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2 mar 2019

GENNAIO-FEBBRAIO 2019


GENNAIO-FEBBRAIO 2019

         CENACOLO FAMILIARE
                         
“Nell'amore non vi è timore;anzi il perfetto Amore scaccia il timore, perchè il timore suppone il castigo e chi teme non è perfetto nell'Amore. Noi dobbiamo Amare, perchè Lui per primo ci ha Amati” Prima epistola di Giovanni cap. 4 vers. 18-19
                                                       
Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare, da questo primo bimestre 2019, la pubblicazione avrà un nuovo indirizzo mail e sarà inviato dalla nostra nuova sede sita in Pinerolo Via Savoia, 41 con l'intestazione  “operacenacolofamilia@libero.it

Esso comprende le seguenti parti

Preghiera di don Salvatore Paparo
Un fatto ed un commento sul giorno della memoria
Due lettere giunte all'Opera Cenacolo Familiare
Confessione di Fede (Chiesa presbiteriana del Sudafrica)
Riflessione Biblica improntata sulla settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

Amatissimo mio Gesù,
Questo nuovo anno, avrà un suo valore, solo se partorirà un Concilio Ecumenico aperto a tutti. Esso sarà un Concilio del tutto particolare e singolare.
Non sarà solo un concilio Ecumenico per tutte le confessioni cristiane, ma di tutte le donne e gli uomini di buona volontà; perchè tu Signore Gesù hai redento tutti e tutte, ed essi formeranno un solo gregge con Te UNICO PASTORE. Esso sarà un concilio del dialogo pensando che tu Gesù eri e sarai Laico. Il Concilio del dialogo con tutte le fedi presenti nel mondo, mi auguro con l'aiuto dello Spirito che ha creato il mondo e gli universi si concluderà con l'unità delle confessioni cristiane, partendo dalla TUA PAROLA e con l'adesione ad essa di tutte le fedi ora presenti in un unica chiesa, nel rispetto della molteplicità e nella libertà di coscienza di ogni credente.Amen

                                                              don Salvatore Paparo 

                                    
                                    UN FATTO UN COMMENTO

Questo inizio di anno, ha portato due argomenti da analizzare, il primo è la giornata della memoria, ovvero dello sterminio del popolo ebraico da parte del regime nazista,  che ha coinvolto anche noi italiani con le famose leggi antirazziali del 1938; ma purtroppo ha coinvolto anche le chiese cristiane che in secoli precedenti, imputarono al popolo Ebreo la crocifissione di Gesù, cosa assolutamente falsa. Vorrei fare un po' di chiarezza su questi punti in questo momento della storia, in cui  pare che i nazionalismi e la cura del piccolo orto di casa nostra stia prendendo il sopravvento, con annesse divise vestite da un vice ministro, un senatore del movimento cinque stelle, che per criticare i banchieri, prende come esempio un libro falso che riguardava gli Ebrei noti affamatori di popoli. Un ripasso alla storia per tutti e due!
Proprio nel 1939 una nave battente  bandiera tedesca, che trasportava circa 950 Ebrei, comandata da un capitano tedesco antinazista, cercava un porto sicuro per far sbarcare i profughi, e proprio come oggi, sia le nazioni europee che gli Stati Uniti che si vantavano e si vantano della loro grande libertà e democrazia rifiutarono di accogliere queste povere persone. Finalmente il Belgio e i Paesi Bassi accolsero questa richiesta di questo testardo e valoroso capitano, purtroppo molti di questi profughi, circa 300, a causa della guerra e dell'occupazione tedesca dei paesi che li avevano accolti, finirono la loro vita nei campi di sterminio. Non vi sembra care amiche ed amici del Cenacolo Familiare che le cose, malgrado siano passati ottant'anni non sono poi di tanto cambiate con i profughi di oggi, che giungono per trovare pace e lavoro nell'Europa che tanto  vanta di essere la culla del cristianesimo e di avere una democrazia con la D maiuscola?Fortunatamente le Chiese Cristiane di oggi hanno preso una posizione a difesa dei più deboli e quindi dei profughi, accogliendo molti di questi disperati con i corridoi umanitari,grazie alla Chiesa Valdese e alla Comunità di Sant'Egidio, portando sulla bilancia le Parole di Gesù che sono veramente di uguaglianza per tutti gli individui al di la del colore della pelle e della provenienza.

