OMELIA
La prima lettura biblica di oggi, presa dagli Atti degli Apostoli, ci parla della conversione a Gesù di molti Samaritani, per la predicazione e i prodigi operati dal diacono Filippo. Gli Apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. I Samaritani avevano ricevuto solo il Battesimo nel nome di Gesù, ma non lo Spirito Santo. Allora Pietro e Giovanni pregarono per loro, imposero le mani sulle loro teste ed essi ricevettero lo Spirito Santo; ossia ricevettero il sacramento della Cresima.
Alla luce di questi fatti richiamiamoci alla mente il nostro Battesimo e la nostra Cresima.
Quando eravamo piccoli, il sacerdote versò dell'acqua sul nostro capo e pronunziò le parole:
"IO TI BATTEZZO NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO".
In quel momento avvenne in noi qualcosa di straordinario: Dio ci comunicò la sua stessa vita per cui divenimmo suoi veri figli. Da ciò deriva una importantissima conseguenza: noi figli di Dio dobbiamo vivere la vita di Dio nostro Padre. E LA VITA DI DIO E' AMORE. Il modello dell'amore è Gesù: Egli amò Dio Padre ed amò anche noi. Amò Dio Padre compiendo sempre la sua volontà. Lungo le strade della Palestina, mentre CON PASSIONE PREDICAVA IL REGNO DI DIO, spesso esclamava: "IL MIO CIBO QUOTIDIANO E' COMPIERE LA VOLONTA' DEL PADRE CHE MI HA MANDATO". Gesù amò anche noi, e ci diede il massimo grado del suo amore. Ciascuno di noi deve affermare quanto affermò San Paolo: "GESU' MI HA AMATO ED HA SACRIFICATO LA SUA VITA PER ME PECCATORE".
Noi dobbiamo imitare Gesù nel duplice amore: dobbiamo amare Dio osservando i suoi comandamenti; dobbiamo amare gli altri mettendo in pratica questa norma scritturistica:
"FA' AGLI ALTRI QUELLO CHE VUOI CHE GLI ALTRI FACCIANO A TE; NON FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE NON VUOI CHE GLI ALTRI FACCIANO A TE".
Oltre che figli di Dio, noi con il Battesimo siamo divenuti MEMBRA DEL CORPO MISTICO DI GESU', E SIAMO STATI INSERITI IN UNA COMUNITA' CRISTIANA.
Il cristiano, quindi, non può isolarsi, e deve essere presente quando la sua Comunità Cristiana si raduna per pregare insieme, per ascoltare insieme la Parola di Dio, e soprattutto per partecipare insieme alla Santa Messa. La Domenica noi cristiani dobbiamo sentire il bisogno di fare festa insieme ai nostri fratelli, convocati nella sua casa da Dio nostro Padre, per rivolgerci la sua Parola di Amore e di Misericordia, e soprattutto per donarci il Suo Unigenito Figlio GESU' EUCARISTICO che gradualmente ci trasforma in SE', fino a poter affermare con San Paolo:
"LA MIA VITA E' CRISTO; NON SONO PIU' IO CHE VIVO, MA E' CRISTO CHE VIVE IN ME".
Oltre che il Battesimo, noi abbiamo ricevuto anche la Cresima. La Cresima fu il giorno della NOSTRA PENTECOSTE. Infatti, come gli Apostoli nel giorno della Pentecoste ricevettero lo Spirito Santo e divennero capaci DI TESTIMONIARE GESU' NEL MONDO INTERO; così noi nel giorno della nostra Cresima abbiamo ricevuto lo Spirito Santo per essere TESTIMONI DI GESU' NELL'AMBIENTE IN CUI VIVIAMO. Tutti, di ciascuno di noi dovrebbero poter dire:
"PARLA COME PARLEREBBE GESU'; AGISCE COME AGIREBBE GESU'". E' lo stesso Gesù che ce lo chiede: "VI HO DATO L'ESEMPIO PERCHE' FACCIATE COME HO FATTO IO".
Sac. Salvatore Paparo
29 mag 2011
SESTA DOMENICA DI PASQUA A 29 MAGGIO 2011
22 mag 2011
QUINTA DOMENICA DI PASQUA A 22 MAGGIO 2011
OMELIA
Il Giovedi Santo, durante l'Ultima Cena, Gesù annunziò il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e la sua imminente partenza. Gli Apostoli rimasero turbati, e Gesù li incoraggiò ad avere fede in Dio e in Lui; in Lui che stava per andare nella casa del Padre a preparare un posto a ciascuno di loro. Gesù non li abbandona, anzi tornerà a prenderli con SE' PERCHE' DOV'E' LUI, SIANO ANCHE LORO.
Dando uno sguardo al nostro mondo contemporaneo, vediamo tante realtà negative che ci lasciano turbati come gli Apostoli durante l'Ultima Cena:
TERREMOTI che seppelliscono sotto le macerie delle case, tanti corpi umani;
GUERRE che seminano ovunque morte e distruzione;
SPOSI che disruggono il loro matrimonio con la separazione e con il divorzio;
FIGLI E FIGLIE segnati negativamente per sempre a causa del fallimento di vita dei loro genitori;
UOMINI che uccidono le loro mogli, i loro figli e poi si suicidono;
DONNE che uccidono i loro figli con l'aborto o subito dopo averli partoriti;
MILIONI E MILIONI DI BAMBINI E DI ADULTI che ogni anno muoiono di fame;
RICCHI che diventano sempre più ricchi sfruttando i poveri.
Queste e tantissime altre realtà negative ci lasciano turbati come gli Apostoli nel Cenacolo.
Ma non dobbiamo scoraggiarci; dobbiamo, invece, accogliere l'invito di Gesù ad aver fiducia in Dio Padre e in Lui. Illuminati dalla Parola di Dio, contenuta nella Sacra Scrittura, dobbiamo guardare con ottimismo IL TERZO MILLENNIO CHE ABBIAMO APPENA INIZIATO E CHE CI HA INTRODOTTO NELL'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE.
Leggiamo nel salmo 45: " (IL SIGNORE) FARA' CESSARE LE GUERRE SINO AI CONFINI DELLA TERRA". Il Salmo 46 afferma: "GUARDATE CHE COSA HA COMPIUTO IL SIGNORE, QUALI PRODIGI HA FATTO SULLA TERRA: IN TUTTO IL MONDO PONE FINE ALLE GUERRE". Finalmente si realizzzerà LA PACE MONDIALE MESSIANICA PROFETIZZATA DAL CORO ANGELICO SULLA GROTTA DI BETLEM:
"PACE IN TERRA AGLI UOMNI CHE DIO AMA".
Nel Terzo Millennio della Redenzione, I VARI MEMBRI CHE COMPONGONO LA FAMIGLIA SARANNO UNITI E FELICI: GLI SPOSI si ameranno tra di loro; I GENITORI ameranno i loro figli e le loro figlie; I FIGLI E LE FIGLIE ameranno i loro gemitori; i fratelli e le sorelle si ameranno tra di loro.
Nel Terzo Millennio della Redenzione si realizzerà anche la seguente profezia di Gesù:
"PADRE, (CHE I MIEI DISCEPOLI) SIANO UNA SOLA COSA, COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI' IL MONDO CREDERA' CHE TU MI HAI MANDATO".
La preghiera di Gesù, evidentemente, è stata esaudita dal Padre Celeste, e nel Terzo Millennio della Redenzione, IL MONDO INTERO, VEDENDO L'UNITA' DEI CRISTIANI, FRUTTO DEL LORO RECIPROCO AMORE FRATERNO, SI CONVINCERA' CHE GESU' E' L'UNICO SUO SALVATORE, E SI CONVERTIRA' A LUI.
Perchè ciò avvenga, però, E' NECESSARIO CHE LA CHIESA DI GESU' ATTUI NEL SUO SENO UNA PROFONDA PURIFICAZIONE. ALLO SCOPO E' INDISPENSABILE LA CONVOCAZIONE DI UN NUOVO CONCILIO ECUMENICO.
RIVOLGIAMO, PERTANTO, UNA SUPPLICA FIDUCIOSA E FILIALE A DIO PADRE, E A MARIA SANTISSIMA, MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU', PERCHE' VOGLIANO CONVINCERE IL PAPA BENEDETTO XVI A INDIRE IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Sac. Salvatore Paparo.
Il Giovedi Santo, durante l'Ultima Cena, Gesù annunziò il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e la sua imminente partenza. Gli Apostoli rimasero turbati, e Gesù li incoraggiò ad avere fede in Dio e in Lui; in Lui che stava per andare nella casa del Padre a preparare un posto a ciascuno di loro. Gesù non li abbandona, anzi tornerà a prenderli con SE' PERCHE' DOV'E' LUI, SIANO ANCHE LORO.
Dando uno sguardo al nostro mondo contemporaneo, vediamo tante realtà negative che ci lasciano turbati come gli Apostoli durante l'Ultima Cena:
TERREMOTI che seppelliscono sotto le macerie delle case, tanti corpi umani;
GUERRE che seminano ovunque morte e distruzione;
SPOSI che disruggono il loro matrimonio con la separazione e con il divorzio;
FIGLI E FIGLIE segnati negativamente per sempre a causa del fallimento di vita dei loro genitori;
UOMINI che uccidono le loro mogli, i loro figli e poi si suicidono;
DONNE che uccidono i loro figli con l'aborto o subito dopo averli partoriti;
MILIONI E MILIONI DI BAMBINI E DI ADULTI che ogni anno muoiono di fame;
RICCHI che diventano sempre più ricchi sfruttando i poveri.
Queste e tantissime altre realtà negative ci lasciano turbati come gli Apostoli nel Cenacolo.
Ma non dobbiamo scoraggiarci; dobbiamo, invece, accogliere l'invito di Gesù ad aver fiducia in Dio Padre e in Lui. Illuminati dalla Parola di Dio, contenuta nella Sacra Scrittura, dobbiamo guardare con ottimismo IL TERZO MILLENNIO CHE ABBIAMO APPENA INIZIATO E CHE CI HA INTRODOTTO NELL'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE.
Leggiamo nel salmo 45: " (IL SIGNORE) FARA' CESSARE LE GUERRE SINO AI CONFINI DELLA TERRA". Il Salmo 46 afferma: "GUARDATE CHE COSA HA COMPIUTO IL SIGNORE, QUALI PRODIGI HA FATTO SULLA TERRA: IN TUTTO IL MONDO PONE FINE ALLE GUERRE". Finalmente si realizzzerà LA PACE MONDIALE MESSIANICA PROFETIZZATA DAL CORO ANGELICO SULLA GROTTA DI BETLEM:
"PACE IN TERRA AGLI UOMNI CHE DIO AMA".
Nel Terzo Millennio della Redenzione, I VARI MEMBRI CHE COMPONGONO LA FAMIGLIA SARANNO UNITI E FELICI: GLI SPOSI si ameranno tra di loro; I GENITORI ameranno i loro figli e le loro figlie; I FIGLI E LE FIGLIE ameranno i loro gemitori; i fratelli e le sorelle si ameranno tra di loro.
Nel Terzo Millennio della Redenzione si realizzerà anche la seguente profezia di Gesù:
"PADRE, (CHE I MIEI DISCEPOLI) SIANO UNA SOLA COSA, COME IO E TU SIAMO UNA SOLA COSA. COSI' IL MONDO CREDERA' CHE TU MI HAI MANDATO".
La preghiera di Gesù, evidentemente, è stata esaudita dal Padre Celeste, e nel Terzo Millennio della Redenzione, IL MONDO INTERO, VEDENDO L'UNITA' DEI CRISTIANI, FRUTTO DEL LORO RECIPROCO AMORE FRATERNO, SI CONVINCERA' CHE GESU' E' L'UNICO SUO SALVATORE, E SI CONVERTIRA' A LUI.
Perchè ciò avvenga, però, E' NECESSARIO CHE LA CHIESA DI GESU' ATTUI NEL SUO SENO UNA PROFONDA PURIFICAZIONE. ALLO SCOPO E' INDISPENSABILE LA CONVOCAZIONE DI UN NUOVO CONCILIO ECUMENICO.
RIVOLGIAMO, PERTANTO, UNA SUPPLICA FIDUCIOSA E FILIALE A DIO PADRE, E A MARIA SANTISSIMA, MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU', PERCHE' VOGLIANO CONVINCERE IL PAPA BENEDETTO XVI A INDIRE IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Sac. Salvatore Paparo.
15 mag 2011
QUARTA DOMENICA DI PASQUA A 15 MAGGIO 2011
OMELIA
La Quarta Domenica di Pasqua è denominata "DOMENICA DEL BUON PASTORE".
Il brano evangelico di oggi Gesù lo imposta su quanto avveniva nel mondo pastorizio della Palestina di duemila anni fa.
Ogni sera i pastori raccoglievano i loro greggi in un grande ovile comune, sorvegliato, durante la notte da custodi, per impedire che i ladri o le belve feroci approfittassero delle tenebre per compiere furti o stragi.
La mattina, molto presto, i pastori si presentavano alla porta dell'ovile che veniva aperta. Ogni pastore faceva sentire distintamente la sua voce: i greggi allora uscivano e si portavano là dove la voce del pastore li chiamava. Le pecore ubbidivano solo al proprio pastore, e non solo non seguivano la voce di un estraneo, ma anche fuggivano da lui.
Gesù si definisce BUON PASTORE e afferma: "Tutti coloro che sono venuti prima di me sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltato. Il ladro viene solo per rubare, uccidere e distruggere. IO SONO VENUTO PERCHE' ABBIANO LA VITA E L'ABBIANO IN ABBONDANZA".
Gesù, il nostro Buon Pastore, è datore di vita. Noi, sue pecore, ossia suoi discepoli, dobbiamo seguire la sua voce e non la voce di coloro che ci sospingono a dare la morte. Ad esempio, non dobbiamo seguire la voce di coloro che considerano lecito l'aborto. L'aborto è il più grave peccato che si possa commettere contro il prossimo:
In primo luogo PERCHE' SI UCCIDE L'ESSERE PIU' IMPOTENTE: un esserino appena sbocciato alla vita, non è in grado di opporre alcuna resistenza alla violenza di un adulto.
In secondo luogo PERCHE' SI UCCIDE L'ESSSERE PIU' INNOCENTE: che male ha fatto il neo-concepito da meritare la pena di morte?
Infine, PERCHE' CHI UCCIDE IL NEO-COMCEPITO E' LA MAMMA: come il più grande atto di amore è DARE LA VITA; così il più alto tradimento dell'amore è TOGLIERE LA VITA.
Ascoltiamo ancora Gesù: " IO SONO IL BUON PASTORE, CONOSCO LE MIE PECORE E LE MIE PECORE CONOSCONO ME". Nel linguaggio biblico conoscere significa amare. Perciò Gesù ci dice che ci ama; e ci assicura che se noi siamo veramente suoi discepoli, riusciamo a ricambiargli l'amore, in modo pratico, vivendo come Lui è vissuto.
Facciamo un ultimo rilievo: dobbiamo essere molto grati verso Gesù, perchè Lui ha spinto il suo amore verso di noi fino al massimo grado: "IO SONO IL BUON PASTORE ED OFFRO LA MIA VITA PER LE MIE PECORE". Gesù si è fatto crocifiggere per la nostra salvezza, non perchè è stato obbligato da altri, ma perchè l'ha voluto Lui liberamente: "IO OFFRO LA MIA VITA PER POI RIPRENDERLA DI NUOVO. NESSUNO ME LA TOGLIE, MA LA OFFRO DA ME STESSO, PERCHE' HO IL POTERE DI OFFRIRLA E IL POTERE DI RIPRENDERLA DI NUOVO".
Ricambiare l'amore a Gesù per noi cristiani del terzo millennio assume un valore di particolare importanza perchè durante questo periodo di tempo si realizzerà finalmente la seguente profezia di Gesù: "HO ALTRE PECORE CHE NON SONO IN QUESTO GREGGE. ANCHE QUELLE IO DEVO GUIDARE. ASCOLTERANNO LA MIA VOCE E DIVENTERANNO UN SOLO GREGGE E UN SOLO PASTORE". Diventeranno un solo gregge composto da tutti gli uomini e da tutte le donne di questa terra; CI SARA' UN SOLO PASTORE: GESU' ".
GESU' BUON PASTORE, FA' CHE IL PAPA BENEDETTO XVI
NON ABBIA PAURA DI INDIRE IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Sac. Salvatore Paparo
La Quarta Domenica di Pasqua è denominata "DOMENICA DEL BUON PASTORE".
Il brano evangelico di oggi Gesù lo imposta su quanto avveniva nel mondo pastorizio della Palestina di duemila anni fa.
Ogni sera i pastori raccoglievano i loro greggi in un grande ovile comune, sorvegliato, durante la notte da custodi, per impedire che i ladri o le belve feroci approfittassero delle tenebre per compiere furti o stragi.
La mattina, molto presto, i pastori si presentavano alla porta dell'ovile che veniva aperta. Ogni pastore faceva sentire distintamente la sua voce: i greggi allora uscivano e si portavano là dove la voce del pastore li chiamava. Le pecore ubbidivano solo al proprio pastore, e non solo non seguivano la voce di un estraneo, ma anche fuggivano da lui.
Gesù si definisce BUON PASTORE e afferma: "Tutti coloro che sono venuti prima di me sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltato. Il ladro viene solo per rubare, uccidere e distruggere. IO SONO VENUTO PERCHE' ABBIANO LA VITA E L'ABBIANO IN ABBONDANZA".
Gesù, il nostro Buon Pastore, è datore di vita. Noi, sue pecore, ossia suoi discepoli, dobbiamo seguire la sua voce e non la voce di coloro che ci sospingono a dare la morte. Ad esempio, non dobbiamo seguire la voce di coloro che considerano lecito l'aborto. L'aborto è il più grave peccato che si possa commettere contro il prossimo:
In primo luogo PERCHE' SI UCCIDE L'ESSERE PIU' IMPOTENTE: un esserino appena sbocciato alla vita, non è in grado di opporre alcuna resistenza alla violenza di un adulto.
