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20 apr 2019

PASQUA 2019


Non vi meravigliate, se il mondo vi odia. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli e sorelle. Chi non ama rimane nella morte.
Giovanni 3 vers. 13-14

PREGHIERA PER UNA NUOVA CHIESA
Signore nostro, liberaci da questo non vedere la Resurrezione, in questo giorno in cui celebriamo la Pasqua, bene o male insieme a tutta l'umanità, di nuovo turbata da attentati, guerre e morti. Benedici tutte le Chiese Cristiane dalla più grande alla più piccola, che ancora vivono separate, non dalla tua Parola, ma dalle dottrine che l'una e l'altra si sono date, in modo, che finalmente unite possano portare il tuo Amore a tutto il mondo Cristiano e non Cristiano. Noi ci rimettiamo nelle Tue mani, con tutto ciò che ci manca e di cui l'intera umanità ha bisogno. Noi Gesù speriamo in Te e nello Spirito Santo Creatore, che quando abbiamo invocato con sincerità ha sempre risposto. Rendici migliori e ammaestraci anche in questo giorno che ricorda la tua Resurrezione e la Vittoria sulla Morte.
don Salvatore Paparo

RIFLESSIONE BIBLICA
La missione affidata ai discepoli
Quando agli undici discepoli, essi andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva indicato a loro. E vedutolo, l'adorarono; alcuni però dubitarono................! Gesù disse a loro : Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fina dell'età presente.

Vangelo sec. Matteo cap.28 vers 16-17-20


Matteo termina il suo vangelo con una frase indimenticabile di Gesù: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente”
Questa è la fede che da sempre ha animato. sia le prime comunità cristiane fino ai nostri giorni. Non siamo soli, sperduti nella storia del mondo, abbandonati alle nostre sole forze, Gesù è con noi. Anche in questi momenti che stiamo vivendo oggi, è facile cadere nel lamento, nello sconforto e nel disfattismo. Anche in questa Pasqua di resurrezione sembra che ci siamo dimenticati qualcosa di cui abbiamo urgente bisogno di avere, ovvero che Gesù Cristo e con noi. tutti i giorni e non solo in poche occasioni come la domenica o le grandi feste cristiane.
Il vangelo di Matteo descrive il congedo di Gesù, tracciando le linee di forza che dovranno orientare per sempre i suoi discepoli/e, che dovranno tracciare la vita del suo movimento per compiere fedelmente la propria missione. La risurrezione non deve portarli a dimenticare, quanto hanno vissuto con Lui in Galilea, la lo hanno ascoltato parlare di Dio con parole commoventi, la lo hanno visto alleviare le sofferenze dei meno fortunati, la lo hanno visto accogliere i più dimenticati, la lo hanno visto accogliere le persone criticate dai ben pensanti. Ed è proprio questo ciò che dobbiamo ancora fare come credenti e come discepole e discepoli di Gesù, annunciare la buona novella. Mi fa spesso arrabbiare, quando molti cristiani delle varie confessioni, intendano la religione come un sistema di credenze e pratiche che servano a proteggersi da Dio, nulla di più falso. Una religione intesa così, conduce ad una vita di fede triste e paurosa. E poi diciamola tutta, senza giri di parole, chi ha paura di Dio, non lo può amare, non ha fiducia in Lui, non gode della sua misericordia, lo teme solo (colpa anche di alcune chiese in primis la chiesa cattolica.....!)
Ma oggi, l'annuncio di Pasqua e della prima apparizione a Maria Maddalena, ci trova, anche noi care amiche ed amici del Cenacolo sicuramente per nulla impauriti ne tanto meno sgomenti, sicuramente dubbiosi se questo sia mai avvenuto; la nostra società occidentale soprattutto, sfrutta la Pasqua per fini commerciali, di solito si pensa a vacanze, a gite fuori porta ad amenità; ma la “resurrezione di Gesù”è diventata un po' l'abitudine di celebrare un rito, un rito pasquale: la Messa o un Culto nelle varie Chiese Cristiane. Le medesime,(tolte poche) prendendo spunto da Sant'Agostino, da Ignazio di Antiochia, di Ireneo da Lione e da San Paolo affermano:”dopo l'incarnazione, Dio non è altro che il Cristo, dopo la Pentecoste, il Cristo non è altro che la Chiesa, la Chiesa è la parola di Dio e quindi la Chiesa è verità eterna, credendo in essa si crede in Dio. Quindi la Chiesa ,senza rendersene conto si sostituisce al Salvatore Gesù di Nazaret resuscitato nel primo giorno della settimana.Una comunità di credenti e una Chiesa così non costituisce per il mondo, né un aiuto ne un pericolo, si adatta perfettamente all'andazzo delle cose. Eppure care amiche e amici in Cristo l'annuncio della risurrezione è sconvolgente, è qualcosa di rivoluzionario, come l'apparizione ad una donna, in un mondo ancora adesso retto dal maschilismo! Se Gesù è risorto, significa che egli è veramente Re, ma non con corone e scettri , ma con una corona di Amore. Se Cristo è risorto vi sono nuove speranze, nuove prospettive, anche in una società piena di ingiustizie, guerre, attentati ecc. anche la sofferenza e la morte non hanno pronunciato sull'individuo, donna e uomo che sia, la parola “FINE.” Amen Una serena Pasqua a tutti
r Fulvio Crivello

BENEDIZIONE

La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo, sia con tutti noi ora e per sempre. Amen
UN COMMENTO

Prima di spedirvi il Cenacolo di Pasqua, ho appreso dell'incendio di Notre Dame, mi spiace di questo incendio anzi sono addolorato, ma ho notato dai giornali, dalle televisioni di questo grande disastro, un dolore una preoccupazione un po' esagerata. Ma che dire di tutte le guerre, di tutte le morti di bambine/e per fame, di tutti gli attentati con morti e feriti, se ne parla un po' o niente; spesso le si dimentica, eppure la vita e la giustizia sono le cose più importanti, secondo il messaggio di Gesù. Le nostre opere, tutte le nostre cattedrali avranno una fine, come ha una fine la nostra vita, ma a differenza, come ci dicono le parole del Signore noi vivremo in eterno perché abbiamo vinto la morte, le cattedrali e i nostri monumenti, fatti solo di pietre e di mattoni moriranno senza più lasciare traccia.

Fulvio Crivello

11 apr 2019

MESE DI MARZO-APRILE 2019

Carissimi, se Dio ci ha tanto amati, anche noi dobbiamo amare gli uni gli altri. Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in Noi e il suo amore diventa perfetto in noi.
I lett. Di Giovanni cap. 4 vers.11-12

Carissimi amiche ed amici del Cenacolo, in questo numero troverete le seguenti cose:

Preghiera di don Salvatore Paparo
Un fatto ed un commento
La riflessione biblica
La preghiera allo Spirito Santo
La benedizione

BEATI I POVERI IN SPIRITO”


Certamente Tu, Gesù, non sei venuto per convincere i poveri a subire la loro povertà, perchè i loro patimenti sofferti nella vita, saranno ricompensati nell'aldilà con una vita beafitica, Tu sei venuto come grande profeta per i viventi, per l'aldiqua e per la giustizia sociale.
Certamente Tu, Gesù, non vuoi dire che sono beati coloro che sono distaccati con il cuore e la mente, pur restando saldamente in possesso dei loro beni. Infatti, mentre i loro soldi marciscono depositati in banca “Ed anche alcune chiese che portano il tuo nome, in primis la chiesa cattolica”; i poveri muoiono di fame.
Cosa vuoi dirci, dunque, Gesù? Tu vuoi dirci che sono beati coloro che scelgono la povertà per aiutare i poveri gli emarginati. TU inviti noi, tuoi discepoli e discepole a farci volontariamente poveri comprese le chiese, perchè nessuno sia più povero “Va , vendi tutti i tuoi beni; distribuisci il ricavato ai poveri. Poi, vieni e seguimi”

