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24 dic 2018

NATALE 2018


Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, poiché l'amore e da Dio e chi ama è generato da Dio e conosce Dio” I lett. Di Giovanni cap. 4, 7

Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici del Cenacolo ed un augurio di celebrare un sereno Natale in famiglia

Esso comprende due parti

1 Preghiera di don Salvatore Paparo
2 Riflessione Biblica sul tempo di Natale

Signore, nostro Dio, Tu ti sei abbassato fino a noi, hai voluto diventare uomo con Tuo Figlio, Nostro Salvatore. E' questo Signore l'hai fatto come gesto di compassione e misericordia verso noi tutti. Tu Signore nella notte di Natale hai fatto brillare la tua LUCE che nulla a da condividere con le nostre misere luci. Mostraci in questo giorno, per mezzo dello Spirito Santo la Via che conduce a Te; affinchè vediamo con i nostri occhi la luce del mondo che TU hai mandato con Gesù Tuo Figlio, come anche noi siamo Figli tuoi e fai di noi in questo giorno e non solo, i tuoi testimoni per tutta la nostra vita. Amen

RIFLESSIONE BIBLICA

La visita di Maria ad Elisabetta
in quei giorni, messasi in viaggio, si recò in fretta verso la regione montagnosa, in una città di Giuda. Entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Ed ecco che, appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, le balzò in seno il bambino, Elisabetta fu ricolma di Spirito Santo ed esclamò a gran voce :”Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno.Ma perchè mi accade questo, che venga da me la madre del mio Signore?”
Ev di Luca cap 1 vers 38-43

Il brano del Vangelo di Luca, ci narra la storia della visita di Maria a Elisabetta, ed è un racconto che mi ha sempre affascinato, in effetti l'incontro tra queste due donne Ebree, Maria giovanissima, Elisabetta già avanti negli anni, accomunate da tre cose: la parentela, la gravidanza e dalla straordinarietà del modo in cui tutto questo è avvenuto. Il vangelo di Luca è ricco nella descrizione, ma scarno nei particolari. E mi riferisco, in particolare al tempo trascorso, circa tre mesi in compagnia di Elisabetta, nulla ci dice il vangelo della nascita di Giovanni, solo dopo ne da accenno brevemente. A questo punto mi è sorta una domanda e credo care amiche ed amici sia sorta anche a voi: Che cosa si saranno dette (oltre al Magnificat) durante questi tre mesi trascorsi insieme? Come avranno commentato fra di loro, di quel Dio di Israele presentatosi e manifestatosi a loro e ai loro compagni (Zaccaria e Giuseppe) in modo così particolare da cambiare la storia dell'umanità. Mi pare doveroso ricordare, che dei quattro coniugi, solo Elisabetta è quella che non riceve, stando alla testimonianza del vangelo, alcuna rivelazione; forse è proprio per questo che Elisabetta è molto vicina a noi, donne e uomini, parte di quell'umanità che senza clamori, ne eclatanti rivelazioni dall'alto, senza statue piangenti e santi, continua a credere con insistenza e sperare contro ogni speranza, confortata solo nella misericordia di Dio, nonostante tutti i problemi della vita (ne sanno qualcosa i migranti). Non voglio qui sminuire la grandezza di Maria madre di Gesù, madre della “Parola fatta carne” ne quelle di Zaccaria e di Giuseppe, ma secondo me, Elisabetta ha qualcosa di particolare come detto sopra, che la rende più simile a noi, ed è proprio la quotidianetà e l'ordinarietà della sua esistenza, del suo modo di modo di ricevere la fede, delle sue paure (rimase nascosta per cinque mesi ci narra Luca), il suo sentirsi un nulla di fronte alla cugina molto più giovane; la sua determinazione a rimanere fedele alle promesse di Dio, nel momento in cui dovrà dare il nome al proprio figlio, sfidando la tradizione e la legge mosaica. Una donna forte care amiche ed amici, coraggiosa, tenace come tante altre donne citate nel Primo e Secondo Testamento. In una umanità, sconvolta da quotidiani omicidi e guerre che insanguinano il mondo, ancora oggi in questo Natale soffia il vento dello Spirito Santo e questo soffio pervade la vita, non dei grandi della storia o le alte gerarchie delle chiese cristiane o dei potenti di turno, ma le vie degli umili, come venti secoli fa, soffiò sulla grotta di Betlem, lo Spirito di Dio anche in questo giorno di festa percorre le vie nel deserto quotidiano della nostra vita, spesso percossa da inutili sciocchezze. Concludendo questa riflessione sul visita di Maria ad Elisabetta il brano ci fa comprendere che nella vita non è l'apparire, ma l'essere, ciò che conta dinanzi a Dio, anche in questi giorni di festa, non è l'immagine di noi stessi, magari camuffata dal mito dell'eterna giovinezza, ma la fiducia che diamo a Lui solo al quale nulla è impossibile. Se dunque Elisabetta, come spesso diciamo, è anche l'immagine di una chiesa di antica tradizione, apparentemente incapace di rigenerarsi, ricordiamoci in questo giorno di Natale, Betlemme “Così piccola per essere tra i villaggi di Giuda, uscirà colui che porterà la salvezza a tutta l'umanità” Dio è capace ancora, in un epoca di computer, di banda larga, di stupire l'umanità, e questo lo vediamo nella grotta di Betlemme, lo stupore e la meraviglia di quella luce che Elisabetta ci ha annunciato, è una luce che serve a far chiarezza nella nostra vita e condurre i nostri passi verso le parole di Gesù. Fare di noi care amiche ed amici strumenti di vita e di speranza che ci è stata data in quella grotta di Betlem con la nascita di Gesù duemiladiciotto anni fa. Un sereno Natale a tutti voi.
r. Fulvio Crivello

BENEDIZIONE

CHE IL SIGNORE FACCIA RISPLENDERE IL SUO VOLTO VERSO DI NOI E CI DIA LA SUA PACE, RICORDIAMOCI DEI POVERI, DEGLI AFFLITTI, DI CHI E' NEL LUTTO CHE L'AMORE DI DIO E DI GESU' SIA CON TUTTI NOI ORA E SEMPRE
AMEN








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