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9 mag 2012

IL SIGNORE GESU' RISORTO E L’APOSTOLO SAN PAOLO.

QUINTA DOMENICA DI PASQUA  ANNO B

6 MAGGIO 2012


OMELIA

Oggi facciamo una breve riflessione su tutte e tre le Letture Bibliche.

Innanzi tutto sulla Prima.

Saulo era un giovane fariseo, amante delle Legge di Mosè, che vedeva in Gesù un nemico di Dio. Di carattere bellicoso, si mise a capo di un gruppo di soldati allo scopo di distruggere la persona di Gesù e i Cristiani. Dai capi dei Giudei ottenne l’autorizzazione di arrestare e imprigionare i Cristiani di Damasco. Ma mentre era sulla via di Damasco, Gesù gli apparve con una luce abbagliante, lo atterrò da cavallo e gli disse:

“SAULO, SAULO, PERCHE’ MI PERSEGUITI?”,

“SIGNORE, CHI SEI TU?”.

“SONO GESU’ CHE TU PERSEGUITI”.

“SIGNORE, CHE COSA VUOI CHE IO FACCIA?”.

Gesù si rivelò a Saulo: G E S U ‘   E’   I L    S I G N O R E   R I S O R T O,

L’ I NVIATO DEL PADRE CELESTE,  IL MESSIA ATTESO,  L ‘ U N I C O   S A L V A T O R E    D E L   M O N D O .

Il persecutore di Gesù, colui che voleva distruggere Gesù e i Cristiani, si convertì, divenne un Apostolo di Gesù. Immediatamente si mise ad annunziare Gesù, proprio nella città di Damasco. Poi andò a Gerusalemme, sempre per testimoniare la sua fede in Gesù. Ma i cristiani di Gerusalemme avevano paura di lui perché erano al corrente della sua crudeltà contro i Cristiani e non credevano alla sua conversione. Si è richiesto l’intervento di Barnaba, grande discepolo di Gesù, molto stimato da tutti, per convincere i Cristiani di Gerusalemme che Saulo si era veramente convertito a Gesù che gli era apparso sulla via di Damasco. Saulo divenne Paolo, il più grande Apostolo di Gesù. Con eroica generosità , spese tutta la sua vita per convertire i pagani a Gesù. Morì martire. Fu ucciso a Roma verso l’anno 63.

Nella Seconda Lettura, San Giovanni ci parla della carità fraterna. Certo, dobbiamo pregare molto, dobbiamo partecipare alla Santa Messa e accostarci alla Mensa Eucaristica. Ciò, però, non è sufficiente. Dobbiamo anche esprimere praticamente il nostro amore verso gli altri. Per questo motivo San Giovanni ci ammonisce così: “FIGLIOLI, NON AMIAMO A PAROLE, NE’ CON LA LINGUA, MA CON I FATTI E NELLA VERITA’ “. E San Giacomo non esita ad affermare: “LA FEDE SENZA LE OPERE E’  MORTA”.

Domenica scorsa abbiamo sentito Gesù che ci ha detto: “IO SONO IL BUON PASTORE ED AMO VOI MIE PECORELLE. PER VOI OFFRO LA MIA VITA, E LA OFFRO PERCHE’ ABBIATE LA VITA IN MODO SOVRABBONDANTE”.

Oggi Gesù ci dice che nel Battesimo abbiamo riacquistato la vita e che con Lui siamo divenuti un solo essere così come la vite e i tralci sono una sola pianta: “IO SONO LA VITE, VOI SIETE I TRALCI”. Da ciò l’esigenza che nella nostra vita teniamo sempre presenti queste parole di Gesù:

“RIMANETE IN ME E IO IN VOI. COME IL TRALCIO NON PUO’ PORTARE FRUTTO DA SE STESSO SE NON RIMANE NELLA VITE, COSI’ NEANCHE VOI SE NON RIMANETE IN ME. CHI RIMANE IN ME E IO IN LUI, PORTA MOLTO FRUTTO, PERCHE’ SENZA DI ME NON POTETE FARE NULLA”.

 Sac. Salvatore Paparo

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