In secondo luogo PERCHE' SI UCCIDE L'ESSSERE PIU' INNOCENTE: che male ha fatto il neo-concepito da meritare la pena di morte?
Infine, PERCHE' CHI UCCIDE IL NEO-COMCEPITO E' LA MAMMA: come il più grande atto di amore è DARE LA VITA; così il più alto tradimento dell'amore è TOGLIERE LA VITA.
Ascoltiamo ancora Gesù: " IO SONO IL BUON PASTORE, CONOSCO LE MIE PECORE E LE MIE PECORE CONOSCONO ME". Nel linguaggio biblico conoscere significa amare. Perciò Gesù ci dice che ci ama; e ci assicura che se noi siamo veramente suoi discepoli, riusciamo a ricambiargli l'amore, in modo pratico, vivendo come Lui è vissuto.
Facciamo un ultimo rilievo: dobbiamo essere molto grati verso Gesù, perchè Lui ha spinto il suo amore verso di noi fino al massimo grado: "IO SONO IL BUON PASTORE ED OFFRO LA MIA VITA PER LE MIE PECORE". Gesù si è fatto crocifiggere per la nostra salvezza, non perchè è stato obbligato da altri, ma perchè l'ha voluto Lui liberamente: "IO OFFRO LA MIA VITA PER POI RIPRENDERLA DI NUOVO. NESSUNO ME LA TOGLIE, MA LA OFFRO DA ME STESSO, PERCHE' HO IL POTERE DI OFFRIRLA E IL POTERE DI RIPRENDERLA DI NUOVO".
Ricambiare l'amore a Gesù per noi cristiani del terzo millennio assume un valore di particolare importanza perchè durante questo periodo di tempo si realizzerà finalmente la seguente profezia di Gesù: "HO ALTRE PECORE CHE NON SONO IN QUESTO GREGGE. ANCHE QUELLE IO DEVO GUIDARE. ASCOLTERANNO LA MIA VOCE E DIVENTERANNO UN SOLO GREGGE E UN SOLO PASTORE". Diventeranno un solo gregge composto da tutti gli uomini e da tutte le donne di questa terra; CI SARA' UN SOLO PASTORE: GESU' ".
GESU' BUON PASTORE, FA' CHE IL PAPA BENEDETTO XVI
NON ABBIA PAURA DI INDIRE IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Sac. Salvatore Paparo
10 mag 2011
TERZA DOMENICA DI PASQUA A
OMELIA
Siamo alla terza domenica di Pasqua e la Liturgia della Parola insiste ancora sul Mistero Pasquale, ossia sulla Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.
Nella Prima Lettura San Pietro dice ai Giudei:
" (GESU') FU CONSEGNATO A VOI; VOI L'AVETE INCHIODATO SULLA CROCE PER MANO DI EMPI E L'AVETE UCCISO; MA DIO LO HA RISUSCITATO".
Nella Seconda Lettura è ancora San Pietro che parla:
"VOI FOSTE LIBERATI DALLA VOSTRA VUOTA CONDOTTA... CON IL SANGUE PREZIOSO DI CRISTO... ; DIO LO HA RISUSCITATO DAI MORTI E GLI HA DATO GLORIA".
Ma oggi è soprattutto la pagina evangelica, con il racconto del mirabile episodio dei due discepoli di Emmaus, CHE EVIDENZIA IL MISTERO PASQUALE.
I due discepoli di Emmaus sono dei delusi immersi in una tristezza angosciosa: essi avevano sperato tanto in Gesù Messia; ma si erano cullati in un falso messianismo: dal Messia Gesù si attendevano solo benefici materiali ed egoistici: la liberazione di Israele dal dominio romano e la conquista del mondo intero; per cui fu immensa la loro delusione quando videro Gesù sconfitto dai suoi nemici e umiliato con la morte in croce.
Persa, pertanto, ogni fiducia in Gesù, i due discepoli di Emmaus, sconsolati, abbandonarono la città di Gerusalemme per ritornare al loro villaggio di origine. Non credevano possibile la risurrezione di Gesù; e per questa loro incredulità i loro occhi erano offuscati e non riconobbero Gesù Risorto nel pellegrino unitosi ad essi lungo la strada che da Gerusalemme portava ad Emmaus. Però, si dimostrarono umili: infatti, accettarono senza lamentarsi il duro e meritato rimprovero del pellegrino: "VOI SIETE CORTI DI INTELLIGENZA E TARDI DI CUORE".
Di buon grado accettarono anche di farsi istruire dal pellegrino sul contenuto della Sacra Scrittura che aveva predetto fin nei suoi minimi particolari, che il Messia doveva soffrire molto, essere flagellato, ucciso in croce e risorgere il terzo giorno. Per questa loro buona disponibiltà interiore, il loro cuore ardeva di gioia mentre il pellegrino spiegava loro la Sacra Scrittura. Giunti ad Emmaus verso sera, durante la cena avvenne l'imprevedibile: il pellegrino prese del pane, fece la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai due discepoli dicendo loro: "PRENDETE E MANGIATE: QUESTO E' IL MIO CORPO". Finalmente i loro occhi si aprirono, e nel pellegrino RICONOBBERO GESU' RISORTO. Gesù, però, scomparve subito. I due discepoli, benchè notte, ricolmi di gioia, tornarono immediatamente a Gesrusalemme per riferire agli Apostoli l'eccezionale evento.
Gli Apostoli e le Prime Comunità Cristiane raccontavano spesso questo mirabile episodio, e lo raccontavano perchè esso contiene questo importante messaggio: la nostra fede, in situazioni particolarmnente difficili della nostra vita, può vacillare; possiamo, perfino, essere tentati di voltare le spalle a Gesù. Per superare felicemente la nostra tentazione dobbiamo, come i due discepoli di Emmaus, lasciarci illuminare dalla Parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura e partecipare al banchetto eucaristico. Ciò avviene particolarmente nella Santa Messa. E' nella Santa Messa, infatti, che il sacerdote, nel nome di Gesù, legge e spiega la Sacra Scrittura; è nella Santa Messa che il sacerdote rende presente GESU' RISORTO sotto le apparenze del pane e del vino, e lo dona ai fedeli presenti.
Dobbiamo rilevare, però, che per ottenere i benefici effetti della Santa Messa, non è sufficiente parteciparvi. E' necessario anche ascoltare la Parola di Dio con il vivo desiderio di comprenderla e di metterla in pratica; è necessario anche ricevere Gesù Eucaristico con le dovute disposizioni.
Nella Comunione Eucaristica Gesù viene a contatto fisico con noi per trasformarci in SE' come il fuoco trasforma in fuoco il ferro con il quale viene a contatto. Ma questa trasformazione Gesù la può effettuare solo se trova in noi un cuore pieno di fede, come lo trovò in quella donna che perdeva sangue da dodici anni e che aveva speso tutti i suoi soldi girando da un medico all'altro, senza ricavarne alcun giovamento. Finalmente trovò l'unica via di uscita: "BASTA CHE IO TOCCHI IL LEMBO DEL MANTELLO DI GESU', E GUARIRO". Toccò il lembo del mantello di Gesù, e guarì.
Se riceviamo Gesù Eucaristico con la stessa fede di questa donna, Gesù ci trasforma semre più in SE', noi diventiamo sempre più COME GESU', AMORE MISERICORDIOSO, AMORE COMPASSIONEVOLE, SOPRATTUTTO VERSO I POVERI, GLI EMARGINATI, I PECCATORI.
Sac. Salvatore Paparo
Siamo alla terza domenica di Pasqua e la Liturgia della Parola insiste ancora sul Mistero Pasquale, ossia sulla Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.
Nella Prima Lettura San Pietro dice ai Giudei:
" (GESU') FU CONSEGNATO A VOI; VOI L'AVETE INCHIODATO SULLA CROCE PER MANO DI EMPI E L'AVETE UCCISO; MA DIO LO HA RISUSCITATO".
Nella Seconda Lettura è ancora San Pietro che parla:
"VOI FOSTE LIBERATI DALLA VOSTRA VUOTA CONDOTTA... CON IL SANGUE PREZIOSO DI CRISTO... ; DIO LO HA RISUSCITATO DAI MORTI E GLI HA DATO GLORIA".
Ma oggi è soprattutto la pagina evangelica, con il racconto del mirabile episodio dei due discepoli di Emmaus, CHE EVIDENZIA IL MISTERO PASQUALE.
I due discepoli di Emmaus sono dei delusi immersi in una tristezza angosciosa: essi avevano sperato tanto in Gesù Messia; ma si erano cullati in un falso messianismo: dal Messia Gesù si attendevano solo benefici materiali ed egoistici: la liberazione di Israele dal dominio romano e la conquista del mondo intero; per cui fu immensa la loro delusione quando videro Gesù sconfitto dai suoi nemici e umiliato con la morte in croce.
Persa, pertanto, ogni fiducia in Gesù, i due discepoli di Emmaus, sconsolati, abbandonarono la città di Gerusalemme per ritornare al loro villaggio di origine. Non credevano possibile la risurrezione di Gesù; e per questa loro incredulità i loro occhi erano offuscati e non riconobbero Gesù Risorto nel pellegrino unitosi ad essi lungo la strada che da Gerusalemme portava ad Emmaus. Però, si dimostrarono umili: infatti, accettarono senza lamentarsi il duro e meritato rimprovero del pellegrino: "VOI SIETE CORTI DI INTELLIGENZA E TARDI DI CUORE".
Di buon grado accettarono anche di farsi istruire dal pellegrino sul contenuto della Sacra Scrittura che aveva predetto fin nei suoi minimi particolari, che il Messia doveva soffrire molto, essere flagellato, ucciso in croce e risorgere il terzo giorno. Per questa loro buona disponibiltà interiore, il loro cuore ardeva di gioia mentre il pellegrino spiegava loro la Sacra Scrittura. Giunti ad Emmaus verso sera, durante la cena avvenne l'imprevedibile: il pellegrino prese del pane, fece la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai due discepoli dicendo loro: "PRENDETE E MANGIATE: QUESTO E' IL MIO CORPO". Finalmente i loro occhi si aprirono, e nel pellegrino RICONOBBERO GESU' RISORTO. Gesù, però, scomparve subito. I due discepoli, benchè notte, ricolmi di gioia, tornarono immediatamente a Gesrusalemme per riferire agli Apostoli l'eccezionale evento.
Gli Apostoli e le Prime Comunità Cristiane raccontavano spesso questo mirabile episodio, e lo raccontavano perchè esso contiene questo importante messaggio: la nostra fede, in situazioni particolarmnente difficili della nostra vita, può vacillare; possiamo, perfino, essere tentati di voltare le spalle a Gesù. Per superare felicemente la nostra tentazione dobbiamo, come i due discepoli di Emmaus, lasciarci illuminare dalla Parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura e partecipare al banchetto eucaristico. Ciò avviene particolarmente nella Santa Messa. E' nella Santa Messa, infatti, che il sacerdote, nel nome di Gesù, legge e spiega la Sacra Scrittura; è nella Santa Messa che il sacerdote rende presente GESU' RISORTO sotto le apparenze del pane e del vino, e lo dona ai fedeli presenti.
Dobbiamo rilevare, però, che per ottenere i benefici effetti della Santa Messa, non è sufficiente parteciparvi. E' necessario anche ascoltare la Parola di Dio con il vivo desiderio di comprenderla e di metterla in pratica; è necessario anche ricevere Gesù Eucaristico con le dovute disposizioni.
Nella Comunione Eucaristica Gesù viene a contatto fisico con noi per trasformarci in SE' come il fuoco trasforma in fuoco il ferro con il quale viene a contatto. Ma questa trasformazione Gesù la può effettuare solo se trova in noi un cuore pieno di fede, come lo trovò in quella donna che perdeva sangue da dodici anni e che aveva speso tutti i suoi soldi girando da un medico all'altro, senza ricavarne alcun giovamento. Finalmente trovò l'unica via di uscita: "BASTA CHE IO TOCCHI IL LEMBO DEL MANTELLO DI GESU', E GUARIRO". Toccò il lembo del mantello di Gesù, e guarì.
Se riceviamo Gesù Eucaristico con la stessa fede di questa donna, Gesù ci trasforma semre più in SE', noi diventiamo sempre più COME GESU', AMORE MISERICORDIOSO, AMORE COMPASSIONEVOLE, SOPRATTUTTO VERSO I POVERI, GLI EMARGINATI, I PECCATORI.
Sac. Salvatore Paparo
7 mag 2011
SECONDA DOMENICA DI PASQUA
OMELIA
Il Corpo Risorto e Glorificato di Gesù non è più sottoposto ai limiti del nostro corpo ancora passibile e mortale. Così, ad esempio, può spostarsi da un luogo all'altro con la stessa velocità del pensiero; può attraversare gli ostacoli materiali. E' per questa capacità del suo Corpo Risorto che Gesù potè entrare nel Cenacolo attraverso i muri, lasciando chiuse le porte. E fece ciò per convincere gli Apostoli che Lui era veramente risorto. Innanzi tutto, Gesù comunicò loro la sua Pace: "PACE A VOI ". Insieme alla sua pace, Gesù comunicò agli Apostoli anche tanta serenità interiore e gioia. Ciònonostante gli Apostoli rimasero dubbiosi: non si trovavano forse dinanzi ad un fantasma piuttosto che dinanzi a Gesù Risorto? Gesù, scrutando i loro pensieri, li rassicurò:
"MA PERCHE' DUBITATE? SONO PROPRIO IO. UN FANTASMA NON HA CARNE ED OSSA COME LE HO IO: TOCCATEMI!". E per togliere ogni loro minimo dubbio, Gesù continuò: "AVETE QUALCOSA DA MANGIARE?". Gli Apostoli gli porsero del pesce arrostito, e Gesù lo mangiò davanti a loro.
Dopo aver convinto gli Apostoli che era veramente risorto, Gesù istituì il sacramento della Penitenza: "PACE A VOI! COME IL PADRE HA MANDATO ME, COSI' ANCH'IO MANDO VOI. RICEVETE LO SPIRITO SANTO: A CHI PERDONERETE I PECCATI, SARANNO PERDONATI; E A CHI NON PERDONERETE I PECCATI, RESTERANNO NON PERDONATI".
Il Padre Celeste mandò in questo mondo il Suo Figlio Unigenito Gesù per ridare la pace e la gioia agli uomini, perdonando i loro peccati. Durante la sua vita terrena, Gesù perdonò i peccati di persona; ma ora che lascia questo mondo e torna al Padre, affida questo sublime compito a degli uomini: i sacerdoti e i vescovi perdonano i peccati nel nome di Gesù, e ridanno ai peccatori la pace e la gioia.
A questo punto rileviamo che Tommaso, uno dei Dodici, non era presente quando Gesù Risorto apparve per la prima volta agli Apostoli, rinchiusi nel Cenacolo per paura dei Giudei. Misteriosamente Tommaso non accettò la testimonianza degli altri Apostoli. Si disse incredulo: avrebbe creduto solo se Gesù gli fosse apparso di persona; solo se avesse visto e toccato le sue mani e i suoi piedi, forati dai chiodi; il suo costato squarciato dalla lancia del soldato romano. Gesù, nella sua bontà, lo accontentò: dopo otto giorni apparve nuovamente agli Apostoli riuniti nel Cenacolo, presente Tommaso. Tommaso vide e toccò le mani e i piedi di Gesù, forati dai chiodi; vide e toccò il costato di Gesù, squarciato dalla lancia del soldato romano. Finalmente credette che Gesù era veramente risorto ed esclamò: "MIO SIGNORE E MIO DIO! ".
Le parole conclusive di Gesù hanno un profondo significato:
"TOMMASO, TU HAI CREDUTO PERCHE' MI HAI VISTO! BEATI COLORO CHE , PUR NON AVENDOMI VISTO, CREDERANNO".
Dal momento della Pentecoste, dal momento, cioè, in cui lo Spirito Santo prese pieno possesso degli Apostoli, questi incominciarono a testimoniare Gesù RISORTO. Le persone rette, pur non avendolo visto, credettero in Gesù RISORTO e furono beate. Allora incominciò la lunga e ininterrotta catena che di generazione in generazione tramandò, lungo i secoli, la lieta notizia che Gesù è veramente RISORTO e che un giorno RISORGEREMO anche noi come Gesù.
I nostri antenati sono stati beati perchè hanno creduto che Gesù è risorto, pur non avendolo visto. Anche noi siamo beati perchè, come i nostri antenati, crediamo che Gesù è risorto, pur non avendolo visto.
Concludiamo ricordando la promessa di Gesù: "CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, AVRA' LA VITA ETERNA, E IO LO RISUSCITERO' NELL'ULTIMO GIORNO".
Sac. Salvatore Paparo
Il Corpo Risorto e Glorificato di Gesù non è più sottoposto ai limiti del nostro corpo ancora passibile e mortale. Così, ad esempio, può spostarsi da un luogo all'altro con la stessa velocità del pensiero; può attraversare gli ostacoli materiali. E' per questa capacità del suo Corpo Risorto che Gesù potè entrare nel Cenacolo attraverso i muri, lasciando chiuse le porte. E fece ciò per convincere gli Apostoli che Lui era veramente risorto. Innanzi tutto, Gesù comunicò loro la sua Pace: "PACE A VOI ". Insieme alla sua pace, Gesù comunicò agli Apostoli anche tanta serenità interiore e gioia. Ciònonostante gli Apostoli rimasero dubbiosi: non si trovavano forse dinanzi ad un fantasma piuttosto che dinanzi a Gesù Risorto? Gesù, scrutando i loro pensieri, li rassicurò:
"MA PERCHE' DUBITATE? SONO PROPRIO IO. UN FANTASMA NON HA CARNE ED OSSA COME LE HO IO: TOCCATEMI!". E per togliere ogni loro minimo dubbio, Gesù continuò: "AVETE QUALCOSA DA MANGIARE?". Gli Apostoli gli porsero del pesce arrostito, e Gesù lo mangiò davanti a loro.