don Salvatore Paparo


UN FATTO UN COMMENTO
Gesù disse ai suoi discepoli:Avete inteso che vi fu detto:”Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico” Ma io vi dico: amate i vostri nemici.
In um mondo pieno di violenza, pieno di guerre conosciute e sconosciute, in mano a degli attentatori che uccidono senza pietà donne, bambini, uomini, noi credenti di oggi, davanti alle parole di Gesù che cosa possiamo fare? Fare finta che non ci siano nei vangeli? Sopprimerle o lasciarle per tempi migliori? Quando il Profeta di Nazaret parla dell'amore per il nemico, non sta pensando ad una tenerezza verso di lui, ad un buonismo da quattro soldi, ma ad una relazione radicalmente umana, ad un interesse per la sua parsona, questo, almeno a mio avviso è il pensiero di Gesù.
Per noi, uomini e donne di oggi (per fortuna non tutti) pensiamo che per risolvere i problemi (complici anche i politici) non sembra esserci altra via che il ricorso alla violenza (dopo le stragi islamiste degli ultimi anni, ecco la strage in una moschea nella Nuova Zelanda). Non è quindi strano che le parole di quel grande rivoluzionario Gesù, risuonino nella nostra società come un avvertimento ingenuo. Eppure, esiste una convinzione profonda in Gesù: il male non si può vincere basandosi sull'odio e sulla violenza. Ma non dimentichiamoci qualcosa di importante; questa chiamata a rinunciare alla violenza deve rivolgersi soprattutto a coloro che, maneggiano il potere, il denaro o il commercio delle armi. Non sempre, noi cristaini siamo in grado di comprendere quelli che un indù, profeta della non violenza: Ghandhi scopri con gioia e riconoscenza leggendo i vangeli, la profonda convinzione di Gesù, che solo la non violenza può salvare l'umanità. Dopo il suo incontro con le parole di Gesù, egli scriveva questo:”leggendo tutta la storia di questa vita (di Gesù)... mi sembra che il cristianesimo debba ancora realizzarsi,..... fino a quando non avremo sradicato la violenza dalla nostra civiltà. Gesù Cristo non sarà ancora nato.
Noi cristiani, a venti secoli di distanza di quelle parole del Nazareno: “Amate anche i vostri nemici” dobbiamo chiederci perchè non abbiamo saputo trarre dai vangeli tutte le conseguenze della “non violenza” di Gesù, è perchè non le abbiamo dato quel compito centrale che deve avere nella vita di ognuno/a di noi e soprattutto nelle chiese, delle varie confessioni cristiane il punto centrale che avrebbero dovuto avere nelle predicazioni.

r. Fulvio Crivello


RIFLESSIONE BIBLICA

Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è qui né Giudeo ne Greco; non c'è ne schiavo né libero; non c'è ne maschio né femmina; perchè voi tutti siete uno in Cristo Gesù”
Lett. ai Galati cap 3 vers 27-28

Carissime amiche ed amici del Cenacolo Familiare, mi è sembrato opportuno anche per celebrare la festa delle donne, prendere questo brano dalla lettera ai Galati dell'Apostolo Paolo, per vedere come mai, anche oggi, a circa duemila anni di distanza le donne che operano nelle chiese cristiane sono ancora, come in un qualsiasi lavoro da esse svolto, viste in modo diverso da parte della società maschile. Fortunatamente in molti paesi soprattutto del nord Europa e in alcune confessioni cristiane, vedi la chiesa anglicana, la chiesa luterana, la chiesa valdese, la chiesa metodista, la battista ecc le donne che svolgono il ministero pastorale sono bene accette, ma in altre, vedi la chiesa ortodossa, la chiesa cattolica (Pensando anche al convegno della famiglia svoltosi a Verona) ed in alcune chiese evangeliche questo non succede, anzi questo dominio maschilista continua; le ultime prese di posizioni per la giornata delle famiglie svoltosi a Verona e con L'intervento del segretario del patriarca ortodosso di tutte le Russie, che per nulla rispettoso dei movimenti femminili si è scagliato con superbia e direi pressapochismo,contro le donne, accusandole a dir suo di tutti i peccati del mondo, non rispettando la coscienza individuale della credente o del credente, non solo, per questi oscurantisti tutto il loro operato viene anche giustificato dalla Bibbia, letta in modo sbagliato, citando dei testi, sia dell'Antico Testamento che del Nuovo Testamento. Come mai tutto questo? Visto che, sia nelle lettere autentiche di Paolo e sia dagli Atti degli Apostoli, alcune donne reggevano le comunità cristiane che si stavano formando, non solo anche i Vangeli ci parlano delle donne che accompagnavano il Profeta di Nazaret e che alcune di loro a differenza dei discepoli maschi erano li al momento della crocefissione, e che dire di Maria, la mamma di Gesù e primo pastore della Chiesa Cristiana? Vediamo di dipanare il mistero se lo Spiritro Santo ci aiuta.
Partiamo da uno scritto di Gandhi, un non cristiano, almeno così pensiamo:”Ci sono momenti in cui bisogna obbedire a una voce che è quella suprema, cioè la voce della coscienza, anche se tale obbedienza può costare lacrime amare e anche di più, la separazione dagli amici, dalla famiglia, dalla vita a cui appartieni, da tutto ciò che hai avuto caro come la vita stessa. Poichè tale obbedienza è la legge del nostro essere.”Guai a smarrire questa qualità, il cristianesimo non avrebbe avuto successo per chè proprio Gesù di Nazaret ci disse di non corrompere i valori, Gesù ci ha ammonito e ci ammonisce a non svendere i nostri valori cristiani per denaro, per potere, per convenienza ecc. Se si alterà la verità, la nostra testimonianza diventa inutile sia dentro nelle chiese che fuori.
Iniziamo con il racconto della Genesi sulla creazione dell'uomo e della donna essi sono due, nel primo, il più antico il Il Libro ci dice questo:”E Dio creò Adam (l'essere umano) a sua immagine. A immagine di Dio lo creò. Maschio e Femmina li creò” e più in la prosegue “quando Dio creò Adam (essere umano in Ebraico) lo fece a somiglianza di Dio. Maschio e Femmina li creò, li benedisse e li chiamo ADAM quando furono creati”Ma non dobbiamo dimenticare che questi racconti sono miti e leggende, ma anche pensare allo Spirito Creatore che, ispirando chi ha scritto il testo lo chiama ADAM l'essere umano senza distinguere il sesso. Poi care amiche ed amici. con la venuta di Gesù di Nazaret le cose cambiano profondamente, basta leggere il testo che oggi abbiamo preso in esame, un testo di profonda rivoluzione pensando alla società di allora, una parità dei sessi, un essere persona e non un oggetto, uno schiaffo allo schiavismo ecc. per questo Gesù morì crocifisso, come nemico della chiesa Ebraica di allora e come nemico dello Stato Romano.
Nessuno oggi oserebbe fare una critica tanto radicale come quella fatta da Gesù che le costò la vita; è comprensibile che i movimenti sovranisti e i capi ecclesiastici si preoccupino di assicurare l'ortodossia e di mettere ordine all'interno delle chiese, ma è questo che rivitalizzerà lo spirito dei credenti? Non credo, per i Pastori può essere più comodo restaurare le forme religiose tradizionali, per offrire a quei pochi che ancora frequentano le chiese; ma è una domamda che faccio a tutti voi: è meglio rachiudersi in un castello (la chiesa) e sperare nell'arrivo di tempi migliori oppure sarebbe più saggio far fruttare oggi la forza salvifica del messaggio di Gesù detto duemila anni fa? Le chiese non perdono la loro forza e il vigore evangelico per gli attacchi ricevuti dall'esterno, ma perchè nel loro interno, non siamo stati capaci come ministri di confidare radicalmente nello Spirito. E di rispondere in modo audace e rivoluzionario alle sfide del nostro tempo e rendere finalmente radicale il messaggio di Gesù trasmesso dai Vangeli. Mi viene in mente una frase di Martin Lutero: “Ecclesia semper reformanda est” La chiesa si deve sempre riformare per non morire.

r. Fulvio Crivello


PREGHIERA ALLO SPIRIRO SANTO

Spirito Santo, Aiutaci affinchè la Tua Parola sia ben predicata e bene ascoltata in questo luogo e ovunque il tuo popolo ti invoca. Santifica e benedici la celebrazione della Santa Cena alla quale stiamo per partecipare. Che la tua luce ci illumini!
Che la tua pace sia con tutti noi! Amen.