                                                                         r. Fulvio Crivello


                      IL NEMICO NON E' IL MIGRANTE
Additare gli immigrati come il principale problema del paese e quindi proporre leggi fortemente repressive verso chi sceglie di (o è costretto a) lasciare il proprio Paese e venire a vivere in Europa non è una grande novità: la prima legge razzista (quella che istituiva i CPT è del 1998) all'epoca del primo governo Prodi e viene ricordata come Turco-Napolitano, dal nome dei ministri dell'epoca, poi vi è stata la Bossi-Fini ecc.
Il cosiddetto decreto Salvini, in sostanziale continuità con i precedenti, si distingue per barbarie e disumanità, non solo nel perseguire in particolare chi fugge da guerre e persecuzioni, spingendosi a violare l'Art. 10 della Costituzione e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ma anche estendendo le sue attenzioni a che immigrato o italiano, avesse velleità di contestare l'ordine costituito (diventano reati penali, sanzionati con pesanti pene detentive, anche i banali blocchi stradali di qualche minuto, tradizionale forma di lotta contro i licenziamenti collettivi).
Evidentemente, quando un governo si definisce del cambiamento e invece rimane nel solco più biecamente tradizionale dell'austerità liberista, tagliando le spese sociali (ma non quelle militari), riducendo le tasse ai ricchi e rinviando o annacquando le promesse fatte in campagna elettorale, per ottenere consenso, la via più facile è individuare dei capri espiatori (80 anni fa erano gli Ebrei, adesso gli immigrati, ma la logica è la stessa).
Così facendo si induce la gente a prendersela con il vicino di casa, diverso per il colore della pelle o religione, invece che a riconoscere come reali responsabili dell'impoverimento, quella ristretta oligarchia industriale e finanziaria che si arricchisce sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici e quei partiti e mezzi di informazione che di quella oligarchia sono strumenti e voce.
Per questo è necessario mobilitarsi contro questa ennesima barbarie, e per questo che chiediamo che anche i comuni del pinerolese, come già hanno fatto Palermo, Napoli e molte altre città, rifiutino di applicare le norme del decreto Salvini.