Dopo aver convinto gli Apostoli che era veramente risorto, Gesù istituì il sacramento della Penitenza: "PACE A VOI! COME IL PADRE HA MANDATO ME, COSI' ANCH'IO MANDO VOI. RICEVETE LO SPIRITO SANTO: A CHI PERDONERETE I PECCATI, SARANNO PERDONATI; E A CHI NON PERDONERETE I PECCATI, RESTERANNO NON PERDONATI".
Il Padre Celeste mandò in questo mondo il Suo Figlio Unigenito Gesù per ridare la pace e la gioia agli uomini, perdonando i loro peccati. Durante la sua vita terrena, Gesù perdonò i peccati di persona; ma ora che lascia questo mondo e torna al Padre, affida questo sublime compito a degli uomini: i sacerdoti e i vescovi perdonano i peccati nel nome di Gesù, e ridanno ai peccatori la pace e la gioia.
A questo punto rileviamo che Tommaso, uno dei Dodici, non era presente quando Gesù Risorto apparve per la prima volta agli Apostoli, rinchiusi nel Cenacolo per paura dei Giudei. Misteriosamente Tommaso non accettò la testimonianza degli altri Apostoli. Si disse incredulo: avrebbe creduto solo se Gesù gli fosse apparso di persona; solo se avesse visto e toccato le sue mani e i suoi piedi, forati dai chiodi; il suo costato squarciato dalla lancia del soldato romano. Gesù, nella sua bontà, lo accontentò: dopo otto giorni apparve nuovamente agli Apostoli riuniti nel Cenacolo, presente Tommaso. Tommaso vide e toccò le mani e i piedi di Gesù, forati dai chiodi; vide e toccò il costato di Gesù, squarciato dalla lancia del soldato romano. Finalmente credette che Gesù era veramente risorto ed esclamò: "MIO SIGNORE E MIO DIO! ".
Le parole conclusive di Gesù hanno un profondo significato:
"TOMMASO, TU HAI CREDUTO PERCHE' MI HAI VISTO! BEATI COLORO CHE , PUR NON AVENDOMI VISTO, CREDERANNO".
Dal momento della Pentecoste, dal momento, cioè, in cui lo Spirito Santo prese pieno possesso degli Apostoli, questi incominciarono a testimoniare Gesù RISORTO. Le persone rette, pur non avendolo visto, credettero in Gesù RISORTO e furono beate. Allora incominciò la lunga e ininterrotta catena che di generazione in generazione tramandò, lungo i secoli, la lieta notizia che Gesù è veramente RISORTO e che un giorno RISORGEREMO anche noi come Gesù.
I nostri antenati sono stati beati perchè hanno creduto che Gesù è risorto, pur non avendolo visto. Anche noi siamo beati perchè, come i nostri antenati, crediamo che Gesù è risorto, pur non avendolo visto.
Concludiamo ricordando la promessa di Gesù: "CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, AVRA' LA VITA ETERNA, E IO LO RISUSCITERO' NELL'ULTIMO GIORNO".
Sac. Salvatore Paparo
3 mag 2011
PREGHIERA AL NEO-BEATO PAPA GIOVANNI PAOLO II
Beato Papa Giovanni Paolo II, tu sei stato un umile e prezioso strumento di redenzione della Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo; nell'esercizio del tuo Ministero Petrino hai generosamente imitato Gesù, appassionato del Regno di Dio, Profeta itinerante; hai girato il mondo ed ovunque hai fatto sentire la presenza paterna di Dio Padre, la tenerezza del medico dei peccatori Gesù, l'azione santificatrice dello Spirito Santo.
Tu hai introdotto la Chiesa nel Terzo Millennio della Redenzione in cui noi uomini incominciamo a godere il lunghissimo periodo di PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; in cui il Regno di Dio si realizzerà in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra CHE PREPARANO I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA.
NELL'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE GIA' AGLI ALBORI, GESU' SARA' RICONOSCIUTO DA TUTTI I POPOLI COME UNICO SALVATORE DEL MONDO.
Beato Papa Giovanni Paolo II, Tu sai, però, che la Chiesa ha bisogno di una grande purificazione perchè presenti IL VERO VOLTO DI GESU' che irresistibilmente attira a SE' tutti i retti di cuore. Allo scopo è indispensabile che si indica e si celebri IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Ti supplico, pertanto, di ottenere dalla Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, la grazia CHE IL PAPA BENEDETTO XVI INDICA IL NUOVO INDISPENSABILE CONCILIO ECUMENICO.
OTTENGA LA MEDESIMA GRAZIA MARIA SANTISSIMA, LA MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU'.
Sac. Salvatore Paparo
Cintano 3 maggio 2011
Tu hai introdotto la Chiesa nel Terzo Millennio della Redenzione in cui noi uomini incominciamo a godere il lunghissimo periodo di PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; in cui il Regno di Dio si realizzerà in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra CHE PREPARANO I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA.
NELL'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE GIA' AGLI ALBORI, GESU' SARA' RICONOSCIUTO DA TUTTI I POPOLI COME UNICO SALVATORE DEL MONDO.
Beato Papa Giovanni Paolo II, Tu sai, però, che la Chiesa ha bisogno di una grande purificazione perchè presenti IL VERO VOLTO DI GESU' che irresistibilmente attira a SE' tutti i retti di cuore. Allo scopo è indispensabile che si indica e si celebri IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
Ti supplico, pertanto, di ottenere dalla Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, la grazia CHE IL PAPA BENEDETTO XVI INDICA IL NUOVO INDISPENSABILE CONCILIO ECUMENICO.
OTTENGA LA MEDESIMA GRAZIA MARIA SANTISSIMA, LA MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU'.
Sac. Salvatore Paparo
Cintano 3 maggio 2011
SECONDA DOMENICA DI PASQUA A
OMELIA
Il Corpo Risorto e Glorificato di Gesù non è più sottoposto ai limiti del nostro corpo ancora passibile e mortale: così, ad esempio, può spostarsi da un luogo all'altro con la stessa velocità del pensiero; può attraversare gli ostacoli materiali. E' per questa capacità del suo Corpo Risorto che Gesù potè entrare nel cenacolo attraverso i muri, lasciando chiuse le porte. E fece ciò per convincere gli Apostoli che Lui era veramente risorto. Innanzi tutto, Gesù comunicò loro la sua pace: "PACE A VOI". Insieme alla pace Gesù comunicò agli Apostoli tanta serenità interiore e gioia. Ciònonostante gli Apostoli rimasero dubbiosi: non si trovavano forse dinanzi ad un fantasma
piuttosto che dinanzi a Gesù Risorto? Gesù, scrutando i loro pensieri, li rassicurò: "MA PERCHE' DUBITATE? SONO PROPRIO IO. UN FANTASMA NON HA CARNE E OSSA COME LE HO IO: TOCCATEMI". E per togliere loro ogni residuo dubbio, Gesù domandò: "AVETE QUALCOSA DA MANGIARE?". Gli Apostoli gli porsero del pesce arrostito e Gesù lo mangiò davanti a loro.
Dopo avere convinto gli Apostoli che era veramente risorto, Gesù istituì il sacramento della penitenza: "PACE A VOI! COME IL PADRE HA MANDATO ME, COSI' ANCH'IO MANDO VOI. RICEVETE LO SPIRITO SANTO: A CHI PERDONERETE I PECCATI, SARANNO PERDONATI; E A CHI NON PERDONERETE I PECCATI, RESTERANNO NON PERDONATI".
Il Padre Celeste mandò in questo mondo il suo Unigenito Figlio Gesù per ridare la pace e la gioia agli uomini, perdonando i loro peccati. Durante la sua vita terrena, Gesù perdonò i peccati di persona; ma ora che lascia e torna al Padre, affida questo sublime compito a degli uomini: i vescovi e i sacerdoti perdonano i peccati nel nome di Gesù, e ridanno ai peccatori la pace e la gioia.
A questo punto rileviamo che Tommaso non era presente quando Gesù Risorto apparve per la prima volta agli Apostoli rinchiusi nel cenacolo per paura dei Giudei. Misteriosamente Tommaso non accettò la testimonianza degli altri Apostoli: si disse incredulo: avrebbbe creduto solo se Gesù gli fosse apparso di persona; solo se avesse visto e toccato le sue mani e i suoi piedi forati dai chiodi; solo se avesse visto e toccato il suo costato squarciato dalla lancia del soldato romano. Gesù nella sua bontà lo accontentò, e dopo otto giorni comparve nuovamente agli Apostoli riuniti nel cenacolo, presente Tommaso. Tommaso vide e toccò la mani e i piedi di Gesù forati dai chiodi; vide e toccò il costato di Gesù, squarciato dalla lancia del soldato romano, e finalmente credette che Gesù era veramente risorto, ed esclamò: "MIO SIGNORE E MIO DIO! ".
Le parole conclusive di Gesù hanno un profondo significato: "TOMMASO, TU HAI CREDUTO PERCHE' MI HAI VEDUTO! BEATI COLORO CHE PUR NON AVENDO VISTO, CREDERANNO".
Dal momento della Pentecoste, dal monento cioè in cui lo Spirito Santo prese pieno possesso degli Apostoli, questi incominciarono a testimoniare GESU' RISORTO: le persone rette, pur non avendo visto Gesù Risorto, credettero e furono beate. Allora incominciò la lunga e ininterrotta catena che di generazione in generazione tramandò la lieta notizia che Gesù è veramente risorto e che un giorno risorgeremo anche noi come Gesù. I nostri antenati sono stati beati perchè hanno creduto che Gesù è risorto, pur non avendolo visto; anche noi siamo beati perchè, come i nostri antenati, crediamo che Gesù è risorto, pur non avendolo visto.
Concludiamo ricordando la promessa di Gesù: "CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, AVRA' LA VITA ETERNA, ED IO LO RISUSCITERO' NELL'ULTIMO GIORNO".
Sac. Salvatore Paparo
Il Corpo Risorto e Glorificato di Gesù non è più sottoposto ai limiti del nostro corpo ancora passibile e mortale: così, ad esempio, può spostarsi da un luogo all'altro con la stessa velocità del pensiero; può attraversare gli ostacoli materiali. E' per questa capacità del suo Corpo Risorto che Gesù potè entrare nel cenacolo attraverso i muri, lasciando chiuse le porte. E fece ciò per convincere gli Apostoli che Lui era veramente risorto. Innanzi tutto, Gesù comunicò loro la sua pace: "PACE A VOI". Insieme alla pace Gesù comunicò agli Apostoli tanta serenità interiore e gioia. Ciònonostante gli Apostoli rimasero dubbiosi: non si trovavano forse dinanzi ad un fantasma
piuttosto che dinanzi a Gesù Risorto? Gesù, scrutando i loro pensieri, li rassicurò: "MA PERCHE' DUBITATE? SONO PROPRIO IO. UN FANTASMA NON HA CARNE E OSSA COME LE HO IO: TOCCATEMI". E per togliere loro ogni residuo dubbio, Gesù domandò: "AVETE QUALCOSA DA MANGIARE?". Gli Apostoli gli porsero del pesce arrostito e Gesù lo mangiò davanti a loro.
Dopo avere convinto gli Apostoli che era veramente risorto, Gesù istituì il sacramento della penitenza: "PACE A VOI! COME IL PADRE HA MANDATO ME, COSI' ANCH'IO MANDO VOI. RICEVETE LO SPIRITO SANTO: A CHI PERDONERETE I PECCATI, SARANNO PERDONATI; E A CHI NON PERDONERETE I PECCATI, RESTERANNO NON PERDONATI".
Il Padre Celeste mandò in questo mondo il suo Unigenito Figlio Gesù per ridare la pace e la gioia agli uomini, perdonando i loro peccati. Durante la sua vita terrena, Gesù perdonò i peccati di persona; ma ora che lascia e torna al Padre, affida questo sublime compito a degli uomini: i vescovi e i sacerdoti perdonano i peccati nel nome di Gesù, e ridanno ai peccatori la pace e la gioia.
A questo punto rileviamo che Tommaso non era presente quando Gesù Risorto apparve per la prima volta agli Apostoli rinchiusi nel cenacolo per paura dei Giudei. Misteriosamente Tommaso non accettò la testimonianza degli altri Apostoli: si disse incredulo: avrebbbe creduto solo se Gesù gli fosse apparso di persona; solo se avesse visto e toccato le sue mani e i suoi piedi forati dai chiodi; solo se avesse visto e toccato il suo costato squarciato dalla lancia del soldato romano. Gesù nella sua bontà lo accontentò, e dopo otto giorni comparve nuovamente agli Apostoli riuniti nel cenacolo, presente Tommaso. Tommaso vide e toccò la mani e i piedi di Gesù forati dai chiodi; vide e toccò il costato di Gesù, squarciato dalla lancia del soldato romano, e finalmente credette che Gesù era veramente risorto, ed esclamò: "MIO SIGNORE E MIO DIO! ".
Le parole conclusive di Gesù hanno un profondo significato: "TOMMASO, TU HAI CREDUTO PERCHE' MI HAI VEDUTO! BEATI COLORO CHE PUR NON AVENDO VISTO, CREDERANNO".
Dal momento della Pentecoste, dal monento cioè in cui lo Spirito Santo prese pieno possesso degli Apostoli, questi incominciarono a testimoniare GESU' RISORTO: le persone rette, pur non avendo visto Gesù Risorto, credettero e furono beate. Allora incominciò la lunga e ininterrotta catena che di generazione in generazione tramandò la lieta notizia che Gesù è veramente risorto e che un giorno risorgeremo anche noi come Gesù. I nostri antenati sono stati beati perchè hanno creduto che Gesù è risorto, pur non avendolo visto; anche noi siamo beati perchè, come i nostri antenati, crediamo che Gesù è risorto, pur non avendolo visto.
Concludiamo ricordando la promessa di Gesù: "CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO SANGUE, AVRA' LA VITA ETERNA, ED IO LO RISUSCITERO' NELL'ULTIMO GIORNO".
Sac. Salvatore Paparo
24 apr 2011
PASQUA DI RISURREZIONE 24 APRILE 2011
OMELIA
Chi è Gesù? Gesù è il Figlio Unigenito di Dio Padre che si è umiliato fino ad assumere tutte le debolezze dell'uomo, escluso il peccato.
Gesù è venuto in questo mondo per realizzare il Regno di Dio Padre: Dio Padre è un Dio misericordioso, un Dio compassionevole che soffre perchè i suoi figlioli hanno peccato, e per il loro peccato sono sofferenti. Dio Padre ama tutti i suoi figlioli, i suoi figlioli buoni e i suoi figlioli cattivi, e per tutti loro fa sorgere il suo sole e fa piovere.
Gesù è venuto a dirci che Dio Padre non giudica, non condanna, non castiga nessuno e che i suoi prediletti sono i poveri, gli esclusi da coloro che si credono giusti. Dio Padre ama i peccatori e tutti coloro che dai benpensanti vengono considerati degni di biasimo.
Gesù predicando il Regno di Dio si è scagliato contro i sommi sacerdoti del suo tempo perchè essi erano uomini che spadroneggiavano sulle persone, uomini che amavano il potere e che per conservare il loro potere non temevano di ammassare ricchezze sfruttando i poveri. I sommi sacerdoti di duemila anni fa hanno capito bene che Gesù li combatteva e anzichè accogliere il suo invito alla conversione, lo hanno eliminato appendendolo a una croce. Ma Dio Padre lo ha risuscitato e lo ha glorificato: il vincitore, pertanto, è Gesù, non sono i suoi nemici, non sono i suoi crocifissori.
Con la risurrezione di Gesù è iniziata l'epoca della redenzione umana: nei primi due millenni noi uomini abbiamo partecipato soprattutto alla passione e alla morte di Gesù.Ora che siamo entrati nel terzo millennio della redenzione, però, dinanzi a noi si apre il lunghissimo periodo di tempo in cui godremo i benefici frutti della passione, della morte e della risurrezione di Gesù: godremo la pace e il benessere mondiali messianici; il Regno di Dio inaugurato da Gesù duemila anni fa si realizzerà in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra che gradualmente preparano i Cieli Nuovi e la Terra Nuova profetizzati dai servi di Dio; si realizzerà l'Età Aurea della Redenzione, fondata sulla santità della famiglia, creata ad immagine e somiglianza della famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo; e redenta con la passione, la morte , la risurrezione di Gesù, con la singolare cooperazione di Maria Santissima, mamma del Corpo Mistico di Gesù.
Oggi è Pasqua: Gesù è veramente risorto. Noi dobbiamo risorgere con Lui rinnegando il nostro peccato e vivendo la vita di Dio nostro Padre che è una vita di amore. Il nostro amore dobbiamo dimostrarlo praticamente beneficando, nei limiti del nostro possibile, tutti senza escludere nessuno, neanche i nostri nemici. Non dobbiamo, inoltre, giudicare nè condannare nessuno: tutti siamo figli di Dio Amore Misericordioso che comprende le nostre debolezze e ci offre il suo perdono, non perchè noi lo meritiamo, ma perchè Lui è compassionevole e noi ne siamo bisognosi.
Gesù Risorto ci conceda il privilegio di essere con Lui costruttori della pace e del benessere mondiali messianici, amandoci gli uni gli altri come lui ci ha amato.
Sac. Salvatore Paparo
Chi è Gesù? Gesù è il Figlio Unigenito di Dio Padre che si è umiliato fino ad assumere tutte le debolezze dell'uomo, escluso il peccato.
Gesù è venuto in questo mondo per realizzare il Regno di Dio Padre: Dio Padre è un Dio misericordioso, un Dio compassionevole che soffre perchè i suoi figlioli hanno peccato, e per il loro peccato sono sofferenti. Dio Padre ama tutti i suoi figlioli, i suoi figlioli buoni e i suoi figlioli cattivi, e per tutti loro fa sorgere il suo sole e fa piovere.
Gesù è venuto a dirci che Dio Padre non giudica, non condanna, non castiga nessuno e che i suoi prediletti sono i poveri, gli esclusi da coloro che si credono giusti. Dio Padre ama i peccatori e tutti coloro che dai benpensanti vengono considerati degni di biasimo.
