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15 ott 2009

CINTANO 11 OTTOBRE 2009

Cintano 11 ottobre 2009
XXVIII DOMENICA DURANTE L’ANNO B


Noi cristiani dobbiamo essere sicuri che Dio è fedele alle sue promesse. Dobbiamo, pertanto, credere fermamente che Dio resterà fedele anche alla promessa che ci fece per mezzo degli angeli sulla grotta di Betlem mentre il neonato Gesù giaceva in una mangiatoia avvolto in umili fasce:

“ PACE IN TERRA AGLI UOMNI CHE DIO AMA”.

Con questa fede v’invito ad ascoltare un bell’articolo intitolato “LA PACE NON E’ UTOPIA”. E’ stato scritto da Kathleen Kennedy. Per facilitare la sua comprensione è utile fare una premessa: negli ultimi cinquant’anni del secolo scorso il clan dei Kennedy ha avuto un ruolo molto importante per gli Stati Uniti e il mondo intero. I capostipiti del clan sono Joseph Kennedy e Rose Fitzgerald. Ebbero nove figli e da questi numerosi nipoti. Sono tre, però, quelli che spiccarono per il loro impegno a far rispettare i diritti umani, per porre fine alle guerre e per instaurare la pace nel mondo intero: John Kennedy fu eletto Presidente degli Stati Uniti nel 1960, ma purtroppo fu assassinato il 22 novembre del 1963 dopo appena mille giorni di governo. Robert Kennedy era sul punto di essere eletto Presidente degli Stati Uniti, ma, purtroppo, fu assassinato come il fratello Jhon. Il terzo fratello Ted Kennedy per quarant’anni fu uno stimatissimo Senatore degli Stati Uniti. E’ morto il 26 agosto u.s. L’attuale Presidente degli Stati Uniti Obama ha dichiarato: “Ho il cuore a pezzi”. E giustamente: infatti il Senatore Ted Kennedy fu il principale artefice della sua elezione a Presidente. Non solo: Obama è anche l’erede dei Kennedy; ha il loro stesso ideale: FAR RISPETTARE I DIRITTI UMANI; DIALOGARE CON TUTTI, PORRE FINE ALLE GUERRE, INSTAURARE LA PACE MONDIALE.

Obama sta portando avanti quest’ideale con saggezza e generosità. Per questo motivo venerdi scorso, 9 agosto, gli fu GIUSTAMENTE assegnato il PREMIO NOBEL PER LA PACE.

Torniamo all’articolo: l’articolista è la figlia di Robert Kennedy e scrive:

LA PACE NON E’ UTOPIA

Cosa vuol dire promuovere la pace? Se dovessi spiegarlo a un giovane racconterei un ricordo personale. Quando mio zio, il Presidente John Kennedy, fu assassinato, ero adolescente e mio padre Robert mi scrisse queste parole dalla Casa Bianca: “Sai che John è morto ed è stato sepolto oggi. Sei la più grande dei nipoti Kennedy e hai una grande responsabilità: sii buona con gli altri e impegnati per il tuo paese. Con Amore. Daddy”. Mio padre avrebbe potuto mostrarsi ferito o gonfio d’ira o assetato di vendetta. Avrebbe potuto chiudersi nel suo dolore. Invece ha scritto a una ragazzina come me, per parlarmi di responsabilità, solidarietà e amore. Penso che proprio questo sia lottare per la pace: diffonderne i valori comunque, ovunque e in ogni circostanza. Non ho mai pensato che il mondo sia migliore perché John Kennedy o mio padre, o Matrin Luther King sono stati uccisi. Credo che il mondo sarebbe ancora migliore se fossero rimasti in vita. Ma i loro ideali sono rimasti qui e continuano a influenzare la nostra vita. Esiste una cultura della non violenza che loro ci hanno lasciato, e che riguarda non solo la politica o la finanza, ma anche l‘educazione e le religioni.

Per questo ho aderito a SCIENCE FOR PEASE, il cui primo obiettivo è costruire una cultura della pace. Le fedi religiose possono contribuire alla cultura di pace promuovendo la tolleranza e l’apertura a chi ha fedi diverse: ci sono esempi di alleanze interconfessionali, in cui chi segue tradizioni diverse lavora su programmi e obiettivi di interesse comune, come il riscaldamento globale, o la cura dell’Aids o la riduzione delle armi nucleari e di tutti gli armamenti. Le scuole possono insegnare i valori della non violenza.

Il secondo obiettivo di SCIENCE FOR PEACE è la riduzione delle spese militari. E’ ora di aprirci alla speranza. Barack Obama ha dinimostrato che l’America può cambiare, che possiamo superare il nostro passato fatto di schiavitù, di linciaggi e di sommosse violente, per eleggere un afro-americano che vuole ridurre il numero di testate nucleari. Ci sono leader come Sen Sam Nunn, Henry Kissinger e Graham Allison che ora stanno impegnandosi per ridurre le armi nucleari. La gente può cambiare e questo ci dà speranza. Le donne saranno sempre più importanti nella creazione di una coesistenza pacifica e nella prevenzione dei conflitti. Nella storia, la donne hanno giocato un ruolo fondamentale sin dal tempo di quelle donne greche, come racconta Lisistrato, che si rifiutarono di accordare favori sessuali agli uomini, se avessero continuato a guerreggiare. La pace è stata favorita dalle donne nell’Irlanda del Nord, dalle Comadres El Salvador, dalle madri dei Desaparecidos in Argentina. Recentemente sono state proprio le donne in Iran a mostrare un incredibile coraggio e condurre gli uomini ad opporsi al regime oppressivo.

Sono da anni al fianco di Umberto Veronesi per promuovere la scienza e il metodo scientifico. Il nostro impegno è rivolto alla gente, per aiutare tutti a capire e apprezzare il ruolo della scienza nella società. Abbiamo insieme voluto mettere in evidenza non solo come il progresso scientifico migliora lo standard di vita, ma anche come il metodo scientifico è uno strumento eccellente da applicare a molti altri campi dell’attività e del pensiero umano, per risolvere i problemi. Crediamo quindi che la scienza possa contribuire molto al processo di pace, e debba farlo. Chiedere al mondo la pace e agire per la pace oggi non è un’utopia; si tratta di speranza, impegno civile e fiducia nel futuro. Nelle parole di John Kennedy, “l’umanità dovrà porre fine alle guerre, o saranno le guerre a porre fine all’umanità”. E l’umanità vuole la pace, per sopravvivere e per progredire”.

Desidero concludere dicendovi che oggi è la festa del beato Papa Giovanni XXIII. L’11 ottobre del 1962, 47 anni fa, Papa Giovanni iniziò il Concilio Ecumenico Vaticano II che pose le basi perché il mondo riconosca che Gesù è il suo Unico Salvatore. Purtroppo il Concilio Vaticano II, in seguito, è stato affossato; ma certamente sarà ripreso e realizzerà la pace e il benessere mondiali messianici, il Regno di Dio in tutte le sue migliori espressioni possibili in questa terra in vista dei cieli nuovi e della terra nuova, l’Età Aurea della Redenzione fondata sulla santità della famiglia, creata ad immagine e somiglianza della Famiglia Trinitaria di Dio e redenta da Gesù. Giovanni XXIII, il Papa buono, il Papa che è stato amato da tutti perché nella sua persona ha incarnato l’amore misericordioso del Padre Celeste, ha scritto una storica e immortale Enciclica, la “PACEM IN TERRIS”. Ma di essa avremo altre occasioni per parlarne duffusamente.


Sac. Salvatore Paparo

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