                                                                          f.to Rosso Pinerolese


    LETTERA A SALVINI DA PARTE DI  UNA IMMIGRATA NIGERIANA

Ho visto la sua faccia ieri al telegiornale: Dipinta dei colori della rabbia. La sua voce, poi, aveva il sapore amarissimo del fiele. Ha detto che per noi che siamo qui nella vostra terra è finita la pacchia. Ci ha accusati di vivere nel lusso, rubando il pane alla gente del suo Paese. Ancora una volta ho provato il morso  della paura...
Chi sono? Non le dirò il mio nome. I nomi, per lei, contano poco. Niente. Sono una di quelli/e che lei chiama per disprezzo “clandestini”
Vengo da un Paese, la Nigeria, dove ben pochi fanno la pacchia e sono tutti amici vostri. Lo dico subito. Non sono una vittima di Boko Haran. Nella mia regione, il delta del Niger non sono arrivati. Sono una profuga economica,come tanti italiani che emigrarono fino a cinquant'anni fa;Il diritto di venire in Italia ed in Europa. Lo conosce il delta del Niger? Non credo. Eppure ogni volta che lei sale in macchina può farlo grazie a noi. Una parte della benzina che usa viene da li.
Io vivevo alla periferia di Port Harkourt, la capitale dello Stato del Delta del Niger. Una delle capitali petrolifere del mondo. Vivevo con mia madre e i miei fratelli in una baracca e alla sera per avere un po' di luce usavamo le candele. Noi come la grande maggioranza di chi vive li. E' dura vivere dalle mie parti. Molto dura. Un inferno se sei una ragazza.Ed io ero una ragazza. Tutto nel mio paese è a pagamento. Se non hai i soldi non vai a scuola e non puoi curarti. Gli ospedali e le scuole pubbliche non funzionano, e persino lì, comunque devi pagare. La Fame la miseria, la disperazione e l'assenza di futuro, sono le nostre compagne quotidiane. La vedo storcere il naso. E' pronto a dire che non sono fatti vostri, vero? Sono fatti vostri,invece. Il mio Paese, la regione in cui vivevo, dovrebbe essere ricchissima, visto che siamo tra i maggiori produttori di petrolio al mondo. E invece no; quel petrolio arricchisce poche famiglie di politici corrotti, riempie le banche dei Paesi cosiddetti avanzati frutto delle vostre ruberie, mantiene in vita le vostre economie e le vostre aziende.
Il mio Paese è stato preda di più colpi di stato; al potere sono sempre andati, caso strano, personaggi obbedienti ai valori delle grandi compagnie petrolifere del mondo occidentale, anche del suo Paese. Avete potuto , così, pagare un prezzo bassissimo per il nostro petrolio, e quello che avete portato e continuate a portare è la nostra vita. Lo avete fatto con protervia e ferocia. La vostra civiltà e i vostri diritti umani hanno inquinato e distrutto la vita nel delta del Niger e impiccato o uccisi i nostri migliori uomini. Si ricorda di Ken Saro Wiwa? Era un giovane poeta che chiedeva giustizia per noi africani, si ricorda di Tomas Sankara presidente del Burghina Fasu. Li avete uccisi. Le vostre aziende, in lotta fra loro, hanno alimentato la corruzione più estrema. Avete comprato ministri e funzionari pubblici pur di prendervi una fetta della nostra ricchezza. L'ENI l'AGIP, quelle di certo le conosce, sono accusate di aver versato somme da capogiro in questo sporco gioco. Con quei soldi noi avremmo potuto avere scuole ed ospedali. A casa la sera, non avrei avuto bisogno di una candela... sarei rimasta lì, a casa mia, nella mia terra.
Avrei fatto a meno della pacchia di attraversare il deserto. Di essere derubata dai soldati ad ogni frontiera e dai trafficanti. Avrei fatto a meno delle prigioni libiche, delle notti passate in piedi perché non c'era posto per dormire, dell'acqua sporca e del pane secco, degli stupri continui cui mi hanno costretta. Avrei fatto a meno della vostra ospitalità. Nel suo Paese tante ragazze  come me hanno come solo destino, la prostituzione, sicuramente lei lo sa. Io sono riuscita  a sfuggire a questo orrore, ma sono stata schiava nei vostri campi. Ho raccolto pomodori, le mele, le arance in cambio di pochi euro e tante umiliazioni. Ancora una volta, la pacchia l'avete fatta voi, sulla nostra pelle, sulle nostre vite, sui  nostri poveri sogni di una vita migliore.
Vuole che torniamo a casa? Parli ai suoi industriali e non faccia la faccia dura con i deboli, e stringere le mani e sorridere ai potenti di turno, a quei governi di altri Paesi che occupano di fatto casa mia in una guerra velenosa mai dichiarata. Se ha un po' di dignità e di coraggio, il viso duro lo faccia a loro.

                                                                    Una Emigrante Economica

                                CONFESSIONE DI FEDE

Crediamo in Dio Padre che ha creato il mondo intero, che riunirà tutte le cose in Cristo e che vuole che tutti gli uomini e le donne vivano insieme come fratelli e sorelle in una stessa famiglia

Crediamo in Dio Figlio, che si è fatto uomo, è morto ed è resuscitato in gloria riconciliando il mondo intero con Dio, rovesciando tutti i muri che separano gli umani, tutte le barriere di religione, di razza, di cultura o di classe per creare l'umanità unita.
Egli è l'unico Signore che ha autorità su tutto.
Egli chiama ogni persona e allo stesso tempo la Società la Chiesa e allo stesso tempo lo Stato alla riconciliazione, all'unità, alla giustizia e alla libertà.

