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11 ott 2009

FRATERNE CONFIDENZE

FRATERNE CONFIDENZE del sacerdote Salvatore Paparo,
umile e spero docile strumento di Dio e di Maria Santissima, scelto dal loro amore misericordioso per annunziare al mondo

l’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO, FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; E REDENTA CON LA MORTE E CON LA RISURREZIONE DI GESU’, SPOSO DELLA CHIESA.

Lo scopo di queste mie fraterne confidenze è che tu, amico lettore, ti convinca che L’OPERA CENACOLO FAMILIARE

è voluta da Dio e da Maria Santissima. Per facilitare la tua convinzione, il Signore e la Madonna, nel corso della mia vita, hanno operato in me, loro umile messaggero, tanti miracoli. Con semplicità te ne confido alcuni che riguardano la loro singolare protezione per salvaguardare la mia vita e liberarmi dalla morte.



Avevo otto o nove anni e con i miei amichetti, come tante altre volte, in una strada di Bronte, giocavo al calcio con una palla confezionata con stracci. La palla calciata finì sul tetto di una casa adiacente. Io immediatamente, arrampicandomi sulla grondaia, salii sul tetto per ricuperarla. Mentre scendevo dal tetto, mia mamma dal balcone della mia casa mi sgridò severamente ed io impaurito precipitai a terra pesantemente e violentemente. Mi svegliai nel mio letto, dopo alcune ore: la stanza era piena di gente: MI AVEVANO CREDUTO MORTO.



All’età di dieci anni mi trovavo in campagna con il mio fratello Carmelo, quando uno sciame di vespe mi assalì alla faccia. Io sentivo che il loro pungiglione penetrava nella mia carne, ma non veniva iniettato veleno. Dopo circa cinque minuti d’assalti e di lotta, le vespe si allontanarono: LA MIA FACCIA ERA INTATTA E NON ACCUSAVO ALCUN DOLORE.



All’età di dodici anni, ero già seminarista, insieme al mio assistente e ad altri tre seninaristi, mi trovavo sul vulcano

Etna. Il tratto che attraversavamo era ripidissimo: per evitare cadute procedevamo lentamente e a braccetto. Ad un certo punto io fui preso da una irresistibile voglia di velocità, mi staccai violentemente dagli altri e proseguii da solo. Correvo veloce veloce e non riuscivo a fermarmi. Allora sentii una voce interiore che mi disse: “ GETTATI A TUFFO “, cosa che io eseguii immediatamente, e mi fermai. AD ALCUNI METRI DI DISTANZA C’ERA UN PRECIPIZIO CHE MI AVREBBE CAUSATO LA MORTE.



Sempre all’età di dodici anni ero in campagna e cavalcavo una mula insieme al mio fratello Carmelo: lui in sella e io nella parte posteriore dell’animale. La mula si imbizzarrì e si mise a calciare ininterrottamente con le zampe posteriori: io scivolai di dietro MA NON FUI COLPITO DAI CALCI DELLA MULA: rimasi in piedi sulla terra: SENTII LA PROTEZIONE DI DIO E DELLA MADONNA.



Nel maggio del 1946 ( avevo 16 anni e studiavo liceo allo Studentato dei Padri Maristi sito a Cavagnolo in provincia di Torino ) caddi gravemente ammalato: ero agli estremi. Una sera i due medici curanti, dopo un breve consulto, dissero, senza mezzi termini, al Superiore: “ NON PASSERA’ LA NOTTE “. La bontà di Dio, invece, mi guarì immediatamente e perfettamente, per i suoi scopi misericordiosi. Immerso in Dio,

LUCE – CALORE ESTASIANTE, mi fu comunicata in embrione L’OPERA CENACOLO FAMILIARE : “L’UMANITA’ VA INCONTRO ALL’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO. ALLORA IL MONDO RICONOSCERA’ GESU’ COME SUO UNICO SALVATORE E VIVRA’ , IN MODO STRAORDINARIO, UN’ERA DI PACE E DI BENESSERE. TU SARAI UN UMILE NOSTRO STRUMENTO”.



Durante le mie numerose e prolungate preghiere quotidiane, trascorse in dolce e gioiosa intimità con Dio e Maria Santissima, ho spesso ricevuto questa comunicazione celeste:

“ PRIMA CHE L’OPERA CENACOLO FAMILIARE

ABBIA IL SUO NATURALE SVILUPPO, DOVRAI

AFFRONTARE UNA MALATTIA MORTALE “.

La comunicazione divina si è già realizzata: il 28 Novembre 2005, fui sottoposto ad un delicatissimo e complicato intervento chirurgico: mi furono asportate la vescica e la prostata colpite da un tumore maligno. Il dottor Vestita, poi, la cui mano fu meravigliosamente guidata da Dio, mi ricostituì la vescica con il mio intestino.

Oggi, 22 ottobre 2007, ho il dovere riconoscente di testimoniare che il Signore il 28 novembre 2005 mi ha guarito miracolosamente per la seconda volta, per i suoi scopi misericordiosi, riguardanti l’OPERA CENACOLO FAMILIARE. Dopo l’intervento chirurgico, infatti, non ho avuto bisogno di alcuna medicina. Sono perfettamente guarito ed in me non c’è alcuna traccia di cancro.



Cintano 22 ottobre 2007

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