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30 mar 2023

MARZO-APRILE 2023

 

IO HO INSEGNATO I PRIMI PASSI AD EFRAIM (ISRAELE), ME LI PRENDEVO SULLE BRACCIA;CON LEGAMI PIENI DI AMORE LI ATTIRAVO A ME, ED ERANO VINCOLI AMOROSI

OSEA Cap. 11 vers. 3

Carissimi amiche ed amici del Cenacolo, in questo numero troverete le seguenti cose:

Preghiera di don Salvatore Paparo

La riflessione biblica

Preghiera allo Spirito Santo per i sofferenti e di chi è nel lutto

La benedizione


PREGHIERA

Carissimi amiche ed amici, esortiamoci a vicenda perché ciascuno di noi sia docile all'azione dello Spirito Santo e faccia generosamente la sua parte, perché la strada indicata da Gesù di Nazaret, in questo mondo così dilaniato da guerre e disuguaglianze sociali, non tardi a realizzarsi; viviamo servendo gli altri; coltiviamo verso le nostre sorelle e i nostri fratelli lo stesso amore e la stessa misericordia insegnatosi da Gesù Nazaret il Divino Maestro . Amen

don Salvatore Paparo


RIFLESSIONE BIBBLICA

CHE COSA MANCA A NOI CRISTIANI DEL TERZO MILLENNIO

Uscito sulla strada, un tale gli corse incontro e gettandosi ai suoi piedi gli domandò:”Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?” Gli disse Gesù: “perché mi chiami maestro buono? Nessuno è buono, all'infuori di uno solo: Dio. Conosci i comandamenti: non uccidere. Non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre. Quello gli rispose: maestro , tutte queste cose le ho osservate sin dalla mia fanciullezza. Allora Gesù , guardandolo lo amo e gli disse: Ti manca ancora una cosa. Vai vendi tutto ciò che hai, dallo ai poveri e avrai u n tesoro in cielo; poi vieni e seguimi. A queste parole, quello corrugo la fronte e se ne andò rattristato, perché aveva molti beni.

Vang. Di Marco cap. 10 v. 17-22


Care amiche ed amici del Cenacolo, in questo momento, vicino alla più grande festa cristiana, la Pasqua, ma con un mondo, in cui si parla ancora di armarsi sempre di più ( e i politici di mestiere, ci dicono con sfacciataggine ipocrita : per difendere la PACE), ho riflettuto molto ed ho scelto questo brano del Vangelo di Marco perché lo ritengo importante in questo momento, è un brano che mi ha portato a riflettere sul valore della nostra vita e cosa vuol dire essere cristiani.

Un Uomo si accosta a Gesù, da quello che ci dice l'evangelista, egli non ha problemi ne di salute, ne di denaro ma arriva correndo spinto da una inquietudine interiore. Quando è davanti a Gesù pone esclusivamente una sola domanda: che devo fare per rendere la mia vita più giusta. Gesù gli ricorda i comandamenti come era ed è nella Fede Ebraica, che sono una via importante della vita dell'essere umano, omettendo però il primo comandamento “Ascolta Israele, amerai Dio con ecc” gli elenca solo quelli che parlano delle persone, dei viventi, aggiungendo poi anche “non frodare”.

Le parole di Gesù sono sempre molto chiare, non basta preoccuparsi della vita futura o dell'aldilà, si deve pensare anche ad una società più giusta per chi vive; Gesù invita questo giovane uomo a seguirlo, ma ad una condizione : “Una cosa sola ti manca: vai, vendi quello che hai e dallo ai poveri....!”

Non è anche questo che manca a noi donne e uomini di oggi, che ci godiamo egoisticamente il nostro benessere materiale.

Questa persona ricca, non si aspettava di certo la risposta di Gesù, “Si fece scuro in volto e se ne andò rattristato”; preferisce il suo denaro piuttosto che seguire la via indicata dal profeta di Nazaret. Non è questo l'atteggiamento di molti cristiani di oggi, soprattutto nella culla del Cristianesimo, che è L'Europa? Preferiamo il nostro benessere; vogliamo essere cristiani, senza seguire Gesù, ne conoscerlo.

La risposta di Gesù a questo benestante è più grande di noi, ci rende tristi, perché smaschera la nostra ipocrisia e la nostra menzogna a noi stessi.