Karl Barth


BENEDIZIONE


CHE IL SIGNORE CI ILLUMINI E CI GUARDI, PENSIAMO ANCHE A CHI E' PERSEGUITATO PER LE PROPRIE IDEE, PER IL SUO SESSO, PER LA SUA CONDIZIONE; A TUTTI NOI EGLI CI DIA LA SUA PACE E LA SUA BENEDIZIONE.

2 mar 2019

GENNAIO-FEBBRAIO 2019


GENNAIO-FEBBRAIO 2019

         CENACOLO FAMILIARE
                         
“Nell'amore non vi è timore;anzi il perfetto Amore scaccia il timore, perchè il timore suppone il castigo e chi teme non è perfetto nell'Amore. Noi dobbiamo Amare, perchè Lui per primo ci ha Amati” Prima epistola di Giovanni cap. 4 vers. 18-19
                                                       
Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici dell'Opera del Cenacolo Familiare, da questo primo bimestre 2019, la pubblicazione avrà un nuovo indirizzo mail e sarà inviato dalla nostra nuova sede sita in Pinerolo Via Savoia, 41 con l'intestazione  “operacenacolofamilia@libero.it

Esso comprende le seguenti parti

Preghiera di don Salvatore Paparo
Un fatto ed un commento sul giorno della memoria
Due lettere giunte all'Opera Cenacolo Familiare
Confessione di Fede (Chiesa presbiteriana del Sudafrica)
Riflessione Biblica improntata sulla settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

Amatissimo mio Gesù,
Questo nuovo anno, avrà un suo valore, solo se partorirà un Concilio Ecumenico aperto a tutti. Esso sarà un Concilio del tutto particolare e singolare.
Non sarà solo un concilio Ecumenico per tutte le confessioni cristiane, ma di tutte le donne e gli uomini di buona volontà; perchè tu Signore Gesù hai redento tutti e tutte, ed essi formeranno un solo gregge con Te UNICO PASTORE. Esso sarà un concilio del dialogo pensando che tu Gesù eri e sarai Laico. Il Concilio del dialogo con tutte le fedi presenti nel mondo, mi auguro con l'aiuto dello Spirito che ha creato il mondo e gli universi si concluderà con l'unità delle confessioni cristiane, partendo dalla TUA PAROLA e con l'adesione ad essa di tutte le fedi ora presenti in un unica chiesa, nel rispetto della molteplicità e nella libertà di coscienza di ogni credente.Amen

                                                              don Salvatore Paparo 

                                    
                                    UN FATTO UN COMMENTO

Questo inizio di anno, ha portato due argomenti da analizzare, il primo è la giornata della memoria, ovvero dello sterminio del popolo ebraico da parte del regime nazista,  che ha coinvolto anche noi italiani con le famose leggi antirazziali del 1938; ma purtroppo ha coinvolto anche le chiese cristiane che in secoli precedenti, imputarono al popolo Ebreo la crocifissione di Gesù, cosa assolutamente falsa. Vorrei fare un po' di chiarezza su questi punti in questo momento della storia, in cui  pare che i nazionalismi e la cura del piccolo orto di casa nostra stia prendendo il sopravvento, con annesse divise vestite da un vice ministro, un senatore del movimento cinque stelle, che per criticare i banchieri, prende come esempio un libro falso che riguardava gli Ebrei noti affamatori di popoli. Un ripasso alla storia per tutti e due!
Proprio nel 1939 una nave battente  bandiera tedesca, che trasportava circa 950 Ebrei, comandata da un capitano tedesco antinazista, cercava un porto sicuro per far sbarcare i profughi, e proprio come oggi, sia le nazioni europee che gli Stati Uniti che si vantavano e si vantano della loro grande libertà e democrazia rifiutarono di accogliere queste povere persone. Finalmente il Belgio e i Paesi Bassi accolsero questa richiesta di questo testardo e valoroso capitano, purtroppo molti di questi profughi, circa 300, a causa della guerra e dell'occupazione tedesca dei paesi che li avevano accolti, finirono la loro vita nei campi di sterminio. Non vi sembra care amiche ed amici del Cenacolo Familiare che le cose, malgrado siano passati ottant'anni non sono poi di tanto cambiate con i profughi di oggi, che giungono per trovare pace e lavoro nell'Europa che tanto  vanta di essere la culla del cristianesimo e di avere una democrazia con la D maiuscola?Fortunatamente le Chiese Cristiane di oggi hanno preso una posizione a difesa dei più deboli e quindi dei profughi, accogliendo molti di questi disperati con i corridoi umanitari,grazie alla Chiesa Valdese e alla Comunità di Sant'Egidio, portando sulla bilancia le Parole di Gesù che sono veramente di uguaglianza per tutti gli individui al di la del colore della pelle e della provenienza.

                                                                         r. Fulvio Crivello


                      IL NEMICO NON E' IL MIGRANTE
Additare gli immigrati come il principale problema del paese e quindi proporre leggi fortemente repressive verso chi sceglie di (o è costretto a) lasciare il proprio Paese e venire a vivere in Europa non è una grande novità: la prima legge razzista (quella che istituiva i CPT è del 1998) all'epoca del primo governo Prodi e viene ricordata come Turco-Napolitano, dal nome dei ministri dell'epoca, poi vi è stata la Bossi-Fini ecc.
Il cosiddetto decreto Salvini, in sostanziale continuità con i precedenti, si distingue per barbarie e disumanità, non solo nel perseguire in particolare chi fugge da guerre e persecuzioni, spingendosi a violare l'Art. 10 della Costituzione e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ma anche estendendo le sue attenzioni a che immigrato o italiano, avesse velleità di contestare l'ordine costituito (diventano reati penali, sanzionati con pesanti pene detentive, anche i banali blocchi stradali di qualche minuto, tradizionale forma di lotta contro i licenziamenti collettivi).
Evidentemente, quando un governo si definisce del cambiamento e invece rimane nel solco più biecamente tradizionale dell'austerità liberista, tagliando le spese sociali (ma non quelle militari), riducendo le tasse ai ricchi e rinviando o annacquando le promesse fatte in campagna elettorale, per ottenere consenso, la via più facile è individuare dei capri espiatori (80 anni fa erano gli Ebrei, adesso gli immigrati, ma la logica è la stessa).
Così facendo si induce la gente a prendersela con il vicino di casa, diverso per il colore della pelle o religione, invece che a riconoscere come reali responsabili dell'impoverimento, quella ristretta oligarchia industriale e finanziaria che si arricchisce sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici e quei partiti e mezzi di informazione che di quella oligarchia sono strumenti e voce.
Per questo è necessario mobilitarsi contro questa ennesima barbarie, e per questo che chiediamo che anche i comuni del pinerolese, come già hanno fatto Palermo, Napoli e molte altre città, rifiutino di applicare le norme del decreto Salvini.