Crediamo in Dio Spirito Santo che è la promessa del Regno che viene, che ci da il potere di annunciare il giudizio di Dio, il suo perdono per le persone umane e le nazioni, di amare e servire tutti gli umani,
di lottare per la giustizia e la pace, e di chiamare il mondo intero a riconoscere qui ed ora il regno di Dio

                                      RIFLESSIONE BIBLICA
 “Io ho fatto loro conoscere il Tuo Nome e continuerò a farlo conoscere, affinchè l'amore con cui  Tu mi hai amato sia in essi ed Io in loro”
                                                                         Ev. di Giovanni cap.17 vers.26


L'inizio di ogni anno, care amiche ed amici, ci porta verso la fine di gennaio la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, ma io dico che più che l'unità del cristiani si pensa all'unità delle varie chiese  cristiane, di norma nei vari quotidiani del nostro Paese  e non solo, si parla di scambio di pulpiti, di relazioni ad alto livello, ma si parla poco di quello che si dovrebbe fare per avere una unica chiesa, sotto un unico Pastore: Gesù Cristo. E' dirò di più, per tornare al vero cristianesimo, si dovrebbe partire dagli inizi, ovvero considerare Gesù di Nazaret come un laico, e gli stessi discepoli e discepole degli ulteriori laici, che non avevano studiato teologia, ma che prendevano sul serio le parole di Gesù e che facevano delle parole dei vangeli un insegnamento per la vita di tutti i giorni, anche nella socialità, perchè quello che aveva detto Gesù erano delle parole che rivoluzionavano la vita e la società, annacquate e quasi distrutte dai dogmi e dalle dottrine della Chiesa.
 Il messaggio di Gesù, che aveva ricevuto vocazione di chiamare le donne e gli uomini alla comunione con Dio e alla comunione fraterna, non è rimasta fedele alla consegna ed ha innalzato dei muri, degli steccati senza lasciare il minimo spazio di apertura e di dialogo. La chiesa prima unità e poi con i vari scismi, ha bruciato i cosiddetti eretici, le streghe, ha combattuto feroci guerre con migliaia di morti, dimenticandosi delle parole del Nazareno “Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi”. Ha eretto muraglie di incomprensioni, di diffidenza e di condanna reciproca fra coloro che dovevano essere sorelle e fratelli in Cristo, sordi ad ogni voce che si alzasse da una o dall'altra parte.Il fatto nuovo di questi anni e che grazie a persone che credono fortemente alla possibilità di una Chiesa sola, pur con delle forme diverse, e  pare che anche il vescovo di Roma: Francesco, sia uno dei trascinatori di questo nuovo modo di vedere la chiesa di Gesù.
Noi vogliamo associarsi a questa intercessione comune a tutte le confessioni cristiane e lo facciamo con convinzione, ma anche pensando che per tornare uniti, bisogna partire dalla chiesa familiare e dalle parole di Gesù di Nazareth, prendendo come guida con serietà le parole dei Vangeli, che ci invitano ad una chiesa priva di potere economico, ma ricca di potere spirituale, e preghiamo anche noi del cenacolo familiare, ma dobbiamo anche riflettere, perchè come è stato detto: la preghiera è la più alta fatica per la donna e per l'uomo. E questa fatica a me sembra in maniera molto forte in questa preghiera per l'unità della chiesa. Un teologo di qualche decennio fa soleva dire:”Noi preghiamo per l'unità quasi dappertutto, quasi sempre, con la speranza segreta,più o meno ingenua, che Dio guadagnerà tutte le chiese alla verità della nostra chiesa”.
