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7 ago 2013

GESU’ E LA RICCHEZZA

XVIII DOMENICA PER ANNUM 4 agosto 2013 C OMELIA Gesù conobbe in Galilea una grave crisi socio-economica. Mentre nelle città cresceva la ricchezza, nei villaggi aumentavano la fame e la miseria. I contadini, molto sfruttati, restavano senza terra e i proprietari terrieri costruivano magazzini sempre più grandi. Che ne pensava Gesù? Ne parlò molto chiaramente nella parabola del ricco stolto su cui si sofferma il brano evangelico di oggi. Un ricco proprietario terriero fa un raccolto abbondante, eccezionale. Si chiede una sola cosa: “Che fare?”. Prende subito questa decisione: demolirà i suoi magazzini, ne costruerà altri più grandi e vi raccolglierà tutto il suo grano e i suoi beni. Poi dirà a se stesso: “Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni. Riposati, mangia, bevi e divertiti”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa morirai, e quello che hai preparato, di chi sarà?”. Gesù, dice apertamente che i ricchi accumulando sempre più beni, diventano sempre più ricchi, e che i poveri sfruttati dai ricchi diventano sempre più poveri. I ricchi, dice ancora Gesù, sono degli sciocchi perché distruggono la vita dei poveri, ma non sono capaci di conservare la propria vita. Anche loro muoiono, anche loro, dopo la morte, devono lasciare ogni cosa in questa terra. In terzo luogo Gesù ci dice che la ricchezza è sempre disonesta perché è stata ammassata in modo disonesto, e perché i possessori la godono senza condividerla con i poveri e i sofferenti. Gesù, infine ci dice che i ricchi non sono in grado di accogliere il Regno di Dio e la sua Giustizia: “NESSUNO PUO’ SERVIRE DUE PADRONI” “NON POTETE SERVIRE DIO E LA RICCHEZZA”. Dovete scegliere: o Dio o la ricchezza, non ci sono alternative. Se, infatti, uno vive soggiogato dalla ricchezza, pensando solo ad accumulare beni per sé, non può servire Dio che vuole una vita più giusta e degna per tutti, a partire dagli ultimi, dai più poveri. Gesù continua a ripetere anche ai nostri giorni: “NON POTETE SERVIRE DIO E LA RICCHEZZA”. Non potete essere fedeli a Dio che è il Padre di tutti se trattate da schiavi i suoi figlioli. Desidero concludere con questo rilievo: noi, forse, possediamo poche cose materiali, ma, forse, siamo attaccati ad esse con cuore di ricchi: ciò avviene quando ci troviamo dinanzi ad un povero o ad un sofferente che possiamo aiutare, anche se con una ragionevole nostra privazione, ed invece, decidiamo di non aiutarlo, conservando così , gelosamente, solo per noi quanto possediamo. Sac. Salvatore Paparo

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