                                                                          f.to Rosso Pinerolese


    LETTERA A SALVINI DA PARTE DI  UNA IMMIGRATA NIGERIANA

Ho visto la sua faccia ieri al telegiornale: Dipinta dei colori della rabbia. La sua voce, poi, aveva il sapore amarissimo del fiele. Ha detto che per noi che siamo qui nella vostra terra è finita la pacchia. Ci ha accusati di vivere nel lusso, rubando il pane alla gente del suo Paese. Ancora una volta ho provato il morso  della paura...
Chi sono? Non le dirò il mio nome. I nomi, per lei, contano poco. Niente. Sono una di quelli/e che lei chiama per disprezzo “clandestini”
Vengo da un Paese, la Nigeria, dove ben pochi fanno la pacchia e sono tutti amici vostri. Lo dico subito. Non sono una vittima di Boko Haran. Nella mia regione, il delta del Niger non sono arrivati. Sono una profuga economica,come tanti italiani che emigrarono fino a cinquant'anni fa;Il diritto di venire in Italia ed in Europa. Lo conosce il delta del Niger? Non credo. Eppure ogni volta che lei sale in macchina può farlo grazie a noi. Una parte della benzina che usa viene da li.
Io vivevo alla periferia di Port Harkourt, la capitale dello Stato del Delta del Niger. Una delle capitali petrolifere del mondo. Vivevo con mia madre e i miei fratelli in una baracca e alla sera per avere un po' di luce usavamo le candele. Noi come la grande maggioranza di chi vive li. E' dura vivere dalle mie parti. Molto dura. Un inferno se sei una ragazza.Ed io ero una ragazza. Tutto nel mio paese è a pagamento. Se non hai i soldi non vai a scuola e non puoi curarti. Gli ospedali e le scuole pubbliche non funzionano, e persino lì, comunque devi pagare. La Fame la miseria, la disperazione e l'assenza di futuro, sono le nostre compagne quotidiane. La vedo storcere il naso. E' pronto a dire che non sono fatti vostri, vero? Sono fatti vostri,invece. Il mio Paese, la regione in cui vivevo, dovrebbe essere ricchissima, visto che siamo tra i maggiori produttori di petrolio al mondo. E invece no; quel petrolio arricchisce poche famiglie di politici corrotti, riempie le banche dei Paesi cosiddetti avanzati frutto delle vostre ruberie, mantiene in vita le vostre economie e le vostre aziende.
Il mio Paese è stato preda di più colpi di stato; al potere sono sempre andati, caso strano, personaggi obbedienti ai valori delle grandi compagnie petrolifere del mondo occidentale, anche del suo Paese. Avete potuto , così, pagare un prezzo bassissimo per il nostro petrolio, e quello che avete portato e continuate a portare è la nostra vita. Lo avete fatto con protervia e ferocia. La vostra civiltà e i vostri diritti umani hanno inquinato e distrutto la vita nel delta del Niger e impiccato o uccisi i nostri migliori uomini. Si ricorda di Ken Saro Wiwa? Era un giovane poeta che chiedeva giustizia per noi africani, si ricorda di Tomas Sankara presidente del Burghina Fasu. Li avete uccisi. Le vostre aziende, in lotta fra loro, hanno alimentato la corruzione più estrema. Avete comprato ministri e funzionari pubblici pur di prendervi una fetta della nostra ricchezza. L'ENI l'AGIP, quelle di certo le conosce, sono accusate di aver versato somme da capogiro in questo sporco gioco. Con quei soldi noi avremmo potuto avere scuole ed ospedali. A casa la sera, non avrei avuto bisogno di una candela... sarei rimasta lì, a casa mia, nella mia terra.
Avrei fatto a meno della pacchia di attraversare il deserto. Di essere derubata dai soldati ad ogni frontiera e dai trafficanti. Avrei fatto a meno delle prigioni libiche, delle notti passate in piedi perché non c'era posto per dormire, dell'acqua sporca e del pane secco, degli stupri continui cui mi hanno costretta. Avrei fatto a meno della vostra ospitalità. Nel suo Paese tante ragazze  come me hanno come solo destino, la prostituzione, sicuramente lei lo sa. Io sono riuscita  a sfuggire a questo orrore, ma sono stata schiava nei vostri campi. Ho raccolto pomodori, le mele, le arance in cambio di pochi euro e tante umiliazioni. Ancora una volta, la pacchia l'avete fatta voi, sulla nostra pelle, sulle nostre vite, sui  nostri poveri sogni di una vita migliore.
Vuole che torniamo a casa? Parli ai suoi industriali e non faccia la faccia dura con i deboli, e stringere le mani e sorridere ai potenti di turno, a quei governi di altri Paesi che occupano di fatto casa mia in una guerra velenosa mai dichiarata. Se ha un po' di dignità e di coraggio, il viso duro lo faccia a loro.

                                                                    Una Emigrante Economica

                                CONFESSIONE DI FEDE

Crediamo in Dio Padre che ha creato il mondo intero, che riunirà tutte le cose in Cristo e che vuole che tutti gli uomini e le donne vivano insieme come fratelli e sorelle in una stessa famiglia

Crediamo in Dio Figlio, che si è fatto uomo, è morto ed è resuscitato in gloria riconciliando il mondo intero con Dio, rovesciando tutti i muri che separano gli umani, tutte le barriere di religione, di razza, di cultura o di classe per creare l'umanità unita.
Egli è l'unico Signore che ha autorità su tutto.
Egli chiama ogni persona e allo stesso tempo la Società la Chiesa e allo stesso tempo lo Stato alla riconciliazione, all'unità, alla giustizia e alla libertà.

Crediamo in Dio Spirito Santo che è la promessa del Regno che viene, che ci da il potere di annunciare il giudizio di Dio, il suo perdono per le persone umane e le nazioni, di amare e servire tutti gli umani,
di lottare per la giustizia e la pace, e di chiamare il mondo intero a riconoscere qui ed ora il regno di Dio

                                      RIFLESSIONE BIBLICA
 “Io ho fatto loro conoscere il Tuo Nome e continuerò a farlo conoscere, affinchè l'amore con cui  Tu mi hai amato sia in essi ed Io in loro”
                                                                         Ev. di Giovanni cap.17 vers.26


