Translate

11 mar 2011

MERCOLEDI DELLE CENERI 9.3.2011

OMELIA

Con la benedizione e l'imposizione delle Sacre Ceneri sul nostro capo, innanzi tutto confessiamo umilmente la nostra sconfitta: Dio ci creò per la vita, e noi con il peccato ci siamo suicidati per cui torniamo ad essere polvere dalla quale siamo stati tratti: "Ricordati che sei polvere e che in polvere ritornerai".
Con il rito delle Sacre Ceneri, professiamo anche la nostra fede cristiana: siamo certi che Gesù è il Figlio di Dio fattosi Uomo: Egli con la sua morte ha distrutto la nostra morte e con la sua risurrezione ci ha ridonato la vita. Dobbiamo , però, precisare quanto segue: sì, noi siamo risuscitati con Gesù; ma siamo ancora dei malati fisicamente e spiritualmente:
MALATI FISICAMENTE: il nostro corpo perde vitalità giorno dopo giorno fino a morire per poi risuscitare alla fine del tempo.
MALATI SPIRITUALMENTE: la nostra vita spirituale è la vita stessa di Dio che è vita d'amore. Per essere vivi spiritualmente dobbiamo amare come ama il Padre Celeste che si è reso visibile in Gesù. Gesù ci dice: "CHI VEDE ME, VEDE IL PADRE" Cioè: "CHI AMA COME ME, AMA COME IL PADRE". E come ci ama Gesù? "Io non sono venuto nel mondo per essere servito, ma per servire". Gesù ci ha amato e ci ha servito agendo sempre per il nostro bene, fino ad offrire liberamente la sua vita per salvarci. L'evangelista San Giovanni ne trae questa conseguenza: "Gesù ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli". Noi come Gesù dobbiamo amare e sevire i fratelli agendo sempre per il loro bene, senza escludere, se le circostanze lo esigono, l'offerta della nostra vita.
Ma siamo dei malati: l'egoismo e l'odio ci sospingono a cercare solo il nostro tornaconto, e a fare del male agli altri. Malgrado ciò, non dobbiamo temere: Gesù è il nostro medico e la nostra medicina. Egli è in grado di guarirci e di convertirci all'amore. A due condizioni però:
 -CHE SIAMO CONSAPEVOLI della nostra impotenza: "SENZA DI ME NON POTETE FARE NULLA",  e che ci fidiamo della sua potenza sanatrice: "TUTTO POSSO IN GESU' CHE MI AIUTA" ) (San Paolo);
 - CHE PARTECIPIAMO AL BANCHETTO EUCARISTICO: in esso Gesù si offre cme nostro pane e ci comunica la sua vita d'amore, perchè noi, a nostra volta, diventiamo pane che donano la vita agli altri. Donare la vita significa donare il bene che si possiede: la vita, infatti, è il bene posseduto e goduto: E' sotto questa luce che possiamo comprendere le parole di Gesù: "IO VI DONO LA MIA GIOIA PERCHE' LA VOSTRA GIOIA SIA PIENA". Ossia:  " IO VI DONO  IL MIO BENE CHE VI CAUSA GIOIA; E VE NE DONO TANTO QUANTO NE POTETE CONTENERE, PERCHE' LA VOSTRA GIOIA SIA PIENA".

Sac. Salvatore paparo

Nessun commento:

Posta un commento