Gesù predicando il Regno di Dio si è scagliato contro i sommi sacerdoti del suo tempo perchè essi erano uomini che spadroneggiavano sulle persone, uomini che amavano il potere e che per conservare il loro potere non temevano di ammassare ricchezze sfruttando i poveri. I sommi sacerdoti di duemila anni fa hanno capito bene che Gesù li combatteva e anzichè accogliere il suo invito alla conversione, lo hanno eliminato appendendolo a una croce. Ma Dio Padre lo ha risuscitato e lo ha glorificato: il vincitore, pertanto, è Gesù, non sono i suoi nemici, non sono i suoi crocifissori.
Con la risurrezione di Gesù è iniziata l'epoca della redenzione umana: nei primi due millenni noi uomini abbiamo partecipato soprattutto alla passione e alla morte di Gesù.Ora che siamo entrati nel terzo millennio della redenzione, però, dinanzi a noi si apre il lunghissimo periodo di tempo in cui godremo i benefici frutti della passione, della morte e della risurrezione di Gesù: godremo la pace e il benessere mondiali messianici; il Regno di Dio inaugurato da Gesù duemila anni fa si realizzerà in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra che gradualmente preparano i Cieli Nuovi e la Terra Nuova profetizzati dai servi di Dio; si realizzerà l'Età Aurea della Redenzione, fondata sulla santità della famiglia, creata ad immagine e somiglianza della famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo; e redenta con la passione, la morte , la risurrezione di Gesù, con la singolare cooperazione di Maria Santissima, mamma del Corpo Mistico di Gesù.
Oggi è Pasqua: Gesù è veramente risorto. Noi dobbiamo risorgere con Lui rinnegando il nostro peccato e vivendo la vita di Dio nostro Padre che è una vita di amore. Il nostro amore dobbiamo dimostrarlo praticamente beneficando, nei limiti del nostro possibile, tutti senza escludere nessuno, neanche i nostri nemici. Non dobbiamo, inoltre, giudicare nè condannare nessuno: tutti siamo figli di Dio Amore Misericordioso che comprende le nostre debolezze e ci offre il suo perdono, non perchè noi lo meritiamo, ma perchè Lui è compassionevole e noi ne siamo bisognosi.
Gesù Risorto ci conceda il privilegio di essere con Lui costruttori della pace e del benessere mondiali messianici, amandoci gli uni gli altri come lui ci ha amato.
Sac. Salvatore Paparo
21 apr 2011
GIOVEDI SANTO 2011
OMELIA
Gesù iniziò l'Ultima Cena con un gesto che, in un primo momento, suscitò sconcerto nel cuore degli Apostoli. Come l'ultimo dei servi, Lui, il Maestro e il Signore, si inginocchiò e lavò i piedi ai suoi discepoli. Era un gesto simbolico che esprimeva il comportamento pratico tenuto in tutta la sua vita da Gesù, e da Lui varie volte messo in rilievo con queste parole: "IO NON SONO VENUTO IN QUESTO MONDO PER ESSERE SERVITO, MA PER SERVIRE E DARE LA MIA VITA PER TUTTI". Servire significa dare qualcosa di sè agli altri. Il massimo servizio che si può fare è offrire la propria vita a vantaggio degli altri. E' quanto Gesù si accingeva a fare: Egli stava per affrontare la sua Passione e la sua Morte per noi; Passione e Morte che avrebbero fruttificato la sua e la nostra GLORIOSA RISURREZIONE. Questo mistero di passione, di morte e di RISURREZIONE, Gesù lo volle perpetuare istituendo la Santa Messa durante l'Ultima Cena:
"PRENDETE E MANGIATE: QUESTO E' IL MIO CORPO OFFERTO PER VOI". "PRENDETE E BEVETE: QUESTO E' IL MIO SANGUE SPARSO PER VOI". "FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME".
Ricevere l'Eucarestia significa amare Gesù; dire grazie a Gesù per il suo eroico gesto compiuto per noi: significa, infine, imparare da Gesù a servire gli altri. Il Giovedi Santo ci deve fare riflettere seriamente perchè, purtroppo, anzichè vivere per gli altri, spesso viviamo solo per noi, o tutt'al più, anche per la nostra famiglia. Pertanto, Gesù giustamente ci ripete: "SE IO IL MAESTRO E IL SIGNORE HO AGITO COSI'; ANCHE VOI MIEI DISCEPOLI DOVETE AGIRE COME HO AGITO IO" VOI COME ME NON SIETE VENUTI IN QUESTO MONDO PER ESSERE SERVITI, MA PER SERVIRE E DARE LA VOSTRA VITA PER GLI ALTRI".
Nessuno di noi può esimersi dal servire gli altri, dal mettersi a disposizione degli altri, dall'andare incontro ai bisogni degli altri. Dobbiamo notare, però, che non siamo chiamati a servire gli altri tutti allo stesso modo: ciascuno di noi, infatti, ha i suoi doni ricevuti da Dio, ed è con questi nostri doni ricevuti da Dio, che dobbiamo servire gli altri,; non con i doni che gli altri hanno ricevuto da Dio; così come, ad esempio, la mano non può pretendere di servire l'intero corpo come lo serve l'occhio: e. viceversa, l'occhio non può pretendere di servire l'intero corpo come lo serve la mano. Se non teniamo presente questo, corriamo il rischio di misurare gli altri con noi stessi, e se essi non fanno il bene che facciamo noi, facilmente li critichiamo e li disprezziamo. In altre parole, facilmente cadiamo nel fariseismo. Il fariseo agisce con superbia: ha lenti di ingrandimento per esagerare la portata del bene che fa; ed ha occhiali oscuri per non vedere il bene che fanno gli altri. Il nostro servizio, invece, deve essere UMILE: "QUANDO FAI IL BENE, ci ammonisce Gesù, LA TUA DESTRA NON SAPPIA QUELLO CHE FA LA TUA SINISTRA; QUANDO FAI IL BENE, NON SUONARE LA TROMBA PER ATTIRARE SU DI TE LA LODE UMANA, MA AGISCI PER LA GLORIA DEL PADRE CELESTE, DATORE DI OGNI BENE".
A questo punto sottolineamo la necessità che abbiamo di partecipare alla Santa Messa e al Banchetto Eucaristico. Sant'Agostino si rivolgeva così a Gesù: "QUANDO IO MANGIO IL PANE E BEVO IL VINO MATERIALI, MUTO IL PANE E IL VINO NELLA MIA CARNE E NEL MIO SANGUE; INVECE, QUANDO IO MANGIO LA TUA CARNE E BEVO IL TUO SANGUE, NON SONO IO CHE MUTO TE IN ME, MA SEI TU CHE MUTI ME IN TE".
Proprio così: facendo la Comunione Eucaristica, Gesù ci trasforma, ci rende sempre più simili a SE'. E poichè Gesù è amore che si dona agli altri per togliere le loro sofferenze e per comunicare loro la sua felicità; anche noi, facendo la Comunione Eucaristica, diventiamo sempre più amore e sempre più ci doniamo agli altri per togliere le loro sofferenze e comunicare loro la felicità.
Gesù iniziò l'Ultima Cena con un gesto che, in un primo momento, suscitò sconcerto nel cuore degli Apostoli. Come l'ultimo dei servi, Lui, il Maestro e il Signore, si inginocchiò e lavò i piedi ai suoi discepoli. Era un gesto simbolico che esprimeva il comportamento pratico tenuto in tutta la sua vita da Gesù, e da Lui varie volte messo in rilievo con queste parole: "IO NON SONO VENUTO IN QUESTO MONDO PER ESSERE SERVITO, MA PER SERVIRE E DARE LA MIA VITA PER TUTTI". Servire significa dare qualcosa di sè agli altri. Il massimo servizio che si può fare è offrire la propria vita a vantaggio degli altri. E' quanto Gesù si accingeva a fare: Egli stava per affrontare la sua Passione e la sua Morte per noi; Passione e Morte che avrebbero fruttificato la sua e la nostra GLORIOSA RISURREZIONE. Questo mistero di passione, di morte e di RISURREZIONE, Gesù lo volle perpetuare istituendo la Santa Messa durante l'Ultima Cena:
"PRENDETE E MANGIATE: QUESTO E' IL MIO CORPO OFFERTO PER VOI". "PRENDETE E BEVETE: QUESTO E' IL MIO SANGUE SPARSO PER VOI". "FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME".
Ricevere l'Eucarestia significa amare Gesù; dire grazie a Gesù per il suo eroico gesto compiuto per noi: significa, infine, imparare da Gesù a servire gli altri. Il Giovedi Santo ci deve fare riflettere seriamente perchè, purtroppo, anzichè vivere per gli altri, spesso viviamo solo per noi, o tutt'al più, anche per la nostra famiglia. Pertanto, Gesù giustamente ci ripete: "SE IO IL MAESTRO E IL SIGNORE HO AGITO COSI'; ANCHE VOI MIEI DISCEPOLI DOVETE AGIRE COME HO AGITO IO" VOI COME ME NON SIETE VENUTI IN QUESTO MONDO PER ESSERE SERVITI, MA PER SERVIRE E DARE LA VOSTRA VITA PER GLI ALTRI".
Nessuno di noi può esimersi dal servire gli altri, dal mettersi a disposizione degli altri, dall'andare incontro ai bisogni degli altri. Dobbiamo notare, però, che non siamo chiamati a servire gli altri tutti allo stesso modo: ciascuno di noi, infatti, ha i suoi doni ricevuti da Dio, ed è con questi nostri doni ricevuti da Dio, che dobbiamo servire gli altri,; non con i doni che gli altri hanno ricevuto da Dio; così come, ad esempio, la mano non può pretendere di servire l'intero corpo come lo serve l'occhio: e. viceversa, l'occhio non può pretendere di servire l'intero corpo come lo serve la mano. Se non teniamo presente questo, corriamo il rischio di misurare gli altri con noi stessi, e se essi non fanno il bene che facciamo noi, facilmente li critichiamo e li disprezziamo. In altre parole, facilmente cadiamo nel fariseismo. Il fariseo agisce con superbia: ha lenti di ingrandimento per esagerare la portata del bene che fa; ed ha occhiali oscuri per non vedere il bene che fanno gli altri. Il nostro servizio, invece, deve essere UMILE: "QUANDO FAI IL BENE, ci ammonisce Gesù, LA TUA DESTRA NON SAPPIA QUELLO CHE FA LA TUA SINISTRA; QUANDO FAI IL BENE, NON SUONARE LA TROMBA PER ATTIRARE SU DI TE LA LODE UMANA, MA AGISCI PER LA GLORIA DEL PADRE CELESTE, DATORE DI OGNI BENE".
A questo punto sottolineamo la necessità che abbiamo di partecipare alla Santa Messa e al Banchetto Eucaristico. Sant'Agostino si rivolgeva così a Gesù: "QUANDO IO MANGIO IL PANE E BEVO IL VINO MATERIALI, MUTO IL PANE E IL VINO NELLA MIA CARNE E NEL MIO SANGUE; INVECE, QUANDO IO MANGIO LA TUA CARNE E BEVO IL TUO SANGUE, NON SONO IO CHE MUTO TE IN ME, MA SEI TU CHE MUTI ME IN TE".
Proprio così: facendo la Comunione Eucaristica, Gesù ci trasforma, ci rende sempre più simili a SE'. E poichè Gesù è amore che si dona agli altri per togliere le loro sofferenze e per comunicare loro la sua felicità; anche noi, facendo la Comunione Eucaristica, diventiamo sempre più amore e sempre più ci doniamo agli altri per togliere le loro sofferenze e comunicare loro la felicità.
19 apr 2011
CARISSIMO DON PIETRO ZIVNY
Grazie per la tua bella e-mail e l'invio delle foto che ho potuto ammirare con gioia e che mi suggeriscono alcuni pensieri che ti esprimo fraternamente e semplicemente:
1. Il nostro incontro è avvenuto il 2 aprile 2011, sesto anniversario della morte del prossimo beato
Papa Giovanni Paolo II (t'invito a rileggere quanto ho pubblicato nel blog Opera Cenacolo Familiare a commento del nostro incontro del 2 aprile. E' datato 3 aprile 2011).
2. Le foto del nostro incontro me le hai spedite ieri, DOMENICA DELLE PALME. E' UNA DATA BENE AUGURANTE PER L'OPERA CENACOLO FAMILIARE: infatti, 48 anni fa, DOMENICA DELLE PALME DEL 1963, io sono giunto a Cintano come parroco della Comunità Cristiana Cintanese. Era il 7 aprile , GIORNO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GESU':
GLI UOMINI E LE DONNE NEGLI ULTIMI DUE MILLENNI CI SIAMO UNITI ALLA PASSIONE E MORTE REDENTRICI DI GESU'. A PARTIRE DAL TERZO MILLENNIO GLI UOMINI E LE DONNE GODREMO, IN MODO STRAORDINARIO, I FRUTTI DELLA PASSIONE, DELLA MORTE, DELLA RISURREZIONE DI GESU' E DEL CORPO MISTICO DI GESU': GODREMO LA PACE E IL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; IL REGNO DI DIO SI REALIZZERA' IN TUTTE LE SUE MIGLIORI ESPRESSIONI POSSIBILI IN QUESTA TERRA, CHE GRADUALMENTE PREPARERANNO I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA; SI REALIZZERA' L'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE, FONDATA SULLA SANTITA' DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; E REDENTA CON LA PASSIONE, MORTE, RISURREZIONE DI GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO, CON LA SINGOLARE COOPERAZIONE DI MARIA SANTISSIMA, MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU'.
3. T'invito a visitare il blog rai vaticano
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Comparirà: Corrispondenze migliori per rai vaticano blog
Il papa Benedetto XVI non può tardare a indire il Concilio Ecumenico Vaticano III. Passa al testo.
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A sinistra troverai:
GESU' UNICO SALVATORE DEL MONDO
hanno proposto a quando il nostro prossimo incontro...
Clicca su GESU' UNICO SALVATORE DEL MONDO
Comparirà EL FILOSOFO. Premi sulla freccetta di destra verso il basso e comparirà questo testo:
SABATO 2 DE ABRIL DE 2011
GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO,
due aprile 2011, che meravigliosa giornata!
Un gruppo di circa diciotto persone, provenienti da Milano,
sono venuti a trovarmi.
Sono in tutto consenzienti con quanto propone sulle urgenti proposte che l'Opera Cenacolo Familiare propone alla Chiesa Cattolica.
Nel loro genuino entusiasmo mi hanno proposto a quando il nostro prossimo incontro fraterno.
Non lo so, Gesù, so, però, Gesù, che il papa Benedetto XVI non può tardare a indire il Concilio Ecumenico Vaticano III.
Esaudiscimi, mio Signore!
Sac. Salvatore Paparo
PUBLICADO POR SAC. SALVATORE PAPARO
EN 21:16
O COMENTARIOS
PUBLICAR UN COMENTARIO EN LA ENTRADA
Carissimo don Pietro,
la lettera non l'ho scritta io, ma corrisponde pienamente al mio pensiero.
LA CONSIDERO UN PREZIOSO DONO DEL CIELO.
Un abbraccio fraterno
Sac. Salvatore Paparo
CINTANO 19 APRILE 2011: SESTO ANNIVERSARIO DELL'ELEZIONE A PAPA
DI BENEDETTO XVI.
1. Il nostro incontro è avvenuto il 2 aprile 2011, sesto anniversario della morte del prossimo beato
Papa Giovanni Paolo II (t'invito a rileggere quanto ho pubblicato nel blog Opera Cenacolo Familiare a commento del nostro incontro del 2 aprile. E' datato 3 aprile 2011).
2. Le foto del nostro incontro me le hai spedite ieri, DOMENICA DELLE PALME. E' UNA DATA BENE AUGURANTE PER L'OPERA CENACOLO FAMILIARE: infatti, 48 anni fa, DOMENICA DELLE PALME DEL 1963, io sono giunto a Cintano come parroco della Comunità Cristiana Cintanese. Era il 7 aprile , GIORNO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GESU':
GLI UOMINI E LE DONNE NEGLI ULTIMI DUE MILLENNI CI SIAMO UNITI ALLA PASSIONE E MORTE REDENTRICI DI GESU'. A PARTIRE DAL TERZO MILLENNIO GLI UOMINI E LE DONNE GODREMO, IN MODO STRAORDINARIO, I FRUTTI DELLA PASSIONE, DELLA MORTE, DELLA RISURREZIONE DI GESU' E DEL CORPO MISTICO DI GESU': GODREMO LA PACE E IL BENESSERE MONDIALI MESSIANICI; IL REGNO DI DIO SI REALIZZERA' IN TUTTE LE SUE MIGLIORI ESPRESSIONI POSSIBILI IN QUESTA TERRA, CHE GRADUALMENTE PREPARERANNO I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA; SI REALIZZERA' L'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE, FONDATA SULLA SANTITA' DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; E REDENTA CON LA PASSIONE, MORTE, RISURREZIONE DI GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO, CON LA SINGOLARE COOPERAZIONE DI MARIA SANTISSIMA, MAMMA DEL CORPO MISTICO DI GESU'.
3. T'invito a visitare il blog rai vaticano
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Il papa Benedetto XVI non può tardare a indire il Concilio Ecumenico Vaticano III. Passa al testo.
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GESU' UNICO SALVATORE DEL MONDO
hanno proposto a quando il nostro prossimo incontro...
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Comparirà EL FILOSOFO. Premi sulla freccetta di destra verso il basso e comparirà questo testo:
SABATO 2 DE ABRIL DE 2011
GESU', UNICO SALVATORE DEL MONDO,
due aprile 2011, che meravigliosa giornata!
Un gruppo di circa diciotto persone, provenienti da Milano,
sono venuti a trovarmi.
Sono in tutto consenzienti con quanto propone sulle urgenti proposte che l'Opera Cenacolo Familiare propone alla Chiesa Cattolica.
Nel loro genuino entusiasmo mi hanno proposto a quando il nostro prossimo incontro fraterno.