L'inizio di ogni anno, care amiche ed amici, ci porta verso la fine di gennaio la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, ma io dico che più che l'unità del cristiani si pensa all'unità delle varie chiese  cristiane, di norma nei vari quotidiani del nostro Paese  e non solo, si parla di scambio di pulpiti, di relazioni ad alto livello, ma si parla poco di quello che si dovrebbe fare per avere una unica chiesa, sotto un unico Pastore: Gesù Cristo. E' dirò di più, per tornare al vero cristianesimo, si dovrebbe partire dagli inizi, ovvero considerare Gesù di Nazaret come un laico, e gli stessi discepoli e discepole degli ulteriori laici, che non avevano studiato teologia, ma che prendevano sul serio le parole di Gesù e che facevano delle parole dei vangeli un insegnamento per la vita di tutti i giorni, anche nella socialità, perchè quello che aveva detto Gesù erano delle parole che rivoluzionavano la vita e la società, annacquate e quasi distrutte dai dogmi e dalle dottrine della Chiesa.
 Il messaggio di Gesù, che aveva ricevuto vocazione di chiamare le donne e gli uomini alla comunione con Dio e alla comunione fraterna, non è rimasta fedele alla consegna ed ha innalzato dei muri, degli steccati senza lasciare il minimo spazio di apertura e di dialogo. La chiesa prima unità e poi con i vari scismi, ha bruciato i cosiddetti eretici, le streghe, ha combattuto feroci guerre con migliaia di morti, dimenticandosi delle parole del Nazareno “Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi”. Ha eretto muraglie di incomprensioni, di diffidenza e di condanna reciproca fra coloro che dovevano essere sorelle e fratelli in Cristo, sordi ad ogni voce che si alzasse da una o dall'altra parte.Il fatto nuovo di questi anni e che grazie a persone che credono fortemente alla possibilità di una Chiesa sola, pur con delle forme diverse, e  pare che anche il vescovo di Roma: Francesco, sia uno dei trascinatori di questo nuovo modo di vedere la chiesa di Gesù.
Noi vogliamo associarsi a questa intercessione comune a tutte le confessioni cristiane e lo facciamo con convinzione, ma anche pensando che per tornare uniti, bisogna partire dalla chiesa familiare e dalle parole di Gesù di Nazareth, prendendo come guida con serietà le parole dei Vangeli, che ci invitano ad una chiesa priva di potere economico, ma ricca di potere spirituale, e preghiamo anche noi del cenacolo familiare, ma dobbiamo anche riflettere, perchè come è stato detto: la preghiera è la più alta fatica per la donna e per l'uomo. E questa fatica a me sembra in maniera molto forte in questa preghiera per l'unità della chiesa. Un teologo di qualche decennio fa soleva dire:”Noi preghiamo per l'unità quasi dappertutto, quasi sempre, con la speranza segreta,più o meno ingenua, che Dio guadagnerà tutte le chiese alla verità della nostra chiesa”.
Così può succedere che i cattolici cedano alla tentazione di chiedere a Dio di convertire i cosiddetti “fratelli separati” e di farli ritornare al grembo della chiesa madre, che sola grazie al magistero infallibile, possiede la verità della fede. Stessa cosa può accadere agli Ortodossi che cedano alla tentazione di chiedere a Dio alla sola chiesa rimasta fedele e inalterata dal tempo degli apostoli.. E possibile anche che le chiese protestanti cedano alla tentazione di chiedere a Dio ed a Gesù di riformare tutte le chiese, spogliandole delle sovrastrutture umane e pagane, facendole ritornare alla semplicità del cristianesimo primitivo.E' questa care amiche ed amici è una grande tentazione in ambito dell'unità, perché prendendo a norma la parabola del Fariseo al tempio,  confidando in se stessi di essere giusti, si tenti a dire “Ti ringrazio Dio, che la mia chiesa non è come le altre chiese, corrotte dalla mondanità ed eretiche, abbi pietà delle altre chiese e trasformale in modo da essere uguali alla mia. Una preghiera  che Dio non potrebbe certo prendere in considerazione ed esaudirla.
Una preghiera che voglia avere fondamento è quella fatta a Gesù, che ci invita ad amarci e dire “che siamo tutti in uno perfetti nell'unità”. Concludendo questa riflessione sulla preghiera per l'unità dei cristiani, voglio aggiungere che se le chiese cristiane vogliono conservare con avidità le proprie strutture, i dogmi, la dottrina e salvare la propria vita spirituale e teologica, senza saper cogliere l'allarme che giunge e il disinteresse di questo inizio di terzo millennio nutre nei loro riguardi, con chiese sempre più vuote, non si chiamino più chiese cristiane e rinuncino a pregare per l'unità, perchè la loro preghiera suonerebbe all'orecchio di Dio solo di ipocrisia.
Perchè l'unità della chiesa significa anche purificazione della stessa, di tutte le confessioni cristiane, rinuncia ai propri modi di essere secolari e alla propria volontà di sopravvivere senza ravvedimento e profondo mutamento. Unità della chiesa a mio avviso, significa morte della vecchia chiesa, di tutte le chiese, nella speranza di una risurrezione nelle forme e nei modi, che nessuna chiesa può prevedere e che solo Cristo conosce. Unità della chiesa significa miracolo dello Spirito Santo, che venga a soffiare su  tutte le nostre istituzioni religiose per fare una chiesa nuova, e solo in questo modo Dio può dare alla nuova chiesa il dono dell'unità, secondo la promessa di Gesù “ Esse ascolteranno la mia voce e vi sarà un solo gregge, un solo pastore”
Così il mondo, vedendo la chiesa ritornata presente e viva in mezzo a donne e uomini, creda al suo messaggio. Solo allora, possiamo veramente pregare, e solo allora possiamo prendere sul serio questa preghiera, chiedendo a Dio di esaudirla come Lui vorrà e come a Lui piacerà e non come noi verremmo e come a noi piacerebbe esaudisca. Pregare vuol dire: (ecco perchè si dice che pregare è fatica ardua) “Non la mia, ma la Tua volontà sia fatta”

                                                                          r. Fulvio Crivello                                                                         

                                                                                                                    
                                              PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO
Signore, Vieni tu stesso in mezzo a noi! Risvegliaci! Dacci la tua Luce! Sii il nostro maestro e consolatore! Parla tu stesso a ciascuno di noi in modo che ognuno intenda esattamente ciò di cui ha bisogno e che può aiutarlo. Che la tua bontà sia in ogni luogo. Preservaci dall'ipocrisia, dall'errore, dalla noia e dalla distrazione. Da a tutti noi, la conoscenza e la speranza, una testimonianza chiara e dei cuori pieni di gioia per il dono del tuo Spirito Santo.

                                                                                   Karl Barth


                                                       BENEDIZIONE

IL SIGNORE CI BENEDICA E CI GUARDI; IL SIGNORE FACCIA RISPLENDERE IL SUO VOLTO SOPRA DI NOI E CI SIA PROPIZIO; IL SIGNORE VOLGA VERSO DI NOI IL SUO VOLTO E CI DIA LA PACE.  AMEN                                                                           

16 gen 2019

E' NATA LA NOSTRA ASSOCIAZIONE "OPERA CENACOLO FAMILIARE ONLUS"

Carissimi Amici,

siamo finalmente lieti di informarvi che é nata la nostra Associazione "OPERA CENACOLO FAMILIARE ONLUS". CON IL FINE DI PRESTARE ASSISTENZA MATERIALE E SPIRITUALE ALLE PERSONE FISICHE, SOCIETÁ O ENTI GIURIDICI, CHE ABBIANO BISOGNO DI ASSISTENZA E CURE SIA PER L'ANIMA CHE PER IL CORPO.

Il nostro proposito e' di promuovere la solidarietà e l'accoglienza secondo l'insegnamento di Gesù, senza esclusioni di nessuno e preferendo coloro che soffrono nello spirito e nel corpo, con sede per il momento in Pinerolo (TO). Via Savoia 41.

Abbiamo cosí reso possibile un progetto di don Salvatore Paparo, che in tutta la sua vita terrena si é prodigato per il bene delle persone, mettendosi al servizio di Gesù di Nazaret e dei suoi ideali e insegnamenti.

Abbiamo vari progetti in porto sia nella regione Piemonte che in Calabria, di cui vi parleremo prossimamente nei nostri bollettini. 

Per chi volesse appoggiarci in questa opera abbiamo aperto un Conto Corrente Bancario
a nome di:

OPERA CENACOLO FAMILIARE
VIA SAVOIA 41
10064 PINEROLO TO
BANCA: CREDEM
Dipendenza 119  Pinerolo
ABI 03032  CAB 30750   CIN I
N. Conto    0107000141434-5
IBAN         IT94I0303230750010000141434
BIC code    BACRIT21119

Grazie di cuore a tutti e Dio benedica noi e questa Sua Opera.

6 gen 2019

Himno al Amor

Carta de San Pablo a los Corintios 13, 1-13

Himno al Amor

“Aunque yo hablara todas las lenguas de los hombres y de los ángeles, si no tengo amor, soy como una campana que resuena o un platillo que retiñe.

Aunque tuviera el don de la profecía y conociera todos los misterios y toda la ciencia, aunque tuviera toda la fe, una fe capaz de trasladar montañas, si no tengo amor, no soy nada.

Aunque repartiera todos mis bienes para alimentar a los pobres y entregara mi cuerpo a las llamas, si no tengo amor, no me sirve para nada.
El amor es paciente, es servicial; el amor no es envidioso, no hace alarde, no se envanece, no procede con bajeza, no busca su propio interés, no se irrita, no tienen en cuenta el mal recibido, no se alegra de la injusticia, sino que se regocija con la verdad.

El amor todo lo disculpa, todo lo cree, todo lo espera, todo lo soporta.
El amor no pasará jamás. Las profecías acabarán, el don de lenguas terminará, la ciencia desaparecerá; porque nuestra ciencia es imperfecta y nuestras profecías, limitadas.

Cuando llegue lo que es perfecto, cesará lo que es imperfecto.

Mientras yo era niño, hablaba como un niño, sentía como un niño, razonaba como un niño, pero cuando me hice hombre, dejé a un lado las cosas de niño. Ahora vemos como en un espejo, confusamente; después veremos cara a cara. Ahora conozco todo imperfectamente; después conoceré como Dios me conoce a mí.

