduto a ricoprire con un manto sacrale, tutti gli aspetti e le manifestazioni della vita, con il rischio di permettere la sopravvivenza dei vecchi fermenti del paganesimo sotto il rivestimento e la garanzia del cristianesimo; in questo grande processo di assimilazione, l'annuncio di Cristo, il messaggio dell'Evangelo sembra aver perduto la sua funzione discriminante, allora e fino alla rivoluzione francese, non era più pensabile una distinzione tra società civile e la società ecclesiastica; la chiesa ha insediato se stessa come l'autorità suprema ( sia nel mondo cattolico che protestante) che sola poteva legittimare i valori della società civile, riproponendo in veste cristianizzata la sintesi antica: “tra la città e il mondo degli dei”.
Dire quindi “Solus Christus e Sola Scriptura” vuol dire affermare che Dio può essere conosciuto soltanto attraverso la mediazione di Gesù, ascoltando le parole della Bibbia e i sacramenti che Gesù stesso ha costituito, ovvero LA SANTA CENA E IL BATTESIMO. Ma questa centralità di CRISTO che porterà alla unità delle chiese cristiane come possiamo viverlo; bisogna tornare a Martin Lutero, come ci è tornato il papa Francesco ultimamente, Lutero ci dice questo: “L'Evangelo esige la fede in Cristo,..... il quale ci da vita e beatitudine, non in virtù delle nostre opere, bensì in virtù dell'opera sua.... così possiamo rendere nostro il suo morire e la sua vittoria, come se fossero azioni nostre”
Questo significa che Solus Christus e Sola Scriptura si esplicità in Sola Gratia e Sola Fide.

r. Fulvio Crivello

RIFLESSIONE BIBLICA
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA AL CAP. 11 VERS. 1-11

Quando Israele era fanciullo, Io l'amai, e fin dall'Egitto, chiamai il mio figliuolo. Egli è stato chiamato, ma si è allontanato da chi lo chiamava; hanno sacrificato ai Baali, hanno offerto incensoa immagini scolpite! IO ho insegnato i primi passi ad Efraim, sorregendolo per le braccia;; con legami di amore li tiravo a me; per loro ero come chi leva il giogo dal collo; mi piegavo su di lui per dargli il cibo, ma essi non si sono resi conto che ero IO ad aver cura di loro.
Israele non ritornerà nel Paese d'Egitto, Assur sarà il suo re, perchè hanno ricusato di tornare a ME!La spada sarà brandita contro le sue città e ci sarà lutto, sterminerà i suoi figli a motivo dei loro progetti!
Il mio popolo è malato di infedeltà! Invocano Baal ma costui non li salverà!....Come farei a lasciarti o Efraim? A darti in mano ad altri o Israele? Come posso trattarti come Adma, considerarti come Zeboim?
Il mio cuore si commuove tutto dentro di me, tutte le mie compassioni s'accendono. IO non sfogherò l'artente mia ira, non distruggerò più Efraim di nuovo, perchè IO sono DIO e non un uomo, sono il SANTO in mezzo a te che non ama distruggere!
Essi seguiranno il Signore; egli ruggirà come un leone; si, egli ruggirà e accoreranno i figliin fretta dall'occidente. Accoreranno con un uccello dall'Egitto e come una colomba dal paese di Assiria; e li farò abitare nelle loro case”
Due parole sulla figura del profeta Osea:
Osea esercitò il ministerio profetico nel Regno del Nord dal 750 al 725 a.C. Dopo la morte del re Geroboamo II, cominciò nel Regno di Israele un periodo di gravi disordini politici e continue congiure di palazzo. La vita privata del profeta diventa un'azione simbolico-profetica di Dio nei confronti di Israele. Come Osea respinge la moglie a causa della sua infedeltà per poi riprenderla, così Dio respinge Israele infedele per poi richiamarlo a se. Per Osea, Dio è colui che AMA. Guardando al passato, il profeta vede nel Signore un padre e una madre per Israele e guardando all'avvenire vede in LUI un marito che si prende cura della moglie e dei figli/e. Il giudizio divino, al contrario di quello degli uomini, è concepito soprattutto in funzione dell'Amore: è una misura disciplinare, che può essere anche severa, ma ha sempre in vista il ristabilimento delle relazioni di AMORE e di COMPASSIONE

In questo antico testo su cui oggi tutti noi riflettiamo, troviamo espressa nella maniera più grande l'AMORE di DIO. E questo amore lo si scopre subito leggendo il primo versetto”quando Israele era fanciullo IO l'amai” vediamo insieme i tre principali punti:
L'amore di DIO nella nostra vita: La fedeltà di Dio al suo patto di AMORE stabilito con l'uomo e la donna non viene mai meno, e proprio oggi con tutti i problemi e le difficoltà della vita ci pone di fronte questo immenso amore c'è lo ricorda ancora una volta, dicendoci che Dio con la venuta di Gesù non è rimasto a guardare la nostra storia da lontano, ma ha deciso di partecipare ad essa con la sua parola di vita e di speranza. Le poche cose buone che facciamo, vengono solo da LUI. Se sappiamo camminare è grazie a LUI, se abbiamo di che sfamarci, e grazie a LUI, se siamo stanchi, afflitti, circondati da mille problemi e solo grazie a LUI che si prende cura di noi; il suo AMORE si rinnova ogni giorno.
La nostra sordità: Ma di fronte a questo intervento d'amore instancabile, noi cosa facciamo? Noi siamo sordi e distratti da mille cose futili o peggio ancora disubbidienti ai suoi comandamenti. Pensiamo di saper camminare da soli, pensiamo che Dio sia solo più un optional, abbiamo la certezza che noi soli possiamo darci sufficienti garanzie di vita. Risultato di questa nostra indipendenza è chiaramente su quello che succede nel mondo intero.
Un invito pressante: Ma nonostante tutto, Dio non si stanca, egli rimane fedele al suo patto di Amore verso di noi, ma pretende anche da noi una risposta di fedeltà, così come lo pretendeva all'epoca di Osea da Israele. Per questo ripete a noi l'invito pressante alla conversione, a ritrovare noi stessi nel suo AMORE e non fuori di esso; Egli ci invita a scoprire la nostra dignità di donne e di uomini, non certo nelle nostre certezze, ma nell'accettare il suo insegnamento che non è altro che la sua proposta di vita e di Amore.

r. Fulvio Crivello

BENEDIZIONE DEL SIGNORE

L'Iddio di ogni grazia, il quale ci ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo, ci perfezioni Egli Stesso, ci renda saldi, ci fortifichi. A LUI sia la potenza nei secoli dei secoli. Amen