Non lo so, Gesù, so, però, Gesù, che il papa Benedetto XVI non può tardare a indire il Concilio Ecumenico Vaticano III.
Esaudiscimi, mio Signore!
Sac. Salvatore Paparo
PUBLICADO POR SAC. SALVATORE PAPARO
EN 21:16
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Carissimo don Pietro,
la lettera non l'ho scritta io, ma corrisponde pienamente al mio pensiero.
LA CONSIDERO UN PREZIOSO DONO DEL CIELO.
Un abbraccio fraterno
Sac. Salvatore Paparo
CINTANO 19 APRILE 2011: SESTO ANNIVERSARIO DELL'ELEZIONE A PAPA
DI BENEDETTO XVI.
17 apr 2011
DOMENICA DELLE PALME CINTANO 17 APRILE 2011
OMELIA
Con la Domenica delle Palme iniziamo la Settimana Samta, la settimana più solenne dell'anno liturgico in cui celebriamo Gesù nostro Buon Pastore che ci ha amato fino alla fine, accettando per noi una Passione Atroce e la Morte in Croce, la pena riservata ai più grandi malfattori.
Nei preziosi giorni della Settimana Santa dobbiamo meditare particolarmente sulle tre ore di agonia di Gesù nell'orto di Getsemani, e sulle tre ore di agonia di Gesù sulla Croce.
Nel Getsemani Gesù fu preso da una grande paura e da una grande tristezza tanto da dire agli Apostoli: "L'ANIMA MIA E' COSI' TRISTE DA POTERE MORIRE".
Ma perchè Gesù aveva paura ed era triste? Gesù aveva paura ed era triste perchè da lì a poco avrebbe dovuto soffrire la flagellazione, pena tremenda durante la quale tantissimi condannati morivano; Gesù aveva paura ed era triste perchè di lì a poco sarebbe stato crocifisso.
Pensiamo innanzi tutto alle tre ore di agonia di Gesù nel Gestsemani. Gesù nel Getsemani sentì profondamente il peso della sua Passione e della sua Morte imminenti e, dominato da una immensa angoscia, rivolse a Dio Padre questa supplica: "PADRE, SE E' POSSIBILE, ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE, PERO' SIA FATTA LA TUA VOLONTA' E NON LA MIA". Con il suo comportamento Gesù ci insegna che nelle nostre sofferenze possiamo sì chiedere a Dio che ci liberi da esse. Dio ci esaudirà di certo, ma ad una condizione: che la nostra richiesta sia davvero per il nostro bene e per il bene degli altri. E poichè solo Dio conosce se la nostra richiesta è per il nostro bene e per il bene degli altri, dobbiamo concludere la nostra preghiera sempre come Gesù: "PADRE, PERO', SIA FATTA LA TUA VOLONTA', E NON LA MIA". Riflettiamo: Gesù ha chiesto al Padre di liberarlo dalla sua Passione e dalla sua Morte. Dio Padre, però, non potè esaudirlo perchè Gesù soltanto con la sua Passione e con la sua Morte in Croce poteva salvarci dal peccato e dalle conseguenze del peccato; Dio Padre non potè esaudirlo perchè Gesù soltanto con la sua Passione e con la sua Morte in Croce poteva donarci la pienezza della sua vita e della sua gioia. E Gesù ubbidì al Padre.
L'esempio di Gesù ci deve sospingere a fidarci sempre del Padre Celeste, perchè il Padre Celeste agisce sempre per il nostro migliore bene anche quando non riusciamo a capire il motivo della sua volontà.
Passiamo alle tre ore di agonia di Gesù SULLA CROCE. Gesù nella sua sofferenza di crocifisso si sentì solo, si sentì persino abbandonato dal Padre: "DIO MIO, DIO MIO, PERCHE' MI HAI ABBANDONATO? ". Quelli furono momenti terribili per Gesù! Gesù patì la tentazione della disperazione! Gesù, però, in tutto simile a noi eccetto che nel peccato, non si disperò e morì pronunziando parole di filiale fiducia: "PADRE, NELLE TUE MANI AFFIDO IL MIO SPIRITO, AFFIDO LA MIA VITA". E Gesù non fu deluso nella sua fiducia filiale. L'ultima parola, infatti,
non fu la crocifissione e la morte di Gesù, MA LA SUA RISURREZIONE. Dio Padre lo ha risuscitato, dimostrando così che i vincitori non sono stati i suoi nemici, non sono stati coloro che Lo hanno crocifisso e ucciso, MA GESU', GESU' CHE CON LA SUA MORTE E CON LA SUA RISURREZIONE HA DISTRUTTO LA NOSTRA MORTE E CI HA RIDONATO LA VITA.
Quanto abbiamo detto in questa breve riflessione all'inizio della Settimana Santa, faccia sorgere in noi sentimenti di profonda gratitudine VERSO GESU', UNICO NOSTRO SALVATORE, E VERSO IL NOSTRO PADRE CELESTE CHE PER SALVARE NOI SUOI FIGLI ADOTTIVI HA CCETTATO CHE IL SUO UNIGENITO FIGLIO GESU' SOFFRISSE LA PASSIONE E LA MORTE.
Sac. Salvatore Paparo
Con la Domenica delle Palme iniziamo la Settimana Samta, la settimana più solenne dell'anno liturgico in cui celebriamo Gesù nostro Buon Pastore che ci ha amato fino alla fine, accettando per noi una Passione Atroce e la Morte in Croce, la pena riservata ai più grandi malfattori.
Nei preziosi giorni della Settimana Santa dobbiamo meditare particolarmente sulle tre ore di agonia di Gesù nell'orto di Getsemani, e sulle tre ore di agonia di Gesù sulla Croce.
Nel Getsemani Gesù fu preso da una grande paura e da una grande tristezza tanto da dire agli Apostoli: "L'ANIMA MIA E' COSI' TRISTE DA POTERE MORIRE".
Ma perchè Gesù aveva paura ed era triste? Gesù aveva paura ed era triste perchè da lì a poco avrebbe dovuto soffrire la flagellazione, pena tremenda durante la quale tantissimi condannati morivano; Gesù aveva paura ed era triste perchè di lì a poco sarebbe stato crocifisso.
Pensiamo innanzi tutto alle tre ore di agonia di Gesù nel Gestsemani. Gesù nel Getsemani sentì profondamente il peso della sua Passione e della sua Morte imminenti e, dominato da una immensa angoscia, rivolse a Dio Padre questa supplica: "PADRE, SE E' POSSIBILE, ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE, PERO' SIA FATTA LA TUA VOLONTA' E NON LA MIA". Con il suo comportamento Gesù ci insegna che nelle nostre sofferenze possiamo sì chiedere a Dio che ci liberi da esse. Dio ci esaudirà di certo, ma ad una condizione: che la nostra richiesta sia davvero per il nostro bene e per il bene degli altri. E poichè solo Dio conosce se la nostra richiesta è per il nostro bene e per il bene degli altri, dobbiamo concludere la nostra preghiera sempre come Gesù: "PADRE, PERO', SIA FATTA LA TUA VOLONTA', E NON LA MIA". Riflettiamo: Gesù ha chiesto al Padre di liberarlo dalla sua Passione e dalla sua Morte. Dio Padre, però, non potè esaudirlo perchè Gesù soltanto con la sua Passione e con la sua Morte in Croce poteva salvarci dal peccato e dalle conseguenze del peccato; Dio Padre non potè esaudirlo perchè Gesù soltanto con la sua Passione e con la sua Morte in Croce poteva donarci la pienezza della sua vita e della sua gioia. E Gesù ubbidì al Padre.
L'esempio di Gesù ci deve sospingere a fidarci sempre del Padre Celeste, perchè il Padre Celeste agisce sempre per il nostro migliore bene anche quando non riusciamo a capire il motivo della sua volontà.
Passiamo alle tre ore di agonia di Gesù SULLA CROCE. Gesù nella sua sofferenza di crocifisso si sentì solo, si sentì persino abbandonato dal Padre: "DIO MIO, DIO MIO, PERCHE' MI HAI ABBANDONATO? ". Quelli furono momenti terribili per Gesù! Gesù patì la tentazione della disperazione! Gesù, però, in tutto simile a noi eccetto che nel peccato, non si disperò e morì pronunziando parole di filiale fiducia: "PADRE, NELLE TUE MANI AFFIDO IL MIO SPIRITO, AFFIDO LA MIA VITA". E Gesù non fu deluso nella sua fiducia filiale. L'ultima parola, infatti,
non fu la crocifissione e la morte di Gesù, MA LA SUA RISURREZIONE. Dio Padre lo ha risuscitato, dimostrando così che i vincitori non sono stati i suoi nemici, non sono stati coloro che Lo hanno crocifisso e ucciso, MA GESU', GESU' CHE CON LA SUA MORTE E CON LA SUA RISURREZIONE HA DISTRUTTO LA NOSTRA MORTE E CI HA RIDONATO LA VITA.
Quanto abbiamo detto in questa breve riflessione all'inizio della Settimana Santa, faccia sorgere in noi sentimenti di profonda gratitudine VERSO GESU', UNICO NOSTRO SALVATORE, E VERSO IL NOSTRO PADRE CELESTE CHE PER SALVARE NOI SUOI FIGLI ADOTTIVI HA CCETTATO CHE IL SUO UNIGENITO FIGLIO GESU' SOFFRISSE LA PASSIONE E LA MORTE.
Sac. Salvatore Paparo
10 apr 2011
QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA A 10 APRILE 2011
OMELIA
Dato che la Solennità della Pasqua è prossima, il racconto del miracolo che abbiamo letto nel brano evangelico è ben collocato in questa Quinta Domenica di Quaresima: infatti, la risurrezione di Lazzaro fece precipitare gli avvenimenti verso la Passione, la Morte e la Risurrezione di Gesù.
La famiglia di Betania di cui oggi si parla, era composta da tre fratelli: da Marta, da Maria e da Lazzaro. Essa era una famiglia molto amica di Gesù. Infatti, abbiamo letto: "GESU' AMAVA MARTA, SUA SORELLA E LAZZARO". Gesù era spesso ospite di questa famiglia e le ultime notti della sua vita terrena le passò con i tre fratelli, per sfuggire alle insidie dei farisei.. Quindi non ci meraviglia il fatto che le due sorelle abbiano sentito il bisogno di far conoscere subito a Gesù la grave malattia che aveva colpito Lazzaro e che lo abbiano fatto con questa espressione:
"SIGNORE,COLUI CHE TU AMI, E' MALATO".
Gesù, saputa la dolorosa notizia, esclamò: "QUESTA MALATTIA NON PORTERA' ALLA MORTE, MA E' PER LA GORIA DI DIO, AFFINCHE' PER MEZZO DI ESSA IL FIGLIO DI DIO VENGA GLORIFICATO".
A conferma delle parole di Gesù, il racconto evangelico di oggi si conclude così: " MOLTI GIUDEI, ALLA VISTA DI QUEL CHE GESU' AVEVA COMPIUTO, CRDETTERO IN LUI".
Marta c'insegna che nei dolori dobbiamo fidarci di Gesù: "SIGNORE, disse a Gesù, SE TU FOSSI STATO QUI, MIO FRATELLO NON SAREBBE MORTO. MA ORA SO ANCHE CHE QUALUNQUE COSA CHIEDERAI A DIO, DIO TE LA CONCEDERA'. E' un meraviglioso atto di fede che, poco dopo, Marta esplicita così: " SI', O SIGNORE, IO CREDO CHE TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO DI DIO, COLUI CHE VIENE NEL MONDO".
Marta aveva assistito a tanti miracoli di guarigione compiuti da Gesù, e quindi era convinta che Gesù avrebbe guarito Lazzaro, se Lui fosse stato presente. Ma la sua fede si spinge ben oltre: essa crede che Gesù è tanto potente da poter risuscitare il fratello.
Gesù le dà ragione: "IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA. TUO FRATELLO RISORGERA' ". E subito Gesù risuscitò Lazzaro.
Dal fatto evangelico che abbiamo ricordato e brevemente commentato, possiamo trarre parecchi insegnamenti. Io oggi desidero metterne in rilievo solo uno: dobbiamo ammirare ed imitare l'amicizia che esisteva tra Gesù, Marta, Maria e Lazzaro. NOI CRISTIANI DOBBIAMO ESSERE AMICI GLI UNI GLI ALTRI.
Amicizia proviene dalla parola AMORE. E l'amore ha quattro caratteristiche: E' DONO; RICAMBIO DEL DONO; UNIONE E FELICITA'.
Innanzi tutto l'amore è DONO: ciascuno di noi ha ricevuto dei beni da Dio, non solo per la propria utilità, ma anche per l'utilità degli altri. In pratica, ogni qual volta ci troviamo dinanzi ad un fratello o ad una sorella che necessitano di qualcosa, noi dobbiamo aiutarli, donando loro quanto abbiamo ricevuto da Dio. Può essere un aiuto materiale, un sorriso che non costa nulla, ma che comunica gioia; può essere una parola di conforto a chi soffre o una visita fraterna a un malato; e può esere anche l'accoglienza gioiosa di un nostro ospite, così come Marta, Maria e Lazzaro accoglievano Gesù ogni qual volta Egli andava a casa loro.
In secondo luogo l'amore E' RICAMBIO DEL DONO: quando noi riceviamo un bene da qualcuno, dobbiamo essergli riconoscente e, a nostra volta, se il nostro benefattore ha bisogno di un bene che abbiamo ricevuto da Dio, dobbiamo aiutarlo.
Infine, L'AMORE E UNIONE E FELICITA'. Cioè: colui che dona un bene e colui che riceve e ricambia il bene ricevuto, DIVENTANO UNO, DIVENTANO UN CUOR SOLO ED UN'ANIMA SOLA. E POICHE' IL BENE ChE SI SCAMBIANO PRODUCE FELICITA', I DUE AMICI SI RENDONO RECIPROCAMENTE FELICI.
SE COLTIVIAMO L'AMICIZIA, PERTANTO, SAREMO FELICI, COME FELICI FURONO GLI AMICI GESU', MARTA, MARIA E LAZZARO.
Sac. Salvatore Paparo
Dato che la Solennità della Pasqua è prossima, il racconto del miracolo che abbiamo letto nel brano evangelico è ben collocato in questa Quinta Domenica di Quaresima: infatti, la risurrezione di Lazzaro fece precipitare gli avvenimenti verso la Passione, la Morte e la Risurrezione di Gesù.
La famiglia di Betania di cui oggi si parla, era composta da tre fratelli: da Marta, da Maria e da Lazzaro. Essa era una famiglia molto amica di Gesù. Infatti, abbiamo letto: "GESU' AMAVA MARTA, SUA SORELLA E LAZZARO". Gesù era spesso ospite di questa famiglia e le ultime notti della sua vita terrena le passò con i tre fratelli, per sfuggire alle insidie dei farisei.. Quindi non ci meraviglia il fatto che le due sorelle abbiano sentito il bisogno di far conoscere subito a Gesù la grave malattia che aveva colpito Lazzaro e che lo abbiano fatto con questa espressione:
"SIGNORE,COLUI CHE TU AMI, E' MALATO".
Gesù, saputa la dolorosa notizia, esclamò: "QUESTA MALATTIA NON PORTERA' ALLA MORTE, MA E' PER LA GORIA DI DIO, AFFINCHE' PER MEZZO DI ESSA IL FIGLIO DI DIO VENGA GLORIFICATO".
A conferma delle parole di Gesù, il racconto evangelico di oggi si conclude così: " MOLTI GIUDEI, ALLA VISTA DI QUEL CHE GESU' AVEVA COMPIUTO, CRDETTERO IN LUI".
Marta c'insegna che nei dolori dobbiamo fidarci di Gesù: "SIGNORE, disse a Gesù, SE TU FOSSI STATO QUI, MIO FRATELLO NON SAREBBE MORTO. MA ORA SO ANCHE CHE QUALUNQUE COSA CHIEDERAI A DIO, DIO TE LA CONCEDERA'. E' un meraviglioso atto di fede che, poco dopo, Marta esplicita così: " SI', O SIGNORE, IO CREDO CHE TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO DI DIO, COLUI CHE VIENE NEL MONDO".
Marta aveva assistito a tanti miracoli di guarigione compiuti da Gesù, e quindi era convinta che Gesù avrebbe guarito Lazzaro, se Lui fosse stato presente. Ma la sua fede si spinge ben oltre: essa crede che Gesù è tanto potente da poter risuscitare il fratello.
Gesù le dà ragione: "IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA. TUO FRATELLO RISORGERA' ". E subito Gesù risuscitò Lazzaro.
Dal fatto evangelico che abbiamo ricordato e brevemente commentato, possiamo trarre parecchi insegnamenti. Io oggi desidero metterne in rilievo solo uno: dobbiamo ammirare ed imitare l'amicizia che esisteva tra Gesù, Marta, Maria e Lazzaro. NOI CRISTIANI DOBBIAMO ESSERE AMICI GLI UNI GLI ALTRI.
Amicizia proviene dalla parola AMORE. E l'amore ha quattro caratteristiche: E' DONO; RICAMBIO DEL DONO; UNIONE E FELICITA'.
Innanzi tutto l'amore è DONO: ciascuno di noi ha ricevuto dei beni da Dio, non solo per la propria utilità, ma anche per l'utilità degli altri. In pratica, ogni qual volta ci troviamo dinanzi ad un fratello o ad una sorella che necessitano di qualcosa, noi dobbiamo aiutarli, donando loro quanto abbiamo ricevuto da Dio. Può essere un aiuto materiale, un sorriso che non costa nulla, ma che comunica gioia; può essere una parola di conforto a chi soffre o una visita fraterna a un malato; e può esere anche l'accoglienza gioiosa di un nostro ospite, così come Marta, Maria e Lazzaro accoglievano Gesù ogni qual volta Egli andava a casa loro.
In secondo luogo l'amore E' RICAMBIO DEL DONO: quando noi riceviamo un bene da qualcuno, dobbiamo essergli riconoscente e, a nostra volta, se il nostro benefattore ha bisogno di un bene che abbiamo ricevuto da Dio, dobbiamo aiutarlo.