En una palabra, ahora existen tres cosas: la fe, la esperanza y el amor, pero la más grande todas es el amor”

31 dic 2018

L'amore -El amor

Per me l'amore non è quello che i mortali intendono: E vissero felici e contenti. Questo amore delle Fiabe Non esiste. Perché quando due cominciano a vivere la quotidianità della connivenza Si scopre Che si è con l'altro solo per necessità. Anche se hai giurato "nella gioia e nel dolore" Ecc. Quando l'uomo animale abitudinario Che per sopravvivere si unisce a un altro essere, una volta soddisfatto la necessità finisce tutto l'amore in un atto abitudinario. L' amore vero di cui parlo non soddisfa necessità Ama e basta. Non ha bisogno di una vita insieme. Soprattutto non ha bisogno di cambiare l'altro a suo piacimento e necessità.  Per cui Non ha bisogno dell'altro. Solo lo ama e va aldilà del contatto, della convivenza, della vicinanza o del sesso. Ecc. Passiamo molto tempo della nostra vita cercando di cambiare gli altri a nostro piacimento e necessità.
L'amore vero dice: " io non ti voglio cambiare. Per me vai bene così.
Salvatore Falco

Para mí, el amor no es lo que entienden los mortales: Y vivieron felices para siempre. Este amor de los cuentos de hadas no existe. Porque cuando dos comienzan a vivir la vida cotidiana de la connivencia, resulta que uno está con el otro solo por necesidad. Incluso si has jurado "en la buenas y en las malas", etc. Cuando el hombre animal de costumbre, que para sobrevivir se une a otro ser, una vez que la necesidad está satisfecha, todo amor termina en un acto habitual de costumbre. El verdadero amor del que hablo no satisface necesidades, ama y nada más. Él no necesita una vida juntos. Por encima de todo, no necesita cambiar al otro como le gusta y necesita. Así que no necesita al otro. Solo lo ama y va más allá del contacto, la convivencia, la cercanía o el sexo, etc. Pasamos mucho tiempo en nuestras vidas tratando de cambiar a los demás.
El verdadero amor dice: "No quiero cambiarte". "Para mí, eres perfecto así." Salvatore Falco.

24 dic 2018

NATALE 2018


Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, poiché l'amore e da Dio e chi ama è generato da Dio e conosce Dio” I lett. Di Giovanni cap. 4, 7

Un caro saluto a tutti a Voi, amiche ed amici del Cenacolo ed un augurio di celebrare un sereno Natale in famiglia

Esso comprende due parti

1 Preghiera di don Salvatore Paparo
2 Riflessione Biblica sul tempo di Natale

Signore, nostro Dio, Tu ti sei abbassato fino a noi, hai voluto diventare uomo con Tuo Figlio, Nostro Salvatore. E' questo Signore l'hai fatto come gesto di compassione e misericordia verso noi tutti. Tu Signore nella notte di Natale hai fatto brillare la tua LUCE che nulla a da condividere con le nostre misere luci. Mostraci in questo giorno, per mezzo dello Spirito Santo la Via che conduce a Te; affinchè vediamo con i nostri occhi la luce del mondo che TU hai mandato con Gesù Tuo Figlio, come anche noi siamo Figli tuoi e fai di noi in questo giorno e non solo, i tuoi testimoni per tutta la nostra vita. Amen

RIFLESSIONE BIBLICA

La visita di Maria ad Elisabetta
in quei giorni, messasi in viaggio, si recò in fretta verso la regione montagnosa, in una città di Giuda. Entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Ed ecco che, appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, le balzò in seno il bambino, Elisabetta fu ricolma di Spirito Santo ed esclamò a gran voce :”Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno.Ma perchè mi accade questo, che venga da me la madre del mio Signore?”
Ev di Luca cap 1 vers 38-43

Il brano del Vangelo di Luca, ci narra la storia della visita di Maria a Elisabetta, ed è un racconto che mi ha sempre affascinato, in effetti l'incontro tra queste due donne Ebree, Maria giovanissima, Elisabetta già avanti negli anni, accomunate da tre cose: la parentela, la gravidanza e dalla straordinarietà del modo in cui tutto questo è avvenuto. Il vangelo di Luca è ricco nella descrizione, ma scarno nei particolari. E mi riferisco, in particolare al tempo trascorso, circa tre mesi in compagnia di Elisabetta, nulla ci dice il vangelo della nascita di Giovanni, solo dopo ne da accenno brevemente. A questo punto mi è sorta una domanda e credo care amiche ed amici sia sorta anche a voi: Che cosa si saranno dette (oltre al Magnificat) durante questi tre mesi trascorsi insieme? Come avranno commentato fra di loro, di quel Dio di Israele presentatosi e manifestatosi a loro e ai loro compagni (Zaccaria e Giuseppe) in modo così particolare da cambiare la storia dell'umanità. Mi pare doveroso ricordare, che dei quattro coniugi, solo Elisabetta è quella che non riceve, stando alla testimonianza del vangelo, alcuna rivelazione; forse è proprio per questo che Elisabetta è molto vicina a noi, donne e uomini, parte di quell'umanità che senza clamori, ne eclatanti rivelazioni dall'alto, senza statue piangenti e santi, continua a credere con insistenza e sperare contro ogni speranza, confortata solo nella misericordia di Dio, nonostante tutti i problemi della vita (ne sanno qualcosa i migranti). Non voglio qui sminuire la grandezza di Maria madre di Gesù, madre della “Parola fatta carne” ne quelle di Zaccaria e di Giuseppe, ma secondo me, Elisabetta ha qualcosa di particolare come detto sopra, che la rende più simile a noi, ed è proprio la quotidianetà e l'ordinarietà della sua esistenza, del suo modo di modo di ricevere la fede, delle sue paure (rimase nascosta per cinque mesi ci narra Luca), il suo sentirsi un nulla di fronte alla cugina molto più giovane; la sua determinazione a rimanere fedele alle promesse di Dio, nel momento in cui dovrà dare il nome al proprio figlio, sfidando la tradizione e la legge mosaica. Una donna forte care amiche ed amici, coraggiosa, tenace come tante altre donne citate nel Primo e Secondo Testamento. In una umanità, sconvolta da quotidiani omicidi e guerre che insanguinano il mondo, ancora oggi in questo Natale soffia il vento dello Spirito Santo e questo soffio pervade la vita, non dei grandi della storia o le alte gerarchie delle chiese cristiane o dei potenti di turno, ma le vie degli umili, come venti secoli fa, soffiò sulla grotta di Betlem, lo Spirito di Dio anche in questo giorno di festa percorre le vie nel deserto quotidiano della nostra vita, spesso percossa da inutili sciocchezze. Concludendo questa riflessione sul visita di Maria ad Elisabetta il brano ci fa comprendere che nella vita non è l'apparire, ma l'essere, ciò che conta dinanzi a Dio, anche in questi giorni di festa, non è l'immagine di noi stessi, magari camuffata dal mito dell'eterna giovinezza, ma la fiducia che diamo a Lui solo al quale nulla è impossibile. Se dunque Elisabetta, come spesso diciamo, è anche l'immagine di una chiesa di antica tradizione, apparentemente incapace di rigenerarsi, ricordiamoci in questo giorno di Natale, Betlemme “Così piccola per essere tra i villaggi di Giuda, uscirà colui che porterà la salvezza a tutta l'umanità” Dio è capace ancora, in un epoca di computer, di banda larga, di stupire l'umanità, e questo lo vediamo nella grotta di Betlemme, lo stupore e la meraviglia di quella luce che Elisabetta ci ha annunciato, è una luce che serve a far chiarezza nella nostra vita e condurre i nostri passi verso le parole di Gesù. Fare di noi care amiche ed amici strumenti di vita e di speranza che ci è stata data in quella grotta di Betlem con la nascita di Gesù duemiladiciotto anni fa. Un sereno Natale a tutti voi.
r. Fulvio Crivello

BENEDIZIONE

CHE IL SIGNORE FACCIA RISPLENDERE IL SUO VOLTO VERSO DI NOI E CI DIA LA SUA PACE, RICORDIAMOCI DEI POVERI, DEGLI AFFLITTI, DI CHI E' NEL LUTTO CHE L'AMORE DI DIO E DI GESU' SIA CON TUTTI NOI ORA E SEMPRE
AMEN








20 dic 2018

NOVEMBRE-DICEMBRE 2018


CENACOLO FAMILIARE
MESE DI NOVEMBRE-DICEMBRE 2018
Gesù, disse:”Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi”

Care amiche ed amici del Cenacolo, troverete in questo numero :

La preghiera di Don Salvatore
Un fatto un commento
Una riflessione biblica
La Benedizione