Spesso noi cristiani di tutte le confessioni ci siamo addormentati dietro la religione, al culto o alla messa domenicale, essere presenti alle grandi feste religiose soprattutto al Natale e alla Pasqua con celebrazioni, spesso, non proprio inerenti alle parole che Gesù ci disse circa venti secoli fa. Abbiamo ridotto i vari scritti della Bibbia e questo vale anche per le Chiese: accomodandoli ai nostri interessi, abbiamo insomma addomesticato sia l'Antico Testamento, ma soprattutto il Nuovo Testamento, ai nostri interessi e alle nostre ambizioni. Ma questa religione non può essere fonte di gioia, come è il messaggio di FEDE di Gesù; la religione ci lascia tristi e senza una vera consolazione per la nostra vita; la Fede no, ci fa gioire, amare essere felici. La Sociologia, anzi gli studi su di essa, ci dicono , che la crisi delle chiese cristiane sta scivolando sempre di più, sul numero di fedeli irrisori, che vanno alle funzioni, meno del 5%; ed è una indifferenza tranquilla che non si preoccupa più delle parole dette circa 2000 anni fa dal profeta di Nazaret, e questo a mio avviso care amiche ed amici è una responsabilità sia della nostra società malata ma anche delle chiese; che con i loro riti e liturgie si sono sempre più allontanate dal messaggio di Gesù, preferendo la dottrina, la tradizione, più che la parola detta da Lui, a partire come detto prima dalle chiese gerarchiche. Fortunatamente ci sono sempre più persone che mosse da una ricerca interiore, per le parole dette da Gesù, avvertono la necessità di trovare “qualcosa di diverso” un modo nuovo di capire quelle parole dette da un rivoluzionario del suo tempo chiamato: “Gesù di Nazaret”; ritrovare il Movimento Cristiano e non la Chiesa voluta dall'imperatore Costantino, ed a loro, a queste persone che sono particolarmente vicino , esse dicono di cercare Gesù e di conseguenza Dio,non nei libri, che parlano di Teologia, ma di partire dalla propria esperienza con i nostri problemi, con le nostre ansie, con le nostre paure e dopo averci posto la domanda: se effettivamente siamo felici in questa vita o ci manca quella cosa che manca al giovane ricco incontrato da Gesù?.

Cari amiche ed amici e care sorelle e fratelli del Cenacolo Familiare, la malattia del potere e del denaro è come un virus, si va aggravando nella misura in cui l'essere umano pone come obiettivo supremo della propria vita, il potere e il denaro e lo fa diventare il DIO DENARO, come in tutte le società che noi chiamiamo SVILUPPATE. Ecco che la malattia diventa pericolosa, senza rendersene conto il malato, la società e la chiesa e tutti noi ci incamminiamo su un sentiero pericoloso. Il rimedio a questa malattia, non è quello di disprezzare il denaro, ma di dare a lui il giusto valore, ovvero dominare il denaro e non farsi dominare da esso. Il denaro ci deve servire per vivere, e questo coinvolge anche le Chiese Cristiane, ma diventa nocivo, anzi demoniaco, quando domina la nostra vita e le vite delle confessioni cristiane, il cuore a questo punto si indurisce, l'amore per il prossimo, per il Creato svaniscono. Quando succede questo e questo vale per tutti, anche per la chiesa, si può cadere in un vuoto interiore: “quell'uomo gli si corrugò la fronte ed il volto si fece scuro e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni”.Il denaro gli ha tolto la possibilità di iniziare una nuova vita la Vita indicata da Gesù Vivente, egli è con noi in ogni momento, ci è vicino anche quando non crediamo a Lui, egli ci ha parlato di Dio con parole indimenticabili facendoci capire che Dio è una Madre e un Padre e che non parla di peccati ma di gioia e di vita e di Amore; forse le Chiese hanno troppo parlato di peccato e di pene inerenti al medesimo ed è proprio per questo che oggi sono così pochi che frequentano le medesime e soprattutto non si è evoluta come avrebbe dovuto fare al cambiare dei tempi e della società. Al contrario di quanto siamo solito parlare, avere molti soldi, dei beni immobili ecc. non ci da quella sicurezza per il futuro, anzi ci crea dei problemi, poiché e difficile vivere una vita diversa, più umana e cristiana. Ecco cosa manca, una cosa sola per seguire la strada indicata dal profeta di Nazaret.

r. Fulvio Crivello

PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO

In questo momento ci rivolgiamo a TE NOSTRO CONSOLATORE affinché gli sforzi dei medici, degli infermieri, di chi in questi giorni è chiamato per i servizi essenziali di star vicino a chi soffre a chi e colpito dal lutto, fai che in essi la Fede possa far superare le difficoltà e trovare ancora gioia nella vita. Ti chiediamo inoltre di far si che con il tuo aiuto e con la Fede possiamo veramente cambiare il modo di pensare e di agire. Fai che in questo tempo che precede la Pasqua sia per noi un riconoscimento della nostra fragilità e aiutaci ad essere meno egoisti e capire finalmente le parole di Gesù, che ci invitava e ci invita a cambiare vita, rendendo la società più giusta e solidale come è scritto nel libro degli Atti Degli Apostoli al capitolo 4: “La moltitudine di coloro che avevano abbracciato la fede aveva un cuore e un anima sola, Non vera nessuno che ritenesse cosa propria alcunché di ciò che possedeva, ma tutto fra loro era comune” Amen

r. Fulvio Crivello

BENEDIZIONE

LA PACE DI DIO, CHE SUPERA OGNI INTELLIGENZA, CUSTODIRA' I NOSTRI CUORI E I NOSTRI PENSIERI IN GESU' CRISTO

Filippesi 4 vers 7


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