Infine, L'AMORE E UNIONE E FELICITA'. Cioè: colui che dona un bene e colui che riceve e ricambia il bene ricevuto, DIVENTANO UNO, DIVENTANO UN CUOR SOLO ED UN'ANIMA SOLA. E POICHE' IL BENE ChE SI SCAMBIANO PRODUCE FELICITA', I DUE AMICI SI RENDONO RECIPROCAMENTE FELICI.
SE COLTIVIAMO L'AMICIZIA, PERTANTO, SAREMO FELICI, COME FELICI FURONO GLI AMICI GESU', MARTA, MARIA E LAZZARO.
Sac. Salvatore Paparo
7 apr 2011
QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA A 3 APRILE 2011
OMELIA
GESU' LUCE DEGLI UOMINI
Domenica scorsa il brano evangelico ci presentò Gesù COME ACQUA VIVA: SOLO LUI può dissetare la nostra sete di felicità. Gesù, infatti, disse alla Samaritana: "CHI BEVE L'ACQUA CHE IO GLI DARO', NON AVRA' PIU' SETE IN ETERNO". E alla richiesta della donna: "Signore, dammi di quest'acqua che mi disseta PER SEMPRE", Gesù rispose: "L'ACQUA VIVA CHE DISSETA PER SEMPRE, SONO IO CHE TI PARLO".
Continuando nella linea dei simboli,, oggi la Sacra Scrittura ci presenta GESU' COME LUCE DELLA NOSTRA VITA.
Nel prologo del vangelo di San Giovanni leggiamo: "GESU' E' LA LUCE DEGLI UOMINI. LA LUCE RISPLENDE FRA LE TENEBRE, MA LE TENEBRE NON L'HANNO RICEVUTA. A QUANTI, PERO', L'ACCOLSERO DIEDE IL POTERE DI DIVENTARE FIGLI DI DIO".
Tenendo presenti le parole di San Giovanni, analizziamo la pagina evangelica che abbiamo proclamato un momento fa e che ci ha ricordato LA GUARIGIONE MIRACOLOSA DEL CIECO NATO. Gesù operò la guarigione per il bene del malato e anche perchè i presenti lo accogliessero come il Messia Redentore degli uomini. Purtroppo, però, SOLO UNO SEPPE LEGGERE GIUSTAMENTE DENTRO IL FATTO: IL MIRACOLATO.
Egli vedendosi guarito, in contrasto con l'opinione dei farisei, dedusse che Gesù era UN PROFETA, UN UOMO GIUSTO, e ciò perchè Dio esaudice i giusti e non i peccatori. E per testimoniare la santità di Gesù, il miracolato si lasciò percuotere e cacciare malamente dal sinedrio. Qualche ora dopo, Gesù si trovò dinanzi al cieco nato guarito, lo lodò per la sua generosa testimonianza, e per premiarlo gli svelò la sua identità: "CREDI TU NEL FIGLIO DELL'UOMO?". Ossia: "CREDI TU NEL MESSIA, IN COLUI CHE DEVE VENIRE PER SALVARE IL MONDO?". Il miracolato gli rispose:"E CHI E', SIGNORE, PERCHE' IO CREDA IN LUI?". Gli disse Gesù: " TU LO STAI VEDENDO: SONO PROPRIO IO CHE PARLO CON TE". Il cieco nato guarito fece il suo convinto atto di fede: "SI'. SIGNORE, IO CREDO". In quel momento colui che aveva ricevuto miracolasamente LA LUCE DEL CORPO, RICEVETTE ANCHE LA LUCE DELL'ANIMA GESU', E DIVENNE FIGLIO DI DIO".
Al contrario del miracolato, tutti gli altri protagonisti della narrazione, RIFIUTARONO GESU' COME LUCE DELLA LORO VITA.
Innanzi tutto rifiutarono LA LUCE-GESU' i farisei: essi credevano che Gesù era peccatore perchè aveva operato il miracolo in giorno di sabato. Secondo loro Gesù aveva trasgredito la legge del riposo sabatico perchè con la saliva aveva fatto un po' di fango e lo aveva spalmato sugli occhi del cieco. Ma si sbagliavano. Gesù altre volte si era difeso ma inutilmernte di questa accusa calunniosa. Lo aveva fatto, per esempio, quando, un giorno di sabto, imponendole le mani, aveva guarito una povera donna che soffriva da diciotto anni. Gesù in quell'occasione si difese con queste parole infuocate: "Ipocriti, oguno di voi non scioglie dalla greppia il bue o l'asino per condurlo a bere in giorno di sabato? E questa figlia di Abramo, malata da diciotto anni, non doveva essere scilolta dal suo male in giorno di sabato? Se il figlio di uno di voi o anche un vostro bue cade in un pozzo, chi non lo tira subito fuori, anche in giorno di sabato? DUNQUE E' LECITO FARE DEL BENE IN GIORNO DI SABATO".
Oltre ai fariuei, rifiutarono Gesù come luce della loro vita, anche i genitori del cieco nato guarito. Essi sapevano bene che era stato Gesù a dare la vista al loro figliolo. Ammettere tale miracolo, però, per loro sarebbe stato lo stesso CHE PROCLAMARE GESU' MESSIA. Ma se avessero proclamato Gesù Messia, sarebbero stati allontanati dal sinedrio A FORZA DI BASTONATE. Essi non ebbero il coraggio di testimoniare la verità, e quindi alla domanda dei farisei se era stato Gesù a guarire il loro figliolo, risposero: "NON LO SAPPIAMO". Per paura della sofferenza, dunque, rifiutarono Gesù. Questo peccato si ripete spesso. Si può ripetere anche in noi se, per paura della critica degli altri, non abbiamo il coraggio di testimoniare apertamente e generosamente Gesù, la nostra fede, le nostre convinzioni rfeligiose. Gesù, a proposito, usa parole molto dure: "SE QUALCUNO MI RINNEGA DINANZI AGLI UOMINI; ANCH'IO LO RINNEGHERO' DAVANTI AL PADRE MIO". Se, invece, noi professiamo Gesù apertamente e generosamente con le parole e con i fatti, valgono per noi le altre parole di Gesù: "SE QUALCUNO MI RICONOSCERA' DAVANTI AGLI UOMINI, ANCH'IO LO RICONOSCERO' DAVANTI AL PADRE MIO". E ciò significa che un giorno saremo cittadini felici del Paradiso.
Sac.Salvatore Paparo
GESU' LUCE DEGLI UOMINI
Domenica scorsa il brano evangelico ci presentò Gesù COME ACQUA VIVA: SOLO LUI può dissetare la nostra sete di felicità. Gesù, infatti, disse alla Samaritana: "CHI BEVE L'ACQUA CHE IO GLI DARO', NON AVRA' PIU' SETE IN ETERNO". E alla richiesta della donna: "Signore, dammi di quest'acqua che mi disseta PER SEMPRE", Gesù rispose: "L'ACQUA VIVA CHE DISSETA PER SEMPRE, SONO IO CHE TI PARLO".
Continuando nella linea dei simboli,, oggi la Sacra Scrittura ci presenta GESU' COME LUCE DELLA NOSTRA VITA.
Nel prologo del vangelo di San Giovanni leggiamo: "GESU' E' LA LUCE DEGLI UOMINI. LA LUCE RISPLENDE FRA LE TENEBRE, MA LE TENEBRE NON L'HANNO RICEVUTA. A QUANTI, PERO', L'ACCOLSERO DIEDE IL POTERE DI DIVENTARE FIGLI DI DIO".
Tenendo presenti le parole di San Giovanni, analizziamo la pagina evangelica che abbiamo proclamato un momento fa e che ci ha ricordato LA GUARIGIONE MIRACOLOSA DEL CIECO NATO. Gesù operò la guarigione per il bene del malato e anche perchè i presenti lo accogliessero come il Messia Redentore degli uomini. Purtroppo, però, SOLO UNO SEPPE LEGGERE GIUSTAMENTE DENTRO IL FATTO: IL MIRACOLATO.
Egli vedendosi guarito, in contrasto con l'opinione dei farisei, dedusse che Gesù era UN PROFETA, UN UOMO GIUSTO, e ciò perchè Dio esaudice i giusti e non i peccatori. E per testimoniare la santità di Gesù, il miracolato si lasciò percuotere e cacciare malamente dal sinedrio. Qualche ora dopo, Gesù si trovò dinanzi al cieco nato guarito, lo lodò per la sua generosa testimonianza, e per premiarlo gli svelò la sua identità: "CREDI TU NEL FIGLIO DELL'UOMO?". Ossia: "CREDI TU NEL MESSIA, IN COLUI CHE DEVE VENIRE PER SALVARE IL MONDO?". Il miracolato gli rispose:"E CHI E', SIGNORE, PERCHE' IO CREDA IN LUI?". Gli disse Gesù: " TU LO STAI VEDENDO: SONO PROPRIO IO CHE PARLO CON TE". Il cieco nato guarito fece il suo convinto atto di fede: "SI'. SIGNORE, IO CREDO". In quel momento colui che aveva ricevuto miracolasamente LA LUCE DEL CORPO, RICEVETTE ANCHE LA LUCE DELL'ANIMA GESU', E DIVENNE FIGLIO DI DIO".
Al contrario del miracolato, tutti gli altri protagonisti della narrazione, RIFIUTARONO GESU' COME LUCE DELLA LORO VITA.
Innanzi tutto rifiutarono LA LUCE-GESU' i farisei: essi credevano che Gesù era peccatore perchè aveva operato il miracolo in giorno di sabato. Secondo loro Gesù aveva trasgredito la legge del riposo sabatico perchè con la saliva aveva fatto un po' di fango e lo aveva spalmato sugli occhi del cieco. Ma si sbagliavano. Gesù altre volte si era difeso ma inutilmernte di questa accusa calunniosa. Lo aveva fatto, per esempio, quando, un giorno di sabto, imponendole le mani, aveva guarito una povera donna che soffriva da diciotto anni. Gesù in quell'occasione si difese con queste parole infuocate: "Ipocriti, oguno di voi non scioglie dalla greppia il bue o l'asino per condurlo a bere in giorno di sabato? E questa figlia di Abramo, malata da diciotto anni, non doveva essere scilolta dal suo male in giorno di sabato? Se il figlio di uno di voi o anche un vostro bue cade in un pozzo, chi non lo tira subito fuori, anche in giorno di sabato? DUNQUE E' LECITO FARE DEL BENE IN GIORNO DI SABATO".
Oltre ai fariuei, rifiutarono Gesù come luce della loro vita, anche i genitori del cieco nato guarito. Essi sapevano bene che era stato Gesù a dare la vista al loro figliolo. Ammettere tale miracolo, però, per loro sarebbe stato lo stesso CHE PROCLAMARE GESU' MESSIA. Ma se avessero proclamato Gesù Messia, sarebbero stati allontanati dal sinedrio A FORZA DI BASTONATE. Essi non ebbero il coraggio di testimoniare la verità, e quindi alla domanda dei farisei se era stato Gesù a guarire il loro figliolo, risposero: "NON LO SAPPIAMO". Per paura della sofferenza, dunque, rifiutarono Gesù. Questo peccato si ripete spesso. Si può ripetere anche in noi se, per paura della critica degli altri, non abbiamo il coraggio di testimoniare apertamente e generosamente Gesù, la nostra fede, le nostre convinzioni rfeligiose. Gesù, a proposito, usa parole molto dure: "SE QUALCUNO MI RINNEGA DINANZI AGLI UOMINI; ANCH'IO LO RINNEGHERO' DAVANTI AL PADRE MIO". Se, invece, noi professiamo Gesù apertamente e generosamente con le parole e con i fatti, valgono per noi le altre parole di Gesù: "SE QUALCUNO MI RICONOSCERA' DAVANTI AGLI UOMINI, ANCH'IO LO RICONOSCERO' DAVANTI AL PADRE MIO". E ciò significa che un giorno saremo cittadini felici del Paradiso.
Sac.Salvatore Paparo
3 apr 2011
AMATISSIMO MIO GESU', UNICO SALVATORE DEL MOMDO
Oggi, 2 aprile 2011, ricorre il sesto anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II, e tu mi hai fatto un grande dono: da Milano, un Sacerdote Apostolo dell'Opera Cenacolo Familiare, e un gruppo di fratelli e e di sorelle Membri dell'Opera, sono venuti a trovarmi. Abbiamo celebrato una Santa Messa in cui ti sei fatto sentire particolarmnente presente in mezzo a noi. Grazie!
Gesù, la nostra comune Mamma Maria Santissima, durante le sue sei Apparizioni avvenute a Fatima dal maggio all'ottobre del 1917, profetizzò che LA PACE MESSIANICA MONDIALE, annunziata dagli Angeli sulla grotta di Betlem: "PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA", è prossima: "ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA' ED IL MONDO AVRA' UN PERIODO DI PACE".
Gesù, il prossimo beato PAPA GIOVANNI PAOLO II, ha un grande legame con la Madonna di Fatima: il 13 maggio del 1981, anniversario della Prima Apparizione a Fatima, fu colpito a morte con un'arma da fuoco sparata da Alì Agca. Il Papa si salvò , e Lui giustamente attribuì la sua salvezza all'intervento materno di Maria. Scrisse:
"FU UNA MANO MATERNA A GUIDARE LA TRAIETTORIA DELLA PALLOTTOLA E IL PAPA AGONIZZANTE SI FERMO' SULLA SOGLIA DELLA MORTE".
Gesù, ti supplico che il prossimo beato Giovanni Paolo II, insieme ad altri potenti intercessori presso Dio, ottenga dal Padre Celeste la grazia che il Papa Benedetto XVI INDICA IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III, necessario perchè la Tua Chiesa si purifichi in modo da offrire IN SE' IL TUO VERO VOLTO AGLI UOMINI NOSTRI CONTEMPORANEI, E SI CONVERTANO A TE, UNICO SALVATORE DEL MONDO.
Gesù, sono un tuo umile strumento di amore e di misericordia.
Sac. Salvatore Paparo
Gesù, la nostra comune Mamma Maria Santissima, durante le sue sei Apparizioni avvenute a Fatima dal maggio all'ottobre del 1917, profetizzò che LA PACE MESSIANICA MONDIALE, annunziata dagli Angeli sulla grotta di Betlem: "PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE DIO AMA", è prossima: "ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA' ED IL MONDO AVRA' UN PERIODO DI PACE".
Gesù, il prossimo beato PAPA GIOVANNI PAOLO II, ha un grande legame con la Madonna di Fatima: il 13 maggio del 1981, anniversario della Prima Apparizione a Fatima, fu colpito a morte con un'arma da fuoco sparata da Alì Agca. Il Papa si salvò , e Lui giustamente attribuì la sua salvezza all'intervento materno di Maria. Scrisse:
"FU UNA MANO MATERNA A GUIDARE LA TRAIETTORIA DELLA PALLOTTOLA E IL PAPA AGONIZZANTE SI FERMO' SULLA SOGLIA DELLA MORTE".
Gesù, ti supplico che il prossimo beato Giovanni Paolo II, insieme ad altri potenti intercessori presso Dio, ottenga dal Padre Celeste la grazia che il Papa Benedetto XVI INDICA IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III, necessario perchè la Tua Chiesa si purifichi in modo da offrire IN SE' IL TUO VERO VOLTO AGLI UOMINI NOSTRI CONTEMPORANEI, E SI CONVERTANO A TE, UNICO SALVATORE DEL MONDO.
Gesù, sono un tuo umile strumento di amore e di misericordia.
Sac. Salvatore Paparo
30 mar 2011
Amatissimo mio Gesù, UNICO SALVATORE DEL MONDO,
questa notte sono profondamente amareggiato: visitando il blog Rai Vaticano e il sito "Viva il Concilio", constato con amarezza che sono tanti i nemici del vostro apostolo del Concilio Vaticano II, mons, Luigi Bettazzi. Anche gli amici del mio fratello ed amico Giuseppe De Carli mi sembrano esitanti. Fra l'altro non vedo più nei loro siti la voce importantissima "PAGINE VISITATE".
Perchè, Gesù, tanta cecità! Il mondo intero attende Te, UNICO SALVATORE DEL MONDO,
ma coloro che dovrebbero essere i testimoni del tuo amore misericordioso, s'impantanono nel loro orgoglio che ostacola la visione del tuo vero volto dinanzi agli uomini e alle donne di buona volontà, e sospinga tutti a riconoscerti come il MANDATO DAL PADRE CELESTE PER ATTUARE IN TE LA SALVEZZA UNIVERSALE. Sono gli ultimi inutili colpi di coda del diavolo e dei figli del diavolo per ostacolare l'avvento dell'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE IN CUI GLI UOMINI GODRANNO UN LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI, IL REGNO DI DIO REALIZZERA' TUTTI I SUOI BENEFICI EFFETTI POSSIBILI IN QUESTA TERRA CHE PREPARANO GRADUALMENTE I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA. Gesù, non tardare a convertire coloro che dovrebbero essere I TUOI PRINCIPALI COLLABORATORI PER LA REDENZIONE DEL MONDO.
Cintano notte del trenta marzo 2011.
Sac. Salvatore Paparo.
Perchè, Gesù, tanta cecità! Il mondo intero attende Te, UNICO SALVATORE DEL MONDO,
ma coloro che dovrebbero essere i testimoni del tuo amore misericordioso, s'impantanono nel loro orgoglio che ostacola la visione del tuo vero volto dinanzi agli uomini e alle donne di buona volontà, e sospinga tutti a riconoscerti come il MANDATO DAL PADRE CELESTE PER ATTUARE IN TE LA SALVEZZA UNIVERSALE. Sono gli ultimi inutili colpi di coda del diavolo e dei figli del diavolo per ostacolare l'avvento dell'ETA' AUREA DELLA REDENZIONE IN CUI GLI UOMINI GODRANNO UN LUNGHISSIMO PERIODO DI PACE E DI BENESSERE MONDIALI MESSIANICI, IL REGNO DI DIO REALIZZERA' TUTTI I SUOI BENEFICI EFFETTI POSSIBILI IN QUESTA TERRA CHE PREPARANO GRADUALMENTE I CIELI NUOVI E LA TERRA NUOVA. Gesù, non tardare a convertire coloro che dovrebbero essere I TUOI PRINCIPALI COLLABORATORI PER LA REDENZIONE DEL MONDO.