Signore, nostro Iddio, tu ci consenti anche in questo anno di andare incontro alla Luce che Risplende nelle tenebre: il Natale, Natale che mette davanti ai nostri occhi ciò che c'è di più grande, l'AMORE di Gesù verso tutti noi, la sua nascita.
Tu ci dai questa grande regalo, ma noi Signore cosa abbiamo da offrirti da donarti? La nostra umanità ha tanti pensieri confusi e malvagi, tanta freddezza, tanta frivolezza, tanto astio, tante guerre sparse nel mondo. Tante cose in contraddizione con il messaggio di Natale.
Che puoi fartene di questi doni? da una umanità che ti ha voluto mettere in un angolo e che spesso ti usa come una comparsa, ma non come primo ATTORE? Ma con il tuo Amore è proprio quello che tu aspetti da tutti noi e di cui tu ci vuoi liberare, per darci in cambio il Salvatore e, per mezzo suo una nuova terra in cui regnerà la pace MESSIANICA, dei cuori rinnovati e un nuovo scopo nella vita. Sii Tu Signore in queste domeniche di avvento di saper ascoltare la tua Parola, nello stupore e nella riconoscenza per i tuoi progetti verso di noi, per il tuo Amore per la Tua Misericordia, per la Tua Compassione, per tutto quello che hai già compiuto in nostro favore. Amen
don Salvatore Paparo


r. Fulvio Crivello

UN FATTO UN COMMENTO

Ancora un attentato, ancora morti nella città di Strasburgo, una città simbolo per la libertà: sia religiosa che laica, proprio nelle festività natalizie, cinque morti a tutt'oggi. Strano che i festeggiamenti per la nascità di Gesù di Nazaret, un profeta che aveva sempre portato un messaggio di pace e di amore, sia festeggiato da un pazzo radicalizzato, non dall'islam, ma da qualche incosciente imam mussulmano. Perchè ho chiamato Gesù un profeta, proprio perchè l'Islam lo ha da sempre considerato uno dei cinque grandi profeti. Dio stesso nella prima sura del Corano si chiama il misericordioso, il compassionevole, un Dio pieno di amore. Ed è a questo Dio che alcuni religiosi mussulmani, incitano alla violenza, alle esecuzioni, agli attentati; forse dovrebbero rileggersi il Corano e capire che Dio è Amore!!!
un Dio che ama la vita e non la morte che alcuni pazzi radicalizzati portano nelle strade, nei locali dove la gente si diverte, nelle stazioni ecc.
Forse hanno dimenticato quello che è scritto nella prima sura del Corano ed hanno anche dimenticato che Maometto stesso diceva di accogliere e di rispettare anche quello che non era diventato un suo seguace. Io spero che in questi giorni il Dio Illumini le menti di tutti gli uomini e le donne di questo pianeta e che le parole del Profeta di Nazareth diventino realtà “Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi, e che la pace del Signore sia con tutti voi

RIFLESSIONE BIBLICA PER LE DOMENICHE DI AVVENTO
Essi, le dissero:”Donna perchè piangi?” ella rispose loro: “hanno portato via il mio Signore e non so dove l'abbiano posto.” Detto ciò, si voltò indietro e vide Gesù che stava li, ma non sapeva che era Gesù. Egli le disse:”Donna perchè piangi? Chi cerchi?” Quella, pensando che fosse l'ortolano, rispose: “Signore, se lo hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io lo andrò a prendere. Le disse Gesù: “Myriam!” Quella voltatasi le disse in ebraico “Rabbuni” (maestro Buono).

Ev. di Giovanni cap 20 ver.13-14-15

Siamo care amiche ed amici del Cenacolo Familiare nelle domeniche di avvento, avvento che preannuncia la nascita di Gesù , e come la venuta di Gesù cambiò la Storia, anche in questo brano, grazie allo Spirito Santo, oggi possiamo commentare e riflettere, egli pone di fronte ad un cambiamento importante per tutti noi.
Molti, penseranno, leggendo questo brano, che forse io mi sia sbagliato, forse ho confuso il Natale con la Pasqua, non è così, io penso che questo brano sia adatto proprio a queste domeniche di avvento e che possa portarci a conoscere meglio il profeta di Nazaret, proprio in questa festa, sorta probabilmente verso il 350 d.C. diventata sempre più commerciale e pagana, con babbi natale che si arranpichino su scale e luci più o meno scintillanti. Venendo ai versetti che oggi analizzeremo, sentiamo una voce di donna ,e la voce di Maria, in ebraico Myriam di Magdala forse la compagna di Gesù, oppure la moglie e cosa ci dice : “Ella disse: perchè hanno tolto il mio Signore, e non so dove l'abbiano posto” è una voce che giunge da lontano, sono passati quasi duemila anni da quella mattina a Gerusalemme. Ma è anche una voce dei cristiani secolarizzati di oggi, in questi giorni che precedono il Natale? La voce di Maria di Magdala non supera forse i confini del tempo e giunge fino a noi, donne e uomini del terzo millenio? Non si confonde con le nostre paure; paure della nostra epoca e non si rivela sostanzialmente uguale alla coscienza turbata e tormentata da infinite parti del mondo globalizzato della nostra generazione?
Le parole di Myriam di Magdala non è forse il fondo, inespresso e inconsapevole, data da donne e uomini della nostra generazione?
Care amiche ed amici, noi esaminiamo anche in queste domeniche di avvento, con coscienza cristiana tutta la situazione del nostro mondo, sotto vari aspetti, dai problemi della fame nel mondo, allo scempio, fatto contro la natura esclusivamente a scopo di lucro, agli attentati, alle guerre ecc. e se riusciamo a superare l'apparenza superficiale, cosa non facile nelle festività come il Natale e guardare nel profondo, vedremo che la causa prima e ultima di tutte le nostre paure e dei nostri interrogativi, sono proprio nelle parole espresse da Maria: Dove hanno messo il mio Signore e non sappiamo dove l'hanno messo. Maria di Magdala ha cercato invano le tracce nel giardino di Giuseppe di Arimatea, noi cerchiamo invano le sue tracce nel nostro mondo sconvolto, nelle baracche dei disperati, in chi vive in miseria ed anche nelle discoteche piene di gente che si diverte e che purtroppo qualche volta muore. Lo cerchiamo anche nelle chiese, spesso vuote, lo cerchiamo spesso anche nelle nostre menti nei nostri cuori e troviamo solo dei cristiani tiepidi. Sembra che in questo turbinare di vita, con telefoni sempre accesi e con telecamere ovunque poste, sembra che il Signore sia assente, anche in queste domeniche di avvento.
Detto questo Maria si voltò indietro e vide Gesù in piedi, ma non sapeva che era Gesù” Non è forse questo il nostro problema, anche in queste domeniche di avvento di non saper ascoltare il suo messaggio, nel credere Gesù vivente in mezzo a noi, il non aver capito il Natale. Noi come Myriam, ci guardiamo attorno e vediamo anche le chiese cristiane che spesso non vivono il messaggio di Gesù.
Gesù, le disse: Maria!” Gesù disse e dice a Noi una sola parola ed è in tutto care amiche ed amici in quella parola; Gesù che spesso noi mettiamo da parte se non relegarlo nelle cerimonie religiose è presente, e vivo, ci parla anche in queste domeniche e non solo è nelle strade con chi soffre sia spiritualmente che fisicamente, il profeta di Nazaret è con noi tutti i giorni, ed è un profeta dei vivi come egli è vivente. Ma carissimi amiche ed amici, dobbiamo voltarci anche noi per vedere Gesù come si è voltata Maria perchè può accadere che sentiamo quella parola chiamarci per nome: Maria, Roberto, Claudia, Flavio, Sarah,Andrea ecc. quella parola rivolta direttamente a noi, quella parola chiamarci per nome, Gesù è vicino a noi, ci parla, è vivo. Amiche ed amici del Cenacolo quale delle due parole di Maria di Magdala è la nostra parola: “Hanno tolto il mio Signore e non so dove l'abbiano posto” oppure “Rabbuni” maestro Buono a tutti noi la risposta. Amen

r Fulvio Crivello



BENEDIZIONE

LA PACE DI DIO, CHE SUPERA OGNI INTELLIGENZA, CUSTODIRA' I VOSTRI CUORI E LA VOSTRA MENTE IN CRISTO GESU'
Filippesi c. 4 ver 7



18 dic 2018

L'amore...