Così può succedere che i cattolici cedano alla tentazione di chiedere a Dio di convertire i cosiddetti “fratelli separati” e di farli ritornare al grembo della chiesa madre, che sola grazie al magistero infallibile, possiede la verità della fede. Stessa cosa può accadere agli Ortodossi che cedano alla tentazione di chiedere a Dio alla sola chiesa rimasta fedele e inalterata dal tempo degli apostoli.. E possibile anche che le chiese protestanti cedano alla tentazione di chiedere a Dio ed a Gesù di riformare tutte le chiese, spogliandole delle sovrastrutture umane e pagane, facendole ritornare alla semplicità del cristianesimo primitivo.E' questa care amiche ed amici è una grande tentazione in ambito dell'unità, perché prendendo a norma la parabola del Fariseo al tempio,  confidando in se stessi di essere giusti, si tenti a dire “Ti ringrazio Dio, che la mia chiesa non è come le altre chiese, corrotte dalla mondanità ed eretiche, abbi pietà delle altre chiese e trasformale in modo da essere uguali alla mia. Una preghiera  che Dio non potrebbe certo prendere in considerazione ed esaudirla.
Una preghiera che voglia avere fondamento è quella fatta a Gesù, che ci invita ad amarci e dire “che siamo tutti in uno perfetti nell'unità”. Concludendo questa riflessione sulla preghiera per l'unità dei cristiani, voglio aggiungere che se le chiese cristiane vogliono conservare con avidità le proprie strutture, i dogmi, la dottrina e salvare la propria vita spirituale e teologica, senza saper cogliere l'allarme che giunge e il disinteresse di questo inizio di terzo millennio nutre nei loro riguardi, con chiese sempre più vuote, non si chiamino più chiese cristiane e rinuncino a pregare per l'unità, perchè la loro preghiera suonerebbe all'orecchio di Dio solo di ipocrisia.
Perchè l'unità della chiesa significa anche purificazione della stessa, di tutte le confessioni cristiane, rinuncia ai propri modi di essere secolari e alla propria volontà di sopravvivere senza ravvedimento e profondo mutamento. Unità della chiesa a mio avviso, significa morte della vecchia chiesa, di tutte le chiese, nella speranza di una risurrezione nelle forme e nei modi, che nessuna chiesa può prevedere e che solo Cristo conosce. Unità della chiesa significa miracolo dello Spirito Santo, che venga a soffiare su  tutte le nostre istituzioni religiose per fare una chiesa nuova, e solo in questo modo Dio può dare alla nuova chiesa il dono dell'unità, secondo la promessa di Gesù “ Esse ascolteranno la mia voce e vi sarà un solo gregge, un solo pastore”
Così il mondo, vedendo la chiesa ritornata presente e viva in mezzo a donne e uomini, creda al suo messaggio. Solo allora, possiamo veramente pregare, e solo allora possiamo prendere sul serio questa preghiera, chiedendo a Dio di esaudirla come Lui vorrà e come a Lui piacerà e non come noi verremmo e come a noi piacerebbe esaudisca. Pregare vuol dire: (ecco perchè si dice che pregare è fatica ardua) “Non la mia, ma la Tua volontà sia fatta”

                                                                          r. Fulvio Crivello                                                                         

                                                                                                                    
                                              PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO
Signore, Vieni tu stesso in mezzo a noi! Risvegliaci! Dacci la tua Luce! Sii il nostro maestro e consolatore! Parla tu stesso a ciascuno di noi in modo che ognuno intenda esattamente ciò di cui ha bisogno e che può aiutarlo. Che la tua bontà sia in ogni luogo. Preservaci dall'ipocrisia, dall'errore, dalla noia e dalla distrazione. Da a tutti noi, la conoscenza e la speranza, una testimonianza chiara e dei cuori pieni di gioia per il dono del tuo Spirito Santo.

                                                                                   Karl Barth


                                                       BENEDIZIONE

IL SIGNORE CI BENEDICA E CI GUARDI; IL SIGNORE FACCIA RISPLENDERE IL SUO VOLTO SOPRA DI NOI E CI SIA PROPIZIO; IL SIGNORE VOLGA VERSO DI NOI IL SUO VOLTO E CI DIA LA PACE.  AMEN