Cintano notte del trenta marzo 2011.
Sac. Salvatore Paparo.
29 mar 2011
INVITO A RIFLETTERE RIVOLTO AL FRATELLO ANTONELLO CANNAROZZO
Nel tuo articolo comparso nel blog Rai Vaticano il 21 marzo 2011, intitolato "Ottaviani, un difensore della Chiesa", fra l'altro leggo:
"Nel 1947 Pio XII lo volle pro Prefetto del Sant'Uffizio dove, prima della riforma voluta da Paolo VI nel 1965, era prefetto lo stesso Papa. Spesso si dice che il Concilio aperto da Giovanni XXIII in realtà era stato voluto dallo stesso Pio XII che nessuno certo poteva accusare di modernismo.
In realtà le cose non stanno proprio così. E' vero che Papa Pacelli voleva indire un Concilio: infatti, il 4 marzo del 1948, chiamò in gran segreto il cardinale Ottaviani per costituire una Commissione preparatoria per un eventuale prossimo Concilio ecumenico. Non " per aprirsi al mondo", come poi fu deciso da Giovanni XXIII, ma, al contrario, per ridefinire i vari punti della dottrina cristiana minacciati dalla "Nouvelle Theologie".
Purtroppo, man mano che i lavori proseguivano, cominciarono a nasecre le prime divergenze che ben presto diventarono insanabili, anche a livello personale. Erano i prodromi di ciò che sarebbe successo di lì a qualche anno, con le assise del vaticano II. Davanti a questo spettacolo inammissibile, lo stesso Pacelli, sotto consiglio dello stesso Ottaviani, decise di chiudere questa esperienza preparatoria per il Concilio, comprendendo il pericolo che si poteva innescare. Passeranno pochissimi anni e i timori di Ottaviani si manifestarono nel 1958, quando Giovanni XXIII volle indire il Concilio Vaticano II. Momenti vissuti dal nostro cardinale con grande apprensione e assai lontano dall'ottimismo di papa Giovanni XXIII "Il Concilio che inizia sorge nella Chiesa come un giorno fulgente di luce splendidissima - dichiarò nel discorso d'apertura papa Roncalli - E' appena l'aurora: ma come già toccano soavemente i nostri animi i primi raggi del sole sorgente! Tutto qui spira santità, suscita esultanza".
Uomo schietto e concreto, Ottaviani definì il Concilio più che "una nuova aurora per l'umanità, una lunga notte per la Chiesa". Nel suo diario, il cardinale scriveva, nell'estate del 1965, pochi mesi prima della chiusura dei lavori conciliari con grande amarezza: " Prego Dio di farmi morire prima della fine di questo Concilio, così almeno muoio cattolico". Parole dure che disegna la visione che egli aveva dell'avventura del Concilio. Oggi, a quasi cinquant'anni da quegli eventi, ognuno, dal suo punto di vista, può serenamente valutarne i frutti senza inutili barriere ideologiche. Per descrivere gli anni di quel Concilio e l'opera di Ottaviani e dei cardinali a lui fedeli contro le fughe in avanti dei cattolici progressisti, non basterebbe un libro".
Fratello Antonello, lungi da me giudicare il cardinale Ottaviani "Colui che giudica è solo il Signore" , ma non posso condividere i suoi giudizi negativi sul grande Papa Giovanni XXIII e sul Concilio Ecumenico Vaticano II. Io sono con il Papa Giovanni e con il Concilio da lui voluto. Ti confermo la mia convinzione facendo mio quanto ha detto l'arcivescovo Loris Francesco Capovilla nella Basilica di Sant'Eufemia, il 27 ottobre 2009, nella sua conversazione intitolata: "TANTUM AURORA EST":
" Padre Rouquette, dopo un'ampia disamina di dati biografici e estermazioni variamente modulate, sigillava il suo lungo e e ben strutturato saggio con alcune pennellate che vogliono attenta riflessione:
"Tale era l'uomo semplice e complesso allo stesso tempo, tradizionale INNOVATORE suo malgrado. Sin dal suo primo apparire, la sua figura divenne leggendaria e dopo la sua morte s'è creato un mito che abbiamo tentato di decifrare. Dopo tutto il mito non è ingannevole. Esso traduce la verità in immagini d'Epinal piene e forti, senza mezze tinte. Crediamo che Giovanni XXIII era un uomo di Dio, umile, buono, semplice, unicamente desideroso di servire Cristo, la Chiesa e l'umanità. Nonostante la pompa barocca del vaticano, egli ha trovato spontaneamente, senza averla cercata, la strada del cuore degli uomini di oggi. La sua morte ha provocato dolore in tutto il mondo e una venerazione straordinaria. Per valutarla basta citare l'elogio che gli ha riservato il giornale anglicano Church Times all'indomani della morte:
"Le bandiere al vento, dappertutto, a metà mattina di martedi 4 giugno erano il segno di qualcosa di molto più profondo del lutto convenzionale per la dipartita di un capo di stato sovrano e amico. La morte di Angelo Giuseppe Roncalli, Giovanni XXIII, papa di Roma, è stata l'occasione di dolore autentico, ben al di là delle frontiere della comunione ecclesiale da lui presieduta con tanto successo. Certo l'età avanzata comporta che non ci sarebbe posto adesso per le lacrime, ma piuttosto per una profonda gratitudine, a motivo dell'azione senza pari da lui svolta nella lunga storia del papato. Il solo dispiacere è che quest'uomo buono non abbia potuto vedere il pieno compimento del suo servizio incomparabile non solo per Roma, ma per tutta la cristianità. Poichè la storia ricorderà certamente il breve regno di papa Giovanni (egli accettò coraggiosamente l'elezione nell'età in cui la maggior parte degli uomni è in pensione da lungo tempo) per il suo contributo all'incremento di carità tra fratelli cristiani separati. Ci sono altre grandi opere a suo credito. Egli ha dimostrato che un pontefice può interessarsi, in maniera calda e personale, agli uomni comuni e alle loro sofferenze. Si deve a lui il rimarcabile tentativo di forare le barriere che hanno separato la Chiesa romana dai paesi dell'Est Europa. Ma la sua opera suprema, nel corso del grande concilio che egli ha riunito e grazie all'accoglienza fatta ai laeders cristiani di altre chiese e comunità venuti a visitarlo, è stato il suo incoraggiamento sincero, pieno di amore per gli sforzi finalizzati a guarire le divisioni secolari del Corpo di Cristo. Il popolo ha ben motivo di essere grato a questo vero e fedele servitore dei servi del Signore. Milioni di innumerevoli uomini questa mattina uniscono le loro preghiere a quelle dei fratelli cattolici romani, perchè Papa Giovanni, uomo di Dio, che era uomo del popolo, possa riposare nella pace di Cristo, che è suo e loro Signore".
Sac. Salvatore Paparo
"Nel 1947 Pio XII lo volle pro Prefetto del Sant'Uffizio dove, prima della riforma voluta da Paolo VI nel 1965, era prefetto lo stesso Papa. Spesso si dice che il Concilio aperto da Giovanni XXIII in realtà era stato voluto dallo stesso Pio XII che nessuno certo poteva accusare di modernismo.
In realtà le cose non stanno proprio così. E' vero che Papa Pacelli voleva indire un Concilio: infatti, il 4 marzo del 1948, chiamò in gran segreto il cardinale Ottaviani per costituire una Commissione preparatoria per un eventuale prossimo Concilio ecumenico. Non " per aprirsi al mondo", come poi fu deciso da Giovanni XXIII, ma, al contrario, per ridefinire i vari punti della dottrina cristiana minacciati dalla "Nouvelle Theologie".
Purtroppo, man mano che i lavori proseguivano, cominciarono a nasecre le prime divergenze che ben presto diventarono insanabili, anche a livello personale. Erano i prodromi di ciò che sarebbe successo di lì a qualche anno, con le assise del vaticano II. Davanti a questo spettacolo inammissibile, lo stesso Pacelli, sotto consiglio dello stesso Ottaviani, decise di chiudere questa esperienza preparatoria per il Concilio, comprendendo il pericolo che si poteva innescare. Passeranno pochissimi anni e i timori di Ottaviani si manifestarono nel 1958, quando Giovanni XXIII volle indire il Concilio Vaticano II. Momenti vissuti dal nostro cardinale con grande apprensione e assai lontano dall'ottimismo di papa Giovanni XXIII "Il Concilio che inizia sorge nella Chiesa come un giorno fulgente di luce splendidissima - dichiarò nel discorso d'apertura papa Roncalli - E' appena l'aurora: ma come già toccano soavemente i nostri animi i primi raggi del sole sorgente! Tutto qui spira santità, suscita esultanza".
Uomo schietto e concreto, Ottaviani definì il Concilio più che "una nuova aurora per l'umanità, una lunga notte per la Chiesa". Nel suo diario, il cardinale scriveva, nell'estate del 1965, pochi mesi prima della chiusura dei lavori conciliari con grande amarezza: " Prego Dio di farmi morire prima della fine di questo Concilio, così almeno muoio cattolico". Parole dure che disegna la visione che egli aveva dell'avventura del Concilio. Oggi, a quasi cinquant'anni da quegli eventi, ognuno, dal suo punto di vista, può serenamente valutarne i frutti senza inutili barriere ideologiche. Per descrivere gli anni di quel Concilio e l'opera di Ottaviani e dei cardinali a lui fedeli contro le fughe in avanti dei cattolici progressisti, non basterebbe un libro".
Fratello Antonello, lungi da me giudicare il cardinale Ottaviani "Colui che giudica è solo il Signore" , ma non posso condividere i suoi giudizi negativi sul grande Papa Giovanni XXIII e sul Concilio Ecumenico Vaticano II. Io sono con il Papa Giovanni e con il Concilio da lui voluto. Ti confermo la mia convinzione facendo mio quanto ha detto l'arcivescovo Loris Francesco Capovilla nella Basilica di Sant'Eufemia, il 27 ottobre 2009, nella sua conversazione intitolata: "TANTUM AURORA EST":
" Padre Rouquette, dopo un'ampia disamina di dati biografici e estermazioni variamente modulate, sigillava il suo lungo e e ben strutturato saggio con alcune pennellate che vogliono attenta riflessione:
"Tale era l'uomo semplice e complesso allo stesso tempo, tradizionale INNOVATORE suo malgrado. Sin dal suo primo apparire, la sua figura divenne leggendaria e dopo la sua morte s'è creato un mito che abbiamo tentato di decifrare. Dopo tutto il mito non è ingannevole. Esso traduce la verità in immagini d'Epinal piene e forti, senza mezze tinte. Crediamo che Giovanni XXIII era un uomo di Dio, umile, buono, semplice, unicamente desideroso di servire Cristo, la Chiesa e l'umanità. Nonostante la pompa barocca del vaticano, egli ha trovato spontaneamente, senza averla cercata, la strada del cuore degli uomini di oggi. La sua morte ha provocato dolore in tutto il mondo e una venerazione straordinaria. Per valutarla basta citare l'elogio che gli ha riservato il giornale anglicano Church Times all'indomani della morte:
"Le bandiere al vento, dappertutto, a metà mattina di martedi 4 giugno erano il segno di qualcosa di molto più profondo del lutto convenzionale per la dipartita di un capo di stato sovrano e amico. La morte di Angelo Giuseppe Roncalli, Giovanni XXIII, papa di Roma, è stata l'occasione di dolore autentico, ben al di là delle frontiere della comunione ecclesiale da lui presieduta con tanto successo. Certo l'età avanzata comporta che non ci sarebbe posto adesso per le lacrime, ma piuttosto per una profonda gratitudine, a motivo dell'azione senza pari da lui svolta nella lunga storia del papato. Il solo dispiacere è che quest'uomo buono non abbia potuto vedere il pieno compimento del suo servizio incomparabile non solo per Roma, ma per tutta la cristianità. Poichè la storia ricorderà certamente il breve regno di papa Giovanni (egli accettò coraggiosamente l'elezione nell'età in cui la maggior parte degli uomni è in pensione da lungo tempo) per il suo contributo all'incremento di carità tra fratelli cristiani separati. Ci sono altre grandi opere a suo credito. Egli ha dimostrato che un pontefice può interessarsi, in maniera calda e personale, agli uomni comuni e alle loro sofferenze. Si deve a lui il rimarcabile tentativo di forare le barriere che hanno separato la Chiesa romana dai paesi dell'Est Europa. Ma la sua opera suprema, nel corso del grande concilio che egli ha riunito e grazie all'accoglienza fatta ai laeders cristiani di altre chiese e comunità venuti a visitarlo, è stato il suo incoraggiamento sincero, pieno di amore per gli sforzi finalizzati a guarire le divisioni secolari del Corpo di Cristo. Il popolo ha ben motivo di essere grato a questo vero e fedele servitore dei servi del Signore. Milioni di innumerevoli uomini questa mattina uniscono le loro preghiere a quelle dei fratelli cattolici romani, perchè Papa Giovanni, uomo di Dio, che era uomo del popolo, possa riposare nella pace di Cristo, che è suo e loro Signore".
Sac. Salvatore Paparo
27 mar 2011
TERZA DOMENICA DI QUARESIMA A 27 MARZO 2011
OMELIA
Gesù avendo preso su di sè tutte le nostre debolezze, escluso il peccato, durante la sua vita terrena ha sofferto come noi anche la stanchezza e la sete. L'evangelista San Giovanni oggi ce lo presenta proprio stanco ed assetato, in una città della Samaria chiamata Sicar, seduto presso un pozzo di Giacobbe. Arriva una donna di Samaria ad attingere acqua e Gesù le dice: "Dammi da bere". La donna si meravglia perchè un Giudeo, cioè un nemico dichiarato dei Samaritani, si umilia fino a chiedere da bere, a lei Samaritana: "Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me che sono una donna Samaritana?".
Gesù le risponde in modo misterioso: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è Colui che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato acqua viva".
La Samaritana fa a Gesù un'obiezione pratica: "Signore, tu non hai un secchio per attinegere e il pozzo è profondo. Da dove prendi, dunque, quest'acqua viva?".
Allora Gesù precisa così: "Chiunque beve di quest'acqua, torna ad avere sete. Ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno".
La donna crede di capire; in realtà non capisce. E non capisce perchè falsamente pensa che Gesù si riferisca ancora ad un'acqua materiale come quella del pozzo: "Signore, dammi di quest'acqua perchè non abbiua più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua".
A questo punto Gesù fa una richiesta risolutiva alla donna: "Vai a chiamare tuo marito, e poi torna qui". Con questa richiesta Gesù invita la donna ad esaminare lo stato della sua vita. La donna, confusa, gli risponde con un certo imbarazzo: "Non ho marito".
Qui rileviamo: Gesù sa tutto e conosce in profondità la vita di ciascun uomo e di ciascuna donna. Lui vede con precisione quanto c'è di buono e quanto c'è di cattivo nella vita di ognuno di noi. Gesù vede chiaro anche nella vita della donna con la quale dialoga e, pertanto, le dice:
"Hai detto bene "Non ho marito"; infatti hai avuto cinque mariti e l'uomo che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto il vero".
Il significato delle parole di Gesù è questo: " Tu, o donna, non hai bisogno solo di acqua materiale per dissetare temporaneamente il tuo corpo. Tu hai un'altra sete molto più profonda, hai sete di felicità, e l'acqua che rende per sempre felice il tuo cuore, sono Io, il Messia".
Illuminata interiormente da Gesù, la donna capì che era un'infelice perchè durante la sua vita aveva inutilmente cercato la felicità nell'esercizio del sesso, in modo disordinato. La donna, però, si convertì; credette a Gesù, lo accettò come Messia Salvatore, e Gesù, ACQUA VIVA, la rese felice per sempre. Dominata dalla gioia, ritornò di corsa in città e disse alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia Lui il Messia?".
Molti Samaritani di quella città credettero in Gesù per la parola della donna che testimoniava: "Mi ha detto tutto quello che ho fatto". Andarono da Gesù, lo pregarono di rimanere da loro, e Lui rrimase là due giorni. Molti di più credettoro in Gesù per la sua parola e alla donna dicevano: "Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perchè noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi E' VERAMENTE IL SALVATORE DEL MONDO".
Rinsaldiamo la nostra fede in Gesù Messia nostro Salvatore. Ma, soprattutto, viviamo come è vissuto Gesù.
Sac. Salvatore Paparo
Gesù avendo preso su di sè tutte le nostre debolezze, escluso il peccato, durante la sua vita terrena ha sofferto come noi anche la stanchezza e la sete. L'evangelista San Giovanni oggi ce lo presenta proprio stanco ed assetato, in una città della Samaria chiamata Sicar, seduto presso un pozzo di Giacobbe. Arriva una donna di Samaria ad attingere acqua e Gesù le dice: "Dammi da bere". La donna si meravglia perchè un Giudeo, cioè un nemico dichiarato dei Samaritani, si umilia fino a chiedere da bere, a lei Samaritana: "Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me che sono una donna Samaritana?".
Gesù le risponde in modo misterioso: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è Colui che ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato acqua viva".
La Samaritana fa a Gesù un'obiezione pratica: "Signore, tu non hai un secchio per attinegere e il pozzo è profondo. Da dove prendi, dunque, quest'acqua viva?".
Allora Gesù precisa così: "Chiunque beve di quest'acqua, torna ad avere sete. Ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno".
La donna crede di capire; in realtà non capisce. E non capisce perchè falsamente pensa che Gesù si riferisca ancora ad un'acqua materiale come quella del pozzo: "Signore, dammi di quest'acqua perchè non abbiua più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua".
A questo punto Gesù fa una richiesta risolutiva alla donna: "Vai a chiamare tuo marito, e poi torna qui". Con questa richiesta Gesù invita la donna ad esaminare lo stato della sua vita. La donna, confusa, gli risponde con un certo imbarazzo: "Non ho marito".