"La famiglia Trinitaria di Dio non aveva bisogno di nessuno per essere felice; ma poiché E’ AMORE E L’AMORE SI COMUNICA, per comunicare la sua felicità ad altri, DECISE DI CREARE L’UOMO E LO CREO’ FAMIGLIA A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA." (don Salvatore Paparo)

L'amore non è quello che i mortali intendono: "e vissero felici e contenti". Questo amore delle Fiabe non esiste. Perché quando due cominciano a vivere la quotidianità della connivenza si scopre che si è con l'altro solo per necessità. Anche se hai giurato "nella gioia e nel dolore" ecc. Quando l'uomo animale abitudinario che per sopravvivere si unisce a un altro essere, una volta soddisfatto la necessità finisce tutto l'amore in un atto abitudinario. L'amore vero di cui parlo non soddisfa necessità ("La famiglia Trinitaria di Dio non aveva bisogno di nessuno per essere felice") Ama e basta. Non ha bisogno di una vita insieme. Soprattutto non ha bisogno di cambiare l'altro a suo piacimento e necessità. Per cui Non ha bisogno dell'altro. Solo lo ama e va aldilà del contatto, della convivenza, della vicinanza o del sesso, ecc. Passiamo molto tempo della nostra vita cercando di cambiare gli altri.
L'amore vero dice: "io non ti voglio cambiare. Per me vai bene così. 
Salvatore Falco

1 dic 2018

SETTEMBRE-OTTOBRE 2018


“Dio è Amore e chi rimane nell'Amore rimane in Dio e Dio rimane in lui”
        
Carissimi amiche ed amici del Cenacolo, in questo numero  troverete  le seguenti parti:

Preghiera di don Salvatore

Riflessione biblica per i mesi di settembre ottobre

Un fatto un Commento


Benedizione                                                              

                               PREGHIERA   AL SIGNORE
 Signore Gesù, ti ringrazio per questa giornata, come per tutte le altre giornate che TU mi dai, e ti chiedo ancora con umiltà di dare la saggezza e l'Amore a tutti i governanti di questa terra, ancora alle prese con attentati e guerre, dai a loro Signore di vegliare sul diritto e sulla pace. Crea in questi potenti, che hanno in mano le sorti di miliardi di persone,  delle menti e dei cuori aperti all'Amore. E fai, che con i cuori pieni d'Amore, essi pensino ai poveri a chi non ha parola a chi soffre per ingiustizie a volte perpetrati dagli stessi Stati. Ti ringrazio Signore per aver potuto esporre davanti a Te queste necessità, perchè Tu solo sai come poter portare una parola di pace e di conforto.
Tutti noi siamo nelle tue mani e ti lodo e ti lodiamo per la tua misericordia e la tua grazia. Amen

                                                          don Salvatore Paparo                                      
             

                                       UN FATTO UN COMMENTO
Questa volta, un fatto un commento, si occupa dell'Opera Del Cenacolo Familiare.
Voglio portatre a tutti i nostri letttori, la notizia che  la nostra opera si stà muovendo per rendere il messaggio di don Salvatore Paparo vivo e vegeto, voi mi direte come: Stiamo trattando con La Piccola Casa della Provvidenza (COTTOLENGO) per avere dei locali da loro dismessi c.a. trenta anni fa per farla rinascere sia come Casa di accoglienza per anziani, sia per una Clinica Privata, più reparti che si occuperanno delle varie sintomatologie. Abbiamo a tal punto rifondato una associazione “OPERA CENACOLO FAMILIARE ONLUS”  con sede in Via Savoia, 41 Pinerolo, che presto diventerà LA FONDAZIONE  OPERA CENACOLO FAMILIARE. Siamo tutti pregati di pregare per essa e non solo anche di operare sia con donazioni e servizi di  volontariato. Vi fornirò al prossimo bimestrale le coordinate del nostro conto corrente.

                                                                         Fulvio Crivello


                                      RIFLESSIONE BIBBLICA

In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga, subito ando nella casa di Simone ed Andrea, in conpagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone (Pietro) era a:  letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.

                                                                                          Ev. Marco cap 1, 29-31


L'evangelista Marco ci narra in queste parole la guarigione della suocera di Pietro, proprio quello di cui la chiesa cattolica dice che fu il primo papa, quindi Simone detto in seguito Pietro era sposato ed aveva dei figli come quasi tutti i discepoli di Gesù lo erano quindi anche i Pastori Cattolici come diceva don Salvatore dovrebbero sposarsi e fare una vita normale sempre ispirata all'amore di Dio.
Tolto di questa breve parentesi veniamo ora al testo; cosa ci dicono oggi queste belle parole e anche i gesti di Gesù,  si perche anche la gestualità del profeta di Nazaret è importante, come sono le sue parole, in questi due versetti vediamo le mani di Gesù “la fece alzare prendendola per mano” Le mani le braccia sono di grande importanza  nel gesto umano. Possono guarire o ferire o peggio ancora, dare la morte, accarezzare con le mani o sciaffeggare, accogliere o respingere; le mani o le braccia possono riflettere l'essere della persona.
Gesù tocca i malati, tocca anche i discepoli caduti a terra per dare a loro la speranza e dei nuovi sogni. Nel racconto della tempesta sedata quando Simone detto Pietro comincia ad affondare, gli tende la mano, lo afferra e gli dice “Uomo di poca fede, perchè hai dubitato?” Gesù è molte volte, anche per noi, una mano che rialza, che ci infonde forza e ci risolleva dalla polvere della nostra società malata, priva di giustizia.
Dove si trova il profeta di Nazaret, cresce la vita, crescono i sogni, non si teme più per la vita. Questo è ciò che prova chi percorre le pagine di Marco,  incontrandosi con questo Gesù umano più che divino che guarisce i malati, accoglie chi non ha parola e sopratutto non giudica. Non dovremmo mai dimenticare che la prima immagine offerta dai vangeli, e quella di un Gesù guaritore, un uomo e non un Dio  che diffonde la vita è  guarisce ciò che è malato nel nostro modo di vivere. Proprio per questo, intorno a Lui troviamo sempre la miseria dell'umanità.Dalle parole e dai gesti di Gesù apprendiamo che Dio è amico della vita e non del martirio. Egli ama appassionatamente la felicità, la salute, la gioia. Purtroppo è inquietante vedere in questa società malata solo di denaro, con quanta facilità ci siamo abituati alla morte non solo umana: la morte della natura, distrutta dall'inquinamento industriale; la morte per le strade, per la violenza, la morte del nostro intimo. Mi pare ignominioso osservare con quanta indifferenza si sentono le notizie che parlano di milioni di morti per fame e con quanta indifferenza contempliamo la violenza silenziosa, efficace e costante, di strutture ingiuste e di leggi che difendono i potenti di turno.
I dolori e le sofferenze altrui ci preoccupano sempre di meno. Ogni individuo sembra interessarsi solo ai suoi problemi, del suo benessere e del conto in banca; questa apatia si sta impossesando di molti. Concludendo questa riflessione cari amiche ed amici del Cenacolo Familiare, il vangelo di Marco e il nostro piccolo brano ci ricordano che Gesù è sempre molto attento al dolore della gente egli si ferma quando vede soffrire qualcuno; Lui non si limita a predicare, Lui lascia anche la preghiera per aiutare le persone, ed è proprio per questo che lo cercano i malati, sia fisici che spirituali, i senza parole, le prostitute le persone scartate dai benpensanti. Ecco che cosa è seguire Gesù, non le celebrazioni religiose, le dottrine, i dogmi, ma essere con Lui per alleviare le sofferenze della vita e per ridarci gioia e passione per essa e per i fratelli e sorelle.

                           
                                                                             r. Fulvio Crivello
                                                                               
 
                                                      BENEDIZIONE

La grazia del  Signore Gesù Cristo e l' Amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti noi. Amen