Qui rileviamo: Gesù sa tutto e conosce in profondità la vita di ciascun uomo e di ciascuna donna. Lui vede con precisione quanto c'è di buono e quanto c'è di cattivo nella vita di ognuno di noi. Gesù vede chiaro anche nella vita della donna con la quale dialoga e, pertanto, le dice:
"Hai detto bene "Non ho marito"; infatti hai avuto cinque mariti e l'uomo che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto il vero".
Il significato delle parole di Gesù è questo: " Tu, o donna, non hai bisogno solo di acqua materiale per dissetare temporaneamente il tuo corpo. Tu hai un'altra sete molto più profonda, hai sete di felicità, e l'acqua che rende per sempre felice il tuo cuore, sono Io, il Messia".
Illuminata interiormente da Gesù, la donna capì che era un'infelice perchè durante la sua vita aveva inutilmente cercato la felicità nell'esercizio del sesso, in modo disordinato. La donna, però, si convertì; credette a Gesù, lo accettò come Messia Salvatore, e Gesù, ACQUA VIVA, la rese felice per sempre. Dominata dalla gioia, ritornò di corsa in città e disse alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia Lui il Messia?".
Molti Samaritani di quella città credettero in Gesù per la parola della donna che testimoniava: "Mi ha detto tutto quello che ho fatto". Andarono da Gesù, lo pregarono di rimanere da loro, e Lui rrimase là due giorni. Molti di più credettoro in Gesù per la sua parola e alla donna dicevano: "Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perchè noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi E' VERAMENTE IL SALVATORE DEL MONDO".
Rinsaldiamo la nostra fede in Gesù Messia nostro Salvatore. Ma, soprattutto, viviamo come è vissuto Gesù.
Sac. Salvatore Paparo
20 mar 2011
SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA A 20.3.2011
OMELIA
Per capire un pochino la Trasfigurazione di Gesù, raccontata dal brano evengelico di oggi, seconda domenica di quaresima, dobbiamo richiamarci alla mente la professione di fede di Pietro, fatta a Cesarea di Filippi.
Gesù domandò ai suoi discepoli " La gente chi dice che sia il Figlio dell'Uomo? ".
Risposero: "Alcuni dicono che sia Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geramia o qualcuno dei profeti ". Disse loro: " Ma voi chi dite che io sia? " Rispose Simon Pietro: " Tu sei il Cristo " (il Messia). E Gesù gli disse: " Beato sei tu, Simone figlio di Giona, perchè nè carne ne sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli ".
L'evanmgelista San Matteo continua così:
"Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso, e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: " Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai". Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: " Va' dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo perchè non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini ".
Riflettiamo.
Pietro, illuminato da Dio Padre, riconobbe in Gesù il MESSIA ATTESO; ma la sua mente, in parte, rimase nell'errore: come i suoi contemporanei, infatti, continuò a credere che il Messia sarebbe stato un grande condottiero, avrebbe liberato gli Ebrei dalla dominazione romana, avrebbe conquistato il mondo intero, e lo avrebbe governato insieme alle dodici tribù di Israele. Questo errore di Simon Pietro sul Messia, appare chiaro dalle parole che lo stesso Pietro pronunziò quando Gesù manifestò agli apostoli che egli avrebbe compiuto la sua missione messianica passando attraverso la sua sofferenza e la sua morte in croce. Pietro gli disse: " Signore, questo non ti accadrà mai ".
A questo punto s'inserisce l'episodio della Trasfigurazione di Gesù, descritta dal brano evangelico di oggi. Gesù prese con sè Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse sul monte Tabor. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e la sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero Mosè ed Elia, e con Gesù si misero a parlare proprio della sua passione e della sua morte imminenti. Prendendo la parola Pietro disse a Gesù: " Signore, è bello per noi stare qui. Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: " Questi è il mo figlio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo".
Dio Padre, quindi, diede ragione a Gesù: il Messia Gesù doveva soffrire molto, essere ucciso e risorgere il terzo giorno. Ma gli apostoli, purtroppo, non ubbidirono a Dio Padre e perseverarono nella falsa convinzione di un Gesù Messia condottiero.
A proposito gli evangelisti ci riferiscono un episodio molto istruttivo. Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: " Maestro, vogliamo che tu faccia per noi ciò che ti chiediamo". Gesù disse loro: " Che cosa volete che io faccia per voi? ". Gli risposero: "Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra".
Con queste parole Giacomo e Giovanni confernmarono la loro falsa convinzione che Gesù Messia avrebbe conquistato e governato il mondo intero insieme alle dodici tribù di Israele, e gli chiesero di concedere loro le due più alte cariche del suo futuro governo mondiale. Gli altri dieci apostoli, avendo sentito, si indignarono con Giacomo e Giovanni, perchè anche loro erano superbi e miravano ad ottenere le più alte cariche nel futuro regno mondiale di Gesù. Allora Gesù disse loro: " Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi non è così: ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi, sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'Uomo, infatt,i non è venuto per essere servito ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti".
Purtroppo gli apostoli non capirono la lezione di Gesù e perseverarono nell'errore nei riguardi di Gesù Messia. La conseguenza fu disastrosa. Infatti, quando Gesù fu catturato nell'orto del Getsemani, gli apostoli percepirono immediatamente che i suoi nemici lo avrebbero ucciso; e temendo di essere uccisi anche loro, dominati dal terrore, abbandonarono Gesù e fuggirono.
Solo per la misericordia di Dio, dopo la risurrezione di Gesù, gli apostoli finalmente si convertirono e si convinsero che il Messia Gesù non è venutpo per conquistare e dominare il mondo intero con le armi, ma per salvarci dal peccato e dalle conseguenze del peccato offrendoci il massimo grado dell'amore, ossia morendo per noi sulla croce. Gli apostoli finalmente compresero anche il significato di queste parole che valgono anche per noi: " Se qualcuno vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua".
Sac. Salvatore Paparo.
Per capire un pochino la Trasfigurazione di Gesù, raccontata dal brano evengelico di oggi, seconda domenica di quaresima, dobbiamo richiamarci alla mente la professione di fede di Pietro, fatta a Cesarea di Filippi.
Gesù domandò ai suoi discepoli " La gente chi dice che sia il Figlio dell'Uomo? ".
Risposero: "Alcuni dicono che sia Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geramia o qualcuno dei profeti ". Disse loro: " Ma voi chi dite che io sia? " Rispose Simon Pietro: " Tu sei il Cristo " (il Messia). E Gesù gli disse: " Beato sei tu, Simone figlio di Giona, perchè nè carne ne sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli ".
L'evanmgelista San Matteo continua così:
"Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso, e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: " Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai". Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: " Va' dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo perchè non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini ".
Riflettiamo.
Pietro, illuminato da Dio Padre, riconobbe in Gesù il MESSIA ATTESO; ma la sua mente, in parte, rimase nell'errore: come i suoi contemporanei, infatti, continuò a credere che il Messia sarebbe stato un grande condottiero, avrebbe liberato gli Ebrei dalla dominazione romana, avrebbe conquistato il mondo intero, e lo avrebbe governato insieme alle dodici tribù di Israele. Questo errore di Simon Pietro sul Messia, appare chiaro dalle parole che lo stesso Pietro pronunziò quando Gesù manifestò agli apostoli che egli avrebbe compiuto la sua missione messianica passando attraverso la sua sofferenza e la sua morte in croce. Pietro gli disse: " Signore, questo non ti accadrà mai ".
A questo punto s'inserisce l'episodio della Trasfigurazione di Gesù, descritta dal brano evangelico di oggi. Gesù prese con sè Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse sul monte Tabor. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e la sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero Mosè ed Elia, e con Gesù si misero a parlare proprio della sua passione e della sua morte imminenti. Prendendo la parola Pietro disse a Gesù: " Signore, è bello per noi stare qui. Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: " Questi è il mo figlio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo".
Dio Padre, quindi, diede ragione a Gesù: il Messia Gesù doveva soffrire molto, essere ucciso e risorgere il terzo giorno. Ma gli apostoli, purtroppo, non ubbidirono a Dio Padre e perseverarono nella falsa convinzione di un Gesù Messia condottiero.
A proposito gli evangelisti ci riferiscono un episodio molto istruttivo. Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: " Maestro, vogliamo che tu faccia per noi ciò che ti chiediamo". Gesù disse loro: " Che cosa volete che io faccia per voi? ". Gli risposero: "Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra".
Con queste parole Giacomo e Giovanni confernmarono la loro falsa convinzione che Gesù Messia avrebbe conquistato e governato il mondo intero insieme alle dodici tribù di Israele, e gli chiesero di concedere loro le due più alte cariche del suo futuro governo mondiale. Gli altri dieci apostoli, avendo sentito, si indignarono con Giacomo e Giovanni, perchè anche loro erano superbi e miravano ad ottenere le più alte cariche nel futuro regno mondiale di Gesù. Allora Gesù disse loro: " Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi non è così: ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi, sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'Uomo, infatt,i non è venuto per essere servito ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti".
Purtroppo gli apostoli non capirono la lezione di Gesù e perseverarono nell'errore nei riguardi di Gesù Messia. La conseguenza fu disastrosa. Infatti, quando Gesù fu catturato nell'orto del Getsemani, gli apostoli percepirono immediatamente che i suoi nemici lo avrebbero ucciso; e temendo di essere uccisi anche loro, dominati dal terrore, abbandonarono Gesù e fuggirono.
Solo per la misericordia di Dio, dopo la risurrezione di Gesù, gli apostoli finalmente si convertirono e si convinsero che il Messia Gesù non è venutpo per conquistare e dominare il mondo intero con le armi, ma per salvarci dal peccato e dalle conseguenze del peccato offrendoci il massimo grado dell'amore, ossia morendo per noi sulla croce. Gli apostoli finalmente compresero anche il significato di queste parole che valgono anche per noi: " Se qualcuno vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua".
Sac. Salvatore Paparo.
19 mar 2011
19 MARZO 2011
SOLENNITA' DI SAN GIUSEPPE DELLA SACRA FAMIGLIA DI NAZARET
Amatissimo GIUSEPPE DE CARLI fratello mio ed amico DELL'OPERA CENACOLO FAMILIARE, oggi è il tuo onomastico: ti supplico di invocare san GIUSEPPE, SPOSO DI MARIA SANTISSIMA E PADRE DI GESU', perchè DALLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO ottenga la grazia di infondere nell'animo del Papa Benedetto XVI LA FEDE E IL CORAGGIO DI INDIRE, SENZA ESITAZIONE ALCUNA, IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
GRAZIE!
Il tuo riconoscente fratello ed amico,
sac. Salvatore Paparo
Amatissimo GIUSEPPE DE CARLI fratello mio ed amico DELL'OPERA CENACOLO FAMILIARE, oggi è il tuo onomastico: ti supplico di invocare san GIUSEPPE, SPOSO DI MARIA SANTISSIMA E PADRE DI GESU', perchè DALLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO ottenga la grazia di infondere nell'animo del Papa Benedetto XVI LA FEDE E IL CORAGGIO DI INDIRE, SENZA ESITAZIONE ALCUNA, IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO III.
GRAZIE!
Il tuo riconoscente fratello ed amico,
sac. Salvatore Paparo
14 mar 2011
PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA A 13 MARZO 2011
OMELIA
l'Apostolo San Paolo scrisse di Gesù: " Egli fu in tutto simile a noi, eccetto che nel peccato".
Gesù, quindi, volle essere in tutto nostro fratello, ANCHE NELLA TENTAZIONE.
Gesù fu tentato ripetutamente dal diavolo perchè disubbidisse al Padre Celeste.
La Prima Domenica di Quaresima oggi si sofferma su tre tentazioni diaboliche subite e vinte da Gesù. Noi, però, fissiamo la nostra attenzione solo sulla prima tentazione:
" SE TU SEI FIGLIO DI DIO, DI' CHE QUESTE PIETRE DIVENTINO PANE".
Per capire questa tentazione, dobbiamo riferirci agli Ebrei nel deserto. Dio li aveva liberati dalla schiavitù egiziana; aveva loro promesso che li avrebbe condotti fino alla Terra Promessa, Terra di Abbondanza. Ma nel deserto gli Ebrei rimasero senza pane ed ebbero fame. Ebbene, malgrado i tantissimi miracoli che Dio aveva fatto a loro beneficio, essi anzichè riporre la loro fiducia in Dio, si ribellarono contro di Lui, e si lamentarono così con Mosè:
" Perchè non siamo morti in Egitto per mano di Dio, quando eravamo seduti davanti a piatti di carne e mangiavamo pane a sazietà? Dio ci ha condotti in questo deserto per farci morire di fame". Gli Ebrei, quindi, furono vinti dalla tentazione e peccarono. Dio, però, nella sua bontà misericordiosa, non solo non li castigò, ma andò ugualmente incontro alla loro necessità: per ben quarant'anni li sfamò nel deserto con il grande miracolo della manna. La Sacra Scrittura precisa anche il motivo del comportamento di Dio. Dice: " Dio ti ha dato da mangiare la manna per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio ".
Il deserto non poteva offrire il pane agli Ebrei affamati, ma la Parola Onnipotente di Dio, sì. Dio, però, pur potendo creare IL PANE ORDINARIO, non lo creò. Creò, invece, UN PANE SPECIALE, CREO' LA MANNA perchè gli Ebrei comprendessero che a Lui non macano i mezzi per sfamare le sue creature.
PENSIAMO A GESU'.
Come gli Ebrei anche Gesù si trovò nel deserto; come gli Ebrei anche Gesù ebbe fame e fu tentato. Ma al contrario degli Ebrei, Gesù vinse la tentazione diabolica, rispondendo a satana con le stesse parole scritturistiche citate sopra: "NON DI SOLO PANE VIVE L'UOMO, MA DI OGNI PAROLA CHE ESCE DALLA BOCCA DI DIO".
In altre parole, Gesù rispose così al diavolo: "Tu credi che Io per sfamarmi debba compiere il miracolo di cambiare queste pietre in pane. Ma non è così: il Padre mio può saziare la mia fame anche diversamente, PERCHE' LA SUA PAROLA E' ONNIPOTENTE".
E Gesù non rimase deluso nella sua fiducia: infatti, non appena superò la tentazione diabolica, il Padre Celeste Gli mandò degli angeli, i quali si misero a servirlo, cioè GLI DIEDERO DA MANGIARE.
Da quanto abbiamo detto, dobbiamo trarre questo insegnamento: nelle nostre necessità materiali e spirituali dobbiamo mantenere viva la fiducia in Dio Padre. Egli rimane sempre fedele alle sue promesse, e non ci farà mancare mai il suo aiuto.
Sac. Salvatore Paparo
l'Apostolo San Paolo scrisse di Gesù: " Egli fu in tutto simile a noi, eccetto che nel peccato".
Gesù, quindi, volle essere in tutto nostro fratello, ANCHE NELLA TENTAZIONE.
Gesù fu tentato ripetutamente dal diavolo perchè disubbidisse al Padre Celeste.
La Prima Domenica di Quaresima oggi si sofferma su tre tentazioni diaboliche subite e vinte da Gesù. Noi, però, fissiamo la nostra attenzione solo sulla prima tentazione:
" SE TU SEI FIGLIO DI DIO, DI' CHE QUESTE PIETRE DIVENTINO PANE".
Per capire questa tentazione, dobbiamo riferirci agli Ebrei nel deserto. Dio li aveva liberati dalla schiavitù egiziana; aveva loro promesso che li avrebbe condotti fino alla Terra Promessa, Terra di Abbondanza. Ma nel deserto gli Ebrei rimasero senza pane ed ebbero fame. Ebbene, malgrado i tantissimi miracoli che Dio aveva fatto a loro beneficio, essi anzichè riporre la loro fiducia in Dio, si ribellarono contro di Lui, e si lamentarono così con Mosè:
" Perchè non siamo morti in Egitto per mano di Dio, quando eravamo seduti davanti a piatti di carne e mangiavamo pane a sazietà? Dio ci ha condotti in questo deserto per farci morire di fame". Gli Ebrei, quindi, furono vinti dalla tentazione e peccarono. Dio, però, nella sua bontà misericordiosa, non solo non li castigò, ma andò ugualmente incontro alla loro necessità: per ben quarant'anni li sfamò nel deserto con il grande miracolo della manna. La Sacra Scrittura precisa anche il motivo del comportamento di Dio. Dice: " Dio ti ha dato da mangiare la manna per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio ".
Il deserto non poteva offrire il pane agli Ebrei affamati, ma la Parola Onnipotente di Dio, sì. Dio, però, pur potendo creare IL PANE ORDINARIO, non lo creò. Creò, invece, UN PANE SPECIALE, CREO' LA MANNA perchè gli Ebrei comprendessero che a Lui non macano i mezzi per sfamare le sue creature.
PENSIAMO A GESU'.
Come gli Ebrei anche Gesù si trovò nel deserto; come gli Ebrei anche Gesù ebbe fame e fu tentato. Ma al contrario degli Ebrei, Gesù vinse la tentazione diabolica, rispondendo a satana con le stesse parole scritturistiche citate sopra: "NON DI SOLO PANE VIVE L'UOMO, MA DI OGNI PAROLA CHE ESCE DALLA BOCCA DI DIO".
In altre parole, Gesù rispose così al diavolo: "Tu credi che Io per sfamarmi debba compiere il miracolo di cambiare queste pietre in pane. Ma non è così: il Padre mio può saziare la mia fame anche diversamente, PERCHE' LA SUA PAROLA E' ONNIPOTENTE".
E Gesù non rimase deluso nella sua fiducia: infatti, non appena superò la tentazione diabolica, il Padre Celeste Gli mandò degli angeli, i quali si misero a servirlo, cioè GLI DIEDERO DA MANGIARE.
Da quanto abbiamo detto, dobbiamo trarre questo insegnamento: nelle nostre necessità materiali e spirituali dobbiamo mantenere viva la fiducia in Dio Padre. Egli rimane sempre fedele alle sue promesse, e non ci farà mancare mai il suo aiuto.
Sac. Salvatore Paparo
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